Scuola, insegnanti, docenti, dirigenti scolastici, personale ATA
 
IndiceIndice  CercaCerca  FAQFAQ  RegistrarsiRegistrarsi  AccediAccedi  

Ultimi argomenti
Link sponsorizzati
Condividere | 
 

 DSA: non uno di meno

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso 
AutoreMessaggio
avidodinformazioni



Messaggi : 15858
Data d'iscrizione : 10.06.13
Località : Torino, la città più grande della Calabria

MessaggioOggetto: DSA: non uno di meno   Lun Ott 26, 2015 9:48 am

http://regioni.orizzontescuola.it/2015/10/25/casi-di-dsa-in-aumento-del-20-convegno-a-catania/

"I casi di DSA sono in forte aumento nelle scuole di ogni ordine e grado e si è raggiunta una percentuale di circa il 20 per cento: in pratica in una classe di 20 alunni, 4 di essi presentano problemi di apprendimento, spesso non correttamente riconosciuti e adeguatamente affrontati"

Sorvoliamo sul titolo che parla di aumenti del 20 % invece di aumenti al 20 %; la matematica si sa ......
Mi chiedo solo se per caso l'obiettivo sia certificare il 100 % degli alunni; si è arrivati al 20 e non si è contenti, si ritiene che ce ne siano altri e che quindi sia necessario certificare di più e meglio.
Se l'obiettivo è questo  si rassegnino, non lo raggiungeranno mai ! Ci sono i ragazzi della 104 che non sono e mai saranno DSA.

Avete perso !


Bastard mode on

"Relatori eminenti personalità nei settori della clinica e della ricerca nel campo della neurologia, neuropsichiatria età evolutiva, neuropsicologia, pedagogia e terapisti esperti nel settore dei DSA."

Come si riconosce una personalità eminente da un pirla qualsiasi ? Da quante certificazioni produce ogni anno ?

Bastard mode off
Tornare in alto Andare in basso
Online
Ire



Messaggi : 8347
Data d'iscrizione : 02.10.10

MessaggioOggetto: Re: DSA: non uno di meno   Lun Ott 26, 2015 10:11 am

che risposta ti aspetti?

Ti fai influenzare da un articolo così?

Tornare in alto Andare in basso
http://www.dis-tranoi.it/forum
Ire



Messaggi : 8347
Data d'iscrizione : 02.10.10

MessaggioOggetto: Re: DSA: non uno di meno   Lun Ott 26, 2015 10:12 am

@avido, so che non ti ho dato nessuna risposta ma tunon puoi mettere un titolo così e sperare che io stia zitta|||

:-D
Tornare in alto Andare in basso
http://www.dis-tranoi.it/forum
avidodinformazioni



Messaggi : 15858
Data d'iscrizione : 10.06.13
Località : Torino, la città più grande della Calabria

MessaggioOggetto: Re: DSA: non uno di meno   Lun Ott 26, 2015 11:16 am

Ire ha scritto:
@avido, so che non ti ho dato nessuna risposta ma tunon puoi mettere un titolo così e sperare che io stia zitta|||

:-D
Mai avuto simili pretese
Tornare in alto Andare in basso
Online
lucetta10



Messaggi : 5368
Data d'iscrizione : 17.01.12

MessaggioOggetto: Re: DSA: non uno di meno   Lun Ott 26, 2015 2:28 pm

Sul tema una questione diversa.
Oggi mi arriva una nuova certificazione. Ospedale inappuntabile, centro pubblico di eccellenza.
Profiletto inutile con quattro chiacchiere sulla famiglia (riferite dalla famiglia stessa).
Relazione dettagliata dei test cognitivi: QI nella norma.
Relazione dettagliata sui test per l'area emozionale: tutto nella norma.
Diagnosi: dislessia e discalculia, spiegato in tre righe. Test di accompagnamento della diagnosi: NESSUNO!
Due paginette di elenco di strumenti dispensativi e compensativi finali con sunto (indecente) della legge.

Ma io dico: come cacchio pensano sti emeriti professoroni che si possa stilare un PDP sulla base di tre righe generiche sul DSA SENZA l'accompagnamento di nessun test.
Cosa me ne frega a me dei cavoli della famiglia, della settimana in cui è nata la ragazzina e della separazione dei genitori.
Chi stracacchio li autorizza a stilarmi una lista di strumenti di cui NON sanno nulla perché di pertinenza DIDATTICA?
Sono indignata. Dobbiamo muoverci: bisogna dire a questi cretini che siamo offesi dal dover leggere su una diagnosi, mutila della parte MEDICA, che serve un'interrogazione programmata o una tavola pitagorica per un referto che non hanno nemmeno saputo fare.
Perché non consegnano un bel PDP già compilato alle dimissioni già che ci sono?
Tornare in alto Andare in basso
Ire



Messaggi : 8347
Data d'iscrizione : 02.10.10

MessaggioOggetto: Re: DSA: non uno di meno   Lun Ott 26, 2015 3:40 pm

Non hai torto, Lucetta, ma sei sicura che tutti voi sareste in grado di leggere i test e di attribuire un valore ai risultati?

E' indicato il protocollo diagnostico seguito?

Gli strumenti che hanno indicato sono alcuni di quelli che PUOI adottare come richiesto dalla legge di cui ti hanno fatto un sunto (ma non ce ne era bisogno sarebbe stato sufficiente ricordare la legge)

Non possono interferire sulla didattica e non l'hanno fatto.

Ti hanno fatto il quadro famigliare (e non può essere altro che riferito dalla famiglia) ti hanno detto che i risultati dei test conducono alla presenza di un dsa e ti ricordano la legge e gli adempimenti che essa prevede in questi casi.

Ora tocca a voi conoscere il ragazzo e vedere quali strumenti utilizzare.

Tornare in alto Andare in basso
http://www.dis-tranoi.it/forum
giggi



Messaggi : 396
Data d'iscrizione : 30.09.09

MessaggioOggetto: Re: DSA: non uno di meno   Lun Ott 26, 2015 8:51 pm

In verità nelle diagnosi di DSA che ho io sottomano sono sempre presenti i risultati dei test con commenti e griglie che evidenziano dove è emerso il problema e in che fase; ad es. non è scritto solo "disortografia" ma addirittura il tipo di test somministrato e il livello, gli errori misurati e il range di riferimento ecc. insomma, le diagnosi che ho presenti io sono davvero ben fatte e scrupolose, tanto che da quelle io posso evincere ciò che inserirò nel PDP e a cui devo prestare attenzione perchè segnalato e solo dopo gli strumenti e le misure che prevedo di utilizzare tra quelle consigliate dagli specialisti e dalla legge. Credo che nella certificazione di cui parla lucetta manchi proprio questa parte, fondamentale per redigere un PDP che abbia un senso e che non sia solo un elenco generico di tutte le possibili misure dispensativi e degli strumenti compensativi che ci vengono suggeriti da legge e strutture mediche.
Tornare in alto Andare in basso
precario.acciaio



Messaggi : 1631
Data d'iscrizione : 29.08.15

MessaggioOggetto: Re: DSA: non uno di meno   Lun Ott 26, 2015 8:59 pm

Io ne ho solo uno su 120, quindi non ho l'impennata segnalata dall'articolo; nella miamateria tra l'altro è il terzo più bravo...
Tornare in alto Andare in basso
lucetta10



Messaggi : 5368
Data d'iscrizione : 17.01.12

MessaggioOggetto: Re: DSA: non uno di meno   Lun Ott 26, 2015 9:07 pm

Ire ha scritto:
Non hai torto, Lucetta, ma sei sicura che tutti voi sareste in grado di leggere i test e di attribuire un valore ai risultati?

E' indicato il protocollo diagnostico seguito?

Gli strumenti che hanno indicato sono alcuni di quelli che PUOI adottare come richiesto dalla legge di cui ti hanno fatto un sunto (ma non ce ne era bisogno sarebbe stato sufficiente ricordare la legge)

Non possono interferire sulla didattica e non l'hanno fatto.

Ti hanno fatto il quadro famigliare (e non può essere altro che riferito dalla famiglia) ti hanno detto che i risultati dei test conducono alla presenza di un dsa e ti  ricordano la legge e gli adempimenti che essa prevede in questi casi.

Ora tocca a voi conoscere il ragazzo e vedere quali strumenti utilizzare.




Li leggiamo da anni, siamo formati, abbiamo un referente che se proprio non ci arriviamo, ce li spiega.
Se possiamo leggere quelli sulla sfera emozionale e riusciamo a capire che "nella norma" significa "nella norma", ci possiamo arrivare. Se la diagnosi rimane così mi rifiuto di stilare un PDP. Non posso personalizzare la didattica sulla base di una sfera cognitiva nella norma, un profilo psicologico nella norma, un nucleo famigliare nella norma e l'attestazione apodittica di dislessia e discalculia, senza precisa indicazione dell'area del disturbo. Vorrà dire che mi prenderò il tempo di conoscer il ragazzo e stilerò il PDP tra un paio di mesi visto che lo vedo da settembre, per l'esame si vedrà.
Nel frattempo chiamerò la mamma e le chiederò cosa capisce della diagnosi del figlio. Se mi capiterà, dirò cosa possono farsene i dottori della lista degli strumenti
Tornare in alto Andare in basso
lucetta10



Messaggi : 5368
Data d'iscrizione : 17.01.12

MessaggioOggetto: Re: DSA: non uno di meno   Lun Ott 26, 2015 9:10 pm

giggi ha scritto:
In verità nelle diagnosi di DSA che ho io sottomano sono sempre presenti i risultati dei test con commenti e griglie che evidenziano dove è emerso il problema e in che fase; ad es. non è scritto solo "disortografia" ma addirittura il tipo di test somministrato e il livello, gli errori misurati e il range di riferimento ecc. insomma, le diagnosi che ho presenti io sono davvero ben fatte e scrupolose, tanto che da quelle io posso evincere ciò che inserirò nel PDP e a cui devo prestare attenzione perchè segnalato e solo dopo gli strumenti e le misure che prevedo di utilizzare tra quelle consigliate dagli specialisti e dalla legge. Credo che nella certificazione di cui parla lucetta manchi proprio questa parte, fondamentale per redigere un PDP che abbia un senso e che non sia solo un elenco generico di tutte le possibili misure dispensativi e degli strumenti compensativi che ci vengono suggeriti da legge e strutture mediche.


assolutamente si!
Tornare in alto Andare in basso
ushikawa



Messaggi : 1917
Data d'iscrizione : 15.07.15

MessaggioOggetto: Re: DSA: non uno di meno   Mar Ott 27, 2015 7:00 am

Tra l'altro: ma chi li ha mai visti queste diagnosi? Nella mia personale esperienza se va bene arrivano al coordinatore di classe, e lì si fermano; altre volte non arrivano neanche al coordinatore. Difficilmente ne vengono comunicati verbalmente, nei corridoi, i tratti salienti, e mai e poi mai vengono comunicati via e-mail. A volte si vieta persino di farne delle fotocopie. La motivazione che viene addotta in questi casi è la mitica "privacy": le diagnosi devono girare il meno possibile perchè "c'è la privacy".
In nome della privacy capita spesso che in consiglio di classe si parli abbondantemente delle vicissitudini amorose dei genitori dei fanciulli, o quelle dei fanciulli stessi; è molto raro, invece, che si discuta di una diagnosi di DSA o ex 104. Anzi, se domandi qual'è il disturbo specifico dell'apprendimento, se chiedi se il ragazzo sia disgrafico, dislessico o discalculico, rischi di vedere il panico negli occhi del coordinatore, che non sa che rispondere e se la cava con "un po' di tutto".
Tornare in alto Andare in basso
Online
Ire



Messaggi : 8347
Data d'iscrizione : 02.10.10

MessaggioOggetto: Re: DSA: non uno di meno   Mar Ott 27, 2015 11:01 am

Citazione :

Li leggiamo da anni, siamo formati, abbiamo un referente che se proprio non ci arriviamo, ce li spiega.
Se possiamo leggere quelli sulla sfera emozionale e riusciamo a capire che "nella norma" significa "nella norma", ci possiamo arrivare. Se la diagnosi rimane così mi rifiuto di stilare un PDP. Non posso personalizzare la didattica sulla base di una sfera cognitiva nella norma, un profilo psicologico nella norma, un nucleo famigliare nella norma e l'attestazione apodittica di dislessia e discalculia, senza precisa indicazione dell'area del disturbo. Vorrà dire che mi prenderò il tempo di conoscer il ragazzo e stilerò il PDP tra un paio di mesi visto che lo vedo da settembre, per l'esame si vedrà.
Nel frattempo chiamerò la mamma e le chiederò cosa capisce della diagnosi del figlio. Se mi capiterà, dirò cosa possono farsene i dottori della lista deg


Che tu debba osservare il ragazzo è fuori discussione. Il pdp è personalizzazione che deve anche tener conto delle reazioni alla proposta didattica e quelle in diagnosi non ci possono essere.

Non ho dubbi, ma davvero, che ci siano docenti in grado di leggere e capire una diagnosi e che tu sia fra questi. Così dovrebbe essere. Quando ti ho chiesto se sei sicura che tutti la sappiano leggere mi riferivo alla media dei docenti italiani.

Credimi, non sono moltissimi quelli che le prendono e cercano di capirle, e sono tanti, come ci racconta anche ushikawa, che nemmeno le vedono in nome di un malinteso diritto alla privacy.

Questo problema, però, nasce dall'imbecillità dei ds e dalla scarsa conoscenza delle leggi (o dal menefreghismo) di tanti docenti che si mettono a fare un pdp perchè così è stato loro detto accettando di "non poter vedere" il documento.
Tornare in alto Andare in basso
http://www.dis-tranoi.it/forum
paniscus_2.0



Messaggi : 6202
Data d'iscrizione : 21.02.14

MessaggioOggetto: Re: DSA: non uno di meno   Mar Ott 27, 2015 3:40 pm

Ire, ma sinceramente, per te è credbile che su tutta la popolazione generale ci sia un VENTI PER CENTO di dsa, e che sia addirittura sottostimato (perché sicuramente ci saranno quelli non ancora riconosciuti), e quindi sarebbe auspicabile che ne fossero riconosciuti ancora di più?

E allora la normalità quale sarebbe?

Un trenta per cento di DSA su tutta la popolazione generale?

Un cinquanta per cento?

Un settanta per cento, per cui sarebbero da biasimare le scuole in cui "ingiustamente" ci sono SOLO il 50% di alunni certificati?

Boh, non ti sembra che ci sia una tendenza all'esagerazione veramente poco realistica?

L.
Tornare in alto Andare in basso
Online
lucetta10



Messaggi : 5368
Data d'iscrizione : 17.01.12

MessaggioOggetto: Re: DSA: non uno di meno   Mar Ott 27, 2015 3:58 pm

Quindi è trascurabile che un medico ometta la parte significativa della diagnosi perché tanto gli.insegnati non leggono e se leggono non capiscono? Allora perché la.lista degli strumenti che chi scrive non capisce allo stesso modo?
Tornare in alto Andare in basso
Ire



Messaggi : 8347
Data d'iscrizione : 02.10.10

MessaggioOggetto: Re: DSA: non uno di meno   Mar Ott 27, 2015 4:00 pm

premessa che non vorrei dover fare ma che faccio per sgombrare il campo da "fannulloni diagnosticati dsa" "ritardi cognitivi diagnosticati dsa" "delinquenti diagnosticati dsa" e chi più ne ha più ne metta........

parliamo di veri dsa

Non lo so, paniscus, proprio non sono in grado di valutare se quella percentuale sia credibile.
Se prendessi come totale della popolazione i miei figli......... due su tre è una percentuale ben più alta.
So che non ha senso questo tipo di lettura però magari è la lettura fatta da chi ha scritto l'articolo che chissà cosa ha sentito, chissà cosa ha citato o ancora chissà chi era e chissà dove ha preso i dati chi ha fatto il convegno.

Per quanto riguarda la domanda sulla normalità quale sarebbe: per me la normalità è anche essere dsa. Un dsa è assolutamente NORMALE solamente diverso nella modalità di apprendimento. Non è normale essere tutti diversi?
Tornare in alto Andare in basso
http://www.dis-tranoi.it/forum
Ire



Messaggi : 8347
Data d'iscrizione : 02.10.10

MessaggioOggetto: Re: DSA: non uno di meno   Mar Ott 27, 2015 4:01 pm

no, non è normale.
Ma ti avevo dato ragione lucetta.
Così come ti avevo chiesto se era indicato il protocollo diagnostico seguito.

Edit:

mi viene in mente che la diagnosi più recente dei miei figli è strutturata diversamente dalla prima ed è molto simile a quella che hai descritto tu: i test effettuati e i relativi risultati sono descritti in foglio a parte rispetto al corpo principale della relazione.
Magari semplicemente la famiglia non te li ha dati.

Non è una possibilità?
Tornare in alto Andare in basso
http://www.dis-tranoi.it/forum
paniscus_2.0



Messaggi : 6202
Data d'iscrizione : 21.02.14

MessaggioOggetto: Re: DSA: non uno di meno   Mar Ott 27, 2015 4:34 pm

Ire ha scritto:
Per quanto riguarda la domanda sulla normalità quale sarebbe:  per me la normalità è anche essere dsa.  Un dsa è assolutamente NORMALE  solamente diverso nella modalità di apprendimento. Non è normale essere tutti diversi?

Certo che è normale essere tutti diversi, però se quasi tutte le diversità si concretizzano, DI FATTO, nel riconoscimento di una situazione di "svantaggio" nel doversi adattare ai metodi standard previsti per tutti, e nella rivendicazione di facilitazioni e alleggerimenti delle richieste, tanto normale non è.

Se in più di un secolo di istruzione pubblica di base, e in più di 70 anni di scuola dell'obbligo moderna più o meno simile a quella di adesso, certi criteri generali (da utilizzare per tutti) sono stati scelti in un certo modo piuttosto che in un altro... vuol dire che effettivamente è stato osservato per molto tempo che andavano bene per la quasi totalità degli alunni "normali", salvo qualche eccezione sporadica (che aveva bisogno di interventi speciali, ma che appunto era SPORADICA, non certo maggioritaria). Se non fosse stato così, e se invece la maggioranza degli alunni avesse dimostrato di assestarsi su livelli diversi, in tutti questi decenni si sarebbero scelti criteri diversi.

E non venire a rispondere con la solita argomentazione che "una volta la scuola non era inclusiva" e che tutti quelli minimamente diversi dalla normalità riconosciuta li bocciavano e li cacciavano via da scuola, perché non è vero: qua si stava parlando soprattutto di istruzione di base, non di licei o di università.

In Italia, sono circa 100 anni che le elementari le fanno TUTTI, e sono circa 50 anni che le medie le fanno TUTTI, quindi il campionario è vastissimo, e i programmi e gli obiettivi sono stati calcolati su un campione statistico enorme di una gran massa di gente di tutte le provenienze e di tutti i livelli, non certo su un modello artificiale di "studente ideale" che in realtà non esiste. Io ho fatto le medie più di 30 anni fa, e già allora (a meno di non smettere deliberatamente di andare a scuola), il titolo di terza media lo prendevano tutti, anche senza strumenti compensativi e dispensativi... il peggio che poteva succedere era di prenderlo con un anno di ritardo, o di prenderlo con un voto molto basso, ma di gente che sia stata cacciata via dalle elementari o dalle medie e alla quale sia stato impedito di prendere l'attestato finale perché "aveva modalità di apprendimento diverse", proprio non ne ho mai vista.

Se si assume che il 20%, il 50% o il 70% degli studenti abbia assoluto bisogno di strumenti di facilitazione rispetto ai criteri standard adottati per tutti (perché altrimenti non ce la può fare a "fare le stesse cose che fanno gli altri"), come si spiega che per tanti decenni siano stati adottati proprio quei criteri, con evidenti riscontri di risultati accettabili per la maggioranza? Se quei criteri avessero portato a risultati drammatici, in cui quasi nessuno riesce, come mai non sarebbero stati cambiati prima?

Se comunque, anche 60 anni fa, la stragrande maggioranza dei promossi della quinta elementare sapeva "leggere e scrivere e far di conto" decentemente anche senza aiutini... e se comunque, anche 30 anni fa, la stragrande maggioranza dei promossi della terza media sapeva scrivere due paginette di testo e risolvere un problema di geometria in maniera accettabile, senza aiutini...

...come si spiega che oggi debbano esserci un 20%, o addirittura di più, di ragazzi che senza aiutini NON POSSONO farcela??????

L.
Tornare in alto Andare in basso
Online
ushikawa



Messaggi : 1917
Data d'iscrizione : 15.07.15

MessaggioOggetto: Re: DSA: non uno di meno   Mar Ott 27, 2015 5:16 pm

Sono d'accordo con l'ultimo discorso di Paniscus e forse ancor di più con quello precedente, sui pericoli per la collettività della eccessiva individualizzazione della didattica.

Quello di cui non si tiene sufficientemente conto è a quella piccola percentuale (forse il 5%) di veri alunni con DSA ex legge 170 - cioè disgrafici, disortografici, dislessici e discalculici- si è aggiunto di tutto: ansiosi, goffi, alunni con lievi deficit cognitivi, sindromi di vario tipo o emotivamente instabili: tutte persone alle quali non bastano affatto le "compensazioni", ma che, per andare avanti, hanno bisogno di dispense vere e proprie o, come minimo, di trattamenti impropriamente differenziati (ma che magari avrebbero bisogno solo di contesti-classe più tranquilli, oppure del sostegno).

In alcuni casi la diagnosi è autoavverante, come nel caso di presunti ADHD lievi che, a forza dall'essere dispensati dall'esercitare le proprie capacità attentive, le perdono completamente, cronicizzandosi.

Inoltre la legge 170 e i suoi successivi ampliamenti si innestano su una situazione di discredito generalizzato nei confronti della scuola, vista sempre più come erogatrice di servizi da stato a individuo, magari un po' matrigna, e considerata sempre meno come Istituzione.

Da qui l'ansia protettiva dei genitori nei confronti delle pretese della scuola, ritenute eccessive e provenienti non dall'Istituzione, ma dagli individui-insegnanti; l'incapacità di concepire la frustrazione come momento educativo; la "furbizia" di alcuni genitori che vedono nella scuola una perdita di tempo e che alle prime difficoltà ricorrono alla certificazione come semiesonero dei figli dallo studio; l'interesse economico degli operatori della certificazione più o meno facile. Sono questi alcuni tra i reali motivi del boom di certificazioni, che ormai hanno raggiunto numeri tali da configurare una vera e propria epidemia, come se per qualche strano motivo la popolazione di minori, in Italia come altrove, avesse improvvisamente perso le capacità delle generazioni precedenti.
Tornare in alto Andare in basso
Online
 
DSA: non uno di meno
Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto 
Pagina 1 di 1
 Argomenti simili
-
» e' meno costoso....
» " ... i sogni prendono vita quando meno te lo aspetti, così accade per le risposte ai dubbi che non riesci a risolvere. Lascia che il tuo istinto tracci la rotta per la saggezza, e fa' che le tue paure siano sconfitte dalla speranza."
» pagata dal tesoro, e pagata meno...in che senso???
» piacere mi presento, sono una giovane ragazza in menopausa precoce
» Democrazia laica

Permesso di questo forum:Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum
OrizzonteScuola :: Didattica-
Andare verso: