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 Dobbiamo legare gli alunni alla sedia??

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AutoreMessaggio
-nina-



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MessaggioOggetto: Dobbiamo legare gli alunni alla sedia??   Ven Feb 12, 2016 5:38 pm

Promemoria primo messaggio :

Non so cosa pensare...
siamo sempre in pericolo...

http://www.repubblica.it/cronaca/2016/02/12/news/roccaraso_studente_muore_in_aula-133276616/

PS- Mi chiedo cosa faranno i genitori!!
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AutoreMessaggio
Francesca4



Messaggi : 2979
Data d'iscrizione : 23.02.15

MessaggioOggetto: Re: Dobbiamo legare gli alunni alla sedia??   Dom Feb 14, 2016 7:13 pm

comp_xt ha scritto:
Francesca4 ha scritto:
Concordo pienamente con te lucetta: è esattamente quello che avevo tentato di spiegare ad avido... con scarso successo evidentemente.

E per quale motivo l'iscrizione nel registro degli indagati del docente sarebbe l'unico modo per poter tecnicamente effettuare le indagini? Da profano mi viene da pensare che sarebbe stato possibile sentirlo come persona informata sui fatti.
Nel nostro ordinamento giuridico l'assunzione di determinate vesti porta a garanzie diverse.
Se sei interessato ad approfondire la problematica ti incollo l'articolo di Stefano Civitelli che ritengo illustri bene e chiaramente le differenze.
Il testimone si trova in una situazione diversa rispetto all’imputato e all’indagato.
Infatti, mentre questi ultimi hanno il diritto al silenzio e non sono puniti se mentono, il testimone ha l’obbligo di dire la verità.
Ma occorre introdurre una ulteriore distinzione: quella tra testimone e persona informata.
La persona che ha conoscenza di fatti, che devono essere accertati nel procedimento penale, è qualificata come testimone quando depone davanti al giudice; mentre quando è esaminata dal Pubblico Ministero o dalla polizia giudiziaria è denominata dalla prassi come persona informata, e viene ammonita dall’inquirente circa l’obbligo di rispondere secondo verità alle domande che gli sono rivolte.
Se il testimone di fronte al giudice dice il falso o tace ciò che sa, commette falsa testimonianza; se la persona informata di fronte al Pubblico Ministero tiene la medesima condotta, commette il delitto di false informazioni.
Può accadere che nel corso della deposizione il testimone renda, più o meno consapevolmente, “dichiarazioni autoindizianti”, cioè dalle quali emergono indizi di reità a suo carico.
A seguito l’autorità procedente deve:
interrompere l’esame;
avvertire la persona che a seguito delle dichiarazioni potranno essere svolte indagini nei suoi confronti;
invitarla a nominare un difensore.
Le dichiarazioni rilasciate fino a quel momento non possono essere utilizzate contro la persona che le ha rese.
Tutto ciò mira ad impedire che il testimone continui a parlare peggiorando la situazione e impone all’autorità procedente di bloccare la deposizione attivando le garanzie difensive.
Il codice si preoccupa che le norme garantiste sull’interrogatorio possano essere eluse da un inquirente (PM o polizia giudiziaria) che interroghi un indagato senza riconoscergli tale qualità e, quindi, senza rispettare il suo diritto di non rispondere: c.d. elusione della qualità di indagato.
Ai sensi dell’art. 632 c.p.p. se una persona ascoltata come testimone o persona informata (possibile testimone) doveva essere sentita fin dall’inizio in qualità di imputato o di persona sottoposta alle indagini, le sue dichiarazioni non possono essere utilizzate per evitare abusi da parte dell’autorità inquirente.

Spero che l'articolo abbia fugato tutti i tuoi dubbi.
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comp_xt



Messaggi : 924
Data d'iscrizione : 10.12.15

MessaggioOggetto: Re: Dobbiamo legare gli alunni alla sedia??   Dom Feb 14, 2016 9:18 pm

Francesca4 ha scritto:
comp_xt ha scritto:
Francesca4 ha scritto:
Concordo pienamente con te lucetta: è esattamente quello che avevo tentato di spiegare ad avido... con scarso successo evidentemente.

E per quale motivo l'iscrizione nel registro degli indagati del docente sarebbe l'unico modo per poter tecnicamente effettuare le indagini? Da profano mi viene da pensare che sarebbe stato possibile sentirlo come persona informata sui fatti.
Nel nostro ordinamento giuridico l'assunzione di determinate vesti porta a garanzie diverse.
Se sei interessato ad approfondire la problematica ti incollo l'articolo di Stefano Civitelli che ritengo illustri bene e chiaramente le differenze.
Il testimone si trova in una situazione diversa rispetto all’imputato e all’indagato.
Infatti, mentre questi ultimi hanno il diritto al silenzio e non sono puniti se mentono, il testimone ha l’obbligo di dire la verità.
Ma occorre introdurre una ulteriore distinzione: quella tra testimone e persona informata.
La persona che ha conoscenza di fatti, che devono essere accertati nel procedimento penale, è qualificata come testimone quando depone davanti al giudice; mentre quando è esaminata dal Pubblico Ministero o dalla polizia giudiziaria è denominata dalla prassi come persona informata, e viene ammonita dall’inquirente circa l’obbligo di rispondere secondo verità alle domande che gli sono rivolte.
Se il testimone di fronte al giudice dice il falso o tace ciò che sa, commette falsa testimonianza; se la persona informata di fronte al Pubblico Ministero tiene la medesima condotta, commette il delitto di false informazioni.
Può accadere che nel corso della deposizione il testimone renda, più o meno consapevolmente, “dichiarazioni autoindizianti”, cioè dalle quali emergono indizi di reità a suo carico.
A seguito l’autorità procedente deve:
interrompere l’esame;
avvertire la persona che a seguito delle dichiarazioni potranno essere svolte indagini nei suoi confronti;
invitarla a nominare un difensore.
Le dichiarazioni rilasciate fino a quel momento non possono essere utilizzate contro la persona che le ha rese.
Tutto ciò mira ad impedire che il testimone continui a parlare peggiorando la situazione e impone all’autorità procedente di bloccare la deposizione attivando le garanzie difensive.
Il codice si preoccupa che le norme garantiste sull’interrogatorio possano essere eluse da un inquirente (PM o polizia giudiziaria) che interroghi un indagato senza riconoscergli tale qualità e, quindi, senza rispettare il suo diritto di non rispondere: c.d. elusione della qualità di indagato.
Ai sensi dell’art. 632 c.p.p. se una persona ascoltata come testimone o persona informata (possibile testimone) doveva essere sentita fin dall’inizio in qualità di imputato o di persona sottoposta alle indagini, le sue dichiarazioni non possono essere utilizzate per evitare abusi da parte dell’autorità inquirente.

Spero che l'articolo abbia fugato tutti i tuoi dubbi.

Ti ringrazio per le chiare e precise informazioni.
Nel caso specifico mi sembra di capire che il principale vantaggio che il collega ha dal suo status di "indagato" è quello di poter avvalersi della facoltà di non rispondere.
In compenso viene costretto a nominare un avvocato difensore che dovrà pagare di tasca sua.
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tellina



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MessaggioOggetto: Re: Dobbiamo legare gli alunni alla sedia??   Dom Feb 14, 2016 9:20 pm

...ecco...allora avevo capito bene...purtroppo.
(ma che importa...il nostro avvocato, dovesse mai servirci, sarà francè!!!! mi pare il minimo! -aggggratissse, ovvio, favore tra colleghi, yeah-)
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Francesca4



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MessaggioOggetto: Re: Dobbiamo legare gli alunni alla sedia??   Dom Feb 14, 2016 9:37 pm

comp_xt ha scritto:
Francesca4 ha scritto:
comp_xt ha scritto:
Francesca4 ha scritto:
Concordo pienamente con te lucetta: è esattamente quello che avevo tentato di spiegare ad avido... con scarso successo evidentemente.

E per quale motivo l'iscrizione nel registro degli indagati del docente sarebbe l'unico modo per poter tecnicamente effettuare le indagini? Da profano mi viene da pensare che sarebbe stato possibile sentirlo come persona informata sui fatti.
Nel nostro ordinamento giuridico l'assunzione di determinate vesti porta a garanzie diverse.
Se sei interessato ad approfondire la problematica ti incollo l'articolo di Stefano Civitelli che ritengo illustri bene e chiaramente le differenze.
Il testimone si trova in una situazione diversa rispetto all’imputato e all’indagato.
Infatti, mentre questi ultimi hanno il diritto al silenzio e non sono puniti se mentono, il testimone ha l’obbligo di dire la verità.
Ma occorre introdurre una ulteriore distinzione: quella tra testimone e persona informata.
La persona che ha conoscenza di fatti, che devono essere accertati nel procedimento penale, è qualificata come testimone quando depone davanti al giudice; mentre quando è esaminata dal Pubblico Ministero o dalla polizia giudiziaria è denominata dalla prassi come persona informata, e viene ammonita dall’inquirente circa l’obbligo di rispondere secondo verità alle domande che gli sono rivolte.
Se il testimone di fronte al giudice dice il falso o tace ciò che sa, commette falsa testimonianza; se la persona informata di fronte al Pubblico Ministero tiene la medesima condotta, commette il delitto di false informazioni.
Può accadere che nel corso della deposizione il testimone renda, più o meno consapevolmente, “dichiarazioni autoindizianti”, cioè dalle quali emergono indizi di reità a suo carico.
A seguito l’autorità procedente deve:
interrompere l’esame;
avvertire la persona che a seguito delle dichiarazioni potranno essere svolte indagini nei suoi confronti;
invitarla a nominare un difensore.
Le dichiarazioni rilasciate fino a quel momento non possono essere utilizzate contro la persona che le ha rese.
Tutto ciò mira ad impedire che il testimone continui a parlare peggiorando la situazione e impone all’autorità procedente di bloccare la deposizione attivando le garanzie difensive.
Il codice si preoccupa che le norme garantiste sull’interrogatorio possano essere eluse da un inquirente (PM o polizia giudiziaria) che interroghi un indagato senza riconoscergli tale qualità e, quindi, senza rispettare il suo diritto di non rispondere: c.d. elusione della qualità di indagato.
Ai sensi dell’art. 632 c.p.p. se una persona ascoltata come testimone o persona informata (possibile testimone) doveva essere sentita fin dall’inizio in qualità di imputato o di persona sottoposta alle indagini, le sue dichiarazioni non possono essere utilizzate per evitare abusi da parte dell’autorità inquirente.

Spero che l'articolo abbia fugato tutti i tuoi dubbi.

Ti ringrazio per le chiare e precise informazioni.
Nel caso specifico mi sembra di capire che il principale vantaggio che il collega ha dal suo status di "indagato"  è quello dipoter avvalersi della facoltà di non rispondere.
In compenso viene costretto a nominare un avvocato difensore che dovrà pagare di tasca sua.

Prego comp_xt.
Non solo avrà facoltà di non rispondere, ma avrà la garanzia di una difesa tecnica a tesa a provare la sua completa estraneità rispetto all'evento fatale, fin dalle prime battute del procedimento.
Certo... dovrà pagarlo... ti ricordo però che anche gli avvocati hanno la necessità di dover provvedere al loro sostentamento ;-)
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Francesca4



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MessaggioOggetto: Re: Dobbiamo legare gli alunni alla sedia??   Dom Feb 14, 2016 9:41 pm

tellina ha scritto:
...ecco...allora avevo capito bene...purtroppo.
(ma che importa...il nostro avvocato, dovesse mai servirci, sarà francè!!!! mi pare il minimo! -aggggratissse, ovvio, favore tra colleghi, yeah-)

Sempre a disposizione tellina...naturalmente aggggratissse,.... ma non spargere troppo la voce ;-)
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MessaggioOggetto: Re: Dobbiamo legare gli alunni alla sedia??   Lun Feb 15, 2016 5:39 pm

http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2016/02/15/studente-mortoescluso-decesso-da-trauma_47327962-a6a8-42c3-b677-2f0dbb37b997.html

Stai a vedere che è morto di paura (non sto scherzando).
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tellina



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MessaggioOggetto: Re: Dobbiamo legare gli alunni alla sedia??   Lun Feb 15, 2016 6:45 pm

...segno sulla fronte!?!?
Ma dondolandosi sulla sedia come ha fatto a cadere in avanti??!!!
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Dobbiamo legare gli alunni alla sedia??   Lun Feb 15, 2016 6:46 pm

Questo cancella ogni addebito e responsabilità esterna.forse si tratta di mci, morte cardiaca improvvisa,che purtroppo colpisce senza apparente causa diversi giovani,soprattutto sportivi
Resta il costo peritale a carico degli indagati e il dolore della famiglia... In effetti era strano che una caduta da mezzo metro avesse l energia di rompere l osso del collo...
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Scuola70



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MessaggioOggetto: Re: Dobbiamo legare gli alunni alla sedia??   Lun Feb 15, 2016 7:12 pm

Senza apparente causa non direi, è purtroppo colpa di tutti quei maledetti ed inutili sforzi che i giovani, presi dalla follia dello sport agonistico, fanno!
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Dobbiamo legare gli alunni alla sedia??   Lun Feb 15, 2016 7:50 pm

Non direi che nello sport si impegnano molto, giacché eccellenze come Tomba,Platini,Pantani in Italia non se ne sono più viste..
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Angel76



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Data d'iscrizione : 08.11.14

MessaggioOggetto: Re: Dobbiamo legare gli alunni alla sedia??   Gio Feb 25, 2016 6:19 pm

Un aspetto agghiacciante di tutta questa questione è che, quando ricordo ai miei alunni il triste accaduto - dovendo tra l'altro redarguirli perché si permettono pure delle risatine sconce davanti a ciò! - rispondono... "non è morto dondolandosi dalla sedia, è morto di infarto!". E allora ti rendi conto che per l'umanità c'è davvero poca speranza.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Dobbiamo legare gli alunni alla sedia??   Gio Feb 25, 2016 7:22 pm

Felipeto ha scritto:
Non direi che nello sport si impegnano molto, giacché eccellenze come Tomba,Platini,Pantani in Italia non se ne sono più viste..

Platini non è italiano (magari aveva i nonni italiani, ma di sicuro la sua formazione è avvenuta tutta in Francia), e Pantani è diventato "eccellenza" drogandosi ossessivamente fino a lasciarci le penne.

Tomba è l'unico che ci può stare come esempio di eccellenza sportiva, anche se umanamente è sempre stato insopportabile.
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Dobbiamo legare gli alunni alla sedia??   Ven Feb 26, 2016 6:30 am

Per Pantani le cose non andarono esattamente così.
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Dobbiamo legare gli alunni alla sedia??
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