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 Non ho sempre detto di amare gli psicologi ?

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MessaggioOggetto: Non ho sempre detto di amare gli psicologi ?   Gio Dic 24, 2015 10:33 am

Promemoria primo messaggio :

Come si può parlar male di loro dopo aver letto quest'articolo (scorrere un po' verso il basso) !

http://www.youreduaction.it/insegnanti-devono-rilassarsi-nel-periodo-natalizio/
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Non ho sempre detto di amare gli psicologi ?   Mer Dic 30, 2015 10:05 pm

Quando noi ragazzi (del 67) studiavamo per la patente, soprattutto le ragazze si chiedevano: "ma che me ne fotte a me di quale funzione abbiano le valvole o a cosa serva l'albero a camme ?".

Oggi sappiamo che le donne (del 67) fanno meno incidenti degli uomini, pur non avendo mai capito una beneamata minchia di come funziona un motore; sanno quanto poco bisogna schiacciare l'acceleratore e quanto tanto bisogna schiacciare il freno; già le marce ........ quelle avanti OK, quella indietro ..... lasciamo stare.

Perchè per insegnare storia bisogna saperne di neurotrasmettitori ?
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Non ho sempre detto di amare gli psicologi ?   Mer Dic 30, 2015 10:22 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Mi interessa sapere più che altro, qualora fosse l'ossitocina l'attrice principale dell'apprendimento, quali cose devo dire riguardo le eq. di secondo grado

In tal caso, dovresti dire la verità, e cioè che le apprenderanno seriamente solo dopo aver partorito, e possibilmente anche dopo aver allattato a lungo.

Per i maschi sarebbe una battaglia persa in partenza... e anche per le femmine, se ne parla solo parecchi anni DOPO aver finito la scuola.
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Non ho sempre detto di amare gli psicologi ?   Mer Dic 30, 2015 11:23 pm

L'ossitocina si sviluppa, fortunatamente, in molti altri momenti, anche più piacevoli di parto e allattamento...
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Bequadro



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MessaggioOggetto: Re: Non ho sempre detto di amare gli psicologi ?   Mer Dic 30, 2015 11:59 pm

avidodinformazioni ha scritto:
La didattica è "cosa devo fare io", non "cosa succede nel loro cervello".

La didattica dovrebbe essere "cosa devo fare io affinché nel loro cervello succeda quello che produce un risultato che io reputo soddisfacente".
E deve nutrirsi del risultato che ottengo, vale a dire, deve modificarsi e portarmi a cercare finché il risultato è quello che io desidero.

Concludo con un ricordo personale: all'università ho avuto, oltre a molti pessimi insegnanti, anche un magnifico esempio di docente, un eccezionale professore di matematica che io definivo "il miglior spiegatore del mondo". Qualsiasi cosa spiegasse, la spiegava e la rispiegava in molti modi diversi finché la stragrande maggioranza aveva capito... e non sto parlando di gente che per paura o per non scontentare l'insegnante fingeva di aver capito... parlo di studenti ignoranti come capre i quali, a un certo punto, si illuminavano in volto ed esclamavano "c..., ma è facile!" e rielaboravano la spiegazione per dimostrare all'insegnante di aver capito veramente. Lo adoravano, lo rispettavano, imparavano e non si annoiavano. Quello era un insegnante, e tra i suoi interessi personali di studio e di ricerca c'era anche l'epistemologia, intesa come teoria della conoscenza.
Ho imparato moltissimo da quel professore, non solo e non tanto i contenuti della sua materia, ma soprattutto "cosa fa un buon insegnante e come lo fa". E' per me un ricordo prezioso e commovente, anche, perché purtroppo è morto precocemente, prima che io mi laureassi, lasciando attonito tutto il mondo accademico e scientifico nel quale operava.
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Non ho sempre detto di amare gli psicologi ?   Gio Dic 31, 2015 1:01 am

Bequadro ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
La didattica è "cosa devo fare io", non "cosa succede nel loro cervello".

La didattica dovrebbe essere "cosa devo fare io affinché nel loro cervello succeda quello che produce un risultato che io reputo soddisfacente".
E deve nutrirsi del risultato che ottengo, vale a dire, deve modificarsi e portarmi a cercare finché il risultato è quello che io desidero.
E su questo credo che siamo tutti d'accordo; si spiega e si vede se hanno capito; senza fargli la TAC e senza studiare il giorno prima le loro risonanze magnetiche.

Le nostre spiegazioni di anno in anno si affineranno in relazione ai risultati che hanno sortito negli anni precedenti; risultati di apprendimento non test clinici.

Ripeto, si può guidare l'auto splendidamente senza sapere come funziona; lo fanno quasi tutte le donne.
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Non ho sempre detto di amare gli psicologi ?   Gio Dic 31, 2015 7:24 am

Credo che un modello meccanicistico della mente umana sia perdente in partenza, compresa l'analogia con l'automobile in salsa maschilista fatta da Avido (ps neanche io ho idea di come funzionino gli iniettori del mio turbodiesel). Il cervello non funziona come un ingranaggio, non ha un funzionamento deterministico, non è vero che se io faccio A succede B o che se alzo i livelli di serotonina o di dopamina (ad esempio) ho la stessa reazione misurabile in tutti i soggetti. La mente umana, che è molto più estesa del cervello, potrebbe essere semmai assimilata a un computer per la presenza di un hardware e di un software, ma anche questo modello verrebbe facilmente messo in crisi dal fatto che hardware e software, supporto neurofisiologico/biochimico e informazione non sarebbero nettamente distinguibili, in quanto una cosa determina l'altra e addirittura è il software stesso che si autoprogramma. Tutti gli esperimenti e le ricerche sulla intelligenza artificiale vanno in questa direzione e cercano di riprodurre dei fenomeni di auto-apprendimento; inoltre numerosi studi sui cerebrolesi hanno confermato la grandissima capacità plastica e adattiva del cervello, in cui al bisogno, come in una cooperativa affiatata, le varie parti collaborano tra loro sopperendo anche alla mancanza di una di esse specializzata nello svolgere determinate funzioni. Una lettura della mente umana centrata sulla biochimica è, ai miei occhi di profano, una deprecabile forma di innatismo che limita enormemente il ruolo della coscienza e della libertà umana.
Tutto ciò per dire che un approccio all'educazione di natura prevalentemente fisiologica o prevalentemente psicologica distrae dall'obiettivo proprio dell'istruzione, che è quello dell'apprendimento e che è quello che noi sperimentiamo empiricamente giorno per giorno in classe. Ci possono essere affascinanti teorie e avvincenti narrazioni che possono aiutare l'insegnante a capire, ma è l'insegnante stesso che giorno dopo giorno ha il polso della situazione, controlla l'esito dei suoi piccoli o grandi esperimenti didattici, decide se determinate strategie hanno funzionato oppure no e modifica il suo operato in relazione ai feedback ricevuti. I riscontri non riguardano tanto il benessere psicologico dei ragazzi né il funzionamento delle loro graziose testoline, ma riguardano la verifica dell'avanzamento del loro processo di apprendimento. Gli insegnanti stessi adottano quotidianamente strategie di manipolazione/motivazione più o meno accettabili e non sempre conformi ai dogmi della psicopedagogia; non lo fanno in nome di una concezione ideologica, ma di un molto più prosaico minimo senso del dovere e dell'utilità del proprio mestiere.
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Lenar



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MessaggioOggetto: Re: Non ho sempre detto di amare gli psicologi ?   Gio Dic 31, 2015 9:44 am

avidodinformazioni ha scritto:


Oggi sappiamo che le donne (del 67) fanno meno incidenti degli uomini


Sicuro di questa statistica? Perché se ti riferisci ai dati delle compagnie di assicurazioni va specificato che è vero che le donne fanno meno incidenti su base temporale ma è altrettanto vero che le donne guidano per meno chilometri all'anno dei maschi.

Il dato interessante sarebbe il numero di incidenti per chilometro percorso, non il numero di incidenti in un anno. Mia mamma, ad esempio, fa zero incidenti all'anno da quando è in pensione... per forza, la macchina la guida sempre mio padre. Finché lavorava strisciava la macchina contro qualche muretto almeno un paio di volte all'anno...



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Lenar



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MessaggioOggetto: Re: Non ho sempre detto di amare gli psicologi ?   Gio Dic 31, 2015 10:00 am

avidodinformazioni ha scritto:
Bequadro ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
La didattica è "cosa devo fare io", non "cosa succede nel loro cervello".

La didattica dovrebbe essere "cosa devo fare io affinché nel loro cervello succeda quello che produce un risultato che io reputo soddisfacente".
E deve nutrirsi del risultato che ottengo, vale a dire, deve modificarsi e portarmi a cercare finché il risultato è quello che io desidero.
E su questo credo che siamo tutti d'accordo; si spiega e si vede se hanno capito; senza fargli la TAC e senza studiare il giorno prima le loro risonanze magnetiche.

Le nostre spiegazioni di anno in anno si affineranno in relazione ai risultati che hanno sortito negli anni precedenti; risultati di apprendimento non test clinici.

Ripeto, si può guidare l'auto splendidamente senza sapere come funziona; lo fanno quasi tutte le donne.

C'è anche da considerare che il discorso didattico non è un dialogo a due tra l'insegnante ed il discente. In realtà l'effetto che può produrre l'agire dell'insegnante dipende da moltissime altre variabili che non si possono misurare con una TAC. Se l'allievo A ha un padre che spaccia e una madre che batte, la sua risposta al mio insegnamento delle equazioni di secondo grado sarà diversa da quella che ottengo dall'allievo B col padre notaio e la madre psicologa. Se l'allievo C freqeunta una banda di latinos e passa il pomeriggio a taglieggiare i commercianti del quartiere, esso avrà un apprendimento diverso, a parità degli stimoli didattici ricevuti, dall'allievo D che spende il pomeriggio in conservatorio a suonare arie secentesche col clavicembalo.

D'altra parte è proprio in ragione di tutta questa complessità, mai presa davvero in esame nella sua totalità dalle varie teorie pedagogiche e psicologiche, che fatico a vedere la psicofuffologia come qualcosa di "scientifico". O, quantomento, come qualcosa che possa poi tradursi in una "tecnica" o in una "pratica" efficaci a risolvere il problema.
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MessaggioOggetto: Re: Non ho sempre detto di amare gli psicologi ?   Gio Dic 31, 2015 10:13 am

Lenar ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:

Oggi sappiamo che le donne (del 67) fanno meno incidenti degli uomini

Sicuro di questa statistica? Perché se ti riferisci ai dati delle compagnie di assicurazioni va specificato che è vero che le donne fanno meno incidenti su base temporale ma è altrettanto vero che le donne guidano per meno chilometri all'anno dei maschi.

Il dato interessante sarebbe il numero di incidenti per chilometro percorso, non il numero di incidenti in un anno. Mia mamma, ad esempio, fa zero incidenti all'anno da quando è in pensione... per forza, la macchina la guida sempre mio padre. Finché lavorava strisciava la macchina contro qualche muretto almeno un paio di volte all'anno...

E comunque non vedo cosa c'entri con la conoscenza tecnica di come funzionino i motori e le apparecchiature interne della macchina. E' vero che la maggior parte delle donne se ne strafrega, ma anche la maggior parte degli uomini.

Se mi si dice che in giro ci sono più maschi che femmine che hanno fatto studi tecnici (e che quindi se ne intendono abbastanza di motori, ma perché li hanno studiati in altri contesti o perché se ne occupano per lavoro, e NON certo per il solo fatto di aver preso la patente), ci credo.

Ma non mi risulta proprio che ci siano tutti 'sti maschi che, pur non avendo fatto nessuno studio specifico in materia, se ne intendono di motori, per il solo fatto di aver seguito la scuola guida e di essere profondamente interessati a come funziona il mezzo che guidano.

Forse era vero per quelli più anziani, che magari si compiacevano anche di saper aggeggiare con le mani e si facevano anche le piccole riparazioni da soli, oppure per quelli molto ma molto provinciali per i quali la macchina o la moto aveva anche una valenza di mito sociale di sbruffoneria...

...ma già di quelli della mia generazione, ossia tra i 40 e 50, per quanto guidino con disinvoltura tutti i giorni, ne conosco pochissimi a cui freghi qualcosa di "entrare nel merito del motore" o che si ricordino qualcosa delle nozioni apprese alla scuola guida 25 anni fa.

L.
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Non ho sempre detto di amare gli psicologi ?   Gio Dic 31, 2015 10:16 am

paniscus, che citazione! Un De Gregori d'annata e semisconosciuto.

Comunque appartengo a quel sottogenere maschile che non sa mettere mano a un motore.
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MessaggioOggetto: Re: Non ho sempre detto di amare gli psicologi ?   Gio Dic 31, 2015 10:20 am

Lenar ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:


Oggi sappiamo che le donne (del 67) fanno meno incidenti degli uomini


Sicuro di questa statistica? Perché se ti riferisci ai dati delle compagnie di assicurazioni va specificato che è vero che le donne fanno meno incidenti su base temporale ma è altrettanto vero che le donne guidano per meno chilometri all'anno dei maschi.

Il dato interessante sarebbe il numero di incidenti per chilometro percorso, non il numero di incidenti in un anno. Mia mamma, ad esempio, fa zero incidenti all'anno da quando è in pensione... per forza, la macchina la guida sempre mio padre. Finché lavorava strisciava la macchina contro qualche muretto almeno un paio di volte all'anno...
In quello che dici c'è del vero, ma un uomo che invece di starsene a casa (potendo) prende la macchina per fare poi un incidente, non merita di finire dalla parte sbagliata delle statistiche ? Non gironzolare quando puoi farne a meno è la prima regola per non avere incidenti.

Andare piano è la seconda e le donne vanno più piano.

L'abilità in cui tua madre è carente (come molte donne) non è guidare, è fare manovra; un po' come dire che uno non è un buono studente perchè fa le orecchie ai quaderni.


Ultima modifica di avidodinformazioni il Gio Dic 31, 2015 10:40 am, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Non ho sempre detto di amare gli psicologi ?   Gio Dic 31, 2015 10:30 am

Citazione :
..ma già di quelli della mia generazione, ossia tra i 40 e 50, per quanto guidino con disinvoltura tutti i giorni, ne conosco pochissimi a cui freghi qualcosa di "entrare nel merito del motore"

ushikawa ha scritto:
paniscus, che citazione! Un De Gregori d'annata e semisconosciuto.

Appunto, sono tra i 40 e i 50. Si vede? : - (
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MessaggioOggetto: Re: Non ho sempre detto di amare gli psicologi ?   Gio Dic 31, 2015 10:32 am

Lenar ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
Bequadro ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
La didattica è "cosa devo fare io", non "cosa succede nel loro cervello".

La didattica dovrebbe essere "cosa devo fare io affinché nel loro cervello succeda quello che produce un risultato che io reputo soddisfacente".
E deve nutrirsi del risultato che ottengo, vale a dire, deve modificarsi e portarmi a cercare finché il risultato è quello che io desidero.
E su questo credo che siamo tutti d'accordo; si spiega e si vede se hanno capito; senza fargli la TAC e senza studiare il giorno prima le loro risonanze magnetiche.

Le nostre spiegazioni di anno in anno si affineranno in relazione ai risultati che hanno sortito negli anni precedenti; risultati di apprendimento non test clinici.

Ripeto, si può guidare l'auto splendidamente senza sapere come funziona; lo fanno quasi tutte le donne.

C'è anche da considerare che il discorso didattico non è un dialogo a due tra l'insegnante ed il discente. In realtà l'effetto che può produrre l'agire dell'insegnante dipende da moltissime altre variabili che non si possono misurare con una TAC. Se l'allievo A ha un padre che spaccia e una madre che batte, la sua risposta al mio insegnamento delle equazioni di secondo grado sarà diversa da quella che ottengo dall'allievo B col padre notaio e la madre psicologa. Se l'allievo C freqeunta una banda di latinos e passa il pomeriggio a taglieggiare i commercianti del quartiere, esso avrà un apprendimento diverso, a parità degli stimoli didattici ricevuti, dall'allievo D che spende il pomeriggio in conservatorio a suonare arie secentesche col clavicembalo.

D'altra parte è proprio in ragione di tutta questa complessità, mai presa davvero in esame nella sua totalità dalle varie teorie pedagogiche e psicologiche, che fatico a vedere la psicofuffologia come qualcosa di "scientifico". O, quantomento, come qualcosa che possa poi tradursi in una "tecnica" o in una "pratica" efficaci a risolvere il problema.
E poi il maschilista sono io ! Perchè i lavori di serie B sempre alle donne ?

Battuta a parte, i didattofuffologi ti risponderebbero che il buon insegnante differenzia il proprio approccio con gli uni e con gli altri portando tutti al massimo livello.
I didattofuffologi non hanno però mai detto se l'approccio giusto per l'allievo A, applicato all'allievo B creerebbe danni; l'idea che quel che va bene per l'alunno A non possa dare frutti con il B è secondo me una puttanata, quindi perchè non applicare a tutti l'approccio A (ammesso che esista) ?

I didattofuffologi hanno sempre insegnato a noi; noi come insegnanti facciamo schifo (secondo i loro parametri), quindi i didattofuffologi non hanno lavorato bene; licenziamoli (e questa non è una battuta).
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MessaggioOggetto: Re: Non ho sempre detto di amare gli psicologi ?   Gio Dic 31, 2015 10:36 am

paniscus_2.0 ha scritto:
Citazione :
..ma già di quelli della mia generazione, ossia tra i 40 e 50, per quanto guidino con disinvoltura tutti i giorni, ne conosco pochissimi a cui freghi qualcosa di "entrare nel merito del motore"

ushikawa ha scritto:
paniscus, che citazione! Un De Gregori d'annata e semisconosciuto.

Appunto, sono tra i 40 e i 50.  Si vede?  : - (

anche io, classe '70...
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MessaggioOggetto: Re: Non ho sempre detto di amare gli psicologi ?   Gio Dic 31, 2015 10:38 am

paniscus_2.0 ha scritto:
Se mi si dice che in giro ci sono più maschi che femmine che hanno fatto studi tecnici (e che quindi se ne intendono abbastanza di motori, ma perché li hanno studiati in altri contesti o perché se ne occupano per lavoro, e NON certo per il solo fatto di aver preso la patente), ci credo.
Inoltrandoci nell' OT (che è il profumo della vita), non è una questione di studi o di propensione ma di interesse; gli abbonati di "quattroruote" sono prevalentemente maschi; i motori interessano ai maschi, i maschi se ne appassionano ed i maschi ne imparano qualcosa, a livelli diversificati per intelligenza, impegno, substrato culturale.

Non ne faccio una questione di qualità o valore della persona, non ne faccio una questione di superiorità; maschi e femmine sono diversi e lo sono anche negli interessi; le femmine sono più interessate alle relazioni sociali ed in quelle eccellono.
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MessaggioOggetto: Re: Non ho sempre detto di amare gli psicologi ?   Gio Dic 31, 2015 5:31 pm

Mmmmm... ma non è che non ce la fate più a far fronte alla disperante e miracolosa unicità degli studenti-esseri umani e sognate un bel metodo che funzioni per tutti come se fossero macchine?
Tutto questo OT su "donne e motori"...
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MessaggioOggetto: Re: Non ho sempre detto di amare gli psicologi ?   Gio Dic 31, 2015 6:35 pm

La disperante e miracolosa unicità degli esseri umani a mio avviso consente una molteplicità di strategie di insegnamento, ma impone di adottarle all'interno di un sistema/metodo pressoché unico per ogni classe e con obiettivi uguali per tutti, chiari e perseguiti con vigore tanto dagli insegnanti quanto dagli alunni.

L'obiettivo ideologico dell'individualizzazione della didattica porta a un drastico abbassamento delle conoscenze di tutti e alla diminuzione dell'autonomia, due cose che non servono alle macchine, ma alle persone per il resto della loro vita, O almeno, visto che sono di vecchia scuola, mi piace pensare così.
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Bequadro



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MessaggioOggetto: Re: Non ho sempre detto di amare gli psicologi ?   Gio Dic 31, 2015 7:14 pm

La molteplicità delle strategie all'interno di un sistema unitario servirebbe anche a mantenere arzilli i docenti e a farli annoiare di meno.
Anch'io sono di vecchia scuola, comunque, la fuffa d fastidio anche a me, ma anche in mezzo alla fuffa si può trovare qualche spunto interessante, che ci aiuti a riflettere su quello che facciamo.
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MessaggioOggetto: Re: Non ho sempre detto di amare gli psicologi ?   Gio Dic 31, 2015 8:24 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Battuta a parte, i didattofuffologi ti risponderebbero che il buon insegnante differenzia il proprio approccio con gli uni e con gli altri portando tutti al massimo livello.
I didattofuffologi non hanno però mai detto se l'approccio giusto per l'allievo A, applicato all'allievo B creerebbe danni; l'idea che quel che va bene per l'alunno A non possa dare frutti con il B è secondo me una puttanata, quindi perchè non applicare a tutti l'approccio A (ammesso che esista) ?

Ma è ESATTAMENTE quello che sostengono i didattofuffologi, non te n'eri accorto?

Ovvero, che tutte le amenità metodologie didattiche alternative che sono state inventate per i dsa, per i bes, per i bis, per i puff, per i ploff, in realtà sarebbero delle meravigliose innovazioni alternative che andrebbero bene per tutti e che dovrebbero essere proposte a tutti... e che gli insegnanti rifiutano di applicarle a tutti SOLO perché sono ottusi, immobilisti e reazionari.

E grazie al piffero: siccome tali innovazioni rivoluzionarie consistono, al 90%, nel puro e semplice abbassamento dei livelli e riduzione delle richieste, per forza "andrebbero bene per tutti".

Se, con l'unico obiettivo di far prendere 6 a chi altrimenti prenderebbe 4, si dà il compito sempre più facile, o si consente di portarsi dietro tutti i riassunti e i formulari immaginabili, o si garantisce il diritto a non vedersi penalizzare gli errori di forma e di calcolo.. per forza se ne deduce che dando lo stesso compito facilitato anche a tutti gli altri, o consentendo la stessa consultazione o lo stesso metro di giudizio anche a tutti gli altri, allora quelli che normalmente prendono 6 arriverebbero all'8 e quelli che normalmente prendono 8 arriverebbero al 10.

Non è geniale?

Come avevamo fatto a non pensarci prima?

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MessaggioOggetto: Re: Non ho sempre detto di amare gli psicologi ?   Gio Dic 31, 2015 8:57 pm

La verità è che nella nostra mente (cervello) gli stimoli si associano a determinate reazioni chimiche con la liberazione di molecole chiamate neurotrasmettitori: tuttavia lo stesso stimolo in un soggetto può attivare una notevole quantità di molecole (dopamina ad esempio), in un altro di meno e in un altro ancora zero. Di conseguenza non avremo mai una classe pienamente motivata e attenta, perché sarà quasi impossibile che sempre, costantemente e per nove mesi le mie parole e i miei metodi possano causare una forte quantità di dopamina (o serotonina) nella mente dei miei studenti.
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MessaggioOggetto: Re: Non ho sempre detto di amare gli psicologi ?   Ven Gen 01, 2016 2:43 pm

Scuola70 ha scritto:
La verità è che nella nostra mente (cervello) gli stimoli si associano a determinate reazioni chimiche con la liberazione di molecole chiamate neurotrasmettitori: tuttavia lo stesso stimolo in un soggetto può attivare una notevole quantità di molecole (dopamina ad esempio), in un altro di meno e in un altro ancora zero. Di conseguenza non avremo mai una classe pienamente motivata e attenta, perché sarà quasi impossibile che sempre, costantemente e per nove mesi le mie parole e i miei metodi possano causare una forte quantità di dopamina (o serotonina) nella mente dei miei studenti.
Perchè sbagliamo metodo, ci affidiamo alle molecole sbagliate.

Vi ricordate la scena di "la vita e bella" in cui il tedesco entra nella cella e parla agli ebrei (in tedesco) e usa Benigni come "traduttore" ? Tutti molto silenziosi e "rispettosi dell'autorità"; io sono convinto che con una bella martellata sulle gengive (letteralmente) a chi osa parlare quando non è interrogato, sarebbe necessario dare non più due o tre martellate all'anno.

Forse non sarebbe giusto, certamente non sarebbe elegante, ma certamente sarebbe efficace.

Qual'è il neurotrasmettitore del terrore ?
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Lenar



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MessaggioOggetto: Re: Non ho sempre detto di amare gli psicologi ?   Ven Gen 01, 2016 6:14 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Scuola70 ha scritto:
La verità è che nella nostra mente (cervello) gli stimoli si associano a determinate reazioni chimiche con la liberazione di molecole chiamate neurotrasmettitori: tuttavia lo stesso stimolo in un soggetto può attivare una notevole quantità di molecole (dopamina ad esempio), in un altro di meno e in un altro ancora zero. Di conseguenza non avremo mai una classe pienamente motivata e attenta, perché sarà quasi impossibile che sempre, costantemente e per nove mesi le mie parole e i miei metodi possano causare una forte quantità di dopamina (o serotonina) nella mente dei miei studenti.
Perchè sbagliamo metodo, ci affidiamo alle molecole sbagliate.

Vi ricordate la scena di "la vita e bella" in cui il tedesco entra nella cella e parla agli ebrei (in tedesco) e usa Benigni come "traduttore" ? Tutti molto silenziosi e "rispettosi dell'autorità"; io sono convinto che con una bella martellata sulle gengive (letteralmente) a chi osa parlare quando non è interrogato, sarebbe necessario dare non più due o tre martellate all'anno.

Forse non sarebbe giusto, certamente non sarebbe elegante, ma certamente sarebbe efficace.

Qual'è il neurotrasmettitore del terrore ?

Non credo che sia l'efficacia nell'apprendimento il primo obiettivo della scuola.

Trascurando il fatto che, a sentire un mio vecchio DS, il primo dovere di un insegnante non è insegnare ma sorvegliare gli studenti, l'obiettivo attuale della scuola non è insegnare ma rilasciare diplomi. Prova a chiedere ai tuoi studenti, loro lo sanno benissimo: il luogo vero dell'apprendimento utile è fuori dalla scuola, sul lavoro, al limite all'università.
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Scuola70



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MessaggioOggetto: Re: Non ho sempre detto di amare gli psicologi ?   Ven Gen 01, 2016 8:09 pm

Tutto sbagliato, la cultura non è più considerata, i governi si riempiono la bocca dicendo di valorizzare l'istruzione, ma è un inganno, essi vogliono in realtà mantenere il grosso del popolo nell'ignoranza, non vogliono abituarlo a sviluppare il pensiero critico, gli istruiti veri dovranno solo essere una minoranza che poi andrà solo a dominare e manipolare la massa ignorante. Io almeno così la vedo.
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precario.acciaio



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MessaggioOggetto: Re: Non ho sempre detto di amare gli psicologi ?   Ven Gen 01, 2016 8:19 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Scuola70 ha scritto:
La verità è che nella nostra mente (cervello) gli stimoli si associano a determinate reazioni chimiche con la liberazione di molecole chiamate neurotrasmettitori: tuttavia lo stesso stimolo in un soggetto può attivare una notevole quantità di molecole (dopamina ad esempio), in un altro di meno e in un altro ancora zero. Di conseguenza non avremo mai una classe pienamente motivata e attenta, perché sarà quasi impossibile che sempre, costantemente e per nove mesi le mie parole e i miei metodi possano causare una forte quantità di dopamina (o serotonina) nella mente dei miei studenti.
Perchè sbagliamo metodo, ci affidiamo alle molecole sbagliate.

Vi ricordate la scena di "la vita e bella" in cui il tedesco entra nella cella e parla agli ebrei (in tedesco) e usa Benigni come "traduttore" ? Tutti molto silenziosi e "rispettosi dell'autorità"; io sono convinto che con una bella martellata sulle gengive (letteralmente) a chi osa parlare quando non è interrogato, sarebbe necessario dare non più due o tre martellate all'anno.

Forse non sarebbe giusto, certamente non sarebbe elegante, ma certamente sarebbe efficace.

Qual'è il neurotrasmettitore del terrore ?

Meglio il neurotrasmettitore del rispetto...
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Scuola70



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MessaggioOggetto: Re: Non ho sempre detto di amare gli psicologi ?   Ven Gen 01, 2016 8:37 pm

Comunque il neurotrasmettitore del terrore è la sostanza K, perché il terrore è in realtà una dei diversi aspetti del dolore. Il neurotrasmettitore del rispetto non esiste in quanto il rispetto è qualcosa di RAZIONALE e quindi non ha molto a che vedere con il cervello emotivo. Io preferisco il cervello razionale a quello emotivo, le emozioni senza controllo razionale spesso procurano guerre, manipolazione dell'uomo, asservimento a politici carismatici, effetto gregge con limitazione della volontà libera.
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Non ho sempre detto di amare gli psicologi ?
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