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 Esami di Stato secondaria II grado. Prova scritta Fisica nei Licei Scientifici: scheda Miur su abilità e competenze richieste

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MessaggioOggetto: Esami di Stato secondaria II grado. Prova scritta Fisica nei Licei Scientifici: scheda Miur su abilità e competenze richieste   Mer Dic 16, 2015 1:01 pm

Promemoria primo messaggio :

http://www.orizzontescuola.it/news/esami-stato-secondaria-ii-grado-prova-scritta-fisica-nei-licei-scientifici-scheda-miur-abilit-e
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Esami di Stato secondaria II grado. Prova scritta Fisica nei Licei Scientifici: scheda Miur su abilità e competenze richieste   Ven Dic 18, 2015 8:42 pm

e certo... e poi si piagnucola come pecorelle infreddolite, quando escono le linee guida ministeriali per l'eventuale prova scritta di fisica, strillando che non è giusto, che quelli del ministero sono pazzi, che è roba troppo difficile, che devono tenere conto che i nostri ragazzi non sono abituati a richieste elevate, e amenità del genere.
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Esami di Stato secondaria II grado. Prova scritta Fisica nei Licei Scientifici: scheda Miur su abilità e competenze richieste   Ven Dic 18, 2015 8:42 pm

Stellastellina1975 ha scritto:
mac67 ha scritto:
Stellastellina1975 ha scritto:

Non è vero, nella fisica moderna si può incontrare una matematica un pò più elevata. Ma anche prima, quando ci si fermava all'elettromagnetismo, negli esercizi di ottica ondulatoria era presente la goniometria e i circuiti in corrente alternata si risolvevano con le equazioni differenziali, ad esempio. Però concordo sul fatto che la difficoltà maggiore è la fisica, non la matematica. E quindi? Appunto per questo è un ottimo strumento di valutazione.


Mi indichi un libro di testo di liceo che usa regolarmente il calcolo differenziale e integrale?

L'Halliday (ma credo sia l'unico, in effetti). Però, una volta fatti gli integrali e le equazioni differenziali in matematica, non vedo perché non si possano applicare ai problemi di fisica, anche se il libro di testo non lo fa.


Non che abbia nulla in contrario, ma da quel che vedo e sento direi che la maggioranza dei colleghi gli integrali li affronta non prima di marzo. Non parliamo poi delle equazioni differenziali. Paradossalmente, ci sono più esercizi di fisica con calcolo differenziale e integrale sui testi di matematica (come applicazioni) che nei testi di fisica.
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Esami di Stato secondaria II grado. Prova scritta Fisica nei Licei Scientifici: scheda Miur su abilità e competenze richieste   Ven Dic 18, 2015 8:44 pm

Stellastellina1975 ha scritto:

Te lo ricordo io (anche se non c'ero, ma lo immagino): col passare degli anni, vengono scelti libri di fisica sempre più semplificati, al punto tale da essere addirittura sbagliati o carenti di alcuni argomenti fondamentali. Perché ormai a scuola "si gioca al ribasso", e questo vale per tutte le discipline.

Mi fai qualche esempio?
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AndreaOdi



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MessaggioOggetto: Re: Esami di Stato secondaria II grado. Prova scritta Fisica nei Licei Scientifici: scheda Miur su abilità e competenze richieste   Ven Dic 18, 2015 9:51 pm

mac67 ha scritto:


Mi fai qualche esempio?

Si possono fare nomi e cognomi dell'autore/editore senza rischiare?
Il libro di testo in adozione nella scuola in cui insegno (liceo scientifico) ha sbagliato di almeno un ordine di grandezza la stima del calore perduto attraverso una finestra d'appartamento.
Non si tratta di un semplice errore di calcolo: è proprio un errore concettuale perché ha usato una formula che non c'entra una mazza con quello che stava facendo:

Vetro della finestra che separa l'aria appartamento a temperatura T_int dall'aria esterna a temperatura T_out.

Formula usata: Q_scambiato = Lambda * Area_vetro * Spessore vetro * (T_out - T_int)*Tempo_trascorso   --- dove lambda è una costante che dipende dal materiale

Questa formula funziona bene quando il materiale (es vetro) è a contatto diretto con due corpi a temperature diverse, ad impedenza zero (cioè quando le facce del conduttore -in questo caso il vetro- si trovano effettivamente alle due temperature T_out e T_in usate nella formula).

Tutt'altra musica (e formula), invece, quando il mezzo conduttore è a contatto con l'aria: in tal caso il fenomeno è più complesso perché le due superfici interna ed esterna del vetro NON sono affatto alla temperatura dell'aria. Ha ceffato in pieno la fisica che sta dietro al problema. Bell'esempio, che tra l'altro porterebbe a sovrastimare la potenza necessaria a tener calda la casa d'inverno (abbiamo fatto il conto in classe a spanne, per casa mia... servivano almeno cento kilowatt solo per il calore disperso attraverso le finestre).
Delle due l'una: o l'autore non ha capito un benamato ..... del problema che sta descrivendo, oppure, volendo evitare di appesantire la trattazione introducendo i coefficienti di trasmissione del calore aria-vetro (che poi vanno inseriti opportunamente nell'equazione che descrive il calore trasmesso), ha deliberatamente e coscientemente sbagliato l'esercizio.
Ognuna delle due ipotesi mi pare gravissima; non vedo una terza ipotesi, peraltro.


Altro errore dello stesso autore nel paragrafo sul potenziale elettrostatico.

Ci sono le solite, classiche, due superfici equipotenziali piane e parallele. A partire da un punto appartenente ad una di queste superfici c'è disegnato un vettore campo elettrico ortogonale alla superficie e sempre dallo stesso punto parte un altro vettore campo elettrico inclinato rispetto alla direzione perpendicolare. Il problema è che il campo elettrico non può non essere perpendicolare alla superficie equipotenziale, per cui l'esempio non ha senso.
Come se ciò non bastasse, presenta tutto un conto basato su questa figura nonsense in cui calcola la componente del campo elettrico inclinata rispetto alla direzione ortogonale (mi risulta incomprensibile decifrare quali siano le direzioni del sistema di riferimento usato, rispetto alle quali stia calcolando tale "componente". Da nessuna parte, peraltro, parla di riferimento rispetto al quale scomporre i vettori in componenti). Tra l'altro, quattro righe prima, dice proprio che "il campo elettrico in un punto è sempre perpendicolare alla superficie equipotenziale passante per quel punto". Posso immaginare cosa ci capisca uno studente...



Concludendo... i miei colleghi ed io, che abbiamo ereditato questo libro da chi ci ha preceduto, facciamo fin dal prim'anno largo uso di vettori in componenti, sempre riferendoci ad un sistema di assi ortogonali, rispetto a cui calcoliamo tutte le componenti, utilizzando le funzioni circolari.
Mi sa che sto testo andrà cambiato al più presto.

Ad ogni modo, anche alla luce della prova scritta, credo che l'unica scelta sensata sia proprio l'Halliday Resnick.
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AndreaOdi



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MessaggioOggetto: Re: Esami di Stato secondaria II grado. Prova scritta Fisica nei Licei Scientifici: scheda Miur su abilità e competenze richieste   Ven Dic 18, 2015 10:09 pm

Tornando alla seconda prova...

a me piace molto l'idea che ci possa essere fisica in seconda prova ma quello che sta cercando di proporre il ministero mi lascia molto perplesso.

Ci sono troppi argomenti, troppo complessi. I ragazzi dopo due o tre anni non si ricordano più una mazza. Figuriamoci se sanno fare un "bilancio energetico" o riflettere sulle oscillazioni smorzate del sistema elettromagnetico proposto nella simulazione dell'anno scorso..
E poi... crisi della fisica classica, corpo nero (quantitativamente? gli diamo le formule della legge di Wien e di Rayleigh-Jeans e di Planck da imparare a memoria? a che pro?), relatività...
boh, a me sembra un po' tantino.

Sarà che detesto quando si deve imparare una formula a memoria, però trovo che questo approccio alla fisica moderna, senza uno straccio di motivazione tecnica e senza l'adeguato supporto matematico sia poco intelligente. Non basta dire "secondo il modello classico lo spettro del corpo nero viene così, secondo quello di Planck viene cosà e, guarda caso, i dati sperimentali sono in accordo con il secondo".  Per quale motivo il modello classico viene a quel modo? Perché l'ipotesi di Planck comporta quella particolare modifica allo spettro?

E poi... teoria della relatività (trasformazioni di Lorentz, addizione delle velocità, cinematica e dinamica (????!!!!!) relativistica, applicazioni ai decadimenti nucleari... effetto fotoelettrico, Compton, transizioni atomiche... quante formule sono?
Saranno un centinaio, a spanne. Da imparare tutte a memoria? Io non me le ricordo. Figuriamoci un pischello di 18 anni...

La mia opinione è che si dovrebbero fare meno cose (e fatte meglio, per il possibile). Non dico di non fare fisica moderna; ma dico di fare un po' meno. E la pretesa che "tutti" i maturandi dello scientifico abbiano imparato (a memoria, ovviamente) ed anche capito tali cose, al punto da poter sostenere uno scritto complesso su tali problemi mi sembra decisamente impensabile (quest'ultima mia opinione è fortemente mutuata dalla mia personale -e breve- esperienza di insegnante A049 nella piccola scuola in cui lavoro, perciò essa è molto limitata).
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Stellastellina1975



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MessaggioOggetto: Re: Esami di Stato secondaria II grado. Prova scritta Fisica nei Licei Scientifici: scheda Miur su abilità e competenze richieste   Ven Dic 18, 2015 10:35 pm

AndreaOdi ha scritto:
Tornando alla seconda prova...

a me piace molto l'idea che ci possa essere fisica in seconda prova ma quello che sta cercando di proporre il ministero mi lascia molto perplesso.

Ci sono troppi argomenti, troppo complessi. I ragazzi dopo due o tre anni non si ricordano più una mazza. Figuriamoci se sanno fare un "bilancio energetico" o riflettere sulle oscillazioni smorzate del sistema elettromagnetico proposto nella simulazione dell'anno scorso..
E poi... crisi della fisica classica, corpo nero (quantitativamente? gli diamo le formule della legge di Wien e di Rayleigh-Jeans e di Planck da imparare a memoria? a che pro?), relatività...
boh, a me sembra un po' tantino.

Sarà che detesto quando si deve imparare una formula a memoria, però trovo che questo approccio alla fisica moderna, senza uno straccio di motivazione tecnica e senza l'adeguato supporto matematico sia poco intelligente. Non basta dire "secondo il modello classico lo spettro del corpo nero viene così, secondo quello di Planck viene cosà e, guarda caso, i dati sperimentali sono in accordo con il secondo".  Per quale motivo il modello classico viene a quel modo? Perché l'ipotesi di Planck comporta quella particolare modifica allo spettro?

E poi... teoria della relatività (trasformazioni di Lorentz, addizione delle velocità, cinematica e dinamica (????!!!!!) relativistica, applicazioni ai decadimenti nucleari... effetto fotoelettrico, Compton, transizioni atomiche...  quante formule sono?
Saranno un centinaio, a spanne. Da imparare tutte a memoria? Io non me le ricordo. Figuriamoci un pischello di 18 anni...

La mia opinione è che si dovrebbero fare meno cose (e fatte meglio, per il possibile). Non dico di non fare fisica moderna; ma dico di fare un po' meno. E la pretesa che "tutti" i maturandi dello scientifico abbiano imparato (a memoria, ovviamente) ed anche capito tali cose, al punto da poter sostenere uno scritto complesso su tali problemi mi sembra decisamente impensabile (quest'ultima mia opinione è fortemente mutuata dalla mia personale -e breve- esperienza di insegnante A049 nella piccola scuola in cui lavoro, perciò essa è molto limitata).

Sono d'accordo. Il programma di fisica è immenso, il tempo è poco, alcuni argomenti di fisica moderna sono troppo complessi per essere trattati adeguatamente e richiedono una matematica di alto livello; d'altra parte i libri di testo sono sempre più carenti e imprecisi e gli alunni sono sempre meno motivati e preparati. Dove andremo a finire di questo passo? Secondo me tra breve l'esame di maturità si farà soltanto con i membri interni e diventerà una farsa. Come tutto il resto.
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Esami di Stato secondaria II grado. Prova scritta Fisica nei Licei Scientifici: scheda Miur su abilità e competenze richieste   Dom Dic 20, 2015 10:28 am

AndreaOdi ha scritto:


Si possono fare nomi e cognomi dell'autore/editore senza rischiare?
Il libro di testo in adozione nella scuola in cui insegno (liceo scientifico) ha sbagliato di almeno un ordine di grandezza la stima del calore perduto attraverso una finestra d'appartamento.
Non si tratta di un semplice errore di calcolo: è proprio un errore concettuale perché ha usato una formula che non c'entra una mazza con quello che stava facendo:

Vetro della finestra che separa l'aria appartamento a temperatura T_int dall'aria esterna a temperatura T_out.

Formula usata: Q_scambiato = Lambda * Area_vetro * Spessore vetro * (T_out - T_int)*Tempo_trascorso   --- dove lambda è una costante che dipende dal materiale

Questa formula funziona bene quando il materiale (es vetro) è a contatto diretto con due corpi a temperature diverse, ad impedenza zero (cioè quando le facce del conduttore -in questo caso il vetro- si trovano effettivamente alle due temperature T_out e T_in usate nella formula).

Tutt'altra musica (e formula), invece, quando il mezzo conduttore è a contatto con l'aria: in tal caso il fenomeno è più complesso perché le due superfici interna ed esterna del vetro NON sono affatto alla temperatura dell'aria. Ha ceffato in pieno la fisica che sta dietro al problema. Bell'esempio, che tra l'altro porterebbe a sovrastimare la potenza necessaria a tener calda la casa d'inverno (abbiamo fatto il conto in classe a spanne, per casa mia... servivano almeno cento kilowatt solo per il calore disperso attraverso le finestre).
Delle due l'una: o l'autore non ha capito un benamato ..... del problema che sta descrivendo, oppure, volendo evitare di appesantire la trattazione introducendo i coefficienti di trasmissione del calore aria-vetro (che poi vanno inseriti opportunamente nell'equazione che descrive il calore trasmesso), ha deliberatamente e coscientemente sbagliato l'esercizio.
Ognuna delle due ipotesi mi pare gravissima; non vedo una terza ipotesi, peraltro.

Per me, la terza ipotesi esiste ed è che si tratta di una prima soluzione del problema, per quanto approssimata e non accurata.

AndreaOdi ha scritto:


Altro errore dello stesso autore nel paragrafo sul potenziale elettrostatico.

Ci sono le solite, classiche, due superfici equipotenziali piane e parallele. A partire da un punto appartenente ad una di queste superfici c'è disegnato un vettore campo elettrico ortogonale alla superficie e sempre dallo stesso punto parte un altro vettore campo elettrico inclinato rispetto alla direzione perpendicolare. Il problema è che il campo elettrico non può non essere perpendicolare alla superficie equipotenziale, per cui l'esempio non ha senso.
Come se ciò non bastasse, presenta tutto un conto basato su questa figura nonsense in cui calcola la componente del campo elettrico inclinata rispetto alla direzione ortogonale (mi risulta incomprensibile decifrare quali siano le direzioni del sistema di riferimento usato, rispetto alle quali stia calcolando tale "componente". Da nessuna parte, peraltro, parla di riferimento rispetto al quale scomporre i vettori in componenti). Tra l'altro, quattro righe prima, dice proprio che "il campo elettrico in un punto è sempre perpendicolare alla superficie equipotenziale passante per quel punto". Posso immaginare cosa ci capisca uno studente...


Tra i miei libri non me lo ritrovo (meno male). Non ho capito la parte evidenziata: ortogonale alla superficie non ti basta?

AndreaOdi ha scritto:

Concludendo... i miei colleghi ed io, che abbiamo ereditato questo libro da chi ci ha preceduto, facciamo fin dal prim'anno largo uso di vettori in componenti, sempre riferendoci ad un sistema di assi ortogonali, rispetto a cui calcoliamo tutte le componenti, utilizzando le funzioni circolari.
Mi sa che sto testo andrà cambiato al più presto.

Ad ogni modo, anche alla luce della prova scritta, credo che l'unica scelta sensata sia proprio l'Halliday Resnick.

Quella dei libri adottati e subito disconosciuti è un classico della scuola italiana. Mi ci sono ritrovato un paio di volte, e in nessuno dei casi sono riuscito a scoprire chi e come.
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MessaggioOggetto: Re: Esami di Stato secondaria II grado. Prova scritta Fisica nei Licei Scientifici: scheda Miur su abilità e competenze richieste   Dom Dic 20, 2015 6:53 pm

mac67 ha scritto:


Per me, la terza ipotesi esiste ed è che si tratta di una prima soluzione del problema, per quanto approssimata e non accurata.


Beh insomma... se in prima approssimazione si trascura il fenomeno dominante a favore di quelli all'ordine superiore, IMHO si sta sbagliando di grosso
Quantomeno si poteva dire... "supponendo che la superficie esterna del vetro si trovi alla temperatura dell'esterno e supponendo che la superficie interna sia esattamente pari a quella dell'aria dell'appartamento cosa che costituisce un'approssimazione brutale e largamente falsa, allora il calore trasmesso sarebbe pari a...". Anche perché l'approccio del testo è perentorio: "in un appartamento la maggior parte del calore viene perso attraverso le finestre: se la temperatura esterna è tot... e quella interna è tot... allora Q = etc etc".
Tra l'altro, questo approccio non spiega nemmeno come sia possibile che il vapore condensi sui vetri (a meno di non avere la nebbia in casa!).


mac67 ha scritto:

(mi risulta incomprensibile decifrare quali siano le direzioni del sistema di riferimento usato



Tra i miei libri non me lo ritrovo (meno male). Non ho capito la parte evidenziata: ortogonale alla superficie non ti basta?

Si ok, forse eccedo in pignoleria. Ma è talmente sbagliato e mal spiegato che non ha alcun senso.
Nella figura si vede una superficie piana, poi si vede un vettore E ortogonale ad essa e contemporaneamente un altro vettore E_1 chiamato "componente di E" sembra che le direzioni in cui si scompone E siano non ortogonali rispetto alla superficie (non c'è niente di male ovviamente, a patto di dirlo chiaramente e di non scrivere cose senza senso :D).


EHM. EDIT all'ultimo:
Mentre scrivevo, ho capito (sono andato a riguardare il testo). C'è scritto che sta calcolando il componente di E lungo uno spostamento non ortogonale alle superfici equipotenziali (piani paralleli). Quindi le direzioni rispetto alle quali si scompone vengono effettivamente citate.
Tecnicamente, quindi, non è sbagliato. Sta scomponendo un vettore lungo due direzioni perpendicolari e ruotate di un certo angolo rispetto alle superfici equipotenziali.
Sarebbe giusto se facesse vedere anche la seconda componente, palesando che la somma delle due componenti fornisce un vettore perfettamente ortogonale alle superfici equipotenziali (nel disegno invece la seconda componente non c'è...). A tutti gli effetti dal disegno si capisce solo che un vettore ortogonale ad una superficie si può scomporre in due vettori, uno  ortogonale alla superficie e l'altro non ortogonale alla superficie (e non nullo).

Vabbè. Non è sbagliato ma è scritto a metà e porta decisamente fuori strada!
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Esami di Stato secondaria II grado. Prova scritta Fisica nei Licei Scientifici: scheda Miur su abilità e competenze richieste   Dom Dic 20, 2015 7:29 pm

AndreaOdi ha scritto:
mac67 ha scritto:


Per me, la terza ipotesi esiste ed è che si tratta di una prima soluzione del problema, per quanto approssimata e non accurata.


Beh insomma... se in prima approssimazione si trascura il fenomeno dominante a favore di quelli all'ordine superiore, IMHO si sta sbagliando di grosso
Quantomeno si poteva dire... "supponendo che la superficie esterna del vetro si trovi alla temperatura dell'esterno e supponendo che la superficie interna sia esattamente pari a quella dell'aria dell'appartamento cosa che costituisce un'approssimazione brutale e largamente falsa, allora il calore trasmesso sarebbe pari a...". Anche perché l'approccio del testo è perentorio: "in un appartamento la maggior parte del calore viene perso attraverso le finestre: se la temperatura esterna è tot... e quella interna è tot... allora Q = etc etc".
Tra l'altro, questo approccio non spiega nemmeno come sia possibile che il vapore condensi sui vetri (a meno di non avere la nebbia in casa!).


Sicuramente potevano fare meglio.

Mi indichi qualche fonte sull'argomento della propagazione del calore aria-vetro?
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MessaggioOggetto: Re: Esami di Stato secondaria II grado. Prova scritta Fisica nei Licei Scientifici: scheda Miur su abilità e competenze richieste   Dom Dic 20, 2015 10:15 pm

Qua ad esempio ci sono alcuni esercizi svolti.
Il secondo e terzo esercizio mostrano un po' di valori numerici che bene o male sono coerenti con i dati che ho relativi alla certificazione energetica delle finestre di casa mia.
https://www.unirc.it/documentazione/materiale_didattico/597_2010_253_8316.pdf

Qua invece un po' di teoria:
http://manuali.cened.it/Pdf/Cap10_Fisic_Pareti.pdf
vedi il paragrafo a pag 288 sulle resistenze termiche superficiali (quando un materiale fa da interfaccia tra due ambienti contenenti aria a temperature assegnate)
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Esami di Stato secondaria II grado. Prova scritta Fisica nei Licei Scientifici: scheda Miur su abilità e competenze richieste   Lun Dic 21, 2015 4:40 pm

AndreaOdi ha scritto:
Qua ad esempio ci sono alcuni esercizi svolti.
Il secondo e terzo esercizio mostrano un po' di valori numerici che bene o male sono coerenti con i dati che ho relativi alla certificazione energetica delle finestre di casa mia.
https://www.unirc.it/documentazione/materiale_didattico/597_2010_253_8316.pdf

Qua invece un po' di teoria:
http://manuali.cened.it/Pdf/Cap10_Fisic_Pareti.pdf
vedi il paragrafo a pag 288 sulle resistenze termiche superficiali (quando un materiale fa da interfaccia tra due ambienti contenenti aria a temperature assegnate)

Grazie mille, vedrò di usarli per una verifica ...

torno a proporre il mio quesito: l'indicatore

"Essere in grado di interpretare e/o elaborare dati, anche di natura sperimentale, verificandone la pertinenza al modello scelto"

a che cosa vi fa pensare? Retta di regressione? Semplice individuazione di proporzionalità diretta, quadratica o inversa? Altro?
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AndreaOdi



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MessaggioOggetto: Re: Esami di Stato secondaria II grado. Prova scritta Fisica nei Licei Scientifici: scheda Miur su abilità e competenze richieste   Lun Dic 21, 2015 7:32 pm

Detta a quel modo mi fa pensare proprio alla regressione.
Ciò detto, non credo che si possa fare in classe. Per carità... nelle ore di matematica si fa anche statistica, si fanno tante belle distribuzioni di probabilità. Però tra il dire ed il fare c'è di mezzo la fantasia degli estensori della scheda MIUR.

Io, onestamente, credo che ignorerò tale indicatore (quello ed anche altri, sicuramente).
Non ho le capacità per fare apprendere tutte quelle cose ai miei studenti.
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MessaggioOggetto: Re: Esami di Stato secondaria II grado. Prova scritta Fisica nei Licei Scientifici: scheda Miur su abilità e competenze richieste   Mer Dic 23, 2015 7:11 pm

Un commento non proprio tenero sulla questione:

http://www.matmedia.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=551:direzione-generale-miur-abrogazione-delle-indicazioni-nazionali&Itemid=501

Anche se non condivido il tono, la sostanza mi pare corretta: le IN e il Quadro di Riferimento non sono equivalenti, nè il secondo è una semplice esplicitazione delle prime.
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MessaggioOggetto: Re: Esami di Stato secondaria II grado. Prova scritta Fisica nei Licei Scientifici: scheda Miur su abilità e competenze richieste   Gio Dic 24, 2015 10:34 am

mac67 ha scritto:
Un commento non proprio tenero sulla questione:

http://www.matmedia.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=551:direzione-generale-miur-abrogazione-delle-indicazioni-nazionali&Itemid=501

Anche se non condivido il tono, la sostanza mi pare corretta: le IN e il Quadro di Riferimento non sono equivalenti, nè il secondo è una semplice esplicitazione delle prime.

Ancora una volta si tratta di una questione ideologica. Agli occhi del Miur le Indicazioni Nazionali pagano il fatto di non essere organizzate secondo il sacro schema abilità/competenze in quanto chi le ha materialmente redatte ha seguito un approccio culturale completamente diverso. Occorreva pertanto correre ai ripari elaborando un Quadro di Riferimento che le stravolgesse.
Da un punto di vista strettamente giuridico le Indicazioni Nazionali, essendo parte integrante dell'apparato legislativo che ha introdotto la riforma degli ordinamenti della scuola secondaria superiore, sono di rango superiore rispetto al Quadro di Riferimento che, di fatto, è una semplice nota ministeriale. È chiaro però che quest'ultimo documento, essendo un vademecum per la redazione della prova d'esame, finirà nei fatti per essere il riferimento principale per gli insegnanti e per chi scrive i libri di testo, soppiantando di fatto le Indicazioni Nazionali.

Riguardo ai toni usati dal presidente della Mathesis, ritengo che essi siano giustificabili al pari dei contenuti perché la gestione della questione da parte del Miur è poco seria e offensiva nei confronti di docenti e studenti.
Il Miur infatti persevera con l'ipocrisia di ribadire che i programmi non esistono più in quanto la scuola dell'autonomia non è prescrittiva, ma nello stesso tempo parla di "contenuti irrinunciabili" e di "quadro di riferimento" per la seconda prova scritta.

Se l'Italia fosse un paese serio, il ministero dell'istruzione si sarebbe limitato a fornire delle simulazioni elaborate tenendo realmente conto delle Indicazioni (che però andrebbero elaborate tenendo conto di un reale confronto con i docenti e con le associazioni culturali che si occupano di questioni inerenti gli insegnamenti disciplinari), ribadendo che le Indicazioni hanno un certo carattere prescrittivo.
Al contempo avrebbe lasciato vera libertà didattica ai docenti (come da art. 33 della Costituzione) sul modo in cui insegnare i contenuti indicati nella Indicazioni, senza imporre loro illegittimamente una determinata organizzazione modulare dei contenuti e una programmazione secondo lo schema competenze-abilità.




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MessaggioOggetto: Re: Esami di Stato secondaria II grado. Prova scritta Fisica nei Licei Scientifici: scheda Miur su abilità e competenze richieste   Lun Dic 28, 2015 11:53 am

comp_xt ha scritto:
mac67 ha scritto:
Un commento non proprio tenero sulla questione:

http://www.matmedia.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=551:direzione-generale-miur-abrogazione-delle-indicazioni-nazionali&Itemid=501

Anche se non condivido il tono, la sostanza mi pare corretta: le IN e il Quadro di Riferimento non sono equivalenti, nè il secondo è una semplice esplicitazione delle prime.

Ancora una volta si tratta di una questione ideologica. Agli occhi del Miur le Indicazioni Nazionali pagano il fatto di non essere organizzate secondo il sacro schema abilità/competenze in quanto chi le ha materialmente redatte ha seguito un approccio culturale completamente diverso. Occorreva pertanto correre ai ripari elaborando un Quadro di Riferimento che le stravolgesse.
Da un punto di vista strettamente giuridico le Indicazioni Nazionali, essendo parte integrante dell'apparato legislativo che ha introdotto la riforma degli ordinamenti della scuola secondaria superiore, sono di rango superiore rispetto al Quadro di Riferimento che, di fatto, è una semplice nota ministeriale. È chiaro però che quest'ultimo documento, essendo un vademecum per la redazione della prova d'esame, finirà nei fatti per essere il riferimento principale per gli insegnanti e per chi scrive i libri di testo, soppiantando di fatto le Indicazioni Nazionali.

Il problema principale, a mio avviso, è che le IN sono da rivedere, dopo 5 anni dall'entrata in vigore dei nuovi ordinamenti. Quelle di matematica hanno diversi aspetti da correggere, quelle di fisica ancora di più.
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MessaggioOggetto: Re: Esami di Stato secondaria II grado. Prova scritta Fisica nei Licei Scientifici: scheda Miur su abilità e competenze richieste   Mer Dic 30, 2015 10:08 am

Qui

http://www.aif.it/

nella sezione "Novità", riguardo il "XIV Convegno Orlandini", un documento dell'AIF sulla seconda prova di fisica.

Come non essere d'accordo con quanto riportato?

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AndreaOdi



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MessaggioOggetto: Re: Esami di Stato secondaria II grado. Prova scritta Fisica nei Licei Scientifici: scheda Miur su abilità e competenze richieste   Sab Gen 02, 2016 7:39 pm

Grazie per la segnalazione

Quanto hanno scritto è del tutto condivisibile.
Ho spulciato un po' i vari documenti scritti dall'AIF riguardo alla riforma delle classi di concorso, ai contenuti delle IN, al commento del quadro orario per i Licei Scientifici rispetto alla Fisica, al testo ed alla soluzione ufficiale della simulazione di II prova.
Condivido sostanzialmente tutto.
Peccato che al MIUR se ne fottano allegramente di tutto quello che sostengono i docenti.
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Esami di Stato secondaria II grado. Prova scritta Fisica nei Licei Scientifici: scheda Miur su abilità e competenze richieste
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