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 L'illusione dell'integrazione: Parigi e dintorni.

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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: L'illusione dell'integrazione: Parigi e dintorni.   Sab Nov 14, 2015 5:14 pm

http://www.orizzontescuola.it/news/miur-attacchi-parigi-luned-momento-riflessione

"Le nostre scuole, le nostre università, i nostri centri di ricerca sono il primo luogo dove l'orrore può essere sconfitto, a diversi livelli di consapevolezza, che resta l'antidoto più efficace di fronte alla violenza e a questa guerra senza frontiere e senza eserciti.
I nostri ragazzi hanno il diritto di sapere, di conoscere la storia, di capire da dove nasce ciò che stiamo vivendo in queste ore. Il nostro patrimonio di valori può essere difeso solo se le nuove generazioni sono aiutate ad uscire dall'indifferenza. Non possiamo cambiare 'canale' davanti a queste immagini di morte. Dobbiamo parlarne con i nostri studenti e aiutarli a capire che c'è e ci potrà sempre essere un principio di ricostruzione della nostra identità in cui credere e riconoscersi. E dobbiamo aiutarli a rifiutare, oggi più che mai, qualsiasi tentazione xenofoba o razzista. È già successo tante volte nella storia, siamo figli e nipoti di persone che hanno dato la vita per affermarlo. L'educazione è il primo spazio in cui riaffermare i nostri valori, le nostre radici, quindi la nostra libertà.
Grazie ragazzi, grazie insegnanti, professori e ricercatori per il vostro impegno e per la vostra testimonianza."

Difficile pensare che la scuola possa disinteressarsi agli avvenimenti di Parigi, la raccomandazione della Giannini è giusta e doverosa, nulla da dire sull'opportunità di adempiere.

Voglio sommessamente (e non è un eufemismo) far notare come l'attentato di Charlie Hebdo era avvenuto ad opera di FRANCESI, di origine araba e fede islamica, ma pur sempre francesi; la scuola francese aveva "tirato su" quei ragazzi, li aveva istruiti, educati e per quanto possibile integrati eppure ......

Sappiamo tutti che anche questi 8 risulteranno essere francesi o roba simile, allora mi chiedo: testimoniare cosa ? Educare chi ? Parlare di che ? Sconfiggere quando ?

Voi siete ottimisti sull'incisività della scuola ?
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: L'illusione dell'integrazione: Parigi e dintorni.   Sab Nov 14, 2015 8:51 pm

Sconfiggere il male con il dialogo..come dice il paroliere della banalità al vaticano...non mi stupiscono..qualche fenomeno disse che angeli izzo poteva reinserirsi in società...l ha fatto..tornando a uccidere . il male è tra noi,possiamo però sempre creare un universo parallelo perfetto e rifugiarsi al suo intrrno
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: L'illusione dell'integrazione: Parigi e dintorni.   Sab Nov 14, 2015 10:09 pm

avidodinformazioni ha scritto:

Sappiamo tutti che anche questi 8 risulteranno essere francesi o roba simile, allora mi chiedo: testimoniare cosa ? Educare chi ? Parlare di che ? Sconfiggere quando ?

Voi siete ottimisti sull'incisività della scuola ?

Se non funzionasse l'educazione (della scuola, delle famiglie, ...) di episodi come quello di ieri ne avremmo ogni giorno, un po' ovunque in Europa.
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: L'illusione dell'integrazione: Parigi e dintorni.   Dom Nov 15, 2015 6:37 am

Chi dice che l'istruzione abbia fallito nell'integrazione (in Francia come in Italia) pensi cosa sarebbe potuto succedere se non ci fosse stata.

Certo che la strada da fare è ancora tanta, visto che l'attacco di venerdì cade a 10 anni di distanza dalla rivolta delle banlieue, nelle quali la situazione non è poi cambiata di molto.

Ma oltralpe come da noi non si può pretendere che l'integrazione passi solo per la scuola, se non ci sono una società e uno stato in grado di "rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese".

Il commento del solito guerrafondaio Felipeto rivela quanto ancora siano sottovalutate le "soft skill" rispetto alle abilità "hard" da vero macho, come fare guerre, usare il pugno di ferro, licenziare fannulloni e corrotti, fargliela vedere, spezzare le reni e così via.

Ricordiamoci che a monte di tutti gli interessi economici e geopolitici che muovono una guerra c'è sempre il fattore culturale, o sovrastrutturale, che rende possibile il prevalere di quegli interessi.

Quello che è successo nel secondo dopoguerra nella disastrata Europa con l'intervento e il presidio di molti decenni da parte degli Stati Uniti è stato reso possibile non solo dall'azione sul piano militare ed economico degli USA, ma anche e soprattutto attraverso una macchina di costruzione del consenso sul piano propagandistico e culturale; lo stesso piano che vede oggi vincenti i terroristi e che vede soccombere un'Europa fragile, divisa e anche antipatica, come si è dimostrato nella gestione sia dell'ondata migratoria sia nel posizionamento geopolitico del vecchio continente.
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: L'illusione dell'integrazione: Parigi e dintorni.   Dom Nov 15, 2015 9:47 am

Ushikawa ti prescrivere un colloquio con la fallaci..purtroppo non pensò sia possibile.. In alternativa hai mai letto i suoi libri?
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precious77



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MessaggioOggetto: Re: L'illusione dell'integrazione: Parigi e dintorni.   Dom Nov 15, 2015 12:02 pm

Forse è perché abbiamo un concetto di integrazione un po' sbagliato.
Ho in classe due ragazze musulmane. Una col velo, abbigliamento sobrio, silenziosa, sembra la personificazione della donna tradizionale islamica (ammesso che esista, so che è un cliché). L'altra sembra completamente occidentalizzata, capelli tagliati corti e tinti di rosso, vestita quasi da rapper, yo fratello e così via. Beh, delle due quella che ha detto che Hitler ha fatto bene a sterminare gli ebrei secondo voi chi è? ovviamente quella "occidentalizzata".
Integrazione dovrebbe essere parlare la lingua del posto e rispettarne le leggi. In Occidente si tende, conformemente al nostro modo di vivere, ad appiattire e globalizzare.
Trascurate il fatto che in Francia i musulmani sono spesso emarginati, che il mondo arabo-islamico ha un bel conto aperto con il Paese, che la Francia ha messo a punto una serie di misure ultralaiche che minano alla base la possibilità di essere serenamente religiosi. Con questo non voglio affatto giustificare in alcun modo quanto è accaduto, ma per questa ed altre ragioni credo che sia stato un fatto anche molto locale, molto francese, mescolatosi con gli avvenimenti internazionali. Dopotutto quale bacino migliore per reclutare terroristi se non un paese dove problemi di convivenza tra francesi francesi e francesi di seconda generazione sono ormai storia vecchia?
Questo ci deve far riflettere appunto sul concetto di educazione e integrazione in modo diverso, perché vedo che ogni volta che si parla di musulmani integrati si dice che "vivono come noi", cosa che mi lascia piuttosto perplessa. Il tentativo di togliere l'identità culturale (quindi anche religiosa) è la prima causa di reazioni non esattamente pacifiche.
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: L'illusione dell'integrazione: Parigi e dintorni.   Dom Nov 15, 2015 6:20 pm

Felipeto ha scritto:
Ushikawa ti prescrivere un colloquio con la fallaci..purtroppo non pensò sia possibile.. In alternativa hai mai letto i suoi libri?

Ho letto i romanzi, non la feccia degli ultimi anni.
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: L'illusione dell'integrazione: Parigi e dintorni.   Dom Nov 15, 2015 6:26 pm

Io,sinceramente, non penserei minimamente di chiamare feccia le opere della fallaci..cmq hai espresso un parere personale, che a me sembra come "Vittorio sgarbi non sa nulla dell arte..."
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Giuliainvisita



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MessaggioOggetto: Re: L'illusione dell'integrazione: Parigi e dintorni.   Mar Nov 17, 2015 9:05 am

Uno stato laico è quanto di più salutare ci possa essere. Cosa che, per esempio, non abbiamo completamente in Italia e ciò è fonte di distorsioni di non poco conto sul piano politico e morale e civile.
La religione è quella pratica di propaganda di massa a fini di potere che da secoli e secoli utilizzano coloro che, sottoforma di eterne caste, vogliono avere potere e denaro.
Ci saranno guerre finchè esisteranno le religioni, ossia delle istituzioni che non hanno lo scopo di far praticare la fede, ma quello di colonizzare il mondo con la  brama di potere e di denaro di alcuni camuffata o da apostolato o da Jihād.
La pratica della fede interiore, abbinata ad una educazione alla tolleranza, al posto di quella istituzionalizzata è l'unica cura per della gente abituata alle guerre di religione dirette o indirette. Per quanto mi riguarda preferisco l'ateismo.
Finchè ci saranno religioni istituzionalizzate e non private di potere e di denaro avremo sempre coloro che pretendono di possedere la "Verità" e di imporla con le buone o le cattive agli altri.
Cessando di avere delle istituzioni o degli stati confessionali (islamici o cattolici) cesseranno anche le brame di imporre il proprio punto di vista su tutto il mondo.
Io è da anni che verso il mio otto per mille altrove e non alla Chiesa. Prima lo versavo allo Stato, ora a quella Valdese perchè lo utilizza interamente per beneficenza. Ma aspetto il momento di poter dare il mio otto per mille, per esempio, alla Scuola o altrove invece di destinarlo a una confessione religiosa. Se non scegliessi gran parte del mio otto per mille, si sa, andrebbe alla Chiesa cattolica e questo non lo voglio affatto. Per me è una istituzione che dovrebbe, come le altre, cessare di esistere per il bene della comunità umana.

Mi pare che lo scandalo vaticano con l'occasione degli attentati di Parigi sarà ben presto dimenticato a favore di una di quelle caste che si battono per il predominio economico e politico sul mondo.

Per me l'unica cura per la Francia e tutti i paesi dell'occidente non è quello di praticare in pace il proprio credo (questo già lo si fa) bensì quello di portare la fede all'ambito interiore togliendolo completamente alle istituzioni.
Finchè ci saranno istituzioni basate apparentemente sulla fede (ma in effetti con interessi altrove come il denaro e il potere) non ci sarà pace in nessuna società.

Quando Marx parlava della religione (intesa come istituzione) come oppio dei popoli aveva ragione: è il mezzo per rendere ottenebrati tanti uomini e dominarli, creare livelli decrescenti di caste e farli massacrare fra loro. Con la religione non si ragiona, si ha fede e basta. E si sa che con il sonno della ragione si creano tanti mostri...

E un altro mostro con cui abbiamo convissuto per quasi due millenni è la Chiesa cattolica. L'Islam è il suo gemello non ancora evoluto in diplomazia. Il suo livello di maturazione è ancora all'epoca delle Crociate e della Santa Inquisizione.
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: L'illusione dell'integrazione: Parigi e dintorni.   Mar Nov 17, 2015 2:33 pm

10 a giuliainvisita... Brava..e aggiungo che in italia si utilizza un altro allucinogeno potente per il popolo bue:il calcio..
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: L'illusione dell'integrazione: Parigi e dintorni.   Mar Nov 17, 2015 2:36 pm

Felipeto ha scritto:
10 a giuliainvisita... Brava..e aggiungo che in italia si utilizza un altro allucinogeno potente per il popolo bue:il calcio..
Con un distinguo: la religione non servirebbe a niente, comunque somministrata; invece il calcio, dato bene, i suoi frutti li porterebbe.
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raganella



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MessaggioOggetto: Re: L'illusione dell'integrazione: Parigi e dintorni.   Mar Nov 17, 2015 4:11 pm

Giuliainvisita ha scritto:
Uno stato laico è quanto di più salutare ci possa essere. Cosa che, per esempio, non abbiamo completamente in Italia e ciò è fonte di distorsioni di non poco conto sul piano politico e morale e civile.
La religione è quella pratica di propaganda di massa a fini di potere che da secoli e secoli utilizzano coloro che, sottoforma di eterne caste, vogliono avere potere e denaro.
Ci saranno guerre finchè esisteranno le religioni, ossia delle istituzioni che non hanno lo scopo di far praticare la fede, ma quello di colonizzare il mondo con la  brama di potere e di denaro di alcuni camuffata o da apostolato o da Jihād.
La pratica della fede interiore, abbinata ad una educazione alla tolleranza, al posto di quella istituzionalizzata è l'unica cura per della gente abituata alle guerre di religione dirette o indirette. Per quanto mi riguarda preferisco l'ateismo.
Finchè ci saranno religioni istituzionalizzate e non private di potere e di denaro avremo sempre coloro che pretendono di possedere la "Verità" e di imporla con le buone o le cattive agli altri.
Cessando di avere delle istituzioni o degli stati confessionali (islamici o cattolici) cesseranno anche le brame di imporre il proprio punto di vista su tutto il mondo.
Io è da anni che verso il mio otto per mille altrove e non alla Chiesa. Prima lo versavo allo Stato, ora a quella Valdese perchè lo utilizza interamente per beneficenza. Ma aspetto il momento di poter dare il mio otto per mille, per esempio, alla Scuola o altrove invece di destinarlo a una confessione religiosa. Se non scegliessi gran parte del mio otto per mille, si sa, andrebbe alla Chiesa cattolica e questo non lo voglio affatto. Per me è una istituzione che dovrebbe, come le altre, cessare di esistere per il bene della comunità umana.

Mi pare che lo scandalo vaticano con l'occasione degli attentati di Parigi sarà ben presto dimenticato a favore di una di quelle caste che si battono per il predominio economico e politico sul mondo.

Per me l'unica cura per la Francia e tutti i paesi dell'occidente non è quello di praticare in pace il proprio credo (questo già lo si fa) bensì quello di portare la fede all'ambito interiore togliendolo completamente alle istituzioni.
Finchè ci saranno istituzioni basate apparentemente sulla fede (ma in effetti con interessi altrove come il denaro e il potere) non ci sarà pace in nessuna società.

Quando Marx parlava della religione (intesa come istituzione) come oppio dei popoli aveva ragione: è il mezzo per rendere ottenebrati tanti uomini e dominarli, creare livelli decrescenti di caste e farli massacrare fra loro. Con la religione non si ragiona, si ha fede e basta. E si sa che con il sonno della ragione si creano tanti mostri...

E un altro mostro con cui abbiamo convissuto per quasi due millenni è la Chiesa cattolica. L'Islam è il suo gemello non ancora evoluto in diplomazia. Il suo livello di maturazione è ancora all'epoca delle Crociate e della Santa Inquisizione.

Sono d'accordo ma rispetto al tuo vincolo io sono più pessimista. Non finché esisteranno le religioni ma addirittura finché esisterà l'uomo: la religione è un prodotto della mente umana e se il pretesto non sarà quello sarà altro.
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MessaggioOggetto: Re: L'illusione dell'integrazione: Parigi e dintorni.   Mer Nov 18, 2015 7:39 pm

"Non si tratta di giustificare, di condonare, ma di capire. Capire, perche' io sono convinto che il problema del terrorismo non si risolvera' uccidendo i terroristi, ma eliminando le ragioni che li rendono tali." ( cit. T. Terzani in una lettera di risposta a Oriana Fallaci).

Quasi quasi la penso come Terzani.

E le ragioni sono l'enorme potere che hanno le istituzioni religiose.
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MessaggioOggetto: Re: L'illusione dell'integrazione: Parigi e dintorni.   Mer Nov 18, 2015 7:47 pm

raganella ha scritto:

Sono d'accordo ma rispetto al tuo vincolo io sono più pessimista. Non finché esisteranno le religioni ma addirittura finché esisterà l'uomo: la religione è un prodotto della mente umana e se il pretesto non sarà quello sarà altro.


Non è possibile che nel corso dei secoli il ripetersi degli eventi e anche il modo di manipolare la gente sono SEMPRE gli stessi.
Il genere umano mi sembra composto da tanti burattini manovrati sempre dalle stesse dinamiche.
Ma qual è la vera natura del dio con tanti nomi che tanti invocano per commettere tutte le atrocità possibili?
Possibile che vi sono corsi e ricorsi storici uguali che si ripetono da secoli?
E' veramente solo l'essere umano il responsabile?
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MessaggioOggetto: Re: L'illusione dell'integrazione: Parigi e dintorni.   Mer Nov 18, 2015 7:52 pm

Giuliainvisita ha scritto:
raganella ha scritto:

Sono d'accordo ma rispetto al tuo vincolo io sono più pessimista. Non finché esisteranno le religioni ma addirittura finché esisterà l'uomo: la religione è un prodotto della mente umana e se il pretesto non sarà quello sarà altro.


Non è possibile che nel corso dei secoli il ripetersi degli eventi e anche il modo di manipolare la gente sono SEMPRE gli stessi.
Il genere umano mi sembra composto da tanti burattini manovrati sempre dalle stesse dinamiche.
Ma qual è la vera natura  del dio con tanti nomi che tanti invocano per commettere tutte le atrocità possibili?
Possibile che vi sono corsi e ricorsi storici uguali che si ripetono da secoli?
E' veramente solo l'essere umano il responsabile?
Se gli uomini sono gli stessi perchè dovrebbero comportarsi in maniera diversa ?

Non penserai che sia Dio ad indurci a fare le porcate che facciamo ? Non penserai che sia il Diavolo ?
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MessaggioOggetto: Re: L'illusione dell'integrazione: Parigi e dintorni.   Mer Nov 18, 2015 8:44 pm

UltRimanente gli zuccotti porpora stanno rivelando meno novità del solito sull esistenza del male,su come è fatto l inferno, su come combattere satana ecc..ci saranno problemi di connessione tra vaticano ed inferi?probabilmente con la fibra ottica i problemi saranno superati e sapremo novità sulle intenzioni del demonio....
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MessaggioOggetto: Re: L'illusione dell'integrazione: Parigi e dintorni.   Mer Nov 18, 2015 9:03 pm

Felipeto ha scritto:
UltRimanente gli zuccotti porpora stanno rivelando meno novità del solito sull esistenza del male,su come è fatto l inferno, su come combattere satana ecc..ci saranno problemi di connessione tra vaticano ed inferi?probabilmente con la fibra ottica i problemi saranno superati e sapremo novità sulle intenzioni del demonio....
Perchè Bertone non sa parlare ?
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MessaggioOggetto: Re: L'illusione dell'integrazione: Parigi e dintorni.   Mer Nov 18, 2015 10:19 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Giuliainvisita ha scritto:
raganella ha scritto:

Sono d'accordo ma rispetto al tuo vincolo io sono più pessimista. Non finché esisteranno le religioni ma addirittura finché esisterà l'uomo: la religione è un prodotto della mente umana e se il pretesto non sarà quello sarà altro.


Non è possibile che nel corso dei secoli il ripetersi degli eventi e anche il modo di manipolare la gente sono SEMPRE gli stessi.
Il genere umano mi sembra composto da tanti burattini manovrati sempre dalle stesse dinamiche.
Ma qual è la vera natura  del dio con tanti nomi che tanti invocano per commettere tutte le atrocità possibili?
Possibile che vi sono corsi e ricorsi storici uguali che si ripetono da secoli?
E' veramente solo l'essere umano il responsabile?
Se gli uomini sono gli stessi perchè dovrebbero comportarsi in maniera diversa ?

Non penserai che sia Dio ad indurci a fare le porcate che facciamo ? Non penserai che sia il Diavolo ?

Non so proprio che pensare. Ma se c'è un dio non credo che sia buono visto  tutto quello che accade. Oppure è impotente. Oppure che di noi non gliene frega un bel nulla e parecchia gente si illude che ci voglia bene. Oppure che gioca con noi e siamo i suoi burattini per esperimenti vari.

A volerci pensare questo mondo in cui viviamo non è affatto stato costruito per viverci bene, ma nel paradosso e nel dolore.

Gli atei non ci pensano affatto a dio e tanti di loro incoerenti si limitano a convertirsi (per paura) solo poco prima di morire al solo fine di non finire...all'inferno.


Ritornando ai fatti di Parigi, ma che integrazione vi può essere fra popoli con religioni diverse ma uguali nel pretendere di avere la verità in tasca e da imporre agli altri? Ci può essere piccola tregua e perenne conflitto.
Meglio allora togliere tutte le istituzioni religiose di mezzo. Oppure meglio togliere la religione dalla testa e dall'educazione degli esseri umani.
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MessaggioOggetto: Re: L'illusione dell'integrazione: Parigi e dintorni.   Mer Nov 18, 2015 10:52 pm

La religione è nata con l'uomo e con l'uomo morirà; l'unica cosa furba da fare è essere quelli con le armi più potenti.
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L'illusione dell'integrazione: Parigi e dintorni.
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