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 Apprendimento cooperativo

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sarapag



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MessaggioOggetto: Apprendimento cooperativo   Mar Dic 15, 2015 10:33 pm

Promemoria primo messaggio :

Mi consigliate un buon libro sull'apprendimento cooperativo per la scuola secondaria di secondo grado? Mi serve qualcosa che contenga casi pratici, non solo la teoria.
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AutoreMessaggio
avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Sab Gen 09, 2016 11:23 am

aku ha scritto:
Desolante. Ma mi sembra tu lavori alle superiori no? Non è vietato l'uso del cellulare a scuola?
Certo che è vietato, ma lo usano lo stesso; se gli dici 10 volte di metterlo via lo fanno e poi 10 volte lo tirano fuori nuovamente; idem se li obblighi a metterlo sulla cattedra; dopo qualche settimana ti stufi di dire sempre le stesse cose e ti arrendi.

Probabilmente si avrebbe più successo col sequestro duraturo; alcune scuole lo prevedono ma non è legale; anche portarlo in presidenza per farlo ritirare dai genitori potrebbe essere più efficace, ma anche questo non sarebbe legale e certamente qualche genitore avrebbe da ridire, senza contare che mentre ce l'hai tu ne sei responsabile tu ...... di cellulari che costano mezzo stipendio; non li amo tanto da assumermi questi rischi, non vado oltre l'obbligarli a metterlo (loro) sulla cattedra.

Ho anche messo note ad inizio anno, poi mi hanno detto che le note non fanno fare bella figura al docente ed ho smesso. Non amo lottare contro i mulini a vento.
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aku



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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Sab Gen 09, 2016 11:56 am

Ma proprio tutti lo portano? Non esiste nessuno che sa stare 5 ore senza? Quindi i genitori sanno che la regola è "non si porta il cellulare a scuola", non la condividono e non ne comprendono l'importanza e permettono ai figli di portare il telefono? O più semplicemente i figli li mandano a quel paese e portano il telefono senza il loro consenso?
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AndreaOdi



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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Sab Gen 09, 2016 1:35 pm

Scusa, Avido, io lavoro forse in un mondo ideale (una scuola paritaria con 8 classi di liceo scientifico in cui una sberla tra compagni ogni tanto oppure un cestino della spazzatura che vola giù dalle scale è il massimo che sia capitato in tre anni), ma da noi funziona così:

Se ti becco con il cellulare ti do una nota sul registro e porto il cellulare al Preside (questa cosa, effettivamente, si può fare solo se la scuola è piccola, perché tipicamente il dirigente ha altre cose a cui pensare rispetto alle stupidate dei ragazzi).
Dopodiché da noi vige la regola che dopo tre note sei sospeso per un giorno.
Dopo un po' la capiscono e la piantano (oppure se ne vanno se ritengono che la scuola sia troppo dura).
Io poi di solito sono ancora più strnz nel senso che, grazie al registro elettronico, mando un'immediata comunicazione a casa (che arriva su email/sms o simili). Per cui ogni volta che sgarrano io faccio un bel sorriso all'alunno e contestualmente comunico tutto a casa. In quel modo da una parte mi tutelo (i genitori sono sempre perfettamente informati), dall'altra incarico istantaneamente la famiglia di operare nella maniera ritenuta più consona.

Mi rendo conto che in molte scuole è impensabile fare un muro-contro-muro di questo tipo altrimenti ti tagliano le gomme.
Però, ecco, alcune cose andrebbero gestite a livello centrale (a livello della singola scuola), con un regolamento di istituto con regole chiare, in modo che sia evidente a tutti che, vivendo in comunità, ci sono principi e doveri condivisi.
Chi sgarra ne paga le corrispondenti conseguenze.
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g.stival



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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Sab Gen 09, 2016 1:57 pm

serpina ha scritto:
se la didattica c'entra poco, e anch'io lo penso, allora come se ne esce?
Se la didattica c'entra poco non è detto che sia compito nostro venirne fuori. L'ambito in cui può agire un insegnante è quello didattico, in parte quello educativo ma non possiamo risolvere tutti i mali della società. Credo che all'atto pratico possiamo fare solo due cose o aumentare la percentuale dei bocciati o abbassare l'asticella degli obiettivi. Entrambe queste scelta hanno elevati costi sociali e proprio per questo non credo che gli insegnanti possano prendere questa decisione da soli spetterebbe semmai alla politica di risolvere il problema.
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Sab Gen 09, 2016 2:02 pm

la politica ha già scelto: abbassare l'asticella.

Poi se la didattica c'entra poco si prega di non scassare i maroni ai docenti con la storia che adottano metodi didattici antiquati o inadeguati.


Ultima modifica di ushikawa il Sab Gen 09, 2016 2:08 pm, modificato 1 volta
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AndreaOdi



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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Sab Gen 09, 2016 2:04 pm

avidodinformazioni ha scritto:

Ho anche messo note ad inizio anno, poi mi hanno detto che le note non fanno fare bella figura al docente ed ho smesso. Non amo lottare contro i mulini a vento.

Chi l'ha detto? E soprattutto... che importanza ha?
Io do tutte le note che credo sia giusto dare (non troppe perché altrimenti perdono di efficacia).
Anche dare un sacco di brutti voti fa fare brutta figura al docente. Però se i voti sono meritati (e motivati) c'è poco da fare.
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AndreaOdi



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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Sab Gen 09, 2016 2:09 pm

ushikawa ha scritto:
la politica ha già scelto: abbassare l'asticella.

Beh, non so cosa abbia scelto la politica.
Se leggi le Indicazioni Nazionali per i licei vedi che c'è una quantità di nozioni/informazioni/conoscenze/competenze esorbitanti.
Anzi mi pare abbiano puntato decisamente in alto, fuori da ogni logica.

Secondo me, più verosimilmente, i politici sono dei menefreghisti che fanno fare il loro lavoro a ignoranti menefreghisti (ad esempio chi ha scritto i quiz TFA 2011 non può che essere un ignorante menefreghista).

Chi ha scritto le Indicazioni per lo scientifico (mi riferisco in particolare alla Fisica), evidentemente, non ha idea di come funzioni veramente la scuola.

La politica ha scelto di farsi i fatti propri
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Sab Gen 09, 2016 2:14 pm

AndreaOdi ha scritto:
Scusa, Avido, io lavoro forse in un mondo ideale (una scuola paritaria con 8 classi di liceo scientifico in cui una sberla tra compagni ogni tanto oppure un cestino della spazzatura che vola giù dalle scale è il massimo che sia capitato in tre anni), ma da noi funziona così:

Se ti becco con il cellulare ti do una nota sul registro e porto il cellulare al Preside (questa cosa, effettivamente, si può fare solo se la scuola è piccola, perché tipicamente il dirigente ha altre cose a cui pensare rispetto alle stupidate dei ragazzi).
Dopodiché da noi vige la regola che dopo tre note sei sospeso per un giorno.
Dopo un po' la capiscono e la piantano (oppure se ne vanno se ritengono che la scuola sia troppo dura).
Io poi di solito sono ancora più strnz nel senso che, grazie al registro elettronico, mando un'immediata comunicazione a casa (che arriva su email/sms o simili). Per cui ogni volta che sgarrano io faccio un bel sorriso all'alunno e contestualmente comunico tutto a casa. In quel modo da una parte mi tutelo (i genitori sono sempre perfettamente informati), dall'altra incarico istantaneamente la famiglia di operare nella maniera ritenuta più consona.

Mi rendo conto che in molte scuole è impensabile fare un muro-contro-muro di questo tipo altrimenti ti tagliano le gomme.
Però, ecco, alcune cose andrebbero gestite a livello centrale (a livello della singola scuola), con un regolamento di istituto con regole chiare, in modo che sia evidente a tutti che, vivendo in comunità, ci sono principi e doveri condivisi.
Chi sgarra ne paga le corrispondenti conseguenze.
La mia scuola non è la migliore di Torino e non è neanche la peggiore; un terzo della nostra utenza sono ragazzi riciclati dagli altri istituti (si dovrebbe dire riorientati) nel senso che hanno avuto la spudoratezza di andare in istituti più "nobili" e da lì li hanno cacciati a calci nel sedere.
A giudicare da eduscopio.it la mia e la peggiore scuola statale di tipo scientifico di Torino, anche perchè ha una storia di scuola tecnica, tra le quali non sarebbe la peggiore.

In buona sostanza, i ragazzi malleabili, che ci tengono all'istruzione, si possono gestire come nella tua scuola, poi ci sono gli altri ....... che vengono nella mia ...... e non sono i peggiori; da noi non esistono atti di bullismo, che altrove ci sono eccome.
Se la nostra scuola non avesse nomea di scuola tranquilla dove ci si diploma senza sbattersi troppo, non potendo avere la fama di scuola di elite sarebbe destinata alla chiusura (credo che qualche anno fa ci sia andata vicina).
La preside è di quelle che "se non prestano attenzione è perchè non fate lezioni interessanti"; è di quelle che "non è possibile che ci siano così tanti rimandati e sempre solo nelle stesse materie (leggi matematica)" ed è di quelle che, con grande coerenza, "non è possibile che i nostri ragazzi all'università si trovino male, soprattutto in matematica".

Tieni conto che io sono in questa scuola da quest'anno e che non ho alcuna responsabilità sulle sospensioni di giudizio, sulla nomea, sui risultati universitari e sulla posizione di classifica; al massimo posso avere responsabilità sul fatto che non rendo i polinomi ed i radicali sufficientemente avvincenti; quindi non ho detto tutto quello che ho detto per difendermi da colpe evidentemente non mie, ma perchè le cose stanno effettivamente così.
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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Sab Gen 09, 2016 2:21 pm

AndreaOdi ha scritto:
Beh, non so cosa abbia scelto la politica.
Se leggi le Indicazioni Nazionali per i licei vedi che c'è una quantità di nozioni/informazioni/conoscenze/competenze esorbitanti.
Anzi mi pare abbiano puntato decisamente in alto, fuori da ogni logica.
I programmi ed i libri di testo di matematica dello scientifico e del tecnico sono quasi identici, almeno nel biennio, ma credo anche oltre.

Da perito laureato in ingegneria io non ho mai risolto un integrale in vita mia nè tanto meno un'equazione differenziale, perchè mai debbano essere parte del programma di quinta anche all'ITIS (con i ragazzi che, sempre in quinta, non sanno risolvere un'eq. algebrica di primo grado) non lo capirò mai.
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Sab Gen 09, 2016 2:37 pm

io all'ITIS facevo, e bene, equazioni differenziali ed integrali, come molti compagni di classe.
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Sab Gen 09, 2016 4:12 pm

ushikawa ha scritto:
io all'ITIS facevo, e bene, equazioni differenziali ed integrali, come molti compagni di classe.
All'itis gli integrali li ho fatti anch'io e bene; nel 1984 al quarto anno perchè matematica in quinta non c'era; poi li ho fatti e bene all'università; poi sono uscito .......... pufff scomparsi dalla vita.

A dire il vero ho risolto un'equazione differenziale dopo l'università, per calcolare la potenza presunta della mia automobile (con cronometraggi in autostrada, prova a folle, accelerazioni e Vmax).
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Sab Gen 09, 2016 4:26 pm

avidodinformazioni ha scritto:

Certo che è vietato, ma lo usano lo stesso; se gli dici 10 volte di metterlo via lo fanno e poi 10 volte lo tirano fuori nuovamente; idem se li obblighi a metterlo sulla cattedra; dopo qualche settimana ti stufi di dire sempre le stesse cose e ti arrendi.

Probabilmente si avrebbe più successo col sequestro duraturo; alcune scuole lo prevedono ma non è legale; anche portarlo in presidenza per farlo ritirare dai genitori potrebbe essere più efficace, ma anche questo non sarebbe legale e certamente qualche genitore avrebbe da ridire, senza contare che mentre ce l'hai tu ne sei responsabile tu ...... di cellulari che costano mezzo stipendio; non li amo tanto da assumermi questi rischi, non vado oltre l'obbligarli a metterlo (loro) sulla cattedra.

Ho anche messo note ad inizio anno, poi mi hanno detto che le note non fanno fare bella figura al docente ed ho smesso. Non amo lottare contro i mulini a vento.

Non è la faccia da orsacchiotto, ma il comportamento da orsacchiotto.

A inizio lezione fai mettere tutti i cellulari in una robusta sacca (o qualsiasi altro contenitore) sotto il tuo controllo. Se qualcuno si rifiuta, fagli presente che appena lo vedi col cellulare in mano la nota e il provvedimento disciplinare è garantito. E mantieni la parola data.
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comp_xt



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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Sab Gen 09, 2016 4:57 pm

La scuola italiana è governata dall'ipocrisia e spero che quanto prima esploda vittima delle sue contraddizioni.

Abbiamo programmi ministeriali (pardon, Indicazioni Nazionali) che coprono una miriade di contenuti che sarebbe stato follia pensare di svolgere anche nelle scuole selettive degli anni 50.

Di fatto ci si accontenta di molto ma molto meno.

Le seconde prove scritte di matematica continuano ad essere tarate sul livello dello studente medio ideale, ma siccome la realtà è differente, si trovano le soluzioni all'italiana.
Chiunque abbia fatto il commissario agli esami di liceo scientifico capisce cosa intendo dire.

I Dirigenti Scolastici), da esseri infallibili quali sono (almeno stando a sentire l'ANP), capiscono se la loro scuola funziona o meno semplicemente analizzando il tasso di dispersione scolastica (da inserire nel sacro RAV) e confrontarlo con quello provinciale, regionale e nazionale.
Per non avere rogne con l'USR fanno pressioni sui consigli di classe e sui singoli docenti per promuovere tutti; gli insegnanti per non avere rogne col preside e per non perdere classi promuovono tutti e a quel punto la frittata è fatta.

Quello che ha scritto avidodinformazioni corrisponde alla pura verità e bisogna riconoscergli il merito di essere stato sincero. Fra i tanti difetti della nostra categoria c'è infatti quel pudore e quella vergogna che ci porta a nascondere la polvere sotto il tappeto per evitare che certe cose trapelino all'esterno.

Come se ne esce? Fregandosene della dispersione scolastica.
Del resto ha perfettamente ragione avido quando scrive che anche quella attuale è una dispersione di fatto, visto che stiamo regalando promozioni e diplomi a degli emeriti ignoranti.
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comp_xt



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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Sab Gen 09, 2016 5:27 pm

mac67 ha scritto:

Non è la faccia da orsacchiotto, ma il comportamento da orsacchiotto.

A inizio lezione fai mettere tutti i cellulari in una robusta sacca (o qualsiasi altro contenitore) sotto il tuo controllo. Se qualcuno si rifiuta, fagli presente che appena lo vedi col cellulare in mano la nota e il provvedimento disciplinare è garantito. E mantieni la parola data.

La cosa in effetti funziona: a mali estremi, estremi rimedi.

È un po' quello che succede al bar quando in tanti non pagano i debiti e allora il barista si trova costretto a non fare più credito a nessuno, nemmeno a quelli che normalmente.

Non risolve però il problema principale: come è possibile che dei sedicenni o addirittura dei diciannovenni siano talmente amminchionati da non essere in grado di autodisciplinarsi rimanendo senza cellulare per cinque ore di fila?

Fino a qualche tempo fa i ragazzi di quell'età si sarebbero offesi dinnanzi ad una simile imposizione, che in effetti è un modo indiretto per attribuire loro la qualifica poco esaltante di "bimbominkia".
Oggi l'accettano perché, se gliela imponi, per paura si adeguano. E adeguandosi confermano di essere dei "bimbiminkia ", accettano infatti l'estremo rimedio consapevoli di non essere in grado, da soli, di reggere cinque ore di astinenza. Che vergogna!
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Apprendimento cooperativo   Sab Gen 09, 2016 5:35 pm

comp_xt ha scritto:
mac67 ha scritto:

Non è la faccia da orsacchiotto, ma il comportamento da orsacchiotto.

A inizio lezione fai mettere tutti i cellulari in una robusta sacca (o qualsiasi altro contenitore) sotto il tuo controllo. Se qualcuno si rifiuta, fagli presente che appena lo vedi col cellulare in mano la nota e il provvedimento disciplinare è garantito. E mantieni la parola data.

La cosa in effetti funziona: a mali estremi, estremi rimedi.

È un po' quello che succede al bar quando in tanti non pagano i debiti e allora il barista si trova costretto a non fare più credito a nessuno, nemmeno a quelli che normalmente.

Non risolve però il problema principale: come è possibile che dei sedicenni o addirittura dei diciannovenni siano talmente amminchionati da non essere in grado di autodisciplinarsi rimanendo senza cellulare per cinque ore di fila?

Fino a qualche tempo fa i ragazzi di quell'età si sarebbero offesi dinnanzi ad una simile imposizione, che in effetti è un modo indiretto per attribuire loro la qualifica poco esaltante di "bimbominkia".
Oggi l'accettano perché, se gliela imponi, per paura si adeguano. E adeguandosi confermano di essere dei "bimbiminkia ", accettano infatti l'estremo rimedio consapevoli di non essere in grado, da soli, di reggere cinque ore di astinenza. Che vergogna!

Vero, ma non bisogna sottovalutare la situazione di "dipendenza". Guarda il forum: credo che molti di noi siano davanti al PC a lavorare, ciò nonostante interveniamo ogni 15-30 minuti. Tanto diverso? Non direi.

Mi accorgo che Internet mi ha reso meno paziente di una volta. Prima, se volevo sapere un cosa, prendevo un libro e mi mettevo di santa pazienza. Ora uso google e se alla seconda pagina non trovo la risposta che cerco divento impaziente.
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