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 Riflessione sul sostegno. Dì la tua.

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precario.acciaio



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MessaggioOggetto: Riflessione sul sostegno. Dì la tua.   Lun Gen 11, 2016 4:16 pm

Vorrei aprire un canale di confronto sereno e il più possibile ampio sul sostegno; faccio alcune considerazioni:

1) Differenziati. Nella mia esperienza gli alunni con percorso differenziato sono quelli che trovano maggiore giovamento dal sostegno; nel loro caso si può strutturare un percorso ad hoc che tenga conto sia della necessità dell'integrazione nel gruppo classe sia dell'obbligatorio inserimento nel mondo del lavoro; tra i casi che ho seguito ben tre alunni attualmente hanno un lavoro protetto a t.i. dopo aver svolto 4 anni di professionale e un anno in alternanza scuola - lavoro.
Un reale pericolo invece è che i differenziati vengano tolti dalle scuole per essere inseriti in centri professionali regionali; tali corsi sono a mio avviso fondamentali e insostituibili per gli alunni non certificati, ma non per gli alunni certificati con percorso differenziato che hanno necessariamente bisogno della mediazione del sostegno (a meno che anche in questi corsi non venga introdotto il sostegno, ma per quello che ne so in questo momento non è così).

2) Obiettivi minimi. Qui sta il problema del sostegno; tranne rari casi il docente di sostegno non ha le competenze nelle materie in cui è compresente (le aree non corrispondono alle materie) e non può acquisirle nei tempi brevissimi in cui ciò sarebbe richiesto. Da questo problema nascono tutte le incomprensioni con il docente curricolare, ritenere che il docente di sostegno sia in grado di studiare contemporaneamente francese e matematica di quarta senza averle svolte in precedenza e senza essere presente in tutte le ore equivale a banalizzare le varie materie. Non c'è bisogno di sottolineare che ciò si riverbera in modo significativo nella valutazione: nonostante ciò che afferma la legge 104 il docente di sostegno non può con valutare (addirittura per tutta la classe) in una materia in cui non ha nessuna competenza.

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MessaggioOggetto: Re: Riflessione sul sostegno. Dì la tua.   Lun Gen 11, 2016 7:32 pm

Curioso che io la pensi esattamente all'opposto.

I disabili se sono molto gravi hanno bisogno di cure non di istruzione che tanto ..... , quindi hanno bisogno di un sanitario o quantomeno di un badante, non di un docente; per loro il lavoro che otterranno è una farsa.

I disabili medi ..... dipende, possono ricadere di qua o di là.

I disabili lievi hanno bisogno d'aiuto nell'istruzione, con la quale possono occupare con dignità un posto di lavoro a loro riservato; certo più docenti qualificati nelle varie aree sarebbe auspicabile, uno factotum è comunque meglio di niente; dove non arriva la predisposizione del "sostenitore" può arrivare la collaborazione con i curricolari.
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione sul sostegno. Dì la tua.   Lun Gen 11, 2016 7:44 pm

Nel caso di casi gravissimi concordo con te; quando non c'è possibilità di interagire con il mondo esterno perde di senso lo stesso concetto di integrazione, però è un dato di fatto che gli alunni in queste estreme condizioni costituiscano un'esigua minoranza; sui lievi la presenza di un docente di sostegno può creare un forte imbarazzo perchè sono alunni che ci tengono a dimostrare la loro normalità e la presenza di un adulto per loro può rendere il tutto molto difficoltoso. In questi casi occorre che il sostegno sia discreto e che si ponga come docente di classe, ma in una materia che non si conosce la possibilità di intervenire sulla classe non esiste... hai voglia a fare attività di piccolo gruppo sui limiti se non sai nemmeno cosa sono.
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione sul sostegno. Dì la tua.   Lun Gen 11, 2016 10:02 pm

Nodo gordiano della questione programmazione differenziata o per obiettivi minimi è il valore legale del titolo.

Le famiglie comprensibilmente in apprensione per l'avvenire dei figli ritengono che il cosiddetto pezzo di carta rappresenti un investimento per il futuro o quantomeno una chance in più per il sempre più difficile reperimento di un posto di lavoro.
Numerose statistiche avvalorano tale idem sentire pur in un quadro generale che definire deprimente è edulcorante.
Applicare tale ragionamento ai genitori di studenti con disabilità è tutt'uno con elevare a potenza aspirazioni e frustrazioni.
Eppure l'inserimento nel mondo del lavoro delle persone con disabilità è tutelato da una legge, la 68 del 99, per cui il titolo di studio rappresenta un elemento accessorio e non determinante, direi probabilmente secondario rispetto a valutazioni cliniche, sociali e soprattutto alla disponibilità di posti.
In tal senso sarebbe indubbiamente preferibile una programmazione differenziata che tenga non solo conto delle variabilità di cui sopra ma che sinergicamente concorra ad indirizzarle verso un unico obiettivo: un'occupazione duratura che tenga il più possibile conto delle specificità dello studente; molto meglio che inseguire chimerici obiettivi minimi di discipline che termineranno la loro efficacia al suono dell'ultima campanella (ammesso che ne abbiano avuta prima).
Si può però chiedere ad una famiglia di scommettere, in questo paese, su un progetto individuale su cui debbano coordinarsi diversi soggetti istituzionali e non?
Lo si può fare consegnandogli alla fine un attestato che vale nulla?
Un buon inizio sarebbe riconoscere valore legale alle programmazioni differenziate (tutte).
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione sul sostegno. Dì la tua.   Lun Gen 11, 2016 11:08 pm

Cosa intendi per valore legale ?

Che il geometra ad obiettivi minimi, che sa calcolare il peso di una trave e non la sua resistenza, deve avere le stesse opportunità lavorative di un geometra normale ? E' già così sulla carta e per fortuna non nella realtà.

Che il geometra differenziato che sa calcolare quanto fa 10 € diviso 2 e non l'area di un giardino quadrato, deve avere le stesse opportunità lavorative di un geometra normale ? Non scherziamo.

Quanto alle opportunità lavorative dei diplomati, è vero che il diploma MEDIAMENTE fornisce maggiori opportunità lavorative, ma solo se è guadagnato e non rubato; sono diplomi per obiettivi minimi anche i numerosi 70/100 dei normodotati, diplomi che i capi del personale non prendono neanche in considerazione, se non intendi "prendere in considerazione" il farti friggere hamburger.

Il valore legale del diploma si garantisce solo evitando di non dequalificarlo con buonismi da quattro soldi.
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione sul sostegno. Dì la tua.   Mar Gen 12, 2016 9:26 am

avidodinformazioni ha scritto:
Cosa intendi per valore legale ?

Che il geometra ad obiettivi minimi, che sa calcolare il peso di una trave e non la sua resistenza, deve avere le stesse opportunità lavorative di un geometra normale ? E' già così sulla carta e per fortuna non nella realtà.

Che il geometra differenziato che sa calcolare quanto fa 10 € diviso 2 e non l'area di un giardino quadrato, deve avere le stesse opportunità lavorative di un geometra normale ? Non scherziamo.

Quanto alle opportunità lavorative dei diplomati, è vero che il diploma MEDIAMENTE fornisce maggiori opportunità lavorative, ma solo se è guadagnato e non rubato; sono diplomi per obiettivi minimi anche i numerosi 70/100 dei normodotati, diplomi che i capi del personale non prendono neanche in considerazione, se non intendi "prendere in considerazione" il farti friggere hamburger.

Il valore legale del diploma si garantisce solo evitando di non dequalificarlo con buonismi da quattro soldi.

Mi inserisco io su questo:
1) Il geometra o.m. come affermi tu ha lo stesso titolo sulla carta e scarse possibilità nel mondo del lavoro, tranne casi straordinari.
2) Il geometra diff. non esiste, perchè al termine degli studi l'alunno consegue solo un certificato di competenze (sa fare questo, sa fare quello) ma non è un geometra e viene inserito in strutture di lavoro protette, create (in buona percentuale ma non esclusivamente) per lui.

Per tale ragione sostengo che la vera essenza del sostegno debbano essere gli studenti con percorso differenziato, perchè la scuola garantisce loro un graduale e progressivo avvicinamento al mondo del lavoro protetto.
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione sul sostegno. Dì la tua.   Mar Gen 12, 2016 10:25 am

2) Obiettivi minimi. Qui sta il problema del sostegno; tranne rari casi il docente di sostegno non ha le competenze nelle materie in cui è compresente (le aree non corrispondono alle materie) e non può acquisirle nei tempi brevissimi in cui ciò sarebbe richiesto. Da questo problema nascono tutte le incomprensioni con il docente curricolare, ritenere che il docente di sostegno sia in grado di studiare contemporaneamente francese e matematica di quarta senza averle svolte in precedenza e senza essere presente in tutte le ore equivale a banalizzare le varie materie. Non c'è bisogno di sottolineare che ciò si riverbera in modo significativo nella valutazione: nonostante ciò che afferma la legge 104 il docente di sostegno non può con valutare (addirittura per tutta la classe) in una materia in cui non ha nessuna competenza.
ma questo discorso cosa c'entra non i ragazzi con OM? da quello che sottolinei tu il problema e' in cio' che e' richiesto al docente di sostegno, non al ragazzo.
poiché sono anni che faccio questo mestiere in parte concordo con te. non tutti possono fare questo lavoro, dove, paradossalmente, invece vengono inseriti tutti.
forse con un po' di etica professionale dovrebbero essere i docenti stessi a desistere.
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione sul sostegno. Dì la tua.   Mar Gen 12, 2016 11:03 am

precario.acciaio ha scritto:
2) Il geometra diff. non esiste, perchè al termine degli studi l'alunno consegue solo un certificato di competenze (sa fare questo, sa fare quello) ma non è un geometra e viene inserito in strutture di lavoro protette, create (in buona percentuale ma non esclusivamente) per lui.
Appunto, Paolo Tuguri auspicava una modifica ordinamentale che modificasse il titolo finale da "ha partecipato alle lezioni per diventare geometra ed ha imparato a legarsi le scarpe" in "è geometra"; per me non è auspicabile, anzi, il titolo di geometra andrebbe tolto al 90 % di coloro che ce l'hanno e friggere hamburger non dovrebbe richiedere diplomi di alcun tipo.
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione sul sostegno. Dì la tua.   Mar Gen 12, 2016 12:29 pm

avidodinformazioni ha scritto:
precario.acciaio ha scritto:
2) Il geometra diff. non esiste, perchè al termine degli studi l'alunno consegue solo un certificato di competenze (sa fare questo, sa fare quello) ma non è un geometra e viene inserito in strutture di lavoro protette, create (in buona percentuale ma non esclusivamente) per lui.
Appunto, Paolo Tuguri auspicava una modifica ordinamentale che modificasse il titolo finale da "ha partecipato alle lezioni per diventare geometra ed ha imparato a legarsi le scarpe" in "è geometra"; per me non è auspicabile, anzi, il titolo di geometra andrebbe tolto al 90 % di coloro che ce l'hanno e friggere hamburger non dovrebbe richiedere diplomi di alcun tipo.

Mi era sfuggito; dissento completamente ...
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione sul sostegno. Dì la tua.   Mar Gen 12, 2016 12:35 pm

carla75 ha scritto:
2) Obiettivi minimi. Qui sta il problema del sostegno; tranne rari casi il docente di sostegno non ha le competenze nelle materie in cui è compresente (le aree non corrispondono alle materie) e non può acquisirle nei tempi brevissimi in cui ciò sarebbe richiesto. Da questo problema nascono tutte le incomprensioni con il docente curricolare, ritenere che il docente di sostegno sia in grado di studiare contemporaneamente francese e matematica di quarta senza averle svolte in precedenza e senza essere presente in tutte le ore equivale a banalizzare le varie materie. Non c'è bisogno di sottolineare che ciò si riverbera in modo significativo nella valutazione: nonostante ciò che afferma la legge 104 il docente di sostegno non può con valutare (addirittura per tutta la classe) in una materia in cui non ha nessuna competenza.
ma questo discorso cosa c'entra non i ragazzi con OM?  da quello che sottolinei tu il problema e' in cio' che e' richiesto al docente di sostegno, non al ragazzo.
poiché sono anni che faccio  questo mestiere in parte concordo con te. non tutti possono fare questo lavoro, dove, paradossalmente, invece vengono inseriti tutti.
forse con un po' di etica professionale dovrebbero essere i docenti stessi a desistere.  

La responsabilità non è dei docenti di sostegno, ma è di un sistema che non riesca minimamente a gestire il personale; se devo seguire un o.m. in tedesco e francese in terza e non so nè uno nè l'altro, il mio lavoro, nella migliore delle ipotesi, sarà mediocre.
Indubbiamente però concordo con te sul fatto che il sostegno è stato ed è purtroppo un ammortizzatore sociale e dico con enorme dispiacere che anche il potenziamento in alcuni casi sta diventando un sostegno alla seconda.
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione sul sostegno. Dì la tua.   Mar Gen 12, 2016 4:02 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Cosa intendi per valore legale ?

Che il geometra ad obiettivi minimi, che sa calcolare il peso di una trave e non la sua resistenza, deve avere le stesse opportunità lavorative di un geometra normale ? E' già così sulla carta e per fortuna non nella realtà.

Che il geometra differenziato che sa calcolare quanto fa 10 € diviso 2 e non l'area di un giardino quadrato, deve avere le stesse opportunità lavorative di un geometra normale ? Non scherziamo.

Quanto alle opportunità lavorative dei diplomati, è vero che il diploma MEDIAMENTE fornisce maggiori opportunità lavorative, ma solo se è guadagnato e non rubato; sono diplomi per obiettivi minimi anche i numerosi 70/100 dei normodotati, diplomi che i capi del personale non prendono neanche in considerazione, se non intendi "prendere in considerazione" il farti friggere hamburger.

Il valore legale del diploma si garantisce solo evitando di non dequalificarlo con buonismi da quattro soldi.

Partiamo dal mestiere di Geometra e da alcune considerazioni in merito.

Se il percorso differenziato permette di arrivare a competenze pari o superiori rispetto a quello curriculare perché uno studente non dovrebbe potere accedere a tale mestiere?

Se invece il percorso differenziato permette di acquisire competenze tali da garantire accesso ad altri mestieri perché non dargli il valore di diploma che qualsiasi studente frequentante  qualunque scuola di qualsivoglia ordine o grado deve potersi meritare?

Se anche il percorso scolastico non portasse a conseguire abilità spendibili in ambito lavorativo perché non dare comunque valore ad un percorso scolastico se tale percorso ha portato, esempio tra tanti possibili, un miglioramento nelle autonomie personali.

Promuovere studenti che pur avendo possibilità e capacità non ottengono risultati alla loro portata non è buonismo, è non saper fare il  mestiere di docente.

Non riconoscere valore legale ad un diploma ottenuto lavorando, anche duramente, sfruttando al massimo le proprie capacità e possibilità è invece indegno di un paese civile.
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione sul sostegno. Dì la tua.   Mar Gen 12, 2016 5:35 pm

Paolo Tuguri ha scritto:
Partiamo dal mestiere di Geometra e da alcune considerazioni in merito.

Se il percorso differenziato permette di arrivare a competenze pari o superiori rispetto a quello curriculare perché uno studente non dovrebbe potere accedere a tale mestiere?

Se invece il percorso differenziato permette di acquisire competenze tali da garantire accesso ad altri mestieri perché non dargli il valore di diploma che qualsiasi studente frequentante  qualunque scuola di qualsivoglia ordine o grado deve potersi meritare?

Se anche il percorso scolastico non portasse a conseguire abilità spendibili in ambito lavorativo perché non dare comunque valore ad un percorso scolastico se tale percorso ha portato, esempio tra tanti possibili, un miglioramento nelle autonomie personali.

Promuovere studenti che pur avendo possibilità e capacità non ottengono risultati alla loro portata non è buonismo, è non saper fare il  mestiere di docente.

Non riconoscere valore legale ad un diploma ottenuto lavorando, anche duramente, sfruttando al massimo le proprie capacità e possibilità è invece indegno di un paese civile.
Forse non hai chiaro il significato di "diversamente abile" ed il significato di "percorso differenziato"; forse non hai neanche chiaro il contenuto dei primi tre commi dell'articolo 3 dello "statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria".

Procediamo per gradi

1) "diversamente abile" non è una persona che riesce a fare le stesse cose di un normodotato ma in maniera diversa, il cieco non vede con l'empatia, il cieco non vede.
Il diversamente abile è un disabile, solo che non glielo si vuole dire.

Ne consegue che le competenze pari o (non mi fare ridere che non c'è nulla da ridere purtroppo) superiori te le sogni.

2) "percorso differenziato" è un percorso semplificato e depurato di tutto quel che è oltre le possibilità di apprendimento del disabile; esistono disabili che devono imparare a dire "devo fare la pipì" e se la fanno addosso; il percorso differenziato prevede di tentare di insegnarglielo, che è indubbiamente una conquista molto più importante del calcolo dell'area di un quadrato.
Il percorso differenziato non consente di acquisire competenze tipiche di nessun diploma, altrimenti si chiamerebbe "riorientamento" (tanti ragazzi non hanno le capacità di frequentare una scuola ma le hanno per frequentarne un'altra, glielo si dice e loro cambiano).

Quale valore ha un diploma in "sa soffiarsi il naso da solo" o in "sa pagare e controllare il resto" ? Forse ha valore per il ragazzo, in termini di autostima; è presto risolta: gli si dà una pergamena con quel titolo stampato senza scrivere sopra "Repubblica Italiana"; tanto non si accorgerà mai del trucco; l'importante è che sia felice.

3) "statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria"

Art. 3 (Doveri)
1. Gli studenti sono tenuti a frequentare regolarmente i corsi e ad assolvere assiduamente agli impegni di studio.
2. Gli studenti sono tenuti ad avere nei confronti del capo d'istituto, dei docenti, del personale tutto della scuola e dei loro compagni lo stesso rispetto, anche formale, che chiedono per se stessi.
3. Nell'esercizio dei loro diritti e nell'adempimento dei loro doveri gli studenti sono tenuti a mantenere un comportamento corretto e coerente con i principi di cui  all'art.1.


Significa che l'insegnante insegna e lo studente sta attento; se lo studente non fa la sua parte la colpa è solo sua, non del docente.

Sei mai andato al cinema a pomiciare con la ragazza ? Se non sei vecchio abbastanza probabilmente no, ora non si usa più, una volta ti assicuro che si usava (guarda i vecchi "Happy Days"); se all'uscita del cinema i ragazzi non sapevano neanche che film avevano proiettato, la colpa non era del regista o degli attori; per criticare un film bisogna rivolgergli lo sguardo non un solo orecchio che ha una lingua dentro.
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione sul sostegno. Dì la tua.   Mar Gen 12, 2016 6:44 pm

Avete mangiato pane al veleno????
1)Leggevo il discorso che "le aree non corrispondono alle materie"...volevo informarvi che alle superiori le aree NON esistono più, esistono sulla carta ma nelle assegnazioni NON si è più tenuti a rispettarli, pertanto un AD02 (area umanistica) può essere assegnato al classico e al geometra senza nessuna differenza.
2)Gli obiettivi minimi hanno senso quando sono reali obiettivi minimi, quando diventa un percorso didattico-contorsionistico per fargli prendere il diploma diventa perdita di tempo (anche se onestamente penso, quando annualmente REGALIAMO migliaia di diplomi di normodotati che senso ha poi impuntarsi a spaccare il capello quando parliamo di disabili? Spesso per i ragazzi e per le loro famiglie prendere il diploma "come gli altri" è una delle poche soddisfazione che la vita gli regala).
3)Sul percorso differenziato io credo che banalizzare sia sbagliato. In cinque anni di differenziata, riuscire per esempio a fornire un ragazzo con problemi di linguaggio di strumenti per comunicare è un risultato eccezionale (altro che diploma). Oppure, cosa che mi è capitata, progettare insieme alle cooperative sociali di tipo B (che per statuto devono assumere una certa quota di disabili) un percorso durante il quale si lavori per cinque anni su quelle competenze che la cooperativa richiede (ma non solo ci mancherebbe), assicurando al disabile un futuro lavorativo (e non, come spesso accade, il nulla assoluto dopo la scuola) è straordinario.
Certo in quel caso ci vuole una famiglia che abbia l'intelligenza di accettare la disabilità del ragazzo e che sappia pensare lungo, fregandosene del "contentino" del diploma.
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione sul sostegno. Dì la tua.   Mar Gen 12, 2016 6:49 pm

eragon ha scritto:
Avete mangiato pane al veleno????
1)Leggevo il discorso che "le aree non corrispondono alle materie"...volevo informarvi che alle superiori le aree NON esistono più, esistono sulla carta ma nelle assegnazioni NON si è più tenuti a rispettarli, pertanto un AD02 (area umanistica) può essere assegnato al classico e al geometra senza nessuna differenza.
2)Gli obiettivi minimi hanno senso quando sono reali obiettivi minimi, quando diventa un percorso didattico-contorsionistico per fargli prendere il diploma diventa perdita di tempo (anche se onestamente penso, quando annualmente REGALIAMO migliaia di diplomi di normodotati che senso ha poi impuntarsi a spaccare il capello quando parliamo di disabili? Spesso per i ragazzi e per le loro famiglie prendere il diploma "come gli altri" è una delle poche soddisfazione che la vita gli regala).
3)Sul percorso differenziato io credo che banalizzare sia sbagliato. In cinque anni di differenziata, riuscire per esempio a fornire un ragazzo con problemi di linguaggio di strumenti per comunicare è un risultato eccezionale (altro che diploma). Oppure, cosa che mi è capitata, progettare insieme alle cooperative sociali di tipo B (che per statuto devono assumere una certa quota di disabili) un percorso durante il quale si lavori per cinque anni su quelle competenze che la cooperativa richiede (ma non solo ci mancherebbe), assicurando al disabile un futuro lavorativo (e non, come spesso accade, il nulla assoluto dopo la scuola) è straordinario.
Certo in quel caso ci vuole una famiglia che abbia l'intelligenza di accettare la disabilità del ragazzo e che sappia pensare lungo, fregandosene del "contentino" del diploma.

1) Il bello è che non c'erano nemmeno prima; AD01, 1D02, AD03 e AD04 solo a livello indicativo venivano rispettate, anche per ragioni di mera logica (un AD04 ovviamente non poteva essere inserito solo sulla sua materia).
Comunque, il fatto che non esistano più rende solo le cose più gravi e la situazione maggiormente critica.
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione sul sostegno. Dì la tua.   Mar Gen 12, 2016 9:27 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Paolo Tuguri ha scritto:
Partiamo dal mestiere di Geometra e da alcune considerazioni in merito.

Se il percorso differenziato permette di arrivare a competenze pari o superiori rispetto a quello curriculare perché uno studente non dovrebbe potere accedere a tale mestiere?

Se invece il percorso differenziato permette di acquisire competenze tali da garantire accesso ad altri mestieri perché non dargli il valore di diploma che qualsiasi studente frequentante  qualunque scuola di qualsivoglia ordine o grado deve potersi meritare?

Se anche il percorso scolastico non portasse a conseguire abilità spendibili in ambito lavorativo perché non dare comunque valore ad un percorso scolastico se tale percorso ha portato, esempio tra tanti possibili, un miglioramento nelle autonomie personali.

Promuovere studenti che pur avendo possibilità e capacità non ottengono risultati alla loro portata non è buonismo, è non saper fare il  mestiere di docente.

Non riconoscere valore legale ad un diploma ottenuto lavorando, anche duramente, sfruttando al massimo le proprie capacità e possibilità è invece indegno di un paese civile.
Forse non hai chiaro il significato di "diversamente abile" ed il significato di "percorso differenziato"; forse non hai neanche chiaro il contenuto dei primi tre commi dell'articolo 3 dello "statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria".

Procediamo per gradi

1) "diversamente abile" non è una persona che riesce a fare le stesse cose di un normodotato ma in maniera diversa, il cieco non vede con l'empatia, il cieco non vede.
Il diversamente abile è un disabile, solo che non glielo si vuole dire.

Ne consegue che le competenze pari o (non mi fare ridere che non c'è nulla da ridere purtroppo) superiori te le sogni.

2) "percorso differenziato" è un percorso semplificato e depurato di tutto quel che è oltre le possibilità di apprendimento del disabile; esistono disabili che devono imparare a dire "devo fare la pipì" e se la fanno addosso; il percorso differenziato prevede di tentare di insegnarglielo, che è indubbiamente una conquista molto più importante del calcolo dell'area di un quadrato.
Il percorso differenziato non consente di acquisire competenze tipiche di nessun diploma, altrimenti si chiamerebbe "riorientamento" (tanti ragazzi non hanno le capacità di frequentare una scuola ma le hanno per frequentarne un'altra, glielo si dice e loro cambiano).

Quale valore ha un diploma in "sa soffiarsi il naso da solo" o in "sa pagare e controllare il resto" ? Forse ha valore per il ragazzo, in termini di autostima; è presto risolta: gli si dà una pergamena con quel titolo stampato senza scrivere sopra "Repubblica Italiana"; tanto non si accorgerà mai del trucco; l'importante è che sia felice.

3) "statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria"

Art. 3 (Doveri)
1. Gli studenti sono tenuti a frequentare regolarmente i corsi e ad assolvere assiduamente agli impegni di studio.
2. Gli studenti sono tenuti ad avere nei confronti del capo d'istituto, dei docenti, del personale tutto della scuola e dei loro compagni lo stesso rispetto, anche formale, che chiedono per se stessi.
3. Nell'esercizio dei loro diritti e nell'adempimento dei loro doveri gli studenti sono tenuti a mantenere un comportamento corretto e coerente con i principi di cui  all'art.1.


Significa che l'insegnante insegna e lo studente sta attento; se lo studente non fa la sua parte la colpa è solo sua, non del docente.

Sei mai andato al cinema a pomiciare con la ragazza ? Se non sei vecchio abbastanza probabilmente no, ora non si usa più, una volta ti assicuro che si usava (guarda i vecchi "Happy Days"); se all'uscita del cinema i ragazzi non sapevano neanche che film avevano proiettato, la colpa non era del regista o degli attori; per criticare un film bisogna rivolgergli lo sguardo non un solo orecchio che ha una lingua dentro.

Concordo sul fatto che i ciechi non vedano sul resto ti invito a riflettere meglio...

Perché non dovrebbe avere un diploma legalmente riconosciuto uno studente che segue nell'arco di un percorso scolastico un programma individualizzato che lo porti ad ottenere o ad affinare abilità che possono passare dal soffiarsi il naso all'esercitare la professione di geometra o (perché no...) di docente.

Quella che può sembrare un'assurda pretesa è per le famiglie la sacrosanta pretesa di veder coronati gli sforzi del proprio figlio/a oltre che ineludibile diritto a veder riconosciuto legalmente il percorso scolastico compiuto.

La Scuola ha il dovere di metterli in condizione di poter dimostrare il loro valore e, in itinere e al termine del percorso, sancire e valutare le competenze raggiunte qualsiasi esse siano.


Le competenze, se raggiunte, devono poter portare ad un diploma con valore legale di cui in sede di applicazione di legge 68/99 si debba (non si possa) tener conto per permettere un inserimento nel mondo del lavoro basato su effettivi riscontri e quindi duraturo oppure, in alternativa, permettere inserimento in strutture che non siano "parcheggi" o "luoghi di reclusione"

Nella forma si nasconde la sostanza che permetterebbe agli studenti e alle loro famiglie un futuro meno nebuloso.
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione sul sostegno. Dì la tua.   Mar Gen 12, 2016 10:04 pm

Il diploma è un contratto ed il contratto a due firme, non deve soddisfare una sola parte, deve soddisfarne due.

Quando cerco un geometra, io che di geometritudine non ne so nulla, pretendo che chi mi mostra un pezzo di carta con scritto geometra sappia fare le cose che sanno fare i geometra; se si è diplomato con gli obiettivi minimi già mi girano perchè poi casa mia cade, se poi ha solo imparato a spendere il suo denaro e ricevere il giusto resto .......

Il diploma deve essere una garanzia, se non lo è non vale nulla, è un pezzo di carta neanche morbido.

E non parlarmi di certificazione delle competenze, il diploma deve essere semplice da leggere altrimenti non lo si capisce e non vale nulla; un titolo ed un numero (il voto), senza tante altre balle.

Sei un papà ? Hai iscritto qualche figlio a scuola ? Ne hai letto i POF ? Non credo, lo sai come me che sono ricettacoli di minchiate e non avrai sprecato il tuo tempo a leggerli, come non l'ho fatto io; nessun capo del personale ha voglia di sprecare il suo tempo a leggere una certificazione delle competenze.
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MessaggioOggetto: Re: Riflessione sul sostegno. Dì la tua.   Mer Gen 13, 2016 3:07 pm

Proprio per le ragioni da te efficacemente esposte una certificazione di competenze finisce per essere un inutile pezzo di carta che diventerebbe invece un ineludibile e chiarissimo strumento se acquisisse quel valore legale che di per se impone chiarezza.

Nel diploma-differenziato-con-valore-legale a questo punto dovrebbe figurare chiaramente quello che uno studente sa fare, non necessariamente il geometra, perché è in base a questo che dovrebbe essere valutato dalla commissione che, secondo la legge 68 decide sull'inserimento nel mondo del lavoro.

L'optimum sarebbe che almeno un componente della commissione fosse un docente e che l'inserimento potesse avvenire nel corso dell'ultimo anno; in tal senso l'alternanza scuola lavoro potrebbe essere un'occasione per procedere in tale direzione.
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Riflessione sul sostegno. Dì la tua.
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