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 Studio-denuncia della condizione del sostegno in Italia

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MessaggioOggetto: Studio-denuncia della condizione del sostegno in Italia   Gio Gen 07, 2016 10:43 am

Nel sito che Vi ho segnalato potete trovare una descrizione della situazione del sostegno in Italia, come studio-denuncia di una politica al limite della legalità. Un mio collega di sostegno è morto di stress nell'ottobre 2013, per le vessazioni subite a scuola. GP
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franco71



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MessaggioOggetto: Re: Studio-denuncia della condizione del sostegno in Italia   Gio Gen 07, 2016 11:29 am

Gentilmente,potresti (ri)postare il sito?
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michetta



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MessaggioOggetto: Re: Studio-denuncia della condizione del sostegno in Italia   Gio Gen 07, 2016 12:05 pm

Sì per favore. Con i dati che fornisci  non si trova nulla
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MessaggioOggetto: Re: Studio-denuncia della condizione del sostegno in Italia   Gio Gen 07, 2016 12:19 pm

ww w sostegno eu (costruite voi il link, riportando i due punti: non riesco a inserirlo).
GP
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franco71



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MessaggioOggetto: Re: Studio-denuncia della condizione del sostegno in Italia   Gio Gen 07, 2016 12:55 pm

semplicemente http://sostegno.eu/
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Studio-denuncia della condizione del sostegno in Italia   Gio Gen 07, 2016 2:36 pm

Ma solo a me l'introduzione sembra un pochino paranoica?

Addirittura si sostiene che il sostegno sia stato inventato APPOSTA per indirizzare tutte le fonti di stressi, di mobbling, di bullismo e di insoddisfazione su una categoria sola di insegnanti, in maniera da salvaguardare tutti gli altri. E si afferma addirittura che la presenza di "soggetti psicotici" nelle scuole sia aumentata a causa del tramonto delle ideologie e dei valori tradizionali. Ma non può essere semplicemente che sia aumentata perché in passato i disabili non ce li facevano nemmeno entrare, a scuola, ma fuori erano disabili lo stesso?
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MessaggioOggetto: Re: Studio-denuncia della condizione del sostegno in Italia   Gio Gen 07, 2016 2:48 pm

La tua analisi è corretta. Tieni conto però di alcuni fatti: Vottorio Lodolo d'Oria sostiene che il MIUR è ben consapevole delle condizioni di stress dei docenti e nulla fa (dagli anni 70 l'unico strumento per i docenti è la nota sul registro)(il limite dell'analisi di Lodolo d'Oria è che la sua soluzione pare essere quella del licenziamento del personale docente, con ovvie ripercussioni sull'occupazione: si deve non pensare alla salute mentale dei docenti, ma piuttosto intervenire sulle cause, che sono ben note: alcool, droga, alienazione degli studenti, nichilismo, ecc.., che si scarica nel bullismo contro i docenti); ed sono ben note al MIUR anche le situazioni del sostegno, con molti docenti dall'analista. La soluzione è ovvia, e rapida: far mettere a loro voto e programmazione, e svincolarli dal controllo della disciplina. Ma, attenzione: non solo il MIUR sta ora per "solidificare" questa docenza di serie B, ma addirittura si medita di impedire al docente di sostegno di cambiare "ambiente". Gli psichiatri sanno che il mobbing spinge al suicidio, e un modo di questo è l'incorporazione dello stress, fino a saltare (burnout). Nel mio studio l'ho definito "trappola", ed è chiaro che se questa trappola è conosciuta, si può anche supporre che sia stata voluta.
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MessaggioOggetto: Re: Studio-denuncia della condizione del sostegno in Italia   Gio Gen 07, 2016 2:50 pm

Io non accuso il MIUR, né il governo. Questa nazione da molto tempo è governata dall'estero. So che in questo forum non si fa politica: ci tenevo sottolineare che io non accuso il MIUR.
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tellina



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MessaggioOggetto: Re: Studio-denuncia della condizione del sostegno in Italia   Gio Gen 07, 2016 2:57 pm

IlDr. Portolan, ex insegnante di sostegno (2005-2014)
Così descrive la figura del docente di sostegno:
Codice:
. Questa figura professionale, interna alla scuola, non mettendo voto e dipendendo nel suo lavoro dai colleghi di disciplina, è esposta in modo tale da attirare su di sé il bullismo degli allievi e il mobbing del corpo docente: essa è così stata strutturata per dare soluzione a tale conflitto, per essere cioè il regolatore, come equilibratore (“bersaglio”), dell’aggressività e degli stati di psicosi interni all’ambiente scolastico (si può parlare di “mobbing istituzionale”). Questa è infatti la funzione di “capro espiatorio” svolta dalla funzione docente del sostegno in seguito alla normativa della 104 del ’92: una figura di docente attaccata da tutti i soggetti scolastici (presidi, colleghi di materia, allievi certificati, allievi della classe, genitori, personale di segreteria, personale scolastico, professionisti sanitari).
 
Mi chiedo quindi quanto deve essere stata pessima e, riflessione forse eccessivamente cattiva la mia, malgestita la sua funzione nei vari anni in cui ha svolto questa professione seppur con una pausa come
Codice:
.    dottore commercialista (2007),
Ho fatto per pochi anni solo sostegno, per qualche anno ho completato la cattedra di materia con sostegno, posso quindi ripensare alle mie esperienze in questo specifico campo anche da punti di vista differenti...
Ma mai, mai, mai sono arrivata a fare meditazioni simili.

Non vado avanti oltre a leggere quindi...perché questo mi basta:
Codice:
.    questo studio-denuncia, che riporta le mie esperienze di otto anni di insegnamento nel sostegno, dimostro che la strutturazione normativa di questo mestiere lo espone specificamente e particolarmente a processi di mobbing causa di stress. L’insegnamento nel sostegno necessita della collaborazione dei docenti di materia, i quali, in questa forma di dipendenza da essi, instaurano dinamiche di potere, vessazione e dominio.
Che sia un lavoro molto stressante...già lo sappiamo (ma per ogni materia c'è uno stress differente...stai in classe, sola, due ore a fare arte e stai in classe in compresenza come sostegno per altrettante ore e ti renderai conto che non son tutte rose e fiori comunque...).
Ma questo astio, questo accanimento, questo mobbing spietato francamente non l'ho mai visto in miniera così sistematica e costante (a tratti, a momenti, con il tal collega può capitare...ma per otto anni di fila con tutti i colleghi!?!?!? Ma ti prego...non voglio crederci).
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MessaggioOggetto: Re: Studio-denuncia della condizione del sostegno in Italia   Gio Gen 07, 2016 3:01 pm

a sì ? e come me lo spieghi che il mio collega è morto, mi è stato detto dai familiari, per mobbing ? come te li spieghi i docenti dall'analista ?? saluti. GP
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MessaggioOggetto: Re: Studio-denuncia della condizione del sostegno in Italia   Gio Gen 07, 2016 3:02 pm

Anch'io ho passato momenti splendidi, con colleghi che mi dicevano che ero "squisito", e altri momenti così così, con docenti che il primo (primo) giorno di scuola mi dicono: "tu non servi a niente". Ma tranquilli: vi posso assicurare che ad essere matti sono gli psichiatri, figuriamoci i docenti ...
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tellina



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MessaggioOggetto: Re: Studio-denuncia della condizione del sostegno in Italia   Gio Gen 07, 2016 3:06 pm

Saluti a te.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Studio-denuncia della condizione del sostegno in Italia   Gio Gen 07, 2016 3:23 pm

Guarda che "analista" non è sinomino di "psicoterapeuta" in generale... e che quella di "andare dall'analista" è una scelta molto particolare, che deriva in massima parte da tendenze culturali precedenti, e non mi pare affatto una conseguenza diretta dell'essere disperati o stressati.

Io, personalmente, se dovessi rendermi conto di avere problemi psicologici pesanti, andrei prima da un neuropsichiatra "generale", per valutare la presenza o meno di disfunzioni organiche o di meccanismi depressivi che hanno pochissimo a che fare con la vita lavorativa e sociale... e poi magari mi risolverei anche a consultare uno psicologo che possa consigliarmi il tipo di terapia più adatto, ma di sicuro non mi verrebbe in mente di andarmi a cercare subito in partenza proprio uno psicoanalista, con la cui impostazione non ho assolutamente nulla a che fare.
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MessaggioOggetto: Re: Studio-denuncia della condizione del sostegno in Italia   Gio Gen 07, 2016 4:25 pm

Facciamo chiarezza. Per problemi di stress si va dallo psicoterapeuta, che serve per sfogo ansia e supporto psicologico. Se, come dice Lodolo d'Oria, vi è associata anche una sindrome depressiva, si andrà da uno psichiatria che sia anche psicoteraputa. Mi pare di non sbagliare (attenzione: io non sono né l'uno né l'altro) di dire che il mobbing è strettamente associato al lavoro, e che per mobbing si ricorre senz'altro allo psicologo. invece, non dal psicoanalista, che riguarda tutto un altro campo. Lo psicoteraputa dà supporto, lo psicoanalista invece scava nel profondo. ma anche qui si deve precisare, perché gli allievi scavano nelle sindromi dei complessi, e i complessi possono avere origine inconscia. GP
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MessaggioOggetto: Re: Studio-denuncia della condizione del sostegno in Italia   Gio Gen 07, 2016 8:30 pm

Premetto che il quadro è troppo negativo perchè anche sul sostegno si possono vivere situazioni soddisfacenti e motivanti, tuttavia concordo sull'estrema condizione di marginalità e di stress che può vivere il docente di sostegno, sottoposto a pressioni contrastanti. In particolare la seguente sezione dipinge tutta la drammaticità della situazione:

Se questo è a rischio bocciatura, il docente può provare sensi di colpa e può anche sviluppare stati di ansia e di vera e propria angoscia. Si sente chiamato a rendere conto di ciò ai genitori, che, prendendo le parti del loro figlio, ne giudicano l’operato in base al suo successo o fallimento. Questo giudizio è emesso anche dai docenti curricolari e dai compagni di classe. La condizione del sostegno è interrelata con vincoli e difficoltà di ogni tipo, che non vengono risolte e facilitare dalla normativa scolastica, la quale è fortemente carente su più punti di vista. Essa non obbliga il docente di materia a “collaborare”; non lo vincola in modo stringente a modificare le verifiche, fatto questo a cui egli spesso di oppone (contraddicendo la legge), adducendo motivazioni dissuasive e persuasive. All’inizio dell’anno scolastico il docente di sostegno deve pagarsi tutti i libri di tutte le discipline (che possono anche essere venti o trenta libri, per tutte le classi in cui sono inseriti i suoi allievi), perché la normativa non obbliga gli editori a dargli i libri gratuitamente, come invece avviene con i docenti di materia. Se, dal punto di vista della deontologia professionale, il docente di materia è obbligato a collaborare, egli può facilmente cavarsela concedendo pochi secondi (neppure minuti) a inizio lezione, e fornendo informazioni insufficienti. Egli inoltre interferisce negativamente col sostegno in vari modi, fino a negare l’uscita dell’allievo dalla classe, perché - egli dice – è lui che decide, in quanto – di ciò è convito - è lui il solo “vero docente” della classe, che prende le decisioni finali su tutti gli allievi, e quindi anche sull’allievo certificato. La mancanza di collaborazione del docente di materia è uno dei due motivi principali che rendono difficile il ruolo del sostegno, sottoponendolo a numerose difficoltà in vista delle verifiche e degli esami finali. Non si può semplificare tutto, e appunto il docente di sostegno, in mancanza di tale collaborazione, non sa cosa deve semplificare. Il secondo motivo sono le discipline. Nella classe tecnico-professionale AD03, nella quale sono inclusi ad esempio docenti di sostegno laureati in diritto e in economia (provenienti da queste classi di concorso), questi si trovano a dover studiare, semplificare e insegnare materie non di loro competenza, come disegno tecnico e artistico, computer, arredamento, moda e cucito (si deve apprendere come si disegnano e di tagliano e cuciono i vestiti), discipline meccaniche (in cui si deve anche saper usare le macchine utensili, come il tornio), discipline elettroniche (e quindi pneumatica e sistemi). Tutto ciò lo devono apprendere anche gli allievi. La difficoltà, che appare a volte insormontabile, si trova quando la materia è del quarto e del quinto anno, per cui il docente di sostegno si trova a dover “recuperare” all’inizio (velocemente, per se stesso) tutto il programma di terza o di quarta, di discipline per le quali può anche non essere portato (è del tutto naturale che gli allievi, che hanno scelto uno specifico indirizzo, possano essere più bravi di un qualunque docente).

Comunque negli anni di sostegno ho compreso che è assolutamente impossibile che qualcuno capisca e anche qui sul forum occasionalmente ho letto considerazioni del tipo: chi fa sostegno ha tentato la scalata in graduatoria; anzi mi aspetto interventi del tipo "e allora perchè hai preso il titolo??!!"
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MessaggioOggetto: Re: Studio-denuncia della condizione del sostegno in Italia   Gio Gen 07, 2016 9:10 pm

Grazie per il "sostegno" (eh eh eh). Vi mando anche a questo link, che riporta il mio articolo da parte di persona autorevole:
h ttps : / / it-it. facebook. com / EdizioniErickson/ posts / 171942532898268

(per accedere al link, la stringa va compattata)
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MessaggioOggetto: Re: Studio-denuncia della condizione del sostegno in Italia   Gio Gen 07, 2016 9:13 pm

Galli della Loggia ha scritto: "il ministro Gianni non sa che ...". Davvero non lo sa ? Occorre capire che il MIUR ha il perfetto quadro della situazione sulla scuola italiana. Su gioco. it, sito per bambini, appaiono pubblicità erotiche (si vuole anticipare certi processi nell'infanzia). Questa è scienza dell'intelligence: la nuova strategia della tensione, di cui il sostegno è vittima. Io sarei portato a parlare (visto che il mio collega è morto) di tentato omicidio preterintenzionale colposo, e chiedere danni morali e materiali.
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MessaggioOggetto: Re: Studio-denuncia della condizione del sostegno in Italia   Gio Gen 07, 2016 9:15 pm

Mi ricordo quelle due ore in aula moda con un ago in mano in piedi (per due ore): se chiedevo che mi fosse insegnato, disturbavo. Se non facevo nulla, mi davano del brocco. Alla fine le allieve mi hanno detto: "prof, perché non ci saluta ?: ha paura di noi ?". A me il sostegno è parso quasi come un incubo nazista.
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MessaggioOggetto: Re: Studio-denuncia della condizione del sostegno in Italia   Gio Gen 07, 2016 9:17 pm

danni morali e materiali, per "mobbing di massa" (come a Colonia).
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Studio-denuncia della condizione del sostegno in Italia   Gio Gen 07, 2016 9:33 pm

Ok, sensore a fondo scala.

A questo non rispondo più, avanti il prossimo.
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MessaggioOggetto: Re: Studio-denuncia della condizione del sostegno in Italia   Ven Gen 08, 2016 7:27 am

Vorrei sensibilizzarvi su un fatto, o una interpretazione. C'è un sito (non dico quale perché altrimenti mi becco una denuncia), che tratta di sostegno, e che dovrebbe "difendere" i docenti di sostegno (...). Ebbene, sulla homepage di questa pagina sono rappresentati dei burattini, delle marionette appese a dei fili (...). Queste sono i disabili, o i docenti di sostegno ?? Ma se sono marionette, allora è forse la rappresentazione di un piano ? Il docente di sostegno-burattino ... Ma allora qui si ha precisa consapevolezza di politiche di dominio su una professione. GP
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tellina



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MessaggioOggetto: Re: Studio-denuncia della condizione del sostegno in Italia   Ven Gen 08, 2016 10:48 am

Gomblotto!!!!
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MessaggioOggetto: Re: Studio-denuncia della condizione del sostegno in Italia   Ven Gen 08, 2016 3:48 pm

Fermo restando quello che ho detto, e cioè che in effetti il sostegno è una figura molto complessa, che rischia di finire in dinamiche molto difficili, penso che non si possa estremizzare a tal punto...
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eragon



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MessaggioOggetto: Re: Studio-denuncia della condizione del sostegno in Italia   Ven Gen 08, 2016 9:49 pm

Magari il collega ha avuto dei problemi maggiori ai nostri ma, purtroppo, devo ammettere che alcune situazione descritte dal collega si verificano perchè la normativa è carente.
Leggendo la legge al docente di sostegno vengono assegnati dei superpoteri ma, nella realtà, forse sarebbe stato meglio circoscrivere i "poteri" ma CHIARIRLI in modo inequivocabile.
Ad esempio "il docente di sostegno partecipa alla valutazione addirittura di tutti gli alunni", nella pratica a volte bisogna lottare per il voto del proprio alunno. Sarebbe bastato scrivere MEGLIO la legge, magari con delle delle circolari esplicative e vincolanti dei MIUR.
Stessa cosa dei PEI scritti in solitaria (ora nessuno qua mi venga a dire che i PEI si scrivono davvero in maniera collegiale...al massimo si fa un incontro preparatorio, QUANDO VA BENE, inserito come ordine del giorno in qualche consiglio di classe, durante il quale i docenti curricolari danno qualche indicazione, POI il docente di sostegno fa tutto lui).

Altra cosa che condivido dello scritto è tutta la parte relativa al docente di sostegno "capro espiatorio", ma voglio spiegarvi meglio.
Ho sempre avuto degli ottimi rapporti con i colleghi, grazie anche ad una fortissima dose di buona volontà, assertività a manetta e comportamento "da adulto" (termine poco tecnico ma a volte davvero ho dovuto trattare alcuni colleghi come bambini capricciosi da prendere con le buone e da fare fessi con le buone parole, proprio come i bambini) ma i pochi rapporti tesi li ho avuti con colleghi che i problemi già ce li avevano.
Ricordo ancora in una quinta liceo in cui la docente di pedagogia (pensate bene di PEDAGOGIA) mi disse, testuali parole "io a questa qui più di sei non metto" e parlavamo di una alunna autistica che faceva una programmazione differenziata. Riuscì a mantenere un rapporto "cordiale" perchè le spiegai con le buone che gli obiettivi erano diversi vista la programmazione differenziata, che mi averebbe fatto piacere "condividere" il momento di valutazione, ecc, ecc. Credo che quell'anno in cui tutto filò liscio impiegai parecchie energie mentali per mediare con quella collega e a fine d'anno ero sfinito.
E' vero, i docenti più sfigati e frustati ed inutili, quelli considerati nullità dagli altri colleghi, provano spesso un sadico piacere a mostrare, quando hanno a tiro un docente di sostegno (e quando purtroppo il docente di sostegno li ha come colleghi) che almeno loro, saranno si sfigati, frustrati ed inutili ma almeno insegnano la materia; questa dinamica si crea ed è inutile nasconderlo.
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MessaggioOggetto: Re: Studio-denuncia della condizione del sostegno in Italia   Ven Gen 08, 2016 9:58 pm

Concordo, ottimo intervento... le difficoltà del sostegno non derivano mai dagli alunni certificati ma da un'ambigua contitolarità, mai normata nello specifico e il cui problema principale è questo: come può il docente di sostegno valutare gli o.m. di una materia che non conosce? Non può farlo.
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