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 Potenziamento: sòla o risorsa?

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precario.acciaio



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MessaggioOggetto: Potenziamento: sòla o risorsa?   Mar Dic 15, 2015 7:42 pm

Promemoria primo messaggio :

Il Potenziamento potrebbe essere la grande novità di questi ultimi 30 anni, dopo l'introduzione del sostegno; lo stato ha deciso di investire, come allora, in un numero consistente di personale e lo ha fatto, almeno in teoria, per potenziare la didattica, il che, almeno sulla carta, è lodevolissimo.
Per ora l'esito non è entusiasmante, almeno a quanto posso giudicare dai potenziati della mia scuola (che restano, ahiloro, in sala docenti per ore e ogni tanto vanno a fare una tediosa sostituzione)... è anche vero che qualunque istituzione ha bisogno di un periodo di rodaggio per inserire 40 mila nuovi dipendenti.

Cosa ne pensate dunque di questo potenziamento, qual è il vostro parere?
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tellina



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MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Lun Gen 04, 2016 1:52 pm

Sei impazzzito giancà!?!
Son peggio dell'Innominato!
Ehehehe
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MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Lun Gen 04, 2016 1:59 pm

tellina ha scritto:
Sei impazzzito giancà!?!
Son peggio dell'Innominato!
Ehehehe

Non provocarmi, potrei essere tentato di sgamarti ;-)
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gugu



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MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Lun Gen 04, 2016 1:59 pm

tellina ha scritto:
Te sei sempre disattento quando parlo io gugu...cribbio!
L'ho già detto...e ora lo cancello...mi sa che con i controlli incrociati mi giochrei l'identità e...non sia mai..

Michè...io son quella contraria ai ricorsi per principio e per definizione... Ma in questo caso mi vien da dire: perché da anni e per anni le supplenze su sos vengono date, almeno a milano, a docenti non specializzati mentre queste da fase c no?
Io mi aspetto ricorsi...stavolta li approverei pure.


E' abbastanza facile da capire, se si è letta la relazione tecnica alla 107.
I posti di sostegno di fase C l'anno prossimo faranno diminuire l'OF di SOS di un'entità numerica identica (leggi che 6.000 posti di SOS in realtà al Miur costeranno pochissimi essendo da anni strutturati come incarichi al 30-06).
I posti di potenziamento sono nuovi, oltre l'OF, e il loro costo è già stato inserito nella LdS.
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raganella



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MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Lun Gen 04, 2016 2:05 pm

michetta ha scritto:
Tellina le supplenze sul potenziamento sostegno possono essere conferite solo a specializzati quindi NISBA supplenti

Ma non è vero per niente o, se è vero, sono già dovuti scendere a patti con la realtà: un mio collega non specializzazto proprio oggi è stato chiamato per sostegno al 30/06 e gli hanno specificato che si tratta di incarico su potenziamento.
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tellina



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MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Lun Gen 04, 2016 2:08 pm

Ohhh erano aaaannni che aspettavo il momento per scriverlo: CVD!!!


Giancà stai buonino...o dopo...dovrò eliminarti! Sgrunt
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Lun Gen 04, 2016 2:34 pm

comp_xt ha scritto:

Per questo motivo non ho peli sulla lingua a dire che mi fa orrore la scuola elementare a tempo pieno.
I suoi sostenitori(fra cui tantissimi genitori) mi fanno notare che i compiti li fanno a scuola

Questa storia secondo i cui al tempo pieno "si farebbero i compiti a scuola" è una bufala clamorosa, e non mi risulta affatto che sia riferita dai "sostentitori del tempo pieno", ma al contrario, da persone che non hanno idea di cosa sia il tempo pieno, e magari lo confondono allegramente con il doposcuola di 30 o 40 anni fa.

No, perché io allibisco, ma veramente allibisco, del fatto che questo fraintendimento vada ancora in giro.

Ma santa pazienza, c'è ancora gente che pensa che al tempo pieno "la mattina si faccia lezione vera", e che poi il pomeriggio lo si passi a "fare i compiti che sono stati assegnati la mattina", con l'unica differenza che invece di farli a casa si fanno a scuola?????

Al tempo pieno si fa normalmente attività didattica anche di pomeriggio, alternando in maniera equilibrata le attività più impegnative con quelle più leggere e giocose. E' vero che i compiti a casa ci sono (quasi) solo nel fine settimana, tranne occasionalmente qualcosa in più nei giorni feriali se si rende necessario, ma non è vero che negli altri giorni non li facciano a casa "perché li hanno già fatti a scuola".

I compiti non possono essere fatti a scuola, perché per definizione i compiti sono un'attività PERSONALE, che si fa per ripasso e consolidamento individuale, senza assistenza dell'insegnante e senza confronto continuo con il gruppo. Per cui, chi dice che al tempo pieno i ragazzini "facciano i compiti a scuola" dice semplicemente una fesseria, e non sa di cosa parla.

Semplicemente, in quella situazione i compiti sono concentrati in meno giorni perché effettivamente sono di meno, e sono di meno perché si presume che con il ritmo di didattica tipico del tempo pieno ci sia bisogno di dare meno compiti a casa, perché altre forme di consolidamento e di approfondimento le fanno anche in classe, mentre al tempo breve no. Ma non vuol dire che quelle esercitazioni e quelle attività di consolidamento siano la stessa cosa identica dei compiti a casa.

Quanto alla presunta visione idilliaca secondo cui, se solo venisse eliminato il tempo pieno (cioè, se si costringessero quasi tutte le madri e anche una buona parte di padri a lasciare il lavoro), allora di colpo i bambini tornerebbero alla (altrettanto presunta) dimensione della libertà e della spensieratezza dell'infanzia di una volta, essendo lasciati liberi di scorrazzare tutto il pomeriggio per campagne, giardini, sentieri, paludi, fango e tunnel segreti ... beh, faccio presente che che si favoleggia di realtà che non sono mai esistite e che soprattutto non esisterebbero adesso.

Nella presunta mitica età dell'oro in cui non c'era bisogno del tempo pieno perché tanto le mamme stavano a casa, non è che tali mamme passassero il tempo a giocare coi figli o a seguirli amorevolmente in meravigliose attività educative:

semplicemente, le mamme "avevano da fare", anche se stavano in casa o se si allontanavano poco da casa... e i bambini venivano lasciati quasi completamente soli, quando non incaricati a loro volta di responsabilità domestiche e di sorveglianza dei fratelli più piccoli. Se OGGI ci si sognasse di lasciare un bambino in età da elementari libero di giocare da solo tutto il pomeriggio uscendo di casa senza controllo, o peggio ancora di affidare a una ragazzina di nove anni la responsabilità del fratellino di tre, ci si troverebbe in casa la polizia e gli assistenti sociali dopo due giorni.

Le presunte attività libere e spensierate dei bambini che non fanno tempo pieno tutti i giorni...consistono NEL MIGLIORE DEI CASI nell'essere continuamente trasportati qua e là da adulti, per partecipare ad attività strutturatissime e formalizzatissime organizzate da altri adulti, cioè il corso di danza, quello di basket, quello di musica, quello di inglese, quello di catechismo, quello di pattinaggio...

L'unica differenza che vedo tra la mamma casalinga e quella lavoratrice a tempo pieno, è che la prima ce li accompagna personalmente, mentre la seconda delega l'accompagnamento ai nonni o alla baby sitter. Ma sempre di attività strutturate da adulti e sorvegliate da adulti si tratta.

Nel caso peggiore, invece, consisterebbero nello stare tutto il pomeriggio davanti alla televisione, o a spippolare sulla playstation (o sul tablet o sullo smartphone che sono stati protamente forniti loro prima degli otto anni). A quel punto, preferisco mille volte che stiano a scuola per qualche ora in più.

Per quanto riguarda l'idea (balzana) che se non ci fosse il tempo pieno, questo aiuterebbe i ragazzini a sviluppare maggiore autonomia nello studio a casa da soli, a me sembra fantascienza.

Le mamme casalinghe più inveterate e più comprese nel ruolo, quelle che dicono di essere "contrarissima a mandare il figlio al tempo pieno perché tanto di pomeriggio sto a casa io", e specialmente quelle che si piccano proprio di "aver lasciato il lavoro apposta, perché ci tenevano moltissimo a seguire personalmente i figli"... sono quelle che nemmeno sotto tortura consentirebbero ai figli di fare i compiti da soli: si siedono al tavolino con loro e supervisionano ogni singola parola che il ragazzino scrive (salvo poi lamentarsi che i compiti sono troppi e che non è giusto costringere le mamme a perdere tutte quelle ore per farglieli fare).

Ma svegliamoci!!!!


Ultima modifica di paniscus_2.0 il Lun Gen 04, 2016 3:33 pm, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Lun Gen 04, 2016 2:39 pm

gugu ha scritto:
Io non vorrei dire:

http://regioni.orizzontescuola.it/2015/11/20/organico-di-potenziamento-milano-assegna-i-posti-alle-cdc-della-fase-c/


qui ci sono tutti gli organici C assegnati a Milano. In NESSUNA scuola media sono stati assegnati 4 docenti, per cui la scuola di Tellina deve avere avuto altre risorse o semplicemente non ha avuto 4 docenti (o conta anche il SOS mai arrivato...).

appurato che Tellina considerava anche ad00 nel computo di 4 (e in questo caso ci sono vari casi, almeno 8 in MI città).

Senza considerare il sostegno, ci sarebbe quello di Via Linneo con 4 curricolari: arte, musica, pianoforte, ginnastica

Fuori città, uno dei 2 IC di Vimercate ne ha 4: 1 arte e 3 musica.

Quello di Via Linneo ha le medie articolate su 3 plessi, ecco probabilmente il motivo dei tanti fase C.
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gugu



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MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Lun Gen 04, 2016 3:01 pm

Anche Vimercate è su due sedi ma un numero anomalo di A032 penso sia da ricondurre a qualche specificità dell'istituto (indirizzo musicale non concesso dall'USR?).


http://www.icdonmilanivimercate.gov.it/index.php/component/search/?searchword=musicale&searchphrase=all&Itemid=101
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comp_xt



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MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Lun Gen 04, 2016 3:52 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
comp_xt ha scritto:

Per questo motivo non ho peli sulla lingua a dire che mi fa orrore la scuola elementare a tempo pieno.
I suoi sostenitori(fra cui tantissimi genitori) mi fanno notare che i compiti li fanno a scuola

Questa storia secondo i cui al tempo pieno "si farebbero i compiti a scuola" è una bufala clamorosa, e non mi risulta affatto che sia riferita dai "sostentitori del tempo pieno", ma al contrario, da persone che non hanno idea di cosa sia il tempo pieno, e magari lo confondono allegramente con il doposcuola di 30 o 40 anni fa.

No, perché io allibisco, ma veramente allibisco, del fatto che questo fraintendimento vada ancora in giro.

Ma santa pazienza, c'è ancora gente che pensa che al tempo pieno "la mattina si faccia lezione vera", e che poi il pomeriggio lo si passi a "fare i compiti che sono stati assegnati la mattina", con l'unica differenza che invece di farli a casa si fanno a scuola?????

Al tempo pieno si fa normalmente attività didattica anche di pomeriggio, alternando in maniera equilibrata le attività più impegnative con quelle più leggere e giocose. E' vero che i compiti a casa ci sono (quasi) solo nel fine settimana, tranne occasionalmente qualcosa in più nei giorni feriali se si rende necessario, ma non è vero che negli altri giorni non li facciano a casa "perché li hanno già fatti a scuola".

I compiti non possono essere fatti a scuola, perché per definizione i compiti sono un'attività PERSONALE, che si fa per ripasso e consolidamento individuale, senza assistenza dell'insegnante e senza confronto continuo con il gruppo. Per cui, chi dice che al tempo pieno i ragazzini "facciano i compiti a scuola" dice semplicemente una fesseria, e non sa di cosa parla.

Semplicemente, in quella situazione i compiti sono concentrati in meno giorni perché effettivamente sono di meno, e sono di meno perché si presume che con il ritmo di didattica tipico del tempo pieno ci sia bisogno di dare meno compiti a casa, perché altre forme di consolidamento e di approfondimento le fanno anche in classe, mentre al tempo breve no. Ma non vuol dire che quelle esercitazioni e quelle attività di consolidamento siano la stessa cosa identica dei compiti a casa.

Quanto alla presunta visione idilliaca secondo cui, se solo venisse eliminato il tempo pieno (cioè, se si costringessero quasi tutte le madri e anche una buona parte di padri a lasciare il lavoro), allora di colpo i bambini tornerebbero alla (altrettanto presunta) dimensione della libertà e della spensieratezza dell'infanzia di una volta, essendo lasciati liberi di scorrazzare tutto il pomeriggio per campagne, giardini, sentieri, paludi, fango e tunnel segreti ... beh, faccio presente che che si favoleggia di realtà che non sono mai esistite e che soprattutto non esisterebbero adesso.

Nella presunta mitica età dell'oro in cui non c'era bisogno del tempo pieno perché tanto le mamme stavano a casa, non è che tali mamme passassero il tempo a giocare coi figli o a seguirli amorevolmente in meravigliose attività educative:

semplicemente, le mamme "avevano da fare", anche se stavano in casa o se si allontanavano poco da casa... e i bambini venivano lasciati quasi completamente soli, quando non incaricati a loro volta di responsabilità domestiche e di sorveglianza dei fratelli più piccoli. Se OGGI ci si sognasse di lasciare un bambino in età da elementari libero di giocare da solo tutto il pomeriggio uscendo di casa senza controllo, ci si troverebbe in casa la polizia e gli assistenti sociali dopo due giorni.

Le presunte attività libere e spensierate dei bambini che non fanno tempo pieno tutti i giorni...consistono NEL MIGLIORE DEI CASI nell'essere continuamente trasportati qua e là da adulti, per partecipare ad attività strutturatissime e formalizzatissime organizzate da altri adulti, cioè il corso di danza, quello di basket, quello di musica, quello di inglese, quello di catechismo, quello di pattinaggio...

L'unica differenza che vedo tra la mamma casalinga e quella lavoratrice a tempo pieno, è che la prima ce li accompagna personalmente, mentre la seconda delega l'accompagnamento ai nonni o alla baby sitter. Ma sempre di attività strutturate da adulti e sorvegliate da adulti si tratta.

Nel caso peggiore, invece, consisterebbero nello stare tutto il pomeriggio davanti alla televisione, o a spippolare sulla playstation (o sul tablet o sullo smartphone che sono stati protamente forniti loro prima degli otto anni). A quel punto, preferisco mille volte che stiano a scuola per qualche ora in più.

Per quanto riguarda l'idea (balzana) che se non ci fosse il tempo pieno, questo aiuterebbe i ragazzini a sviluppare maggiore autonomia nello studio a casa da soli, a me sembra fantascienza.

Le mamme casalinghe più inveterate e più comprese nel ruolo, quelle che dicono di essere "contrarissima a mandare il figlio al tempo pieno perché tanto di pomeriggio sto a casa io", e specialmente quelle che si piccano proprio di "aver lasciato il lavoro apposta, perché ci tenevano moltissimo a seguire personalmente i figli"... sono quelle che nemmeno sotto tortura consentirebbero ai figli di fare i compiti da soli: si siedono al tavolino con loro e supervisionano ogni singola parola che il ragazzino scrive (salvo poi lamentarsi che i compiti sono troppi e che non è giusto costringere le mamme a perdere tutte quelle ore per farglieli fare).

Ma svegliamoci!!!!

Probabilmente hai frainteso il mio punto di vista.
Non ho alcuna intenzione di sostenere idee strampalate secondo cui le donne dovrebbero stare a casa a cucinare e a sedersi a tavolino con i figli mentre questi fanno i compiti.
Il lavoro assegnato casa deve essere svolto in autonomia, altrimenti perde di senso. Sedersi a tavolino col pargolo a fare i compiti è ovviamente controproducente ma, come tu stessa osservi, un tempo non avveniva così perché anche le mamme casalinghe avevano altro da fare.
I bambini però facevano i compiti da soli il lunedì, il martedì, il mercoledì, il giovedì e il sabato e non solo nel fine settimana come avviene oggi col tempo pieno.
A mio parere, costringere un bambino (ma anche un ragazzino) a stare a scuola dalle 8.30 alle 16.00 è eccessivo e ha come effetto quello di dover assegnare meno compiti a casa, con conseguente riduzione dei tempi in cui il bambino può mettersi a fare qualcosa da solo senza la supervisione dell'insegnante o dell'adulto.
Quando imparerà a studiare una paginetta di storia, geografia o scienze o a risolvere un problema di matematica in autonomia se i tempi per fare queste cose si riducono al fine settimana?
La gestione del tempo libero è comunque una responsabilità della famiglia che avrebbe il dovere di vigilare affinché il figlio non trascorra il pomeriggio a guardare la TV o a giocare con la play station. Personalmente non demonizzo nemmeno le attività "non organizzate dagli adulti", a iniziare dalla classicissima partita a pallone in strada o al campetto con gli amici.


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GG82



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MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Lun Gen 04, 2016 5:47 pm

gugu ha scritto:
Anche Vimercate è su due sedi ma un numero anomalo di A032 penso sia da ricondurre a qualche specificità dell'istituto (indirizzo musicale non concesso dall'USR?).


http://www.icdonmilanivimercate.gov.it/index.php/component/search/?searchword=musicale&searchphrase=all&Itemid=101

Si, 3 per A032 è anomalo. Di solito ci infilano un A030 al posto del terzo A032.

E si, avevano fatto domanda per l'indirizzo musicale per il 2015/16. Sono arrivati terzi nella graduatoria della commissione Monza e Brianza. Non ricordo quante erano quelle autorizzabili, ma ipotizzerei che sono rimasti fuori dato che il prospetto dell'OD non ha ore A077 e nel ricevimento docenti non hanno nessuno di strumento.
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gugu



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MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Lun Gen 04, 2016 5:49 pm

Quindi in genere i docenti di materia dati in fase C sono 0 o 1 o 2.
In scuole particolarmente grandi 3; in soli due casi (su 332 scuole) 4.
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Lun Gen 04, 2016 6:15 pm

gugu ha scritto:
tellina ha scritto:
Alla scuola media si fanno ancora ore da 50/55 minuti con recuperi fantasiosi vari...
Ma si entra alle 8!

Codice:
.Per quanto riguarda la scuola media mi pare che non si ponga nessun tipo di problema: i posti in fase C sono talmente pochi che, una volta coperto il vicepreside, non rimane più nulla in nessuna scuola.
Gugu mi spieghi questa frase? Mi sono un po' persa nei vari conteggi riassuntivi.
Nella mia sede medie son stati assegnati 4 potenziatori, sentendo amiche e colleghe in varie scuole...i numeri son quelli, 3,4...(pochi o tanti a questo punto non l'ho capito...mi riempi di dubbi!).


Mi pare strano che nella tua scuola media siano arrivati 4 potenziatori (ovvio non penso nemmeno che tu faccia volontariamente ricomprendere nel totale anche le maestre delle primaria solo per dire che avete tanti potenziatori che non fanno nulla) perché nelle scuole di Milano ne sono arrivati al massimo 2 negli istituti più grandi.


anche da noi ne sono arrivati due, forse tellina fa il conto di tutto l'I.C.
Alla nostra piccolissima scuola primaria è andata decisamente meglio che alla enorme scuola media, che non potrà nemmeno esonerare il vicepreside visto che non hanno concesso potenziatori nella sua cdc (a proposito: come si potrebbe risolvere questo problema, dal momento che siamo anche in reggenza?)
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GG82



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MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Lun Gen 04, 2016 6:32 pm

lucetta10 ha scritto:


Alla nostra piccolissima scuola primaria è andata decisamente meglio che alla enorme scuola media, che non potrà nemmeno esonerare il vicepreside visto che non hanno concesso potenziatori nella sua cdc (a proposito: come si potrebbe risolvere questo problema, dal momento che siamo anche in reggenza?)



A Milano l'UST aveva dato questa indicazione (valida nel caso ci siano Fase C che hanno differito):

"Si potrà procedere alla copertura del posto del collaboratore vicario mediante la non attivazione di un posto assegnato in “Fase C” ed esclusivamente al verificarsi delle seguenti condizioni:

a) posto libero per differimento nomina del titolare o vacante poiché non coperto da nomina in ruolo, tra quelli autorizzati per il potenziamento, e trasformazione dello stesso in posto per il collaboratore vicario;

b) qualora fra i posti assegnati non ci sia il posto corrispondente alla classe di concorso del collaboratore vicario, lo stesso può essere individuato tra i posti autorizzati nell’ambito dei rispettivi cicli (I^ e II^ ciclo), come previsto dalla legge 107/2015 (es.: per la copertura del posto di collaboratore vicario di primo grado potrà essere individuato un posto vacante nella scuola primaria o in altra classe di concorso e viceversa), in ordine al secondo ciclo potrà essere individuato un posto vacante tra le varie classi di concorso assegnate all’istituzione scolastica.

c) in caso di semiesonero, il posto intero può essere utilizzato per metà sulla classe di concorso del collaboratore vicario e per l’altra metà sulla classe di concorso assegnata come potenziamento

d) se il collaboratore vicario è titolare di sostegno, classe speciale e/o religione cattolica si procede come sopra specificato.

http://www.istruzione.lombardia.gov.it/milano/protmi23544_15/



Ultima modifica di GG82 il Lun Gen 04, 2016 6:47 pm, modificato 5 volte
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MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Lun Gen 04, 2016 6:32 pm

lucetta10 ha scritto:

Alla nostra piccolissima scuola primaria è andata decisamente meglio che alla enorme scuola media, che non potrà nemmeno esonerare il vicepreside visto che non hanno concesso potenziatori nella sua cdc (a proposito: come si potrebbe risolvere questo problema, dal momento che siamo anche in reggenza?)
Fermo restando che il reggente dovrebbe darsi una svegliata, se ancora non l'ha già fatto, non so se in questi casi la deroga del conferimento di una supplenza fino all'A.D. per coprire l'esonero può essere estesa al 30 giugno.
Se invece non c'è alcuna possibilità di coprire l'esonero è inevitabile che a questo punto l'attuale vicepreside si dimetta e subentri un altro per il quale si può coprire l'esonero. È già difficile, per un vicepreside, garantire la presenza in classe in condizioni normali, impossibile in una scuola in reggenza: o fa l'insegnante o fa il vicepreside.


Ultima modifica di Giancarlo Dessì il Lun Gen 04, 2016 6:35 pm, modificato 1 volta (Ragione : barro, è già stato esaustivo GG82)
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MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Lun Gen 04, 2016 6:36 pm

Si è vero sul sostegno chiamano anche i non specializzati con le graduatorie incrociate. A me offrirono 5 ore e rifiutai.
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Lun Gen 04, 2016 6:38 pm

comp_xt ha scritto:
Con buona pace di certa retorica, lo studente viene messo al centro NON con i piani didattici personalizzati (che si traducono, nei fatti, in abbassamento degli obiettivi) ma con un organizzazione scolastica che ottimizzi il processo di apprendimento.
Per questo motivo non ho peli sulla lingua a dire che mi fa orrore la scuola elementare a tempo pieno.
I suoi sostenitori(fra cui tantissimi genitori) mi fanno notare che i compiti li fanno a scuola e che il lavoro a casa viene assegnato solo il venerdì per il lunedì.
Peggio ancora!
Io ho fatto le elementari con 24 ore settimanali, uscivo ogni giorno alle 12.30, a scuola ci andavo anche il sabato ma studiavo e facevo i compiti per conto mio e in questo modo mi sono costruito il mio personale metodo di studio che mi ha consentito di acquisire quella autonomia indispensabile nel proseguo degli studi.

La realtà è che i sostenitori del tempo pieno non vogliono una scuola migliore.
Se sono genitori, vogliono un parcheggio per i figli fino allo quattro di pomeriggio.
Se sono insegnanti, vogliono più cattedre.
Se non sono né genitori né insegnanti, siamo di fronte a persone fortemente  ideologizzate, di destra come di sinistra, che pensano che l'educazione dei figli sia compito dello stato e non delle famiglie.


Ma stai scherzando o dici davvero? Il tempo prolungato è una conquista di civiltà, una tappa dell'emancipazione femminile, e conta ormai svariati decenni di onorata carriera, tanto che non fa più dibattito.
Io invece ho fatto la scuola elementare (e anche alla materna se è per questo) al tempo pieno, uscivo alle 16.30, mi sapevo tagliare la carne e versare l'acqua da sola a quattro anni mentre i miei coetanei mangiavano solo la fettina frollata personalmente da mamma, e inoltre facevo i compiti per conto mio, a lume acceso, mi hanno comunque educato i miei, ed anche lo Stato, come tutti gli studenti della scuola pubblica (viva Dio!): "in questo modo mi sono costruito il mio personale metodo di studio che mi ha consentito di acquisire quella autonomia indispensabile nel proseguo degli studi", sono arrivata al dottorato di ricerca quindi credo proprio che il prolungato non mi abbia tarato e non mi è giunta notizia di molti compagni di classe finiti in riformatorio per essere stati parcheggiati, se hai dati statistici a disposizione rendicene pure edotti, altrimenti riserverei le anafore per campagne migliori
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MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Lun Gen 04, 2016 6:39 pm

Giancarlo Dessì ha scritto:
lucetta10 ha scritto:

Alla nostra piccolissima scuola primaria è andata decisamente meglio che alla enorme scuola media, che non potrà nemmeno esonerare il vicepreside visto che non hanno concesso potenziatori nella sua cdc (a proposito: come si potrebbe risolvere questo problema, dal momento che siamo anche in reggenza?)
Fermo restando che il reggente dovrebbe darsi una svegliata, se ancora non l'ha già fatto, non so se in questi casi la deroga del conferimento di una supplenza fino all'A.D. per coprire l'esonero può essere estesa al 30 giugno.
Se invece non c'è alcuna possibilità di coprire l'esonero è inevitabile che a questo punto l'attuale vicepreside si dimetta e subentri un altro per il quale si può coprire l'esonero. È già difficile, per un vicepreside, garantire la presenza in classe in condizioni normali, impossibile in una scuola in reggenza: o fa l'insegnante o fa il vicepreside.


Per quest'anno è coperto con un semiesonero, dal prossimo mi domando proprio cosa succederà
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MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Lun Gen 04, 2016 6:44 pm

L'anno prossimo dovrebbe vedere l'affidamento del posto di vicepreside alla cdc corretta (cioè nell'OP provinciale dovrebbero essere i posti dei vice, assumendo dal concorso per le cdc ad oggi senza OP; d'altra parte alle superiori non tutti gli istituti hanno diritto all'esonero o al semiesonero quindi ce la si dovrebbe fare).
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MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Lun Gen 04, 2016 6:45 pm

lucetta10 ha scritto:
Giancarlo Dessì ha scritto:
lucetta10 ha scritto:

Alla nostra piccolissima scuola primaria è andata decisamente meglio che alla enorme scuola media, che non potrà nemmeno esonerare il vicepreside visto che non hanno concesso potenziatori nella sua cdc (a proposito: come si potrebbe risolvere questo problema, dal momento che siamo anche in reggenza?)
Fermo restando che il reggente dovrebbe darsi una svegliata, se ancora non l'ha già fatto, non so se in questi casi la deroga del conferimento di una supplenza fino all'A.D. per coprire l'esonero può essere estesa al 30 giugno.
Se invece non c'è alcuna possibilità di coprire l'esonero è inevitabile che a questo punto l'attuale vicepreside si dimetta e subentri un altro per il quale si può coprire l'esonero. È già difficile, per un vicepreside, garantire la presenza in classe in condizioni normali, impossibile in una scuola in reggenza: o fa l'insegnante o fa il vicepreside.


Per quest'anno è coperto con un semiesonero, dal prossimo mi domando proprio cosa succederà

In teoria sarebbe opportuno che non si cambiasse vicepreside. In genere i vicepresidi sono figure che ricoprono stabilmente questo ruolo ed è perciò ragionevole che si faccia affidamento su un'esperienza maturata all'interno di un'istituzione scolastica.
Ma se le condizioni dovessero restare invariate, c'è poco da scialare, sarà necessario un avvicendamento, con tutte le conseguenze del caso. Di solito chi fa il vicepreside è restio a lasciare l'incarico, a meno di una disaffezione, ma è impensabile ricoprire questo incarico e svolgere anche le 18 ore in classe. Soprattutto se la scuola dovesse ancora essere in reggenza il prossimo anno, cosa molto probabile perché non credo che chiuderanno con il reclutamento dei nuovi DS. Al momento non c'è neppure il bando.
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MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Lun Gen 04, 2016 6:50 pm

gugu ha scritto:
L'anno prossimo dovrebbe vedere l'affidamento del posto di vicepreside alla cdc corretta (cioè nell'OP provinciale dovrebbero essere i posti dei vice, assumendo dal concorso per le cdc ad oggi senza OP; d'altra parte alle superiori non tutti gli istituti hanno diritto all'esonero o al semiesonero quindi ce la si dovrebbe fare).
Anche se si tratta della via d'uscita più logica, in realtà non è detto che sia razionale. Fare i collaboratori vicari richiede comunque una certa predisposizione che non tutti hanno. Senza considerare che comunque gli impegni a scuola del vicario sforano sistematicamente le 18 ore. Insomma, se non c'è la volontà e la motivazione dell'interessato a ricoprire l'incarico, difficilmente la cosa può funzionare.
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Lun Gen 04, 2016 7:22 pm

Giancarlo Dessì ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
Giancarlo Dessì ha scritto:
lucetta10 ha scritto:

Alla nostra piccolissima scuola primaria è andata decisamente meglio che alla enorme scuola media, che non potrà nemmeno esonerare il vicepreside visto che non hanno concesso potenziatori nella sua cdc (a proposito: come si potrebbe risolvere questo problema, dal momento che siamo anche in reggenza?)
Fermo restando che il reggente dovrebbe darsi una svegliata, se ancora non l'ha già fatto, non so se in questi casi la deroga del conferimento di una supplenza fino all'A.D. per coprire l'esonero può essere estesa al 30 giugno.
Se invece non c'è alcuna possibilità di coprire l'esonero è inevitabile che a questo punto l'attuale vicepreside si dimetta e subentri un altro per il quale si può coprire l'esonero. È già difficile, per un vicepreside, garantire la presenza in classe in condizioni normali, impossibile in una scuola in reggenza: o fa l'insegnante o fa il vicepreside.


Per quest'anno è coperto con un semiesonero, dal prossimo mi domando proprio cosa succederà

In teoria sarebbe opportuno che non si cambiasse vicepreside. In genere i vicepresidi sono figure che ricoprono stabilmente questo ruolo ed è perciò ragionevole che si faccia affidamento su un'esperienza maturata all'interno di un'istituzione scolastica.
Ma se le condizioni dovessero restare invariate, c'è poco da scialare, sarà necessario un avvicendamento, con tutte le conseguenze del caso. Di solito chi fa il vicepreside è restio a lasciare l'incarico, a meno di una disaffezione, ma è impensabile ricoprire questo incarico e svolgere anche le 18 ore in classe. Soprattutto se la scuola dovesse ancora essere in reggenza il prossimo anno, cosa molto probabile perché non credo che chiuderanno con il reclutamento dei nuovi DS. Al momento non c'è neppure il bando.


Se le condizioni dovessero rimanere invariate sarebbe difficile/impossibile anche trovare un vicepreside nella cdc dei potenziatori!
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MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Lun Gen 04, 2016 7:33 pm

lucetta10 ha scritto:
Se le condizioni dovessero rimanere invariate sarebbe difficile/impossibile anche trovare un vicepreside nella cdc dei potenziatori!
Allora buona fortuna, ne avrete veramente bisogno. Se vi serve uno stock di fichi secchi potete sempre valutare l'opportunità di fare un progetto di scambi con qualche istituto agrario della Turchia.
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bog



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MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Lun Gen 04, 2016 7:54 pm

Giancarlo Dessì ha scritto:
bog ha scritto:
Giancarlo Dessì ha scritto:


[... cut ...]

Qualsiasi deroga introdotta autonomamente da un'istituzione scolastica, anche se approvata dal Collegio dei Docenti, è illegittima perché le procedure degli scrutini e degli esami sono di competenza dello Stato e non possono essere modificate dall'autonomia scolastica.
...ecco appunto la Valutazione nel Potenziamento credo sia fondamentaleeeee non sarà il caso di introdurre un'ordinanza ministeriale (anno 2015/2016) in questo modo non si creano diffrenze dei ruoli anche perchè ok  siamo tutti docenti ma perchè uno valuta e l'altro no?

L'aspetto che mi piace di questo lavoro è insegnare. Delle valutazioni farei volentieri a meno. Farei volentieri a meno di partecipare agli scrutini. Metterei subito la firma su una riforma che mi attribuisse l'incarico di insegnare per tutto l'anno con il compito di redigere una relazione analitica ad uso e consumo di un comitato di valutazione che procede allo scrutinio.
Mi piace così tanto insegnare che quando gli studenti mi chiedono di rinviare una verifica programmata, in genere lo faccio volentieri perché alle verifiche mi annoio a morte a fare il cane da guardia. Alcuni anni fa ho sconcertato un'intera classe perché mi sono letteralmente addormentato sulla cattedra mentre in religioso silenzio facevano la verifica. È stato un attimo di cedimento, ma quanto basta per rendermi conto che erano tutti lì a guardarmi con gli occhi stralunati invece di cogliere la palla al balzo e sbirciare tra appunti e libri!

A parte questa digressione, non è facile istituire con una norma l'integrazione dei docenti di potenziamento nelle procedure di scrutinio. Non dimentichiamo che il potenziamento si deve svolgere secondo linee autonomamente definite all'interno delle singole istituzioni scolastiche e che non necessariamente possono adattarsi ad una formalizzazione in sede di valutazione finale.

Tanto varrebbe un'ordinanza o altro provvedimento che disponga la ripartizione delle ore di potenziamento tra tutti i docenti in organico per quella classe di concorso. In modo che ciascuno svolga la propria funzione sia nel potenziamento sia nell'attività didattica ordinaria, con eventuali 15+3 o 14+4 o 12+6 o 10+8. Anche questo potrebbe entrare in conflitto con esigenze specifiche all'interno delle singole scuole, ma almeno sarebbero conflitti più sostenibili rispetto a quelli che si generano nell'improbabile tentativo di raccordare l'autonomia operativa nelle singole istituzioni scolastiche con le procedure formali rigidamente codificate a livello nazionale.
Giancarlo VALUTARE è anche insegnare certamente non significa fare il cane da guardia (mai inteso in questo modo) non credo sia giusto privarsene anche da potenziatore dato che è utile anche al docente oltre che al discente.
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gugu



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MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Lun Gen 04, 2016 7:58 pm

Giancarlo Dessì ha scritto:
gugu ha scritto:
L'anno prossimo dovrebbe vedere l'affidamento del posto di vicepreside alla cdc corretta (cioè nell'OP provinciale dovrebbero essere i posti dei vice, assumendo dal concorso per le cdc ad oggi senza OP; d'altra parte alle superiori non tutti gli istituti hanno diritto all'esonero o al semiesonero quindi ce la si dovrebbe fare).
Anche se si tratta della via d'uscita più logica, in realtà non è detto che sia razionale. Fare i collaboratori vicari richiede comunque una certa predisposizione che non tutti hanno. Senza considerare che comunque gli impegni a scuola del vicario sforano sistematicamente le 18 ore. Insomma, se non c'è la volontà e la motivazione dell'interessato a ricoprire l'incarico, difficilmente la cosa può funzionare.

Le scuole hanno già chiesto l'insegnamento del vicario nell'OP, alcune scuole non l'hanno avuto perché non c'era nessuno di quella cdc che ha presentato domanda in fase C.
L'anno prossimo le assunzioni dal concorso (e da GE) daranno gli insegnanti delle cdc scoperte, per cui il vicario rimane dove è. Sempre che il DS non voglia cambiarlo (e qui si pone il problema del potenziamento triennale e del vicario vagante, per volontà, per pensionamento o perché il preside ne vuole un altro, visto che in 3 anni possono cambiare anche i DS).
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MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Lun Gen 04, 2016 8:59 pm

bog ha scritto:
Giancarlo VALUTARE è anche insegnare certamente non significa fare il cane da guardia (mai inteso in questo modo) non credo sia giusto privarsene anche da potenziatore dato che è utile anche al docente oltre che al discente.
Restando sul piano concettuale la metto in questi termini:
1) verificare il lavoro svolto è funzionale all'insegnamento
2) valutare il lavoro svolto è funzionale ll'insegnamento
3) valutare formalmente e registrare la valutazione in un atto ufficiale è funzionale ad una finalità burocratica e non necessariamente funzionale all'insegnamento
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Potenziamento: sòla o risorsa?
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