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 Insegnare è solo un lavoro?

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precario.acciaio



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MessaggioOggetto: Insegnare è solo un lavoro?   Lun Dic 07, 2015 10:24 am

Promemoria primo messaggio :

La maternità è solo un insieme di fenomeni fisici o è di più? Non è forse l'atto con cui la società continua a riprodurre se stessa, trasmettendo un corpus di conoscenze, competenze ed emozioni alla generazione successiva? Parimenti come si fa a negare alla docenza un significato superiore rispetto alle parti che la compongono (mantenimento della disciplina, valutazione e selezione) che si traduce quindi nel corrispettivo di una missione laica e totalizzante? Come fanno gli oltranzisti del cinismo a negare questo aspetto della scuola?
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Lun Dic 07, 2015 8:13 pm

precario.acciaio, diciamo le cose spicce come stanno:

la maternità è una cosa bellissima, e lo dico personalmente io che di figli ne ho due, voluti e cercati, e che l'esperienza me la sono sinceramente goduta, e me la godo ancora.

Però NON E' VERO che è una missione, o che la maggior parte della gente normale la viva come una missione.

Anzi, che ti piaccia o no, per la stragrande maggioranza della storia della specie umana, nessuno si è mai posto il problema del "perché" si fanno figli o no, e di quale significato vi si attribuisce: la maternità (o paternità) come scelta consapevole alla quale si possa pensare di attribuire un valore specifico, è un'invenzione recentissima (e ancora limitata a una percentuale minoritaria della popolazione umana, peraltro).

Fino a pochi decenni fa, la maternità (o paternità) non è stata quasi mai una scelta ma un automatismo, una necessità, un destino, una cosa che arriva perché arriva... oppure, da un punto di vista più cinico, una risorsa concreta che CONVENIVA per la sopravvivenza del gruppo (perché i figli, dopo una brevissima fase di dipendenza impegnativa, diventavano rapidamente braccia da lavoro che contribuivano al sostegno dei genitori stessi).

Oggi, che invece la maternità è quasi sempre una scelta... beh, è una scelta motivata soprattutto da un'esigenza diretta dell'aspirante genitore, e non certo da motivazioni missionarie.

Chi sceglie di fare un figlio, potendo scegliere... sostanzialmente, all'inizio lo fa perché VUOLE provare l'esperienza di essere genitore, e vuole provarla soprattutto per se stesso e per il proprio rapporto di coppia. Poi, una volta che il figlio c'è, è normalissimo e giustissimo che passi in primo piano rispetto a qualsiasi aspirazione egoistica, e che diventi la prima ragione di vita e di impegno per i genitori, ma appunto, DOPO che il figlio c'è. Non prima.

Non conosco nessuno, ma proprio nessuno, né cinico né sentimentale, né credente né laico, che abbia avuto il coraggio di sostenere di aver deciso di fare un figlio "perché credeva nella MISSIONE della genitorialità". O tantomeno, di averlo fatto perché già provava in anticipo tutto questo slancio di amore altruistico sviscerato verso una persona che ancora non esisteva.

E ripeto, di figli ne ho due.

Fatti per scelta, e contenta di averli fatti.

L.
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Lun Dic 07, 2015 8:48 pm

precario.acciaio ha scritto:
La questione economica la escludo a priori, ne dibattiamo ampiamente in tutti gli altri topic; davvero chi afferma che è solo un lavoro parla sul serio?

Certo che parlo sul serio. Che altro dovrebbe essere?

Tutto ciò che può esserci in aggiunta (passione, intendi?) è un in più. E tanto per chiarire: se vincessi la lotteria, smetterei di insegnare. Le mie passioni non stanno a scuola.
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precario.acciaio



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Lun Dic 07, 2015 8:52 pm

mac67 ha scritto:
precario.acciaio ha scritto:
La questione economica la escludo a priori, ne dibattiamo ampiamente in tutti gli altri topic; davvero chi afferma che è solo un lavoro parla sul serio?

Certo che parlo sul serio. Che altro dovrebbe essere?

Tutto ciò che può esserci in aggiunta (passione, intendi?) è un in più. E tanto per chiarire: se vincessi la lotteria, smetterei di insegnare. Le mie passioni non stanno a scuola.

Scelta tua. Io ci resterei eccome, almeno per insegnare ciò per cui per anni ho studiato; ti direi "spero che tu la vinca così cambi lavoro" ma non lo faccio perchè conosco i tuoi interventi e li apprezzo molto, e per tale ragione faccio fatica a pensare che te ne andresti dalla scuola.
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precario.acciaio



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Lun Dic 07, 2015 8:54 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
precario.acciaio, diciamo le cose spicce come stanno:

la maternità è una cosa bellissima, e lo dico personalmente io che di figli ne ho due, voluti e cercati, e che l'esperienza me la sono sinceramente goduta, e me la godo ancora.

Però NON E' VERO che è una missione, o che la maggior parte della gente normale la viva come una missione.

Anzi, che ti piaccia o no, per la stragrande maggioranza della storia della specie umana, nessuno si è mai posto il problema del "perché" si fanno figli o no, e di quale significato vi si attribuisce: la maternità (o paternità) come scelta consapevole alla quale si possa pensare di attribuire un valore specifico, è un'invenzione recentissima (e ancora limitata a una percentuale minoritaria della popolazione umana, peraltro).

Fino a pochi decenni fa, la maternità (o paternità) non è stata quasi mai una scelta ma un automatismo, una necessità, un destino, una cosa che arriva perché arriva... oppure, da un punto di vista più cinico, una risorsa concreta che CONVENIVA per la sopravvivenza del gruppo (perché i figli, dopo una brevissima fase di dipendenza impegnativa, diventavano rapidamente braccia da lavoro che contribuivano al sostegno dei genitori stessi).

Oggi, che invece la maternità è quasi sempre una scelta... beh, è una scelta motivata soprattutto da un'esigenza diretta dell'aspirante genitore, e non certo da motivazioni missionarie.

Chi sceglie di fare un figlio, potendo scegliere... sostanzialmente, all'inizio lo fa perché VUOLE provare l'esperienza di essere genitore, e vuole provarla soprattutto per se stesso e per il proprio rapporto di coppia. Poi, una volta che il figlio c'è, è normalissimo e giustissimo che passi in primo piano rispetto a qualsiasi aspirazione egoistica, e che diventi la prima ragione di vita e di impegno per i genitori, ma appunto, DOPO che il figlio c'è. Non prima.

Non conosco nessuno, ma proprio nessuno, né cinico né sentimentale, né credente né laico, che abbia avuto il coraggio di sostenere di aver deciso di fare un figlio "perché credeva nella MISSIONE della genitorialità". O tantomeno, di averlo fatto perché già provava in anticipo tutto questo slancio di amore altruistico sviscerato verso una persona che ancora non esisteva.

E ripeto, di figli ne ho due.

Fatti per scelta, e contenta di averli fatti.

L.

Su questo non ribatto, la maternità era solo una similitudine, mi fido del tuo parere...
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Lun Dic 07, 2015 9:55 pm

Francesca4 ha scritto:
Insegnare è anche un lavoro!
Più volte, infatti, ho aderito ad una concezione dell'insegnamento quale missione laica del docente, ed in questo concordo perfettamente con te, perché, sebbene sia entrata in classe solo da pochi giorni, non posso smettere di pensare a quali conoscenze, competenze e valori debba essere improntato il contenuto delle mie prossime lezioni.


Mancano metodologia e verifica e abbiamo fatto la programmazione.
I valori, va da sé, sono quelli della Repubblica, e sono fissati in contenuti scritti nelle Indicazioni Nazionali... o non insegni nella scuola pubblica?
Questo atteggiamento distingue nettamente chi considera l'insegnamento una missione, e crede di avere uno spazio illimitato di azione e creatività (addirittura pensa di poter sovrapporre i SUOI valori a quelli fissati in Costituzione), e chi rivendica la professionalità e conosce quindi limiti e norme, sa (e ha l'orgoglio perfino) di agire per conto dello Stato e non per il suo spirito di sacrificio e la sua buona volontà


Ultima modifica di lucetta10 il Lun Dic 07, 2015 10:09 pm, modificato 1 volta
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Lun Dic 07, 2015 9:57 pm

Lenar ha scritto:
precario.acciaio ha scritto:
La maternità è solo un insieme di fenomeni fisici o è di più? Non è forse l'atto con cui la società continua a riprodurre se stessa, trasmettendo un corpus di conoscenze, competenze ed emozioni alla generazione successiva? Parimenti come si fa a negare alla docenza un significato superiore rispetto alle parti che la compongono (mantenimento della disciplina, valutazione e selezione) che si traduce quindi nel corrispettivo di una missione laica e totalizzante? Come fanno gli oltranzisti del cinismo a negare questo aspetto della scuola?

Io dico NO alla droga. Fallo anche tu.

Quanto alla domanda in capo al topic, SI, è solo un lavoro. Per altro un lavoro molto sottopagato e sottoconsiderato a livello sociale.

Quanto alle questioni poste nel corpo del tuo topic, anche un meccanico potrebbe considerarsi un elemento irrinunciabile della società perché senza il suo prezioso apporto la mobilità di migliaia di cittadini risulterebbe compromessa. Anche un banchiere può vivere la propria professione come la missione di portare credito e finanziamento alle migliori idee che emergono dal suo tessuto locale. Anche lo scafista, d'altra parte, potrebbe vedersi come l'uomo che regala il sogno di una vita migliore a tanti disperati in fuga dalla guerra. Insomma, con un po' di retorica ogni professione diventa una missione.


e il fatto che sia sottoconsiderato non sarà dovuto anche al fatto che è sottopagato?
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Lun Dic 07, 2015 10:05 pm

precario.acciaio ha scritto:
La questione economica la escludo a priori, ne dibattiamo ampiamente in tutti gli altri topic; davvero chi afferma che è solo un lavoro parla sul serio? Cioè lavorare in un call center (lavoro che è comunque degno che rispetto) è uguale a insegnare e a formare le menti che un domani porteranno avanti la società grazie alla quale tutti noi vivremo? Il paragone con la maternità non è stato purtroppo capito: fare un figlio significa far proseguire la nostra società, insegnare significa far proseguire la nostra società, quindi è una similitudine.

Chi ha fatto riferimento alla droga ha tutta la mia compassione; concordo con Francesca4 che ha l'entusiasmo che io spero di mantenere...


Ecco.
Ora si comincia col classismo: sapevo che ci saremmo arrivati (d'altra parte anche di missione si parla in TANTI altri topic).
In una società ordinata ognuno offre il proprio contributo al corpo sociale: tutti indispensabili, nessuno insostituibile.
Se ti si ottura il cesso della scuola chiudi e le tue belle lezioni sui massimi sistemi te le fai davanti allo specchio di casa tua. Se non ci fossero i call center moltissimi nostri alunni non avrebbero altro teatro per esercitare le abili menti che noi abbiamo plasmato.
Il paragone con la maternità, lungi dal non essere capito, fa schifo ed è sessista, e non credo meriti altre specifiche. Non a caso si parla di funzione procreatrice in capo alla donna e non di capacità riproduttiva umana: la donna come alveo della vita è una metafora sessista, con buona pace di chi dice il contrario, e che magari ora argomenterà dicendo che la "maternità" così intesa attribuisce superiorità alla donna rispetto all'uomo
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Lun Dic 07, 2015 10:44 pm

ma infatti: io argomenterei pure. Così, tanto per.
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Lun Dic 07, 2015 10:48 pm

lucetta10 ha scritto:
Francesca4 ha scritto:
Insegnare è anche un lavoro!
Più volte, infatti, ho aderito ad una concezione dell'insegnamento quale missione laica del docente, ed in questo concordo perfettamente con te, perché, sebbene sia entrata in classe solo da pochi giorni, non posso smettere di pensare a quali conoscenze, competenze e valori debba essere improntato il contenuto delle mie prossime lezioni.


Mancano metodologia e verifica e abbiamo fatto la programmazione.
I valori, va da sé, sono quelli della Repubblica, e sono fissati in contenuti scritti nelle Indicazioni Nazionali... o non insegni nella scuola pubblica?
Questo atteggiamento distingue nettamente chi considera l'insegnamento una missione, e crede di avere uno spazio illimitato di azione e creatività (addirittura pensa di poter sovrapporre i SUOI valori a quelli fissati in Costituzione), e chi rivendica la professionalità e conosce quindi limiti e norme, sa (e ha l'orgoglio perfino) di agire per conto dello Stato e non per il suo spirito di sacrificio e la sua buona volontà

E la libertà di insegnamento dove la mettiamo? E i valori della costituzione hanno una unica interpretazione? Che tristezza.
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Lun Dic 07, 2015 10:50 pm

precario.acciaio ha scritto:

Scelta tua. Io ci resterei eccome, almeno per insegnare ciò per cui per anni ho studiato; ti direi "spero che tu la vinca così cambi lavoro" ma non lo faccio perchè conosco i tuoi interventi e li apprezzo molto, e per tale ragione faccio fatica a pensare che te ne andresti dalla scuola.

Dillo pure: se fossi libero dal problema dei soldi, per pura passione farei ricerca (l'ho fatta per più di 10 anni, a volte gratis, tra una borsa e l'altra, naturalmente nel tempo libero), ma non insegnerei.
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Lun Dic 07, 2015 11:11 pm

Non ho letto tutte le risposte.volontariato non è solo il nonno vigile o il clown in ospedale.ci dono vvff volontari,che lo divenTano dopo un corso e soggiaciono a regole e turni, e il volontariato come soccorritore nelle anpas,croce rossa verde ecc.,al quale su accede dopo un corso con esame finale.si hanno (di notte e festivi) obblighi responsabilità e rischi di chi lo fa di lavoro (di giorno).non si guadagna nulla,si rischia .il sistema di soccorso sanitario italiano è per gran parte vivo ed efficiente grazie ai volontari.questo per chiarire alcune idee semplicistiche del volontariato...
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Francesca4



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Mar Dic 08, 2015 12:22 am

Lenar ha scritto:
precario.acciaio ha scritto:
La maternità è solo un insieme di fenomeni fisici o è di più? Non è forse l'atto con cui la società continua a riprodurre se stessa, trasmettendo un corpus di conoscenze, competenze ed emozioni alla generazione successiva? Parimenti come si fa a negare alla docenza un significato superiore rispetto alle parti che la compongono (mantenimento della disciplina, valutazione e selezione) che si traduce quindi nel corrispettivo di una missione laica e totalizzante? Come fanno gli oltranzisti del cinismo a negare questo aspetto della scuola?

Io dico NO alla droga. Fallo anche tu.

Quanto alla domanda in capo al topic, SI, è solo un lavoro. Per altro un lavoro molto sottopagato e sottoconsiderato a livello sociale.

Quanto alle questioni poste nel corpo del tuo topic, anche un meccanico potrebbe considerarsi un elemento irrinunciabile della società perché senza il suo prezioso apporto la mobilità di migliaia di cittadini risulterebbe compromessa. Anche un banchiere può vivere la propria professione come la missione di portare credito e finanziamento alle migliori idee che emergono dal suo tessuto locale. Anche lo scafista, d'altra parte, potrebbe vedersi come l'uomo che regala il sogno di una vita migliore a tanti disperati in fuga dalla guerra. Insomma, con un po' di retorica ogni professione diventa una missione.

Nessuna retorica, mi riferivo, tra l'altro, alla soddisfazione di aver tentato di contribuire concretamente alla formazione dei ragazzi: i risultati nell'insegnamento sono tangibili e giornalieri, se si assume la responsabilità di svolgere onestamente il lavoro che si è scelto di fare.
Diversamente, alla catena di montaggio, non si ha la soddisfazione di vedere il risultato ultimo della propria attività lavorativa e questa sorta di privazione può portare all'alienazione dal lavoro, ed alla mancanza di motivazione.
Ma in questo caso è il modo in cui è strutturato il lavoro che contiene in sé il germe della disaffezione.
Pur non mettendo in dubbio che esistano anche docenti senza motivazione , penso invece che sia proprio il tipo di lavoro svolto, a contatto con i ragazzi in piena formazione, che argini il fatto che questi ultimi possano essere in numero cospicuo.
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Francesca4



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Mar Dic 08, 2015 12:35 am

ushikawa ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
Francesca4 ha scritto:
Insegnare è anche un lavoro!
Più volte, infatti, ho aderito ad una concezione dell'insegnamento quale missione laica del docente, ed in questo concordo perfettamente con te, perché, sebbene sia entrata in classe solo da pochi giorni, non posso smettere di pensare a quali conoscenze, competenze e valori debba essere improntato il contenuto delle mie prossime lezioni.


Mancano metodologia e verifica e abbiamo fatto la programmazione.
I valori, va da sé, sono quelli della Repubblica, e sono fissati in contenuti scritti nelle Indicazioni Nazionali... o non insegni nella scuola pubblica?
Questo atteggiamento distingue nettamente chi considera l'insegnamento una missione, e crede di avere uno spazio illimitato di azione e creatività (addirittura pensa di poter sovrapporre i SUOI valori a quelli fissati in Costituzione), e chi rivendica la professionalità e conosce quindi limiti e norme, sa (e ha l'orgoglio perfino) di agire per conto dello Stato e non per il suo spirito di sacrificio e la sua buona volontà

E la libertà di insegnamento dove la mettiamo? E i valori della costituzione hanno una unica interpretazione? Che tristezza.

Lascia perdere ushikawa, qualsiasi cosa scriva suscita reazioni, a dir poco, incomprensibili.
Piuttosto, a proposito dei valori della Costituzione, oggi mi è capitato tra le mani un vecchio e interessante testo dal titolo "il catalogo delle libertà civili nel dibattito in assemblea costituente", specchio fedele della passione e della competenza dei nostri padri costituenti, e considerando la pluralità delle posizioni ideologiche espresse ...  non credo si tratti di un libro che possa sovvertire i contenuti scritti nelle Indicazioni Nazionali.
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Mar Dic 08, 2015 6:28 am

Le IN, cara Francesca, giuste o sbagliate che siano sono la legge che dovremmo conoscere e con cui dovremmo confrontarci per svolgere in maniera sufficientemente valida il nostro lavoro; solo dopo averle applicate potremmo sentirci autorizzati a contestarle, dalla eccessiva frammentazione di quanto previsto per matematica, al guazzabuglio di italiano, al carattere anodino delle prescrizioni per alcune materie come geografia o musica (parlo delle medie).

Rispetto alla fin troppo mitizzata fase costituente quello che manca maggiormente oggi, oltre allo slancio,  è la capacità di uscire dal narcisistico specchio delle proprie convinzioni nel quale siamo tutti rintanati e la consapevolezza del carattere politico della nostra quotidianità, dell'importanza di ciò che si fa oggi rispetto a quello che succederà domani e della responsabilità che ne consegue.

Torna utile ribadire qual'è il modello di scuola fissato dai padri costituenti: una scuola di modello universalistico, aperta a tutti, obbligatoria e gratuita, volta ad assicurare alla generalità della popolazione il possesso delle conoscenze di base necessarie alla propria emancipazione e a un generalizzato progresso sociale; una scuola dell'obbligo che è allo stesso tempo diritto e dovere, che garantisce ai capaci e meritevoli, ancorché privi di mezzi, il raggiungimento dei più gradi più alti degli studi; una scuola pubblica e laica, improntata ai valori della costituzione, alla libertà, la dignità e l'eguaglianza degli individui e non al primato dello Stato; una scuola che non totalizza l'offerta formativa, permettendo l'istruzione privata, per la quale però non sono previsti oneri da parte dello Stato (punto sul quale, ahimè, lo Stato è inadempiente...); una scuola che riconosce il valore della libertà di insegnamento "delle arti e delle scienze", cioè che si dichiara ancora una volta laica e che aborrisce ogni tentazione totalitaria (anche su questo sono decenni che la sfiducia nei docenti da parte del ministero sfocia in tentativi di limitazione della loro libertà di insegnamento, tramite prescrizioni burocratiche e didattiche di vario genere)
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Francesca4



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Mar Dic 08, 2015 9:03 am

ushikawa ha scritto:
Le IN, cara Francesca, giuste o sbagliate che siano sono la legge che dovremmo conoscere e con cui dovremmo confrontarci per svolgere in maniera sufficientemente valida il nostro lavoro; solo dopo averle applicate potremmo sentirci autorizzati a contestarle, dalla eccessiva frammentazione di quanto previsto per matematica, al guazzabuglio di italiano, al carattere anodino delle prescrizioni per alcune materie come geografia o musica (parlo delle medie).

Rispetto alla fin troppo mitizzata fase costituente quello che manca maggiormente oggi, oltre allo slancio,  è la capacità di uscire dal narcisistico specchio delle proprie convinzioni nel quale siamo tutti rintanati e la consapevolezza del carattere politico della nostra quotidianità, dell'importanza di ciò che si fa oggi rispetto a quello che succederà domani e della responsabilità che ne consegue.

Torna utile ribadire qual'è il modello di scuola fissato dai padri costituenti: una scuola di modello universalistico, aperta a tutti, obbligatoria e gratuita, volta ad assicurare alla generalità della popolazione il possesso delle conoscenze di base necessarie alla propria emancipazione e a un generalizzato progresso sociale; una scuola dell'obbligo che è allo stesso tempo diritto e dovere, che garantisce ai capaci e meritevoli, ancorché privi di mezzi, il raggiungimento dei più gradi più alti degli studi; una scuola pubblica e laica, improntata ai valori della costituzione, alla libertà, la dignità e l'eguaglianza degli individui e non al primato dello Stato; una scuola che non totalizza l'offerta formativa, permettendo l'istruzione privata, per la quale però non sono previsti oneri da parte dello Stato (punto sul quale, ahimè, lo Stato è inadempiente...); una scuola che riconosce il valore della libertà di insegnamento "delle arti e delle scienze", cioè che si dichiara ancora una volta laica e che aborrisce ogni tentazione totalitaria (anche su questo sono decenni che la sfiducia nei docenti da parte del ministero sfocia in tentativi di limitazione della loro libertà di insegnamento, tramite prescrizioni burocratiche e didattiche di vario genere)

Quoto il tuo post, anche se ti invito a rivedere la posizione dello Stato italiano, assolutamente laica, rispetto all'istruzione privata,in quanto gli oneri economici di cui si fa carico sono superati dalle spese che dovrebbe sostenere se dovesse garantire l'assorbimento dell'offerta formativa delle private.
Questo è un fatto incontestabile, al quale si aggiunge la considerazione che un eventuale mancato sostegno all'istruzione privata poterebbe quasi sicuramente alla inevitabile chiusura di molte scuole con evidente ricaduta sulla pluralità dell'offerta formativa che farebbe dell'Italia uno Stato solo formalmente laico.
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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Mar Dic 08, 2015 9:20 am

Francesca4 ha scritto:
Quoto  il tuo post, anche se ti invito a rivedere la posizione dello Stato italiano, assolutamente laica, rispetto all'istruzione privata,in quanto gli oneri economici di cui si fa carico sono superati dalle spese che dovrebbe sostenere se dovesse garantire l'assorbimento dell'offerta formativa delle private.

Questa è un'interpretazione di comodo e truffaldina inventata di sana pianta 40 o 50 anni dopo.

Al tempo in cui è stata scritta NON voleva certo dire quello che affermi tu, ossia che "lo stato può dare tranquillamente soldi alle private, così in tal modo ha la scusa per non aprire altre scuole pubbliche o per non potenziare quelle che ci sono", ma voleva dire esattamente quello che c'è scritto, ossia che "lo stato NON DEVE dare soldi alle scuole private", punto e basta.
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precario.acciaio



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Mar Dic 08, 2015 9:25 am

lucetta10 ha scritto:
Francesca4 ha scritto:
Insegnare è anche un lavoro!
Più volte, infatti, ho aderito ad una concezione dell'insegnamento quale missione laica del docente, ed in questo concordo perfettamente con te, perché, sebbene sia entrata in classe solo da pochi giorni, non posso smettere di pensare a quali conoscenze, competenze e valori debba essere improntato il contenuto delle mie prossime lezioni.


Mancano metodologia e verifica e abbiamo fatto la programmazione.
I valori, va da sé, sono quelli della Repubblica, e sono fissati in contenuti scritti nelle Indicazioni Nazionali... o non insegni nella scuola pubblica?
Questo atteggiamento distingue nettamente chi considera l'insegnamento una missione, e crede di avere uno spazio illimitato di azione e creatività (addirittura pensa di poter sovrapporre i SUOI valori a quelli fissati in Costituzione), e chi rivendica la professionalità e conosce quindi limiti e norme, sa (e ha l'orgoglio perfino) di agire per conto dello Stato e non per il suo spirito di sacrificio e la sua buona volontà

Da dove deriva l'equazione missione - libertà sconfinata? Sono curioso di vedere da dove tu hai visto questo passaggio negli interventi precedenti...
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precario.acciaio



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Mar Dic 08, 2015 9:27 am

Comunque, stante che il discorso economico purtroppo emerge continuamente faccio una precisazione: nel mondo della realtà non siamo sottopagati, è solo una pia illusione che i sindacalisti sventolano quando necessitano di consenso; se continuiamo questa battaglia dello scarso stipendio continueremo a coprirci di ridicolo e disprezzo.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Mar Dic 08, 2015 9:38 am

Beh, mi pare abbastanza vero che siamo sottopagati rispetto alla media di altri lavori inquadrati a livello simile e che richiedono qualifiche di livello simile. E' verissimo che siamo messi meglio rispetto al telefonista del call center o alla cassiera del centro commerciale, ma è anche vero che per occupare quei posti non si richiedono i titoli che sono richiesti a noi.
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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Mar Dic 08, 2015 9:39 am

Purtroppo l'idea che lo Stato risparmierebbe affidando una certa parte dell'offerta formativa alle scuole private è una idea tanto affascinante quanto infondata: il costo complessivo di un singolo alunno, considerati sia i contributi statali che quelli familiari, è in ogni caso più alto nella privata che nella scuola pubblica, al netto di tutte le inefficienze che possono esserci in quest'ultima. Un modello interessante potrebbe essere (per una volta) quello finlandese: io Stato ti permetto di frequentare scuole sia pubbliche che private, ma quest'ultime, finanziate dallo Stato attraverso una somma per studente, sono fortemente vincolate riguardo a contenuti formativi, alla laicità, alla paga dei professori, persino all'organizzazione. Insomma, sono private da un punto di vista formale, fiscale e imprenditoriale, ma pubbliche dal punto di vista del servizio.
Non potrebbe esistere, in un modello del genere, una scuola privata che inserisca contenuti confessionali o che si rifiuti, ad esempio, di impartire l'educazione sessuale. Tutto quello che invece si verifica e si verificherebbe in Italia.
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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Mar Dic 08, 2015 9:51 am

precario.acciaio ha scritto:
se continuiamo questa battaglia dello scarso stipendio continueremo a coprirci di ridicolo e disprezzo.

Il disprezzo altrui mi fa un baffo.
Non rinuncio ad una rivendicazione perché altri ritengono che dovrei vergognarmi. Non ho nulla di cui vergognarmi, sono altri che dovrebbero vergognarsi, ma tant'è.
Questi ragionamenti sono da servi della gleba a cui hanno inculcato la mentalità del vassallaggio. Perciò non parlare a nome mio, parla a tuo nome.
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michetta



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Mar Dic 08, 2015 9:57 am

ushikawa ha scritto:
.
Non potrebbe esistere, in un modello del genere, una scuola privata che inserisca contenuti confessionali o che si rifiuti, ad esempio, di impartire l'educazione sessuale. Tutto quello che invece si verifica e si verificherebbe in Italia.

e non potrebbe esistere neppure il fatto che debba essere la Corte di Cassazione a ribadire che non è possibile che le scuole private  chiedano soldi allo stato per pagare gli stipendi dei docenti specializzati per il sostegno, considerandoli come oneri "estranei" alla loro gestione.
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Mar Dic 08, 2015 9:59 am

La paga è commisurata all'importanza che socialmente viene attribuita al lavoro di un lavoratore o di un professionista.

Se i docenti vengono percepiti come badanti o baby sitter, che lavorano tre ore e mezzo al giorno e godono di due o tre mesi di ferie in effetti la loro paga è esagerata; se invece venissero percepiti come professionisti iper-qualificati, che svolgono un lavoro autonomo per un numero di ore almeno pari a quello speso in classe e ai quali è affidato il delicato compito dell'istruzione e di parte dell'educazione di bambini e adolescenti allora la paga sembrerebbe a tutti bassissima, come è realmente.

Il fatto che in altri ambiti lavorativi paghe e diritti siano ancora più bassi di quelli dei docenti non è una giustificazione per pensare che un insegnante debba essere pagato come un lavoratore non qualificato che svolge un lavoro di responsabilità minore.

La percezione di un privilegio contrattuale a favore degli insegnanti è direttamente proporzionale alla considerazione che si riserva in genere alla cultura.
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Francesca4



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Mar Dic 08, 2015 10:00 am

[quote="ushikawa"Insomma, sono private da un punto di vista formale, fiscale e imprenditoriale, ma pubbliche dal punto di vista del servizio.
Non potrebbe esistere, in un modello del genere, una scuola privata che inserisca contenuti confessionali o che si rifiuti, ad esempio, di impartire l'educazione sessuale. Tutto quello che invece si verifica e si verificherebbe in Italia.[/quote]

Però, indipendentemente da come la si possa pensare,  ti chiedo di non cadere nelle generalizzazioni scontate per cui nelle paritarie non si impartirebbe educazione sessuale.
Non voglio tediarti parlando della mia esperienza familiare di madre di due ragazzi che le hanno frequentate, ma credimi se ti dico che nella loro scuola il discorso sia stato abbondantemente sviluppato sia dal punto di vista strettamente scientifico che da quello affettivo e sentimentale.
E non intendo negare che l'approccio all'argomento sia stato realizzato in chiave di trasmissione dei valori del cattolicesimo che è il motivo per cui,con mio marito, abbiamo deciso d'iscriverli in quella scuola, in perfetta continuità con l'educazione familiare che hanno ricevuto.
Ora non so a quali esiti questa scelta porterà, ma se il buongiorno si vede dal mattino, sono piuttosto fiduciosa del fatto che i miei figli intendano portare avanti quei valori, anche se il primo sta prendendo in  seria considerazione la scelta dell'agnosticismo sulla quale non intendo interferire, trattandosi ormai di un ragazzo di ventitré anni.
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Mar Dic 08, 2015 10:03 am

In italia quella poca educazione sessuale esistente, anche nella scuola pubblica, segue due filoni che sviano abilmente il cuore del problema: da una parte educazione all'affettività, che introduce in qualche modo un elemento valoriale nell'atteggiamento rispetto al sesso, comunque da scotomizzare; dall'altra la prevenzione delle malattie, in un'ottica strettamente sanitaria, che descrive la sessualità come puro fatto medico e meccanico.
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Insegnare è solo un lavoro?
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