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 Pensieri e parole. Filosofia e scienza

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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Pensieri e parole. Filosofia e scienza   Lun Gen 18, 2016 2:36 pm

Promemoria primo messaggio :

Mio figlio è appena uscito di casa per andare a sostenere il primo esame universitario; la cosa mi fa sentire particolarmente vecchio; pazienza.
Il mio incoraggiamento è stato "e se dovesse andare male non preoccuparti, ti vorremo bene lo stesso ........ di meno forse ma te ne vorremo"; gli ho strappato un sorriso; mission accomplished.

Durante il pranzo si è discusso dei miei primi esami (ed ora vengo al punto) e mi è tornata in mente un'affermazione che fece il mio professore di analisi matematica 2, che copriva anche la cattedra di teoria dell'informazione:

"nell'ambito della teoria dell'informazione abbiamo un teorema (ndr affermazione matematica dimostrata) che sostiene come attraverso l'elaborazione dell'informazione questa non possa crescere, ma semmai è facile che diminuisca"

Tradotto: quando sai delle cose, non è rimuginandoci su che ne saprai di più.

Intendiamoci, questo non significa che elaborare informazioni sia inutile, al contrario nel mare magnum dell'informazione grezza, un po' di sana elaborazione consente di venire a capo dei concetti fondamentali, altrimenti immersi nella nebbia dell'informazione elementare, tuttavia quei concetti in quella nebbia erano presenti e non sono stati creati, scoperti, dall'elaboratore.

L'attività del filosofo è quella di sedersi davanti al caminetto a fumare erbapipa e meditare su questioni anche importanti che ha archiviato in sè, elaborarle in maniera anche pregevole e rendere espliciti e magari fruibili ad un pubblico più vasto, i concetti più importanti in esse contenute.
Lavoro nobile, tutt'altro che alla portata di tutti, tanto da rendere qualcuno dei filosofi particolarmente famoso (ricco forse nessuno, viviamo in un mondo ingrato).

L'attività dello scienziato è quella di interagire con il mondo attraverso esperimenti, carpire l'informazione che nel mondo è contenuta (neanche lo scienziato crea nuova informazione), portarla in sè ed elaborarla nello stesso modo in cui farebbe il filosofo.
A differenza del filosofo lo scienziato acquisisce nuove informazioni, non certo durante l'elaborazione finale, prima, quando le ruba al mondo.

In buona sostanza c'è un teorema della teoria dell'informazione ove è dimostrata la superiorità degli studi scientifici rispetto a quelli umanistici e dove è dimostrata l'inconsistenza di certe credenze obsolete secondo le quali è solo attraverso lo studio dei classici che l'umanità può migliorarsi.
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AutoreMessaggio
avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Pensieri e parole. Filosofia e scienza   Mar Gen 19, 2016 12:10 pm

Felipeto ha scritto:
.....analisi 1?    È un ottimo modo per partire..da fiducia in se stessi,sprona a battersi in quella guerra quotidiana contro il "non ho capito un cazzo sugli integrali di linea" e aiuta a superare la consapevolezza che al poli c e davvero poca gnocca........
Diritto pubblico ad economia ..... dove c'è più gnocca.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Pensieri e parole. Filosofia e scienza   Mar Gen 19, 2016 12:15 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Ire ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
Ire ha scritto:
si merita un bel:

BRAVO!
Quanto sei empatica e quanto sei simpatica; grazie !
LOL

@avido, sei fantastico!

Detta così sembra che tu stia prendendo per i fondelli, simpaticamente  però  :- D

prego!
Ti assicuro che non era quella l'intenzione; certo il topic è fondato su altro, ma conteneva anche quell'informazione che tu hai voluto valorizzare, veramente in maniera empatica e simpatica.

In passato devo essere stato cattivello se ti ho fatto sorgere certi dubbi; forse dovrei cambiare ....... noooo mi piaccio così.


ci piaci così avido, ci piaci così  : - )
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comp_xt



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MessaggioOggetto: Re: Pensieri e parole. Filosofia e scienza   Mar Gen 19, 2016 2:05 pm

Il mio professore di Algebra (corso previsto nel primo anno del corso di laurea in Matematica) mise le cose in chiaro dalla prima lezione: chi non aveva studiato filosofia alle superiori era invitato a colmare autonomamente la lacuna in quanto l'approccio a certe problematiche tipiche della filosofia ci sarebbe comunque stato molto utile.
La matematica non coincide con la filosofia, ma è abbastanza chiaro che molte sue problematiche non sono aliene dal contesto culturale che le ha prodotte.
Del resto, al di là degli aspetti tecnici della disciplina, viene difficile concepire (tanto per fare qualche esempio) la scoperta delle geometrie non euclidee, il concetto di infinito, il logicismo, l'intuizionismo, il bourbakismo, il già citato teorema di Godel... senza tenere conto del quadro culturale di riferimento e delle implicazioni filosofiche (ovviamente con tutte le cautele raccomandate da Garamond nei precedenti interventi).

Fatta questa premessa, caro Avido, mi permetto di chiederti alcune delucidazioni su quello che hai scritto.
Si tratta di una provocazione?
Hai volutamente deciso di spararla grossa per vedere le reazioni di chi ha fatto studi umanistici?
C'è infatti qualcosa che non torna.
Ho letto tantissimi tuoi interventi, sei una persona intelligente e arguta, mai banale. Scrivi cose interessanti, fornisci continuamente spunti di riflessione con uno stile che risulta sempre divertente e piacevole da leggere.
È strano pertanto leggere un intervento così assurdo, dove pretendi di applicare canoni di valutazione tipici delle scienze a campi che scientifici non sono, pretendendo in questo modo di esprimere giudizi su ciò che fa progredire l'umanità.
Sembra quasi che abbia voluto recitare una parte conforme ai più classici stereotipi, tipo quello del fisico spettinato e distratto, del matematico prossimo alla follia e dell'ingegnere ottuso e inquadrato che non vuole guardare oltre i confini del proprio orticello.
Bene. tu hai recitato proprio quest'ultima parte.
E dico recitato, perché avendo letto tanti altri tuoi interventi sono sicuro che non pensi realmente certe cose.


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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Pensieri e parole. Filosofia e scienza   Mar Gen 19, 2016 3:10 pm

comp_xt ha scritto:
Fatta questa premessa, caro Avido, mi permetto di chiederti alcune delucidazioni su quello che hai scritto.
Si tratta di una provocazione?
Hai volutamente deciso di spararla grossa per vedere le reazioni di chi ha fatto studi umanistici?

.....

È strano pertanto leggere un intervento così assurdo, dove pretendi di applicare canoni di valutazione tipici delle scienze a campi che scientifici non sono, pretendendo in questo modo di esprimere giudizi su ciò che fa progredire l'umanità.
L' ho scritto qualche post più in alto: lo sparata un po' più grossa del giusto, pur nella convinzione che ci sia un fondo di verità.

Io veramente ritengo che tramite il ragionamento filosofico e/o tramite la rilettura dei classici (anche classici scientifici) si possa ottenere un progresso personale nel sapere e nella "comprensione del saputo", un progresso dell'umanità nella comprensione del saputo ma non un progresso dell'umanità nel sapere.

Penso veramente che la comprensione del saputo sia "elaborazione dell'informazione" e che questo non può che sottostare ai limiti che la matematica impone, ovvero che consista nella chiarificazione di concetti che erano però già presenti e disponibili.

Penso veramente che il sapere sia informazione disponibile all'uomo, e che attraverso la verifica sperimentale delle semplici ipotesi sul funzionamento del mondo, possono diventare conoscenza (quasi) certa, ovvero nuovo sapere.
Penso veramente che questo sia il tipico comportamento dello scienziato e che se lo scienziato può fare la stessa elaborazione del filosofo ed in più anche dell'acquisizione di nuovo sapere (per l'umanità), significa che il suo lavoro è più produttivo e quindi più nobile.

Sono perfettamente consapevole che alcuni individui sono solo filosofi, altri solo scienziati, altri entrambe le cose e purtroppo alcuni nessuna delle due.
Galileo ad esempio è stato filosofo nel momento in cui ha suggerito di fare largo uso delle sperimentazioni, senza verificare sperimentalmente che quello fosse un buon suggerimento e scienziato quando faceva esperimenti col piano inclinato.
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