Scuola, insegnanti, docenti, dirigenti scolastici, personale ATA
 
IndiceIndice  CercaCerca  FAQFAQ  RegistrarsiRegistrarsi  AccediAccedi  

Ultimi argomenti
Link sponsorizzati
Condividere | 
 

 Potenziamento: sòla o risorsa?

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso 
Andare alla pagina : Precedente  1 ... 12 ... 20, 21, 22, 23  Seguente
AutoreMessaggio
precario.acciaio



Messaggi : 1631
Data d'iscrizione : 29.08.15

MessaggioOggetto: Potenziamento: sòla o risorsa?   Mar Dic 15, 2015 7:42 pm

Promemoria primo messaggio :

Il Potenziamento potrebbe essere la grande novità di questi ultimi 30 anni, dopo l'introduzione del sostegno; lo stato ha deciso di investire, come allora, in un numero consistente di personale e lo ha fatto, almeno in teoria, per potenziare la didattica, il che, almeno sulla carta, è lodevolissimo.
Per ora l'esito non è entusiasmante, almeno a quanto posso giudicare dai potenziati della mia scuola (che restano, ahiloro, in sala docenti per ore e ogni tanto vanno a fare una tediosa sostituzione)... è anche vero che qualunque istituzione ha bisogno di un periodo di rodaggio per inserire 40 mila nuovi dipendenti.

Cosa ne pensate dunque di questo potenziamento, qual è il vostro parere?
Tornare in alto Andare in basso

AutoreMessaggio
lucetta10



Messaggi : 5365
Data d'iscrizione : 17.01.12

MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Lun Gen 04, 2016 9:44 pm

Giancarlo Dessì ha scritto:
gugu ha scritto:
L'anno prossimo dovrebbe vedere l'affidamento del posto di vicepreside alla cdc corretta (cioè nell'OP provinciale dovrebbero essere i posti dei vice, assumendo dal concorso per le cdc ad oggi senza OP; d'altra parte alle superiori non tutti gli istituti hanno diritto all'esonero o al semiesonero quindi ce la si dovrebbe fare).
Anche se si tratta della via d'uscita più logica, in realtà non è detto che sia razionale. Fare i collaboratori vicari richiede comunque una certa predisposizione che non tutti hanno. Senza considerare che comunque gli impegni a scuola del vicario sforano sistematicamente le 18 ore. Insomma, se non c'è la volontà e la motivazione dell'interessato a ricoprire l'incarico, difficilmente la cosa può funzionare.



L'interessato ha cercato di liberarsi del suo prestigioso incarico già dall'anno scorso, poi lo spirito di servizio lo ha trattenuto (con inevitabile strascico di malumore).
Speriamo comunque che arrivi qualcuno dall'OP provinciale, con una tempistica decente magari
Tornare in alto Andare in basso
paniscus_2.0



Messaggi : 6171
Data d'iscrizione : 21.02.14

MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Mar Gen 05, 2016 10:12 am

lucetta10 ha scritto:
comp_xt ha scritto:

La realtà è che i sostenitori del tempo pieno non vogliono una scuola migliore.
Se sono genitori, vogliono un parcheggio per i figli fino allo quattro di pomeriggio.
Se sono insegnanti, vogliono più cattedre.
Se non sono né genitori né insegnanti, siamo di fronte a persone fortemente  ideologizzate, di destra come di sinistra, che pensano che l'educazione dei figli sia compito dello stato e non delle famiglie.

Ma stai scherzando o dici davvero? Il tempo prolungato è una conquista di civiltà, una tappa dell'emancipazione femminile, e conta ormai svariati decenni di onorata carriera, tanto che non fa più dibattito.

E comunque, il punto non è che cosa si pensi ideologicamente del tempo pieno (il che si può condividere o meno, ma ognuno è libero di pensarla personalmente come vuole): il punto è che esso venga descritto in maniera completamente errata, con affermazioni fattualmente false.

Pure io ho mandato i figli al tempo pieno e si sono trovati benissimo, sia dal punto di vista didattico che di socializzazione e altre varie ed eventuali... però mica lo escludo, che possano ANCHE esserci dei genitori disinteressati agli effetti didattici e che lo usano solo come parcheggio, la trovo una possibilità perfettamente credibile.

Quello che non accetto è che ci sia ancora gente che sostiene che il tempo pieno sia un doposcuola dove si passa il pomeriggio a svolgere attività diverse (e meno importanti) di quelle della mattina... o dove al massimo si viene sorvegliati mentre "si fanno i compiti" assegnati di mattina durante le lezioni vere (e che invece i compagni più fortunati fanno a casa, sotto lo sguardo amorevole della mamma). Queste sono BALLE, non c'è altra definizione possibile!

L.
Tornare in alto Andare in basso
Online
comp_xt



Messaggi : 950
Data d'iscrizione : 10.12.15

MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Mer Gen 06, 2016 4:51 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
comp_xt ha scritto:

La realtà è che i sostenitori del tempo pieno non vogliono una scuola migliore.
Se sono genitori, vogliono un parcheggio per i figli fino allo quattro di pomeriggio.
Se sono insegnanti, vogliono più cattedre.
Se non sono né genitori né insegnanti, siamo di fronte a persone fortemente  ideologizzate, di destra come di sinistra, che pensano che l'educazione dei figli sia compito dello stato e non delle famiglie.

Ma stai scherzando o dici davvero? Il tempo prolungato è una conquista di civiltà, una tappa dell'emancipazione femminile, e conta ormai svariati decenni di onorata carriera, tanto che non fa più dibattito.

E comunque, il punto non è che cosa si pensi ideologicamente del tempo pieno (il che si può condividere o meno, ma ognuno è libero di pensarla personalmente come vuole): il punto è che esso venga descritto in maniera completamente errata, con affermazioni fattualmente false.

Pure io ho mandato i figli al tempo pieno e si sono trovati benissimo, sia dal punto di vista didattico che di socializzazione e altre varie ed eventuali... però mica lo escludo, che possano ANCHE esserci dei genitori disinteressati agli effetti didattici e che lo usano solo come parcheggio, la trovo una possibilità perfettamente credibile.

Quello che non accetto è che ci sia ancora gente che sostiene che il tempo pieno sia un doposcuola dove si passa il pomeriggio a svolgere attività diverse (e meno importanti) di quelle della mattina... o dove al massimo si viene sorvegliati mentre "si fanno i compiti" assegnati di mattina durante le lezioni vere (e che invece i compagni più fortunati fanno a casa, sotto lo sguardo amorevole della mamma). Queste sono BALLE, non c'è altra definizione possibile!

L.

Quando ho scritto che "I compiti li fanno a scuola" ho semplicemente riportato una risposta che viene spesso data a chi esprime dei dubbi sul tempo pieno.
Che ciò non corrisponda al vero sono d'accordo, ma è irrilevante ai fini del mio discorso in quanto la mia critica è legata al fatto che ritengo eccessivo che un bambino stia a scuola per sette ore e mezza al giorno e, soprattutto, non credo che sia sostenibile nel medio-lungo termine un sistema in cui compiti a casa vengano assegnati solo il fine settimana.

Fra l'altro sentire parlare del tempio pieno come di "una tappa dell'emancipazione femminile" e non semplicemente di un diverso modo di organizzare l'attività didattica mi convince sempre di più del fatto che si tratta di un'operazione altamente ideologica.
Tornare in alto Andare in basso
lucetta10



Messaggi : 5365
Data d'iscrizione : 17.01.12

MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Mer Gen 06, 2016 5:41 pm

comp_xt ha scritto:
paniscus_2.0 ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
comp_xt ha scritto:

La realtà è che i sostenitori del tempo pieno non vogliono una scuola migliore.
Se sono genitori, vogliono un parcheggio per i figli fino allo quattro di pomeriggio.
Se sono insegnanti, vogliono più cattedre.
Se non sono né genitori né insegnanti, siamo di fronte a persone fortemente  ideologizzate, di destra come di sinistra, che pensano che l'educazione dei figli sia compito dello stato e non delle famiglie.

Ma stai scherzando o dici davvero? Il tempo prolungato è una conquista di civiltà, una tappa dell'emancipazione femminile, e conta ormai svariati decenni di onorata carriera, tanto che non fa più dibattito.

E comunque, il punto non è che cosa si pensi ideologicamente del tempo pieno (il che si può condividere o meno, ma ognuno è libero di pensarla personalmente come vuole): il punto è che esso venga descritto in maniera completamente errata, con affermazioni fattualmente false.

Pure io ho mandato i figli al tempo pieno e si sono trovati benissimo, sia dal punto di vista didattico che di socializzazione e altre varie ed eventuali... però mica lo escludo, che possano ANCHE esserci dei genitori disinteressati agli effetti didattici e che lo usano solo come parcheggio, la trovo una possibilità perfettamente credibile.

Quello che non accetto è che ci sia ancora gente che sostiene che il tempo pieno sia un doposcuola dove si passa il pomeriggio a svolgere attività diverse (e meno importanti) di quelle della mattina... o dove al massimo si viene sorvegliati mentre "si fanno i compiti" assegnati di mattina durante le lezioni vere (e che invece i compagni più fortunati fanno a casa, sotto lo sguardo amorevole della mamma). Queste sono BALLE, non c'è altra definizione possibile!

L.

Quando ho scritto che "I compiti li fanno a scuola" ho semplicemente riportato una risposta che viene spesso data a chi esprime dei dubbi sul tempo pieno.
Che ciò non corrisponda al vero sono d'accordo, ma è irrilevante ai fini del mio discorso in quanto la mia critica è legata al fatto che ritengo eccessivo che un bambino stia a scuola per sette ore e mezza al giorno e, soprattutto, non credo che sia sostenibile nel medio-lungo termine un sistema in cui compiti a casa vengano assegnati solo il fine settimana.

Fra l'altro sentire parlare del tempio pieno come di "una tappa dell'emancipazione femminile" e non semplicemente di un diverso modo di organizzare l'attività didattica mi convince sempre di più del fatto che si tratta di un'operazione altamente ideologica.



Mia figlia fa il tempo pieno come ho fatto io, e ogni giorno ha dei compiti da fare a casa. Io ne avevo come lei, 30 anni fa.
Se sei convinto che i compiti non si facciano a scuola, perché lo sei anche del fatto che vengano assegnati solo nel fine settimana?
Capisco che sette ora di scuola siano tutto tempo perso per Rai Yo Yo, ma ti annuncio anche che "ideologia" non è una parolaccia e che "operazione" si usa per qualcosa che è in corso. Nessuno pensa all'abolizione del tempo pieno che vive e lotta con noi da decenni. Non capisco come mai i prati non siano pieni di bambini del tempo normale che corrono felici con i loro aquiloni: saranno tutti in giro per musei o a erudirsi in qualche lingua straniera? Finiamola per favore con le baggianate stucchevoli. Il tempo prolungato è organizzato in modo da utilizzare razionalmente il tempo dei bambini che hanno in più un'ora di mensa e una di ricreazione, della cui utilità ai fini dell'educazione e della formazione non ho alcun dubbio, e non perché me lo ha detto pinco pallo.
Checchè tu ne pensi, tra i parametri di arretramento della scuola del sud Italia si cita sempre la scarsa presenza del tempo prolungato, e certo è un tema che si correla all'alto tasso di disoccupazione femminile. O pensiamo che l'alternativa al tempo pieno possa essere legare i bambini alla catena con una ciotola d'acqua finchè non arrivano mamma o papà?
Quanto alla scuola-parcheggio. Ricordo che la scuola è un servizio pubblico e esiste il reato di interruzione di pubblico servizio che consiste proprio nell'interrompere il parcheggio, e che ho visto fior di parcheggiati a orari ultraridotti
Tornare in alto Andare in basso
paniscus_2.0



Messaggi : 6171
Data d'iscrizione : 21.02.14

MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Mer Gen 06, 2016 6:29 pm

comp_xt ha scritto:
Quando ho scritto che "I compiti li fanno a scuola" ho semplicemente riportato una risposta che viene spesso data a chi esprime dei dubbi sul tempo pieno.

Ah sì?

E da parte di chi verrrebbe data, questa risposta?

Non certo dagli insegnanti del tempo pieno, né da chi ha mandato i figli al tempo pieno con cognizione di causa.

Quella è la tipica risposta che viene data da chi del tempo pieno non sa assolutamente niente, e che appunto, come ho accennato prima, lo conosce solo per sentito dire (e quindi, in gran parte, lo confonde con il doposcuola che faceva qualche suo coetaneo 40 anni prima).

L.
Tornare in alto Andare in basso
Online
giovanna onnis



Messaggi : 17792
Data d'iscrizione : 15.04.12

MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Mer Gen 06, 2016 6:53 pm

Le scuole in Italia sono tante e in molte di queste c'è il tempo pieno (scuola Primaria) e il tempo prolungato (scuola Secondaria I grado).
Nel tempo prolungato ci sono scuole che prevedono per il rientro pomeridiano,un'ora di "studio assistito".
Paniscus indovina di cosa si tratta?
Tornare in alto Andare in basso
paniscus_2.0



Messaggi : 6171
Data d'iscrizione : 21.02.14

MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Mer Gen 06, 2016 7:22 pm

E comunque, non sono nemmeno tanto d'accordo con l'idea del tempo pieno come "veicolo dell'emancipazione femminile".

Quello semmai è un (positivo) effetto collaterale che è arrivato dopo, e del quale adesso moltissime famiglie non potrebbero più fare a meno, ma inizialmente l'impatto sociale e assistenziale del tempo pieno era tutt'altro:

ossia, un servizio di aiuto all'integrazione sociale e culturale per quei bambini di condizione socioeconomica tanto sfigata che il concetto di emancipazione non sapevano nemmeno dove stesse di casa, né per le donne né per gli uomini.

Il tempo pieno originario, come coraggioso esperimento sociale e pedagogico degli anni sessanta e settanta, nacque soprattutto nelle preiferie proletarie delle grandi città industriali. Ed è vero che era rivolto soprattutto ai ragazzini che avevano entrambi i genitori lavoranti fuori casa a tempo pieno, questo è verissimo, ma dubito che si trattasse di famiglie intellettualmente emancipate con donne progressiste che miravano a chissà quali aspettative di carriera: si trattava in massima parte di famiglie povere e ignoranti, per nulla emancipate, che rischiavano la fame, e in cui l'nico modo per evitare la fame era appunto che entrambi i genitori si sbattessero tutto il giorno in fabbrica, in officina, nei cantieri edili, nei mercati ortofrutticoli, o nelle imprese di pulizie, con turni imprevedibili.

E in casi del genere, non è che fossero le mamme emancipate a "pretendere" il servizio moderno di babysitteraggio con valore aggiunto didattico, eh: le primissime forme di tempo pieno erano rivolte a quei bambini che altrimenti sarebbero stati lasciati abbandonati a se stessi per parecchie ore al giorno... a giocare per strada (a rischio di incidenti, di droga, di teppismo, o di reclutamento nei giri della malavita urbana), o ad essere caricati precocemente di responsabilità domestiche pesanti (faccende di casa adatte agli adulti, o sorveglianza dei fratelli più piccoli), o magari ad aiutare i genitori lavorando in nero, con tutto ciò che ne consegue.

E l'idea iniziale era proprio quella del potenziamento della didattica, in base al principio che proprio i bambini di condizione sociale più precaria avessero bisogno di strumenti educativi IN PIU', e non solo di babysitteraggio.

Uno dei motivi per cui all'inizio il tempo pieno era malvisto è proprio questo, ossia che aveva questo stigma di "scuola per sfigati", di cui le famiglie perbene non avevano bisogno.

Quando invece hanno cominciato ad averne bisogno più o meno tutti, senza nessun marchio sociale particolare, è semplicemente perché, col tempo, è diventato normale che in quasi tutte le famiglie lavorassero entrambi i genitori (e non solo in quelle più sfigate che altrimenti avrebbero fatto la fame nera, o in quelle più pretenziose che già decenni prima si "emancipavano" di più).

E siccome in quasi tutte le famiglie lavoravano entrambi i genitori, in tutti gli ambienti sociali ha cominciato a farsi strada l'idea che non è accettabile lasciare i bambini da soli, o affidati a sorveglianti improvvisati e inadeguati.

...e che quindi, se il bambino deve comunque essere affidato a qualcuno per diverse ore al giorno, è mille volte meglio che stia a scuola, a fare atttività educative con personale qualificato appositamente, piuttosto che con la nonna ultrasettantenne che non ce la fa a stargli dietro, o con la sorella di 14 anni che deve studiare a sua volta, o con la svaccatissima babysitter di 18 che passa il tempo a spippolare al telefono col fidanzato.

Ma NON è che le mamme abbiano cominciato a emanciparsi sul lavoro PERCHE' c'era il tempo pieno, mentre prima erano costrette a stare a casa perché il tempo pieno non c'era... semplicemente, il tempo pieno è diventato un'esigenza diffusa anche perché quasi tutte le mamme avrebbero lavorato comunque. Detto nel gergo della biologia, è una forma di "coevoluzione", non una forma di causa ed effetto diretta!
Tornare in alto Andare in basso
Online
lucetta10



Messaggi : 5365
Data d'iscrizione : 17.01.12

MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Mer Gen 06, 2016 8:36 pm

giovanna onnis ha scritto:
Le scuole in Italia sono tante e in molte di queste c'è il tempo pieno (scuola Primaria) e il tempo prolungato (scuola Secondaria I grado).
Nel tempo prolungato ci sono scuole che prevedono per il rientro pomeridiano,un'ora di "studio assistito".
Paniscus indovina di cosa si tratta?



Io insegno in una sezione di tempo prolungato e non abbiamo nessuna previsione di studio assistito, né ho mai visto scuole in cui questo si faccia.
Se ci sono normative in merito non le conosco e chiedo lumi. Come si possa poi organizzare lo studio assistito nel tempo scuola alla scuola media mi sfugge, dal momento che le ore pomeridiane sono curricolari e assegnate a diverse discipline, alcune delle quali senza potenziamento orario
Tornare in alto Andare in basso
dubitoergosum



Messaggi : 1367
Data d'iscrizione : 04.09.10

MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Gio Gen 07, 2016 9:45 am

Ammetto di non avere competenze per poter intervenite attivamente nel'argomento, ma siccome mi interessa e da molto, e ho comunque una mia idea, ci voglio entrare.
Io penso che la questione sia DIDATTICA. Siamo certi che un modulo di 40 ore settimanali sia più efficace di un modulo di 27 ore, se l'obiettivo è rendere più autonomi e competenti gli allievi? Gli argomenti insegnati sono gli stessi nei 2 moduli, diluire a 40 ore l'apprendimento a mio personale avviso è deleterio. Dopodiché, penso che le scuole dovrebbero essere un luogo aperto il più possibile, anche di sera, anche d'estate, per favorire quelle attività ludiche ed educative che contribuiscono alla formazione forse anche più della scuola stessa. E si potrebbe aprirre un discordo molto ampio in proposito, ma ribadisco, quello che mi preme e che penso sia veramente rilevante è l'aspetto didattico.
In questi giorni, dovendo scegliere il plesso della primaria a cui iscrivere il mio piccolo, ho dato un'occhiata ai risultati delle prove INVALSI. Ebbene, i moduli sono solo 2: 30 ore o 40 ore, per ciascun anno. I bambini hanno le stesse 3 maestre, in A con 30 ore, in B con 40 ore. Ebbene, in tutti i tre plessi del comprensivo, strutturati allo stesso modo (A e B), con gli stessi maestri per classe in tutti i 3 casi, i risultati delle prove INVALSI dei bambini che fanno tempo pieno sono leggermente inferiori a quelli dei bimbi che fanno il modulo con orario ridotto. Questo risultato è confermato nei 3 anni che ho controllato.
Quelli del mio comprensivo non sono certo risultati statisticamente attendibili, ma a mio avviso andrebbero fatti degli studi su un'eventuale correlazione tra tempo scuola e risultati degli allievi. Anche in considerazione del fatto che negli ultimi decenni è mediamente aumentato il tempo scuola, ma il rendimento degli studenti ha subito un crollo. Quindi andrebbe quantomeno escluso un nesso tra i due fatti.
Dopodiché, se parliamo di scuole aperte, io penso di essere un'estremista.
http://www.movinazionale.it/phocadownload/StradeNuove/Quaderni/quaderno2.pdf
Ma la didattica è un'altra cosa.
Tornare in alto Andare in basso
lucetta10



Messaggi : 5365
Data d'iscrizione : 17.01.12

MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Gio Gen 07, 2016 10:51 am

dubitoergosum ha scritto:
Ammetto di non avere competenze per poter intervenite attivamente nel'argomento, ma siccome mi interessa e da molto, e ho comunque una mia idea, ci voglio entrare.
Io penso che la questione sia DIDATTICA. Siamo certi che un modulo di 40 ore settimanali sia più efficace di un modulo di 27 ore, se l'obiettivo è rendere più autonomi e competenti gli allievi? Gli argomenti insegnati sono gli stessi nei 2 moduli, diluire a 40 ore l'apprendimento a mio personale avviso è deleterio. Dopodiché, penso che le scuole dovrebbero essere un luogo aperto il più possibile, anche di sera, anche d'estate, per favorire quelle attività ludiche ed educative che contribuiscono alla formazione forse anche più della scuola stessa. E si potrebbe aprirre un discordo molto ampio in proposito, ma ribadisco, quello che mi preme e che penso sia veramente rilevante è l'aspetto didattico.
In questi giorni, dovendo scegliere il plesso della primaria a cui iscrivere il mio piccolo, ho dato un'occhiata ai risultati delle prove INVALSI. Ebbene, i moduli sono solo 2: 30 ore o 40 ore, per ciascun anno. I bambini hanno le stesse 3 maestre, in A con 30 ore, in B con 40 ore. Ebbene, in tutti i tre plessi del comprensivo, strutturati allo stesso modo (A e B), con gli stessi maestri per classe in tutti i 3 casi, i risultati delle prove INVALSI dei bambini che fanno tempo pieno sono leggermente inferiori a quelli dei bimbi che fanno il modulo con orario ridotto. Questo risultato è confermato nei 3 anni che ho controllato.
Quelli del mio comprensivo non sono certo risultati statisticamente attendibili, ma a mio avviso andrebbero fatti degli studi su un'eventuale correlazione tra tempo scuola e risultati degli allievi. Anche in considerazione del fatto che negli ultimi decenni è mediamente aumentato il tempo scuola, ma il rendimento degli studenti ha subito un crollo. Quindi andrebbe quantomeno escluso un nesso tra i due fatti.
Dopodiché, se parliamo di scuole aperte, io penso di essere un'estremista.
http://www.movinazionale.it/phocadownload/StradeNuove/Quaderni/quaderno2.pdf
Ma la didattica è un'altra cosa.



La farei più banale. Chi può permettersi di avere a casa i bambini nel pomeriggio o di pagare una babysitter? A chi può far comodo un pasto al giorno da sottrarre al bilancio familiare? Parliamo di scuola dell'obbligo, le scelte delle famiglie tengono spesso conto di queste variabili. Dell'Invalsi consulterei anche il questionario personale...

Se le maestre sono le stesse mi pare chiaro che la differenza di risultati dipende dalla differente composizione dell'utenza più che dalla efficacia didattica.
Non so di quale località stai parlando, ma dove vivo io, in una grande città, le 40 ore sono il modulo più diffuso e per trovarne 30 bisogna spesso cambiare bacino, 27 sono pressoché inesistenti. Nella scuola di mia figlia c'è solo il tempo pieno.

A parte l'OT, non ho ancora capito se con il potenziamento si potranno attivare nuove sezioni di tempo pieno alla primaria.
Le maestre immesse in fase C sono tante!
Tornare in alto Andare in basso
paniscus_2.0



Messaggi : 6171
Data d'iscrizione : 21.02.14

MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Gio Gen 07, 2016 1:51 pm

dubitoergosum ha scritto:
Gli argomenti insegnati sono gli stessi nei 2 moduli, diluire a 40 ore l'apprendimento a mio personale avviso è deleterio. Dopodiché, penso che le scuole dovrebbero essere un luogo aperto il più possibile, anche di sera, anche d'estate, per favorire quelle attività ludiche ed educative che contribuiscono alla formazione forse anche più della scuola stessa. E si potrebbe aprirre un discordo molto ampio in proposito, ma ribadisco, quello che mi preme e che penso sia veramente rilevante è l'aspetto didattico.

Dopodiché, se parliamo di scuole aperte, io penso di essere un'estremista.
http://www.movinazionale.it/phocadownload/StradeNuove/Quaderni/quaderno2.pdf
Ma la didattica è un'altra cosa.

Io invece sono assolutamente contraria alla visione della scuola aperta indefinitamente per fare mille altre attività che non siano scuola... e anzi, penso che sia stata proprio questa concezione di scuola a distruggerne completamente il valore nella considerazione dell'opinione pubblica.

La scuola è un'istituzione che ha una sua specificità e l'ha sempre avuta, e trovo vergognoso (oltre che socialmente devastante) diluirla a un confuso centro omnicomprensivo di assistenza sociale, babysitteraggio, sostegno psicologico, intrattenimento e parcheggio.

L.
Tornare in alto Andare in basso
Online
dubitoergosum



Messaggi : 1367
Data d'iscrizione : 04.09.10

MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Gio Gen 07, 2016 3:05 pm

lucetta10 ha scritto:
dubitoergosum ha scritto:
Ammetto di non avere competenze per poter intervenite attivamente nel'argomento, ma siccome mi interessa e da molto, e ho comunque una mia idea, ci voglio entrare.
Io penso che la questione sia DIDATTICA. Siamo certi che un modulo di 40 ore settimanali sia più efficace di un modulo di 27 ore, se l'obiettivo è rendere più autonomi e competenti gli allievi? Gli argomenti insegnati sono gli stessi nei 2 moduli, diluire a 40 ore l'apprendimento a mio personale avviso è deleterio. Dopodiché, penso che le scuole dovrebbero essere un luogo aperto il più possibile, anche di sera, anche d'estate, per favorire quelle attività ludiche ed educative che contribuiscono alla formazione forse anche più della scuola stessa. E si potrebbe aprirre un discordo molto ampio in proposito, ma ribadisco, quello che mi preme e che penso sia veramente rilevante è l'aspetto didattico.
In questi giorni, dovendo scegliere il plesso della primaria a cui iscrivere il mio piccolo, ho dato un'occhiata ai risultati delle prove INVALSI. Ebbene, i moduli sono solo 2: 30 ore o 40 ore, per ciascun anno. I bambini hanno le stesse 3 maestre, in A con 30 ore, in B con 40 ore. Ebbene, in tutti i tre plessi del comprensivo, strutturati allo stesso modo (A e B), con gli stessi maestri per classe in tutti i 3 casi, i risultati delle prove INVALSI dei bambini che fanno tempo pieno sono leggermente inferiori a quelli dei bimbi che fanno il modulo con orario ridotto. Questo risultato è confermato nei 3 anni che ho controllato.
Quelli del mio comprensivo non sono certo risultati statisticamente attendibili, ma a mio avviso andrebbero fatti degli studi su un'eventuale correlazione tra tempo scuola e risultati degli allievi. Anche in considerazione del fatto che negli ultimi decenni è mediamente aumentato il tempo scuola, ma il rendimento degli studenti ha subito un crollo. Quindi andrebbe quantomeno escluso un nesso tra i due fatti.
Dopodiché, se parliamo di scuole aperte, io penso di essere un'estremista.
http://www.movinazionale.it/phocadownload/StradeNuove/Quaderni/quaderno2.pdf
Ma la didattica è un'altra cosa.



La farei più banale. Chi può permettersi di avere a casa i bambini nel pomeriggio o di pagare una babysitter? A chi può far comodo un pasto al giorno da sottrarre al bilancio familiare? Parliamo di scuola dell'obbligo, le scelte delle famiglie tengono spesso conto di queste variabili. Dell'Invalsi consulterei anche il questionario personale...

Se le maestre sono le stesse mi pare chiaro che la differenza di risultati dipende dalla differente composizione dell'utenza più che dalla efficacia didattica.
Non so di quale località stai parlando, ma dove vivo io, in una grande città, le 40 ore sono il modulo più diffuso e per trovarne 30 bisogna spesso cambiare bacino, 27 sono pressoché inesistenti. Nella scuola di mia figlia c'è solo il tempo pieno.


A parte l'OT, non ho ancora capito se con il potenziamento si potranno attivare nuove sezioni di tempo pieno alla primaria.
Le maestre immesse in fase C sono tante!
Stesse maestre sulle sezioni A e B di 3 plessi, stesso risultato in 3 anni consecutivi, quindi 27 maestre per 3 coppie di seconde elementari consecutive.
Anche questo fatto che non è possibile scegliere è discutibile. Ognuno è libero di pensarla come vuole (con buona pace di paniscus ;-)), resta il fatto che non c'è la possibilità di scegliere. Io sarei per le 24 h. sett., modulo contemplato dalla riforma Gelmini, ma totalmente inapplicato. Al momento dell'iscrizione viene chiesto di esprimere una preferenza sul modulo orario (24, 27, 30, 40), ma non mi risulta che il mio IC abbia mai pubblicato la distribuzione delle preferenze. Qui da me alla primaria o fai 30 ore, o 40.
Il tempo pieno è una conquista, ma lo è anche il rispetto delle differenze.
E soprattutto si continua a trascurare punto centrale: siamo certi che dilatare i tempi di apprendimento non abbia conseguenze sull'autonomia, sullo sviluppo dell'attenzione, sulla costruzione del metodo di studio dello studente? Io no di certo.
Tornare in alto Andare in basso
tellina



Messaggi : 7540
Data d'iscrizione : 08.11.10

MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Gio Gen 07, 2016 3:33 pm

Per quanto riguarda la discussione relativa al tempo pieno sì/tempo pieno no...ragiono ancora da alunna: no no no fortemente no.
Capisco tutto e vi seguo negli ottimi ragionamenti...ma ricordandomi quanto ci stavo male a scuola...il mio no non lo dico...lo urlo!
Ridate, se potete permettervelo ovvio, il tempo per altro che non sia solo la scuola...tempo per amicizie extrascolastiche, il tempo anche, ma perché no, per annoiarsi...ma anche per raggiungere quella maturità che è permessa solo dall'organizzazione del tempo non strutturato.
Quanto ai risultati invalsi...la penso come lucetta: ci son scuole dove il tempo pieno è indispensabile parcheggio per famiglie dove lavorano, tanto e per tanto, entrambi i genitori...famiglie con possibilità economiche, culturali e sociali sicuramente scalcagnate...
In altre scuole invece il tempo pieno è per prescelti, per eletti spesso per scuole medie ad indirizzo musicale dove nelle ore in più non si fanno i compiti ma si valorizzano le eccellenze (penso a quelle manine rapide sui tasti del pianoforte e quei piccoli violini e flauti traversi...).
Tornare in alto Andare in basso
paniscus_2.0



Messaggi : 6171
Data d'iscrizione : 21.02.14

MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Gio Gen 07, 2016 3:37 pm

Solo un dettaglio: non so se oggi le cose siano cambiate rispetto al primo lancio della riforma Gelmini, che risale ormai a otto o nove anni fa... però di sicuro, ai primissimi anni di entrata in vigore, il motivo per cui il modulo a 24 ore con maestro unico rimase "inapplicato" non fu certo per complotti orchestrati dall'alto, ma esclusivamente per assoluta insufficienza di richieste da parte delle famiglie, praticamente su tutto il territorio nazionale.

E peraltro fu proprio uno dei punti di fallimento più clamoroso della riforma, perché nemmeno il governo se l'aspettava.

La Gelmini e i suoi compari avevano DAVVERO preso una cantonata, pensando che le famiglie scegliessero in massa l'opzione a "24 ore - solo mattina - maestra unica" perché sopraffatte dalla nostalgia emozionale di "quanto si stava meglio ai tempi nostri"...

...e rimasero veramente spiazzati quando dovettero constatare che non c'era cascato quasi nessuno, nemmeno le famiglie più tradizionali con mamme casalinghe chioccissime!
Tornare in alto Andare in basso
Online
tellina



Messaggi : 7540
Data d'iscrizione : 08.11.10

MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Gio Gen 07, 2016 3:48 pm

Ma ovvio paniscus...
Ormai la mamma chioccissima non esiste più e se può permettersi di non lavorare...se la gode con i pargoli fuori dai piedi!
Tornare in alto Andare in basso
paniscus_2.0



Messaggi : 6171
Data d'iscrizione : 21.02.14

MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Gio Gen 07, 2016 4:04 pm

Quindi anche tu pensi davvero che il tempo pieno sia solo un espediente egoistico per tenersi i figli fuori dai piedi? E che l'unica matrematerna degna di questo nome sia quella che si compiace di tenersi i figli appiccicati alle gonnelle per almeno 20 ore su 24 (tranne le doverose quattro ore di scuola solo di mattina e rigorosamente con la maestra unica)?
Tornare in alto Andare in basso
Online
tellina



Messaggi : 7540
Data d'iscrizione : 08.11.10

MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Gio Gen 07, 2016 4:09 pm

No, non lo penso.
Ma penso che troppo spesso la scelta del tempo prolungato venga fatta sulla pelle di chi, nemmeno interpellato, magari avrebbe altre idee in proposito.
Mi va benissimo ci siano entrambe le possibilità.
Ma, se possibile, chiedete ai vostri figli se lo voglion fare...
Io ricordo ancora le mie urla: nooooooooo ti prego nnnnnoooooooo basta scuolaaaaa, ti giuro rimango a casa e ti faccio le pulizie e imparo pure a stirareeeee...
Oh che vi devo dire...io la scuola l'ho sempre odiata.
Quando ho iniziato ad insegnare in famiglia...ridevan tutti e mi davano massimo qualche mese prima della fuga!!!
Dalla cattedra però è meglio che dal banco... Ehehehe
Tornare in alto Andare in basso
paniscus_2.0



Messaggi : 6171
Data d'iscrizione : 21.02.14

MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Gio Gen 07, 2016 4:22 pm

tellina ha scritto:
Ridate, se potete permettervelo ovvio, il tempo per altro che non sia solo la scuola...tempo per amicizie extrascolastiche, il tempo anche, ma perché no, per annoiarsi...ma anche per raggiungere quella maturità che è permessa solo dall'organizzazione del tempo non strutturato.

E comunque continuo a chiedersi dove stia, nella vita reale dei ragazzini di oggi, questo mitico "tempo non strutturato". Anche quelli che non fanno il tempo pieno, secondo te passano i pomeriggi a correre liberamente per boschi e per prati, ad arrampicarsi sugli alberi, a costruire capanne segrete, o a mettere in scena mirabolanti giochi di avventura di gruppo? Ma se le attività pomeridiane dei bambini consistono quasi esclusivamente nell'essere trasportati qua e là con orari fissi e regole organizzatissime, ad attività gestite da adulti e sorvegliate da adulti, cioè il massimo dello strutturato, tanto quanto la scuola! L'unica differenza tra la mamma casalinga e quella lavoratrice è che la prima ce li accompagna di persona mentre l'altra lo chiede ai nonni o alla baby sitter, ma sempre di puro e semplice accompagnamento ad attività strutturate da altri adulti si tratta!

Tornare in alto Andare in basso
Online
tellina



Messaggi : 7540
Data d'iscrizione : 08.11.10

MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Gio Gen 07, 2016 4:32 pm

No no paniscus...ti assicuro che esistono davvero ragazzini felicemente fanxazzisti...
Magari un impegno pomeridiano fuoricasa c'è, una volta a settimana... Ma il resto dei pomeriggi son liberi (tv, ospitate di amici o ospiti da amici a fare i compiti ma anche a giocare o semplicemente a...far nulla...).
Son casi rari, me ne rendo conto...
Ma spesso crescon davvero...rilassati (e con le mamme o gli adulti giusti vicino...sono molto indipendenti, anche a livello decisionale oltre che operativo).
Ma ribadisco: per chi se lo può permettere...ovvio.
Se non c'è scelta...con buona pace di tutti...tempo pieno e ringrazia.
Tornare in alto Andare in basso
lucetta10



Messaggi : 5365
Data d'iscrizione : 17.01.12

MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Gio Gen 07, 2016 6:25 pm

dubitoergosum ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
dubitoergosum ha scritto:
Ammetto di non avere competenze per poter intervenite attivamente nel'argomento, ma siccome mi interessa e da molto, e ho comunque una mia idea, ci voglio entrare.
Io penso che la questione sia DIDATTICA. Siamo certi che un modulo di 40 ore settimanali sia più efficace di un modulo di 27 ore, se l'obiettivo è rendere più autonomi e competenti gli allievi? Gli argomenti insegnati sono gli stessi nei 2 moduli, diluire a 40 ore l'apprendimento a mio personale avviso è deleterio. Dopodiché, penso che le scuole dovrebbero essere un luogo aperto il più possibile, anche di sera, anche d'estate, per favorire quelle attività ludiche ed educative che contribuiscono alla formazione forse anche più della scuola stessa. E si potrebbe aprirre un discordo molto ampio in proposito, ma ribadisco, quello che mi preme e che penso sia veramente rilevante è l'aspetto didattico.
In questi giorni, dovendo scegliere il plesso della primaria a cui iscrivere il mio piccolo, ho dato un'occhiata ai risultati delle prove INVALSI. Ebbene, i moduli sono solo 2: 30 ore o 40 ore, per ciascun anno. I bambini hanno le stesse 3 maestre, in A con 30 ore, in B con 40 ore. Ebbene, in tutti i tre plessi del comprensivo, strutturati allo stesso modo (A e B), con gli stessi maestri per classe in tutti i 3 casi, i risultati delle prove INVALSI dei bambini che fanno tempo pieno sono leggermente inferiori a quelli dei bimbi che fanno il modulo con orario ridotto. Questo risultato è confermato nei 3 anni che ho controllato.
Quelli del mio comprensivo non sono certo risultati statisticamente attendibili, ma a mio avviso andrebbero fatti degli studi su un'eventuale correlazione tra tempo scuola e risultati degli allievi. Anche in considerazione del fatto che negli ultimi decenni è mediamente aumentato il tempo scuola, ma il rendimento degli studenti ha subito un crollo. Quindi andrebbe quantomeno escluso un nesso tra i due fatti.
Dopodiché, se parliamo di scuole aperte, io penso di essere un'estremista.
http://www.movinazionale.it/phocadownload/StradeNuove/Quaderni/quaderno2.pdf
Ma la didattica è un'altra cosa.



La farei più banale. Chi può permettersi di avere a casa i bambini nel pomeriggio o di pagare una babysitter? A chi può far comodo un pasto al giorno da sottrarre al bilancio familiare? Parliamo di scuola dell'obbligo, le scelte delle famiglie tengono spesso conto di queste variabili. Dell'Invalsi consulterei anche il questionario personale...

Se le maestre sono le stesse mi pare chiaro che la differenza di risultati dipende dalla differente composizione dell'utenza più che dalla efficacia didattica.
Non so di quale località stai parlando, ma dove vivo io, in una grande città, le 40 ore sono il modulo più diffuso e per trovarne 30 bisogna spesso cambiare bacino, 27 sono pressoché inesistenti. Nella scuola di mia figlia c'è solo il tempo pieno.


A parte l'OT, non ho ancora capito se con il potenziamento si potranno attivare nuove sezioni di tempo pieno alla primaria.
Le maestre immesse in fase C sono tante!
Stesse maestre sulle sezioni A e B di 3 plessi, stesso risultato in 3 anni consecutivi,  quindi 27 maestre per 3 coppie di seconde elementari consecutive.
Anche questo fatto che non è possibile scegliere è discutibile. Ognuno è libero di pensarla come vuole (con buona pace di paniscus ;-)), resta il fatto che non c'è la possibilità di scegliere. Io sarei per le 24 h. sett., modulo contemplato dalla riforma Gelmini, ma totalmente inapplicato. Al momento dell'iscrizione viene chiesto di esprimere una preferenza sul modulo orario (24, 27, 30, 40), ma non mi risulta che il mio IC abbia mai pubblicato la distribuzione delle preferenze. Qui da me alla primaria o fai 30 ore, o 40.
Il tempo pieno è una conquista, ma lo è anche il rispetto delle differenze.
E soprattutto si continua a  trascurare punto centrale: siamo certi che dilatare i tempi di apprendimento non abbia conseguenze sull'autonomia, sullo sviluppo dell'attenzione,  sulla costruzione del metodo di studio dello studente? Io no di certo.



Nella scuola vige il piano dell'offerta formativa. Se l'offerta contempla moduli da 24 ore nessuno aderisce all'offerta. Va benissimo il rispetto delle differenze, ma la scuola pubblica è pur sempre di massa e servizio pubblico.
Gli USR sono molto parchi di assegnazioni del tempo pieno, a fronte di una richiesta sempre maggiore (questo mi pare un dato inconfutabile) espressa dalle famiglie
Tornare in alto Andare in basso
paniscus_2.0



Messaggi : 6171
Data d'iscrizione : 21.02.14

MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Gio Gen 07, 2016 7:09 pm

tellina ha scritto:
No no paniscus...ti assicuro che esistono davvero ragazzini felicemente fanxazzisti...
Magari un impegno pomeridiano fuoricasa c'è, una volta a settimana... Ma il resto dei pomeriggi son liberi (tv, ospitate di amici o ospiti da amici a fare i compiti ma anche a giocare o semplicemente a...far nulla...).

Quei ragazzini sono fanq*zzisti perché se lo possono permettere... esattamente come le loro madri, del resto. : - )
Tornare in alto Andare in basso
Online
paniscus_2.0



Messaggi : 6171
Data d'iscrizione : 21.02.14

MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Gio Gen 07, 2016 7:47 pm

tellina ha scritto:
No, non lo penso.
Ma penso che troppo spesso la scelta del tempo prolungato venga fatta sulla pelle di chi, nemmeno interpellato, magari avrebbe altre idee in proposito.
Mi va benissimo ci siano entrambe le possibilità.
Ma, se possibile, chiedete ai vostri figli se lo voglion fare...

Scusa se insisto, ma secondo te non è scontato che a quell'età debbano decidere i genitori, senza mettersi a contrattare alla pari col bambino?

Va bene cercare di cogliere i segnali importanti della sensibilità del bambino, e tenerne conto nella decisione, ma "lasciar decidere a lui" (o almeno, convincersi di aver lasciato decidere lui, e magari raccontare in giro che la scelta è stata sua) mi sembra un tristissimo atto di irresponsabilità e di abdicazione al ruolo di genitore...
Tornare in alto Andare in basso
Online
tellina



Messaggi : 7540
Data d'iscrizione : 08.11.10

MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Gio Gen 07, 2016 8:33 pm

insisti pure...
alle elementari magari.
ma alle medie proprio no.
Tornare in alto Andare in basso
dubitoergosum



Messaggi : 1367
Data d'iscrizione : 04.09.10

MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Dom Gen 10, 2016 7:59 am

lucetta10 ha scritto:


Nella scuola vige il piano dell'offerta formativa. Se l'offerta contempla moduli da 24 ore nessuno aderisce all'offerta. Va benissimo il rispetto delle differenze, ma la scuola pubblica è pur sempre di massa e servizio pubblico.
Gli USR sono molto parchi di assegnazioni del tempo pieno, a fronte di una richiesta sempre maggiore (questo mi pare un dato inconfutabile) espressa dalle famiglie
Certo! Non ci sono richieste sufficienti per le 24, e neanche per le 27 ore.
Ma ieri ho partecipato alla riunione informativa per l'iscrizione alla primaria.
La DS dopo soli 5 minuti, parlando dei due differenti orari, dice candidamente che i ragazzi che non fanno tempo pieno acquisiscono maggiore autonomia.
A fine riunione le chiedo un'interpretazione dei risultati INVALSI, lei risponde (ovviamente si era accorta della singolarità) che i genitori che scelgono l'orario ridotto seguono di più i bambini, che si tratta di differenze ambientali. Io sono perplessa. Resto della mia opinione: se le stesse cose vanno fatte in 24, 27, 30, 40 ore, diluire i tempi di apprendimento può risultare deleterio. Alla primaria i piccoli ricevono l'imprinting, saranno condizionati per il resto della carriera di studi.
Meglio poche ore (27?), durante le quali imparino a stare attenti, a lavorare. E poi a casa abbiano il tempo di rilassarsi, giocare, fare i compiti, OZIARE.
Aggiungo: in veneto 27 ore sono un modulo molto diffuso. I risultati INVALSI sono eccellenti, a ĺivello delle mitiche scuole del nord Europa.
La scuola italiana ha molti problemi, fare delle sperimentazioni a medio lungo termine sugli effetti dei moduli orari avrebbe dei costi irrisori, ma siamo così ignavi che questi dati non interessano a nessuno. Ripeto, se non altro per escludere un nesso tra aumento del tempo scuola medio e peggioramento del rendimento degli studenti, che sono due eventi significativi degli ultimi decenni.
Tornare in alto Andare in basso
paniscus_2.0



Messaggi : 6171
Data d'iscrizione : 21.02.14

MessaggioOggetto: Re: Potenziamento: sòla o risorsa?   Dom Gen 10, 2016 9:31 am

Il fatto che l'essere "più seguiti" dai genitori favorisca lo sviluppo dell'autonomia, francamente, mi lascia abbastanza interdetta.

Nel mio piccolo campionario di conoscenze private, la tipologia di mamma che è "contrarissima al tempo pieno perchè tanto di pomeriggio sto a casa io" o che "poveri cuccioli, con tutte quelle ore si stancano troppo"... coincide in massima parte proprio con la stessa che tutti i giorni, al momento di fare i compiti, si mette maniacalmente al tavolino insieme al figliolo e fa i compiti con lui, impedendogli categoricamente di scrivere una singola parola senza averla prima concordata insieme.

Se questo è sviluppo dell'autonomia, qualche dubbio mi viene...
Tornare in alto Andare in basso
Online
 
Potenziamento: sòla o risorsa?
Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto 
Pagina 21 di 23Andare alla pagina : Precedente  1 ... 12 ... 20, 21, 22, 23  Seguente
 Argomenti simili
-
» URGENTE!: SEDE FITTIZIA E CONTRATTO DA INSERIRE NEL SIDI
» Un consiglio spassionato sulla mia situazione.

Permesso di questo forum:Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum
OrizzonteScuola :: Riforme-
Andare verso: