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 Quanto serve studiare in Italia ?

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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Quanto serve studiare in Italia ?   Mer Gen 06, 2016 6:28 pm

http://www.ansa.it/sito/notizie/flash/2016/01/06/-eurostat-solo-53-laureati-lavora-a-3-anni-da-titolo-_dea065bc-4013-4698-957e-c72a6957dcd2.html

"Poco più di metà dei laureati italiani (52,9%) risulta occupato entro tre anni dalla laurea, il dato peggiore nell'Unione europea dopo la Grecia: è quanto risulta da statistiche Eurostat secondo le quali la media dell'Ue a 28 nel 2014 è dell'80,5%. Per i diplomati la situazione è peggiore con solo il 30,5% che risulta occupato a 3 anni dal titolo (40,2% nei diplomi professionali).  "

Ora però mi chiedo quali lavori siano presi in considerazione; un laureato in ingegneria che trova lavoro come panettiere è considerato "laureato occupato" o no ?

Se sì allora dobbiamo essere contenti che la cultura serva a qualcosa, le persone colte se la passano male ma le ignoranti peggio.

Se no allora dobbiamo essere contentissimi che la cultura vera serva a qualcosa, le persone veramente colte se la passano bene e le altre si arrangiano.

Con lo scadere dei diplomi e delle lauree sarebbe bello sapere che il 30.5 % dei diplomati geometra fa veramente il geometra e che il 52.9 % dei laureati in giurisprudenza fa veramente l'avvocato.

Io però temo non sia così.
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Quanto serve studiare in Italia ?   Mer Gen 06, 2016 7:14 pm

Posta le percentuali per i laureati al politecnico o per scienze infermieristiche.poi ne riparliamo.
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Robert Bruce



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MessaggioOggetto: Re: Quanto serve studiare in Italia ?   Mer Gen 06, 2016 7:43 pm

Felipeto ha scritto:
Posta le percentuali per i laureati al politecnico o per scienze infermieristiche.poi ne riparliamo.

Scienze infermeristiche da circa 4-5 anni sforna quasi solo disoccupati.
Non hai sentito le proteste dei nuovi infermieri senza lavoro?
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Robert Bruce



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MessaggioOggetto: Re: Quanto serve studiare in Italia ?   Mer Gen 06, 2016 7:46 pm

avidodinformazioni ha scritto:
http://www.ansa.it/sito/notizie/flash/2016/01/06/-eurostat-solo-53-laureati-lavora-a-3-anni-da-titolo-_dea065bc-4013-4698-957e-c72a6957dcd2.html

"Poco più di metà dei laureati italiani (52,9%) risulta occupato entro tre anni dalla laurea, il dato peggiore nell'Unione europea dopo la Grecia: è quanto risulta da statistiche Eurostat secondo le quali la media dell'Ue a 28 nel 2014 è dell'80,5%. Per i diplomati la situazione è peggiore con solo il 30,5% che risulta occupato a 3 anni dal titolo (40,2% nei diplomi professionali).  "

Ora però mi chiedo quali lavori siano presi in considerazione; un laureato in ingegneria che trova lavoro come panettiere è considerato "laureato occupato" o no ?

Si, è considerato occupato, è questo il problema. In realtà, se si considera anche la sotto-occupazione, cioè gli occupati con redditi molto bassi, la situazione diventa veramente grave e drammatica.
E' considerato occupato chiunque non sia nello stato di disoccupazione, quindi sopra gli 8000 euro di reddito annui come lavoratore dipendente o i 4800 come lavoratore autonomo.
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Quanto serve studiare in Italia ?   Mer Gen 06, 2016 8:03 pm

Conosco Almeno una quindicina di neolaureati in ingegneria che hanno trovato lavoro in Fiat, alenia,avio ecc.alcuni ambiscono alla Germania.forse sono dei fortunati e la gaussiana è centrata su "panettiere"..
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Quanto serve studiare in Italia ?   Mer Gen 06, 2016 8:19 pm

Robert Bruce ha scritto:
Felipeto ha scritto:
Posta le percentuali per i laureati al politecnico o per scienze infermieristiche.poi ne riparliamo.

Scienze infermeristiche da circa 4-5 anni sforna quasi solo disoccupati.
Non hai sentito le proteste dei nuovi infermieri senza lavoro?

Gli infermieri rimangono disoccupati perché perché nel frattempo sono state sfornate una gran varietà di figure professionali simili, ma formate con studi più brevi e meno approfonditi e inquadrate a livello più basso (OSA, OSS, ASA, ADB e affini), e le istituzioni sanitarie, sia pubbliche che private, preferiscono assumere quelli, per far fare loro quasi le stesse cose ma pagandoli meno.

L.
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Quanto serve studiare in Italia ?   Mer Gen 06, 2016 8:27 pm

Non direi proprio.gli OSS si curano della persona e dell igiene.non possono somministrare farmaci.svolgono ruoli diversi.gli OSS si trovano prevalentemente in case di cura,dove alla minima cazzata chiamano il 118 e se ne lavano le mani.
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comp_xt



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MessaggioOggetto: Re: Quanto serve studiare in Italia ?   Mer Gen 06, 2016 11:55 pm

Vi siete mai chiesti perché sin dagli anni settanta si fa in modo di parlare ai bambini del sogno dell'unificazione europea e i bambini ascoltano, ovviamente non capiscono, ma pensano che sia una cosa buona.
Serviva per preparare il terreno a questa Unione Europea, un'entità totalitaria che hanno come unico fine quello di distruggere quanto di buono l'Europa ha prodotto in termine di cultura, di azzerare le identità dei popoli e di distruggere i diritti dei cittadini.

Il tradizionale impianto dell'istruzione italiana contrastava con questo progetto perché aveva la caratteristica di formare prima l'Uomo e poi il lavoratore e un lavoratore così formato non accetta lo squallido sofisma secondo cui i DIRITTI vengono fatti passare come PRIVILEGI.

Il problema quindi non è tanto capire se gli ingegneri finiscono a fare i panettieri ma semmai analizzare:

- quale è lo stipendio medio percepito
- quanto costa la vita nei luoghi dove lavorano
- quale è la tipologia del contratto stipulato
- quante ore di lavoro giornaliere fanno e quanto tempo libero rimane loro
- quale è la qualità della loro vita.

A me preoccupa la passiva rassegnazione che si percepisce nei più giovani, ossia in quella parte della società che un tempo era in prima linea nelle lotte e nelle proteste.
Mi preoccupa ma non mi stupisce, perché alla fine è il frutto di una scuola che ha rinunciato a formare l'Uomo che ragiona.

Sento sempre più discorsi di ventenni-trentenni-quarantenni rassegnati:

- al fatto che non avranno la pensione (e quindi lavorare in nero non è più, per loro, una grave lesione dei diritti del lavoro;

- ad accettare come normali stili di vita discutibili, tipo condividere anche a 30-40 anni la  casa con coinquilini sconosciuti perché lo stipendio non consente di prendersi una casa da soli e anche così facendo l'affitto si mangia gran parte dello stipendio;

Ma quello che mi sembra più assurdo è che i nuovi schiavi si sentono liberi e con orgoglio contrappongono la loro vita avventurosa a quella monotona dei propri genitori che hanno pensato solo a sacrificarsi e a risparmiare.

Ma se questi hanno ancora qualche certezza è solo perché magari i loro genitori hanno voluto e potuto mettere da parte qualcosa e realizzare certi progetti.
La casa di proprietà, altro punto di forza della tradizione italiana, non si porta nella tomba.
I genitori le lasceranno ai figli, che magari non andranno ad abitarci perché oramai lavorano lontano, ma almeno potranno venderla e col ricavato galleggiare un po' meglio. E questo solo perché i padri e le madri, pur con tanti sacrifici e pur con vite che qualcuno definisce noiose, non si sono mai rassegnati al peggio. Quei padri e quelle madri hanno però lottato per conquistare e mantenere quei diritti che i loro figli si stanno facendo scippare senza battere ciglio.
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Quanto serve studiare in Italia ?   Gio Gen 07, 2016 6:40 am

Concordo con comp_xt, solo che non vedo alcuna possibile soluzione.

A mio avviso la percezione di una perdita di diritti sociali, lavorativi e anche politici è limitata ad alcuni paesi europei, tra cui l'Italia; figuriamoci se un giovane tedesco, inglese o finlandese si mette a lamentarsi in paesi in cui la situazione economica e politica, pur non idilliaca, ancora regge. Persino in Francia lo stato sociale è ancora molto presente e si fanno scioperi di massa che riescono ad ottenere risultati.

Al contrario da noi la partecipazione massiccia dei docenti agli scioperi contro l'approvazione della riforma sulla scuola non è riuscito a bloccarne l'iter parlamentare, come sarebbe avvenuto nella disprezzata Italia di 30 anni fa o in qualsiasi altro paese europeo; la sensazione che abbiamo avuto tutti è che in Italia l'opinione dei cittadini non conti più nulla, tanto che gli ultimi governi non sono nati nelle urne e quello attualmente in carica sta varando una doppia riforma delle camere e della legge elettorale che gli consentirà di mantenere il potere con pochissimi voti e con il controllo pressoché totale dell'informazione.

Credo che la constatazione di una progressiva perdita di diritti e di prestazioni dello stato sociale vada quindi inquadrata in un processo più ampio di perdita dei diritti politici e di cittadinanza che sta riguardando alcuni stati perennemente sul banco degli imputati, come l'Italia. A mio avviso non sarà possibile ricostruire i diritti persi finché non si registrerà una reale ripresa della capacità produttiva del paese; il sospetto è però che anche la capacità produttiva del paese sia attualmente limitata da una interpretazione a senso unico delle norme europee, oltre che dallo stato comatoso della domanda interna. Per essere più chiaro credo che oggi l'attenzione non vada rivolta verso i call center, i fast food o la grande distribuzione che applicano ai propri dipendenti contratti che pochi anni or sono sarebbero sembrati indecorosi, ma verso chi ha permesso o pianificato che l'economia e il lavoro nostrani siano quelli dei call center, dei fast food, del bed and breakfast, del bar.

L'interpretazione migliore della situazione è quella fornita dal vate Zalone, che ci ammonisce sul fatto che "studiare non serve a un cazzo" (Cado dalle nubi) e che ridicolizza la speranza del posto fisso (Quo vado).

In questo contesto gli insegnanti, sia quelli più dinamici e politicizzati, sia quelli dell'età di mezzo sfibrati da anni di precariato, sia quelli più immobili e scoraggiati, magari dopo decine di anni di insegnamento alle spalle, rappresentano ancora un fattore di notevole resistenza al cambiamento che altri hanno progettato per noi, e che pertanto vanno tenuti sotto controllo: la legge 107 va, a mio avviso, in questa direzione, come del resto tutte le precedenti riforme. Il controllo degli insegnanti si attua anche attraverso la manipolazione dell'opinione pubblica e quella dei docenti stessi, come nel caso della perenne campagna stampa denigratoria nei confronti della categoria o della circolazione nei gruppi di discussione specializzati (FB, forum ecc.) di un approccio "orientato al discente" che mira ad instillare nei docenti una sorta di di senso di colpa per non riuscire ad applicare le teorie psicopedagogiche di matrice costruttivista in contesti reali e disastrati come quelli delle nostre classi, e renderli pertanto più manovrabili.

L'unica cosa sulla quale possiamo nutrire una speranza è di riuscire ad instillare in qualcuno dei nostri discenti quel briciolo di senso critico solo a parole invocato dalle strategie di Lisbona, ma nei fatti contrastato.


Ultima modifica di ushikawa il Gio Gen 07, 2016 2:50 pm, modificato 1 volta
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Quanto serve studiare in Italia ?   Gio Gen 07, 2016 9:08 am

comp_xt ha scritto:
Vi siete mai chiesti perché sin dagli anni settanta si fa in modo di parlare ai bambini del sogno dell'unificazione europea e i bambini ascoltano, ovviamente non capiscono, ma pensano che sia una cosa buona.
Serviva per preparare il terreno a questa Unione Europea, un'entità totalitaria che hanno come unico fine quello di distruggere quanto di buono l'Europa ha prodotto in termine di cultura, di azzerare le identità dei popoli e di distruggere i diritti dei cittadini.

...

A me pare una posizione paranoica. Ogni volta che leggo "ideologico" e "totalitario" mi viene l'orticaria e penso "mancanza di argomenti".

Tra l'altro, questo fantomatico progetto di annullamento delle identità dei popoli da chi sarebbe perseguito? A che pro?

I mali della scuola italiana sono tutti nostrani, troppo facile dare la colpa agli altri. E la cosiddetta "formazione culturale" della "mervigliosa" scuola italiana degli anni '50, '60 e '70 ha prodotto i cittadini che ci hanno dato Berlusconi per una quindicina di anni abbondanti.
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Quanto serve studiare in Italia ?   Gio Gen 07, 2016 9:26 am

Le merde sono ovunque.la scuola italiana ha formato eccellenti tecnici e scienziati. Le ferrovie italiane negli anni 60 70 erano invidiate in tutta Europa.la ricostruzione post bellica di strade e ponti fu rapida grazie ad ottimi tecnici che deporre costruire sull insidioso territorio italiano ardite opere tecnicamente complesse.le gallerie a spirale erano roba nostra .tutto era frutto di una scuola severa e selettiva che creava l élite e mandava a lavorare ,giustamente, chi non ce la faceva.NON COME OGGI CHE VENTENNI FANCAZZISTI ROMPONO I COGLIONI IN TERZA SUPERIORE! Liquidare la scuola di quegli anni citando Berlusconi è vergognoso,fattelo dire mac....
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Quanto serve studiare in Italia ?   Gio Gen 07, 2016 9:33 am

Felipeto ha scritto:
Le merde sono ovunque.la scuola italiana ha formato eccellenti tecnici e scienziati. Le ferrovie italiane negli anni 60 70 erano invidiate in tutta Europa.la ricostruzione post bellica di strade e ponti fu rapida grazie ad ottimi tecnici che deporre costruire sull insidioso territorio italiano ardite opere tecnicamente complesse.le gallerie a spirale erano roba nostra .tutto era frutto di una scuola severa e selettiva che creava l élite e mandava a lavorare ,giustamente, chi non ce la faceva.NON COME OGGI CHE VENTENNI FANCAZZISTI ROMPONO I COGLIONI IN TERZA SUPERIORE! Liquidare la scuola di quegli anni citando Berlusconi è vergognoso,fattelo dire mac....

Io non liquido la scuola di quegli anni. Evito semplicemente di darle una visione idilliaca e responsabilità che non ha (come non le ha quella di oggi, del resto), almeno, non in via esclusiva.

Anche la scuola di oggi forma eccellenti tecnici e scienziati. Infatti abbiamo la "fuga dei cervelli". Conosco personalmente una ventina di casi di persone che in Italia non avevano sbocco e sono andati all'estero, dove hanno trovato, con relativa facilità, un buon lavoro, grazie anche alla preparazione ricevuta dalla scuola e dall'università italiana.

La differenza è la società e le istituzioni di oggi, ridotte a poca cosa. Manca la progettualità, manca la manutenzione.
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Quanto serve studiare in Italia ?   Gio Gen 07, 2016 9:45 am

.. E se vogliamo che quei pochi continuino ad uscire bene da scuola e università,pensiamo a dedicarci anche alle eccellenze in classe,come spesso faccio suscitando talvolta critiche da colleghi e dirigenti,e non solo anima e corpo ai fannulloni,come ormai la scuola fa.i bravi Sono sempre più abbandonati a se stessi (TANTO QUELLI SonO BRAVI DI LORO,MI DISSE UN PRESIDE..).
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Paolo Santaniello



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MessaggioOggetto: Re: Quanto serve studiare in Italia ?   Gio Gen 07, 2016 1:19 pm

Io poi sono anche per uscire da questa concezione che studiare serve SOLO per lavorare.
Lo studio serve per essere una persona migliore, per sviluppare l'intelligenza e gli interessi, per il tempo libero... un tempo chi era ricco e nobile senza bisogno di lavorare studiava per diventare una persona di cultura, mentre chi era povero invece di studiare andava a bottega per imparare un mestiere.
Ora pare che invece tutto deve fare bottega e la cultura non conta più niente perchè carmina non dant panem.
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comp_xt



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MessaggioOggetto: Re: Quanto serve studiare in Italia ?   Gio Gen 07, 2016 2:41 pm

mac67 ha scritto:

A me pare una posizione paranoica. Ogni volta che leggo "ideologico" e "totalitario" mi viene l'orticaria e penso "mancanza di argomenti".

Le tante riforme "epocali" hanno sempre trovato come giustificazione il "ce lo chiede l'Europa" o con "ci dobbiamo avvicinare sempre di più all'Europa e questo deve tradursi in sempre più massicce cessioni di sovranità".
Essere accusato di essere paranoico è persino ridicolo.
Si può condividere o meno una certa analisi, ma far finta che l'UE non abbia nulla a che fare con lo smantellamento dei diritti dei cittadini equivale a negare l'evidenza.
E se vogliamo dirla tutta, anche i politici possono farci poco visto che certe scelte vengono fatte altrove. O pensate che il governo Monti sia nato dal nulla?



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tellina



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MessaggioOggetto: Re: Quanto serve studiare in Italia ?   Gio Gen 07, 2016 3:17 pm

Felipeto ha scritto:
Non direi proprio.gli OSS si curano della persona e dell igiene.non possono somministrare farmaci.svolgono ruoli diversi.gli OSS si trovano prevalentemente in case di cura,dove alla minima cazzata chiamano il 118 e se ne lavano le mani.
Io più che altro mi chiederei come mai nei maggiori ospedali pubblici ormai ci sia una maggioranza di infermieri stranieri (non oss non asa...ma infermieri).
A volte anche bravissimi...altre volte proprio no...con il problema, non da poco, di grossissime difficoltà di comunicazione...

Del resto anche in questo forum c'è un bel gruppo di persone pronte a "studiare" sì, ma altrove (romania) per trovar poi lavoro qui...

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MessaggioOggetto: Re: Quanto serve studiare in Italia ?   Gio Gen 07, 2016 3:52 pm

Citazione :
Io più che altro mi chiederei come mai nei maggiori ospedali pubblici ormai ci sia una maggioranza di infermieri stranieri (non oss non asa...ma infermieri).

Magari perché comunque non sono assunti dall'ospedale, ma in subappalto tramite cooperative o agenzie di lavoro interinale, che raccolgono soprattutto gente disposta a farsi pagare meno...

E comunque, il riconoscimento dei titoli presi all'estero dipende solo da compromessi politici e da interessi economici tra un paese e l'altro, non certo da una valutazione equilibrata del livello effettivo di quei titoli. Una mia amica, di origine moldava, si era presa un diploma di infermiera professionale al suo paese quasi 20 anni fa, con studi durissimi di livello universitario quando ancora c'erano scuole e accademie molto selettive nello stile da socialismo reale... e adesso sono anni che si sbatte per farsi riconoscere quel titolo in Italia, ma non c'è ancora riuscita, per cui si arrangia svolgendo di fatto dei compiti da pura e semplice badante. Titoli analoghi presi in Polonia o in Romania 15 anni dopo, vengono riconosciuti quasi subito...
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MessaggioOggetto: Re: Quanto serve studiare in Italia ?   Gio Gen 07, 2016 3:58 pm

Probabile paniscus...
Se c'è chi lavora per meno...man mano si abbasseranno gli stipendi di tutti e non basterà nemmeno più pescare tra disperati che han studiato altrove ma, semplicemente, assegneranno, per decreto, quelle responsabilità e quelle competenze anche a chi ha studi nettamente inferiori...
Del resto abbassare i livelli, tutti, è la nostra specialità.
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MessaggioOggetto: Re: Quanto serve studiare in Italia ?   Gio Gen 07, 2016 4:24 pm

comp_xt ha scritto:
mac67 ha scritto:

A me pare una posizione paranoica. Ogni volta che leggo "ideologico" e "totalitario" mi viene l'orticaria e penso "mancanza di argomenti".

Le tante riforme "epocali"  hanno sempre trovato come giustificazione il "ce lo chiede l'Europa" o con  "ci dobbiamo avvicinare sempre di più all'Europa e questo deve tradursi in sempre più massicce cessioni di sovranità".
Essere accusato di essere paranoico è persino ridicolo.
Si può condividere o meno una certa analisi, ma far finta che l'UE non abbia nulla a che fare con lo smantellamento dei diritti dei cittadini equivale a negare l'evidenza.
E se vogliamo dirla tutta, anche i politici possono farci poco visto che certe scelte vengono fatte altrove. O pensate che il governo Monti sia nato dal nulla?


Quindi se mi dicono che esiste Babbo Natale, allora Babbo Natale esiste.
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MessaggioOggetto: Re: Quanto serve studiare in Italia ?   Gio Gen 07, 2016 4:51 pm

Ma come fai a assegnare competenze a chi non ha fatto un certi tipo di studi.!impossibile ci sono limiti fisici.
Per fare il politico, quello si,prendi un pirla qualunque,imbeccalo su cosa deve raccontare, va bene così.
NON puoi far fare ad un OSS un trapianto
NON puoi far pilotare un aereo a un filippino che sa condurre la vespa.
NON puoi far progettare una galleria ad uno che non l ha Mai fatto,pensando di risparmiare.
NON puoi far gestire una pratica in tribunale ad un contadino dell equador,perché costa di meno.
C e un limite.
Puoi però assumere uno spaventa passeri e fargli fare il sottosegretario, o il salvini di turno,o tutte queste figure dove basta fare,appunto,lo spaventapasseri agghindato.
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MessaggioOggetto: Re: Quanto serve studiare in Italia ?   Gio Gen 07, 2016 4:57 pm

Felipeto...se fa...se faaa...
Un corsetto riassuntivo, due ore di teoria qui, due ore di pratica là...
E per magia passi a qualifica superiore!
Ma il tuo stipendo no.
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comp_xt



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MessaggioOggetto: Re: Quanto serve studiare in Italia ?   Gio Gen 07, 2016 6:30 pm

mac67 ha scritto:
comp_xt ha scritto:
mac67 ha scritto:

A me pare una posizione paranoica. Ogni volta che leggo "ideologico" e "totalitario" mi viene l'orticaria e penso "mancanza di argomenti".

Le tante riforme "epocali"  hanno sempre trovato come giustificazione il "ce lo chiede l'Europa" o con  "ci dobbiamo avvicinare sempre di più all'Europa e questo deve tradursi in sempre più massicce cessioni di sovranità".
Essere accusato di essere paranoico è persino ridicolo.
Si può condividere o meno una certa analisi, ma far finta che l'UE non abbia nulla a che fare con lo smantellamento dei diritti dei cittadini equivale a negare l'evidenza.
E se vogliamo dirla tutta, anche i politici possono farci poco visto che certe scelte vengono fatte altrove. O pensate che il governo Monti sia nato dal nulla?


Quindi se mi dicono che esiste Babbo Natale, allora Babbo Natale esiste.

Si, perché i trattati folli che sono stati firmati sono un sentito dire...

Senti, io non ho alcun dubbio sul fatto che l'Unione Europea sia un'entità nazista da fermare e distruggere per il bene dell'umanità. Non mi appassiona però l'idea di cercare convincere chi ha tutti gli strumenti per comprendere certe cose.
Io disprezzo gli euro-nazisti e combatto le loro idee. Tu fai pure come vuoi.
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Quanto serve studiare in Italia ?   Gio Gen 07, 2016 6:40 pm

comp_xt ha scritto:
mac67 ha scritto:
comp_xt ha scritto:
mac67 ha scritto:

A me pare una posizione paranoica. Ogni volta che leggo "ideologico" e "totalitario" mi viene l'orticaria e penso "mancanza di argomenti".

Le tante riforme "epocali"  hanno sempre trovato come giustificazione il "ce lo chiede l'Europa" o con  "ci dobbiamo avvicinare sempre di più all'Europa e questo deve tradursi in sempre più massicce cessioni di sovranità".
Essere accusato di essere paranoico è persino ridicolo.
Si può condividere o meno una certa analisi, ma far finta che l'UE non abbia nulla a che fare con lo smantellamento dei diritti dei cittadini equivale a negare l'evidenza.
E se vogliamo dirla tutta, anche i politici possono farci poco visto che certe scelte vengono fatte altrove. O pensate che il governo Monti sia nato dal nulla?


Quindi se mi dicono che esiste Babbo Natale, allora Babbo Natale esiste.

Si, perché i trattati folli che sono stati firmati sono un sentito dire...

Senti, io non ho alcun dubbio sul fatto che l'Unione Europea sia un'entità nazista da fermare e distruggere per il bene dell'umanità. Non mi appassiona però l'idea di cercare convincere  chi ha tutti gli strumenti per comprendere certe cose.
Io disprezzo gli euro-nazisti e combatto le loro idee. Tu fai pure come vuoi.

Decisamente iperbolico.
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comp_xt



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MessaggioOggetto: Re: Quanto serve studiare in Italia ?   Gio Gen 07, 2016 7:01 pm

mac67 ha scritto:

Decisamente iperbolico.

Chissà se sarebbero stati dello stesso paese coloro che sono stati costretti a suicidarsi a causa delle politiche folli e criminali imposte da questi geni.

https://www.youtube.com/watch?v=hnqzhhaRDGE
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comp_xt



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MessaggioOggetto: Re: Quanto serve studiare in Italia ?   Gio Gen 07, 2016 7:02 pm

mac67 ha scritto:

Decisamente iperbolico.

Chissà se sarebbero stati dello stesso paese coloro che sono stati costretti a suicidarsi a causa delle politiche folli  imposte da questi geni.

https://www.youtube.com/watch?v=hnqzhhaRDGE

https://www.youtube.com/watch?v=0ucvkUdiuIg

https://www.youtube.com/watch?v=LIP2BqCHfxs
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