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 Manicomio è scritto di fuori.

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MessaggioOggetto: Manicomio è scritto di fuori.   Gio Dic 03, 2015 10:18 pm

http://www.orizzontescuola.it/news/docente-fase-c-disturbo-bipolare-legge-impedisce-laccertamento-medico

In Italia esiste il diritto/dovere costituzionale a fare un lavoro, utile per se e per gli altri; questo significa che ognuno di noi abbia il diritto di fare il lavoro che vuole a prescindere da ogni altra considerazione ?

Sono l'unico a pensare che un malato di mente non debba essere assunto a scuola ?

Un conto è una persona sana che viene assunta e che poi si ammala, ma andare ad assumere un malato DI MENTE mi sembra pazzesco; certo è che se "manicomio" è scritto fuori dagli edifici che rispondono a questa descrizione, significa che fuori ci sono i pazzi e dentro quelli sani, quindi non c'è da stupirsi se dei parlamentari pazzi abbiano fatto una legge che consente l'assunzione dei pazzi a scuola e se noi siamo tanto pazzi da difenderla.
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MessaggioOggetto: Re: Manicomio è scritto di fuori.   Gio Dic 03, 2015 10:37 pm

Dopo aver letto l'articolo, la cosa che mi suona molto strana è che questa persona si renda conto di non essere idonea al lavoro di insegnante proprio pochi giorni dopo essere entrata di ruolo, pur essendo affetta da questi disturbi da circa 17 anni (se non ricordo male).
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Manicomio è scritto di fuori.   Gio Dic 03, 2015 11:39 pm

Io non ce l'ho con la persona; se è uno che si e diplomato al classico e che ha fatto 5 anni di filosofia, che a 24 anni ha cominciato a fare supplenze a spizzichi e bocconi, dando la colpa dei sui problemi all'essere supplente temporaneo, arrivato ad oltre 30 anni cominciando a prendere supplenze annuali finalmente si rende conto di non essere adeguato alla docenza, che fa ? Ormai è in un vicolo cieco, o diventa insegnante o va a friggere hamburger; è ovvio che tiri l'acqua al suo mulino.

E' lo stato che non dovrebbe prestargli il fianco !
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Scuola70



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MessaggioOggetto: Re: Manicomio è scritto di fuori.   Ven Dic 04, 2015 2:47 pm

E' solo uno schifo che una persona malata di mente, con umore instabile, distrutta dall'insonnia, da sensazioni di panico, possa insegnare, e i ragazzi? Devono sopportare anche loro lo stress di una persona che, stressata dalla malattia e dalla sofferenza psichica, magari è aggressiva per niente, ma come fa una persona così a giudicare gli alunni, valutarne i comportamenti, adattare al contesto le sue reazioni, mettere i voti con la dovuta lucidità, insomma, come può funzionare? Solo nell'insegnamento si permette ai pazzi di lavorare, in altri mestieri non si assumerebbero.
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Green.Golden



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MessaggioOggetto: Re: Manicomio è scritto di fuori.   Ven Dic 04, 2015 8:54 pm

Proprio ieri mi parlavano i colleghi di un insegnante di sostegno (!) che presentava palesi segni di autismo. C'è da ridere per non piangere...
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Scuola70



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MessaggioOggetto: Re: Manicomio è scritto di fuori.   Sab Dic 05, 2015 1:12 pm

Per Green. Golden: Ah sì? Beh, magari si tratta di un'eccessiva identificazione emotiva con qualche autistico che segue, ne assume i tratti e i comportamenti......
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Paolo Santaniello



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MessaggioOggetto: Re: Manicomio è scritto di fuori.   Sab Dic 05, 2015 1:30 pm

Se i disturbi della sanità mentale non sono sufficienti a perdere il diritto allo studio, allora non lo sono nemmeno per perdere il diritto all'insegnamento.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Manicomio è scritto di fuori.   Sab Dic 05, 2015 2:16 pm

E aspettiamoci che nei prossimi anni il fenomeno dilaghi ancora di più, visto che cominceranno ad arrivare in età di laurea e di ricerca di lavoro... tutte le orde numerosissime di quelli che si saranno diplomati con le più fantasiose certificazioni di BES e laureati con i più innovativi percori facilitati, anche all'università.
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Scuola70



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MessaggioOggetto: Re: Manicomio è scritto di fuori.   Sab Dic 05, 2015 2:55 pm

Una sola parola: SCHIFO. Io ormai ho schifo e sommo disprezzo di tutto, degli alunni che non vogliono impegnarsi, dei colleghi che sono anch'essi ignoranti e superficiali, della società che facilita tutto e disprezza la fatica, dei ragazzi che danno importanza al calcio, agli spettacoli televisivi futili e inutili, delle ragazze che vogliono diventare modelle e danno importanza solo alla forma fisica, tutto mi fa venire il vomito ormai.
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Manicomio è scritto di fuori.   Sab Dic 05, 2015 3:42 pm

Paolo Santaniello ha scritto:
Se i disturbi della sanità mentale non sono sufficienti a perdere il diritto allo studio, allora non lo sono nemmeno per perdere il diritto all'insegnamento.
Ad un alunno malato di mente si accosta un insegnate di sostegno (malato o meno non ha importanza).

Assegniamo ad ogni docente malato di mente un alunno di sostegno; o forse è meglio un DS di sostegno ?
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Manicomio è scritto di fuori.   Sab Dic 05, 2015 4:16 pm

Non esistono percorsi facilitati nelle facoltà serie.solo in quelle dove anche se non hai imparato nulla nessuno se ne accorge,si laureano cani e porci.
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precario.acciaio



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MessaggioOggetto: Re: Manicomio è scritto di fuori.   Sab Dic 05, 2015 5:22 pm

Scuola70 ha scritto:
Una sola parola: SCHIFO. Io ormai ho schifo e sommo disprezzo di tutto, degli alunni che non vogliono impegnarsi, dei colleghi che sono anch'essi ignoranti e superficiali, della società che facilita tutto e disprezza la fatica, dei ragazzi che danno importanza al calcio, agli spettacoli televisivi futili e inutili, delle ragazze che vogliono diventare modelle e danno importanza solo alla forma fisica, tutto mi fa venire il vomito ormai.

Io non sarei così duro: la modella è un lavoro come un altro, sta in noi far sì che diventino modelle con una buona cultura generale e che siano persone integrali, qualora si dovessero dedicare a questo lavoro.

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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Manicomio è scritto di fuori.   Sab Dic 05, 2015 5:40 pm

Ahahahahahahah.. Modelle con buona cultura generale...grande precario.mi ricordi i vecchi tempi di Merola e le ragazze di Non è la Rai... Ti ricordi quanta cultura infondeva loro?cm e cm.......
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Paolo Santaniello



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MessaggioOggetto: Re: Manicomio è scritto di fuori.   Sab Dic 05, 2015 8:28 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Paolo Santaniello ha scritto:
Se i disturbi della sanità mentale non sono sufficienti a perdere il diritto allo studio, allora non lo sono nemmeno per perdere il diritto all'insegnamento.
Ad un alunno malato di mente si accosta un insegnate di sostegno (malato o meno non ha importanza).

Assegniamo ad ogni docente malato di mente un alunno di sostegno; o forse è meglio un DS di sostegno ?

Se il suo disturbo non gli impedisce di prendere la laurea e vincere il concorso, allora non gli impedirà nemmeno di insegnare! In caso di sopraggiunta demenza o handicap affiancargli un sostegno mi sembra la scelta più adeguata (come sicuramente avviene per i docenti non vedenti, con handicap fisici etc.)
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Scuola70



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MessaggioOggetto: Re: Manicomio è scritto di fuori.   Sab Dic 05, 2015 8:41 pm

Allora, esaminiamo i disturbi mentali e vediamo se siano in qualche maniera compatibili con l'insegnare e assumiamo che il soggetto con disturbo abbia una buona (facciamo molto buona) preparazione in rapporto alla materia insegnata.
La depressione inficia l'insegnamento, perché se l'umore è depresso il soggetto è demotivato a tutto, quindi lo sforzo di insegnare sarà vanificato, gli alunni si accorgeranno che l'individuo è apatico, abulico e presumibilmente non seguiranno la lezione.
I disturbi bipolari e quelli del comportamento rendono il soggetto instabile e anche potenzialmente pericoloso in caso di perdita di controllo degli impulsi, quindi anche se didatticamente si possono avere buone prestazioni, dal punto di vista della condotta si diventa un rischio per l'utenza.
Per non parlare poi della psicosi e delle sindromi dissociative, lì il modo di pensare è alterato e quindi sono facili condotte stravaganti e senza senso, vi lascio immaginare i risultati.
Ora, vi sembra giusto tutto questo?
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Manicomio è scritto di fuori.   Sab Dic 05, 2015 8:47 pm

Felipeto ha scritto:
Non esistono percorsi facilitati nelle facoltà serie.solo in quelle dove anche se non hai imparato nulla nessuno se ne accorge,si laureano cani e porci.

E infatti poi sono esattamente quelli che ci ritroviamo accumulati in massa nelle graduatorie per le classi di concorso meno richieste e più affollate, e che poi vengono assunti come "potenziatori".
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MessaggioOggetto: Re: Manicomio è scritto di fuori.   Sab Dic 05, 2015 9:20 pm

Paolo Santaniello ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
Paolo Santaniello ha scritto:
Se i disturbi della sanità mentale non sono sufficienti a perdere il diritto allo studio, allora non lo sono nemmeno per perdere il diritto all'insegnamento.
Ad un alunno malato di mente si accosta un insegnate di sostegno (malato o meno non ha importanza).

Assegniamo ad ogni docente malato di mente un alunno di sostegno; o forse è meglio un DS di sostegno ?

Se il suo disturbo non gli impedisce di prendere la laurea e vincere il concorso, allora non gli impedirà nemmeno di insegnare! In caso di sopraggiunta demenza o handicap affiancargli un sostegno mi sembra la scelta più adeguata (come sicuramente avviene per i docenti non vedenti, con handicap fisici etc.)
Quindi tu terresti in classe un docente titolare ed uno che lavora ?

Mi sono sempre chiesto come sia possibile che un cieco possa insegnare; non vede cosa fanno i ragazzi (sorveglianza ?) non riesce a scrivere decentemente alla lavagna, non è in grado di vedere cosa scrive lo studente alla lavagna.

Anche fosse un docente di musica dovrà illustrare qualche nota sul pentagramma ? Dovrà interagire con gli alunni e dirgli "no questa qui è una biscroma" ed indicarla ?

Il docente "di sostegno" deve essere di musica anche lui ? E allora che cazzo me ne faccio del titolare ? Se ne stia a casa in pensione !
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GG82



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MessaggioOggetto: Re: Manicomio è scritto di fuori.   Sab Dic 05, 2015 10:32 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Paolo Santaniello ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
Paolo Santaniello ha scritto:
Se i disturbi della sanità mentale non sono sufficienti a perdere il diritto allo studio, allora non lo sono nemmeno per perdere il diritto all'insegnamento.
Ad un alunno malato di mente si accosta un insegnate di sostegno (malato o meno non ha importanza).

Assegniamo ad ogni docente malato di mente un alunno di sostegno; o forse è meglio un DS di sostegno ?

Se il suo disturbo non gli impedisce di prendere la laurea e vincere il concorso, allora non gli impedirà nemmeno di insegnare! In caso di sopraggiunta demenza o handicap affiancargli un sostegno mi sembra la scelta più adeguata (come sicuramente avviene per i docenti non vedenti, con handicap fisici etc.)
Quindi tu terresti in classe un docente titolare ed uno che lavora ?

Mi sono sempre chiesto come sia possibile che un cieco possa insegnare; non vede cosa fanno i ragazzi (sorveglianza ?) non riesce a scrivere decentemente alla lavagna, non è in grado di vedere cosa scrive lo studente alla lavagna.

Anche fosse un docente di musica dovrà illustrare qualche nota sul pentagramma ? Dovrà interagire con gli alunni e dirgli "no questa qui è una biscroma" ed indicarla ?

Il docente "di sostegno" deve essere di musica anche lui ? E allora che cazzo me ne faccio del titolare ? Se ne stia a casa in pensione !

La legge del 1962 dice che l'insegnante non vedente deve avere un assistente, ma non dice che questo debba essere un altro insegnante:

"Nelle ore di lezione destinate allo svolgimento di elaborati
scritti, gli insegnanti ciechi saranno assistiti, al solo scopo del
controllo disciplinare, da persona di loro fiducia.
All'inizio di ogni anno scolastico gli insegnanti ciechi, ove
occorra, comunicheranno per iscritto nominativo, qualifica e recapito
dell'assistente prescelto per l'anno medesimo al capo Istituto cui
compete concedere o meno il nulla osta.
In caso di mancato gradimento il capo Istituto invitera'
l'insegnante cieco a presentare il nominativo di altra persona.

In qualsiasi momento dell'anno scolastico l'insegnante cieco
potra', per giustificati motivi, sostituire il proprio assistente
previa autorizzazione del capo Istituto."

Nel 1967 venne aggiunto

"Nelle classi della scuola media l'opera di controllo disciplinare
sara' prestata, dall'assistente di cui all'articolo 2 della legge 4
giugno 1962, n. 601, in tutte le ore di lezione effettuate
dall'insegnante cieco."

Nel 1982 fanno diventare la presenza dell'assistente facoltativa

" Nei casi previsti dall'articolo 2 della legge 4 giugno 1962, n.
601, e dall'articolo 9 della legge 29 settembre 1967, n. 946, la
presenza dell'assistente del docente non vedente e' facoltativa"
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MessaggioOggetto: Re: Manicomio è scritto di fuori.   Sab Dic 05, 2015 10:42 pm

Adesso che mi ci fate pensare, io l'ho effettivamente conosciuto, un insegnante cieco, molti anni fa.

Non era un insegnante mio, ma l'ho conosciuto comunque, insegnava storia e filosofia, e secondo la vulgata che circolava all'epoca, era talmente rispettato che durante le sue lezioni non si sentiva volare più classica mosca (ignoro come abbia fatto a studiare e a ottenere i titoli per insegnare, in materie che implicano un'enorme importanza della lettura di libri scritti, e in epoche in cui i sussidi digitali non c'erano... ma presumo che non fosse cieco dall'infanzia, ma che lo fosse diventato in età matura, a seguito di una patologia degenerativa, DOPO aver già iniziato a fare l'insegnante).

Però è anche vero che sto parlando di un'epoca in cui nessuno si sognava di pensare che il compito principale dell'insegnante (e specialmente dell'insegnante in classi di triennio superiore di un liceo) fosse quello di assicurare la sorveglianza disciplinare, strafregandosene dei contenuti delle materie insegnate.

L.
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MessaggioOggetto: Re: Manicomio è scritto di fuori.   Dom Dic 06, 2015 12:25 am

paniscus_2.0 ha scritto:
ignoro come abbia fatto a studiare e a ottenere i titoli per insegnare, in materie che implicano un'enorme importanza della lettura di libri scritti
L.
Ci sono i libri scritti in Braille... li usiamo anche alla scuola primaria!
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MessaggioOggetto: Re: Manicomio è scritto di fuori.   Dom Dic 06, 2015 11:02 am

perla13 ha scritto:
paniscus_2.0 ha scritto:
ignoro come abbia fatto a studiare e a ottenere i titoli per insegnare, in materie che implicano un'enorme importanza della lettura di libri scritti
L.
Ci sono i libri scritti in Braille... li usiamo anche alla scuola primaria!
"Esistono" non significa "ce n'è per tutte le discipline ed i docenti ne conoscono il contenuto tanto da poterli utilizzare in caso di bisogno studenti ciechi)".

Io un cieco che studia legge lo voglio proprio vedere
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MessaggioOggetto: Re: Manicomio è scritto di fuori.   Lun Dic 07, 2015 11:41 pm

Il post inizialmente parlava di malati di mente che insegnavano a scuola... ora siamo arrivati a parlare di persone non vedenti che mi sembra non abbiano nulla a che fare con i primi! I libri in braille ci sono per tutte le discipline, o ci si può rivolgere all'unione ciechi di zona
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Manicomio è scritto di fuori.   Lun Dic 07, 2015 11:50 pm

Scusa se faccio una domanda che non c'entra niente, però sono sinceramente curiosa: ma con tutta la facilità di produrre sussidi specializzatissimi che c'è adesso, PERCHE' ai ciechi (o a chi rischia di diventarlo a causa di patologie progressive), si continua a insegnare il braille?

A parte l'ovvia disponibilità di sintetizzatori acustici e di audiolibri, che comunque sollecita altre capacità sensoriali...

...ma proprio dal punto di vista della lettura del testo scritto, perché si usa ancora il braille, e non si preferisce invece insegnare la lettura alfabetica ordinaria, e usare delle normali pagine stampate in caratteri alfabetici normali, ma stampate leggermente in rilievo, esattamente come il braille? Tanto oggi la possibilità di stampare in rilievo è molto più accessibile che 20 o 50 anni fa, no?

Perché non si preferisce insegnare al ragazzino cieco a riconoscere al tatto le normali lettere di stampa che usano tutti, INVECE che caratteri speciali destinati solo ai ciechi?

L.
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