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 Apprendimento cooperativo

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sarapag



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MessaggioOggetto: Apprendimento cooperativo   Mar Dic 15, 2015 10:33 pm

Promemoria primo messaggio :

Mi consigliate un buon libro sull'apprendimento cooperativo per la scuola secondaria di secondo grado? Mi serve qualcosa che contenga casi pratici, non solo la teoria.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Lun Dic 21, 2015 7:49 pm

g.stival ha scritto:
C'è sicuramente un problema di obiettivi. Se gli obiettivi restano le conoscenze disciplinari non c'è dubbio che la didattica tradizionale è più efficiente e forse anche più efficace. Quindi se chi valuta i risultati lo fa nell'ottica delle conoscenze disciplinari i metodi costruttivisti risultano perdenti. Le richieste delle istituzioni italiane ed europee però sono di integrare l'insegnamento di conoscenze e abilità con quello delle competenze e per i quindicenni già oggi è richiesta la certificazione delle stesse.

Appunto, hai usato tu stesso una parola fondamentale, INTEGRARE: ovvero, aggiungere anche un certo percorso di sviluppo delle competenze all'apprendimento di contenuti e di abilità di base che devono esserci comunque. Non certo affossare i contenuti e le abilità di base per SOSTITUIRLI integralmente con le vere o presunte "competenze", che senza la conoscenza dei contenuti non valgono una cippa.

L.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Lun Dic 21, 2015 7:54 pm

mac67 ha scritto:
Non è che la flipped classroom richieda la realizzazione di video. Gli alunni potrebbero (dovrebbero) studiare dal vecchio, caro, libro. Se guardano il video, si torna alla lezione frontale, per di più con un docente che non risponde alle domande.

Quindi la flipped classroom potrebbe anche ridursi all'assegnare come compito a casa "studiatevi da soli il capitolo X del libro SENZA che io ve l'abbia spiegato... poi se verrete a lamentarvi di non averlo capito, non vi preoccupate, perché tanto ve lo rispiego io comunque"?

E allora perchè mai dovrebbero sforzarsi di capirlo da soli, o anche solo ammettere di averci capito qualcosa, anche se fosse vero? Non conviene molto di più evitare la fatica e farselo rispiegare in blocco?
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comp_xt



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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Lun Dic 21, 2015 7:55 pm

g.stival ha scritto:
C'è sicuramente un problema di obiettivi. Se gli obiettivi restano le conoscenze disciplinari non c'è dubbio che la didattica tradizionale è più efficiente e forse anche più efficace. Quindi se chi valuta i risultati lo fa nell'ottica delle conoscenze disciplinari i metodi costruttivisti risultano perdenti. Le richieste delle istituzioni italiane ed europee però sono di integrare l'insegnamento di conoscenze e abilità con quello delle competenze e per i quindicenni già oggi è richiesta la certificazione delle stesse.

Io continuo ancora una volta a chiedermi come facciano delle persone laureate ad andare dietro a queste cazzate che hanno rovinato una istituzione che fino a qualche lustro fa funzionava ancora discretamente bene.
Dammi pure del buzzurro, forse lo sono, ma nei ragionamenti cerco comunque di seguire un rigore logico e mi inalbero quando lo si viola per fare della becera ideologia.
Ma davvero sei convinto che conoscenze/competenze/abilità siano entità separabili e che sia possibile concepire le une senza le altre? Oggi parlare di "conoscenze" è diventato quasi un insulto, eppure abbiamo una lunga tradizione filosofica che  esalta la conoscenza umana, distinguendo al massimo in gradi o in livelli della stessa.
Ma davvero credi che sia possibile applicare un teorema di matematica per la risoluzione di un problema anche reale senza conoscerlo? Se uno non lo sa applicare è perché non lo conosce bene perché lo ha imparato pappagallescamente (e questa non è mai stata considerata vera conoscenza).
E poi mi spieghi come si possono apprendere competenze e abilità a prescindere dai contenuti disciplinari? Vogliamo forse dare dignità a delle scatole vuote?

La scuola tradizionale italiana, incentrata sui contenuti e sulle conoscenze, ha prodotto diplomati e laureati con una solida preparazione teorica che erano in grado di mettere a frutto quanto appreso sia nel campo delle professioni che in quello della ricerca scientifica e tecnologica.
La scuola delle competenze e delle abilità separate dalla conoscenze, quella dell'ideologia costruttivista, sta producendo ignoranti.

p.s.
Chiedo scusa per lo sfogo e per i toni forse eccessivamente accesi, credo però che occorra scuotere le coscienze.
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g.stival



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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Lun Dic 21, 2015 8:11 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
... Non certo affossare i contenuti e le abilità di base per SOSTITUIRLI integralmente con le vere o presunte "competenze", che senza la conoscenza dei contenuti non valgono una cippa. L.

Non ho mai trovato scritto in nessun testo che le competenze si sostituiscono alle conoscenze, semmai si trova scritto che le competenze si costruiscono a partire da conoscenze e abilità. La stessa definizione del Quadro Europeo delle Qualifiche dice che la competenza è la "comprovata capacità di usare conoscenze, abilità e capacità personali, sociali, metodologiche in situazioni di lavoro o di studio e nello sviluppo professionale e personale" quindi non possono esistere competenze senza una solida base di conoscenze e abilità. Dopodichè è vero che la coperta è corta e se io dedico cinquanta minuti allo sviluppo delle competenze devo toglierli a qualcosa d'altro. Su questo punto ovviamente ognuno fa le sue scelte, come scrivevo in un post precedente la flipped, con tutti i suoi limiti, potrebbe essere una soluzione per trovare il tempo da dedicare alle competenze senza sacrificare conoscenze e abilità.
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g.stival



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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Lun Dic 21, 2015 8:13 pm

comp_xt ha scritto:

La scuola delle competenze e delle abilità separate dalla conoscenze, quella dell'ideologia costruttivista, sta producendo ignoranti.
Sono le istituzioni a prescrivere che la scuola si occupi oltre che di conoscenze e abilità anche di competenze.
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comp_xt



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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Lun Dic 21, 2015 8:30 pm

g.stival ha scritto:
comp_xt ha scritto:

La scuola delle competenze e delle abilità separate dalla conoscenze, quella dell'ideologia costruttivista, sta producendo ignoranti.
Sono le istituzioni a prescrivere che la scuola si occupi oltre che di conoscenze e abilità anche di competenze.

Questo è vero, tuttavia non è in contraddizione con quanto ho affermato io. Ciò che avviene è che in realtà le istituzioni hanno sposato l'ideologia costruttivista e la hanno imposta in barba alla libertà di insegnamento.

E comunque, se anche il Miur impone queste boiate, non vedo perché un docente debba rinunciare a pensare con la propria testa e finisca per giustificare, quando non addirittura esaltare, certe stupidaggini.


Ultima modifica di comp_xt il Lun Dic 21, 2015 8:50 pm, modificato 1 volta
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comp_xt



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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Lun Dic 21, 2015 8:46 pm

g.stival ha scritto:
paniscus_2.0 ha scritto:
... Non certo affossare i contenuti e le abilità di base per SOSTITUIRLI integralmente con le vere o presunte "competenze", che senza la conoscenza dei contenuti non valgono una cippa. L.

Non ho mai trovato scritto in nessun testo che le competenze si sostituiscono alle conoscenze, semmai si trova scritto che le competenze si costruiscono a partire da conoscenze e abilità. La stessa definizione del Quadro Europeo delle Qualifiche dice che la competenza è la "comprovata capacità di usare conoscenze, abilità e capacità personali, sociali, metodologiche in situazioni di lavoro o di studio e nello sviluppo professionale e personale" quindi non possono esistere competenze senza una solida base di conoscenze e abilità. Dopodichè è vero che la coperta è corta e se io dedico cinquanta minuti allo sviluppo delle competenze devo toglierli a qualcosa d'altro. Su questo punto ovviamente ognuno fa le sue scelte, come scrivevo in un post precedente la flipped, con tutti i suoi limiti, potrebbe essere una soluzione per trovare il tempo da dedicare alle competenze senza sacrificare conoscenze e abilità.

Entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem sentenziava la vecchia e cara regola del "rasoio di Occam".

È la ripartizione in conoscenze/competenze/abilità ad essere prima di senso in quanto nessuna di queste voci (ammesso di riuscire a trovare una definizione univoca e condivisa di esse) ha un'esistenza autonoma.
Pensare che prima si costruiscano le conoscenze e le abilità e poi, a partire da esse, le competenze è una colossale idiozia. Esistono livelli diversi di conoscenza, esistono livelli diversi di approfondimento del sapere che portano a nuove conoscenze. O credi forse che si sia iniziato ad applicare quanto appreso in contesti non noti solo quando i costruttivisti hanno dato avvio alle loro elucubrazioni? Suvvia! La nostra scuola ha formato negli anni eccellenti letterati, filosofi, scienziati, medici e ingegneri che hanno semplicemente saputo applicare quanto appreso perché avevano raggiunto un ottima conoscenza di quanto studiato e non certo perché, dopo aver appreso le conoscenze e le abilità si sono spinti, in un momento successivo, ad acquisire delle competenze.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Lun Dic 21, 2015 9:01 pm

comp_xt ha scritto:
Ma davvero sei convinto che conoscenze/competenze/abilità siano entità separabili e che sia possibile concepire le une senza le altre? Oggi parlare di "conoscenze" è diventato quasi un insulto,

Credo che si tratti dell'ennesimo esempio di "scadimento semantico progressivo a catena", inevitabile in una cultura che non solo è dominata dall'ossessione formale del politically correct, ma soffre anche di un problema di scarsissima memoria storica.

Cioè, hai presente, ad esempio, la parola "handicappato" che negli anni sessanta e settanta era nata proprio per essere un'espressione pulita e dignitosa, senza carichi offensivi, e per sostituire (legittimamente) certi vecchi termini molto più pesanti, tipo "menomato", "minorato",  "infelice", "storpio", o "deficiente"? Bene, nel giro di pochi anni quella stessa parola ha finito, inevitabilmente, per essere caricata di tutti i significati pesanti di sui sopra, e quindi per essere percepita a propria volta come offensiva. Così dall' "handicappato" (che era diventato offensivo) si è passati al "portatore di handicap" (che invece, stranamente, NON era offensivo), poi anche l'espressione "portatore di handicap" si è caricata di sospetto e di sgradevolezza, perché nessuno si ricordava più che pochi anni prima era stata inventata apposta per NON essere sgradevole.

E quindi è stata sostituita da "disabile" (che peraltro era solo un calco dall'inglese disabled, che traduceva una normalissima parola italiana che esisteva già, ossia invalido), e poi anche "disabile" è diventato offensivo, ed è stato sostituito prima da "diversamente abile" e poi ancora da "persona con diversa abilità", e via verso qualunque ridefinizione futura.

Oppure la "serva" (parola oggettivamente brutta, come minorato, storpio o deficiente, non dico di no) che prima è diventata "donna di servizio", poi "domestica", poi "donna delle pulizie", poi "collaboratrice familiare", poi "colf"... fino al trionfo del surreale che si usa adesso come "la signora che ci dà una mano in casa", ma sempre quella che pulisce i bagni altrui e  che stira i bucati altrui rimane.

Ecco, scusate l'introduzione eccessivamente lunga... ma avete presente il ritornello retorico che andava di moda qualche decennio fa nelle rivendicazioni pedagogiche, ossia quello della lotta contro il NOZIONISMO? Bene, c'è stato un periodo in cui il (vero o presunto nozionismo) è stato considerato il Male Assoluto, da combattere a tutti i costi, e da sostituire con qualsiasi altra cosa. In particolare, a un certo punto tutti sembravano esssere soddisfatti e felici dal fatto che finalmente l'aborrito nozionismo fosse stato sostituito dalle vere CONOSCENZE.

Bene... adesso il concetto di "conoscenze" è venuto semplicemente a sostituire quello di "nozionismo"... ovvero è diventato una sorta di parolaccia, da aborrire e da censurare, nonostante fosse stato coniato apposta come termine positivo per superare quello brutto!

Mi aspetto che fra 5 o 10 anni anche le "competenze" subiscano la stessa sorte, e saranno considerate obbrobri del passato da calpestare e cancellare.

Sostituite, che so, dalle "multipollenze" o dalle "transvalenze" o dalle "metaportanze", che a loro volta diventeranno parolacce pochi anni dopo.


L.
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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Lun Dic 21, 2015 10:16 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
comp_xt ha scritto:
Ma davvero sei convinto che conoscenze/competenze/abilità siano entità separabili e che sia possibile concepire le une senza le altre? Oggi parlare di "conoscenze" è diventato quasi un insulto,

Credo che si tratti dell'ennesimo esempio di "scadimento semantico progressivo a catena", inevitabile in una cultura che non solo è dominata dall'ossessione formale del politically correct, ma soffre anche di un problema di scarsissima memoria storica.

Cioè, hai presente, ad esempio, la parola "handicappato" che negli anni sessanta e settanta era nata proprio per essere un'espressione pulita e dignitosa, senza carichi offensivi, e per sostituire (legittimamente) certi vecchi termini molto più pesanti, tipo "menomato", "minorato",  "infelice", "storpio", o "deficiente"? Bene, nel giro di pochi anni quella stessa parola ha finito, inevitabilmente, per essere caricata di tutti i significati pesanti di sui sopra, e quindi per essere percepita a propria volta come offensiva. Così dall' "handicappato" (che era diventato offensivo) si è passati al "portatore di handicap" (che invece, stranamente, NON era offensivo), poi anche l'espressione "portatore di handicap" si è caricata di sospetto e di sgradevolezza, perché nessuno si ricordava più che pochi anni prima era stata inventata apposta per NON essere sgradevole.

E quindi è stata sostituita da "disabile" (che peraltro era solo un calco dall'inglese disabled, che traduceva una normalissima parola italiana che esisteva già, ossia invalido), e poi anche "disabile" è diventato offensivo, ed è stato sostituito prima da "diversamente abile" e poi ancora da "persona con diversa abilità", e via verso qualunque ridefinizione futura.

Oppure la "serva" (parola oggettivamente brutta, come minorato, storpio o deficiente, non dico di no) che prima è diventata "donna di servizio", poi "domestica", poi "donna delle pulizie", poi "collaboratrice familiare", poi "colf"... fino al trionfo del surreale che si usa adesso come "la signora che ci dà una mano in casa", ma sempre quella che pulisce i bagni altrui e  che stira i bucati altrui rimane.

Ecco, scusate l'introduzione eccessivamente lunga... ma avete presente il ritornello retorico che andava di moda qualche decennio fa nelle rivendicazioni pedagogiche, ossia quello della lotta contro il NOZIONISMO? Bene, c'è stato un periodo in cui il (vero o presunto nozionismo) è stato considerato il Male Assoluto, da combattere a tutti i costi, e da sostituire con qualsiasi altra cosa. In particolare, a un certo punto tutti sembravano esssere soddisfatti e felici dal fatto che finalmente l'aborrito nozionismo fosse stato sostituito dalle vere CONOSCENZE.

Bene... adesso il concetto di "conoscenze" è venuto semplicemente a sostituire quello di "nozionismo"... ovvero è diventato una sorta di parolaccia, da aborrire e da censurare, nonostante fosse stato coniato apposta come termine positivo per superare quello brutto!

Mi aspetto che fra 5 o 10 anni anche le "competenze" subiscano la stessa sorte, e saranno considerate obbrobri del passato da calpestare e cancellare.

Sostituite, che so, dalle "multipollenze" o dalle "transvalenze" o dalle "metaportanze", che a loro volta diventeranno parolacce pochi anni dopo.


L.

Bravissima, condivido perfettamente. Sul sostegno mi permetto di aggiungere un mio esempio personale.
Mia madre (di ruolo dal 1973 e ora in pensione) usava il termine di handicappato... nel 1995 quando ero studente si usava "portatore di handicap"... quale stupore quando, nel corso di sostegno un irosissimo docente universitario ci disse che l'handicap "non si porta", e che "disabile" era inammissibile perchè sottolineava l'incapacità e che il termine corretto era "certificato"...
Inizio a insegnare e un neurospichiatra esplose d'ira dicendo a noi docenti che il termine giusto era "alunno con certificazione" perchè altrimenti si bolla per sempre il ragazzo.
Per carità, tutto ciò ha una motivazione nobile, tuttavia è un dato di fatto che con queste questioni terminologiche si tende a dimenticare che l'unica cosa che conta è il ragazzo, che dovrebbe essere aiutato con interventi professionali e adeguati (e NON con il passaggio a obiettivi minimi per non discriminare l'alunno).
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Lun Dic 21, 2015 10:32 pm

Ma comunque non mi interessava in particolare discutere sulla disabilità... avevo usato quell'esempio (che è ben noto a tutti) proprio per evidenziare il ridicolo spostamento linguistico della parola "CONOSCENZE".

Che fino a pochissimi anni fa era considerata una parola positiva, in quanto contrapposta al "NOZIONISMO" (che invece era cattivo) e che adesso invece ha finito con il ricoprire lo stesso identico ruolo cattivo del vecchio concetto di "nozionismo", e quindi deve essere combattuta ed esecrata...
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Mar Dic 22, 2015 7:02 am

almeno col nozionismo capitava che tra cento ignoranti ci fosse qualcuno che aveva capito...
Lo spostamento semantico c'è stato, ma a mio avviso occorre analizzare il contesto nel quale esso è avvenuto: un contesto che mira a demolire pezzo a pezzo il concetto di istruzione che si è sviluppato dal secondo dopoguerra agli anni '80 del secolo scorso in quasi tutti i paesi europei.

Le bordate più devastanti arrivano dall'Europa: basta confrontare il panorama ideologico delle stretegie di Lisbona e delle successive raccomandazioni Europee per l'istruzione con quello della scuola  tratteggiata nella Costituzione Italiana per capire che un documento di 70 anni fa, con tutti i suoi limiti e con la sua apparente obsolescenza, è più moderno del programma scolastico europeo di oggi. Un programma mirato alla competitività e al mercato del lavoro, che dà maggiore importanza alle competenze rispetto alle conoscenze e che sottintende la continua ricollocabilità del lavoratore, che non è più definito socialmente dal suo mestiere. L'Europa vuole una scuola pratica, smart, senza troppi impacci di tipo intellettuale e culturale, orientata al lavoro, poco propensa alla riflessione e alla costruzione di identità professionali, oltre che politiche e culturali.

Non meno incisivi sono gli attacchi da parte dai figli dei figli dei fiori in forza al ministero, che a partire da un malinteso egualitarismo sono sfociati nell'individualismo più spinto e, d'accordo con le concezioni più severe dell'ideologia neoliberale, propongono l'estrema individualizzazione della didattica, il successo formativo garantito, la rinuncia alle conoscenze a favore delle meno pericolose competenze, un progressivo depotenziamento della scuola pubblica a favore della privata e la rinuncia all'idea implicita nella costituzione della scuola come ascensore sociale, riproponendo nei fatti un classismo mascherato da inclusività; il tutto condito con tanta retorica, tanta ideologia scolastica costruttivista e tanti appelli alla tecnologizzazione della scuola, che in qualche modo attenuano la possibilità di cogliere la natura regressiva di questa impostazione.
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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Mar Dic 22, 2015 7:54 am

paniscus_2.0 ha scritto:
Ma comunque non mi interessava in particolare discutere sulla disabilità... avevo usato quell'esempio (che è ben noto a tutti) proprio per evidenziare il ridicolo spostamento linguistico della parola "CONOSCENZE".
Gli spostamenti linguistici non sono il risultato di scelte ideologiche, sono il risultato della evoluzione della conoscenza in ambito accademico. Vale per la disabilità dove termini diversi corrispondono a idee diverse su cosa sia il disabile e vale per le conoscenze. Consideriamo il costruttivismo una scelta ideologica? Bene, ci sono anche evoluzioni attuali del comportamentismo come l'instructional design ma non aspettiamoci conclusioni molto diverse perchè a prescindere dal paradigma "ideologico" da cui si parte i risultati della ricerca convergono più o meno tutti sugli stessi risultati
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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Mar Dic 22, 2015 8:57 am

G.Stival, mi permetto di dissentire: l'evoluzione della conoscenza in ambito accademico non è qualcosa di neutro, ma sottende sempre una costruzione ideologica a priori.

I risultati, compresi quelli sperimentali e statistici, convergono perché le premesse sono identiche e identicamente non dimostrate, cioè che il metodo di insegnamento "tradizionale" sviluppatosi e rinnovatosi nei secoli non sia più adeguato alla società contemporanea. Esemplare in questo senso è la lettura data da Cornoldi sulla differenza dei risultati nei test internazionali degli alunni italiani alla fine delle elementari e dopo le medie; secondo questa lettura la mancata conferma della bontà degli esiti dei test alle elementari è da attribuire esclusivamente alla inadeguatezza dell'insegnamento alle medie, definite secondo un trito luogo comune "il buco nero della scuola italiana"; non viene neanche presa in considerazione la verità più ovvia, cioè che le elementari non preparano a sufficienza ad un insegnamento per discipline, cosa che avveniva fino a una ventina di anni fa e che sarebbe ancora in larga parte prevista dalle attuali indicazioni nazionali.

Si sta così dilapidando un patrimonio di esperienze e nozioni accumulatosi nel tempo e il risultato è l'abbassamento generalizzato del livello di cultura e di conoscenze.
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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Mar Dic 22, 2015 9:31 am

ushikawa ha scritto:
G.Stival, mi permetto di dissentire: l'evoluzione della conoscenza in ambito accademico non è qualcosa di neutro, ma sottende sempre una costruzione ideologica a priori.
Suppongo sia come scrivi tu. Le mie discipline sono la chimica e le scienze naturali e nella conoscenza accademica delle scienze sperimentali prevale una rappresentazione condivisa della realtà ma riconosco che in altri ambiti le cose possono essere diverse. Detto questo cosa vogliamo fare? Consideriamo tutta la ricerca accademica spazzatura? Mi sembra una posizione azzardata per tutti e in particolare per chi entra nel mondo della scuola
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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Mar Dic 22, 2015 10:03 am

Visto che provieni dalle cosiddette "scienze esatte" immagino che tu possa vedere bene la differenza tra una sperimentazione in ambito propriamente scientifico e una in ambito psico-socio-pedagogico, a partire dalla capacità di lettura della situazione di partenza...
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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Mar Dic 22, 2015 12:10 pm

g.stival ha scritto:
Consideriamo tutta la ricerca accademica spazzatura?
Sì, almeno fino a quando un esperimento scientifico non ne avrà dimostrato la validità.

L'ho detto e lo ripeto: io ho frequentato l'ITIS a partire dal 1980 ed ho fatto fisica in prima ed in seconda; poi ho fatto ingegneria dal 1985 ed ho dato due esami di fisica, poi nel 2012 (dopo 16 anni) ho partecipato alle selezioni per il TFA di fisica; io le ho superate, molti giovanotti neolaureati in fisica no.

Se molti giovanotti neolaureati in fisica "non valgono un pelo dei miei coglioni" può significare solo due cose:

1) io sono un Dio

2) loro non valgono un cazzo.

Ti voglio aiutare: non è la 1).

I giovani d'oggi non nascono più imbecilli, semplicemente hanno frequentato e frequentano una scuola di merda, infarcita delle fuffologie accademiche a cui ti riferisci.

Scusa la crudezza del linguaggio, ma non sono io con il mio modo di esprimermi a fare i danni peggiori.
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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Mar Dic 22, 2015 2:39 pm

ushikawa ha scritto:
Visto che provieni dalle cosiddette "scienze esatte" immagino che tu possa vedere bene la differenza tra una sperimentazione in ambito propriamente scientifico e una in ambito psico-socio-pedagogico, a partire dalla capacità di lettura della situazione di partenza...

Si, questa differenza è anche stata misurata come è spiegato in un articolo de Le Scienze:
http://www.lescienze.it/news/2015/08/28/news/ridotta_riproducibilita_ricerche_psicologia_meta_metodologia-2740271/

ma non si può neppure pensare che chi fa ricerca nell'ambito delle scienze umane sia vittima di una allucinazione collettiva. Perlomeno questa è la mia opinione.
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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Mar Dic 22, 2015 2:40 pm

avidodinformazioni ha scritto:

Sì, almeno fino a quando un esperimento scientifico non ne avrà dimostrato la validità.
Questa è una posizione che non condivido.
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Mar Dic 22, 2015 2:49 pm

Avido"ho fatto ingegneria dal 1985 e ho fatto due esami di fisica, poi ,DOPO 16ANNI,NEL 2012.....……"se ti ricordi i ragazzi della 3c..."avido:3!!!!…"
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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Mar Dic 22, 2015 2:55 pm

bè si parla di fisica, non di matematica!
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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Mar Dic 22, 2015 3:13 pm

Che ci sia stato uno "scadimento semantico progressivo a catena" è verissimo perché purtroppo il mondo moderno si nutre del politicamente corretto. Non è però solo questo il punto. Anche io infatti, come ushikawa, penso  che esista un disegno premeditato per distruggere l'impianto teorico, culturalmente disinteressato e spesso astratto che aveva garantito una autentica "flessibilità" ai diplomati e ai laureati italiani.

La visione pedagogica che oggi viene imposta come un dogma si sposa infatti bellamente con il disegno totalitario di chi vuole distruggere il pensiero critico e le identità culturali per trasformarci tutti in individui che lavorano sbranandosi a vicenda (la tanto osannata "competività"), consumano e crepano.
Certe professioni, è vero, richiedono un bagaglio di studi seri - ma per quelli ci sono gli immigrati provenienti da paesi in via di sviluppo - gli italiani costerebbero troppo.

Sotto questi presupposti,  in Italia una scuola che promuova uno studio serio, disinteressato e critico  semplicemente non serve più ed anzi sarebbe un intralcio alla realizzazione del processo totalitario che ho appena esposto. È sufficiente quella scuola che ushikawa ha eccellentemente definito "pratica, smart, senza troppi impacci di tipo intellettuale e culturale, orientata al lavoro, poco propensa alla riflessione e alla costruzione di identità professionali, oltre che politiche e culturali"

Tutto ciò spiega la ragione di determinate riforme ed ha ragione chi dice che il più grande dei buchi neri si trova alle elementari (è persino logico, se devo sfasciare la scuola, inizio dal primo grado dell'istruzione obbligatoria).
Ma questi Attila hanno fatto le cose in grande stile, non si sono limitati alle elementari ma hanno riformato l'Università, introducendo il sistema del 3+2 nel quale gli esami dei primi anni, quelli che garantivano allo studente delle solide fondamenta per il proseguo degli studi, sono stati compressi nei tempi, fortemente ridimensionati nei contenuti e spezzettati nella valutazione in un assurdo sistema di "esoneri" o "valutazioni intermedie" (ecco perché avidodinformazioni, pur non essendo un fisico e pur avendo conseguito la laurea tanti anni fa, ha sbaragliato la concorrenza di ragazzi neolaureati in fisica).
Nel contempo si è agito anche sulla scuola superiore: l'autonomia scolastica è stato il pretesto per burocratizzare la scuola, è arrivata poi l'ideologia del successo formativo garantito, delle competenze, dell'apprendimento ludico, del docente motivatore, del docente "facilitatore", della medicalizzazione della scuola (dsa e bes)...
Ma ancora non bastava, i burattinai infatti erano consapevoli del fatto che gran parte dei docenti italiani, avendo studiato in una scuola diversa e migliore di quella attuale, mal digerivano tutte queste idiozie e opponevano, nei limiti del possibile, la libertà di insegnamento.
Ed ecco arrivare la legge 107/2015, la sedicente "buona scuola", che consentirà ai dirigenti scolastici di "non avere le mani legate nei confronti dei docenti contrastivi" (ANP dixit).
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Mar Dic 22, 2015 4:19 pm

Ringrazio per la consonanza comp_xt, che mi fornisce uno spunto illuminante: il grosso problema dei docenti "contrastivi" è quello di aver "studiato in una scuola diversa e migliore di quella attuale", quindi di essere capaci di cogliere la differenza e di fare due più due. Nel mio caso è esattamente così (anche io come Avido ho fatto un ITIS quando gli ITIS erano una cosa seria), e credo lo sia anche per molti altri su questo forum.

Per fortuna a mettere le cose a posto ci sono le nuove generazioni e un sistema di corsi abilitanti in grado di inculcare anche al più recalcitrante il credo totalitario.
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Mar Dic 22, 2015 4:33 pm

Verissimo
.ITIS ragionieri, geometri erano fino ad una 20fi anni fa scuole serie e severe.usciva gente con i contro cazzi
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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Mar Dic 22, 2015 6:40 pm

Felipeto ha scritto:
Avido"ho fatto ingegneria dal 1985 e ho fatto due esami di fisica, poi ,DOPO 16ANNI,NEL 2012.....……"se ti ricordi i ragazzi della 3c..."avido:3!!!!…"

ushikawa ha scritto:
bè si parla di fisica, non di matematica!

Urca, doppio errore:

1) mi sono spiegato male, nel 1985 ho fatto il primo esame e nel 1986 il secondo; da questa data ho cominciato a contare gli anni.

2) dal 1986 al 2012 ci sono 26 anni e non 16; come passa il tempo !

PS insegno matematica, che vergogna !

PPS se io sono così quelli che non hanno passato la selezione com'erano ?
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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Mar Dic 22, 2015 6:52 pm

g.stival ha scritto:
ushikawa ha scritto:
Visto che provieni dalle cosiddette "scienze esatte" immagino che tu possa vedere bene la differenza tra una sperimentazione in ambito propriamente scientifico e una in ambito psico-socio-pedagogico, a partire dalla capacità di lettura della situazione di partenza...

Si, questa differenza è anche stata misurata come è spiegato in un articolo de Le Scienze:
http://www.lescienze.it/news/2015/08/28/news/ridotta_riproducibilita_ricerche_psicologia_meta_metodologia-2740271/

ma non si può neppure pensare che chi fa ricerca nell'ambito delle scienze umane sia vittima di una allucinazione collettiva. Perlomeno questa è la mia opinione.

"L'unico risultato che sarà replicato il 100 per cento delle volte - ha dettp Kraut - è quello che rischia di essere banale e noioso."

Questo è l'approccio alla scienza di chi fa scienza dell'educazione.

Una teoria scientifica può essere perfetta e funzionare sempre, perfettamente, nell'ambito degli errori di misura.

Una teoria scientifica può essere incompleta e funzionare sempre in termini statistici.

Una teoria può non essere scientifica.

Non conosco ulteriori possibilità.
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