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 Bullismo e ragazzi che si suicidano

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Giuliainvisita



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MessaggioOggetto: Bullismo e ragazzi che si suicidano   Mar Gen 19, 2016 10:01 pm

Promemoria primo messaggio :

Ho seguito con attenzione il caso della dodicenne di Pordenone che ha tentato il suicidio.

http://www.huffingtonpost.it/2016/01/18/ragazza-butta-finestra-bullismo_n_9007266.html

A parte il presunto stupore dei genitori ma veramente nella sua scuola nessuno si è accorto di nulla?
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Bullismo e ragazzi che si suicidano   Sab Gen 23, 2016 6:07 pm

Lo so, giobbe.

Siamo indiscutibilmente in una società che ha perso il senso della misura.

Quello che ciascuno di noi può fare, da solo, serve a poco.
Se i ciascuno aumentano..........

Da qualche parte bisogna cominciare a riprendere, o no?


Non sono sicura che affrontando il problema si riesca a risolvere qualcosa,  sono però sicura che non si risolverà non affrontandolo.  Ognuno di noi.
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MessaggioOggetto: Re: Bullismo e ragazzi che si suicidano   Sab Gen 23, 2016 6:12 pm

Ire ha scritto:
E' una battuta un po' infelice, Giancarlo Dessi
Infelice? E su quale base? sulla base del fatto che l'autore dell'aforisma era il responsabile istituzionale della comunicazione nel regime di Hitler? Allora dovremmo considerare come infelice qualsiasi considerazione positiva nei confronti della Bonifica, dal momento che il Testo Unico sulla bonifica integrale è stato promulgato in piena epoca fascista. Eppure non mi sembra che le opere di bonifica siano considerate una iattura prodotta dal regime fascista.

Nel Medioevo la somministrazione della verità era una prerogativa esclusiva della Chiesa perché l'unica in possesso degli strumenti necessari per dispensare il sapere e la conoscenza. L'inquisizione è nata come strumento per il contrasto di una diffusione alternativa della conoscenza. Leggi "eresia".

Tra il XVII e il XVIII secolo è nata la Scienza come espressione della conoscenza svincolata dal teocentrismo. Ci sono voluti secoli per smantellare il dogma centrale della scienza. Non è un caso che, ancora oggi, una delle teorie più rivoluzionarie, quella di Darwin, probabilmente seconda solo alla teoria copernicana, incontri notevoli ostacoli nella sua piena accettazione. Al punto che, ancora oggi, nelle scuole e nelle università si è moralmente costretti a relegare il darwinismo e il neodarwinismo al rango di una teoria. Nonostante l'intera biologia moderna poggi sulle fondamenta del darwinismo. Eppure qualsiasi tentativo di cancellare il darwinismo dai progetti didattici scatena una reazione. Ad esempio, ci aveva provato poco più di 10 anni fa la Moratti, scatenando una delle più plateali petizioni che si siano sollevate in seguito ad un atto di un ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca scientifica. Un NO da tutte le direzioni. Un NO così rumoroso da far impallidire lo sciopero del 5 maggio nei confronti della buona scuola.

Gli ultimi secoli sono stati caratterizzati da uno stravolgimento del diritto che ha avuto riflessi epocali sugli ordinamenti politici, sociali ed economici dell'intero pianeta. Ai vecchi dogmi si sono sostituiti nuovi dogmi.

Ti sei mai chiesta il perché di questi profondi mutamenti? Se non l'hai mai fatto provo a darti un input: chi detiene un potere, anche minimo, nella diffusione del sapere, della conoscenza, dell'informazione, ha il potere di indirizzare e controllare l'evoluzione della politica, della società, dell'economia. La Storia è piena di questi esempi, cercali e li troverai.

Veniamo al dunque. A prescindere da ciò che rappresentava la persona, l'aforisma più celebre di Goebbels è una delle più geniali intuizioni, una sorta di "uovo di Colombo". Scagli la prima pietra chi si sente di mettere in discussione la validità dell'aforisma di Goebbels. Perché sinceramente non si capisce il motivo per cui i regimi totalitari si adoperino per accentrare il controllo dei mezzi di comunicazione e istituire la censura, i grandi gruppi finanziari si adoperino per accaparrarsi il controllo della stampa e delle emittenti televisive, i sistemi nazionali si adoperino per mettere dei paletti al Web o accaparrarsi strumenti di controllo del flusso di dati sulla rete Internet.
Leggiti qualche pagina de L'Unità degli anni 50, qualche pagina de La Repubblica di fine anni 70, qualche pagina del Il Giornale degli anni 70. Confrontale con le attuali linee editoriali degli stessi giornali.
Analizza l'insistenza con cui fautori del renzismo e del grillismo egemonizzano gli spazi di comunicazione dei social network, dei forum tematici, dei quotidiani on line, di tutti quegli spazi che hanno ampia visibilità. E chiediti il perché.

Chiediti il perché alcuni dei leader emergenti della nuova politica, i vari Renzi, Salvini, Grillo abbiano investito tutto nella comunicazione di massa, riuscendo a scalzare definitivamente quel vecchio orso del mantra mediatico che risponde al nome di Silvio Berlusconi.

Chiediti il perché di tutto questo. Non ti viene qualche sospetto che un riferimento alla massima di Goebbels possa essere tutt'altro che infelice?

Non ti viene il sospetto che il tuo insistente reiterare in discussioni in cui nessuno la pensa come te possa essere l'inconsapevole tentativo di applicare il principio della comunicazione secondo Goebbels?
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Bullismo e ragazzi che si suicidano   Sab Gen 23, 2016 6:18 pm

Giancarlo Dessì ha scritto:
Non ti viene il sospetto che il tuo insistente reiterare in discussioni in cui nessuno la pensa come te possa essere l'inconsapevole tentativo di applicare il principio della comunicazione secondo Goebbels?

Ma tanto questi risponderanno sempre che "non è la stessa cosa" perché Goebbels era cattivo e usava quel principio della comunicazione per propagandare idee cattive, mentre mentre loro sono 'bbuooni e dicono cose 'bbuooooneeeee.
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Bullismo e ragazzi che si suicidano   Sab Gen 23, 2016 6:21 pm

Giancarlo Dessì ha scritto:
Al punto che, ancora oggi, nelle scuole e nelle università si è moralmente costretti a relegare il darwinismo e il neodarwinismo al rango di una teoria.

Piccolo appunto: suppongo tu intendessi scrivere "ipotesi". In campo scientifico, dire "ho una teoria per spiegare questi fenomeni" ha un significato ben diverso che nel linguaggio comune. So che lo sai, ma ci tenevo a precisarlo comunque.
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precario.acciaio



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MessaggioOggetto: Re: Bullismo e ragazzi che si suicidano   Sab Gen 23, 2016 6:29 pm

Ritornando al tema in oggetto da un punto di vista pragmatico, ritengo che si potrebbe far molto per questo problema agendo sulla figura chiave del docente di sostegno; quando ricoprivo questo ruolo le collaborazioni con i curricolari erano fondamentali, sia nella prevenzione che nella "cura"; quando l'alunno si fida (ed è più facile che si fidi di un docente che non lo valuta ed è quindi innocuo) riferisce le sue problematiche più urgenti; in alcunu casi si tratta di segnalare il disagio alla famiglia, in altri casi semplicemente di correggere le dinamiche del gruppo classe.
Obiettivamente il curricolare può fare veramente poco da solo, avendo da portare avanti un programma di dimensioni titaniche; la scuola è innanzitutto educativa e può fare ancora moltissimo in queste tematiche; il problema maggiore in questo momento è la tremenda mancanza di fiducia nei nostri confronti che è promossa dall'alto e corroborata da alcuni docenti, genitori e studenti.
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Bullismo e ragazzi che si suicidano   Sab Gen 23, 2016 6:50 pm

precario.acciaio ha scritto:
Ritornando al tema in oggetto da un punto di vista pragmatico, ritengo che si potrebbe far molto per questo problema agendo sulla figura chiave del docente di sostegno; quando ricoprivo questo ruolo le collaborazioni con i curricolari erano fondamentali, sia nella prevenzione che nella "cura"; quando l'alunno si fida (ed è più facile che si fidi di un docente che non lo valuta ed è quindi innocuo) riferisce le sue problematiche più urgenti; in alcunu casi si tratta di segnalare il disagio alla famiglia, in altri casi semplicemente di correggere le dinamiche del gruppo classe.
Obiettivamente il curricolare può fare veramente poco da solo, avendo da portare avanti un programma di dimensioni titaniche; la scuola è innanzitutto educativa e può fare ancora moltissimo in queste tematiche; il problema maggiore in questo momento è la tremenda mancanza di fiducia nei nostri confronti che è promossa dall'alto e corroborata da alcuni docenti, genitori e studenti.

E nelle classi senza docente di sostegno?

Ma in generale: gli episodi di bullismo non avvengono sotto i nostri occhi, spesso non avvengono nemmeno a scuola, quindi o ci danno poteri soprannaturali, oppure tutti i discorsi rimangono belle parole, prive di efficacia.
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precario.acciaio



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MessaggioOggetto: Re: Bullismo e ragazzi che si suicidano   Sab Gen 23, 2016 7:04 pm

I segnali di disagio delle vittime ci sono e si vedono, e come ho detto quando si fidano chiedono aiuto agli adulti che hanno vicino... sulla mancanza di sostegno io non posso farci nulla, non ho questi superpoteri...
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Bullismo e ragazzi che si suicidano   Sab Gen 23, 2016 7:15 pm

precario.acciaio ha scritto:
I segnali di disagio delle vittime ci sono e si vedono, e come ho detto quando si fidano chiedono aiuto agli adulti che hanno vicino... sulla mancanza di sostegno io non posso farci nulla, non ho questi superpoteri...

Appunto: quando si fidano. E quando no?
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precario.acciaio



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MessaggioOggetto: Re: Bullismo e ragazzi che si suicidano   Sab Gen 23, 2016 7:21 pm

Bisogna fare il possibile affinchè inizino a fidarsi, poi nessuno è onnipotente.

La mia esperienza è che da sostegno riuscivo a infondere fiducia agli studenti, che spesso si confidavano, da curricolare è impossibile e soprattutto non desiderabile.
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Scuola70



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MessaggioOggetto: Re: Bullismo e ragazzi che si suicidano   Sab Gen 23, 2016 7:21 pm

Dobbiamo essere noi abili a creare fiducia (facile a dirsi, a farsi moolto meno).
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Bullismo e ragazzi che si suicidano   Sab Gen 23, 2016 7:22 pm

concordo, precario
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MessaggioOggetto: Re: Bullismo e ragazzi che si suicidano   Sab Gen 23, 2016 7:23 pm

mac67 ha scritto:
Giancarlo Dessì ha scritto:
Al punto che, ancora oggi, nelle scuole e nelle università si è moralmente costretti a relegare il darwinismo e il neodarwinismo al rango di una teoria.

Piccolo appunto: suppongo tu intendessi scrivere "ipotesi". In campo scientifico, dire "ho una teoria per spiegare questi fenomeni" ha un significato ben diverso che nel linguaggio comune. So che lo sai, ma ci tenevo a precisarlo comunque.

Mah... non voglio entrare nel merito della terminologia perché sicuramente finirei per sparare corbellerie, la filosofia della scienza l'ho sempre messa in secondo piano e in sostanza sono un ignorante a causa (o forse meglio dire in virtù) del mio pragmatismo.
La tua puntualizzazione non cambia il concetto pratico che volevo esprimere, perciò ben venga la correzione, ne prendo atto.
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Bullismo e ragazzi che si suicidano   Sab Gen 23, 2016 7:24 pm

Scuola70 ha scritto:
Dobbiamo essere noi abili a creare fiducia (facile a dirsi, a farsi moolto meno).

Il punto dolens è proprio quello in neretto.
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MessaggioOggetto: Re: Bullismo e ragazzi che si suicidano   Sab Gen 23, 2016 7:28 pm

Giancarlo Dessì ha scritto:
mac67 ha scritto:
Giancarlo Dessì ha scritto:
Al punto che, ancora oggi, nelle scuole e nelle università si è moralmente costretti a relegare il darwinismo e il neodarwinismo al rango di una teoria.

Piccolo appunto: suppongo tu intendessi scrivere "ipotesi". In campo scientifico, dire "ho una teoria per spiegare questi fenomeni" ha un significato ben diverso che nel linguaggio comune. So che lo sai, ma ci tenevo a precisarlo comunque.

Mah... non voglio entrare nel merito della terminologia perché sicuramente finirei per sparare corbellerie, la filosofia della scienza l'ho sempre messa in secondo piano e in sostanza sono un ignorante a causa (o forse meglio dire in virtù) del mio pragmatismo.
La tua puntualizzazione non cambia il concetto pratico che volevo esprimere, perciò ben venga la correzione, ne prendo atto.

La filosofia della scienza è interessante, ma non è quello il punto.

Una teoria è un ristretto insieme di leggi e principi in grado di spiegare una vasta gamma di fenomeni. La teoria copernicana, la teoria della relatività, la teoria di Darwin. Tutt'altro che un'ipotesi da vagliare, come suggerirebbe il senso comune.
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MessaggioOggetto: Re: Bullismo e ragazzi che si suicidano   Sab Gen 23, 2016 7:28 pm

precario.acciaio ha scritto:
Bisogna fare il possibile affinchè inizino a fidarsi, poi nessuno è onnipotente.

Il problema di fondo è in quel "nessuno è onnipotente".
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MessaggioOggetto: Re: Bullismo e ragazzi che si suicidano   Sab Gen 23, 2016 7:32 pm

mac67 ha scritto:
Una teoria è un ristretto insieme di leggi e principi in grado di spiegare una vasta gamma di fenomeni. La teoria copernicana, la teoria della relatività, la teoria di Darwin. Tutt'altro che un'ipotesi da vagliare, come suggerirebbe il senso comune.
È proprio per quello che la puntualizzazione di precario.acciaio ha espresso meglio ciò che volevo dire.
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MessaggioOggetto: Re: Bullismo e ragazzi che si suicidano   Sab Gen 23, 2016 8:19 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Giancarlo Dessì ha scritto:
 Non ti viene il sospetto che il tuo insistente reiterare in discussioni in cui nessuno la pensa come te possa essere l'inconsapevole tentativo di applicare il principio della comunicazione secondo Goebbels?

Ma tanto questi risponderanno sempre che "non è la stessa cosa" perché Goebbels era cattivo e usava quel principio della comunicazione per propagandare idee cattive, mentre mentre loro sono 'bbuooni e dicono cose 'bbuooooneeeee.


Strategia difensiva sullo stesso piano di quella adottata prima da felipeto.

Non so a chi potrebbe venire in mente.  Anzi, lo so!
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Bullismo e ragazzi che si suicidano   Sab Gen 23, 2016 9:02 pm

Se il riferimento è direttamente a me, stai sicura che io non stavo adottando alcuna "strategia difensiva", visto che in questa discussione non ritengo di avere nulla da cui dovermi difendere.

Ho già detto chiaramente che non considero le tue "argomentazioni" come degli attacchi o delle accuse concrete da cui doversi giustificare, ma solo come un vaghissimo sottofondo folkloristico infarcito di buoni sentimenti e dai contenuti assolutamente nulli, che non aggiunge e non toglie nulla alla discussione vera.

Quindi, da che cosa dovrei difendermi?
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Bullismo e ragazzi che si suicidano   Dom Gen 24, 2016 7:36 am

Rifiuto sia la tesi di Ire che di fatto accusa gli insegnanti italiani in massa di essere impreparati e disattenti riguardo al bullismo, sia la tesi di altri che sostengono che il bullismo non li riguarda, visto che in 99 casi su 100 si realizza in orario extrascolastico.

Gli insegnanti non hanno la bacchetta magica: ci sono classi in cui diventa quasi impossibile fare lezione (e siamo obbligati a farla), figuriamoci se in quei contesti si riescono a percepire le correnti sotterranee che alimentano il bullismo.

La scuola fondamentalmente non è un ente demandato al benessere psicologico dell'individuo, ma un'agenzia il cui compito è l'istruzione. Ciò nonostante credo che i docenti abbiano qualche debole strumento a disposizione per contrastare il bullismo, anche se questi strumenti diventano del tutto inutili quando l'intera società rema contro.

Il docente intanto a mio avviso può e deve testimoniare con le proprie azioni una condotta antitetica al bullismo e che non lo alimenti; inoltre il docente può favorire, non al di fuori della disciplina o perdendo tempo in velleitari progetti e progettini, ma al suo interno, processi di mitigazione dei conflitti all'interno del gruppo classe.

In tutti e due i casi il docente dovrebbe prestare molta attenzione a presentarsi come persona seria, leale e affidabile, tendenzialmente imparziale, sia pure con il proprio carattere. Per farlo occorre fare un certo lavoro su di sé perché, ad esempio, il rischio di cadere nell'effetto Pigmalione, in positivo o negativo, è latente in ogni docente. Va detto che anche questa banale dichiarazione di intenti non è affatto scontata come vorrebbero far credere quelli che la pensano come Ire che, in definitiva, denigrano un'intera categoria: venissero loro in certe classi ad applicare sottili strategie psicologiche.

Riporto una esperienza personale. Dovendo organizzare dei lavori di gruppo, in una classe di prima media si sono manifestate incredibili resistenze a formare dei gruppi, qualsiasi fosse il metodo scelto (estrazione, scelta del docente, scelta autonoma degli alunni ecc.): tutti i sistemi adottati lasciavano qualcuno scontento e indisposto ad accettare la collaborazione con altri componenti del gruppo. Alla fine sono emersi in maniera chiara molti conflitti sommersi, che portavano all'esclusione di alcune persone per questioni di gelosia, di aspetto fisico o di gratificazioni da parte dei docenti ritenute ingiuste da altri alunni. In questi casi gli strumenti a disposizione del docente (ramanzina, strategie motivazionali, spostamento di posti, circle-time, lavori di gruppi) non possono essere risolutivi; al contrario ha una importanza fondamentale la semplice emersione favorita dall'insegnante delle dinamiche all'interno della classe e il renderla pienamente consapevole dei comportamenti di esclusione che il gruppo sta mettendo in atto tra i propri componenti.

Ho detto che la società rema contro. Rendiamoci conto di quanto la società nel suo complesso sia diventata competitiva e, sotto una patina di buonismo che fa finta di scandalizzarsi per un "frocio" tra allenatori, ha assorbito modelli culturali che esaltano la competizione e non la cooperazione tra individui, basata peraltro sulle mitiche "palle" più che sulla conoscenza richiesta dai quiz degli anni '60. Dagli innocui programmi di cucina a quelle trasmissioni in cui si litiga a pagamento o ci si contende il maschio alfa la narrazione che la società fa di se stessa è tutta improntata alla competizione.

Trovo poi del tutto incomprensibile che, nella retorica delle nuove tecnologie, a pochi venga in mente che le nuove tecnologie di comunicazione sono in grado di amplificare alcuni fenomeni sociali. E' vero che il bullismo è sempre esistito, ma quando andavo a scuola io erano due i bulli che appendevano il ragazzino all'attaccapanni e la classe rimaneva intimidita in silenzio, salvo manifestazioni private, singole ma preziose, di solidarietà nei confronti della vittima; oggi, grazie alle nuove tecnologie, alla connessione 24h su 24, alla virtualizzazione dilagante delle esistenze, a FB e WA, i partecipanti all'aggressione sono molti di più e tutte le relazioni all'interno di una classe diventano dinamiche di gruppo pubbliche ed esposte; se qualcuno osa esprimere solidarietà alla vittima o viene messo dalla parte delle vittime o diventa anch'egli fazione in lotta.

Finora in Italia i suicidi adolescenziali sono rimasti bassi perché la società è stata in fondo poco competitiva e anche tendenzialmente amorale, grazie a una scarso controllo sociale reciproco. L'essere invece continuamente parte di un gruppo ed esposti alle dinamiche di gruppo, dalla mattina alla sera, amplifica la competizione e introduce una forma di controllo sociale pervasiva. E' facile passare dal "ma come si veste X" a "X si veste da prostituta" al "X è una puttana": con le nuove tecnologie si è sempre sotto controllo, 24h su 24, e sempre nell'arena a combattere. E' lecito aspettarsi un aumento dei suicidi dovuti a bullismo finché non ci si renderà conto che dotare un decenne di uno smartphone non è qualitativamente molto diverso dal regalargli un coltello: che lo usi per realizzare meravigliose sculture di legno o per ferire le carni di qualcuno è cosa che sfugge dal nostro controllo, anche considerata la tempesta emotiva al quale sarà soggetto di lì a diversi anni a seguire. Non è vero che lo smartphone sia solo uno strumento neutro, specie in mano a preadolescenti, come non è vero che sia l'ineluttabile portato della modernità.

Rifletto infine sul fatto che ci sono due visioni che si contrappongono: una tendenzialmente pragmatica e socialista, che analizza il fenomeno da un punto di vista strutturale e della possibilità da parte degli attori pubblici (stato, scuola ecc.) di porvi rimedio; tale visione chiede, ad esempio, che nelle scuole vengano inserite (e pagate) figure davvero specializzate che siano in grado di analizzare e contrastare il fenomeno con la collaborazione del team di insegnanti, o anche il solo sgravare il lavoro e le responsabilità dell'insegnante, che stanno diventando sempre più impegnativi su troppi fronti diversi. Poi esiste un'altra visione, tendenzialmente idealista o cattolica, qui espressa da Ire, che al contrario colpevolizza gli insegnanti per non essere dotati contemporaneamente di ogni virtù umana, della conoscenza nella disciplina, della competenza psico-pedagogica e di quella passione missionaria che gli imporrebbe, come "esseri umani" prima che professionisti, di agire per contrastare ogni stortura del mondo.
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MessaggioOggetto: Re: Bullismo e ragazzi che si suicidano   Dom Gen 24, 2016 9:13 am

Condivido quasi tutto quello che dici, ushikawa e quel quasi, naturalmente è su quello di cui accusi me  ; - )

Non sostengo affatto che i docenti in massa siano impreparati e disattenti rispetto al bullismo, sto confrontandomi qui con due o tre o quattro che lo sono.  (probabilmente non disattenti ma impreparati sicuramente si)
Sostengo di incontrare (quindi non è senza alcun dubbio una tesi ma un riscontro oggettivo)  docenti impreparati al bullismo  nelle scuole durante le ormai centinaia di laboratori sull'argomento che ho condotto a seguito di anni di preparazione e formazione e all'interno di una associazione che ha tutti i carismi, i sigilli e le autorizzazioni per farlo)

Questo dovrebbe servire a sgombrare il campo anche dal riferimento alla visione cattolica, che non c'entra un accidenti con la convinzione che gli insegnanti lavorano con un materiale delicato e critico e che se non hanno conoscenze psico pedagogiche è meglio che quel lavoro lo lascino ad altri. Se non hanno conoscenze di quel tipo è preferibile che insegnino in ambito universitario quando quel materiale ha già deciso su se stesso e sul proprio modo di essere persona.

Rifiuto inoltre l'accusa di vedere la professione docente come una missione.  Non lo è.  E' una professione, che deve essere svolta al meglio come tutte le professioni. Purtroppo per chi non ne ha voglia, la professione docente di scuola dell'obbligo è svolta con materiale da plasmare,  Per plasmare bisogna sporcarsi le mani.  Bisogna prenderle quel materiale in mano e inserire i punti fermi
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MessaggioOggetto: Re: Bullismo e ragazzi che si suicidano   Dom Gen 24, 2016 9:28 am

E ora arrivo a te, Giancarlo Dessi.

Mi hai chiesto se io non ritenga di usare i metodi di goebbels, renzi o,,,,,,,, non mi ricordo chi.

No, non lo penso.

Non sono un personaggio pubblico, potente, che spaventa o inarrivabile come chi dall'alto usa queste sue prerogative per ammansire le folle.

Sono una persona presente, disponibile, aperta al confronto, non si perde il lavoro se mi si contrasta, non si viene incarcerati, non si guadagna nulla a far finta di pensarla come me, non impedisco a nessuno di informarsi, di studiare, di conoscere, come invece cercano di fare quelli che hai nominato tu.

 Per come sono fatta io, per la formazione che ho, per quello che vedo, credo fortemente in quello che dico.
Partecipo come voi alle discussioni e non vedo come potrei dire qualcosa di diverso solo perchè   gli altri la pensano in modo diverso.  Fino a quando la discussione non è bloccata e fino a quando mi va di intervenire le uniche cose che posso sostenere sono quelle in cui credo.  Esattamente come fate tutti voi.
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MessaggioOggetto: Re: Bullismo e ragazzi che si suicidano   Dom Gen 24, 2016 9:31 am

Che tristezza. Fazioni diverse che convergono e sottolineano sempre un punto, e cioè che l'insegnamento non sia una missione. Lo è, altrimenti sarebbe impossibile, in quanto si ha tutta la società incivile contro e penso che la semplice professionalità non basti, ma va completata con passione e spirito di missione laico.
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MessaggioOggetto: Re: Bullismo e ragazzi che si suicidano   Dom Gen 24, 2016 9:55 am

Credo che tutto stia a intedersi su cosa è "missione"
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MessaggioOggetto: Re: Bullismo e ragazzi che si suicidano   Dom Gen 24, 2016 9:58 am

ushikawa ha scritto:
Rifiuto sia la tesi di Ire che di fatto accusa gli insegnanti italiani in massa di essere impreparati e disattenti riguardo al bullismo, sia la tesi di altri che sostengono che il bullismo non li riguarda, visto che in 99 casi su 100 si realizza in orario extrascolastico.

...

Condivido la tua posizione sull'argomento. Non so se mi consideri parte del secondo gruppo (di cui, francamente, non vedo rappresentanti in questa discussione). La mia risposta è no: è chiaro che il fenomeno non va ignorato, quando si presenta.

Semplicemente, ritengo che pensare che una maggiore consapevolezza da parte nostra sia la soluzione, o la principale soluzione, è un errore. Perché il solo fatto che il fenomeno esista è già una sconfitta. Un ragazzo bene educato non fa il bullo, non ci pensa proprio.
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MessaggioOggetto: Re: Bullismo e ragazzi che si suicidano   Dom Gen 24, 2016 9:59 am

precario.acciaio ha scritto:
Che tristezza. Fazioni diverse che convergono e sottolineano sempre un punto, e cioè che l'insegnamento non sia una missione. Lo è, altrimenti sarebbe impossibile, in quanto si ha tutta la società incivile contro e penso che la semplice professionalità non basti, ma va completata con passione e spirito di missione laico.

Capiamoci:

fare il medico è una missione?
fare il poliziotto è una missione?
fare il netturbino è una missione?
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