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 Faccio atto di sottomissione

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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Faccio atto di sottomissione   Dom Dic 06, 2015 10:33 am

Promemoria primo messaggio :

http://www.orizzontescuola.it/news/festivit-natale-lega-nord-presenta-ddl-obiettori-coscienza-religiosa-dovranno-prestare-servizio

Mi converto al cristianesimo e reclamo il diritto di starmene a casa a Pasqua e Natale.
Ogni venerdì mi converto all'ebraismo quindi scordatevi di me al sabato (ed al lunedì che è il mio giorno libero).
Prometto di informarmi su quando sarà il Ramadan e di convertirmi all'Islam per tempo ..... con le debite conseguenze.

Si accettano consigli su culti del sole, feste della fertilità, attività shintoiste e, perchè no, anche riti satanici.

Sono una persona volubile lo so, ma il contratto non lo vieta e la Costituzione neanche.
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AutoreMessaggio
paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Faccio atto di sottomissione   Mar Dic 08, 2015 8:45 pm

precario.acciaio ha scritto:
Non peggiorerebbero sicuramente il rischio di attentati a sfondo islamico, tuttavia convaliderebbero l'immagine di un paese che si muove solo per non far sentir diversi gli appartenenti ad altre religioni;

E ridaje con le "altre religioni".

Quindi, nella tua logica, mazzate senza riguardi anche agli ebrei italiani, ai valdesi italiani e ai testimoni di Geova italiani, se esistono ancora...

precario.acciaio ha scritto:
secondo me ora occorre invece una forte affermazione di identità,

No, io la penso esattamente al contrario: ci vuole una fortissima affermazione di democrazia, di laicità e di diritti umani universali, NON di meschine rivendicazioni di identità locale e provinciale, da contrapporre ad altre rivendicazioni analoghe e  altrettanto meschine.

E comunque, io sarei pure disposta a riconoscere le tue ragioni, se tu ti decidessi a spiegarle in modo comprensibile: ti prego di chiarire in che modo un eventuale "rafforzamento dell'identità", che tu auspichi, dovrebbe essere utile a migliorare le prospettive di sicurezza da attentati o da altre ingerenze violente. Giuro che non l'ho ancora capito.
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precario.acciaio



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MessaggioOggetto: Re: Faccio atto di sottomissione   Mar Dic 08, 2015 9:03 pm

Ma io non ho fatto nessunissimo riferimento al rischio attentati... io mi riferisco unicamente alla diluizione della nostra identità a causa del soverchiante arrivo di persone di altra cultura e altra religione; io con il tuo discorso della forte cultura laica sono d'accordissimo, ma credo che ora la chiesa cattolica non sia prioritaria... possibile che la cultura laica e atea italiana (a cui appartengo) debba in questo momento condurre la battaglia contro i simboli del cattolicesimo?
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Paolo Santaniello



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MessaggioOggetto: Re: Faccio atto di sottomissione   Mar Dic 08, 2015 11:37 pm

Scusa ma solo tu hai diritto alla tua identità?
Io non ho diritto alla MIA identità?
Secondo me io ho tutto il diritto non solo ad avere la mia identità, ma pure ad averla diversa dalla tua!!! (Se no che "identità" sarebbe?)
Ultimamente noto che quando uno dice che vuole "salvare la nostra identità" in realtà sta dicendo "la tua identità deve essere obbligatoriamente uguale alla mia, anzi tutti gli italiani ce la devono avere uguale!" il che ovviamente è contrario alla più elementare libertà di pensiero.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Faccio atto di sottomissione   Mer Dic 09, 2015 12:10 am

precario.acciaio ha scritto:
Ma io non ho fatto nessunissimo riferimento al rischio attentati... io mi riferisco unicamente alla diluizione della nostra identità a causa del soverchiante arrivo di persone di altra cultura e altra religione; io con il tuo discorso della forte cultura laica sono d'accordissimo, ma credo che ora la chiesa cattolica non sia prioritaria... possibile che la cultura laica e atea italiana (a cui appartengo) debba in questo momento condurre la battaglia contro i simboli del cattolicesimo?

E comunque mi pare alquanto ridicolo (e anche abbastanza ipocrita) il fatto che tu continui a sbracciarti per specificare che sei ateo, laico e anticlericale, e CONTEMPORANEAMENTE straparli dell'assoluta necessità di rafforzare la cosiddetta "nostra identità", cioè di una presunta identità di noi tutti, uguale per tutti e doverosa per tutti, che guarda caso sarebbe cattolica.

Guarda che se sei clericale puoi pure dire la verità e ammetterlo tranquillamente... non c'è mica bisogno di mascherarti da laico per sperare di essere considerato più ganzo!
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Faccio atto di sottomissione   Mer Dic 09, 2015 5:51 am

Questa contrapposizione tra laici e clericali mi sembra un po' troppo semplicistica e ricalca degli schemi che ormai sono vecchi di almeno un secolo e mezzo, almeno per quanto riguarda il dibattito politico nel nostro paese, quando si presentarono in maniera consistente con l'unità d'Italia e per ragioni tattiche una parte del mondo laico e della massoneria si schierarono su posizioni apertamente anticlericali.

Alla fine a me pare che si tratti di una versione folkloristica se non caricaturale della realtà, più legata a questioni di politica spicciola e di contesa del potere che non a una reale differenziazione di natura filosofica.

L'Islam si è differenziato 1300 anni fa dallo stesso alveo dal quale si è staccato l'illuminismo, circa 1000 anni dopo e neanche 300 anni fa; a sua volta il cristianesimo ha assorbito per secoli il retaggio della cultura greca, ellenistica e romana precedente, e negli ultimi tre secoli ha lentamente, ma inesorabilmente, fatti propri alcuni temi della modernità e della laicità, anche grazie all'apporto della cultura protestante.

Se si trattasse di una questione di cromosomi culturali, si potrebbe dire che ateismo, laicismo e cristianesimo condividono il 99,9% del proprio patrimonio genetico, intendendo "genetico" nel senso di filosofico; forse, se non altro per ragioni temporali, con l'Islam tale percentuale sarebbe lievissimamente ridotta.

In questa annosa contesa quello che a me pare francamente poco convincente è lo strabismo di una certa posizione culturale che si definisce laica e tollerante: ad esempio, quando ci furono gli attacchi al Charlie Hebdo, molti dei commentatori che in qualche modo avevano mostrato indifferenza, complicità o aperta approvazione alle vignette satiriche sui simboli religiosi cristiani, sostennero che, per una questione di rispetto di una cultura diversa, fosse quantomeno inopportuno produrre e pubblicare analogo materiale satirico rivolto ai simboli della religione musulmana.

All'uomo della strada, quello che ascolta senza sussiego, se non con interesse, i ragionamenti dei vari Salvini e degli esponenti della destra più reazionaria e xenofoba, questa contraddizione deve apparire palese, grazie anche al gran clamore montato ad arte nelle varie tribune televisive: ma come, io italiano, anche se non vado in chiesa e non credo in Dio, devo "togliere" il mio presepe dalle mie scuole e tu, ragazza di origine egiziana, non puoi levarti il tuo hijab nelle stesse aule? In Francia la questione è stata risolta in maniera piuttosto drastica, in nome di un primato dello Stato che da noi non è concepito; il dibattito però, lì come da noi, resta aperto.
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Paolo Santaniello



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MessaggioOggetto: Re: Faccio atto di sottomissione   Mer Dic 09, 2015 9:29 am

Ritorna sempre lo stesso errore.
E cioè la convinzione che l'italiano laico e l'italiano confessionale abbiano la "stessa cultura" o la "stessa identità".
Non è così. Io rivendico la mia libertà ad essere diverso, e a non far parte di una identità di massa. Anche il matrimonio riparatore faceva parte della "cultura italiana" quando Franca Viola disse no, suscitando scandalo... però aveva ragione lei!
Scandalo simile lo suscita il Lucariello che dice "nun me piace o presepio", ma è libero di dirlo!
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Faccio atto di sottomissione   Mer Dic 09, 2015 10:16 am

precario.acciaio ha scritto:
Storicamente il legame con il cattolicesimo è forte, ed è semplicistico non considerarlo, è invece opportuno non cominciare un altro legame di vassallaggio con un'altra religione. Chiaramente, per quel che mi riguarda la strada del laicismo è corretta, solo che ora occorre, per ragioni che possono anche non piacere, sospendere un momento per capire in quale situazione ci stiamo muovendo e come i nostri atti possano venire interpretati. La situazione ècambiata rispetto a un anno fa.



Quindi il laicismo (o altri valori di pari peso) si può mettere in standby a seconda delle esigenze? E' uno stile di vita buono per quando tutto va bene ma non offre un orizzonte praticabile quando piove merda? E dove starebbe allora la superiorità di una concezione laica dello stato? Non ti pare una grossa falla nel tuo ragionamento?
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Faccio atto di sottomissione   Mer Dic 09, 2015 10:22 am

precario.acciaio ha scritto:
Ma io non ho fatto nessunissimo riferimento al rischio attentati... io mi riferisco unicamente alla diluizione della nostra identità a causa del soverchiante arrivo di persone di altra cultura e altra religione; io con il tuo discorso della forte cultura laica sono d'accordissimo, ma credo che ora la chiesa cattolica non sia prioritaria... possibile che la cultura laica e atea italiana (a cui appartengo) debba in questo momento condurre la battaglia contro i simboli del cattolicesimo?



Guarda che non sta arrivando qualcuno da qualche parte. Sta qui l'errore.
Per decenni abbiamo pensato che una cultura assimilazionista dei valori occidentali per TUTTI fosse etica e andasse benissimo, e ora che una cultura diversa dalla nostra mostra la capacità di fare proseliti tra persone nate e vissute in casa nostra ce ne lamentiamo.
Finchè i ragazzi delle banlieu vivevano all'occidentale andava tutto bene, ora invece scopriamo l'esigenza di fissare i paletti dell'identità, la nostra naturalmente.
Che una cultura non si debba "diluire" è folle! Cos'è una cultura se non il portato di influenze varie, qualcosa che cambia e si ibrida continuamente? Mai visto una definizione di cultura che contempli l'isolamento come obiettivo cui tendere: forse per gli aborigeni dell'Amazzonia... forse nemmeno per loro!
La battaglia contro i simboli del cattolicesimo da parte della cultura laica è cosa vecchia, la domanda è quindi un'altra: di fronte a quella che si percepisce come una urgenza, è giusto che la cultura occidentale rinunci alla pluralità di opinioni, faccia tacere il dissenso su temi etici e si compatti su una tra le tante sue identità derogando ai fondamenti sui quali si è (o almeno dice di essere) costruita?
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Faccio atto di sottomissione   Mer Dic 09, 2015 3:09 pm

Il DNA di concetti illuministi come l'eguaglianza, la libertà individuale, la fraternità, il progresso, la giustizia sociale hanno una radice cristiana... non mi fate citare Croce!

Rispondendo a Lucetta: il dissenso deve esserci sempre e comunque, le urgenze sono il più delle volte costruite oppure scoperte improvvisamente dopo decenni in cui si è ignorata l'esistenza di una posizione diversa, o la si è bollata come antistorica o irrilevante. Tutto sta a definire delle priorità e delle strategie.

Per uno strano caso ciò che non apprezzo del cristianesimo coincide in gran parte con ciò che non apprezzo della religione islamica; d'altro canto tra l'oscurantismo e la riduzione del concetto di progresso ai suoi aspetti più superficiali, quelli tecnologici e consumistici, reclamo il diritto di cercare un'altra strada.
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Paolo Santaniello



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MessaggioOggetto: Re: Faccio atto di sottomissione   Mer Dic 09, 2015 4:25 pm

I concetti illuministi di uguaglianza, libertà, fratellanza, progresso e giustizia sociale, anche se avranno una radice cristiana, possono PRESCINDERE dal cristianesimo.
Possono cioè essere anche di chi cristiano non è. Non c'è bisogno del crocifisso perchè questi valori siano condivisi da tutti. Anzi, si sono affermati storicamente solo quando il crocifisso è stato messo da parte. Quindi ora stanno in piedi senza.
Anche per me ciò che meno apprezzo del cristianesimo coincide con ciò che meno apprezzo dell'islam... ergo faccio a meno di entrambi. Si può vivere anche senza religione. Oppure si può vivere portandosi nell'animo la propria religione senza imporla agli altri.
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precario.acciaio



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MessaggioOggetto: Re: Faccio atto di sottomissione   Mer Dic 09, 2015 7:09 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
precario.acciaio ha scritto:
Ma io non ho fatto nessunissimo riferimento al rischio attentati... io mi riferisco unicamente alla diluizione della nostra identità a causa del soverchiante arrivo di persone di altra cultura e altra religione; io con il tuo discorso della forte cultura laica sono d'accordissimo, ma credo che ora la chiesa cattolica non sia prioritaria... possibile che la cultura laica e atea italiana (a cui appartengo) debba in questo momento condurre la battaglia contro i simboli del cattolicesimo?

E comunque mi pare alquanto ridicolo (e anche abbastanza ipocrita) il fatto che tu continui a sbracciarti per specificare che sei ateo, laico e anticlericale, e CONTEMPORANEAMENTE straparli dell'assoluta necessità di rafforzare la cosiddetta "nostra identità", cioè di una presunta identità di noi tutti, uguale per tutti e doverosa per tutti, che guarda caso sarebbe cattolica.

Guarda che se sei clericale puoi pure dire la verità e ammetterlo tranquillamente... non c'è mica bisogno di mascherarti da laico per sperare di essere considerato più ganzo!

Purtroppo la tua conclusione mi fa comprendere che non hai colto il discorso; parlare di "essere ganzo" dimostra la totale e irrimediabile incomprensione di tutto ciò che abbiamo detto.
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Faccio atto di sottomissione   Mer Dic 09, 2015 9:09 pm

ushikawa ha scritto:

Rispondendo a Lucetta: il dissenso deve esserci sempre e comunque, le urgenze sono il più delle volte costruite oppure scoperte improvvisamente dopo decenni in cui si è ignorata l'esistenza di una posizione diversa, o la si è bollata come antistorica o irrilevante. Tutto sta a definire delle priorità e delle strategie.


E chi stabilisce queste strategie e priorità? Rimaniamo ancora al punto che, in un'ottica emergenziale, ci si debba compattare su qualcosa (che in genere coincide con il qualcosa di chi è maggioranza), di fatto mettendo a tacere la pluralità di opinioni e il diritto al dissenso
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