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 Insegnare è solo un lavoro?

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precario.acciaio



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MessaggioOggetto: Insegnare è solo un lavoro?   Lun Dic 07, 2015 10:24 am

La maternità è solo un insieme di fenomeni fisici o è di più? Non è forse l'atto con cui la società continua a riprodurre se stessa, trasmettendo un corpus di conoscenze, competenze ed emozioni alla generazione successiva? Parimenti come si fa a negare alla docenza un significato superiore rispetto alle parti che la compongono (mantenimento della disciplina, valutazione e selezione) che si traduce quindi nel corrispettivo di una missione laica e totalizzante? Come fanno gli oltranzisti del cinismo a negare questo aspetto della scuola?
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gugu



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Lun Dic 07, 2015 10:28 am

A colazione: latte e biscotti.
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Lun Dic 07, 2015 10:52 am

C'è evidentemente chi preferisce la peperonata.
Non vogliamo ripensarci almeno sulla "maternità"? Perché "conoscenze competenze ed emozioni"? Conoscenze competenze e capacità: perché non ci facciamo promotori della cultura pandidattichese contro il nichilismo culturale? Vado ad affilare il forcone
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Lun Dic 07, 2015 11:42 am

Totalizzante? Dipende se uno fuori da scuola ha anche una vita,o considera gli studenti come suoi figli
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Lun Dic 07, 2015 11:52 am

precario.acciaio ha scritto:
La maternità è solo un insieme di fenomeni fisici o è di più? Non è forse l'atto con cui la società continua a riprodurre se stessa, trasmettendo un corpus di conoscenze, competenze ed emozioni alla generazione successiva? Parimenti come si fa a negare alla docenza un significato superiore rispetto alle parti che la compongono (mantenimento della disciplina, valutazione e selezione) che si traduce quindi nel corrispettivo di una missione laica e totalizzante? Come fanno gli oltranzisti del cinismo a negare questo aspetto della scuola?
La maternità ce la immaginiamo tutti come l'atto d'amore supremo in cui un uomo ed una donna che si amano al punto da volere unire le proprie vite per sempre, decidono di unirsi carnalmente e di donarsi reciprocamente una fotocopia di se stessi su cui riversare il proprio amore, quasi a voler amare il proprio compagno/o anche nell'età fanciullesca, quando non lo si conosceva.

C'è però anche lo stupro; ci sono le donne che subiscono stupro di gruppo e che rimangono incinta senza desiderarlo, senza sapere di chi, e che vedono crescere dentro di se un parassita che gli avvelenerà la vita per sempre.

Un docente che si ritrova in classe 20 studenti del professionale vive una maternità del primo o del secondo tipo ?
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Lun Dic 07, 2015 11:54 am

Felipeto ha scritto:
Totalizzante? Dipende se uno fuori da scuola ha anche una vita,o considera gli studenti come suoi figli
Basta imporre il celibato anche ai docenti.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Lun Dic 07, 2015 12:00 pm

avidodinformazioni ha scritto:
La maternità ce la immaginiamo tutti come l'atto d'amore supremo in cui un uomo ed una donna che si amano al punto da volere unire le proprie vite per sempre, decidono di unirsi carnalmente e di donarsi reciprocamente una fotocopia di se stessi su cui riversare il proprio amore,

Veramente non ho mai conosciuto nessuno che se la immaginasse così, né tra le persone che avessero effettivamente avuto figli, né tra quelle senza. Gli unici che possono immaginarsela così, forse, sarebbero gli autori di qualche imbarazzante pubblicazione di "educazione all'affettività" di stampo cattolico... destinata esclusivamente a ragazzini preadolescenti, che per fortuna sono ancora talmente lontani dalla prospettiva della maternità (o paternità) da non avere nemmeno la reazione di mettersi a sghignazzare, ma solo a sbadigliare.


Ultima modifica di paniscus_2.0 il Lun Dic 07, 2015 12:03 pm, modificato 1 volta
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Lun Dic 07, 2015 12:00 pm

20studenti di una prima ITIS...........si può abortire 20volte in un colpo soli?
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Paolo Santaniello



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Lun Dic 07, 2015 1:01 pm

Certo che è solo un lavoro.
... e, COME TUTTI I LAVORI importanti, si porta appresso il suo carico di emozioni, sentimenti, e grandi responsabilità.
Io il mio mestiere lo faccio per guadagnarmi da vivere, gratis non lo farei di certo! Se voglio fare volontariato scelgo altro... e lo faccio gratis, "con la mano destra che non vede ciò che fa la sinistra..."!
Questo non vuol dire che il mio mestiere non lo faccio con impegno e passione, anzi !!!
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Lun Dic 07, 2015 1:08 pm

ma alla fine che differenza c'è?

chi fa gratis quel mestiere che fai tu Paolo, fa volontariato.
Ma il suo non è ugualmente un lavoro fatto con impegno e passione?

La differenza sta nei soldi che si prendono o meno per farlo o la differenza sta nell'impegno e nella passione che ci si mettono?
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Paolo Santaniello



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Lun Dic 07, 2015 1:18 pm

Esatto! La differenza sta nei soldi che si prendono.
Il lavoro ha un salario, il volontariato è gratis.
Entrambe le cose si fanno con impegno e passione, ma le motivazioni possono essere diverse: il volontariato si fa perchè piace e basta, il lavoro invece può ANCHE piacere (E tanto meglio se piace) ma si fa innanzitutto per vivere.
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Lun Dic 07, 2015 1:20 pm

Ire ha scritto:
ma alla fine che differenza c'è?

chi fa gratis quel mestiere che fai tu Paolo, fa volontariato.
Ma il suo non è ugualmente un lavoro fatto con impegno e passione?

La differenza sta nei soldi che si prendono o meno per farlo o la differenza sta nell'impegno e nella passione che ci si mettono?


La differenza, e non piccola, sta nel pagare o meno una prestazione professionale qualificata.
Il volontario non viene selezionato e formato, ma agisce per "buon cuore", il professionista ha diritto a una retribuzione che contribuisce (o almeno dovrebbe contribuire) a qualificare la sua prestazione.
Non facciamo finta di essere nell'Unione Sovietica degli anni '80 per favore! In Occidente nel 2015 funziona con queste regole e il lavoro qualifica la persona che lo svolge, che piaccia o meno. Il volontariato no: è episodico, non vincolato a obblighi professionali, nobile e gratuito, fondato su un'adesione spontanea e non su un obbligo contrattuale non standardizzata e parametrabile
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Lun Dic 07, 2015 1:34 pm

Dipende dal tipo di volontariato

Non parlavo di quelli che stanno ad accompagnare i bambini ad attraversare le strade.
Parlavo di insegnanti volontari che magari organizzano doposcuola.

Il loro non è un lavoro?
A prescindere dalla volontarietà dell'operato non vedo differenza nell'impegno, nella passione e nei risultati ottenuti.

E' abbastanza vero che il lavoro volontario non abbia vincoli, ma solo per chi potrebbe (e dovrebbe) evitare di farlo.
Chi assumendosi un impegno volontario pensa che può farlo si e no, solo quando gli pare o senza mettere in campo il massimo di se stesso è proprio meglio stia a casa.

Ci sono quelli che intendi tu ma io parlavo di quelli che semplicemente lavorano a titolo gratuito.
In questo secondo caso non vedo differenze
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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Lun Dic 07, 2015 1:44 pm

Rispondo alla domanda in oggetto: SI.
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Lun Dic 07, 2015 1:56 pm

Ire ha scritto:
Dipende dal tipo di volontariato

Non parlavo di quelli che stanno ad accompagnare i bambini ad attraversare le strade.
Parlavo di insegnanti volontari che magari organizzano doposcuola.

Il loro non è un lavoro?
A prescindere dalla volontarietà dell'operato non vedo differenza nell'impegno, nella passione e nei risultati ottenuti.

E' abbastanza vero che il lavoro volontario non abbia vincoli, ma solo per chi potrebbe (e dovrebbe) evitare di farlo.
Chi assumendosi un impegno volontario pensa che può farlo si e no, solo quando gli pare o senza mettere in campo il massimo di se stesso è proprio meglio stia a casa.

Ci sono quelli che intendi tu ma io parlavo di quelli che semplicemente lavorano a titolo gratuito.
In questo secondo caso non vedo differenze


NO, sia nell'impiego (il volontario si assenta quando gli pare, salvo la sua coscienza, su cui mi asterrei dal fare affidamento, non alzi le barricate) che nella passione (parametro inesistente nella valutazione della qualità di una prestazione professionale) che nei risultati ottenuti: chi presta opera volontaria non è in nessun modo vincolato a risultati. Con quelli che gli impone la sua coscienza, si cui non è dato conoscere e imporre l'orientamento, la società non ha certo valore contrattuale.
Per "tutti gli altri" LAVORARE gratis è immorale (perché, banalmente, il lavoro implica lil salario, tutto il resto è VOLONTARIATO, alto, nobile, utile, ben fatto, ma non lavoro) e, per inciso, è anche la ragione per cui fior di professionisti in tanti campi fanno la fame mentre le anime belle occupano senza alcuna selezione posizioni anche di prestigio, e per cui sempre di più si chiede ormai una inesigibile prestazione volontaria a tanti giovani ricattabili
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Lun Dic 07, 2015 2:20 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
La maternità ce la immaginiamo tutti come l'atto d'amore supremo in cui un uomo ed una donna che si amano al punto da volere unire le proprie vite per sempre, decidono di unirsi carnalmente e di donarsi reciprocamente una fotocopia di se stessi su cui riversare il proprio amore,

Veramente non ho mai conosciuto nessuno che se la immaginasse così, né tra le persone che avessero effettivamente avuto figli, né tra quelle senza. Gli unici che possono immaginarsela così, forse, sarebbero gli autori  di qualche imbarazzante pubblicazione di "educazione all'affettività" di stampo cattolico... destinata esclusivamente a ragazzini preadolescenti, che per fortuna sono ancora talmente lontani dalla prospettiva della maternità (o paternità) da non avere nemmeno la reazione di mettersi a sghignazzare, ma solo a sbadigliare.
Ammetto di avere un po' calcato la mano (e di aver goduto nel farlo) ma nella sostanza ho scritto quello che penso realmente, pur essendo lontano dallo stampo cattolico.

Chi fa figli solo perchè sono belli fa la fine di chi compra un cane perchè è bello: finchè è cucciolo se lo gode, poi per 10 anni raccoglie cagate alle 6 del mattino (o le lascia per strada).
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Lun Dic 07, 2015 4:35 pm

Mamma mia... ora dobbiamo anche stare a discutere tra la differenza semantica tra le parole "lavoro" e "volontariato"...
No, veramente, non si può mistificare il significato dei termini, altrimenti è impossibile qualunque discussione.
Il tema è stato già ampiamente dibattuto: l'insegnamento non può essere considerato né una missione né un semplice lavoro dipendente pubblico e salariato, ma tecnicamente la sua definizione più corretta è quella di "professione", cioè di lavoro retribuito attraverso il quale si professa la propria visione del mondo.
Credo che il paragone con la maternità sia altamente fuorviante, e con esso tutte le discussioni a commento.
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Francesca4



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Lun Dic 07, 2015 4:42 pm

precario.acciaio ha scritto:
La maternità è solo un insieme di fenomeni fisici o è di più? Non è forse l'atto con cui la società continua a riprodurre se stessa, trasmettendo un corpus di conoscenze, competenze ed emozioni alla generazione successiva? Parimenti come si fa a negare alla docenza un significato superiore rispetto alle parti che la compongono (mantenimento della disciplina, valutazione e selezione) che si traduce quindi nel corrispettivo di una missione laica e totalizzante? Come fanno gli oltranzisti del cinismo a negare questo aspetto della scuola?

Insegnare è anche un lavoro!
Più volte, infatti, ho aderito ad una concezione dell'insegnamento quale missione laica del docente, ed in questo concordo perfettamente con te, perché, sebbene sia entrata in classe solo da pochi giorni, non posso smettere di pensare a quali conoscenze, competenze e valori debba essere improntato il contenuto delle mie prossime lezioni.
Non riesco a staccare completamente la spina perché mi avvilisce il fatto di perdere occasioni di crescita culturale per i ragazzi, sprecando inutilmente ore di lezione.
Quanto alla retribuzione penso sia doveroso pretenderla quale ristoro delle energie fisiche e mentali profuse nell'insegnamento,ma non può esserne la ragione esclusiva, e, per quanti sforzi possa fare, non riesco a paragonarlo a quello di un operaio alla catena di montaggio: noi abbiamo la soddisfazione di poter apprezzare il risultato del lavoro in itinere, misurando la valutazione dei progressi attraverso le verifiche scritte e orali, e talvolta anche quella di poter gioire del risultato finale.


Ultima modifica di Francesca4 il Lun Dic 07, 2015 11:55 pm, modificato 2 volte
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Francesca4



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Lun Dic 07, 2015 5:05 pm

avidodinformazioni ha scritto:
precario.acciaio ha scritto:
La maternità è solo un insieme di fenomeni fisici o è di più? Non è forse l'atto con cui la società continua a riprodurre se stessa, trasmettendo un corpus di conoscenze, competenze ed emozioni alla generazione successiva? Parimenti come si fa a negare alla docenza un significato superiore rispetto alle parti che la compongono (mantenimento della disciplina, valutazione e selezione) che si traduce quindi nel corrispettivo di una missione laica e totalizzante? Come fanno gli oltranzisti del cinismo a negare questo aspetto della scuola?
La maternità ce la immaginiamo tutti come l'atto d'amore supremo in cui un uomo ed una donna che si amano al punto da volere unire le proprie vite per sempre, decidono di unirsi carnalmente e di donarsi reciprocamente una fotocopia di se stessi su cui riversare il proprio amore, quasi a voler amare il proprio compagno/o anche nell'età fanciullesca, quando non lo si conosceva.

Quanto alla maternità, penso che, almeno per la mia esperienza personale, tu abbia centrato solo la prima parte del discorso, perché, sebbene sia letteralmente affascinata dalla possibilità di aver amato da sempre il proprio compagno, fin da quando non lo si conosceva nemmeno, tuttavia il figlio non può essere considerato semplicemente una fotocopia di noi o del nostro compagno, e nemmeno una fusione dei due.
Si tratta di un vero e proprio atto d'amore verso la vita, e donarla in maniera disinteressata, senza il morboso desiderio egoistico di un tornaconto personale , è tra i tratti salienti del nostro essere umani che trascende ogni fisicità.
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Lenar



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Lun Dic 07, 2015 6:12 pm

precario.acciaio ha scritto:
La maternità è solo un insieme di fenomeni fisici o è di più? Non è forse l'atto con cui la società continua a riprodurre se stessa, trasmettendo un corpus di conoscenze, competenze ed emozioni alla generazione successiva? Parimenti come si fa a negare alla docenza un significato superiore rispetto alle parti che la compongono (mantenimento della disciplina, valutazione e selezione) che si traduce quindi nel corrispettivo di una missione laica e totalizzante? Come fanno gli oltranzisti del cinismo a negare questo aspetto della scuola?

Io dico NO alla droga. Fallo anche tu.

Quanto alla domanda in capo al topic, SI, è solo un lavoro. Per altro un lavoro molto sottopagato e sottoconsiderato a livello sociale.

Quanto alle questioni poste nel corpo del tuo topic, anche un meccanico potrebbe considerarsi un elemento irrinunciabile della società perché senza il suo prezioso apporto la mobilità di migliaia di cittadini risulterebbe compromessa. Anche un banchiere può vivere la propria professione come la missione di portare credito e finanziamento alle migliori idee che emergono dal suo tessuto locale. Anche lo scafista, d'altra parte, potrebbe vedersi come l'uomo che regala il sogno di una vita migliore a tanti disperati in fuga dalla guerra. Insomma, con un po' di retorica ogni professione diventa una missione.
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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Lun Dic 07, 2015 6:24 pm

Insegnare è un lavoro. Importante e sottovalutato. Non siamo gli unici.

Che poi piaccia o no, che lo fai anche oltre l'orario di lavoro o chiudi la bocca al suono della campana, che prima di addormentarti ti chiedi come relazionarti con l'alunno difficile X oppure che ti scordi come si chiamano i tuoi alunni appena rimetti piede in casa, è un'altra faccenda.
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Lun Dic 07, 2015 6:34 pm

Lenar ha scritto:
anche un meccanico potrebbe considerarsi un elemento irrinunciabile della società perché senza il suo prezioso apporto la mobilità di migliaia di cittadini risulterebbe compromessa. Anche un banchiere può vivere la propria professione come la missione di portare credito e finanziamento alle migliori idee che emergono dal suo tessuto locale. Anche lo scafista, d'altra parte, potrebbe vedersi come l'uomo che regala il sogno di una vita migliore a tanti disperati in fuga dalla guerra. Insomma, con un po' di retorica ogni professione diventa una missione.
http://www.angolotesti.it/E/testi_canzoni_elio_e_le_storie_tese_103/testo_canzone_john_holmes_una_vita_per_il_cinema_5457.html

"John Holmes
Una vita per il cinema
John Holmes
Una vita per l'amor"

....

"Trenta centimetri di dimensione artistica
Su di cio' la critica e' concorde"

......

"Pero' dal pubblico son venerato
E ora sono diventato un mito
Ho rilanciato il film muto"
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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Lun Dic 07, 2015 7:00 pm

Lenar ha scritto:
precario.acciaio ha scritto:
La maternità è solo un insieme di fenomeni fisici o è di più? Non è forse l'atto con cui la società continua a riprodurre se stessa, trasmettendo un corpus di conoscenze, competenze ed emozioni alla generazione successiva? Parimenti come si fa a negare alla docenza un significato superiore rispetto alle parti che la compongono (mantenimento della disciplina, valutazione e selezione) che si traduce quindi nel corrispettivo di una missione laica e totalizzante? Come fanno gli oltranzisti del cinismo a negare questo aspetto della scuola?

Io dico NO alla droga. Fallo anche tu.

Non esageriamo, non è necessaria l'astinenza bruta: in genere è sufficiente cambiare spacciatore e migliorare la qualità delle sostanze psicotrope che si assumono.
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precario.acciaio



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Lun Dic 07, 2015 7:08 pm

La questione economica la escludo a priori, ne dibattiamo ampiamente in tutti gli altri topic; davvero chi afferma che è solo un lavoro parla sul serio? Cioè lavorare in un call center (lavoro che è comunque degno che rispetto) è uguale a insegnare e a formare le menti che un domani porteranno avanti la società grazie alla quale tutti noi vivremo? Il paragone con la maternità non è stato purtroppo capito: fare un figlio significa far proseguire la nostra società, insegnare significa far proseguire la nostra società, quindi è una similitudine.

Chi ha fatto riferimento alla droga ha tutta la mia compassione; concordo con Francesca4 che ha l'entusiasmo che io spero di mantenere...
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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Lun Dic 07, 2015 7:33 pm

precario.acciaio ha scritto:
davvero chi afferma che è solo un lavoro parla sul serio?
Mai stato più serio.
Mi sforzo per fare bene il mio lavoro e continuo a farlo con lo stesso spirito con cui lo facevo quasi un quarto di secolo fa, anzi, forse anche meglio.
Ma è sempre un lavoro. Se avessi una corposa rendita preferirei una vita contemplativa di spedizioni dalla tundra artica, alla foresta pluviale tropicale, al Grand Canyon, al Salto Angel, ai tacchi dell'Ogliastra e via dicendo.

Citazione :
Chi ha fatto riferimento alla droga ha tutta la mia compassione
Si scherza, eh. Mai prendersi sul serio.

Citazione :
concordo con Francesca4 che ha l'entusiasmo che io spero di mantenere...
Il mio entusiasmo è supercollaudato da quasi 26 anni (il 26° anniversario cade il 20 dicembre), tu e Francesca4 potete dire quello che volete, ma non riuscirete mai a smuovere dalla mia scatola cranica l'idea che insegnare sia un lavoro come un altro, con le sue gratificazioni e le sue frustrazioni.
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