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 Insegnare è solo un lavoro?

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precario.acciaio



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MessaggioOggetto: Insegnare è solo un lavoro?   Lun Dic 07, 2015 10:24 am

Promemoria primo messaggio :

La maternità è solo un insieme di fenomeni fisici o è di più? Non è forse l'atto con cui la società continua a riprodurre se stessa, trasmettendo un corpus di conoscenze, competenze ed emozioni alla generazione successiva? Parimenti come si fa a negare alla docenza un significato superiore rispetto alle parti che la compongono (mantenimento della disciplina, valutazione e selezione) che si traduce quindi nel corrispettivo di una missione laica e totalizzante? Come fanno gli oltranzisti del cinismo a negare questo aspetto della scuola?
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precario.acciaio



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Mar Dic 08, 2015 10:14 am

Giancarlo Dessì ha scritto:
precario.acciaio ha scritto:
se continuiamo questa battaglia dello scarso stipendio continueremo a coprirci di ridicolo e disprezzo.

Il disprezzo altrui mi fa un baffo.
Non rinuncio ad una rivendicazione perché altri ritengono che dovrei vergognarmi. Non ho nulla di cui vergognarmi, sono altri che dovrebbero vergognarsi, ma tant'è.
Questi ragionamenti sono da servi della gleba a cui hanno inculcato la mentalità del vassallaggio. Perciò non parlare a nome mio, parla a tuo nome.

Dunque quanto ti pagheresti? Fai tu una cifra e confrontala con lo stipendio degli altri statali.
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precario.acciaio



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Mar Dic 08, 2015 10:17 am

ushikawa ha scritto:
La paga è commisurata all'importanza che socialmente viene attribuita al lavoro di un lavoratore o di un professionista.

Se i docenti vengono percepiti come badanti o baby sitter, che lavorano tre ore e mezzo al giorno e godono di due o tre mesi di ferie in effetti la loro paga è esagerata; se invece venissero percepiti come professionisti iper-qualificati, che svolgono un lavoro autonomo per un numero di ore almeno pari a quello speso in classe e ai quali è affidato il delicato compito dell'istruzione e di parte dell'educazione di bambini e adolescenti allora la paga sembrerebbe a tutti bassissima, come è realmente.

Il fatto che in altri ambiti lavorativi paghe e diritti siano ancora più bassi di quelli dei docenti non è una giustificazione per pensare che un insegnante debba essere pagato come un lavoratore non qualificato che svolge un lavoro di responsabilità minore.

La percezione di un privilegio contrattuale a favore degli insegnanti è direttamente proporzionale alla considerazione che si riserva in genere alla cultura.

Non è così, altrimenti lo stesso ragionamento dovrebbe valere per gli infermieri e poliziotti, che svolgono un ruolo altrettanto essenziale, e la spesa pubblica decuplicherebbe; ciò realisticamente non è possibile.
E' infantilismo pensare che noi, perchè siamo noi, dovremmo essere pagati di più.
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Mar Dic 08, 2015 10:28 am

Ma infatti infermieri e poliziotti sono sottopagati; sempre nel comparto pubblico, però, non si può dire altrettanto di magistrati, politici, funzionari e alcune tipologie di medici, tutte professioni intellettuali che, come la nostra, richiedono il possesso di lauree specialistiche.

Se poi lo stato vincesse a un superenalotto globale e riuscisse a reperire una quantità ingente di fondi per la scuola, destinandole una quantità del PIL commisurata alla sua importanza, probabilmente concorderei nel dire che, una volta adeguato il contratto degli insegnanti, il grosso di quella somma dovrebbe essere destinato al miglioramento fisico delle scuole e a una vera formazione continua dei docenti.


Ultima modifica di ushikawa il Mar Dic 08, 2015 10:33 am, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Mar Dic 08, 2015 10:29 am

Francesca4 ha scritto:
Non voglio tediarti parlando della mia esperienza familiare di madre di due ragazzi che le hanno frequentate, ma credimi se ti dico che nella loro scuola il discorso sia stato abbondantemente sviluppato sia dal punto di vista strettamente scientifico che da quello affettivo e sentimentale.
E non intendo negare che l'approccio all'argomento sia stato realizzato in chiave di trasmissione dei valori del cattolicesimo che è il motivo per cui,con mio marito, abbiamo deciso d'iscriverli in quella scuola, in perfetta continuità con l'educazione familiare che hanno ricevuto.

Bene, e vorresti una volta per tutte spiegarci per quale motivo tali scuole dovrebbero ricevere fondi dallo stato, cioè pagati con il contributo di TUTTI i cittadini, anche quelli non cattolici... per dedicarli a indirizzare esplicitamente l'insegnamento dell'educazione sessuale (e di qualsiasi altro argomento) verso i valori del cattolicesimo?

Chi vuole la scuola confessionale (che sia cattolica, buddista, steineriana o di Scientology) se la paghi di tasca sua, no?

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precario.acciaio



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Mar Dic 08, 2015 10:41 am

ushikawa ha scritto:
Ma infatti infermieri e poliziotti sono sottopagati; sempre nel comparto pubblico, però, non si può dire altrettanto di magistrati, politici, funzionari e alcune tipologie di medici, tutte professioni intellettuali che, come la nostra, richiedono il possesso di lauree specialistiche.

Se poi lo stato vincesse a un superenalotto globale e riuscisse a reperire una quantità ingente di fondi per la scuola, destinandole una quantità del PIL commisurata alla sua importanza, probabilmente concorderei nel dire che, una volta adeguato il contratto degli insegnanti, il grosso di quella somma dovrebbe essere destinato al miglioramento fisico delle scuole e a una vera formazione continua dei docenti.

Sì va bene, ma stiamo parlando di fantascienza, dobbiamo attenerci ai fatti: per la situazione economica direi che il nostro stipendio è adeguato; indubbiamente calerei quello dei politici, perchè occuparsi di politica dovrebbe essere un premio di per sè, senza necessità di fare cassa.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Mar Dic 08, 2015 11:22 am

ushikawa ha scritto:
Purtroppo l'idea che lo Stato risparmierebbe affidando una certa parte dell'offerta formativa alle scuole private è una idea tanto affascinante quanto infondata: il costo complessivo di un singolo alunno, considerati sia i contributi statali che quelli familiari, è in ogni caso più alto nella privata che nella scuola pubblica,

Oltretutto mi pare veramente assurdo che i sostenitori di questa idea facciano sistematicamente finta di non vedere la contestualizzazione storica della cosa: quando fu scritto quell'articolo, nessuno si sarebbe mai sognato uno scenario in cui le scuole private dovessero diventare una scelta di massa (e che sarebbero state commercialmente pubblicizzate e incoraggiate come scelta di massa). All'epoca, alle scuole private ci andavano in pochi, e quasi tutti figli di famiglie delle classi sociali privilegiate, alle quali non poteva fregare di meno di avere l'aiutino dallo stato, perché i figli ce li avrebbero mandati lo stesso per altre ragioni che non c'entravano niente con la convenienza economica. E che anzi, sarebbero state pure CONTRARIE all'aiutino pubblico, perché altrimenti l'ambiente non sarebbe stato più tanto elitario quanto volevano loro, che appunto i figli ce li mandavano apposta per ragioni di appartenenza sociale. E nessuno andava sognarsi che quelle famiglie, in tal modo, fossero da premiare perché "facevano risparmiare soldi allo stato": si pensava che facessero una scelta privata per i cavoli propri, e che finisse lì, come in effetti dovrebbe essere.

Quindi, attribuire al legislatore degli anni 40 e 50 un pensiero di sussidiarietà aziendale reaganiana che è venuto di moda 40 anni dopo, la trovo un'operazione di malafede raccapricciante.
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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Mar Dic 08, 2015 12:06 pm

precario.acciaio ha scritto:
Giancarlo Dessì ha scritto:
precario.acciaio ha scritto:
se continuiamo questa battaglia dello scarso stipendio continueremo a coprirci di ridicolo e disprezzo.

Il disprezzo altrui mi fa un baffo.
Non rinuncio ad una rivendicazione perché altri ritengono che dovrei vergognarmi. Non ho nulla di cui vergognarmi, sono altri che dovrebbero vergognarsi, ma tant'è.
Questi ragionamenti sono da servi della gleba a cui hanno inculcato la mentalità del vassallaggio. Perciò non parlare a nome mio, parla a tuo nome.

Dunque quanto ti pagheresti? Fai tu una cifra e confrontala con lo stipendio degli altri statali.

Vediamo un po'... attualmente con 23 anni di ruolo ho un reddito lordo di 32500 euro, compresi i compensi aggiuntivi. Fra 5 anni, con il nuovo scatto (28 anni) dovrei avere un reddito lordo di circa 34000 euro. Facciamo 36 mila euro per comprendere gli eventuali compensi aggiuntivi.

Un insegnante tedesco, dopo 28 anni di servizio, ha un reddito lordo di circa 64 mila euro, che più o meno corrisponde al reddito base di un dirigente scolastico in Italia. L'insegnante tedesco fa 18 ore di didattica frontale esattamente come l'insegnante italiano.

Mi sembra una cifra congrua, non pretendo certo di avere il reddito di usciere alla camera dei deputati o di un magistrato della corte di cassazione.

Se poi tu hai la vocazione dello zerbino di una società che considera l'istruzione un peso morto, non posso farci nulla. Ma per cortesia, tienimi fuori dai tuoi teoremi del piffero.
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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Mar Dic 08, 2015 12:12 pm

Penso che la tua valutazione sia completamente irrealistica: l'Italia economicamente non è la Germania e in nessun modo potrebbe spendere simili cifre nello stipendio dei dipendenti pubblici, a meno di non dar seguito al progetto criminale di qualche anno fa e cioè "meno insegnanti, più pagati", ma non credo sia la tua intenzione; comunque se questi sono gli standard che ritieni congrui mi sa che ogni mese hai delle cocenti arrabbiature...
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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Mar Dic 08, 2015 12:16 pm

precario.acciaio ha scritto:
Penso che la tua valutazione sia completamente irrealistica: l'Italia economicamente non è la Germania e in nessun modo potrebbe spendere simili cifre nello stipendio dei dipendenti pubblici, a meno di non dar seguito al progetto criminale di qualche anno fa e cioè "meno insegnanti, più pagati", ma non credo sia la tua intenzione; comunque se questi sono gli standard che ritieni congrui mi sa che ogni mese hai delle cocenti arrabbiature...

No, nessuna arrabbiatura. Però mi fanno girar le balle gli insegnanti che svalutano l'intera categoria in nome della sostenibilità della finanza pubblica.
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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Mar Dic 08, 2015 1:48 pm

Giancarlo Dessì ha scritto:
precario.acciaio ha scritto:
Penso che la tua valutazione sia completamente irrealistica: l'Italia economicamente non è la Germania e in nessun modo potrebbe spendere simili cifre nello stipendio dei dipendenti pubblici, a meno di non dar seguito al progetto criminale di qualche anno fa e cioè "meno insegnanti, più pagati", ma non credo sia la tua intenzione; comunque se questi sono gli standard che ritieni congrui mi sa che ogni mese hai delle cocenti arrabbiature...

No, nessuna arrabbiatura. Però mi fanno girar le balle gli insegnanti che svalutano l'intera categoria in nome della sostenibilità della finanza pubblica.
https://it.wikipedia.org/wiki/Stati_per_PIL_(PPA)_pro_capite

PIL pro capite tedesco 46216
PIL pro capite italiano 35131

Quello italiano è il 76 % di quello tedesco; se in Italia i docenti guadagnassero il 76 % di quelli tedeschi non ci sarebbe nulla di male; a paese povero corrispondono stipendi poveri, per tutti; è una questione di pragmatismo sociale.

Se però Giancarlen Von Dessì guadagna 64000 € e Giancarlo Dessì non guadagna 48650 € ma 36000 € ovvero il 26 % in meno di quanto gli spetterebbe per il rapporto tra i PIL, significa che in Italia siamo sottopagati o che in Germania sono superpagati.

L'una o l'altra ? La risposta va cercata estendendo l'analisi agli altri paesi europei; non ho voglia di farlo, temo di sapere già la risposta e non voglio rovinarmi la giornata.
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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Mar Dic 08, 2015 3:05 pm

Gli stipendi dei parlamentari tedeschi sono inferiori a quelli italiani. E sono di meno.in Germania guadagna chi lavora e vale da noi chi fa parte della casta.l ITALiA è in pieno feudalesimo, scambi di favorì in cambio di altri favorì.
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Mar Dic 08, 2015 3:12 pm

FINIAMOLA, per favore, di compiangere il nobile ruolo di poliziotti e carabinieri. E condividere proteste contro il loro basso stipendio paragonandoli a medici di pronto soccorso e pure insegnanti .io lavoro INTENSAMENTE le mie ore di insegnamento.un medico ha tre-quattro emergenze e decine di pazienti ogni turno.un carabiniere ha probabilità di inseguire un pericoloso criminale nella sua vita estremamente bassa,soprattutto nelle remote e numerose caserme di piccoli paesi trabquilli.la maggior parte di essi girovaga con le auto di servizio e controlla qualche patente. Nulla di più.non siamo negli anni di piombo. La divisa garantisce reddito fisso e lavoro tranquillo.non certo le responsabilità e lo stress di un medico del 118 e nemmeno di un insegnante coscienzioso..
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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Mar Dic 08, 2015 6:50 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Giancarlo Dessì ha scritto:
precario.acciaio ha scritto:
Penso che la tua valutazione sia completamente irrealistica: l'Italia economicamente non è la Germania e in nessun modo potrebbe spendere simili cifre nello stipendio dei dipendenti pubblici, a meno di non dar seguito al progetto criminale di qualche anno fa e cioè "meno insegnanti, più pagati", ma non credo sia la tua intenzione; comunque se questi sono gli standard che ritieni congrui mi sa che ogni mese hai delle cocenti arrabbiature...

No, nessuna arrabbiatura. Però mi fanno girar le balle gli insegnanti che svalutano l'intera categoria in nome della sostenibilità della finanza pubblica.
https://it.wikipedia.org/wiki/Stati_per_PIL_(PPA)_pro_capite

PIL pro capite tedesco 46216
PIL pro capite italiano 35131

Quello italiano è il 76 % di quello tedesco; se in Italia i docenti guadagnassero il 76 % di quelli tedeschi non ci sarebbe nulla di male; a paese povero corrispondono stipendi poveri, per tutti; è una questione di pragmatismo sociale.

Se però Giancarlen Von Dessì guadagna 64000 € e Giancarlo Dessì non guadagna 48650 € ma 36000 € ovvero il 26 % in meno di quanto gli spetterebbe per il rapporto tra i PIL, significa che in Italia siamo sottopagati o che in Germania sono superpagati.

L'una o l'altra ? La risposta va cercata estendendo l'analisi agli altri paesi europei; non ho voglia di farlo, temo di sapere già la risposta e non voglio rovinarmi la giornata.

Un confronto dovrebbe, IMHO, tenere conto anche delle performance. Gli esiti OCSE PISA tedeschi sono, grossomodo, il 10-15% migliori di quelli italiani (https://en.wikipedia.org/wiki/Programme_for_International_Student_Assessment).

Premesso che, IMHO, questa differenza di prestazioni deriva non da una maggiore efficacia della scuola tedesca rispetto a quella italiana (la maggiore efficacia del modello tedesco non va ricercato nell'OCSE PISA ma in un efficacie sistema duale... ma questo l'OCSE PISA non lo prende in considerazione) quanto, piuttosto, da una percezione diversa della scuola e della sua utilità nelle due nazioni, lo stipendio di Giancarlo Dessi rispetto a quello di Giancarlen Von Dessen dovrebbe essere, IMHO, pari al 76% dello stipendio di Giancarlen, decurtato, per prudenza, del 15%. Fatti sti conti si ha:

StipendioDessi= (((StipendioDessen/100)*85)/100)*76=41.344 Euren

Ce ne mancano comunque 5000 abbondanti...
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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Mar Dic 08, 2015 6:54 pm

Felipeto ha scritto:
FINIAMOLA, per favore, di compiangere il nobile ruolo di poliziotti e carabinieri. E condividere proteste contro il loro basso stipendio paragonandoli a medici di pronto soccorso e pure insegnanti .io lavoro INTENSAMENTE le mie ore di insegnamento.un medico ha tre-quattro emergenze e decine di pazienti ogni turno.un carabiniere ha probabilità di inseguire un pericoloso criminale nella sua vita estremamente bassa,soprattutto nelle remote e numerose caserme di piccoli paesi trabquilli.la maggior parte di essi girovaga con le auto di servizio e controlla qualche patente. Nulla di più.non siamo negli anni di piombo. La divisa garantisce reddito fisso e lavoro tranquillo.non certo le responsabilità e lo stress di un medico del 118 e nemmeno di un insegnante coscienzioso..

Incredibile... sono perfettamente d'accordo con Felipeto.

Magari distinguerei tra i carabinieri in servizio in qualche zona controllata dalla camorra e quelli impiegati nella stazione di Vilminore di Scalve (1000 abitanti, circondati dalla foresta).

Però forse a quel punto si porrebbe anche il problema di distinguere tra docenti in servizio in qualche IPSIA di frontiera e quelli che insegnano al liceo classico...
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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Mar Dic 08, 2015 7:13 pm

precario.acciaio ha scritto:
Comunque, stante che il discorso economico purtroppo emerge continuamente faccio una precisazione: nel mondo della realtà non siamo sottopagati, è solo una pia illusione che i sindacalisti sventolano quando necessitano di consenso; se continuiamo questa battaglia dello scarso stipendio continueremo a coprirci di ridicolo e disprezzo.

Questa tua affermazione mi fa capire che vivi in una realtà davvero tutta tua.

Nel mio contesto non vedo nessun libero professionista che incassi meno di un insegnante.
Nel mio contesto anche un operaio che faccia i turni prende più di un insegnante.
Nel mio contesto la gran parte dei dipendenti statali (poliziotti, impiegati dell'ADE, impiegati della sanità) sono retribuiti meglio di un insegnante. Il settore scuola, in generale, si caratterizza per gli stipendi più bassi nel contesto del pubblico impiego.

E' vero che ci sono alcune categorie di persone che se la passano anche peggio di noi: piccoli commercianti, impiegati del call center, cassiere del supermercato, commessi, addetti di mac donald's e via dicendo. Ma dire che dobbiamo essere felici di prendere uno stipendio di poco superiore a quello che porta a casa la ragazza che frigge la patatine da mac donald's è non solo assurdo ma incoerente con lo spirito stesso di questo post, nel quale tu, per primo, rivendichi una particolare importanza al lavoro dell'insegnante.

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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Mar Dic 08, 2015 7:35 pm

E in ogni caso, visto che ho tirato in ballo un confronto c'è da chiedersi per quale motivo l'Italia deve usare come modelli il sistema dell'istruzione di altre nazioni ma non può adeguare gli stipendi degli insegnanti a quello di altre nazioni.

Se voglio un kg di filetto di manzo devo sborsare 25 euro, ma se voglio spendere solo 5 euro, al più posso sperare in una coscia di tacchino. L'Italia pretende di ottenere una qualità dell'istruzione da eccellenza pagando gli insegnanti con uno stipendio di poco superiore al salario minimo contrattuale di un bracciante agricolo.
È chiaro che avendo scelto di fare questo lavoro mi impegno a farlo rispettando i miei doveri contrattuali, ma pretendere anche che baci il culo a chissà chi e fare salti di gioia per questa manna dal cielo è un vero e proprio delirio.
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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Mar Dic 08, 2015 7:50 pm

In effetti nella P.A. sarebbe auspicabile una differenziazione salariale in relazione alla qualità del servizio svolto, ma quando si provi solamente a fissare i paletti sui parametri da prendere in considerazione, ecco che si assiste alla levata di scudi da parte della maggioranza dei lavoratori del settore, spalleggiati da alcune sigle sindacali che vedono nell'appiattimento delle retribuzioni una garanzia intoccabile per il lavoratore e la sua famiglia.
La soluzione potrebbe perciò partire dall'elaborazione di una piattaforma retributiva dignitosa uguale per tutti e procedere poi per incrementi salariali in relazione alla qualità ed all'impegno del servizio svolto.
Ma siamo sicuri che tutti i lavoratori ed i sindacati possano trovare un accordo condiviso sui criteri da adottare per forgiare un simile sistema retributivo?

Quanto ai carabinieri il fatto di aver prestato servizio in zone disagiate o sensibili comporta attualmente per loro solo un'eventuale valutazione positiva ai fini della progressione di carriera.
In effetti la loro professione è caratterizzata da un duplice fattore di rischio: da un lato infatti abbiamo il pericolo connesso alla vigilanza del territorio che vede coinvolti coloro che operano in servizio sul radiomobile, dall'altro invece, per quelli che operano prevalentemente in ufficio, ma anche fuori, per svolgere indagini, c'è il controllo dell'autorità giudiziaria che giustamente chiede conto della conformità del loro operato alle norme di legge, procedendo ad indagarli in caso di presunta violazione delle stesse.
Sinceramente non saprei scegliere se sia più rischioso il primo od il secondo impiego.
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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Mar Dic 08, 2015 7:55 pm

Lenar ha scritto:
precario.acciaio ha scritto:
Comunque, stante che il discorso economico purtroppo emerge continuamente faccio una precisazione: nel mondo della realtà non siamo sottopagati, è solo una pia illusione che i sindacalisti sventolano quando necessitano di consenso; se continuiamo questa battaglia dello scarso stipendio continueremo a coprirci di ridicolo e disprezzo.

Questa tua affermazione mi fa capire che vivi in una realtà davvero tutta tua.

Nel mio contesto non vedo nessun libero professionista che incassi meno di un insegnante.
Nel mio contesto anche un operaio che faccia i turni prende più di un insegnante.
Nel mio contesto la gran parte dei dipendenti statali (poliziotti, impiegati dell'ADE, impiegati della sanità) sono retribuiti meglio di un insegnante. Il settore scuola, in generale, si caratterizza per gli stipendi più bassi nel contesto del pubblico impiego.

E' vero che ci sono alcune categorie di persone che se la passano anche peggio di noi: piccoli commercianti, impiegati del call center, cassiere del supermercato, commessi, addetti di mac donald's e via dicendo. Ma dire che dobbiamo essere felici di prendere uno stipendio di poco superiore a quello che porta a casa la ragazza che frigge la patatine da mac donald's è non solo assurdo ma incoerente con lo spirito stesso di questo post, nel quale tu, per primo, rivendichi una particolare importanza al lavoro dell'insegnante.

Scusami, io vivo in una realtà tutta mia??? Guarda che fuori dal mondo dei teletubbies uno stipendio come il nostro è visto come una meta tutt'altro che disprezzabile... è proprio perchè vivo nel mondo reale che so che 1300 euro sono tutt'altro che uno stipendio disprezzabile... io rivendico l'importanza di questa professione, ma lascio sullo sfondo il discorso stipendio.
L'unica cosa che secondo me urgeva fare era di inserire i 500 euro di bonus nel contratto in modo strutturale, per evitare il risibile effetto mancetta da morti di fame.
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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Mar Dic 08, 2015 7:58 pm

Giancarlo Dessì ha scritto:
E in ogni caso, visto che ho tirato in ballo un confronto c'è da chiedersi per quale motivo l'Italia deve usare come modelli il sistema dell'istruzione di altre nazioni ma non può adeguare gli stipendi degli insegnanti a quello di altre nazioni.

Se voglio un kg di filetto di manzo devo sborsare 25 euro, ma se voglio spendere solo 5 euro, al più posso sperare in una coscia di tacchino. L'Italia pretende di ottenere una qualità dell'istruzione da eccellenza pagando gli insegnanti con uno stipendio di poco superiore al salario minimo contrattuale di un bracciante agricolo.
È chiaro che avendo scelto di fare questo lavoro mi impegno a farlo rispettando i miei doveri contrattuali, ma pretendere anche che baci il culo a chissà chi e fare salti di gioia per questa manna dal cielo è un vero e proprio delirio.

Qui sfondi una porta aperta: secondo me l'Italia non deve prendere ad esempio il modello di nessuno; la nostra scuola, che riesce a valorizzare sia il settore scientifico che umanistico che l'integrazione, è una scuola di eccellenza nel mondo e la canea giornalistica sui modelli esteri dovrebbe finire al più presto; sullo stipendio è chiaro che non faccio una fissazione, tuttavia penso sia per ora l'ultimo dei problemi.
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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Mar Dic 08, 2015 8:01 pm

Quindi con 1840 euro al mese posso ritenermi ricco sfondato. Azz. se non lo vedevo non ci credevo.
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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Mar Dic 08, 2015 8:10 pm

Direi benestante confronto alla situazione media degli italiani; in famiglia io ho 2 persone a reddito zero...
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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Mar Dic 08, 2015 8:11 pm

precario.acciaio ha scritto:
Qui sfondi una porta aperta: secondo me l'Italia non deve prendere ad esempio il modello di nessuno; la nostra scuola, che riesce a valorizzare sia il settore scientifico che umanistico che l'integrazione, è una scuola di eccellenza nel mondo
Tipo "l'orecchio umano è composto di due lobi, uno anteriore e uno posteriore" o "lo zio Rinco è un parassita dell'olivo" o che una pecora ha un valore di 300 milioni di lire

Citazione :
la canea giornalistica sui modelli esteri dovrebbe finire al più presto
La canea giornalistica è alimentata dagli ululati di gentucola del calibro del monarca egizio e della ridente ossigenata, eh
Non mi sembra che sia stato un latrante giornalista quello che dopo essersi fumato una canna di foglie di betulla finlandese ne è uscito fuori con la chicca di mantenere le scuole aperte fino alle 10 senza bidelli né custodi né sorveglianti.
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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Mar Dic 08, 2015 8:13 pm

precario.acciaio ha scritto:
Direi benestante confronto alla situazione media degli italiani; in famiglia io ho 2 persone a reddito zero...
Benestante!? Ma non diciamo cazzate.
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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Mar Dic 08, 2015 8:23 pm

Giancarlo Dessì ha scritto:
precario.acciaio ha scritto:
Direi benestante confronto alla situazione media degli italiani; in famiglia io ho 2 persone a reddito zero...
Benestante!? Ma non diciamo cazzate.

Forse intendeva dire benestante in confronto agli insegnanti precari che prendono 1300 euro. Come se i docenti precari fossero insegnanti di serie B, cioè meno preparati, con minor numero di titoli e anni di servizio. Come se lavorassero meno o avessero minori responsabilità. Invece nella maggioranza dei casi è proprio il contrario!

Scusate l'off topic.

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MessaggioOggetto: Re: Insegnare è solo un lavoro?   Mar Dic 08, 2015 8:42 pm

Giancarlo Dessì ha scritto:
precario.acciaio ha scritto:
Direi benestante confronto alla situazione media degli italiani; in famiglia io ho 2 persone a reddito zero...
Benestante!? Ma non diciamo cazzate.

La crisi morde, in questa situazione 1800 euro non sono affatto poche.
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Insegnare è solo un lavoro?
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