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 P.D.P. & D.S.A. vs privacy

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AutoreMessaggio
haran banjo



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MessaggioOggetto: P.D.P. & D.S.A. vs privacy   Mar Nov 03, 2015 12:54 pm

Promemoria primo messaggio :

Se vi è mai capitato di avere studenti con D.S.A. ed è capitato a molti, saprete che le diagnosi tardive, in corrispondenza della scuola superiore sono spesso mal sopportate dagli allievi, che la rifiutano oppure in altri casi la vogliono tenere nascosta.
Fin qui pazienza direi, ma cosa accade quando lo studente il cui PDP prevede uno strumento compensativo, viene visto dai compagni che esclamano: "perché ha le formule? Sta copiando! Le voglio anche io!"? Come si deve porre il docente? Sembrano esserci due strade:
a)violare la privacy: <<il suo PDP prevede quello strumento, se non ti va bene vai dal DS>>.
b)prestarsi al gioco aiutando lo studente a nascondere la diagnosi (inserisco il formulario sul retro del testo, ecc.).

Al corso di formazione del 2011 mi dissero che la dislessia non doveva essere nascosta, per contro i dirigenti mi dicono che la privacy va tutelata, ma a domanda diretta "come mi comporto se..." non ho ancora avuto risposta.

L'unica alternativa che trovo è:
c)rispondo "Lui può!".

Nella realtà sarebbe auspicabile informare le classi in prima su cosa sono i DSA e che alcuni possono avvalersi di PDP con strumenti dispensativi e compensativi, senza dire chi è DSA e chi no.

Come vi comportate nei vostri istituti?
Grazie a chi mi fornirà il suo punto di vista.
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AutoreMessaggio
paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: P.D.P. & D.S.A. vs privacy   Mer Nov 04, 2015 7:11 pm

Ire ha scritto:

Quando ti dico che ho esperienza diretta non ti sto dicendo di qualcosa che ho sentito dire ma di qualcosa che ho vissuto.

Appunto, è esattamente quello che avevo capito: evidentemente tu stessa appartieni alla categoria dei genitori che hanno richiesto gli strumenti compensativi e dispensativi per il figlio, ma che hanno anche richiesto che il resto della classe non lo venisse a sapere, trovando normale questa contraddizione e aspettandosi che spettasse agli insegnanti risolverla.


E continui a sostenere che chi non la condivide è solo perché perché "non l'ha capita", o perché "non l'ha vissuta", o perché "è prevenuto".

Bene, e io mi permetto di dire che invece l'ho capita benissimo e che, pur avendola capita, CONTINUO A NON APPROVARLA, che la considero proprio una cosa sbagliata, con potenziali conseguenze diseducative sul ragazzo stesso, destabilizzanti sui compagni e arrogante nei confronti degli insegnanti.

Fattene una ragione.

Certo, tu potrai tranquillamente continuare a sostenere che invece sei sicura che sia stata la soluzione ideale per tuo figlio, perché per lui individualmente è stata una manna dal cielo, che l'ha fatto rifiorire, e tutto il resto.

Se poi questo abbia creato dei problemi relazionali collettivi al resto della classe, o abbia costretto gli insegnanti a comportarsi da ipocriti recitando una sceneggiata in cui non credevano e che consideravano controproducente per tutti, ma dovevano recitarla lo stesso perché la famiglia la pretendeva, beh, di questo non te ne sei minimamente interessata, e non te ne importava nulla, perché L'UNICA cosa a cui tenevi era il benessere individuale di tuo figlio... e di tutti gli altri chi se ne frega, e dell'andamento generale della didattica della classe chi se ne frega.

Bene, accetta il fatto che io, e molti altri di noi, DISAPPROVIAMO questo atteggiamento, lo consideriamo sbagliato, dannoso e scorretto, e che abbiamo le nostre ragioni legittime per pensarlo,che non sono necessariamente riducibili all'essere "poco informati" o all'avere "poca voglia di faticare".

E personalmente non ho alcun problema a dire che lo disapproverei pesantemente, e che lo eviterei con la massima trasparenza, ANCHE se dovessi trovarmici come madre.

Se un ragazzo viene diagnosticato come DSA grave già alle elementari, vuol dire che quando arriva alla piena adolescenza ha avuto cinque, sei, dieci anni di tempo per fare i conti con la sua situazione, e per abituarsi alla normalità assoluta di aver bisogno di strumenti di ausilio visibili in chiaro da tutti (per cui il problema di "non farlo capire agli altri" non esiste proprio, il ragazzino è già abituato da anni al fatto che tutti lo sappiano).

Ma se un ragazzo viene diagnosticato per la prima volta solo a 16 o 17 anni, avendo fatto fino a quel momento un percorso scolastico assolutamente normale, senza essere stato mai bocciato, e senza che nessuno si fosse accorto prima dei suoi eventuali problemi... vuol dire che non ha affatto un disturbo tanto grave da aver bisogno assoluto di strumenti di ausilio "altrimenti non ce la può fare".

Per cui, esiste anche la possibilità di andare avanti per altri due o tre anni SENZA strumenti compensativi e dispensativi, esattamente come è andato avanti prima fino a quel momento. Magari non prenderà le sfilze di 9 e di 10, prenderà i suoi rispettabilissimi 6 o 7, come prendeva anche prima, ma di sicuro non lo bocceranno, come non l'hanno bocciato prima.

Se questa situazione succedesse (a 15 o 16 anni) a un figlio mio, francamente, lo metterei di fronte a una scelta liberissima e consapevole: o si presenta la certificazione e si richiedono gli strumenti compensativi e dispensativi, prendendosi le responsabilità di gestirli e di spiegarli in maniera trasparente; oppure non la si presenta proprio e si va avanti come prima, accettando di prendere voti più bassi di quelli sperati, e di dover fare più fatica degli altri per ottenere lo stesso risultato.

Ma NON ESISTE che si richiedano gli strumenti di ausilio, pretendendo che ci pensino gli insegnanti a tenerli nascosti al resto del mondo.

L.


Ultima modifica di paniscus_2.0 il Gio Nov 05, 2015 7:51 am, modificato 1 volta
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Dubia



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MessaggioOggetto: Re: P.D.P. & D.S.A. vs privacy   Gio Nov 05, 2015 12:49 am

Io ho avuto un alunno dislessico che non voleva che si sapesse del suo disturbo. Avrebbe rinunciato anche agli strumenti compensativi. Lo psicologo della struttura pubblica insistette molto perché si avvalesse di tali strumenti (in particolare la registrazione dei testi per le verifiche) e "pretese" che l'alunno si arrendesse alla necessità di comunicarlo alla classe, conditio sine qua non per utilizzare gli strumenti. Disse che sarebbe stato inaccettabile per gli altri un apparente "trattamento di favore". Concordammo di trovare l'occasione per farlo, senza forzature. In classe i compagni chiesero perché lui avesse la registrazione e loro no. Risposi spiegando come stavano le cose. L'alunno si fece un bel pianto. Poi passò tutto. L'atteggiamento dei compagni nei suoi confronti non cambiò minimamente. Ci fu accettazione totale. Credo sia stata una buona soluzione che ha consentito anche all'alunno di accettare serenamente il suo disturbo.
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haran banjo



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MessaggioOggetto: Re: P.D.P. & D.S.A. vs privacy   Gio Nov 05, 2015 6:05 am

Non sono mai riuscito a trovare nella legge un riferimento chiaro e inequivocabile al diritto alla privacy sull'uso di strumenti dispensativi/compensativi per dsa. In tal senso sono in sintonia con chi mi fece il corso nel 2011 che sosteneva la necessità della trasparenza.
Se è vero che i voti sono pubblici lo devono essere anche i criteri.
Se è vero che dobbiamo essere autorevoli e non autoritari, i voti vanno motivati e la trasparenza non può essere negata.
Trovo assurdo e infame (sì, proprio infame!) da parte dei D.S. chiedere di nascondere l'esistenza di un P.D.P., posso invece rispettare il riserbo sulla diagnosi. Siamo arrivati al punto che sul PDP scriviamo che il ragazzo vuole mantenere il riserbo o meno. E' un problema suo a mio parere. E' dura, va bene, ma la vita è fatta anche di sfide. C'è chi ha problemi di salute gravi che se ne fa una ragione, che i nostri ragazzi crescano allora!
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: P.D.P. & D.S.A. vs privacy   Gio Nov 05, 2015 8:38 am

Citazione :
Io ho avuto un alunno dislessico che non voleva che si sapesse del suo disturbo. Avrebbe rinunciato anche agli strumenti compensativi. Lo psicologo della struttura pubblica insistette molto perché si avvalesse di tali strumenti (in particolare la registrazione dei testi per le verifiche) e "pretese" che l'alunno si arrendesse alla necessità di comunicarlo alla classe, conditio sine qua non per utilizzare gli strumenti. Disse che sarebbe stato inaccettabile per gli altri un apparente "trattamento di favore". Concordammo di trovare l'occasione per farlo, senza forzature. In classe i compagni chiesero perché lui avesse la registrazione e loro no. Risposi spiegando come stavano le cose. L'alunno si fece un bel pianto. Poi passò tutto. L'atteggiamento dei compagni nei suoi confronti non cambiò minimamente. Ci fu accettazione totale. Credo sia stata una buona soluzione che ha consentito anche all'alunno di accettare serenamente il suo disturbo.

questa fu una buona soluzione.

Con il supporto di uno specialista attrezzato a gestire eventuali "crisi".

Bravissimi
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MessaggioOggetto: Re: P.D.P. & D.S.A. vs privacy   Gio Nov 05, 2015 8:43 am

Citazione :
Non immagini quanto sono contento di non avere tuoi figli in classe, perché con genitori che hanno atteggiamenti come il tuo il dialogo è semplicemente impossibile

Ci sono due risposte:

a - genitore con cui il dialogo è impossibile

"non immagini tu quanto sia contenta io di non avere te come docente dei miei figli"

b - genitore come me

"ma falla finita, mac, dopo anni di scontri dici ancora che il dialogo tra di noi è impossibile? la nostra posizione qui ci pone su fronti opposti e semplicemente ciascuno di noi vede maggiormente ciò che è dalla propria parte "
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MessaggioOggetto: Re: P.D.P. & D.S.A. vs privacy   Gio Nov 05, 2015 9:20 am

Ire ha scritto:
Citazione :
Non immagini quanto sono contento di non avere tuoi figli in classe, perché con genitori che hanno atteggiamenti come il tuo il dialogo è semplicemente impossibile

Ci sono due risposte:

a - genitore con cui il dialogo è impossibile

"non immagini tu quanto sia contenta io di non avere te come docente dei miei figli"

b - genitore come me

"ma falla finita, mac, dopo anni di scontri dici ancora che il dialogo tra di noi è impossibile? la nostra posizione qui ci pone su fronti opposti e semplicemente ciascuno di noi vede maggiormente ciò che è dalla propria parte "

Visti i problemi di tuo figlio col docente di fisica, la (a) non la userei ...

In merito alla (b): ancora una volta, non ci siamo. Nel modo più totale. Perché mandi tuo figlio a scuola? Perché abbia un'istruzione. Perché io lavoro a scuola? Perché i miei alunni abbiano un'istruzione.

Docenti e genitori sono sullo stesso fronte (con ruoli diversi), non su fronti opposti. Rifiutarsi di comprendere la impossibilità di mettere a tacere le proteste dei compagni (ignari della situazione) di fronte a una situazione di apparente favoritismo è un atteggiamento sprezzante nei nostri confronti.

I miei alunni con DSA per fortuna hanno accettato serenamente la situazione, anzi, in un caso, con sollievo: "finalmente so che faticavo non perché sono scemo, ma perché sono dislessico", così ha reagito uno di loro. Per la cronaca, entrambi hanno attraversato la scuola dell'obbligo senza che nessuno sospettasse nulla.
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MessaggioOggetto: Re: P.D.P. & D.S.A. vs privacy   Gio Nov 05, 2015 9:38 am

concordo.

Partiamo da posizioni diverse per arrivare allo stesso obbiettivo.
Io coi problemi di figli, tu coi problemi di docente.

Se possiamo ci diamo una mano a vicenda (e lo facciamo sia io che te) se non possiamo che ciascuno si "sgavagni" i propri perchè sia i genitori che i docenti sapevano in partenza cosa avrebbe significato fare il genitore e cosa avrebbe significato fare il docente.

Il traguardo è quello di arrivare ad accettare serenamente la situazione, tutti ci arrivano, sono meno problemi per tutti, soprattutto per loro.
Il percorso è più o meno facile.
Va rispettato, limitato, sollecitato, atteso con attenzione e grano salis.
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MessaggioOggetto: Re: P.D.P. & D.S.A. vs privacy   Ven Nov 06, 2015 12:01 pm

concordo pienamente con la posizione di paniscus anche perchè l'uso del pc come si "nasconderebbe"? L'uso di supporti durante l'interrogazione?
Io ho odiato i miei occhiali ma non c'è stato nulla da fare se volevo vederci ho dovuto usare uno strumento visibile a tutti. Potevo pretendere di correggere il mio difetto visivo senza che nessuno sapesse che ne avessi uno? No, perchè a quell'età le lenti a contatto non le potevo usare, lo stesso dicasi per per un ragazzo che ha bisogno di una stampella etc. ci sono supporti che non possono passare inosservati e se se ne vuole usufruire è inevitabile che siano visibili agli altri. Poi si può benissimo non entrare nel merito della diagnosi (posso non voler dire se sono miope, astigmatica o già presbite e quanti gradi mi manchino) ma fare misteri e arrovellarsi su come nascondersi lo trovo solo controproducente.
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MessaggioOggetto: Re: P.D.P. & D.S.A. vs privacy   Ven Nov 06, 2015 12:15 pm

Generalmente chi accetta di usare il pc accetta anche di informare i compagni del problema.
Molti preferiscono non usare il pc.

L'uso degli occhiali non è un esempio troppo pertinente, drifis, innanzitutto la loro diffusione risale a secoli ormai e sono strumenti entrati a far parte del nostro vissuto. In secondo luogo l'uso degli occhiali non mette assolutamente in dubbio nella mente degli altri le capacità cognitive di chi li porta mentre gli strumenti che si usano per un dsa possono far sorgere il dubbio di aver a che fare con uno "stupido" da tenere lontano perchè si sa, la diversità fa paura.
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MessaggioOggetto: Re: P.D.P. & D.S.A. vs privacy   Ven Nov 06, 2015 1:04 pm

porti gli occhiali? Ti assicuro che nonostante siano diffusissimi se hai 5 anni, sei una bambina e li porti la vita può non essere facilissima ("quattr'occhi" può essere l'appellativo più carino e le compagnette non ti fanno fare la "principessa" perchè nessuna principessa ha gli occhiali! Ti appioppano sempre i personaggi goffi e scemi perchè nessuna protagonista "cool" li porta e questo solo per fare un esempio)
In ogni caso questo assecondare a far tutto di nascosto in cosa aiuta a cambiare la percezione che hanno gli altri? E siamo sicuri che la verifica mai confrontata con quella dei compagni come fanno tutti, anzi nemmeno portata al banco per la correzione collettiva, vedi mai che il compagno a fianco si accorga che è diversa, non isoli ancora di più?
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MessaggioOggetto: Re: P.D.P. & D.S.A. vs privacy   Ven Nov 06, 2015 1:13 pm

Io sono ANNI che lo dico, che il paragone con l'uso degli occhiali non è affatto pertinente e che non bisognerebbe citarlo (e non solo per i motivi da te esposti, ma anche per altre considerazioni molto più "intrinseche" a problemi specifici della didattica e della valutazione, che per gli occhiali non si pongono affatto). Eppure, quel paragone è ancora diffusissimo, e viene citato a man bassa proprio da quelli che sono più agguerriti e più in prima fila nella difesa dei diritti dei ragazzi con DSA, e che pretenderebbero di "fare informazione" sul problema. Tu stessa l'hai usato più volte, su questo forum, sia con me che con altri.

L.
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MessaggioOggetto: Re: P.D.P. & D.S.A. vs privacy   Ven Nov 06, 2015 1:32 pm

drifis_ ha scritto:
porti gli occhiali? Ti assicuro che nonostante siano diffusissimi se hai 5 anni, sei una bambina e li porti la vita può non essere facilissima ("quattr'occhi" può essere l'appellativo più carino e le compagnette non ti fanno fare la "principessa" perchè nessuna principessa ha gli occhiali! Ti appioppano sempre i personaggi goffi e scemi perchè nessuna protagonista "cool" li porta e questo solo per fare un esempio)
In ogni caso questo assecondare a far tutto di nascosto in cosa aiuta a cambiare la percezione che hanno gli altri? E siamo sicuri che la verifica mai confrontata con quella dei compagni come fanno tutti, anzi nemmeno portata al banco per la correzione collettiva, vedi mai che il compagno a fianco si accorga che è diversa, non isoli ancora di più?
Tutti noi valorizziamo qualche parte della nostra testa; alcuni valorizzano i capelli, quelli che hanno gli occhiali tendono a valorizzare il cervello.

Gli occhiali sono un'opportunità importante, forse bisognerebbe farli indossare anche ai figli che ci vedono bene.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: P.D.P. & D.S.A. vs privacy   Ven Nov 06, 2015 2:14 pm

I motivi per cui gli strumenti compensativi per i DSA non c'entrano niente con gli occhiali, NON HANNO NIENTE A CHE FARE con il pregiudizio sull'intelligenza, o con il fatto che gli occhiali siamo abituati a vederli mentre gli altri strumenti compensativi no.

I motivi per cui il paragone con gli occhiali non sta proprio in piedi, sono altri:

- primo: gli occhiali non comportano il paradossale accumulo di autoreferenzialità, che a volte raggiunge livelli paranoici, che invece è insita negli strumenti compensativi per la didattica.

Cioè, alla stessa persona, l'insegnante, viene chiesto di decidere quale strumento compensativo fornire, di progettarlo e calibrarlo personalmente sotto la propria responsabilità, di valutare personalmente se sia stato efficace o no in base ai risultati ottenuti dallo studente (e quindi, all'insegnante viene richiesto di avere i mezzi infallibili per distinguere quali risultati negativi siano dovuti all'inadeguatezza dello strumento fornito, e quali invece siano dovuti ad altre cause, tipo lo scarso impegno dello studente o altri fattori esterni), e di ricorreggerlo e ricalibrarlo personalmente giorno per giorno a seconda dei risultati ottenuti, e infine di inserire lo strumento compensativo stesso anche nei criteri per assegnare allo studente una valutazione.

Cosa c'entra con gli occhiali?

Se un ragazzo è miope, usa gli occhiali, e però si lamenta che continua a vederci male e gli viene il dubbio che gli abbiano fatto gli occhiali sbagliati... per rimediare all'inadeguatezza dello strumento compensativo, si rivolge all'oculista che glieli ha prescritti, o al tecnico che li ha costruiti, non certo all'insegnante.

E di sicuro non si sogna di chiedere all'insegnante il permesso se usare gli occhiali o no, né l'insegnante si sogna di suggerire come dovrebbero essere fatti gli occhiali. Al massimo può fornire una fotocopia a caratteri ingranditi, ma non certo un paio di occhiali diverso, o tantomeno un compito diverso.

- secondo: gli occhiali costituiscono uno strumento compensativo efficace SOLO per chi ne ha bisogno davvero, mentre gli strumenti didattici tradizionalmente usati per i DSA costituirebbero un vantaggio e una facilitazione ANCHE per gli altri, se potessero utilizzarli anche loro.

Se una persona è effettivamente miope, è ovvio che il suo rendimento scolastico MIGLIORA davvero se porta gli occhiali, rispetto a quando non li porta. Ma se una persona NON E' realmente miope, non è che mettendosi ugualmente gli occhiali anche se non ne ha bisogno, ottiene qualche vantaggio concreto (anzi, è più probabile che gli faccia danni).

Mentre le classi sono strapiene di ragazzi che non hanno affatto alcun DSA, ma che non vedrebbero l'ora di poter usare anche loro quegli strumenti compensativi che vengono concessi al compagno, perché costituirebbero una facilitazione anche per loro.

Per cui, non esiste il problema che Pierino protesti con l'insegnante sul "perché Paolino può usare gli occhiali e io no?", mentre il problema che Pierino protesti con l'insegnante sul "perché Paolino può usare il formulario e la calcolatrice e io no?", o sul "perché a Paolino sono stati segnati gli stessi errori di ortografia miei, ma lui ha preso un punto in più?" esiste eccome.

L.
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