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 Ricerca di un confidente.

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precario.acciaio



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MessaggioOggetto: Ricerca di un confidente.   Lun Ott 26, 2015 9:09 pm

Promemoria primo messaggio :

Buonasera,
vi chiedo un parere. Qualora doveste trovarvi di fronte a un alunno/a che evidentemente ha fiducia nella vostra figura di adulto e cerca una consolazione per i suoi problemi personali, come vi comportereste? Da curricolare non mi era mai capitato (da sostegno naturalmente sì) e chiedo quindi lumi.
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AutoreMessaggio
avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Ricerca di un confidente.   Ven Ott 30, 2015 7:07 pm

ushikawa ha scritto:
Sociologi della scienza ed epistemologi hanno invece dato contribuiti molto importanti.
Immagino anche i filosofi del diritto, rispetto ai quali non ho alcuna frequentazione.
Non facciamo in continuazione questo elogio dell'ignoranza.
So dell'epistemologia dal secondo anno dell'università; è una branca della filosofia, quindi un corpo estraneo ai miei studi.
Non ho mai avuto notizia di un contributo epistemologico utile, ma questo non significa che non esista; se sai indicarmene uno non potrai che farmi piacere.

E' la primissima volta che sento parlare di sociologia della scienza.

I sociologi mi stanno meno simpatici dei filosofi e questo non mi predispone certo ad accogliere con interesse ed entusiasmo la sociologia della scienza, tuttavia anche in questo caso voglio essere dubbioso ed aprirmi al nuovo (per me); stupiscimi !
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Ricerca di un confidente.   Ven Ott 30, 2015 7:29 pm

Dai retta a me, avido, leggiti il capolavoro di Alan Sokal e Jean Bricmont (sono due fisici, peraltro).

E' di quasi 20 anni fa, ma vale la pena.

La versione italiana è uscita con il titolo "Imposture intellettuali".

L'antefatto è qua:

https://it.wikipedia.org/wiki/Affare_Sokal
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Paolo Tuguri



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MessaggioOggetto: Re: Ricerca di un confidente.   Ven Ott 30, 2015 7:34 pm

avidodinformazioni ha scritto:
ushikawa ha scritto:
Sociologi della scienza ed epistemologi hanno invece dato contribuiti molto importanti.
Immagino anche i filosofi del diritto, rispetto ai quali non ho alcuna frequentazione.
Non facciamo in continuazione questo elogio dell'ignoranza.
So dell'epistemologia dal secondo anno dell'università; è una branca della filosofia, quindi un corpo estraneo ai miei studi.
Non ho mai avuto notizia di un contributo epistemologico utile, ma questo non significa che non esista; se sai indicarmene uno non potrai che farmi piacere.

E' la primissima volta che sento parlare di sociologia della scienza.

I sociologi mi stanno meno simpatici dei filosofi e questo non mi predispone certo ad accogliere con interesse ed entusiasmo la sociologia della scienza, tuttavia anche in questo caso voglio essere dubbioso ed aprirmi al nuovo (per me); stupiscimi !

Galileo Galilei presenta

UN CONTRIBUTO EPISTEMOLOGICO UTILE

"Io qui direi quello che intesi da persona ecclesistica costituito in eminentissimo grado cioè l'intenzione dello Spirito Santo essere di insegnarci come si vadia al cielo, e non come vadia il Cielo"
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MessaggioOggetto: Re: Ricerca di un confidente.   Ven Ott 30, 2015 8:01 pm

Paolo Tuguri ha scritto:
"Io qui direi quello che intesi da persona ecclesistica costituito in eminentissimo grado cioè l'intenzione dello Spirito Santo essere di insegnarci come si vadia al cielo, e non come vadia il Cielo"
Libera Chiesa in libera scienza potremmo dire.

La vogliamo catalogare sotto la voce "filosofia della scienza" o sotto la voce "filosofia della religione" ?

Lo scopo è estrarre la scienza dalla sfera d'influenza della religione o espellere la religione dall'ambito scientifico ?

Forse sono io che ho una visione restrittiva dell'epistemologia; del resto l'ho ammesso, la filosofia non la conosco quasi per nulla.
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MessaggioOggetto: Re: Ricerca di un confidente.   Ven Ott 30, 2015 8:09 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Dai retta a me, avido, leggiti il capolavoro di Alan Sokal e Jean Bricmont (sono due fisici, peraltro).

E' di quasi 20 anni fa, ma vale la pena.

La versione italiana è uscita con il titolo "Imposture intellettuali".

L'antefatto è qua:

https://it.wikipedia.org/wiki/Affare_Sokal
Si potrebbe quindi dire che la fuffologia, in tutte le sue forme, non ha successo nonostante sia inutilmente complessa e noiosa, ma grazie al fatto che lo è; chi legge non capisce, si annoia, tira avanti e per evitare conflitti approva.

Può essere.
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Ricerca di un confidente.   Ven Ott 30, 2015 10:00 pm

È talmente complesso capire che cacchio fanno tutto il giorno i RICERCATORI DI FILOSOFIA DEL DIRITTO ALL università che, di recente è nata all università di Tirana la facoltà di "comprensione della ricerca della filosofia del diritto", per comprendere l attività di questi brillanti cervelli..io come " ricercatore "mi immagino Fermi a Roma a bombardare di neutroni varie sostanze per studiarne le caratteristiche..cosa debbano ricercare i filosofi del diritto,invece,c'è lo spiega questa nuova disciplina...
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Ricerca di un confidente.   Ven Ott 30, 2015 10:46 pm

Nuovissima in effetti: pare che il termine sia stato coniato da Hegel, figurati!
Ti traduco Hegel in italiano? Egalo?
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MessaggioOggetto: Re: Ricerca di un confidente.   Ven Ott 30, 2015 10:52 pm

L'opera principale di Beccaria, "dei delitti e delle pene", non è sostanzialmente un trattato di filosofia del diritto ?

Si va bè, è contro la pena di morte, ma nessuno è perfetto.
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Ricerca di un confidente.   Ven Ott 30, 2015 11:00 pm

Dall epoca di Beccaria,trattati significativi in quest ambito?
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Francesca4



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MessaggioOggetto: Re: Ricerca di un confidente.   Sab Ott 31, 2015 3:46 pm

La filosofia del diritto non è materia da sottovalutare perché offre una visione generale sull'impostazione di base, filosofica ma anche pratica, che ogni Stato voglia dare al suo ordinamento giuridico ed attiene alle scelte di natura politica alle quali vogliamo s'informi quell'ordinamento.
Uno Stato, ad esempio, può scegliere di aderire al modello garantista piuttosto che a quello autoritario ed allora preferirà congegnare un sistema di norme che privilegino la possibilità che ci siano più delinquenti fuori le patrie galere, piuttosto che troppi innocenti dentro, elaborando una sorta di tutela rafforzata dei diritti del cittadino, che lo metta al riparo dagli eccessi liberticidi tipici invece di uno Stato di polizia.
In questo senso Beccaria è stato un grande filosofo del diritto perché oltre ad aborrire la pena di morte e la tortura, dimostrandone la loro intrinseca inefficacia nell'ambito di uno Stato democratico e moderno, elaborò, per la prima volta, il principio della proporzionalità della pena rispetto alla gravità del reato, che, se a noi pare ormai scontato, all'epoca nella quale viveva aveva una portata praticamente rivoluzionaria.
Naturalmente ho fatto solo alcuni esempi dell'utilità della disciplina, ma il suo raggio d'azione è vastissimo e dovrebbe orientare le scelte di fondo di tutta la politica di uno Stato per capire, prima di legiferare, a quale concezione dello Stato si voglia fare riferimento, e non produrre una mole infinita di norme  solo per tamponare le emergenze, che è per questo completamente slegata ad una visione unitaria di come lo Stato intenda perseguire i suoi obiettivi, dovendo invece essere ben chiaro quale modello organizzativo politico e sociale e culturale si intenda realizzare.
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Ricerca di un confidente.   Sab Ott 31, 2015 5:31 pm

L esistenza di siffatta disciplina giustifica il fatto che esistano dei ricercatori,pagati dal MIUR quindi da noi,che filosofeggiano otto ore al giorno a tempo indeterminato su queste cose?
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MessaggioOggetto: Re: Ricerca di un confidente.   Sab Ott 31, 2015 5:49 pm

Francesca4 ha scritto:
In questo senso Beccaria è stato un grande filosofo del diritto perché oltre ad aborrire la pena di morte e la tortura, dimostrandone la loro intrinseca inefficacia nell'ambito di uno Stato democratico e moderno, .........
Non ti allargare ! Limitiamoci ad un più pragmatico "sostenendone".
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Ricerca di un confidente.   Sab Ott 31, 2015 6:08 pm

Citazione :
L esistenza di siffatta disciplina giustifica il fatto che esistano dei ricercatori,pagati dal MIUR quindi da noi,che filosofeggiano otto ore al giorno a tempo indeterminato su queste cose?

Ammesso e non concesso che sia come dici tu, ci sono ben altre situazioni e stipendiati che fanno davvero rimpiangere quei soldi nostri buttati via.
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Ricerca di un confidente.   Sab Ott 31, 2015 6:13 pm

..e così Beccaria dimostrò il postulato dell inefficacia della pena di morte......ADDIRITTURA.....!
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Francesca4



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MessaggioOggetto: Re: Ricerca di un confidente.   Sab Ott 31, 2015 6:28 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Francesca4 ha scritto:
In questo senso Beccaria è stato un grande filosofo del diritto perché oltre ad aborrire la pena di morte e la tortura, dimostrandone la loro intrinseca inefficacia nell'ambito di uno Stato democratico e moderno, .........
Non ti allargare ! Limitiamoci ad un più pragmatico "sostenendone".

E va bene" sostenendone", anche se per coloro che aderiscono al suo pensiero, come me, si può legittimamente sostenere che quegli assunti siano sufficientemente forniti di basi attendibili e condivisibili...parliamo di speculazioni filosofico-giuridiche...non di dimostrazioni matematiche, quindi se ne condividi i presupposti ben puoi aderire all'esito finale del ripudio della pena di morte, come della tortura, e puoi ritenerle assolutamente inutili, oltre che controproducenti.
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MessaggioOggetto: Re: Ricerca di un confidente.   Sab Ott 31, 2015 8:43 pm

Francesca4 ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
Francesca4 ha scritto:
In questo senso Beccaria è stato un grande filosofo del diritto perché oltre ad aborrire la pena di morte e la tortura, dimostrandone la loro intrinseca inefficacia nell'ambito di uno Stato democratico e moderno, .........
Non ti allargare ! Limitiamoci ad un più pragmatico "sostenendone".

E va bene" sostenendone", anche se per coloro che aderiscono al suo pensiero, come me, si può legittimamente sostenere che quegli assunti siano sufficientemente forniti di basi attendibili e condivisibili...parliamo di speculazioni filosofico-giuridiche...non di dimostrazioni matematiche, quindi se ne condividi i presupposti ben puoi aderire all'esito finale del ripudio della pena di morte, come della tortura, e puoi ritenerle assolutamente inutili, oltre che controproducenti.  
Sì, si può andare oltre il "sostenendo" e spingersi fino al "convincendo".

Vediamo se riesco ad essere bravo come Beccaria .... al contrario.

Una ventina di anni fa ci fu un rapimento, l'azione iniziale non andò per il verso giusto (dal punto di vista dei rapitori), uno di loro si ferì e fu preso, gli altri scapparono col sequestrato e riuscirono a nascondersi.
Era certo al 100% che il delinquente in mano alle forze dell'ordine fosse un sequestratore, ma la politica Beccariana garantista a cui l'Italia ha aderito non consentiva nessun'azione che andasse oltre il chiedergli gentilmente di dire chi fossero i complici e dove intendessero portare il sequestrato.

Se si fosse preso il tizio, lo si fosse immerso nell'acido solforico, se si fosse spettato un minuto (godendosi la scena che non capita tutti i giorni) e poi gli si avesse detto "dicci qualcosa che ci convinca a tirarti fuori" secondo te il tizio non avrebbe parlato "spontaneamente" ?

Non ricordo come finì la storia, ricordo solo che non si risolvette in pochi giorni.

C'è un solo motivo per diffidare della tortura e della pena di morte: non sempre hai in mano il vero colpevole, non sempre puoi essere sicuro di fare la cosa giusta; non sempre ........ ma talvolta sì.
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Francesca4



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MessaggioOggetto: Re: Ricerca di un confidente.   Dom Nov 01, 2015 9:41 am

avidodinformazioni ha scritto:

Vediamo se riesco ad essere bravo come Beccaria .... al contrario.

Una ventina di anni fa ci fu un rapimento, l'azione iniziale non andò per il verso giusto (dal punto di vista dei rapitori), uno di loro si ferì e fu preso, gli altri scapparono col sequestrato e riuscirono a nascondersi.
Era certo al 100% che il delinquente in mano alle forze dell'ordine fosse un sequestratore, ma la politica Beccariana garantista a cui l'Italia ha aderito non consentiva nessun'azione che andasse oltre il chiedergli gentilmente di dire chi fossero i complici e dove intendessero portare il sequestrato.

Se si fosse preso il tizio, lo si fosse immerso nell'acido solforico, se si fosse spettato un minuto (godendosi la scena che non capita tutti i giorni) e poi gli si avesse detto "dicci qualcosa che ci convinca a tirarti fuori" secondo te il tizio non avrebbe parlato "spontaneamente" ?

Non ricordo come finì la storia, ricordo solo che non si risolvette in pochi giorni.

C'è un solo motivo per diffidare della tortura e della pena di morte: non sempre hai in mano il vero colpevole, non sempre puoi essere sicuro di fare la cosa giusta; non sempre ........ ma talvolta sì.

Avido, il discorso è molto più complesso e va ben al di là della possibilità dell'errore giudiziario irrecuperabile per la perdita definitiva del possibile innocente mandato all'esecuzione capitale.
Si tratta proprio di capire e poi di scegliere che tipo di Stato vogliamo essere, e perciò coinvolge aspetti che attengono ad un altro settore, guarda caso, proprio oggetto della speculazione folisofico-giuridica: la certezza del diritto intesa nell'accezione della certezza dell'esecuzione del provvedimento giurisdizionale di condanna.
Ci sarebbe anche quella relativa alla certezza del tipo di sanzione applicabile conseguente il comportamento illegittimo, data la immensa mole della normativa vigente, ma questo sarebbe un discorso suscettibile ancora di altri approfondimenti.
Perciò restando alla prima accezione, è innegabile che una riforma della legislazione relativa alla procedura penale che abbrevi i tempi dei procedimenti e non sia troppo sollecita a sconti di pena automatici, e perciò non meritati,potrebbe essere un vero toccasana perché metterebbe, in tempi brevi, il colpevole davanti alle sue responsabilità ed al fatto di scontare effettivamente, ed in toto, la pena comminata; poi si dovrebbe ripensare al ruolo della pena, anch'essa materia della filosofia del diritto,e puntare su un equo contemperamento tra l'esigenza afflittiva e quella rieducativa.
Quest'ultimo termine è stato fin troppo abusato e lo si è piegato a mille strumentalizzazioni, ma non è stato mai realizzato nei fatti, poiché le nostre patrie galere più che tendere alla rieducazione sono, nei fatti, vere e proprie palestre del crimine, dalle quali un soggetto troppe volte esce più traviato di prima, tanto è vero che le percentuali di coloro che tornano a delinquere sono assolutamente spaventose.
Ci vorrebbero dei seri investimenti nella politica carceraria perché invece di oziare, ogni detenuto sia messo in grado di svolgere un lavoro professionalmente qualificato, e non quei lavoretti generici che a nulla formano, che gli dia una seria possibilità di poter cambiare strada, e che sia spendibile nel mondo del lavoro senza ricorrere alle imposizioni di legge perché sia inserito produttivamente nel tessuto sociale, in una parola, dovrebbe essere competente e perciò seriamente appetibile da parte di chi operi nel mercato.
Per realizzare questi progetti ci vogliono molti finanziamenti  è vero, però mi sembra altrettanto semplicistico lavarsene le mani introducendo il carcere duro, la tortura o la pena di morte, perché quando si nasce in certi quartieri per non "sbagliare" bisognerebbe essere eroi ed essere in grado di prendere le distanze da tutto ciò che si conosce per tentare il cambiamento, disponendo fin dalla nascita di una maturità che da esseri umani non abbiamo.
Ma il discorso potrebbe ancora andare avanti all'infinito, perciò per limitarlo alla pena di morte intendo sollevare solo due interrogativi:
1)  In uno Stato civile, come ritengo sia il nostro,chi si offrirebbe per fare il boia od il torturatore, mettendosi alla stregua del delinquente?
2) Siamo sicuri che un soggetto che abbia deliberatamente ucciso, sapendo di dover scontare la pena capitale, si astenga dall'uccidere ancora, e allora, non avendo nulla da perdere, quanti morti vogliamo che faccia ancora prima di essere assicurato alla giustizia?
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MessaggioOggetto: Re: Ricerca di un confidente.   Dom Nov 01, 2015 10:46 am

Francesca4 ha scritto:

1)  In uno Stato civile, come ritengo sia il nostro,chi si offrirebbe per fare il boia od il torturatore, mettendosi alla stregua del delinquente?
2) Siamo sicuri che un soggetto che abbia deliberatamente ucciso, sapendo di dover scontare la pena capitale, si astenga dall'uccidere ancora, e allora, non avendo nulla da perdere, quanti morti vogliamo che faccia ancora prima di essere assicurato alla giustizia?
Due frasi vuote di significato.

Lui ha ucciso un innocente, il boia ha ucciso un assassino; per me non è la stessa cosa; in USA i boia si trovano e gli USA sono uno stato civile.Se non dovessimo trovarne in Europa potremmo andare ad arruolarne in Africa; non è quello il problema.

Il soggetto che ha deliberatamente ucciso ha solo la preoccupazione di non farsi beccare; uccidendo nuovamente aumenta le probabilità di esserlo quindi cercherebbe di mantenere un profilo basso.
Beccandolo ha finito di uccidere.
La tua riflessione è ulteriormente insensata e te ne convinci se al mio "pena capitale" sostituisci un più generico "massimo della pena"; la tua affermazione diventerebbe:
"uno che ha già ucciso merita già il massimo della pena e questo gli toglie la paura di uccidere nuovamente; non bisogna mai dare il massimo della pena".
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MessaggioOggetto: Re: Ricerca di un confidente.   Dom Nov 01, 2015 11:28 am

avidodinformazioni ha scritto:
Francesca4 ha scritto:

1)  In uno Stato civile, come ritengo sia il nostro,chi si offrirebbe per fare il boia od il torturatore, mettendosi alla stregua del delinquente?
2) Siamo sicuri che un soggetto che abbia deliberatamente ucciso, sapendo di dover scontare la pena capitale, si astenga dall'uccidere ancora, e allora, non avendo nulla da perdere, quanti morti vogliamo che faccia ancora prima di essere assicurato alla giustizia?
Due frasi vuote di significato.

Lui ha ucciso un innocente, il boia ha ucciso un assassino; per me non è la stessa cosa; in USA i boia si trovano e gli USA sono uno stato civile.Se non dovessimo trovarne in Europa potremmo andare ad arruolarne in Africa; non è quello il problema.

Il soggetto che ha deliberatamente ucciso ha solo la preoccupazione di non farsi beccare; uccidendo nuovamente aumenta le probabilità di esserlo quindi cercherebbe di mantenere un profilo basso.
Beccandolo ha finito di uccidere.
La tua riflessione è ulteriormente insensata e te ne convinci se al mio "pena capitale" sostituisci un più generico "massimo della pena"; la tua affermazione diventerebbe:
"uno che ha già ucciso merita già il massimo della pena e questo gli toglie la paura di uccidere nuovamente; non bisogna mai dare il massimo della pena".

Non concordo, perché la risposta alla mia prima domanda sarebbe dovuta essere : sì io farei il boia od il torturatore. Il fatto stesso che tu voglia reclutare boia e torturatori in giro per l'Europa e per l'Africa è evidente sintomo del fatto che la tortura e la morte procurata dallo Stato, in maniera deliberata, ripudiano anche te, e non potrebbe essere diversamente, dato che sei un uomo di cultura.
Quanto al secondo problema vorrei solo mettere in evidenza che la punizione definitiva e presumibilmente, per quelli che la sostengono, esemplare, compresa il carcere a vita in senso stretto, non lasciano al delinquente alcuna via d'uscita se non continuare a delinquere magari in maniera ancora più dura e spietata, percependo se stesso come feccia irrecuperabile della società, senza alcuna possibilità di riscatto.
Infatti non è un caso che i delitti più efferati siano commessi proprio in quegli Stati che si gloriano di essere tanto civili da comminare paradossalmente ...proprio la pena di morte!

O.T. Naturalmente voglio rassicurarti del fatto che, qualora tu ritenga opportuno ribattere alle mie affermazioni, non considererò le tue risposte... vuote di significato.
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MessaggioOggetto: Re: Ricerca di un confidente.   Dom Nov 01, 2015 3:02 pm

Francesca4 ha scritto:
Non concordo, perché la risposta alla mia prima domanda sarebbe dovuta essere : sì io farei il boia od il torturatore. Il fatto stesso che tu voglia reclutare boia e torturatori in giro per l'Europa e per l'Africa è evidente sintomo del fatto che la tortura e la morte procurata dallo Stato, in maniera deliberata, ripudiano anche te, e non potrebbe essere diversamente, dato che sei un uomo di cultura.
Quanto al secondo problema vorrei solo mettere in evidenza che la punizione definitiva e presumibilmente, per quelli che la sostengono, esemplare, compresa il carcere a vita in senso stretto, non lasciano al delinquente alcuna via d'uscita se non continuare a delinquere magari in maniera ancora più dura e spietata, percependo se stesso come feccia irrecuperabile della società, senza alcuna possibilità di riscatto.
Infatti non è un caso che i delitti più efferati siano commessi proprio in quegli Stati che si gloriano di essere tanto civili da comminare paradossalmente ...proprio la pena di morte!

O.T. Naturalmente voglio rassicurarti del fatto che, qualora tu ritenga opportuno ribattere alle mie affermazioni, non considererò le tue risposte... vuote di significato.
Guarda che bastava essere più espliciti; non accetterei di fare il boia come lavoratore dipendente, ma come partita iva si, ovvero non sono disposto ad ammazzare chi mi dice il giudice ma chi dico io, tra coloro che dice il giudice, sicuramente si.

In Italia non ci sono delitti efferati perchè non c'è la pena di morte ....... mumble mumble ......... in Italia non ci sono 4 mafie che sciolgono la gente nell'acido, non ci sono satanisti, non ci sono pedofili assassini, non ci sono femminicidi, non ci sono mai state stragi.

Che dici facciamo costruire dei vetri più ruvidi ?
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MessaggioOggetto: Re: Ricerca di un confidente.   Dom Nov 01, 2015 3:11 pm

Francesca4 ha scritto:
O.T. Naturalmente voglio rassicurarti del fatto che, qualora tu ritenga opportuno ribattere alle mie affermazioni, non considererò le tue risposte... vuote di significato.
Francesca mi sono rotto di sentire sempre la stessa fesseria: "mettersi sullo stesso piano dell'assassino".

Cazzo ! Uccidere un assassino ed uccidere un innocente non è lo stesso; persino la legge, dopo la cura Beccaria, non è così stupida da affermare una cosa simile: l'omicidio è più grave e più duramente punito quando è causato da "futili motivi"; se una persona ti uccide per rubarti 100 € lo fa per futili motivi, se lo ammazzi perchè ha ucciso un uomo il motivo potrebbe essere anche sbagliato (sono aperto alla discussione) ma non è certamente futile; col cazzo che è la stessa cosa.

Comunque non te la prendere; siete in tanti a dire quella fesseria; probabilmente non siete voi ad essere un problema ma noi ad essere un'opportunità; i normali siete voi.
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MessaggioOggetto: Re: Ricerca di un confidente.   Dom Nov 01, 2015 3:25 pm

avidodinformazioni ha scritto:

Guarda che bastava essere più espliciti; non accetterei di fare il boia come lavoratore dipendente, ma come partita iva si, ovvero non sono disposto ad ammazzare chi mi dice il giudice ma chi dico io, tra coloro che dice il giudice, sicuramente si.

Spero tu stia scherzando, perché sarebbe ben difficile costruire realisticamente un sistema giuridico che dia ad un soggetto la possibilità di scegliere arbitrariamente chi privare o meno della vita e per giunta dietro la indicazione di un organo giurisdizionale.
Pensa... sento già il rumore delle tue unghie sui vetri...

avidodinformazioni ha scritto:

In Italia non ci sono delitti efferati perchè non c'è la pena di morte ....... mumble mumble ......... in Italia non ci sono 4 mafie che sciolgono la gente nell'acido, non ci sono satanisti, non ci sono pedofili assassini, non ci sono femminicidi, non ci sono mai state stragi.

Non ho detto questo, ho solo sostenuto che la previsione della pena di morte non metta, gli Stati che la abbiano adottata, al riparo da delitti particolarmente efferati.
Ergo: non ha alcuna efficacia deterrente!

avidodinformazioni ha scritto:

Che dici facciamo costruire dei vetri più ruvidi ?

Sì, penso ti potrebbero essere utili a non scivolare, mentre ribatti alle mie congetture!
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Francesca4



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MessaggioOggetto: Re: Ricerca di un confidente.   Dom Nov 01, 2015 3:51 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Francesca4 ha scritto:
O.T. Naturalmente voglio rassicurarti del fatto che, qualora tu ritenga opportuno ribattere alle mie affermazioni, non considererò le tue risposte... vuote di significato.
Francesca mi sono rotto di sentire sempre la stessa fesseria: "mettersi sullo stesso piano dell'assassino".

Cazzo ! Uccidere un assassino ed uccidere un innocente non è lo stesso; persino la legge, dopo la cura Beccaria, non è così stupida da affermare una cosa simile: l'omicidio è più grave e più duramente punito quando è causato da "futili motivi"; se una persona ti uccide per rubarti 100 € lo fa per futili motivi, se lo ammazzi perchè ha ucciso un uomo il motivo potrebbe essere anche sbagliato (sono aperto alla discussione) ma non è certamente futile; col cazzo che è la stessa cosa.

Comunque non te la prendere; siete in tanti a dire quella fesseria; probabilmente non siete voi ad essere un problema ma noi ad essere un'opportunità; i normali siete voi.

Non preoccuparti per me, a me dispiace solo che ti stia arrabbiando tu, ma non posso tacere su un argomento così dirimente per le scelte che ogni Stato deve necessariamente compiere.
Perciò ora calmati e dimmi con estrema sincerità se in quanto appartenente al genere umano, te la sentiresti davvero di dare, a sangue freddo, il colpo di grazia a chi ti implori di risparmiarlo, fosse anche il più sordido degli assassini?
Te lo chiedo perché io la mia risposta l'ho già trovata e probabilmente piuttosto che uccidere lui preferirei soccombere io, per non dover convivere con un tale rimorso per tutta la vita.
E' chiaro, e così prevengo la tua obiezione, che il discorso sarebbe diverso se fosse in pericolo imminente la vita di un altro essere umano, ma qui opererebbe la scriminante della legittima difesa, anche se persino in questo caso l'elaborazione della perdita di una vita umana sarebbe per me sempre molto difficile.
Sì, lo confesso, non mi sento disumana come l'assassino che mi si chiederebbe d'uccidere, perché  differentemente da lui, io  ho avuto la fortuna e la possibilità di capire quali siano i valori a cui improntare la mia esistenza, e questa sicurezza mi fa sentire pienamente integrata e conciliata col genere umano.
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MessaggioOggetto: Re: Ricerca di un confidente.   Dom Nov 01, 2015 5:06 pm

Francesca4 ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:

Guarda che bastava essere più espliciti; non accetterei di fare il boia come lavoratore dipendente, ma come partita iva si, ovvero non sono disposto ad ammazzare chi mi dice il giudice ma chi dico io, tra coloro che dice il giudice, sicuramente si.

Spero tu stia scherzando, perché sarebbe ben difficile costruire realisticamente un sistema giuridico che dia ad un soggetto la possibilità di scegliere arbitrariamente chi privare o meno della vita e per giunta dietro la indicazione di un organo giurisdizionale.
Pensa... sento già il rumore delle tue unghie sui vetri...

avidodinformazioni ha scritto:

In Italia non ci sono delitti efferati perchè non c'è la pena di morte ....... mumble mumble ......... in Italia non ci sono 4 mafie che sciolgono la gente nell'acido, non ci sono satanisti, non ci sono pedofili assassini, non ci sono femminicidi, non ci sono mai state stragi.

Non ho detto questo, ho solo sostenuto che la previsione della pena di morte non metta, gli Stati che la abbiano adottata, al riparo da delitti particolarmente efferati.
Ergo: non ha alcuna efficacia deterrente!

avidodinformazioni ha scritto:

Che dici facciamo costruire dei vetri più ruvidi ?

Sì, penso ti potrebbero essere utili a non scivolare, mentre ribatti alle mie congetture!
Nel "Trono di spade" Ned Stark, uno dei personaggi più "puliti", afferma che chi emette la sentenza di morte deve eseguirla; troppo comodo (nel suo mondo) decretare la morte di qualcuno e poi lavarsene le mani; devi guardare negli occhi chi hai deciso di uccidere, perchè solo tu sai se hai fatto bene o no a prendere quella decisione.
In un sistema giudiziario non si può avere questa pretesa, il giudice è il giudice ed il boia è il boia, tuttavia non sarebbe giusto obbligare una persona ad uccidere controvoglia; la condivisione della condanna è fondamentale, ecco perchè vorrei essere "a partita iva".
Non sarei io a decidere chi deve essere privato della vita ma il giudice.
Io deciderei chi deve essere privato della vita da me e chi dagli altri; è molto diverso da quello che dici tu.

Tu hai scritto questo: "Infatti non è un caso che i delitti più efferati siano commessi proprio in quegli Stati che si gloriano di essere tanto civili da comminare paradossalmente ...proprio la pena di morte!" che è falso come ti ho spiegato; non rigirare la frittata.
Che la pena di morte non abbia efficacia deterrente lo condivido, che sia inutile è un'altra cosa: serve a levarsi dalle balle una volta per tutte un delinquente che non merita di vivere, soprattutto non merita di vivere con i miei soldi; piuttosto che nutrire lui in carcere preferisco farmi io una vacanza al mare.
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MessaggioOggetto: Re: Ricerca di un confidente.   Dom Nov 01, 2015 5:16 pm

Francesca4 ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
Francesca4 ha scritto:
O.T. Naturalmente voglio rassicurarti del fatto che, qualora tu ritenga opportuno ribattere alle mie affermazioni, non considererò le tue risposte... vuote di significato.
Francesca mi sono rotto di sentire sempre la stessa fesseria: "mettersi sullo stesso piano dell'assassino".

Cazzo ! Uccidere un assassino ed uccidere un innocente non è lo stesso; persino la legge, dopo la cura Beccaria, non è così stupida da affermare una cosa simile: l'omicidio è più grave e più duramente punito quando è causato da "futili motivi"; se una persona ti uccide per rubarti 100 € lo fa per futili motivi, se lo ammazzi perchè ha ucciso un uomo il motivo potrebbe essere anche sbagliato (sono aperto alla discussione) ma non è certamente futile; col cazzo che è la stessa cosa.

Comunque non te la prendere; siete in tanti a dire quella fesseria; probabilmente non siete voi ad essere un problema ma noi ad essere un'opportunità; i normali siete voi.

Non preoccuparti per me, a me dispiace solo che ti stia arrabbiando tu, ma non posso tacere su un argomento così dirimente per le scelte che ogni Stato deve necessariamente compiere.
Perciò ora calmati e dimmi con estrema sincerità se in quanto appartenente al genere umano, te la sentiresti davvero di dare, a sangue freddo, il colpo di grazia a chi ti implori di risparmiarlo, fosse anche il più sordido degli assassini?
Te lo chiedo perché io la mia risposta l'ho già trovata e probabilmente piuttosto che uccidere lui preferirei soccombere io, per non dover convivere con un tale rimorso per tutta la vita.
E' chiaro, e così prevengo la tua obiezione, che il discorso sarebbe diverso se fosse in pericolo imminente la vita di un altro essere umano, ma qui opererebbe la scriminante della legittima difesa, anche se persino in questo caso l'elaborazione della perdita di una vita umana sarebbe per me sempre molto difficile.
Sì, lo confesso, non mi sento disumana come l'assassino che mi si chiederebbe d'uccidere, perché  differentemente da lui, io  ho avuto la fortuna e la possibilità di capire quali siano i valori a cui improntare la mia esistenza, e questa sicurezza mi fa sentire pienamente integrata e conciliata col genere umano.
In certe situazioni bisogna trovarsi per vedere cosa fai veramente, ora che sono comodamente seduto in poltrona ti direi "se lo considero indegno di vivere (ecco perchè a partita iva) sì, me la sentirei".

La differenza tra la tua filosofia e la mia è che tu consideri "la vita" un bene assoluto, io la considero un bene relativo a come decidi di viverla.

Tu pensi che esista la "dignità umana" io penso che esista la dignità delle persone degne.

Tutti noi ci aspettiamo un livello di onestà delle persone ricche, colte, importanti, superiore a quello dei reietti; essere un "super" ti obbliga ad essere migliore; se non lo sei offendi il tuo essere.

Un essere umano, in qualità di animale più intelligente del pianeta, con la sua sensibilità, con la sua socialità, con la sua nobiltà, quando commette un crimine particolarmente grave offende la sua natura umana, la rinnega; chi sono io per trattare da essere umano un bipede antropomorfo che non si considera (con le sue azioni) un essere umano ? Abbia ciò che vuole !

Comunque non sono veramente arrabbiato.
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