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 Apprendimento cooperativo

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AutoreMessaggio
sarapag



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MessaggioOggetto: Apprendimento cooperativo   Mar Dic 15, 2015 10:33 pm

Promemoria primo messaggio :

Mi consigliate un buon libro sull'apprendimento cooperativo per la scuola secondaria di secondo grado? Mi serve qualcosa che contenga casi pratici, non solo la teoria.
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Mar Dic 22, 2015 7:05 pm

Mi scuso per il linguaggio impreciso, ma credo che nei sistemi di analisi statistica basati sulla correlazioni tra vari fenomeni diversi conti molto la scelta dei fenomeni, altrimenti escono fuori quelle ricerche "scientifiche" secondo le quali il momento migliore per il sesso è alle 5.48 del mattino, o che le bionde sono meno intelligenti delle more, specie se tinte.

Anche i test invalsi in fondo dicono poco: ammesso che non siano frutto di copiatura e aiutini, al massimo raccontano qual'è il livello di un alunno rispetto alla media dei suoi coetanei sottoposti allo stesso test; capire perché la stessa persona, a distanza di 4 anni, abbia ottenuto un piazzamento diverso non fa parte del test ma delle scienze sociali.

Una buona base per formulare delle ipotesi verosimili su un calo generalizzato degli esiti richiederebbe, come minimo, la conoscenza del contesto nel quale l'osservazione viene fatta; conoscenza che i psico-fuffo-pedagoghi non hanno.
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Mar Dic 22, 2015 7:19 pm

ushikawa ha scritto:
Mi scuso per il linguaggio impreciso, ma credo che nei sistemi di analisi statistica basati sulla correlazioni tra vari fenomeni diversi conti molto la scelta dei fenomeni, altrimenti escono fuori quelle ricerche "scientifiche" secondo le quali il momento migliore per il sesso è alle 5.48 del mattino, o che le bionde sono meno intelligenti delle more, specie se tinte.
Fermo restando che le birre sono stupide quanto i frutti di bosco, per la ricerca sul sesso mi offro volontario; ma l'ora indicata deve essere d'inizio, di fine o tutto deve durare strettamente un minuto ?
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serpina



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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Ven Gen 08, 2016 10:34 am

g.stival ha scritto:
Non ho mai trovato scritto in nessun testo che le competenze si sostituiscono alle conoscenze, semmai si trova scritto che le competenze si costruiscono a partire da conoscenze e abilità. La stessa definizione del Quadro Europeo delle Qualifiche dice che la competenza è la "comprovata capacità di usare conoscenze, abilità e capacità personali, sociali, metodologiche in situazioni di lavoro o di studio e nello sviluppo professionale e personale" quindi non possono esistere competenze senza una solida base di conoscenze e abilità.

la questione delle competenze è effettivamente centrale, hai ragione su questo, se la scuola non sviluppa competenze non ha senso.
ma il punto è: la scuola oggi non sviluppa competenze perché usa le strategie didattiche sbagliate o per altri motivi?
dagli anni settanta la scuola superiore italiana ha subito un percorso di licealizzazione, cioè si è gradualmente conformata, anche per quanto riguarda i tecnici, ad un modello di licealità che si basa su un assunto: le materie oggetto di studio non hanno un'utilità diretta ed applicativa ma una funzione formativa astratta, cioè si studiano la storia, la filosofia e la matematica per imparare ad apprendere, per sviluppare capacità analitiche ecc che poi si applicheranno ad altre discipline e contesti.
l'idea cioè è che attraverso lo studio delle materie scolastiche si possano apprendere competenze universali.
questa idea gentiliana ha funzionato per un certo tempo e in un certo contesto.
perché oggi non funziona?
perché abbiamo a che fare con una scuola di massa che si prefigge obiettivi raggiungibili solo da un'élite di studenti? non credo.
la mia impressione è che il problema stia nell'aver rinunciato a sviluppare le competenze disciplinari specifiche, e questo proprio con la motivazione, più o meno esplicita, che si tratti di obiettivi troppo alti, non alla portata di tutti, o di abilità tutto sommato inutili.
è diventato normale avere metà classe insufficiente in latino o matematica, lo diamo per scontato, all'esame di stato nessuno è più in grado di svolgere la seconda prova. e nelle cosiddette materie di studio abbiamo meno insufficienze solo perché ci accontentiamo e abbassiamo l'asticella delle richieste, cosa che in latino e matematica non possiamo fare oltre una certa misura. abbiamo cioè rinunciato alle conoscenze, e inevitabilmente questo ha comportato il franare delle competenze.
mollando su questo fronte abbiamo minato il pilastro (non lo dico in senso ideologico ma storico) su cui si regge la struttura della nostra scuola superiore, e non credo che la soluzione sia cambiare strategie didattiche. bisognerebbe sviluppare proprio un'altra idea di scuola. quale, onestamente non so.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Ven Gen 08, 2016 10:45 am

aridatece Giorgio Israel, quanto mi mancaaaaaaa!!!!!!! : - (
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g.stival



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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Ven Gen 08, 2016 3:15 pm

serpina ha scritto:
...abbiamo cioè rinunciato alle conoscenze, e inevitabilmente questo ha comportato il franare delle competenze.
Io questa rinuncia alle conoscenze non la vedo. Ovviamente ogni scuola è una situazione a sè percui l'esperienza di un docente non è mai generalizzabile però il 99% dei docenti che conosco lavora su conoscenze e abilità e ignora del tutto le competenze.
Se volessimo attribuire la crisi attuale a scelte metodologiche si dovrebbe attribuire alla didattica tradizionale perchè il 99% dei docenti continua ad usare questa. In realtà io credo che la didattica con la crisi c'entri poco e contano di più fattori esterni come l'abitudine a ricevere informazioni attraverso la televisione piuttosto che attraverso la lettura e un diverso atteggiamento dei genitori riguardo alla educazione dei figli. Se poi vogliamo cercare un aspetto specifico per la sola situazione italiana direi che può dipendere dalla maggiore propensione a frequentare il liceo percui ragazzi con capacità mediocri che un tempo frequentavano scuole tecniche hanno scelto di iscriversi al liceo abbassando la media delle capacità degli studenti liceali. Lo stesso spostamento probabilmente si è avuto per istituti professionali e istituti tecnici. Gli insegnanti invece di bocciare i "nuovi arrivati" hanno deciso di spostare l'asticella percui nella percezione generale c'è stato un calo del rendimento. Quando gli studenti bravi riprenderanno ad iscriversi a tecnici e ipsia come accadeva un tempo probabilmente si osserverà l'andamento opposto.
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Ven Gen 08, 2016 4:05 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
aridatece Giorgio Israel, quanto mi mancaaaaaaa!!!!!!!   : - (

Davvero?
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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Ven Gen 08, 2016 5:56 pm

g.stival ha scritto:
serpina ha scritto:
...abbiamo cioè rinunciato alle conoscenze, e inevitabilmente questo ha comportato il franare delle competenze.
Io questa rinuncia alle conoscenze non la vedo. Ovviamente ogni scuola è una situazione a sè percui l'esperienza di un docente non è mai generalizzabile però il 99% dei docenti che conosco lavora su conoscenze e abilità e ignora del tutto le competenze.
Se volessimo attribuire la crisi attuale a scelte metodologiche si dovrebbe attribuire alla didattica tradizionale perchè il 99% dei docenti continua ad usare questa. In realtà io credo che la didattica con la crisi c'entri poco e contano di più fattori esterni come l'abitudine a ricevere informazioni attraverso la televisione piuttosto che attraverso la lettura e un diverso atteggiamento dei genitori riguardo alla educazione dei figli. Se poi vogliamo cercare un aspetto specifico per la sola situazione italiana direi che può dipendere dalla maggiore propensione a frequentare il liceo percui ragazzi con capacità mediocri che un tempo frequentavano scuole tecniche hanno scelto di iscriversi al liceo abbassando la media delle capacità degli studenti liceali. Lo stesso spostamento probabilmente si è avuto per istituti professionali e istituti tecnici. Gli insegnanti invece di bocciare i "nuovi arrivati" hanno deciso di spostare l'asticella percui nella percezione generale c'è stato un calo del rendimento. Quando gli studenti bravi riprenderanno ad iscriversi a tecnici e ipsia come accadeva un tempo probabilmente si osserverà l'andamento opposto.
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Ven Gen 08, 2016 6:04 pm

g.stival ha scritto:
serpina ha scritto:
...abbiamo cioè rinunciato alle conoscenze, e inevitabilmente questo ha comportato il franare delle competenze.
Io questa rinuncia alle conoscenze non la vedo. Ovviamente ogni scuola è una situazione a sè percui l'esperienza di un docente non è mai generalizzabile però il 99% dei docenti che conosco lavora su conoscenze e abilità e ignora del tutto le competenze.
Se volessimo attribuire la crisi attuale a scelte metodologiche si dovrebbe attribuire alla didattica tradizionale perchè il 99% dei docenti continua ad usare questa. In realtà io credo che la didattica con la crisi c'entri poco e contano di più fattori esterni come l'abitudine a ricevere informazioni attraverso la televisione piuttosto che attraverso la lettura e un diverso atteggiamento dei genitori riguardo alla educazione dei figli. Se poi vogliamo cercare un aspetto specifico per la sola situazione italiana direi che può dipendere dalla maggiore propensione a frequentare il liceo percui ragazzi con capacità mediocri che un tempo frequentavano scuole tecniche hanno scelto di iscriversi al liceo abbassando la media delle capacità degli studenti liceali. Lo stesso spostamento probabilmente si è avuto per istituti professionali e istituti tecnici. Gli insegnanti invece di bocciare i "nuovi arrivati" hanno deciso di spostare l'asticella percui nella percezione generale c'è stato un calo del rendimento. Quando gli studenti bravi riprenderanno ad iscriversi a tecnici e ipsia come accadeva un tempo probabilmente si osserverà l'andamento opposto.

Questo non è del tutto vero. Alle scuole elementari la didattica tradizionalista praticamente non esiste più, ed è tutto un invogliare, un adeguarsi ai tempi del fanciullo, un evitare voti penalizzanti perché altrimenti ci rimangono male, a coinvolgere, a spiegare le cose in maniera divertente, a considerare i bambini degli esserini indifesi le cui conoscenze vanno fatte crescere al rallentatore: si teorizza, ad esempio, che al primo anno non si possano affrontare tutti gli stili di scrittura, né le tabelline, perché altrimenti qualcuno potrebbe rimanere indietro oppure -orrore- "sviluppare" un disturbo specifico dell'apprendimento. Questo approccio didattico pone due grossi problemi per i cicli successivi, cioè il mancato raggiungimento di quelle conoscenze e competenze pur previste dalle indicazioni nazionali e una scarsa autonomia dovuta al fatto che gli alunni vengono tanto blanditi quanto poco responsabilizzati e resi autonomi.
Alle medie anche i docenti più "tradizionalisti" devono fare i conti, loro malgrado, con la situazione di partenza degli alunni, che di rado è soddisfacente, e con le aspettative delle opinione pubblica che anche da loro pretende che invoglino, che spieghino, che riducano la fatica nello studio che devono fare i fanciulli. Pertanto sono costretti a spiegare e rispiegare, ad adottare approcci più empatici di quanto sarebbe necessario per un avanzamento regolare della didattica, a giustificare gli alunni, a promuoverli malgrado tutto con il voto di consiglio, a studiare strategie per il loro coinvolgimento. Del resto è la stessa normativa che, pur nella sua contraddittorietà, a costringerli a una serie di adempimenti inutili, di derivazione costruttivista, che impediscono loro di andare dritti all'obiettivo: ad esempio la progettazione per competenze.
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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Ven Gen 08, 2016 6:21 pm

Non so come sia la vita alle elementari, ma tutto quello che hai citato fino alla derivazione costruttivista compresa, non ha nulla a che vedere con la didattica per competenze.

Se per didattica tradizionale si intende conoscenze ed abilità, tutto quello che hai citato è didattica tradizionale; didattica malfatta forse, da calatori di braghe, ma tradizionale.
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Ven Gen 08, 2016 6:27 pm

E' il cambio di paradigma che è lo stesso sia per la didattica tradizionale malfatta che per quella costruttivista, ed è imposto: lo studente al centro.
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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Ven Gen 08, 2016 6:36 pm

ushikawa ha scritto:
E' il cambio di paradigma che è lo stesso sia per la didattica tradizionale malfatta che per quella costruttivista, ed è imposto: lo studente al centro.
Infatti è lui il più colpito.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Ven Gen 08, 2016 6:38 pm

Scusa un attimo, ma chi sarebbero quelli che sostengono che la richiesta di troppi sforzi intellettivi e formali nei primi anni di scuola potrerebbe a "sviluppare un disturbo specifico di apprendimento"? Non certo gli stessi psicosociofuffopedagogisti di cui parli in generale, mi sembra.

A me pare che la versione ufficiale dominante, sostenuta sfrenatamente da tutti gli operatori coinvolti, e che (pur non essendoci ancora alcuna PROVA determinante) è diventata un dogma assoluto, sia l'esatto contrario: ovvero, che i disturbi specifici di apprendimento siano delle condizioni neurologiche innate, immutabili per sempre, che non possono insorgere ex novo, e che non hanno niente a che fare con il tipo di educazione ricevuta o con la quantità di esercizio fatto...
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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Ven Gen 08, 2016 6:42 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Scusa un attimo, ma chi sarebbero quelli che sostengono che la richiesta di troppi sforzi intellettivi e formali nei primi anni di scuola potrerebbe a "sviluppare un disturbo specifico di apprendimento"? Non certo gli stessi psicosociofuffopedagogisti di cui parli in generale, mi sembra.

A me pare che la versione ufficiale dominante, sostenuta sfrenatamente da tutti gli operatori coinvolti, e che (pur non essendoci ancora alcuna PROVA determinante) è diventata un dogma assoluto, sia l'esatto contrario: ovvero, che i disturbi specifici di apprendimento siano delle condizioni neurologiche innate, immutabili per sempre, che non possono insorgere ex novo, e che non hanno niente a che fare con il tipo di educazione ricevuta o con la quantità di esercizio fatto...
Ci sono entrambe le teorie.
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comp_xt



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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Ven Gen 08, 2016 7:30 pm

ushikawa ha scritto:
E' il cambio di paradigma che è lo stesso sia per la didattica tradizionale malfatta che per quella costruttivista, ed è imposto: lo studente al centro.

Il problema è che è la distinzione fra conoscenze, abilità e competenze ad essere fittizia e di conseguenza tutti i discorsi che ne conseguono sono fumosi.

Mi è capitato nei giorni scorsi di fare qualche ora di ripetizione al figlio di un mio cugino.
È un evento raro, di solito non faccio mai ripetizione perché nel tempo libero preferisco dedicarmi ad attività diverse dall'insegnamento, mi è stata però chiesto come favore personale e quindi non potevo dire di no.

Alla prima lezione si presenta senza libro e quaderno.
Inizio a borbottare.

"Ma il quaderno non serve perché tanto appunti non ne prendo in quanto il professore spiega usando la Lim..."

Gli rispondo:

"Il quaderno serve anche per fare gli esercizi e comunque immagino che il professore vi abbia fatto avere il materiale che utilizza per la spiegazione..."

Il problema comunque non sono i ragazzini e le loro scuse improbabili, quanto gli adulti che pensano che la loro indolenza sia dovuta a un problema di didattica e non invece alla voglia di dedicare il proprio tempo ad attività più divertenti.

Il figlio di mio cugino non ha aperto un libro o un quaderno di matematica dall'inizio dell'anno - questa è la realtà.
E recuperare, in discipline come matematica, è molto difficile visto che gli argomenti precedenti sono quasi sempre propedeutici a quelli successivi.
Si recupera in un solo modo: mettendosi in testa di studiare seriamente il pregresso.

Mentre svolgeva in mia presenza degli esercizi di algebra osservavo la frequenza di certi errori.

Dovendo svolgere un'espressione del tipo 4x (2x+3y) scriveva:

8x^2 12 xy

Dimenticava il segno + (o il segno -, a seconda dei casi).

Pensai, fra me e me: se questo lo portano dallo psicologo, una diagnosi di dislessia non gliela toglie nessuno (spero vivamente che a mio cugino non venga mai in mente di seguire questa strada).
Peccato che i test che utilizzano gli psicologi osservino il fenomeno ("frequente dimenticanza del segno +/-) ma non dicano nulla sulla causa che, nel caso specifico, è solo una: IL RAGAZZO NON HA MAI FATTO UN ESERCIZIO A CASA e quindi non ha acquisito certi automatismi.
Semplice, no? Che bisogno c'è di scomodare i disturbi specifici di apprendimento o la didattica per competenze?
E poi che "didattica per competenze" si può fare con chi non sa moltiplicare fra loro due polinomi?
E siccome moltiplicare i polinomi è oggettivamente palloso, cosa facciamo? Ci dedichiamo alle "competenze" presentandogli i polinomi in un contesto concreto e problematico perché così è più figo?



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g.stival



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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Ven Gen 08, 2016 7:59 pm

ushikawa ha scritto:
E' il cambio di paradigma che è lo stesso sia per la didattica tradizionale malfatta che per quella costruttivista, ed è imposto: lo studente al centro.

Però questo cambio di paradigma non ha portato a peggioramenti alle elementari, ad esempio il test di matematica TIMSS fatto in 4^ elementare da risultati nella media internazionale, è in 3^ media che i risultati sono inferiori. Difficile pensare che il danno venga fatto tutto in 5^ elementare.
http://matematica.unibocconi.it/articoli/dati-timss-italia-sufficiente
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comp_xt



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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Ven Gen 08, 2016 8:30 pm

g.stival ha scritto:
ushikawa ha scritto:
E' il cambio di paradigma che è lo stesso sia per la didattica tradizionale malfatta che per quella costruttivista, ed è imposto: lo studente al centro.

Però questo cambio di paradigma non ha portato a peggioramenti alle elementari, ad esempio il test di matematica TIMSS fatto in 4^ elementare da risultati nella media internazionale, è in 3^ media che i risultati sono inferiori. Difficile pensare che il danno venga fatto tutto in 5^ elementare.
http://matematica.unibocconi.it/articoli/dati-timss-italia-sufficiente

Ma basta con questo culto dei test!
Ogni test privilegia certi aspetti della matematica e ne trascura altri. Pensare che essi possano fornire un quadro oggettivo su quanto appreso degli studenti è una grossa stupidaggine.
Al contrario è facile assistere al fenomeno in cui la didattica viene "curvata" verso i test con effetti nefasti abbastanza evidenti in quanto si finisce per trascurare tutto ciò che viene ritenuto poco importante da chi li elabora.
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Ven Gen 08, 2016 8:50 pm

g.stival ha scritto:
ushikawa ha scritto:
E' il cambio di paradigma che è lo stesso sia per la didattica tradizionale malfatta che per quella costruttivista, ed è imposto: lo studente al centro.

Però questo cambio di paradigma non ha portato a peggioramenti alle elementari, ad esempio il test di matematica TIMSS fatto in 4^ elementare da risultati nella media internazionale, è in 3^ media che i risultati sono inferiori. Difficile pensare che il danno venga fatto tutto in 5^ elementare.
http://matematica.unibocconi.it/articoli/dati-timss-italia-sufficiente

Questa è una argomentazione falsamente scientifica spacciata da Cornoldi, che attribuisce qualsiasi male del fanciullo alle medie, e che va rifiutata in toto. In Italia le medie dovrebbero essere il ciclo di raccordo tra elementari e secondarie di secondo grado, in cui l'alunno dovrebbe imparare a studiare per discipline e ad acquisire una certa autonomia nello studio, oltre ad approfondire le conoscenze nei vari campi. Una lettura superficiale e/o capziosa dei test, che vede i ragazzi italiani di 14 anni arretrare nelle classifiche internazionali rispetto agli alunni di 10 anni, sembrerebbe suggerire che "alle medie ci rovinano i ragazzi", ma forse la spiegazione è un'altra, ed è persino più semplice. Come si può affermare che il problema risiede nelle medie, si può anche affermare che quindici/venti anni fa il problema non esisteva e che il ciclo che è cambiato maggiormente in questi lustri è stato proprio quello delle elementari, nei metodi, negli obiettivi e nel personale.
La scuola secondaria di primo grado è rimasta più o meno la stessa da una trentina di anni (come del resto è sostanzialmente immutata nell'impostazione didattica l'istruzione superiore), mentre le elementari sono cambiate in maniera da non preparare più allo studio per discipline delle medie, che a loro volta dovrebbero preparare alle superiori. Gli alunni che arrivano in prima media forse sono abili nel risolvere dei test di matematica di quarta -in genere molto semplici, molto puntati sulla logica e sul problem-solving- (vedi questi esempi per capire di cosa si parla http://www.invalsi.it/invalsi/ri/timss2011/documenti/APPENDICE_B.pdf), ma sono fortemente carenti di autonomia, di capacità di espressione scritta e orale in italiano, di capacità di studio e, aggiungo, di vere competenze scientifiche e matematiche adeguate alla loro età; inoltre il livello didattico degli alunni resta fortissimamente condizionato dalla provenienza sociale, economica, familiare e territoriale, a conferma della fallimentare inefficacia di certi metodi didattici rispetto agli obiettivi dichiarati.
In definitiva non è la scuola media che causa l'abbassamento generalizzato dei risultati didattici dei ragazzi di 14 anni rispetto a quelli di 10, ma semmai l' insufficienza della preparazione fornita dalla scuola primaria: non solo per quanto riguarda le competenze disciplinari, ma soprattutto per l'autonomia e la serietà di approccio allo studio.

PS: ripeto, guardatevi i test al link indicato per capire quanto siano parziali e poco indicativi del possesso dei prerequisiti necessari ad affrontare lo studio della matematica alle medie.


Ultima modifica di ushikawa il Ven Gen 08, 2016 10:40 pm, modificato 1 volta
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aku



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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Ven Gen 08, 2016 9:49 pm

" Gli alunni che arrivano in prima media...sono fortemente carenti di autonomia, di capacità di espressione scritta e orale in italiano, di capacità di studio e, aggiungo, di vere competenze scientifiche e matematiche adeguate alla loro età" Ushikawa dixit.

A me interessa molto questo parere. In particolare mi chiedo quali sarebbero le "vere competenze scientifiche e matematiche adeguate alla loro età" per i bambini in uscita dalle elementari (10 anni). Mi interessa perchè lavoro alla primaria in quell'ambito e ora sono in prima. Ho tutto il tempo per far si che i miei alunni escano dalla quinta in condizioni decenti rispetto a questi parametri. O perlomeno per tentare..Però davvero mi chiedo cosa siano queste competenze che alle medie vorrebbero e che all'elementari non riusciamo a raggiungere. Dalle parole di ushikawa sembra che gli alunni arrivino alle medie senza ever completato il programma di mate e scienze, che manchi proprio un bagaglio di conoscenze, una parte di connessione tra primaria e medie.

Non nascondo che non mi è mai capitato di ragionare con prof delle medie su questo argomento. Per me sta lì l'inghippo, manca il mettersi a tavolino prof e maestri e dire "ok, noi arriviamo fin qui e voi riprendete da li", oppure stabilire cosa è prioritario cosa è secondario sviluppare alla primaria, cosa è necessario, cosa no. Forse tutto l'ultimo anno dovrebbe essere fatto così, molto in collaborazione e continuo scambio, senza che da una parte ci si giustifichi troppo con il "ma sono piccoli" e dall'altra si pretenda qualcosa di esagerato rispetto al materiale umano che abbiamo..Io pensavo che tutto questo lavoro fosse stato fatto con le indicazioni, e che se sia noi sia le medie seguiamo quelle, la connessione, la continuità, ne uscisse spontaneamente. Ma sembra non sia così.

Ushikawa mi dice che i test che ci fanno utilizzare non sono indicativi dei prerequisiti per le medie (e questo lo immaginavo già), evinco dal discorso che nemmeno le indicazioni nazionali danno garanzia di dare questi prerequisiti (questo un po' mi spiazza, è 10 anni che lavoro a scuola e mi sembrava che tutti prendessero le indicazioni come riferimento, questo dovrebbe creare una certa omogeneità..). Non parilamo dei testi della primaria che spesso hanno molte mancanze. Allora io maestro della primaria a cosa dovrei riferirmi per capire quali sono le conoscenze che devo passare ai miei alunni.. Sembra che non mi resti altro che iscrivermi al primo anno delle medie e vedere coi miei occhi cosa ci sia di così mirabolante che i nostri alunni sono completamente incapaci di fare..
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Ven Gen 08, 2016 10:31 pm

Sarebbe davvero bello che in tutti gli IC italiani si facesse una vera continuità verticale e, come dice aku, ci si mettesse a tavolino per stabilire fin dove arriva l'uno, da dove riprende l'altro. Purtroppo non accade per una lunga serie di motivi, a volte anche per gelosie che sfociano in vere e proprie piccinerie. Sarebbe anche bello se le Indicazioni Nazionali -che pure non apprezzo particolarmente- fossero rispettate da tutti i maestri e dai professori in qualunque situazione, ma sappiamo bene che non è così: la preparazione di un alunno di prima media varia enormemente in base non solo alla provenienza territoriale o sociale, non solo in base alla scuola primaria frequentata, ma addirittura per la singola maestra o maestro avuti (mentre alle medie è statisticamente più improbabile che un alunno si trovi con 11 insegnanti che decidano di soprassedere alle indicazioni nazionali, comprettendo la sua preparazione complessiva). Se in una classe di prima media capitano tre ragazzi intelligenti, ma non sufficientemente preparati per esser finiti nella sezione B con Maria anziché nella C con Gabriella, si crea un grosso ostacolo per il raggiungimento degli obiettivi didattici di tutti.
In ogni caso quello che manca all'alunno standard appena immesso in prima media non è solo la conoscenza delle tabelline o le competenze grammaticali di base o di qualsiasi altro obiettivo strettamente didattico, ma è la capacità di stare in classe, di comprendere le spiegazioni dei docenti, di studiare autonomamente a casa, di svolgere da solo qualche semplice consegna, di applicarsi nello studio con serietà. In una parola manca totalmente quel minimo di maturità che un paio di decenni fa lo stesso alunno avrebbe posseduto e che oggi a mio avviso risulta gravemente compromessa da un approccio al suo apprendimento eccessivamente ludico e protettivo. Gli stessi docenti della primaria a me sembrano essere sempre più orientati verso il possesso di competenze pedagogiche che di competenze prettamente disciplinari. Non va sottovalutato neanche l'impatto che ha avuto la legge 170 e le sue successive estensioni sulla scuola primaria: la didattica segue dei ritmi estremamente cauti quasi ad esorcizzare l'eventualità che si manifesti qualche disturbo di apprendimento o, in ogni caso, per evitare qualsiasi stress al singolo alunno che manifesti difficoltà, ad esempio dei recuperabilissimi ritardi nella lettura che lo potrebbero spingere verso una diagnosi.
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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Ven Gen 08, 2016 10:56 pm

aku ha scritto:
In particolare mi chiedo quali sarebbero le "vere competenze scientifiche e matematiche adeguate alla loro età" per i bambini in uscita dalle elementari (10 anni).
E' presto detto.

Competenza unica di matematica per bambini in uscita dalle elementari: quando il professore di matematica parla tu stai zitto, seduto, attento, col quaderno aperto, la penna in mano ed il cellulare su per il buco del culo.

Sei capace d'insegnarlo ai tuoi ? Allora hai la mia nomination per "professore dell'ano" (a causa del cellulare).
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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Sab Gen 09, 2016 9:00 am

g.stival ha scritto:
serpina ha scritto:
...abbiamo cioè rinunciato alle conoscenze, e inevitabilmente questo ha comportato il franare delle competenze.
Io questa rinuncia alle conoscenze non la vedo. Ovviamente ogni scuola è una situazione a sè percui l'esperienza di un docente non è mai generalizzabile però il 99% dei docenti che conosco lavora su conoscenze e abilità e ignora del tutto le competenze.
quando dico che stiamo rinunciando alle conoscenze intendo dire che, pur lavorando su conoscenze e abilità, ci accontentiamo, riduciamo, semplifichiamo, rinunciamo cioè alla complessità, mentre è proprio la complessità che dovrebbe favorire lo sviluppo di competenze trasversali.

g.stival ha scritto:
Se volessimo attribuire la crisi attuale a scelte metodologiche si dovrebbe attribuire alla didattica tradizionale perchè il 99% dei docenti continua ad usare questa. In realtà io credo che la didattica con la crisi c'entri poco e contano di più fattori esterni come l'abitudine a ricevere informazioni attraverso la televisione piuttosto che attraverso la lettura e un diverso atteggiamento dei genitori riguardo alla educazione dei figli.
se la didattica c'entra poco, e anch'io lo penso, allora come se ne esce?
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aku



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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Sab Gen 09, 2016 9:11 am

Comunque Ushikawa, sembra che tu ti rappresenti la primaria ancora sul modello del maestro unico, ma di fatto io da quando lavoro in questo settore non l'ho mai visto applicato. Per esempio da noi siamo 5 maestre su una prima e 6 sull'altra. Tra l'altro io insegno l'area logico matematica su una sezione, mentre l'altra sezione ha un' altra insegnante della stessa area, con cui mi confronto quotidianamente, anche più volte al giorno. Tra noi c'è un continuo scambio di materiale ed esperienze, lavoriamo per tre ore in compresenza dividendo la mia sezione in due gruppi di livello per cercare di recuperare i 7 scarsi e potenziare i 13 bravetti..abbiamo già in calendario un sabato di formazione (non obbligati da nessuno e a pagamento) sulla didattica della matematica (non su fuffologia)..
Non puoi pensare che qui siamo tutti psico-peda-fuffologi senza nessuna preoccupazione per la preparazione degli alunni o che stiamo tutti qui a giocare e dare la pappetta pronta. E non dipende solo da una maestra l'andamento di un intera classe.
Comprendo che il tuo è un discorso generale e certamente ho conosciuto molti maestri che lavorano senza porsi troppe domande, ma credo che questo si possa dire anche per i prof delle medie.

Sono completemente d'accordo sul fatto che i bambini comunque non siano più in grado di "stare in classe, di comprendere le spiegazioni dei docenti, di studiare autonomamente a casa, di svolgere da solo qualche semplice consegna, di applicarsi nello studio con serietà". Lo vediamo anche noi. I bambini di quarta e quinta non hanno quel qualcosa in più che tempo indietro mostravano, sembrano una terza formato gigante. Hanno bisogno di continui richiami, prendono sottogamba i compiti assegnati, sembra che non arrivino a capire che l'impegno è necessario. Ricordo una supplenza di un anno su una quinta: ero scioccata dall'incapacità di esprimersi di questi bambini, non riuscivano a formulare una frase. Ho fatto di tutto per migliorare le loro capacità espositive, ma nulla..poi ho scoperto che la collega di storia e geografia aveva per loro tutti 8-9-10, quando per me c'erano tre 9 tutto il resto era 6-6,5- con parecchi individui per cui la scala sarebbe dovuta scendere verso il 2-3..I genitori erano sconvolti dai miei voti, erano abituati dalla prima a 9-10...

Ushikawa attribuisce queste incapacità ai metodi della primaria che non so quanto conosca bene, io ho l'impressione che l'idea che noi usiamo il gioco continuamente sia un po' sovrarappresentata nei media, ma se venissi a vedere troveresti altro..anche io giusto ieri ho introdotto l'addizione con un breve giro di gioco con i dadi. Due dadi a testa, tirare e vedere che cosa esce (quindi addizionare). Poi mettere in ordine i numeri ottenuti dal maggiore al minore (per vedere chi ha vinto). Ok, è durato mezz'ora ed è servito per contestualizzare le pagine di addizioni che si apprestano a fare per un mese intero (con memorizzazione di alcune coppie di addizioni). Non mi sembra che aver tirato fuori i dadi (che poi chiedono a ricreazione per giocare e così si allenano ad addizionare a mente anche quando non facciamo lezione) faccia si che siano autorizzati a non studiare matematica o a non fare i compiti ecc.

Io attribuisco ad altro il generale lassismo di questi bambini. Per spiegarlo faccio l'esempio: il 7 gennaio è arrivato da noi un nuovo alunno, spostato da altro plesso dello stesso ic. Avete già capito. Mi ha scocciato assai questo spostamento e avevo ragione perchè i genitori mi hanno confermato quello che temevo. Lo spostamento è avvenuto da tempo normale a continuato perchè il bambino, molto lento, si trovava tutti i giorni con pacchi di roba da recuperare e compiti da fare (confermato dalle ex insegnanti). I genitori e i nonni non hanno voglia/tempo di seguirlo, perciò l'hanno spostato da noi e il bambino frequenterà dalle 8.00 alle 16.10 la scuola, poi sarà piazzato al doposcuola fino alle 6. I genitori si sono assicurati che non abbia nulla a casa da fare e che venga tutto recuperato a scuola. Si sono anche lamentati che nella vecchia scuola le insegnanti non gli fornivano, tutti i giorni, i quaderni dei compagni in fotocopia per recuperare ciò che era stato perso..

Questo è l'impegno che le famiglie mettono nella cura dei loro pargoli. Trovi un problema? Lo aggiri. Non vogliono che i bambini facciano fatica e li scoccino con i capricci per fare i compiti. Quello che possiamo fare a scuola è limitato, ma se non c'è poi l'impegno individuale..

Avido, per fortuna almeno il problema cellulari qui non c'è ancora..


Ultima modifica di aku il Sab Gen 09, 2016 11:23 am, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Sab Gen 09, 2016 10:47 am

serpina ha scritto:
se la didattica c'entra poco, e anch'io lo penso, allora come se ne esce?
Modificando il diritto all'istruzione per tutti con il diritto all'istruzione per gli interessati (rilevabili dai comportamenti) e togliendo il limite minimo degli studenti per classe: se ne ho buoni solo due ne promuovo solo 2, farò una classe da 2 e li istruirò come Dio comanda.

Così facendo i 2 diventeranno rapidamente 15 o 20.

In buona sostanza non bisogna temere troppo la dispersione scolastica perchè c'è di peggio: la concentrazione caprina che abbiamo.
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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Sab Gen 09, 2016 11:04 am

aku ha scritto:
Avido, per fortuna almeno il problema cellulari qui non c' ancora..
Lezione di oggi nella classe peggiore che ho.

Premessa, ho spiegato ai miei alunni che conoscendoli l'ultima verifica sarebbe stata prima delle vacanze di Natale, in quanto confidavo che con le spiegazioni fresche sarebbero andati meglio che con le spiegazioni stantie, escludendo a priori che avrebbero studiato durante le vacanze; hanno concordato, peccato che l'ultimo giorno con loro (un sabato) metà classe fosse assente.
La metà migliore ha preso 2 sufficienze e gli altri votacci, il 7, al rientro, l'altra metà solo votacci; oggi (sabato) ho restituito la seconda metà delle verifiche ....... a chi ? A due ragazzi, gli altri erano assenti (tagliato).

Due presenti che hanno preso votacci si piazzano al primo banco, uno addirittura si alza, viene alla lavagna e mi chiede di fare degli esercizi sui vecchi argomenti; lo accontento, sembra capire il meccanismo così come sembra capirlo l'altro; il resto della classe al fondo cazzeggia, molti col cellulare.

Cerco di coinvolgere l'altra parte della classe, spostando me (andato a lavorare col mal di schiena) e la mia attenzione verso di loro; così facendo mi distraggo un po' da quelli davanti, che dopo poco mi accorgo hanno chiuso il quaderno e preso il cellulare.

Mi siedo e riposo la schiena; fine della lezione dopo 45 minuti; nessuno se ne è lamentato.

Sono una seconda e del primo anno non sanno nulla; la loro insegnante dell'anno scorso non era la peggiore della scuola, era l'attuale capo dipartimento di matematica; perchè li ha promossi tutti ? Perchè non li poteva bocciare tutti; lo stesso farò io e lo stesso farà chi mi succederà; si diplomeranno tutti o quasi tutti, non avendo imparato nulla.

Siamo sicuri che anche questa non sia dispersione scolastica ? Questi mica stanno facendo scuola !
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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Sab Gen 09, 2016 11:14 am

Desolante. Ma mi sembra tu lavori alle superiori no? Non è vietato l'uso del cellulare a scuola?
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