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 Potenziamento: sòla o risorsa?

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precario.acciaio



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MessaggioOggetto: Potenziamento: sòla o risorsa?   Mar Dic 15, 2015 7:42 pm

Promemoria primo messaggio :

Il Potenziamento potrebbe essere la grande novità di questi ultimi 30 anni, dopo l'introduzione del sostegno; lo stato ha deciso di investire, come allora, in un numero consistente di personale e lo ha fatto, almeno in teoria, per potenziare la didattica, il che, almeno sulla carta, è lodevolissimo.
Per ora l'esito non è entusiasmante, almeno a quanto posso giudicare dai potenziati della mia scuola (che restano, ahiloro, in sala docenti per ore e ogni tanto vanno a fare una tediosa sostituzione)... è anche vero che qualunque istituzione ha bisogno di un periodo di rodaggio per inserire 40 mila nuovi dipendenti.

Cosa ne pensate dunque di questo potenziamento, qual è il vostro parere?
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AutoreMessaggio
comp_xt



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MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Dom Dic 20, 2015 12:48 pm

Non vorrei mancare di rispetto a dei colleghi, però ho l'impressione che i vari progetti/approfondimenti/ore curricolari di "cittadinanza e costituzione" - "educazioni alla legalità" et similia abbiano il più delle volte un insulso taglio moralistico, volto più al controllo sociale che ad una reale e consapevole comprensione del funzionamento dei sistemi giuridici e del sistema dei diritti/doveri dei cittadini.
Io non ho mai studiato diritto, eppure certe cose mi sono chiare perché la scuola mi ha fornito gli strumenti per colmare da solo determinate lacune. Non sono ovviamente un giurista, ma credo di essere uscito dalla scuola più attrezzato di come escono oggi i miei studenti.
E questo perché nella tanto vituperata scuola pre-autonomia, dove non era prevista l'ora di cittadinanza e costituzione e nemmeno i progetti sull'educazione alla cittadinanza consapevole, la storia si studiava in maniera critica, analizzando le relazioni di causa-effetto e la natura dei sistemi giuridici in gioco. Oggi molti colleghi sono costretti (pur non volendolo) a insegnare storia come un insieme di fatterelli da inserire in mappe concettuali che poi verranno dimenticati il giorno dopo perché purtroppo se la memoria non viene esercitata a tempo debito (scuola dell'infanzia e primaria), essa  si atrofizza e diventa per forza di cose a breve termine.
Ma non solo.
Al biennio delle scuola superiore si studiava la geometria euclidea, si imparava cosa sono i postulati e gli enti primitivi, cosa è una dimostrazione, cosa sono le regole di inferenza, si facevano dimostrazioni dirette e per assurdo, si risolvevano problemi...E la correttezza logica di un ragionamento non ha forse tanto a che fare con il diritto?
Provate oggi a costringere dei ragazzi del biennio (o anche del triennio) a sostenere un'interrogazione in cui debbono portare 40 teoremi con relativa dimostrazione e di cui richiede la capacità di applicazione. Sapete come va a finire? Che chiamano subito il telefono azzurro, anche se non sono più bambini. E poi arriverebbero gli psicologi e i pedagogisti a dirvi che siete dei folli che ve ne fregate dei bes. Peccato che se abbiamo così tanti bes è solo perché abbiamo deciso a priori che certe cose non si possono più fare. Eppure un tempo le si faceva e dalla scuola uscivano persone in grado di capire certe cose. Oggi no. Per molti studenti oggi il Presidente della Repubblica è visto più come un "babbo buono" stile libro Cuore a cui si deve amore e rispetto che come un organo costituzionale con precise funzioni e determinati poteri. Quegli stessi studenti che, pur avendo studiato per anni le competenze del cittadino, entrano nel mondo del lavoro (precario e sottopagato) senza aver capito che il datore di lavoro o il presidente del consiglio non sono al di sopra della legge.


Ultima modifica di comp_xt il Dom Dic 20, 2015 12:53 pm, modificato 1 volta
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Stellastellina1975



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MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Dom Dic 20, 2015 12:52 pm

Francesca4 ha scritto:
Stellastellina1975 ha scritto:
Francesca4 ha scritto:
Non ti odio Stellina, semplicemente questa volta, meraviglia delle meraviglie, concordo pienamente con Gugu

Hai messo una "Esse" di troppo... Errore di battitutra oppure Lapsus froidiano?  :-)




Scusami Stellastellina1975, provvedo immediatamente alla rettifica, anche se penso che la tua opinione sul potenziamento non si discosti molto da quella di Tellina ;-)

In effetti anch'io, come tellina, opterei per il recupero... e sono d'accordo anche con comp_xt.



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Francesca4



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MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Dom Dic 20, 2015 12:54 pm

tellina ha scritto:
Probabilmente la nostra distanza qui rimane a livelli massimi...
Sto in fase "felipetiana" mi sa (se non ho confuso il nick) ...sarà l'ambiente un po' disastrato dove lavoro...ma mi è tornata la voglia di concentrare il contesto scuola al ristretto capitolo dei contenuti.
Definiti alla vecchia maniera "leggere, scrivere, far di conto", guarda...per non aver fraintendimenti...in qualche classe particolarmente disastrata mi sento di troppo anche io tra disegni e lezioni sul gotico rivolte a ragazzini che per competenze dimostrate avrebbero problemi anche in una terza elementare...
Potenziamento? Macchè...recupero...ripetizioni...lezioni di lingua italiana (e non solo agli stranieri!)

P.s. da noi ci sono solo tre assunti in fase c che già lavoravano su materia...quindi al momento non ho idea pratica del potenziamento...

Stai attenta a non circoscrivere l'attività didattica unicamente al saper leggere, scrivere e far di conto... potresti paradossalmente finire per esserne esclusa, prestando il fianco a chi ritenga che tutto il resto sia superfluo e dannoso.
Più che la fase "felipetiana" penso tu stia attraversando la fase "avidodinformazioniana" :-)))
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tellina



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MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Dom Dic 20, 2015 12:59 pm

Ma infatti francè...l'ho dichiarato fin da subito e lo confermo: a tratti anche io mi sento di troppo...
Storia dell'arte in un paese come il nostro credo realmente sia indispensabile (per rispettare, conservare, valorizzare tutto ciò che abbiamo sul territorio e magari per poter trovare, in un futuro, un lavoro nel campo...).
Ma se non mi capiscono...se non riescono a parlare e comprendere un italiano non proprio a livello sopravvivenza...butta maluccio eh...
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Francesca4



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MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Dom Dic 20, 2015 1:13 pm

comp_xt ha scritto:
Non vorrei mancare di rispetto a dei colleghi, però ho l'impressione che i vari progetti/approfondimenti/ore curricolari di "cittadinanza e costituzione" - "educazioni alla legalità" et similia abbiano il più delle volte un insulso taglio moralistico, volto più al controllo sociale che ad una reale e consapevole comprensione del funzionamento dei sistemi giuridici e del sistema dei diritti/doveri dei cittadini.
Io non ho mai studiato diritto, eppure certe cose mi sono chiare perché la scuola mi ha fornito gli strumenti per colmare da solo determinate lacune. Non sono ovviamente un giurista, ma credo di essere uscito dalla scuola più attrezzato di come escono oggi i miei studenti.
E questo perché nella tanto vituperata scuola pre-autonomia, dove non era prevista l'ora di cittadinanza e costituzione e nemmeno i progetti sull'educazione alla cittadinanza consapevole, la storia si studiava in maniera critica, analizzando le relazioni di causa-effetto e la natura dei sistemi giuridici in gioco. Oggi molti colleghi sono costretti (pur non volendolo) a insegnare storia come un insieme di fatterelli da inserire in mappe concettuali che poi verranno dimenticati il giorno dopo perché purtroppo se la memoria non viene esercitata a tempo debito (scuola dell'infanzia e primaria), essa  si atrofizza e diventa per forza di cose a breve termine.
Ma non solo.
Al biennio delle scuola superiore si studiava la geometria euclidea, si imparava cosa sono i postulati e gli enti primitivi, cosa è una dimostrazione, cosa sono le regole di inferenza, si facevano dimostrazioni dirette e per assurdo, si risolvevano problemi...E la correttezza logica di un ragionamento non ha forse tanto a che fare con il diritto?
Provate oggi a costringere dei ragazzi del biennio (o anche del triennio) a sostenere un'interrogazione in cui debbono portare 40 teoremi con relativa dimostrazione e di cui richiede la capacità di applicazione. Sapete come va a finire? Che chiamano subito il telefono azzurro, anche se non sono più bambini. E poi arriverebbero gli psicologi e i pedagogisti a dirvi che siete dei folli che ve ne fregate dei bes. Peccato che se abbiamo così tanti bes è solo perché abbiamo deciso a priori che certe cose non si possono più fare. Eppure un tempo le si faceva e dalla scuola uscivano persone in grado di capire certe cose. Oggi no. Per molti studenti oggi il Presidente della Repubblica è visto più come un "babbo buono" stile libro Cuore a cui si deve amore e rispetto che come un organo costituzionale con precise funzioni e  determinati poteri. Quegli stessi studenti che, pur avendo studiato per anni le competenze del cittadino, entrano nel mondo del lavoro (precario e sottopagato) senza aver capito che il datore di lavoro o il presidente del consiglio non sono al di sopra della legge.

Non preoccuparti, non manchi di rispetto a nessuno, siamo qui per confrontarci.
Il fatto che non abbia studiato diritto in senso stretto, ai fini del tuo discorso, non penso sia importante.
In realtà molte norme comportamentali hanno matrici morali e sociali, la differenza con le norme giuridiche è che mentre le prime sono unilaterali e dunque partono da noi per arrivare a noi, le seconde sono bilaterali ossia partono dallo Stato per arrivare al cittadino, per cui il loro rispetto non è spontaneo, ma obbligatoriamente imposto dallo Stato che le munisce, per questo, del relativo apparato sanzionatorio.
La scuola dovrebbe avere la funzione di stimolare spontaneamente l'osservanza dei precetti di buon comportamento senza che debba intervenire lo Stato, in fase patologica a comminare la sanzione.
Dunque il legame tra norme morali, sociali e giuridiche è strettissimo per cui non penso sia possibile impostare una lezione di diritto ignorando il fatto che spesso una determinata norma giuridica trasponga in termini di obbligatorietà i contenuti di un precetto di natura morale o sociale, che già saremo chiamati ad osservare spontaneamente.
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Francesca4



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MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Dom Dic 20, 2015 1:24 pm

tellina ha scritto:
Ma infatti francè...l'ho dichiarato fin da subito e lo confermo: a tratti anche io mi sento di troppo...
Storia dell'arte in un paese come il nostro credo realmente sia indispensabile (per rispettare, conservare, valorizzare tutto ciò che abbiamo sul territorio e magari per poter trovare, in un futuro, un lavoro nel campo...).
Ma se non mi capiscono...se non riescono a parlare e comprendere un italiano non proprio a livello sopravvivenza...butta maluccio eh...

Forza tellina, non scoraggiarti, continua a seminare la conoscenza dell'Arte, una delle poche risorse del nostro Stato, vedrai che da qualche parte il seme germoglierà, e forse, col tempo, potrai anche avere la soddisfazione d' incontrare un tuo ragazzo/a che, grazie al tuo impegno, si sia talmente appassionato alla materia da averla studiata, trovando lavoro proprio nel settore della conservazione e valorizzazione del patrimonio artistico e culturale.
Lo ribadisco da sempre: penso che non esista un docente o una materia inutile!
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tellina



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MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Dom Dic 20, 2015 1:27 pm

Codice:
.    La scuola dovrebbe avere la funzione di stimolare spontaneamente l'osservanza dei precetti di buon comportamento senza che debba intervenire lo Stato, in fase patologica a comminare la sanzione     
Ehm...ma questo tecnicamente non era compito della famiglia?!
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sconcertato_1



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MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Dom Dic 20, 2015 1:27 pm

bog ha scritto:
sconcertato_1 ha scritto:
PJMS ha scritto:
Vorrei fare un puntualizzazione su questo perché non lo condivido (il resto sì, però) per una semplice ragione. Tra i più penalizzati nelle nuove immissioni in ruolo ci sono stati proprio gli ITP i quali in molti casi non sono laureati e abilitati, nonostante il loro titolo sia di fatto abilitante per le proprie categorie della tabella C. Io sono uno di questi, insegno laboratorio di elettronica e nella mia carriera di precario mi è capitato di condividere in co-presenza l'insegnamento col collega di teoria laureato in ingegneria. Al di là del rapporto squisito che ho avuto con ognuno di loro, posso dire che proprio loro mi hanno fatto sentire valorizzato nel mio "know how". Un laureato, anche brillantemente, che magari ha precedentemente studiato allo scientifico avrà le migliori conoscenze teoriche di questo mondo, ma avrà anche dei limiti nella pratica - a meno che non venga dal mondo del lavoro o della ricerca - di laboratorio. Semmai, se c'era davvero necessità di insegnanti "pratici", perché non si è pensato ad utilizzare questi nella fase di potenziamento, a maggior ragione dopo che l'assurda riforma Gelmini ha drasticamente ridotto le ore di laboratorio negli istituti tecnici? Si è pensato che la formula magica dell'alternanza Scuola-lavoro risolvesse tutti i problemi? Il risultato sapete qual è stato? I ragazzi quando fanno l'alternanza in azienda, gli viene chiesto se sanno come funziona un multimetro o un oscilloscopio. Siccome le ore di laboratorio sono state ridotte, molti non sono in grado manco di fare elementari misure e l'azienda stessa, ovviamente, non perde tempo a spiegargli come fare...

Sono pienamente d'accordo, te lo dice un laureato in ingegneria che insegna elettronica.

I ragazzi vorrebbero insegnanti per poter realizzare progetti e mettere in pratica le nozioni teoriche ma  si ritrovano insegnant potenziatori di diritto, lettere ed educazione fisica (nel mio itis ben 3).
...anche i professori vorrebbero auli da laboratorio grandi (dato che gli alunni sono numerosi) con tutte le attrezzature del caso (laboratori su poi per ogni postazione ci siano programmi aggiornati) e attrezzature varie proprio per simulare le aziende dato che devono imparare anche la pratica oltre alle nozioni

Sarebbe stato molto meglio utilizzare le risorse in questo modo piuttosto che pagare uno stipendio a gente che non era stata richiesta, parcheggiata in sala insegnanti e comunque non utili allo scopo (parlo per i tecnici).

L'adeguamento del nostro stipendio è anche cosa buona e giusta. Altro che 8 euro lordi al mese.
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gugu



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MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Dom Dic 20, 2015 1:39 pm

sconcertato_1 ha scritto:


I ragazzi vorrebbero insegnanti per poter realizzare progetti e mettere in pratica le nozioni teoriche ma  si ritrovano insegnant potenziatori di diritto, lettere ed educazione fisica (nel mio itis ben 3).


Nel tuo Itis ritenete la conoscenza dell'italiano un optional? Vi esprimete in altro modo per realizzare i progetti con i docenti delle materie tecniche?
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MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Dom Dic 20, 2015 1:39 pm

- Chi abbiamo domani alla prima ora?
- La prof 4
- Quella che parla sempre? E cosa deve fare?
- Boh, ce l'ha detto ieri durante la ricreazione cosa dobbiamo fare, ma non ci ho mica capito una mazza. E ci siamo pure bruciati la ricreazione

Un suggerimento: non usare mai la locuzione nelle more, a voi molto cara, non fosse mai che ti ritrovassi un ragazzino buontempone che spara subito: in mezzo ai rovi ci vada lei, io non voglio pungermi.
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gugu



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MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Dom Dic 20, 2015 1:41 pm

sconcertato_1 ha scritto:


L'adeguamento del nostro stipendio è anche cosa buona e giusta. Altro che 8 euro lordi al mese.


Torni al tuo vecchio cavallo di battaglia del "più stipendio per me" e chi se ne frega degli altri?
Guarda che non hai più il tuo amico di forum a supportarti, rischi solo di fare magre figure. Forse puoi cercare l'assist in Tellina, ma non so fino a che punto, lei ormai è ruolo fase A.
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PJMS



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MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Dom Dic 20, 2015 1:42 pm

Standing ovation a comp_xt per il passaggio sul Presidente della Repubblica :-)
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PJMS



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MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Dom Dic 20, 2015 1:50 pm

Nel tuo Itis ritenete la conoscenza dell'italiano un optional? Vi esprimete in altro modo per realizzare i progetti con i docenti delle materie tecniche?[/quote]

A parte che di riforma in riforma gli ITIS sono diventati prima ITI e poi ITT, ti sembra giusto che le ore di laboratorio (cioè quello che appunto caratterizza un istituto tecnico) siano state dimezzate ("riforma" Gelmini) e che oggi la "riforma della buona scuola... tanto per fare" anziché potenziare un campo indiscriminatamente fatto quasi fuori come il laboratorio, mandi negli ITI ops ITT prof. di educazione musicale o di educazione artistica e lascia marcire centinaia di persone in terza fascia di istituto che non possono abilitarsi e non avendo una laurea non possono accedere ai concorsi e questo, quando l'ultimo concorso per soli titoli per gli ITP è ormai datato quasi 10 anni fa?!
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sconcertato_1



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MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Dom Dic 20, 2015 1:59 pm

gugu ha scritto:
sconcertato_1 ha scritto:


I ragazzi vorrebbero insegnanti per poter realizzare progetti e mettere in pratica le nozioni teoriche ma  si ritrovano insegnant potenziatori di diritto, lettere ed educazione fisica (nel mio itis ben 3).


Nel tuo Itis ritenete la conoscenza dell'italiano un optional? Vi esprimete in altro modo per realizzare i progetti con i docenti delle materie tecniche?

Dopo 10 anni di italiano (tra primaria, medie e biennio) ed ulteriori 3 anni nel triennio come materia curriculare credo che i nostri studenti riescano a parlare e comprendere l'italiano.

Nel triennio vorrebbero andare oltre e studiare le materie di indirizzo, cioè quelle che li hanno indotti a scegliere quel tipo di istituto. La loro volontà non deve essere accolta?

Inoltre, come ho detto, sono anche arrivati docenti di diritto e ben 3 di educazione fisica. Fai un po' tu!
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Francesca4



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MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Dom Dic 20, 2015 2:01 pm

tellina ha scritto:
Codice:
.     La scuola dovrebbe avere la funzione di stimolare spontaneamente l'osservanza dei precetti di buon comportamento senza che debba intervenire lo Stato, in fase patologica a comminare la sanzione      
Ehm...ma questo tecnicamente non era compito della famiglia?!
Scusami, ma sono davvero cocciuta e dopo tanto tempo sul forum non ho ancora trovato nessuno in grado d'illuminarmi in maniera esaustiva sulla differenza radicale tra formazione ed educazione, sarà per questo che altre teste dure come me parlano di educazione alla legalità, credendo, ahimè, che la scuola debba continuare e potenziare il percorso educativo e formativo delle famiglie.
Francamente temo di essere proprio irrecuperabile! ;-)
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gugu



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MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Dom Dic 20, 2015 2:01 pm

PJMS ha scritto:


A parte che di riforma in riforma gli ITIS sono diventati prima ITI e poi ITT, ti sembra giusto che le ore di laboratorio (cioè quello che appunto caratterizza un istituto tecnico) siano state dimezzate ("riforma" Gelmini) e che oggi la "riforma della buona scuola... tanto per fare" anziché potenziare un campo indiscriminatamente fatto quasi fuori come il laboratorio, mandi negli ITI ops ITT prof. di educazione musicale o di educazione artistica e lascia marcire centinaia di persone in terza fascia di istituto che non possono abilitarsi e non avendo una laurea non possono accedere ai concorsi e questo, quando l'ultimo concorso per soli titoli per gli ITP è ormai datato quasi 10 anni fa?!

Ci sono migliaia, migliaia e migliaia di ITP abilitati in pochi mesi con l'ultimo PAS. Se le scuole li hanno chiesti i posti saranno messi a bando nel concorso. L'anno prossimo le scuole saranno piene di ITP. Siamo sicuri ne servano così tanti e tutti in compresenza?
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sconcertato_1



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MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Dom Dic 20, 2015 2:05 pm

gugu ha scritto:
sconcertato_1 ha scritto:


L'adeguamento del nostro stipendio è anche cosa buona e giusta. Altro che 8 euro lordi al mese.


Torni al tuo vecchio cavallo di battaglia del "più stipendio per me" e chi se ne frega degli altri?
Guarda che non hai più il tuo amico di forum a supportarti, rischi solo di fare magre figure. Forse puoi cercare l'assist in Tellina, ma non so fino a che punto, lei ormai è ruolo fase A.

Permettimi di correggerti. Ho detto "piu' stipendio per tutti".

Inoltre non cerco amici o assist. E' solo una mia constatazione, credo legittima.
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MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Dom Dic 20, 2015 2:09 pm

Quelli che hanno avuto accesso ai PAS era gente che già normalmente lavorava nella scuola attraverso le supplenze da svariati mesi (anni), mentre agli altri il PAS era negato. Nella mia provincia e nella mia cdc oggi si ha la gae esaurita e nessuno in I e II gdi. In terza nessuno è abilitato e non è previsto alcun concorso per questi. La cosa non è "anomala"? Serve solo manovalanza per le supplenze?
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gugu



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MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Dom Dic 20, 2015 2:13 pm

PJMS ha scritto:
Quelli che hanno avuto accesso ai PAS era gente che già normalmente lavorava nella scuola attraverso le supplenze da svariati mesi (anni), mentre agli altri il PAS era negato. Nella mia provincia e nella mia cdc oggi si ha la gae esaurita e nessuno in I e II gdi. In terza nessuno è abilitato e non è previsto alcun concorso per questi. La cosa non è "anomala"? Serve solo manovalanza per le supplenze?

Vuol dire che non appena da altre regioni vedranno che nella tua non ci sono abilitati...migliaia di ITP verranno lì a fare il concorso. E si risolve il problema.
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MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Dom Dic 20, 2015 2:43 pm

gugu ha scritto:
PJMS ha scritto:
Quelli che hanno avuto accesso ai PAS era gente che già normalmente lavorava nella scuola attraverso le supplenze da svariati mesi (anni), mentre agli altri il PAS era negato. Nella mia provincia e nella mia cdc oggi si ha la gae esaurita e nessuno in I e II gdi. In terza nessuno è abilitato e non è previsto alcun concorso per questi. La cosa non è "anomala"? Serve solo manovalanza per le supplenze?

Vuol dire che non appena da altre regioni vedranno che nella tua non ci sono abilitati...migliaia di ITP verranno lì a fare il concorso. E si risolve il problema.
Purché si metta il vincolo trentennale alla mobilità interprovinciale, altrimenti non si risolve una beneamata mazza.
La mamma non ti ha proprio detto niente, eh...
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Dom Dic 20, 2015 2:45 pm

Francesca4 ha scritto:
tellina ha scritto:
Codice:
.     La scuola dovrebbe avere la funzione di stimolare spontaneamente l'osservanza dei precetti di buon comportamento senza che debba intervenire lo Stato, in fase patologica a comminare la sanzione      
Ehm...ma questo tecnicamente non era compito della famiglia?!
Scusami, ma sono davvero cocciuta  e dopo tanto tempo sul forum non ho ancora trovato nessuno in grado d'illuminarmi in maniera esaustiva sulla differenza radicale tra formazione ed educazione, sarà per questo che altre teste dure come me parlano di educazione alla legalità, credendo, ahimè, che la scuola debba continuare e potenziare il percorso educativo e formativo delle famiglie.
Francamente temo di essere proprio irrecuperabile! ;-)


Proprio perché formazione e educazione non vanno distinte, posso chiedere con questa interpretazione che leggo del potenziamento che fine faranno apprendimenti, temi, competenze trasversali, quale dovrebbe essere appunto l'educazione alla legalità, che non è l'insegnamento della norma giuridica (alla scuola media non esiste solo cittadinanza e costituzione, ma, ad esempio, tecnologia che si occupa della legislazione sul lavoro)?
La mia idea è che, lungi dall'andare incontro a esigenze reali delle scuole, per "costruire" il potenziamento si stiano aggregando spazi di trasversalità per assegnarli a un unico docente: educazione alla legalità, igiene, promozione della cultura umanistica, rispetto dei diritti umani...
Poi, per carità, tutto si può fare, perfino assegnare un militare allo studio della storia delle campagne napoleoniche, che saranno enucleate con maggiore dovizia di particolari rispetto a quanto potrà fare il povero insegnante di storia con i suoi poveri mezzi; ma dopo decenni di palle su conoscenze competenze abilità tutte insieme, sentire ora che la competenza o la competenza possono godere di vita propria mi lascia perplessa
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PJMS



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MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Dom Dic 20, 2015 2:51 pm

Da quanto ne so il prossimo concorso non prevede posti per ITP
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comp_xt



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MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Dom Dic 20, 2015 2:53 pm

Francesca4 ha scritto:

Non preoccuparti, non manchi di rispetto a nessuno, siamo qui per confrontarci.
Il fatto che non abbia studiato diritto in senso stretto, ai fini del tuo discorso, non penso sia importante.
In realtà molte norme comportamentali hanno matrici morali e sociali, la differenza con le norme giuridiche è che mentre le prime sono unilaterali e dunque partono da noi per arrivare a noi, le seconde sono bilaterali ossia partono dallo Stato per arrivare al cittadino, per cui il loro rispetto non è spontaneo, ma obbligatoriamente imposto dallo Stato che le munisce, per questo, del relativo apparato sanzionatorio.
La scuola dovrebbe avere la funzione di stimolare spontaneamente l'osservanza dei precetti di buon comportamento senza che debba intervenire lo Stato, in fase patologica a comminare la sanzione.
Dunque il legame tra norme morali, sociali e giuridiche è strettissimo per cui non penso sia possibile impostare una lezione di diritto ignorando il fatto che spesso una determinata norma giuridica trasponga in termini di obbligatorietà i contenuti di un precetto di natura morale o sociale, che già saremo chiamati ad osservare spontaneamente.

Mi pare però che la tua precisazione confermi la mia impressione.
Perché a scuola bisogna trattare argomenti di caratteri giuridico?  
Hai risposto scrivendo: "La scuola dovrebbe avere la funzione di stimolare spontaneamente l'osservanza dei precetti di buon comportamento senza che debba intervenire lo Stato, in fase patologica a comminare la sanzione."
Personalmente non condivido questa finalità, anche perché sono convinto che non esista alcuna relazione di causa-effetto fra il numero di coloro che violano le leggi e il numero di ore che a scuola vengono dedicate ad affrontare questi temi. Detto in altri termini, se uno finisce per fare il delinquente, lo fa per fattori esterni alla scuola sui quali la scuola stessa ha poche possibilità di intervento.
È la vecchia storia di chi ritiene che la scuola debba farsi carico di qualsiasi problema della società, a costo di tralasciare il suo scopo principale che è quello di istruire.
Sono comunque d'accordo sul fatto che il legame fra norma morale e norma giuridica sia stretto, anche se non sempre i due aspetti finiscono per coincidere (vedi leggi razziali o legge sull'aborto).
Sarebbe preferibile, a mio parere, che gli studenti avessero qualche conoscenza tecnica in più, o perlomeno gli strumenti per crearsele da soli. A forza di andare avanti con questa impostazione degna del "moralizzatore" (che poi si protrae per tutto il quinquennio della scuola superiore), ci ritroviamo con studenti che non hanno alcuna idea del funzionamento degli organi costituzionali, dei loro diritti e dei loro doveri (intesi in senso giuridico) di cittadini e di lavoratori, dell'amministrazione della giustizia, della coerenza logica di un ragionamento giuridico e via dicendo.
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gugu



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MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Dom Dic 20, 2015 3:00 pm

Giancarlo Dessì ha scritto:
gugu ha scritto:
PJMS ha scritto:
Quelli che hanno avuto accesso ai PAS era gente che già normalmente lavorava nella scuola attraverso le supplenze da svariati mesi (anni), mentre agli altri il PAS era negato. Nella mia provincia e nella mia cdc oggi si ha la gae esaurita e nessuno in I e II gdi. In terza nessuno è abilitato e non è previsto alcun concorso per questi. La cosa non è "anomala"? Serve solo manovalanza per le supplenze?

Vuol dire che non appena da altre regioni vedranno che nella tua non ci sono abilitati...migliaia di ITP verranno lì a fare il concorso. E si risolve il problema.
Purché si metta il vincolo trentennale alla mobilità interprovinciale, altrimenti non si risolve una beneamata mazza.
La mamma non ti ha proprio detto niente, eh...

Tutta la fase C, già prima che si conoscesse il numero delle domande, aveva posto come limite 1.200 posti per gli ITP. Quanti potrebbero essere quelli attivati per il concorso? 500? 20-30 per regione? Ci sarà una mobilità interprovinciale dopo che tutti i posti saranno stati coperti da ITP generalmente giovani? (vogliamo ricordare nel 2012 l'osannato ITP che uscito dal geometra vi è entrato di nuovo come insegnante tecnico a 21 anni?).
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Francesca4



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MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Dom Dic 20, 2015 3:48 pm

comp_xt ha scritto:
Francesca4 ha scritto:

Non preoccuparti, non manchi di rispetto a nessuno, siamo qui per confrontarci.
Il fatto che non abbia studiato diritto in senso stretto, ai fini del tuo discorso, non penso sia importante.
In realtà molte norme comportamentali hanno matrici morali e sociali, la differenza con le norme giuridiche è che mentre le prime sono unilaterali e dunque partono da noi per arrivare a noi, le seconde sono bilaterali ossia partono dallo Stato per arrivare al cittadino, per cui il loro rispetto non è spontaneo, ma obbligatoriamente imposto dallo Stato che le munisce, per questo, del relativo apparato sanzionatorio.
La scuola dovrebbe avere la funzione di stimolare spontaneamente l'osservanza dei precetti di buon comportamento senza che debba intervenire lo Stato, in fase patologica a comminare la sanzione.
Dunque il legame tra norme morali, sociali e giuridiche è strettissimo per cui non penso sia possibile impostare una lezione di diritto ignorando il fatto che spesso una determinata norma giuridica trasponga in termini di obbligatorietà i contenuti di un precetto di natura morale o sociale, che già saremo chiamati ad osservare spontaneamente.

Mi pare però che la tua precisazione confermi la mia impressione.
Perché a scuola bisogna trattare argomenti di caratteri giuridico?  
Hai risposto scrivendo: "La scuola dovrebbe avere la funzione di stimolare spontaneamente l'osservanza dei precetti di buon comportamento senza che debba intervenire lo Stato, in fase patologica a comminare la sanzione."
Personalmente non condivido questa finalità, anche perché sono convinto che non esista alcuna relazione di causa-effetto fra il numero di coloro che violano le leggi e il numero di ore che a scuola vengono dedicate ad affrontare questi temi. Detto in altri termini, se uno finisce per fare il delinquente, lo fa per fattori esterni alla scuola sui quali la scuola stessa ha poche possibilità di intervento.
È la vecchia storia di chi ritiene che la scuola debba farsi carico di qualsiasi problema della società, a costo di tralasciare il suo scopo principale che è quello di istruire.
Sono comunque d'accordo sul fatto che il legame fra norma morale e norma giuridica sia stretto, anche se non sempre i due aspetti finiscono per coincidere (vedi leggi razziali o legge sull'aborto).
Sarebbe preferibile, a mio parere, che gli studenti avessero qualche conoscenza tecnica in più, o perlomeno gli strumenti per crearsele da soli. A forza di andare avanti con questa impostazione degna del "moralizzatore" (che poi si protrae per tutto il quinquennio della scuola superiore), ci ritroviamo con studenti che non hanno alcuna idea del funzionamento degli organi costituzionali, dei loro diritti e dei loro doveri (intesi in senso giuridico) di cittadini e di lavoratori, dell'amministrazione della giustizia, della coerenza logica di un ragionamento giuridico e via dicendo.

Non ho mai sostenuto che a scuola non debbano essere insegnati gli strumenti per attivare la partecipazione alla vita politica economica e sociale del paese, invece ho sempre ribadito il contrario: l'ordinamento giuridico ed il funzionamento degli organi costituzionali sono argomenti che continuano a destare in me curiosità ed interesse, e mi appassionano a tal punto che mai rinuncerei a trasmetterli ai ragazzi che mi sono affidati, per poterli abituare ad adoperare gli strumenti di tutela che l'ordinamento mette a loro disposizione, senza tralasciare la parte relativa agli obblighi ed ai doveri che pure incombono su di loro.
Volevo solo precisare che non si introduce l'argomento relativo alle norme giuridiche se non si fa un discorso preliminare sulle norme pre-giuridiche che, per tanti versi, naturalmente non sempre ( così preserviamo il rigore dell'esposizione) ne anticipano il contenuto.
Il mio non era un discorso sull'etica, piuttosto si trattava di un canovaccio da quale partire per approdare all'ordinamento giuridico ed al suo funzionamento.
Spero ora di aver chiarito la mia posizione.
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