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 Insegnare latino col metodo Orberg

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paika



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MessaggioOggetto: Insegnare latino col metodo Orberg   Gio Ott 29, 2015 2:32 pm

Quest'anno mi trovo per la prima volta a sperimentare il metodo Orberg per l'insegnamento del latino (non per mia volontà, ma perché il libro di testo adottato dai colleghi in tutte le sezioni segue questo metodo) e avrei piacere di sentire il vostro parere a riguardo: fino a questo momento riesco a coglierne soltanto i risvolti negativi, ma sarei grata a chiunque possa mostrarmene l'efficacia, anche alla luce della propria esperienza personale.
Non mi rivolgo esclusivamente ai colleghi di latino, ma a chiunque abbia sentito parlare di questo metodo e sia intenzionato a discuterne in linea generale.
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Garola84



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare latino col metodo Orberg   Gio Ott 29, 2015 8:55 pm

Ne ho sentito parlare durante il corso di abilitazione. Nel mio liceo ho visto una copia del manuale abbandonata in sala insegnanti. Non ho esperienza diretta, ma dicono che il problema più grosso sia insegnare a tradurre. I primi brani del manuale (Italia in Europa est...) mostrano un latino un po' posticcio, poi nel secondo volume la lingua si raffina. Vero è che le schede grammaticali in latino non sono didatticamente perfette.
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zshiraz



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare latino col metodo Orberg   Gio Ott 29, 2015 9:57 pm

Il metodo Ørberg è usato praticamente dovunque, tranne che in Italia, dove la fortissima tradizione dell'insegnamento a partire dalla grammatica e i traguardi altissimi attesi in uscita dal liceo ne hanno fortemente ostacolato la diffusione. In Germania, dove ho lavorato per un po', non insegnavo latino, ma studiando i testi scolastici, che hanno un approccio comunicativo, credo che il problema fondamentale sia quello della semplificazione delle strutture e, di conseguenza, della lingua. I vantaggi, indubbi, sono l'obbligo di imparare il lessico di base, e una facilità molto maggiore nella manipolazione delle strutture; le attività proposte spesso sono di tipo ludico e più motivanti rispetto all'apprendimento mnemonico di declinazioni e coniugazioni. Quest'anno insegno in una classe inserita nel progetto Cambridge e i libri di testo sono in inglese: i ragazzi studiano più volentieri perché invece delle declinazioni imparano a memoria i dialoghi e in classe facciamo le scenette; sono già in grado di scrivere piccole storie e di utilizzare la lingua in modo creativo. Il problema che vedo io nel lungo periodo è quello di non avvicinarsi al testo originale, e quindi di avere poi grandi difficoltà al triennio. Il che, però, sembra smentito dal fatto che gli studenti del liceo Tasso di Roma (che pure utilizzano il metodo Ørberg) vincono regolarmente i concorsi di traduzione nazionali. Sicuramente c'è anche la questione della lingua inizialmente un po' artefatta e i cui significati vanno un po' forzati, che a volte crea qualche perplessità (per esempio nella seconda unità si trova questa sequenza: "ancilla (triclinium) intrat. ancilla suaviter cantat. ancilla dominum delectat. ancilla mercatorem delectat. mox dominus dormit. amicus quoque dormit." a questo punto entra il cuoco, che, in silenzio, si avventa sui resti della cena e "in triclinio magnifice cenat. coquus ancillam spectat. ancilla Grumionem delectat. Grumio ancillam delectat. Grumio est laetissimus". A questo punto gli alunni si sono giustamente chiesti, visto che la schiava non poteva più cantare, cosa avesse fatto per "delectare" il cuoco...)
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Garamond



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare latino col metodo Orberg   Ven Ott 30, 2015 9:40 pm

Quando ero studente, nel mio liceo si usava il metodo Ørberg. Ricordo che i primi anni era divertente: si imparava in fretta studiando poco, perché si assimilava molto in classe. Spesso si parlava in latino, così come avviene all'inizio di un corso di inglese: mettendo in scena piccoli dialoghi, rispondendo a domande del professore o riassumendo quanto appena letto.

Il problema della traduzione ha iniziato a presentarsi tra il terzo e quarto anno, quando si è passati dal leggere e capire il testo originale consultando al più qualche nota a margine (scritta in latino), a dover "decifrare" la versione sfogliando continuamente il dizionario. Non credo sia un caso che i brani tratti da Roma Aeterna (ricordo ad esempio quelli del Somnium Scipionis) fossero gli unici la cui lettura, almeno a me, dava un minimo di soddisfazione. Alla fine ci chiedevamo tutti che senso avesse questo esercizio: figure retoriche a parte, tanto valeva studiare il testo tradotto in italiano.

Non ho gli elementi per poter discuterne l'efficacia, ma la mia esperienza con il metodo Ørberg è stata senz'altro positiva; piuttosto, è stato l'approccio classico, subentrato poi, ad avere risvolti negativi sull'interesse per la materia.
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precious77



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare latino col metodo Orberg   Sab Ott 31, 2015 1:36 am

Sarò antica, ma a me questa storia della motivazione e dell'interesse secca un bel po'. La motivazione gli studenti dovrebbero trovarla in se stessi e nella consapevolezza di doversi formare al meglio, per scelta o per necessità. Io ho fatto il classico e non è che fossimo tutti amanti delle lettere classiche, tutt'altro, ma nessuno si è mai posto problemi di motivazione. Trovo assurdo, alle superiori, parlare di interesse e divertimento: l'interesse ci dovrebbe essere all'atto dell'iscrizione ad un certo indirizzo di studi, il divertimento in altre sedi (non voglio dire che si debba eslcuderlo per forza, ma neppure che debba essere la prima preoccupazione di un insegnante! non sono a scuola per fare cabaret e, in ogni caso, il divertimento discende sempre e comunque dall'interesse).
Detto questo, il metodo Ørberg presenta l'indubbio vantaggio, rispetto al metodo tradizionale, di offrire una conoscenza del lessico più ampia e facile e, appunto, di risultare meno pesante per gli studenti (ammesso che il risparmio di energia sia da considerare un vantaggio). Bisogna chiedersi allora qual è lo scopo dell'insegnamento del latino: se è quello di dare una solida infarinatura (passatemi l'espressione) di lingua e cultura, il metodo Ørberg va benissimo; se è quello di entrare per bene in un mondo, attraverso i testi di chi di quel mondo faceva parte e era essenza, allora meglio evitarlo, perché è indubbio che, nella maggior parte dei casi, gli studenti che se ne servono hanno grandissima difficoltà a tradurre i testi d'autore (poi dipende dall'autore).
Parlare latino non è un fine dello studio del latino: esso è un sistema chiuso e la sua diversità e peculiarità rispetto ad una lingua moderna sta proprio in questo. Perché trattarlo come una lingua contemporanea? Non ne trovo proprio il senso. Studiamo la lingua latina per arrivare a comprendere il cuore della cultura di cui essa è veicoo: è quello il fine, a mio parere.
Certo, la situazione ideale sarebbe avere abbastanza tempo e soprattutto abbastanza strumenti per utilizzare un metodo eclettico tra i due, ma se dovessi scegliere senz'altro sceglierei il metodo tradizionale.
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paika



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare latino col metodo Orberg   Sab Ott 31, 2015 5:51 pm

Grazie per i vostri contributi. Personalmente concordo in gran parte con quanto scritto da precious77, con la sola precisazione che i miei studenti non trovano il metodo né divertente né semplice, al punto che, in queste settimane, ho abbandonato del tutto il manuale per insegnare loro il latino alla "vecchia" maniera, cosa che ha garantito i primi risultati positivi. Se avessi avuto un riscontro diverso non avrei preso questa iniziativa, anche perché non ho alcun pregiudizio nei confronti di questo metodo ed ero anzi contenta di potermi confrontare con qualcosa di diverso rispetto alle metodologie "classiche", ma constatare quanto spiazzati e annoiati fossero i ragazzi di fronte ad una cosa percepita come "innaturale" mi ha spinto a cambiare decisamente strada.
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare latino col metodo Orberg   Sab Ott 31, 2015 10:33 pm

paika ha scritto:
Grazie per i vostri contributi. Personalmente concordo in gran parte con quanto scritto da precious77, con la sola precisazione che i miei studenti non trovano il metodo né divertente né semplice, al punto che, in queste settimane, ho abbandonato del tutto il manuale per insegnare loro il latino alla "vecchia" maniera, cosa che ha garantito i primi risultati positivi. Se avessi avuto un riscontro diverso non avrei preso questa iniziativa, anche perché non ho alcun pregiudizio nei confronti di questo metodo ed ero anzi contenta di potermi confrontare con qualcosa di diverso rispetto alle metodologie "classiche", ma constatare quanto spiazzati e annoiati fossero i ragazzi di fronte ad una cosa percepita come "innaturale" mi ha spinto a cambiare decisamente strada.
Stavo per scrivere (da profano) le stesse cose di precious77, aggiungendo che una delle utilità del latino è allenare la mente a gestire le cose astratte come le costruzioni e classificazioni grammaticali.

Attenzione ad interpretare male i fatti; la mia non è una certezza (come potrebbe ?) ma un dubbio: sicura che i tuoi studenti ora non vadano meglio (non facciano migliori verifiche) perchè il metodo tradizionale consente copiature tradizionali ?

Su internet si trova tutto quello che serve per fare una buona verifica, a patto che non sia innovativa.
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zshiraz



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare latino col metodo Orberg   Dom Nov 01, 2015 12:04 am

precious77 ha scritto:
Sarò antica, ma a me questa storia della motivazione e dell'interesse secca un bel po'. La motivazione gli studenti dovrebbero trovarla in se stessi e nella consapevolezza di doversi formare al meglio, per scelta o per necessità. Io ho fatto il classico e non è che fossimo tutti amanti delle lettere classiche, tutt'altro, ma nessuno si è mai posto problemi di motivazione. Trovo assurdo, alle superiori, parlare di interesse e divertimento: l'interesse ci dovrebbe essere all'atto dell'iscrizione ad un certo indirizzo di studi, il divertimento in altre sedi (non voglio dire che si debba eslcuderlo per forza, ma neppure che debba essere la prima preoccupazione di un insegnante! non sono a scuola per fare cabaret e, in ogni caso, il divertimento discende sempre e comunque dall'interesse).
Non trovo affatto seccante motivare gli studenti e riuscire a interessarli. Insegno da un numero sufficiente di anni per aver visto svariate mutazioni nel modo di apprendere e di accostarsi allo studio, e ogni paragone con noi, o anche solo con studenti di una decina di anni fa non regge, e inoltre (e questo è davvero innegabile) è evidente che la maggior parte degli studenti che esce dal liceo classico, nonostante le ore passate a declinare sostantivi e coniugare verbi, non acquisisce nessuna competenza rispetto all'obiettivo, cioè leggere un autore nella sua lingua e saperlo interpretare (detto in due parole, il profilo in uscita del liceale è quello delle indicazioni nazionali). Ragion per cui non trovo, ancora, privo di senso cercare un approccio nuovo.

precious77 ha scritto:
Detto questo, il metodo Ørberg presenta l'indubbio vantaggio, rispetto al metodo tradizionale, di offrire una conoscenza del lessico più ampia e facile e, appunto, di risultare meno pesante per gli studenti (ammesso che il risparmio di energia sia da considerare un vantaggio). Bisogna chiedersi allora qual è lo scopo dell'insegnamento del latino: se è quello di dare una solida infarinatura (passatemi l'espressione) di lingua e cultura, il metodo Ørberg va benissimo; se è quello di entrare per bene in un mondo, attraverso i testi di chi di quel mondo faceva parte e era essenza, allora meglio evitarlo, perché è indubbio che, nella maggior parte dei casi, gli studenti che se ne servono hanno grandissima difficoltà a tradurre i testi d'autore (poi dipende dall'autore).

Sulla difficoltà di tradurre sono anch'io abbastanza dubbiosa, anche se mi sembra, nella mia ancora limitata e indiretta esperienza del metodo, che le difficoltà siano le stesse di tutti gli altri: lo studente che dopo due anni di Ørberg è messo di fronte alle Verrine (così facevano in Germania) capiva di quello che traduceva esattamente quanto un liceale italiano, cioè, nella media, poco più di zero. I risultati nella traduzione sono disastrosi in ogni caso, e l'unico modo  che ho trovato efficace per migliorare quest'abilità è stato l'applicazione sistematica fino allo sfinimento della grammatica valenziale, insieme allo studio, anche questo sistematico, del lessico di base.
Comunque non sono così scettica rispetto al fatto che si possano ottenere risultati positivi, anche se penso dipenda molto da quanto si è padroni del metodo e lo si sappia proporre in maniera convincente.
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MessaggioOggetto: Re: Insegnare latino col metodo Orberg   Dom Nov 01, 2015 12:07 am

Il metodo Orberg è, a mio parere, una vera e propria violenza perpetrata ai danni della letteratura latina. Studiare un latino falso, come è quello del primo volume, non ha senso. Tra l'altro trattasi di un libro pieno di errori grammaticale, di forme maccheroniche. Nessun romano si sarebbe mai sognato di esprimersi in quel modo.
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MessaggioOggetto: Re: Insegnare latino col metodo Orberg   Dom Nov 01, 2015 12:10 am

avidodinformazioni ha scritto:
Su internet si trova tutto quello che serve per fare una buona verifica, a patto che non sia innovativa.

Si trova tutto anche sul metodo Orberg, non ti preoccupare. E' molto più facile per l'insegnante modificare una versione "tradizionale" (per il semplice fatto che ce ne sono tantissime e che puoi usare i vocaboli che vuoi, visto che hanno il dizionario) che una con il metodo Orberg (sempre le solite tre o quattro, sui soliti argomenti, con le solite dieci parole in croce).
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paika



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare latino col metodo Orberg   Dom Nov 01, 2015 2:07 pm

avidodinformazioni ha scritto:
paika ha scritto:
Grazie per i vostri contributi. Personalmente concordo in gran parte con quanto scritto da precious77, con la sola precisazione che i miei studenti non trovano il metodo né divertente né semplice, al punto che, in queste settimane, ho abbandonato del tutto il manuale per insegnare loro il latino alla "vecchia" maniera, cosa che ha garantito i primi risultati positivi. Se avessi avuto un riscontro diverso non avrei preso questa iniziativa, anche perché non ho alcun pregiudizio nei confronti di questo metodo ed ero anzi contenta di potermi confrontare con qualcosa di diverso rispetto alle metodologie "classiche", ma constatare quanto spiazzati e annoiati fossero i ragazzi di fronte ad una cosa percepita come "innaturale" mi ha spinto a cambiare decisamente strada.
Stavo per scrivere (da profano) le stesse cose di precious77, aggiungendo che una delle utilità del latino è allenare la mente a gestire le cose astratte come le costruzioni e classificazioni grammaticali.

Attenzione ad interpretare male i fatti; la mia non è una certezza (come potrebbe ?) ma un dubbio: sicura che i tuoi studenti ora non vadano meglio (non facciano migliori verifiche) perchè il metodo tradizionale consente copiature tradizionali ?

Su internet si trova tutto quello che serve per fare una buona verifica, a patto che non sia innovativa.

Dovevo precisare meglio cosa intendessi con primi risultati positivi:i ragazzi adesso riescono a ragionare sul testo, ne individuano le strutture, riconoscono i casi e vi associano le corrette funzioni logiche, mentre seguendo i dialoghi non capivano nulla, ed era un continuo chiedere: "Ma questo che significa? Ma questo è genitivo o dativo? E io come lo capisco?" e così via.
Poi può essere (anzi, sarà così) che, come scrive zshiraz, sia io la prima a non saper proporre il metodo Orberg in modo convincente, anche perché sono io la prima a divertirmi di più a scomporre le strutture linguistiche studiando, tanto per dire, i suffissi verbali e spiegandone la funzione, che non seguendo le vignette (tra l'altro a me i fumetti piacciono molto, era quello che avrei voluto fare prima di "consacrarmi all'insegnamento"). Tradurre in fumetto una pagina di Cesare mettendo in bocca ai soldati frasi estrapolate dalle sue opere (con un minimo rimaneggiamento) sarebbe bello, mettere in scena la vita quotidiana di un Romano attraverso un latino che, boh, non si capisce bene da dove sia stato partorito mi sembra un po' diverso. Comunque ho parecchie lacune in materia, documentandomi meglio può essere che riesca a proporre correttamente questa metodologia.
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MessaggioOggetto: Re: Insegnare latino col metodo Orberg   Dom Nov 01, 2015 5:30 pm

Metodologicamente io ibrido molto: lavoro tantissimo sulla struttura delle parole, sulla loro formazione (insegnando anche greco è naturale che sia così), e anche se in latino il testo impone di procedere diversamente non è che sia così rigida. Seguire il metodo natura non implica necessariamente l'eliminazione di tutto il lato scientifico dell'insegnamento, e io per prima non riuscirei nemmeno a farlo: per cui, se da una parte recitiamo "in basilica" la parte del giudice e dell'imputato, dall'altra i ragazzi hanno ben presente che -se di esse e -re di laudare non sono due cose distinte, due formazioni anomale, che con il verbo "dare" una desinenza -ae è quasi certamente un argomento obbligatorio del verbo e cose simili. Diciamo che sono stata costretta dalla natura del corso a cambiare sistema, e in questo cambiamento vorrei cercare di trovare un senso alle cose che devo fare :-)
E tra l'altro mi sono dimenticata di dire (anche se forse tra le righe si capiva) che questa sezione Cambridge prevede l'insegnamento potenziato dell'inglese, (inglese L2, matematica e, sì, latino :-) , per cui utilizziamo un libro proprio bellino, con tantissimo materiale di civiltà e una parte online ricchissima (sinceramente mi sembra molto meglio dei libri misti italiani).
Se qualcuno è interessato posto il sito.
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paika



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare latino col metodo Orberg   Dom Nov 01, 2015 5:42 pm

Grazie zshiraz, molto gentile da parte tua :).
In effetti una bella contaminatio tra tradizione e innovazione potrebbe risolvere parecchi problemi; personalmente l'unica strada che non desidero percorrere è quella di proporre il latino ai miei ragazzi come è stato insegnato a me (spiegazioni quasi zero, memoria iper sollecitata, compiti a palate, interrogazioni a suon di tombolino e altre amenità varie).
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precious77



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare latino col metodo Orberg   Dom Nov 01, 2015 6:43 pm

Non trovo seccante motivare gli studenti, trovo seccante doverli "intrattenere", dover inventare giochini perché si divertano.
Non fraintendetemi, ogni tanto va benissimo, mica siamo in caserma, ma pretendere che la motivazione debba partire INTERAMENTE dall'insegnante o pretendere che la scuola - secondaria di secondo grado - abbia un senso e venga percepita come utile solo se a scuola ci si diverte mi sembra inammissibile.
Uno dei problemi maggiori della scuola è proprio che manca la percezione del sacrificio e che si sia ormai fatto ampiamente strada che tutto ciò che non è immediatamente o quasi spendibile e utile non sia, dopotutto, importante. Lo studio è un percorso di acquisizione di abilità e competenze - chiamiamole pure così - molte delle quali, specie nelle materie umanistiche, sono il frutto di stratificazioni pazienti e di lunga durata, preceduto da fallimenti, fatica, noia e anche vittorie, miglioramenti e divertimento, com'è stato per tutti.
Comunque siamo (parzialmente) OT, era solo per spiegarmi meglio
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zshiraz



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare latino col metodo Orberg   Dom Nov 01, 2015 6:53 pm

Questa è la pagina principale
http://www.cambridgescp.com/main_entrance.php
e questa quella dei libri:
http://www.cambridgescp.com/Upage.php?p=clc^oa_intro^intro
Secondo il programma, alla fine del secondo o nel corso del terzo anno gli studenti saranno in grado di leggere e interpretare i testi (non manipolati) che saranno poi oggetto dell'esame.
Una gran cosa dei libri stranieri è poi la guida per l'insegnante che ti spiega come lavorare minuto per minuto :-)
Il manuale italiano più innovativo, invece, secondo me è questo:
http://www.laterza.it/ns-schedaopera-opera.asp?isbn=9788842110170
Troppo innovativo rispetto ad una scuola che , per lo più, nella didattica delle lingue classiche, è imbalsamata e mummificata (aggiungo che la grande "innovazione" di questo manuale, ripresa anche nelle indicazioni nazionali, è la sintassi valenziale: tanto innovativa che già se ne parlava all'università, corso di didattica del latino, alla metà degli anni Ottanta).
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paika



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare latino col metodo Orberg   Dom Nov 01, 2015 8:17 pm

zshiraz ha scritto:
Questa è la pagina principale
http://www.cambridgescp.com/main_entrance.php
e questa quella dei libri:
http://www.cambridgescp.com/Upage.php?p=clc^oa_intro^intro
Secondo il programma, alla fine del secondo o nel corso del terzo anno gli studenti saranno in grado di leggere e interpretare i testi (non manipolati) che saranno poi oggetto dell'esame.
Una gran cosa dei libri stranieri è poi la guida per l'insegnante che ti spiega come lavorare minuto per minuto :-)
Il manuale italiano più innovativo, invece, secondo me è questo:
http://www.laterza.it/ns-schedaopera-opera.asp?isbn=9788842110170
Troppo innovativo rispetto ad una scuola che , per lo più, nella didattica delle lingue classiche, è imbalsamata e mummificata (aggiungo che la grande "innovazione" di questo manuale, ripresa anche nelle indicazioni nazionali, è la sintassi valenziale: tanto innovativa che già se ne parlava all'università, corso di didattica del latino, alla metà degli anni Ottanta).

Grazie mille, zshiraz!
Il concetto di valenza nello studio delle lingue, come giustamente scrivi, in Italia stenta a prendere piede; se non erro, addirittura per la lingua italiana si è dovuto attendere il "Sabatini-Coletti" per avere un dizionario valenziale...
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mordekayn



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare latino col metodo Orberg   Ven Nov 06, 2015 2:52 am

Per avere buoni voti in latino e greco l'unica era di tradurre le versioni o mettersi a tradurre pazientemente libricini come contro i sofisti di Isocrate con i dizionari classici tipo Rocci etc...parlo di 15 anni fa.
Studiare la grammatica in un manuale o in un altro era quasi indifferente..mentre era fondamentale tradurre, tradurre, tradurre...altrimenti durante le traduzioni in classe  il prof partiva con 4-5 a raffica, dati alla maggioranza della classe che non riusciva a tradurre.
Ora come funziona ^_^?
Con il metodo Birkermaier ?
Leggo che sono curioso.
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MessaggioOggetto: Re: Insegnare latino col metodo Orberg   Mar Nov 10, 2015 6:42 pm

dipende dal fine.
Se il fine è apprendere una lingua per parlarla il metodo Oerberg vince 10 a 0 sul metodo naturale. Uno studente medio di una classe media che per 3 anni ha praticato tale metodo ha un vocabolario molto più sostanzioso di un docente di latino con anni di pratica. Questo è provato e lo sa bene chi, come me, si è trovato a insegnare latino in una classe oerberg subentrando a un collega direttamente al secondo anno. Mi sono chiuso in casa per un mese a studiare perchè i ragazzi ne sapevano più di me.

Se il fine invece è ragionare sulla lingua, svolgere un esercizio che prevede la lentezza, la calma, l'utilizzo della logica, con il fine di riuscire a tradurre passi anche molto complessi, quindi riuscire ad utilizzare regole e costrutti e ricordarsi che il latino non è matematica, perchè esiste l'eccezione e il contesto, allora vince 10 a 0 il metodo tradizionale.

Per la mia esperienza personale, poi, devo dire che il metodo oerberg non lo si può imporre a un docente. Deve crederci e deve averlo studiato a fondo, altrimenti non serve granchè. Per un insegnante, a mio avviso, è molto più impegnativo e richiede molto più lavoro.
Sono poi dell'idea che per ogni docente fare un bel corso di oerberg è utilissimo, perchè imparerà moltissimi vocaboli che una lingua morta tendenzialmente non trasmette.

A Vicenza fino a 3-4 anni fa l'oerberg andava per la maggiore, ed è stato così per 6-7 anni, ma con la pensione di alcuni docenti e la diminuzione delle ore di latino conseguenti alla rif. Gelmini pian piano è andato scomparendo. Ora ci sono solo poche classi che lo seguono, per lo più rappresentate da insegnanti molto appassionati e talvolta addirittura maniaci (del tipo che se uno studente vuole andare in bagno deve chiederlo in latino)
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare latino col metodo Orberg   Mar Nov 10, 2015 7:39 pm

http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Latino

"Catilina pulivit culum cum carta velina, sed olim finivit carta velina et se pulivit cum sua manina
~ Cicerone svergogna Catilina"
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare latino col metodo Orberg   Mar Nov 10, 2015 8:23 pm

Precious, hai perfettamente ragione.ma in alcune scuole esiste ancora severità,lavoro intenso, studio impegnativo
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chicca70



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare latino col metodo Orberg   Mer Nov 11, 2015 8:19 am

Idro, hai detto bene: se lo scopo è quello di imparare a parlare una lingua, il metodo Orberg è il migliore. Considerando però che non possiamo andare in senato ad ascoltare Cicerone mentre pronuncia le sue orazioni e che i madrelingua latini sono tutti morti, direi che lo studio del latino non è finalizzato ad un uso orale della lingua. Quindi va da sé che l'unico metodo efficace ai fini della riflessione linguistica anche comparativa (e non soltanto con l'italiano) e per uno studio propedeutico alla lettura dei testi classici è quello tradizionale, con particolare attenzione alla sintassi valenziale.
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Erodoto



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare latino col metodo Orberg   Mer Nov 11, 2015 4:59 pm

chicca70 ha scritto:

Quindi va da sé che l'unico metodo efficace ai fini della riflessione linguistica anche comparativa (e non soltanto con l'italiano) e per uno studio propedeutico alla lettura dei testi classici è quello tradizionale,  con particolare attenzione alla sintassi valenziale.

Credo però che l'approccio tramite la sintassi valenziale sia ancora poco praticato. Riflettendo sulle tematiche della didattica del latino alla luce degli approcci recenti, quali appunto la grammatica valenziale, il metodo Orberg, l'attenzione all'acquisizione lessicale e confrontandoli con la mia esperienza di studente che ha imparato il latino con il metodo tradizionale posso dire qualche approccio diverso da quello classico trova il mio consenso.
Non è il caso del metodo Orberg, che mi pare punti in una direzione diversa rispetto alla finalità dell'insegnamento del latino, ma al tempo stesso ha di buono il fatto che rafforza molto il lessico. Certo, se parliamo di acquisizione lessicale sarebbe da puntare più che altro sul lessico frequenziale del latino. Una lingua sia impara a conoscere se se ne conoscono i termini e i significati. Sono convinto che a suo tempo avrei tradotto con più facilità se avessi posseduto una maggior sicurezza riguardo il lessico e le sfumature lessicali. Per quanto riguarda la struttura della frase la grammatica valenziale è un valido aiuto e sebbene si applichi, così mi dicono, non proprio in maniera perfetta alla lingua latina, certamente aiuta lo studente ha spostare l'attenzione anche sull'atto pratico e sull'insieme della comunicazione. Riflettere sulla morfologia e sulla sintassi col metodo tradizionale pare essere efficace fino a un certo punto, dopodiché un approccio diverso forse aiuta ad aprire nuovi orizzonti.
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