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 So che un collega...

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Lalla030313



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MessaggioOggetto: So che un collega...   Dom Feb 07, 2016 4:08 pm

Promemoria primo messaggio :

Ha fatto chiare discriminazioni in classe per usare un eufemismo....che fare?
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: So che un collega...   Lun Feb 08, 2016 9:47 pm

@melia ha scritto:
E tu hai mai pensato che un sentito dire non vale un cippa? Che se denunci, anche solo al tuo superiore, per un sentito dire, sei passibile di controdenuncia?
No certo, tu sei superiore a certe cose.



ma non volevi affrontare il malcapitato a brutto muso e denunciarlo alla forza pubblica? Credi che denunciando qualcuno ai carabinieri o prendendolo a parolacce nei corridoi non si possa avere controdenuncia?
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: So che un collega...   Lun Feb 08, 2016 11:06 pm

Io cito statistiche strampalate. Ok
.prendete un volo della south africans airways e guardate in cabina.per quanto riguarda le donne fatevele da soli le statistiche
Mi.pare assodato che da decenni abbiano le stesse possibilità di accesso e successo all università
.cercate 'start up italiana 'su Google e fare voi la percentuale di maschi che hanno ideato start up e di femmine
Bo.finito.Dopodiché in altri ambiti del sapere le donne sono avantissimo.ma in ambito scientifico non mi.pare ci sia una e dico una ragazza tra gli emergenti neolaureati delle startup..fate voi.eppure le università sono piene di ragazze,semmai sono i ragazzi talvolta svantaggiati,se come la cronaca ha narrato 'ad esempio striscia la notizia' alcune volte molte ragazze hanno superato gli esami con favori procurati vaginalmente ad alcuni prof,poi sospesi dal servizio,nell interesse anche degli studenti maschi...e non parliamo di minori ma di 22-23 enni pienamente consapevoli.per non parlare poi delle cam girl che si pagano gli studi con quello.. Poi ci sono le ottime studentesse come eravate voi ma oggigiorno sentir dire che le donne sono discriminate all università è paradossale..
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MessaggioOggetto: Re: So che un collega...   Lun Feb 08, 2016 11:59 pm

Paolo Santaniello ha scritto:
Se poi invece di "omosessuali" o "ebrei" diceva "zingari" in una scuola del nord gli davano anche il bonus del merito.
"In una" significa "in qualsiasi" ? Modifichiamo con "in qualche" ?
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MessaggioOggetto: Re: So che un collega...   Mar Feb 09, 2016 12:06 am

ushikawa ha scritto:
Felipeto ha scritto:
Sui nero affermare che siano stupidi è falsità
Tuttavia è incontrovertibile che le STATISTICHE ci dicono che le professioni tecniche di altissimo livello siano a prevalenza bianca.in passato avevo portato l esempio dei veterinari e medici in Africa, quasi tutti bianchi, e il fatto,riferito da parente hostess, che i piloti delle compagnie africane,ovviamente parlo del post apartheid, siano quasi tutti bianchi
.con questo chiudo
Cito dati non opinioni
Altrettanto vero è che negli sport di potenza come i 100m e la boxe o bianchi non emergono


Ti ringrazio per aver fornito un esempio illuminante di come le statistiche oggettive e scientifiche al massimo siano in realtà rese del tutto soggettive dalla lettura che se ne fa. Se, casualmente, i neri hanno ancora un reddito più basso, non riescono ad accedere alle scuole più prestigiose e anche nelle scuole normali pagano il loro disagio sociale, hanno il retaggio di famiglie che non hanno avuto i mezzi per farsi una cultura, hanno un soffitto di cristallo che li separa dalle posizioni sociali più prestigiose, tranne casi sporadici, a cosa si da la colpa? Alla genetica e al colore della pelle. Lo stesso discorso potrebbe essere fatto per le donne; forse per i gay valgono pregiudizi di segno opposto.

In sostanza quando ha di fronte un fenomeno determinato da una molteplicità di fattori, molti dei quali soggettivi e imponderabili, lo scienziato scemotto relaziona l'intero fenomeno all'unico dato "scientifico" in suo possesso: il patrimonio genetico in questo caso, in un altro caso un determinato neurotrasmettitore o qualunque altra variabile insignificante... la complessità del fenomeno viene ridotta ad un unico parametro con una correlazione causa-effetto del tutto arbitraria, ma spacciata per scientifica. E' un po' come dire che al Sud c'è tanta disoccupazione (dato oggettivo) per colpa del clima mite (altro dato oggettivo) che comporta una scarsa propensione al lavoro (congettura errata).
Fammelo dire, per certe cose ci vorrebbe un atteggiamento più olistico e più irenico.
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MessaggioOggetto: Re: So che un collega...   Mar Feb 09, 2016 12:18 am

Felipeto ha scritto:
Io cito statistiche strampalate. Ok
.prendete un volo della south africans airways e guardate in cabina.per quanto riguarda le donne fatevele da soli le statistiche
Mi.pare assodato che da decenni abbiano le stesse possibilità di accesso e successo all università
.cercate 'start up italiana 'su Google e fare voi la percentuale di maschi che hanno ideato start up e di femmine
Bo.finito.Dopodiché in altri ambiti del sapere le donne sono avantissimo.ma in ambito scientifico non mi.pare ci sia una e dico una ragazza tra gli emergenti neolaureati delle startup..fate voi.eppure le università sono piene di ragazze,semmai sono i ragazzi talvolta svantaggiati,se come la cronaca ha narrato 'ad esempio striscia la notizia' alcune volte molte ragazze hanno superato gli esami con favori procurati vaginalmente ad alcuni prof,poi sospesi dal servizio,nell interesse anche degli studenti maschi...e non parliamo di minori ma di 22-23 enni pienamente consapevoli.per non parlare poi delle cam girl che si pagano gli studi con quello.. Poi ci sono le ottime studentesse come eravate voi ma oggigiorno sentir dire che le donne sono discriminate all università è paradossale..
Nei centri di ricerca ci sono moltissime donne perchè alle donne l'intelligenza non manca.

Non c'è molta differenza tra un trota che paga in denaro ed una ragazza che paga in natura, di gente che supera gli esami indegnamente ce n'è tantissima con le più svariate modalità; la vagina è una modalità riservata alle donne, ma questo non vuol dire che le donne siano più stupide.

Le attività imprenditoriali richiedono una dedizione profonda allo sviluppo della propria impresa; forse è vero che le donne avviano poche start up, ma questo significa che hanno altri interessi, non altre capacità; io non ho nessuna voglia di fare il soldato, ma dovendolo fare non ho dubbi che ne sarei capace.
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MessaggioOggetto: Re: So che un collega...   Mar Feb 09, 2016 12:33 am

L'errore di fondo che si commette con l'omosessualità è confondere "maggioranza" con "normalità".

Nonostante l'indubbio svantaggio riproduttivo che hanno gli omosessuali, la loro incidenza sulla popolazione globale rimane costante nel tempo (circa 5%); questo va interpretato come "è normale che il 5% della popolazione nasca omosessuale".

Poichè l'omosessualità non causa alcun problema diretto alla vita dell'individuo, è evidente che non è una malattia; è un modo di essere minoritario, come potrebbe esserlo l'avere i capelli rossi o la capacità di muovere le orecchie.

L'idea che si possa disapprovare l'omosessualità senza essere offensivi e quindi in maniera lecita e democratica, mi lascia un po' basito; non riesco ad immaginare una frase che mostri disapprovazione senza disprezzo e che non turbi la sensibilità dell'omosessuale.
Se però anche fosse possibile, l'omofobia (manifestazione di intolleranza verso gli omosessuali) è reato per un motivo pratico molto semplice: l'omofobia è molto contagiosa e troppe volte quando un branco è stato contagiato abbiamo assistito a violenze; lo Stato è stato costretto a prendere posizione, a prevenire le violenze con una piccola compressione del diritto alla libera espressione.
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: So che un collega...   Mar Feb 09, 2016 6:08 am

Felipeto ha scritto:
Io cito statistiche strampalate. Ok
.prendete un volo della south africans airways e guardate in cabina.per quanto riguarda le donne fatevele da soli le statistiche
Mi.pare assodato che da decenni abbiano le stesse possibilità di accesso e successo all università
.cercate 'start up italiana 'su Google e fare voi la percentuale di maschi che hanno ideato start up e di femmine
Bo.finito.Dopodiché in altri ambiti del sapere le donne sono avantissimo.ma in ambito scientifico non mi.pare ci sia una e dico una ragazza tra gli emergenti neolaureati delle startup..fate voi.eppure le università sono piene di ragazze,semmai sono i ragazzi talvolta svantaggiati,se come la cronaca ha narrato 'ad esempio striscia la notizia' alcune volte molte ragazze hanno superato gli esami con favori procurati vaginalmente ad alcuni prof,poi sospesi dal servizio,nell interesse anche degli studenti maschi...e non parliamo di minori ma di 22-23 enni pienamente consapevoli.per non parlare poi delle cam girl che si pagano gli studi con quello.. Poi ci sono le ottime studentesse come eravate voi ma oggigiorno sentir dire che le donne sono discriminate all università è paradossale..

Non è che citi statistiche strampalate, è che ne dai letture strampalate.
Il caso dell'accesso delle donne alle posizioni di comando nella ricerca, nell'industria, nella politica è emblematico. Sono stupide o c'è qualche altro tipo di problema? Recenti studi hanno messo in correlazione, con successo, la propensione alla matematica delle bambine con l'esistenza di stereotipi di genere nel loro substrato culturale e familiare.
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MessaggioOggetto: Re: So che un collega...   Mar Feb 09, 2016 9:42 am

ushikawa ha scritto:
Felipeto ha scritto:
Io cito statistiche strampalate. Ok
.prendete un volo della south africans airways e guardate in cabina.per quanto riguarda le donne fatevele da soli le statistiche
Mi.pare assodato che da decenni abbiano le stesse possibilità di accesso e successo all università
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Bo.finito.Dopodiché in altri ambiti del sapere le donne sono avantissimo.ma in ambito scientifico non mi.pare ci sia una e dico una ragazza tra gli emergenti neolaureati delle startup..fate voi.eppure le università sono piene di ragazze,semmai sono i ragazzi talvolta svantaggiati,se come la cronaca ha narrato 'ad esempio striscia la notizia' alcune volte molte ragazze hanno superato gli esami con favori procurati vaginalmente ad alcuni prof,poi sospesi dal servizio,nell interesse anche degli studenti maschi...e non parliamo di minori ma di 22-23 enni pienamente consapevoli.per non parlare poi delle cam girl che si pagano gli studi con quello.. Poi ci sono le ottime studentesse come eravate voi ma oggigiorno sentir dire che le donne sono discriminate all università è paradossale..

Non è che citi statistiche strampalate, è che ne dai letture strampalate.
Il caso dell'accesso delle donne alle posizioni di comando nella ricerca, nell'industria, nella politica è emblematico. Sono stupide o c'è qualche altro tipo di problema? Recenti studi hanno messo in correlazione, con successo, la propensione alla matematica delle bambine con l'esistenza di stereotipi di genere nel loro substrato culturale e familiare.


Veramente è che non le cita proprio.
Annunciare urbi et orbi che "tutte le STATISTICHE (sic) confermano quello che dico io" non vuol dire citare e conoscere una statistica. Lasciamo perdere appellarsi all'auctoritas di "striscia la notizia" per cui siamo un gradino al di sotto dell'uomo della strada, che si crede anche molto smaliziato!
E questi sarebbero i colleghi con cui dovrei far corpo, che dovrei coprire e sostenere, con cui mi dovrei armare in nome della battaglia comune: ma per favore!
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MessaggioOggetto: Re: So che un collega...   Mar Feb 09, 2016 11:09 am

A striscia la notizia hanno mostrato a telecamere nascoste le proposte di un prof universitario ad una ragazza
.forse striscia racconta meno pattinare di quelle che scrivono sui tuoi giornaloni ufficiali della stampa di regime manovratrice di popolo bue..
bue.
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MessaggioOggetto: Re: So che un collega...   Mar Feb 09, 2016 11:10 am

Pattinare ':puttanate
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MessaggioOggetto: Re: So che un collega...   Mar Feb 09, 2016 11:14 am

Felipeto ha scritto:
A striscia la notizia hanno mostrato a telecamere nascoste le proposte di un prof universitario ad una ragazza
.forse striscia racconta meno pattinare di quelle che scrivono sui tuoi giornaloni ufficiali della stampa di regime manovratrice di popolo bue..
bue.


Addirittura "a telecamere nascoste"! Mamma mia! Loro si che sono liberi! hai proprio ragione!
Tieniti le tue prestigiose e "indipendenti" fonti, ciascuno saprà valutarne la validità come proposta e mi raccomando: continua a chiamarla confidenzialmente "striscia" come fa il popolino bue che sgrana gli occhioni bovini a queste stronzate!
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MessaggioOggetto: Re: So che un collega...   Mar Feb 09, 2016 11:21 am

paniscus_2.0 ha scritto:
enricat ha scritto:
Io sono convinta che se il collega incriminato avesse detto "dobbiamo riaprire i campi di concentramento per gli ebrei" tanta solidarietà non l'avrebbe ricevuta. Ma ha detto omosessuali e in questo caso c'è la libertà di opinione.

Qualche giorno fa è stato chiuso un thread dopo che era comparsa una battuta infelice sugli ebrei (che infelice lo era davvero, quindi io non sto a discutere su quel giudizio).

Però il thread era già degenerato in provocazioni, offese e attacchi vari ad altre categorie di persone (NON a singoli interlocutori, ma proprio a categorie intere) già da diversi giorni.

Credo che ti riferisca ad un topic che ho chiuso io e l'ho fatto in quel momento solo perché nei giorni precedenti non avevo avuto il tempo di leggere. Immagino che neanche gli altri moderatori avessero letto, altrimenti sarebbe stato chiuso prima. Non starei a fare dietrologia su questo.
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MessaggioOggetto: Re: So che un collega...   Mar Feb 09, 2016 11:45 am

Felipeto ha scritto:
A striscia la notizia hanno mostrato a telecamere nascoste le proposte di un prof universitario ad una ragazza
.forse striscia racconta meno pattinare di quelle che scrivono sui tuoi giornaloni ufficiali della stampa di regime manovratrice di popolo bue..
bue.
Nessuno dice che questi fenomeni non esistano, diciamo che sono marginali.
Sono sicuro che sia anche esistito uno studente maschio eterosessuale che pur di passare l'esame scoglio, sia stato disposto a concedersi al docente gay; almeno una volta nella storia sarà successo; e con questo vogliamo dire che i maschi si laureano grazie al sapiente uso del sedere ?
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MessaggioOggetto: Re: So che un collega...   Mar Feb 09, 2016 12:04 pm

ushikawa ha scritto:
Il caso dell'accesso delle donne alle posizioni di comando nella ricerca, nell'industria, nella politica è emblematico. Sono stupide o c'è qualche altro tipo di problema? Recenti studi hanno messo in correlazione, con successo, la propensione alla matematica delle bambine con l'esistenza di stereotipi di genere nel loro substrato culturale e familiare.

Basta leggere il libro di Elena Gianini Belotti "Dalla parte delle bambine. L'influenza dei condizionamenti sociali nella formazione del ruolo femminile nei primi anni di vita". Il libro è del 1973, ma è impressionante per la sua attualità.


Copio e incollo da qui http://www.ibs.it/code/9788807882609/gianini-belotti-elena/dalla-parte-delle.html

La tradizionale differenza di carattere tra maschio e femmina non è dovuta a fattori "innati", bensì ai "condizionamenti culturali" che l'individuo subisce nel corso del suo sviluppo. [...].  Ma perché solo "dalla parte delle bambine"? Perché questa situazione è tutta "a sfavore del sesso femminile". La cultura alla quale apparteniamo ­ come ogni altra cultura ­ si serve di tutti i mezzi a sua disposizione per ottenere dagli individui dei due sessi il comportamento più adeguato ai valori che le preme conservare e trasmettere: fra questi anche il "mito" della "naturale" superiorità maschile contrapposta alla "naturale" inferiorità femminile. In realtà non esistono qualità "maschili" e qualità "femminili", ma solo "qualità umane". L'operazione da compiere dunque "non è di formare le bambine a immagine e somiglianza dei maschi, ma di restituire a ogni individuo che nasce la possibilità di svilupparsi nel modo che gli è più congeniale, indipendentemente dal sesso cui appartiene".


Ultima modifica di -nina- il Mar Feb 09, 2016 7:50 pm, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: So che un collega...   Mar Feb 09, 2016 12:28 pm

Felipeto ha scritto:
Pattinare ':puttanate

Sessismo e maschilismo evidenti non solo nelle idee, ma anche nel linguaggio.
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: So che un collega...   Mar Feb 09, 2016 12:30 pm

grazie del riferimento. mi unisco nel consigliarlo.
Esistono ancora insegnanti che leggono?
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MessaggioOggetto: Re: So che un collega...   Mar Feb 09, 2016 12:31 pm

-nina- ha scritto:
ushikawa ha scritto:
Felipeto ha scritto:
Io cito statistiche strampalate. Ok
.prendete un volo della south africans airways e guardate in cabina.per quanto riguarda le donne fatevele da soli le statistiche
Mi.pare assodato che da decenni abbiano le stesse possibilità di accesso e successo all università
.cercate 'start up italiana 'su Google e fare voi la percentuale di maschi che hanno ideato start up e di femmine
Bo.finito.Dopodiché in altri ambiti del sapere le donne sono avantissimo.ma in ambito scientifico non mi.pare ci sia una e dico una ragazza tra gli emergenti neolaureati delle startup..fate voi.eppure le università sono piene di ragazze,semmai sono i ragazzi talvolta svantaggiati,se come la cronaca ha narrato 'ad esempio striscia la notizia' alcune volte molte ragazze hanno superato gli esami con favori procurati vaginalmente ad alcuni prof,poi sospesi dal servizio,nell interesse anche degli studenti maschi...e non parliamo di minori ma di 22-23 enni pienamente consapevoli.per non parlare poi delle cam girl che si pagano gli studi con quello.. Poi ci sono le ottime studentesse come eravate voi ma oggigiorno sentir dire che le donne sono discriminate all università è paradossale..

Non è che citi statistiche strampalate, è che ne dai letture strampalate.
Il caso dell'accesso delle donne alle posizioni di comando nella ricerca, nell'industria, nella politica è emblematico. Sono stupide o c'è qualche altro tipo di problema? Recenti studi hanno messo in correlazione, con successo, la propensione alla matematica delle bambine con l'esistenza di stereotipi di genere nel loro substrato culturale e familiare.

Basta leggere il libro di Elena Gianini Belotti "Dalla parte delle bambine. L'influenza dei condizionamenti sociali nella formazione del ruolo femminile nei primi anni di vita". Il libro è del 1973, ma è impressionante per la sua attualità.


Copio e incollo da qui http://www.ibs.it/code/9788807882609/gianini-belotti-elena/dalla-parte-delle.html

La tradizionale differenza di carattere tra maschio e femmina non è dovuta a fattori "innati", bensì ai "condizionamenti culturali" che l'individuo subisce nel corso del suo sviluppo. [...].  Ma perché solo "dalla parte delle bambine"? Perché questa situazione è tutta "a sfavore del sesso femminile". La cultura alla quale apparteniamo ­ come ogni altra cultura ­ si serve di tutti i mezzi a sua disposizione per ottenere dagli individui dei due sessi il comportamento più adeguato ai valori che le preme conservare e trasmettere: fra questi anche il "mito" della "naturale" superiorità maschile contrapposta alla "naturale" inferiorità femminile. In realtà non esistono qualità "maschili" e qualità "femminili", ma solo "qualità umane". L'operazione da compiere dunque "non è di formare le bambine a immagine e somiglianza dei maschi, ma di restituire a ogni individuo che nasce la possibilità di svilupparsi nel modo che gli è più congeniale, indipendentemente dal sesso cui appartiene".
 E "Ancora dalla parte delle bambine" di Loredana Lipperini
Per certe cose stiamo addirittura tornando indietro

http://www.ibs.it/code/9788807171390/lipperini-loredana/ancora-dalla-parte.html
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MessaggioOggetto: Re: So che un collega...   Mar Feb 09, 2016 12:34 pm

lucetta10 ha scritto:
grazie del riferimento. mi unisco nel consigliarlo.
Esistono ancora insegnanti che leggono?
 Da alcune risposte in questa discussione credo che molti di loro "leggano" insieme alle sentinelle in piedi
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MessaggioOggetto: Re: So che un collega...   Mar Feb 09, 2016 12:55 pm

avidodinformazioni ha scritto:

Fammelo dire, per certe cose ci vorrebbe un atteggiamento più olistico e più irenico.


Ma come, questa perla non l'ha notata nessuno?   : -D


Io condivido in pieno

Visione olistica e atteggiamento irenico:  sempre!
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MessaggioOggetto: Re: So che un collega...   Mar Feb 09, 2016 1:38 pm

lucetta10 ha scritto:
@melia ha scritto:
E tu hai mai pensato che un sentito dire non vale un cippa? Che se denunci, anche solo al tuo superiore, per un sentito dire, sei passibile di controdenuncia?
No certo, tu sei superiore a certe cose.

ma non volevi affrontare il malcapitato a brutto muso e denunciarlo alla forza pubblica? Credi che denunciando qualcuno ai carabinieri o prendendolo a parolacce nei corridoi non si possa avere controdenuncia?

Ma scusa, io sono una persona civile, non so tu, non ho intenzione di prendere nessuno a parolacce nei corridoi, se tu sei abituata così sono affari tuoi, io no.
Ho detto che, senza correre dal preside a riferire voci di corridoio, preferisco parlare civilmente con il collega, fargli osservare l'inadeguatezza delle sue affermazioni, ricordargli che cose del genere sono passibili di denuncia.
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MessaggioOggetto: Re: So che un collega...   Mar Feb 09, 2016 1:51 pm

Ire ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:

Fammelo dire, per certe cose ci vorrebbe un atteggiamento più olistico e più irenico.


Ma come, questa perla non l'ha notata nessuno?   : -D


Io condivido in pieno

Visione olistica e atteggiamento irenico:  sempre!
Ma che ne so, in questo forum mi sembra di essere in una delle mie classi: io cerco di imparargli le cose e loro si chiudono nel loro mondo; meno male che ci sono anche delle nobili eccezioni.
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MessaggioOggetto: Re: So che un collega...   Mar Feb 09, 2016 2:24 pm

@melia ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
@melia ha scritto:
E tu hai mai pensato che un sentito dire non vale un cippa? Che se denunci, anche solo al tuo superiore, per un sentito dire, sei passibile di controdenuncia?
No certo, tu sei superiore a certe cose.

ma non volevi affrontare il malcapitato a brutto muso e denunciarlo alla forza pubblica? Credi che denunciando qualcuno ai carabinieri o prendendolo a parolacce nei corridoi non si possa avere controdenuncia?

Ma scusa, io sono una persona civile, non so tu, non ho intenzione di prendere nessuno a parolacce nei corridoi, se tu sei abituata così sono affari tuoi, io no.
Ho detto che, senza correre dal preside a riferire voci di corridoio, preferisco parlare civilmente con il collega, fargli osservare l'inadeguatezza delle sue affermazioni, ricordargli che cose del genere sono passibili di denuncia.



"io glielo dico in faccia" a casa mia non significa "civilmente". E comunque: una volta fatta la predica? Coscienza a posto e nessuna controdenuncia a parte naturalmente...
Ribadisco che non è di voci di corridoio che stiamo parlando: i termini ella questione sono già stati più volte dettagliati. Un collega ha visto direttamente, ha riferito non al preside ma a altri colleghi durante una riunione, quindi non proprio al bar, in diversi hanno confermato e la collega dice che non ha motivo di dubitare di nessuno. Deve il dirigente essere informato o no? Sei tu a dover operare una moral suasion sul collega? A che titolo? Con quale aspettativa di risultato? E il ragazzo che fino a ieri è stato insultato? Non ha nessuna importanza?
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MessaggioOggetto: Re: So che un collega...   Mar Feb 09, 2016 2:46 pm

-nina- ha scritto:
ushikawa ha scritto:

Il caso dell'accesso delle donne alle posizioni di comando nella ricerca, nell'industria, nella politica è emblematico. Sono stupide o c'è qualche altro tipo di problema? Recenti studi hanno messo in correlazione, con successo, la propensione alla matematica delle bambine con l'esistenza di stereotipi di genere nel loro substrato culturale e familiare.

Basta leggere il libro di Elena Gianini Belotti "Dalla parte delle bambine. L'influenza dei condizionamenti sociali nella formazione del ruolo femminile nei primi anni di vita". Il libro è del 1973, ma è impressionante per la sua attualità.

Copio e incollo da qui http://www.ibs.it/code/9788807882609/gianini-belotti-elena/dalla-parte-delle.html

E se si vuole proprio fare il lavoro completo, leggerne anche un altro che pochissimo tempo dopo ha COMPLETATO il lavoro della Gianini Belotti analizzando anche i meccanismi di costruzione sociale e artificiale dell'identità maschile:

si intitola "Maschio per obbligo", l'autrice è Carla Ravaioli (morta l'anno scorso, ultranovantenne), e l'anno credo che sia il 1976 o giù di lì.

Fa le pulci senza pietà a tutti gli stereotipi maschili onnipresenti nella pubblicità, nel cinema, nei romanzi e nelle consuetudini sociali, che non è che siamo poi cambiati moltissimo da allora.

A differenza di "Dalla parte delle bambine", che è stato ristampato più volte, questo credo che sia quasi introvabile, io ce l'ho perché l'ho trovato per puro caso in un mercatino di piazza, e anche in condizioni malconce.

Se a qualcuno interessa saperne di più, ma non sa come trovarlo, mi contatti pure...

L.
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MessaggioOggetto: Re: So che un collega...   Mar Feb 09, 2016 2:53 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
E se si vuole proprio fare il lavoro completo, leggerne anche un altro che pochissimo tempo dopo ha COMPLETATO il lavoro della Gianini Belotti analizzando anche i meccanismi di costruzione sociale e artificiale dell'identità maschile:

si intitola "Maschio per obbligo", l'autrice è Carla Ravaioli (morta l'anno scorso, ultranovantenne), e l'anno credo che sia il 1976 o giù di lì.
Teoria Gender ante litteram ?

PS ho sempre sognato di scrivere "ante litteram"
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: So che un collega...   Mar Feb 09, 2016 2:53 pm

stiamo virando sul gender...
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So che un collega...
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