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 Gruppi di potenziamento (?)

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hariseldon



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MessaggioOggetto: Gruppi di potenziamento (?)   Ven Nov 06, 2015 6:27 pm

Buonasera,
ho una classe in cui a poche eccellenze (2-3) corrispondono tanti casi sul 5 e un bel po' di insufficienze gravi. Come vi comportate in queste circostanze? Trattandosi di materia scientifica, se "utilizzo" quelli piu' bravi per recuperare gli altri puo' funzionare (appunto, gruppi di potenziamento, o ha altro nome?)?
Voi come vi comportate?

Grazie!
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Gruppi di potenziamento (?)   Ven Nov 06, 2015 8:42 pm

mi pare la situazione standard di una qualunque classe della scuola italiana in cui i voti vengano dati con un minimo di serietà.
Stai immaginando una forma di scaffholding, o di tutoring: a volte funziona, a volte no, dipende se i supportatori hanno voglia di supportare gli altri e se i supportati sopportano i supportatori.
Comunque 3 tutor a classe secondo me non bastano per fare questo lavoro, non supererei le quattro persone per gruppo. Fai "formare" ai tre bravi altri tre quasi bravi, in modo che ci siano poi sei tutor.
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Gruppi di potenziamento (?)   Ven Nov 06, 2015 8:54 pm

La soluzione di ushikawa è una delle vie possibili: se puoi suddividire i tuoi alunni in gruppi di 4, massimo 5 componenti, in modo che in ciascuno ci sia almeno uno che ne sa abbastanza, puoi provare a farli esercitare in gruppo, con il più bravo a fare da tutor. Tu supervisioni e intervieni quando serve. Una volta ogni 7-15 giorni può essere una soluzione da provare.
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Gruppi di potenziamento (?)   Ven Nov 06, 2015 9:50 pm

ushikawa ha scritto:
mi pare la situazione standard di una qualunque classe della scuola italiana in cui i voti vengano dati con un minimo di serietà.
Stai immaginando una forma di scaffholding, o di tutoring: a volte funziona, a volte no, dipende se i supportatori hanno voglia di supportare gli altri e se i supportati sopportano i supportatori.
Comunque 3 tutor a classe secondo me non bastano per fare questo lavoro, non supererei le quattro persone per gruppo. Fai "formare" ai tre bravi altri tre quasi bravi, in modo che ci siano poi sei tutor.
Suppongo che il tutor offra la sua prestazione su argomenti che ha già dimostrato di sapere bene; nella migliore delle ipotesi i supportati miglioreranno, ma il tutor non sprecherà il suo tempo ? Non dovrebbe imparare cose nuove ?

Noi ci facciamo pagare per insegnare, lui dovrebbe farlo gratis; la soluzione non mi entusiasma.
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hariseldon



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MessaggioOggetto: Re: Gruppi di potenziamento (?)   Ven Nov 06, 2015 10:52 pm

Vero, noi ci facciamo pagare per insegnare. Ma non solo per quello, anche per fargli vedere diverse sfaccettature della materia... e magari dovendo spiegare approfondiscono anche meglio. In generale però concordo che non possa essere un qualcosa che duri a lungo... proverò a fare dei gruppi di 5 e ci investo qualche ora... nella peggiore delle ipotesi chiederò di attivare uno sportello pomeridiano.
Grazie, vi aggiorno sui risultati
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Gruppi di potenziamento (?)   Ven Nov 06, 2015 10:53 pm

Appunto, stavo per dire la stessa cosa: ho sempre trovato odiosa questa visione diffusa secondo cui è superfluo investire energie su quelli bravi, tanto loro sarebbero bravi lo stesso, mentre l'unica cosa importante da fare è assicurare il recupero a quelli scarsi.

Anche le vette di eccellenza, e comunque i "bravi" in generale, stanno lì per usufruire di un servizio, che li metta in condizioni di progredire il più possibile anche rispetto alle proprie situazioni iniziali, e di realizzare appieno le proprie potenzialità.

NON STANNO LI' per mettere in mostra quanto siano già bravi, o tantomeno per offrire un servizio gratis agli altri mentre nessuno si preoccupa di far progredire anche loro. Una cosa è la solidarietà spontanea tra compagni, il ritrovarsi per studiare insieme, il correggersi l'uno con l'altro, o il chiedere aiuto a titolo personale all'amico più brillante, che sceglie volontariamente di dare una mano... ben altro è che questo sistema sia richiesto dall'insegnante e che sia istituzionalizzato come norma.

A me, se fossi nei panni di quello bravo (o del genitore di quello bravo), dopo un po' girerebbe l'anima assai, a constatare di essere non solo lasciato al palo senza che nessuno si preoccupi dei miei interessi e delle mie esigenze, ma di venire anche usato come manodopera gratuita...

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MessaggioOggetto: Re: Gruppi di potenziamento (?)   Ven Nov 06, 2015 11:52 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Appunto, stavo per dire la stessa cosa: ho sempre trovato odiosa questa visione diffusa secondo cui è superfluo investire energie su quelli bravi, tanto loro sarebbero bravi lo stesso, mentre l'unica cosa importante da fare è assicurare il recupero a quelli scarsi.

Anche le vette di eccellenza, e comunque i "bravi" in generale, stanno lì per usufruire di un servizio, che li metta in condizioni di progredire il più possibile anche rispetto alle proprie situazioni iniziali, e di realizzare appieno le proprie potenzialità.

NON STANNO LI' per mettere in mostra quanto siano già bravi, o tantomeno per offrire un servizio gratis agli altri mentre nessuno si preoccupa di far progredire anche loro. Una cosa è la solidarietà spontanea tra compagni, il ritrovarsi per studiare insieme, il correggersi l'uno con l'altro, o il chiedere aiuto a titolo personale all'amico più brillante, che sceglie volontariamente di dare una mano... ben altro è che questo sistema sia richiesto dall'insegnante e che sia istituzionalizzato come norma.

A me, se fossi nei panni di quello bravo (o del genitore di quello bravo), dopo un po' girerebbe l'anima assai, a constatare di essere non solo lasciato al palo senza che nessuno si preoccupi dei miei interessi e delle mie esigenze, ma di venire anche usato come manodopera gratuita...


concordo
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Gruppi di potenziamento (?)   Sab Nov 07, 2015 1:01 am

STRACONCORDO!è ora di finirla di emarginare i bravi,quasi fosse una colpa..io dedico sempre dello spazio alle eccellenze,cerco di farmi in quattro per loro.almeno si hanno risultati,farsi un quattro per i caproni e fannulloni (vero nome dei soggetti con disagio) non serve a nulla,anche se debbo farlo per contratto.sempre,sempre valorizzare e far lavorare i bravi!
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Gruppi di potenziamento (?)   Sab Nov 07, 2015 6:47 am

Sapete quanto sia allergico ai ritrovati miracolosi della psicopedagogia in classe; ciò nonostante faccio notare che affidare a quei due-tre "bravi" di ogni classe un ruolo di tutor di solito viene da loro vissuto come un fatto positivo e non come una punizione, una emarginazione o una perdita di tempo, perché:

1) ai tutor viene riconosciuto un ruolo sociale importante all'interno del gruppo classe, che rafforza la loro autostima;

2) i tutor hanno tutto l'interesse all'avanzamento del programma, quindi hanno tutto da guadagnare se il resto della classe si sblocca sugli argomenti vecchi e si possono affrontare argomenti nuovi.

3) in alcuni casi (non sempre) l'utilizzo del tutoring può migliorare il clima in classe.

E' superfluo precisare che questa, come tutte le strategie didattiche, può funzionare solo in determinati contesti e con certe accortezze e che non rappresenta comunque una soluzione valida sempre e comunque, anzi in alcuni casi può essere controproducente.

Il tutoring funziona bene se il clima di classe è sufficientemente positivo, se i bravi sono anche popolari, se il docente riesce ad organizzare bene il lavoro in gruppi in classe e non, se il docente non è uno stronzo, se non ci sono ritardi mostruosi nel programma, se non ci sono alunni irrecuperabili o talmente intrattabili da mandare in vacca qualunque iniziativa. In alcune classi la cosa nasce spontaneamente e i "secchioni", contesi dagli altri come dei guru, diventano dei tutor di fatto.
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MessaggioOggetto: Re: Gruppi di potenziamento (?)   Sab Nov 07, 2015 8:45 am

ushikawa ha scritto:
Sapete quanto sia allergico ai ritrovati miracolosi della psicopedagogia in classe; ciò nonostante faccio notare che affidare a quei due-tre "bravi" di ogni classe un ruolo di tutor di solito viene da loro vissuto come un fatto positivo e non come una punizione, una emarginazione o una perdita di tempo, perché:

1) ai tutor viene riconosciuto un ruolo sociale importante all'interno del gruppo classe, che rafforza la loro autostima;

2) i tutor hanno tutto l'interesse all'avanzamento del programma, quindi hanno tutto da guadagnare se il resto della classe si sblocca sugli argomenti vecchi e si possono affrontare argomenti nuovi.

3) in alcuni casi (non sempre) l'utilizzo del tutoring può migliorare il clima in classe.

E' superfluo precisare che questa, come tutte le strategie didattiche, può funzionare solo in determinati contesti e con certe accortezze e che non rappresenta comunque una soluzione valida sempre e comunque, anzi in alcuni casi può essere controproducente.

Il tutoring funziona bene se il clima di classe è sufficientemente positivo, se i bravi sono anche popolari, se il docente riesce ad organizzare bene il lavoro in gruppi in classe e non, se il docente non è uno stronzo, se non ci sono ritardi mostruosi nel programma, se non ci sono alunni irrecuperabili o talmente intrattabili da mandare in vacca qualunque iniziativa. In alcune classi la cosa nasce spontaneamente e i "secchioni", contesi dagli altri come dei guru, diventano dei tutor di fatto.
Il ricatto "se non fai tutoraggio non vado avanti col programma" lede un tantino il diritto allo studio dei secchioni.

Il secchione conserva il diritto all'istruzione anche senza sbattersi per i propri compagni; ha il diritto all'istruzione anche se ci è antipatico.

Solitamente i ragazzi più popolari sono quelli più divertenti non quelli più "quadrati".

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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Gruppi di potenziamento (?)   Sab Nov 07, 2015 9:08 am

mi sembra ovvio che il diritto all'istruzione del ragazzo studioso sia pari a quello del ragazzo disinteressato allo studio: l'obiettivo è portare tutti al massimo livello possibile, sia l'alunno volenteroso sia il lavativo, utilizzando tutti gli strumenti possibili. Avere uno in classe che va bene e 24 capre non fa l'interesse di nessuno. Ricatti non ce ne sono.

ps: personalmente ritengo che per non penalizzare il diritto allo studio di nessuno l'insegnante debba puntare non alla valorizzazione di quelle due o tre eccellenze, non al recupero e alla personalizzazione di quelle 7-8 insufficienze, ma al corpaccione di quella mezza classe che non brilla e non demerita e che se la cava. Cioè è inutile avere in classe il campione di matematica se il resto della classe non è riuscito a seguire il programma, così come è ingiusto penalizzare tutta la classe per recuperare pochi casi disperati. Per me, anche in un ottica sociale, è necessario portare al massimo il livello medio delle competenze in uscita, non esaltare le competenze dei secchioni, non abbassare l'asticella per tutti per recuperarne pochi.
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MessaggioOggetto: Re: Gruppi di potenziamento (?)   Sab Nov 07, 2015 9:17 am

Sono basita dagli interventi di insegnanti di materie scientifiche e matematica: insegnare come si risolve un esercizio permette anche allo studente bravo di aumentare le proprie competenze perché insegnare a risolvere richiede una riflessione sul metodo risolutivo.
Utilizzo spesso quelli che chiamo "gruppi di lavoro" nelle lezioni che precedono i compiti in classe e, ha ragione ushikawa:
ushikawa ha scritto:
...Il tutoring funziona bene se il clima di classe è sufficientemente positivo, ...cut... se non ci sono alunni irrecuperabili o talmente intrattabili da mandare in vacca qualunque iniziativa.
Il mio ruolo in queste situazioni è quello di tutor dei tutor, che mi chiedono come poter spiegare meglio un passaggio, una deduzione, un procedimento. I più entusiasti dell'iniziativa sono gli studenti che seguono o hanno seguito i corsi di peer educator.
Nel caso di presenze destabilizzanti il mio ruolo è doppio, oltre ad essere tutor dei tutor, gestisco anche il gruppo degli intrattabili.
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MessaggioOggetto: Re: Gruppi di potenziamento (?)   Sab Nov 07, 2015 11:13 am

ushikawa ha scritto:
mi sembra ovvio che il diritto all'istruzione del ragazzo studioso sia pari a quello del ragazzo disinteressato allo studio: l'obiettivo è portare tutti al massimo livello possibile, sia l'alunno volenteroso sia il lavativo, utilizzando tutti gli strumenti possibili. Avere uno in classe che va bene e 24 capre non fa l'interesse di nessuno. Ricatti non ce ne sono.

ps: personalmente ritengo che per non penalizzare il diritto allo studio di nessuno l'insegnante debba puntare non alla valorizzazione di quelle due o tre eccellenze, non al recupero e alla personalizzazione di quelle 7-8 insufficienze, ma al corpaccione di quella mezza classe che non brilla e non demerita e che se la cava. Cioè è inutile avere in classe il campione di matematica se il resto della classe non è riuscito a seguire il programma, così come è ingiusto penalizzare tutta la classe per recuperare pochi casi disperati. Per me, anche in un ottica sociale, è necessario portare al massimo il livello medio delle competenze in uscita, non esaltare le competenze dei secchioni, non abbassare l'asticella per tutti per recuperarne pochi.
La parolina evidenziata denuncia il vero scopo della scuola: non assolvere al dovere di istruire chi ne ha diritto, ma ottenere il vantaggio di un'istruzione media il più possibile elevata.

In quest'ottica hai ragione e posso anche concordare con te, lo stato (noi collettivamente) fa il suo interesse, non quello dei dei singoli consociati).

Non sarebbe però il caso di riscrivere Costituzione e leggi ed eliminare quell'insensato "diritto allo studio" ?

Riconoscere un diritto non perseguibile è alla base di tutte le storture del sistema.
Eliminando il diritto allo studio si potrebbero prendere le teste calde ed espellerle, a beneficio del "corpaccione".
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MessaggioOggetto: Re: Gruppi di potenziamento (?)   Sab Nov 07, 2015 2:37 pm

@melia ha scritto:

Il mio ruolo in queste situazioni è quello di tutor dei tutor, che mi chiedono come poter spiegare meglio un passaggio, una deduzione, un procedimento. I più entusiasti dell'iniziativa sono gli studenti che seguono o hanno seguito i corsi di peer educator.
Nel caso di presenze destabilizzanti il mio ruolo è doppio, oltre ad essere tutor dei tutor, gestisco anche il gruppo degli intrattabili.

Bene, buon per te che ti trovi bene in questa identificazione. Io invece no.

Io di mestiere faccio l'insegnante, non il tutor, e tantomeno il meta-tutor.

L.
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Gruppi di potenziamento (?)   Sab Nov 07, 2015 4:49 pm

ushikawa ha scritto:
Sapete quanto sia allergico ai ritrovati miracolosi della psicopedagogia in classe; ciò nonostante faccio notare che affidare a quei due-tre "bravi" di ogni classe un ruolo di tutor di solito viene da loro vissuto come un fatto positivo e non come una punizione, una emarginazione o una perdita di tempo, perché:

1) ai tutor viene riconosciuto un ruolo sociale importante all'interno del gruppo classe, che rafforza la loro autostima;

2) i tutor hanno tutto l'interesse all'avanzamento del programma, quindi hanno tutto da guadagnare se il resto della classe si sblocca sugli argomenti vecchi e si possono affrontare argomenti nuovi.

3) in alcuni casi (non sempre) l'utilizzo del tutoring può migliorare il clima in classe.

E' superfluo precisare che questa, come tutte le strategie didattiche, può funzionare solo in determinati contesti e con certe accortezze e che non rappresenta comunque una soluzione valida sempre e comunque, anzi in alcuni casi può essere controproducente.

Il tutoring funziona bene se il clima di classe è sufficientemente positivo, se i bravi sono anche popolari, se il docente riesce ad organizzare bene il lavoro in gruppi in classe e non, se il docente non è uno stronzo, se non ci sono ritardi mostruosi nel programma, se non ci sono alunni irrecuperabili o talmente intrattabili da mandare in vacca qualunque iniziativa. In alcune classi la cosa nasce spontaneamente e i "secchioni", contesi dagli altri come dei guru, diventano dei tutor di fatto.

A questo aggiungo alcune cose:

1) nel momento in cui si spiega qualcosa, ci si accorge anche se la si è capita davvero o no, e si impara a spiegare; chi fa da tutor non viene semplicemente "sfruttato", ne trae a sua volta un beneficio

2) spesso i ragazzi hanno meno remore a manifestare tra di loro ciò che non sanno, mentre con il docente c'è spesso il timore di "scoprirsi troppo"

E naturalmente non posso non concordare sul fatto che ricette miracolose non ce ne sono: ho (e ho avuto) classi con cui funziona,ho (e ho avuto) classi in cui non funziona.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Gruppi di potenziamento (?)   Sab Nov 07, 2015 4:54 pm

mac67 ha scritto:
2) spesso i ragazzi hanno meno remore a manifestare tra di loro ciò che non sanno, mentre con il docente c'è spesso il timore di "scoprirsi troppo"

Quindi l'iniziativa funzionerebbe se il docente non ci fosse proprio, e potesse lasciare i ragazzi a gestirsi da soli per i fatti loro. Ad esempio in un'iniziativa di recupero auto-organizzata tra pari, al di fuori dell'orario scolastico.

Siccome in una normale ora di lezione curricolare non è possibile, e i ragazzi devono comunque lavorare sotto il controllo del docente e il docente deve comunque essere responsabile di quello che fa fare ai ragazzi, non funziona.

L.
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Gruppi di potenziamento (?)   Sab Nov 07, 2015 5:36 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
mac67 ha scritto:
 2) spesso i ragazzi hanno meno remore a manifestare tra di loro ciò che non sanno, mentre con il docente c'è spesso il timore di "scoprirsi troppo"

Quindi l'iniziativa funzionerebbe se il docente non ci fosse proprio, e potesse lasciare i ragazzi a gestirsi da soli per i fatti loro. Ad esempio in un'iniziativa di recupero auto-organizzata tra pari, al di fuori dell'orario scolastico.

Siccome in una normale ora di lezione curricolare non è possibile, e i ragazzi devono comunque lavorare sotto il controllo del docente e il docente deve comunque essere responsabile di quello che fa fare ai ragazzi, non funziona.

L.

No. Una volta che li ho organizzati in gruppi e assegnato loro gli esercizi da fare, discutono tra di loro. Intervengo solo se mi chiamano (e mi chiamano), per il resto mi limito a guardare se collaborano o lavorano da soli (in quel caso li invito a lavorare insieme), vedere a che punto sono e a dare i tempi e altri esercizi da risolvere. Se poi succede che c'è un dubbio generale, torniamo in assetto tradizionale per il tempo necessario a chiarire il dubbio (o lo facciamo alla fine della lezione).
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