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 INVOLUZIONE formativa

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Felipeto



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MessaggioOggetto: INVOLUZIONE formativa    Dom Feb 14, 2016 4:03 pm

Ho visto su Rai storia un programma Rai del 1979, in cui un cronista intervista una classe superiore di una zona rurale nei pressi di Aversa,Campania.
Sul tema dei rapporti tra ragazzi e ragazze,i retaggi familiari, il sesso, il matrimonio,cinque o sei ragazzi,direi sui 16 anni,hanno risposto,senza leggere ovviamente, in modo pertinente,articolato,con un buon lessico ed uso abbondante di frasi coordinate e subordinate.oltre a ciò, è evidente il rispetto,la serietà evidenti nelle loro posture.
Oggi in quinta superiore molti hanno difficoltà ad esprimersi ed utilizzano un lessico molto povero.nelle occasioni formali ridacchiano e appaiono senza idee,vuoti.
Il video era girato nel sud depresso, arretrato,ignorante come ancora era talvolta in quei tempi..
Oggi i ragazzi hanno la rete,miliardi di informazioni a portata di click......sono i nativi digitali..
..vorrei avere una macchina del tempo per proporre ad una scuola superiore di quegli anni un INVALSI.
La mia domanda è.:PERCHÉ?
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raganella



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MessaggioOggetto: Re: INVOLUZIONE formativa    Dom Feb 14, 2016 4:21 pm

Prima dell'era Disneyschool, alle superiori ci andava solo chi era interessato allo studio.
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: INVOLUZIONE formativa    Dom Feb 14, 2016 4:33 pm

Non penso che nelle famiglie contadine Dell epoca ci fosse così tanto amore per lo studio
Sicuramente era un tentativo di riscatto sociale.i genitori ti dicevano:vai, se rimani bocciato torni a spaccarti la schiena nei campi o le mani a raccogliere olive. Si entrava a scuola con il rispetto verso l insegnante, con il timor di dio manzoniano.e i risultati di questi fattori,oggi visti come il demonio da psicologi e genitori stessi erano molto positivi, mediante..
Che nostalgia.. Quanto mi sarebbe piaciuto insegnare all epoca

Solo,esclusivamente insegnare. Ai futuri tecnici Dell Italia di altri tempi,e non a futuri standisti di sky, come oggi...
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: INVOLUZIONE formativa    Dom Feb 14, 2016 4:40 pm

Non ti hanno avvisato che nel 1979 la scuola dell'obbligo si fermava prima della scuola superiore?
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: INVOLUZIONE formativa    Dom Feb 14, 2016 4:46 pm

Sai rispondere in maniera più pertinente o anche tu ti sei fermata alla scuola Dell obbligo?
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: INVOLUZIONE formativa    Dom Feb 14, 2016 4:48 pm

Cmq,a parte questi disturbatori di bassa lega, oggi l obbligo cessa a 16anni, eppure passano a valanga in quarta e quinta continuando a non possedere basi di italiano e matematica.
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comp_xt



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MessaggioOggetto: Re: INVOLUZIONE formativa    Dom Feb 14, 2016 11:54 pm

lucetta10 ha scritto:
Non ti hanno avvisato che nel 1979 la scuola dell'obbligo si fermava prima della scuola superiore?

E quindi?
Per quale arcano motivo se aumenta il numero degli studenti che frequentano la scuola la qualità della preparazione dovrebbe diminuire?
Compito dello stato è quello di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impedivano a gran parte della popolazione di proseguire gli studi, non certo di garantire il conseguimento del titolo di studio.
E questi ostacoli un tempo c'erano eccome, nessuno lo vuole negare.
Ma quando questi vengono rimossi, come fortunatamente accade oggi in gran parte dei casi, spetta al cittadino porsi nelle migliori condizioni per fruire del suo diritto all'istruzione.
Il problema è che siamo schiavi di un'ideologia che mette insieme i miti sessantottini di una certa sinistra, l'aziendalismo di una certa destra e le cialtronate di determinate scuole psico-pedagogiche - un cocktail micidiale che ha portato alla distruzione di un modello di scuola che funzionava ma che aveva il "difetto" di non consentire che nullafacenti, casinisti e disturbatori di vario genere rallentino il lavoro di chi e lì per apprendere o per insegnare seriamente.
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: INVOLUZIONE formativa    Lun Feb 15, 2016 5:50 am

Vedendo quei documentari su rai scuola, compresi quelli sui generis di Pasolini, il sospetto di Felipeto è venuto anche a me, pur considerando che davanti alle telecamere vengono sempre mandati i migliori studenti, un po' come succede oggi per "un pugno di libri".

La mia opinione su quale sia il motivo di questa involuzione coincide al 100% con quella di comp_xt, che sottoscrivo: "Il problema è che siamo schiavi di un'ideologia che mette insieme i miti sessantottini di una certa sinistra, l'aziendalismo di una certa destra e le cialtronate di determinate scuole psico-pedagogiche - un cocktail micidiale che ha portato alla distruzione di un modello di scuola che funzionava ma che aveva il "difetto" di non consentire che nullafacenti, casinisti e disturbatori di vario genere rallentino il lavoro di chi e lì per apprendere o per insegnare seriamente."

Aggiungo che noi stiamo pagando un donmilanismo di maniera che è diventato ormai ideologia dominante. Se ai tempi di Barbiana l'accesso alla scuola e alla cultura era effettivamente classista e discriminatorio nei confronti dei tanti figli di persone povere e prive di istruzione, oggi almeno il 90% della popolazione è costituito da una classe sociale praticamente unica, che condivide stili di vita, valori, aspirazioni e difficoltà, che non vive situazioni di indigenza e che è mediamente scolarizzata.

Questa piccola borghesia polverizzata, che ha studiato in maniera ancora abbastanza seria, ha potuto constatare come lo studio non sia stato sufficiente ad emergere a livello economico e sociale e quindi ha condiviso tutte le varie riforme varate dal ministero negli ultimi venti anni, che indipendentemente dal colore dei governi hanno perseguito gli stessi obiettivi: livellamento in basso delle competenze del 95% della popolazione scolastica spacciato per inclusione del restante 5%, adesione a teorie psico-pedagogiche di dubbia efficacia e sicuramente poco contestualizzate, umiliazione del corpo docente, aumento del potere di ingerenza per i genitori, privatizzazione strisciante.

Il risultato è che il dettato costituzionale, che prevede la rimozione degli ostacoli di ordine economico e sociale viene ribaltato: con vari meccanismi, tra i quali una scuola di scarsa qualità e falsamente inclusiva, si impedisce che in Italia ci sia mobilità e ricambio sociale.

I politici si fanno belli citando le start-up, che demandano al singolo la capacità di emergere, o i nostri ricercatori all'estero, che segnano invece l'impossibilità di far valere il talento su meccanismi dell'appartenenza; due cose che, al contrario, rappresentano un fallimento della capacità collettiva di coltivare e incoraggiare "i capaci e i meritevoli".

Tutti chiedono meritocrazia a tutti i livelli e sono pronti a crocifiggere lo Scilipoti o il Berlusconi di turno per i loro sfondoni, ma nessuno realmente vuole che la meritocrazia venga ripristinata a scuola, che i migliori vengano premiati e gli altri, casomai, sostenuti e recuperati; significativa in questo senso è il messaggio della mamma-docente pronta a dare battaglia per quel sette in educazione fisica per il figlio goffo, voto ritenuto addirittura umiliante.
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catiusciagr



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MessaggioOggetto: Re: INVOLUZIONE formativa    Lun Feb 15, 2016 7:08 am

Compito dello stato è quello di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impedivano a gran parte della popolazione di proseguire gli studi,....

.....Troppo difficile....si è preferito qualcosa di più semplice per tutti:

garantire il conseguimento del titolo di studio.

labuonascuola rimuoverà davvero quegli ostacoli?
o preferirà pro-mozioni sempre più facilitate?

la domanda è retorica.
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balanzoneXXI



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MessaggioOggetto: Re: INVOLUZIONE formativa    Mar Feb 16, 2016 5:44 pm

l' involuzione formativa denunciata dal pur reazionario collega mi pare corrisponda all'involuzione sociale che da circa 40 anni si registra nel nostro automatizzato, decortinizzato, delocalizzante Occidente capitalista, di cui l'Italia costituisce uno degli anelli deboli , il luogo dove questo fenomeno epocale assume le forme più grottesche( pittoresche, direbbe la "romantica donna inglese" interpretata da un comico degli anni 70. Ritengo pertanto un po' stucchevole la rituale deprecazione del Sessantotto, secondo alcuni matrice di tutti i mali.Una società divisa in classi avrà necessariamente una scuola classista.Classista era la scuola ai tempi di Don Milani,classista è la scuola attuale. La prima operava in un paese in crescita dopo il disastro bellico e quindi funzionava meglio di quella odierna, specchio di un paese in declino.
Ritengo pertinente la precisazione sull'innalzamento dell'obbligo scolastico.Adesso costringiamo a frequentare due anni in più ragazzi le cui condizioni socio-culturali gravemente disagiate hanno consentito a stento il conseguimento della licenza media. Tutto giusto, sulla carta, e peraltro utile a non far perdere cattedre. Il risultato è un aumento del caos nel biennio delle scuole tecniche e professionali a scapito degli studenti che avrebbero frequentato comunque. Una beffa che la scuola di una volta, quella rampognata da Don Milani, risparmiava ad alunni e famiglie.
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balanzoneXXI



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MessaggioOggetto: Re: INVOLUZIONE formativa    Mar Feb 16, 2016 6:09 pm

Questi ragazzi non sanno come ci si comporta pubblicamente (non solo a scuola) perché provengono da un sottoproletariato diffuso che ormai si confonde con la nostra piccolissima borghesia, ringhiosa come un botolo perennemente incazzato , ovviamente ignorantissima,gran consumatrice di reality e programmi basati sul voyeurismo giudiziario(roba da quinto mondo).E noi stiamo a quistionare su classi capovolte e didattica modulare! Certo, insegniamo la storia in inglese, facciamo la grammatica valenziale e altre cose all' ultimo grido delle mode didattiche; in men che non si dica sparirà la dispersione scolastica e scaleremo le classifiche osche.
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comp_xt



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MessaggioOggetto: Re: INVOLUZIONE formativa    Mar Feb 16, 2016 6:20 pm

balanzoneXXI ha scritto:
l' involuzione formativa denunciata dal pur reazionario collega mi pare corrisponda all'involuzione sociale che da circa 40 anni si registra nel nostro automatizzato, decortinizzato, delocalizzante  Occidente capitalista, di cui l'Italia costituisce uno degli anelli deboli ,  il luogo dove questo fenomeno epocale assume le  forme più grottesche( pittoresche, direbbe la "romantica donna inglese" interpretata da un comico degli anni 70. Ritengo pertanto un po' stucchevole la rituale deprecazione del Sessantotto, secondo alcuni matrice di tutti i mali.Una società divisa in classi avrà  necessariamente una scuola classista.Classista era la scuola ai tempi di Don Milani,classista è la scuola attuale. La prima operava in un paese in crescita dopo il disastro bellico e quindi funzionava meglio di quella odierna, specchio di un paese in declino.
Ritengo pertinente la precisazione sull'innalzamento dell'obbligo scolastico.Adesso costringiamo a frequentare due anni in più ragazzi le cui condizioni socio-culturali  gravemente disagiate hanno consentito a stento il conseguimento della licenza media. Tutto giusto, sulla carta, e peraltro utile a non far perdere cattedre. Il risultato è un aumento del caos nel biennio delle scuole tecniche e professionali a scapito degli studenti che avrebbero frequentato comunque. Una beffa che la scuola di una volta, quella rampognata da Don Milani, risparmiava ad alunni e famiglie.

Se leggi bene il mio intervento, ho parlato di in un cocktail miciadiali in cui i miti sessantottini sono solo alcuni dei componenti.
Quanto a don Milani, resto convinto che le sue critiche ad una scuola che era oggettivamente classista fossero fondate.  Nutro riserve sull'utilità delle soluzioni proposte, che si traducevano (almeno a livello di scuola elementare e scuola media, perché di questo don Milani parlava - anche se alcuni hanno voluto arbitrariamente estendere il suo pensiero alla scuola superiore e all'università) nell'eliminazione di qualsiasi sapere vagamente astratto (tutta la matematica che non aveva a che fare con problemi pratici, la grammatica, il latino, l'Iliade, ...) - che era come dire che la cultura popolare non doveva elevarsi al di fuori dei ristretti orizzonti delle sue professioni e che la scuola doveva adattarsi a questo livello.
Don Milani però prendeva a calci culo (nel vero senso della parola, non certo metaforicamente) gli studenti della sua scuola che pretendevano di cazzeggiare ricordando loro che ogni calcio in culo che avrebbero preso da lui sarebbe stato un calcio in culo in meno nella vita. Magari lo avessero imitato in questo coloro che dicono di ispirarsi al suo pensiero...
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MessaggioOggetto: Re: INVOLUZIONE formativa    Mar Feb 16, 2016 6:26 pm

Scusa, ma le condizioni penose di preparazione culturale in ingresso alle superiori, a me non sembra proprio che siano esclusive dei ragazzi provenienti dal sottoproletariato o da condizioni socioculturali gravemente disagiate.

Io insegno in un liceo, non in un professionale infame di borgata urbana, di quelli in cui la gente si iscrive solo perchè obbligata, e poi, dopo una bocciatura o due, abbandona la scuola non appena compiuti i 16 anni.

E assicuro che, nelle classi prime, la percentuale di quelli che non sanno distinguere un pronome da un verbo o che non sanno sommare due frazioni è consistente, è sempre in crescita, ed è trasversale a quasi tutte le provenienze sociali.

Per la maggior parte hanno genitori che sono almeno diplomati o anche laureati (e che si sono diplomati e laureati con la scuola di 30 anni fa, NON quella di adesso), eppure l'analfabetismo di fatto è diffuso lo stesso...
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balanzoneXXI



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MessaggioOggetto: Re: INVOLUZIONE formativa    Mar Feb 23, 2016 3:54 pm

Nel secondo post mi riferivo ai "forzati del biennio", ma in un altro thread avevo scritto di sbracamento generale.A mio avviso la situazione quasi  pocalttica di cui parla  Paniscus scaturisce da processi oggettivi che trascendono gli individui.Pertanto i nostri politici e tecnopolitici con la loro indole prava , famelica, servile, non fanno che seguire, lautamente retribuiti, lo spirito del tempo.I movimenti protestatar-qualunquisti, figli anche di cotanto  degrado socio-culturale, non riescono a cogliere questo aspetto, crogiolandosi in puerili e complottarde letture della realtà.Pensano di essere nuovi perché usano strumenti nuovi (ormai neanche tanto), ma sono roba vecchia.
Ritengo  che, fatte le debite eccezioni, quella minoranza di studenti che conseguono ancora risultati buoni  abbia un'estrazione sociale medio-alta, come è logico che sia. In attesa che il trionfante dispiegamento dell' A.I ci tolga dai pasticci, possiamo solo sperare che questa minoranza non diventi così esigua da non riuscire a tenere in piedi una società tecnologica.
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MessaggioOggetto: Re: INVOLUZIONE formativa    Mar Feb 23, 2016 5:33 pm

balanzoneXXI ha scritto:
Ritengo che, fatte le debite eccezioni, quella minoranza di studenti che conseguono ancora risultati buoni abbia un'estrazione sociale medio-alta, come è logico che sia. In attesa che il trionfante dispiegamento dell' A.I ci tolga dai pasticci, possiamo solo sperare che questa minoranza non diventi così esigua da non riuscire a tenere in piedi una società tecnologica.
Non so, potrebbe anche estinguersi

http://www.orizzontescuola.it/news/scuola-italiana-deve-riconvertirsi-alla-pedagogia
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: INVOLUZIONE formativa    Mar Feb 23, 2016 5:42 pm

Benissimo, per me va bene
.vorrei solo che mi dicessero a chi affidare ospedali, sale operatorie,tribunali,centri contabili, centrali elettriche,navi,aerei,radar,ferrovie, ponti e strade,quando il risultato del Grande Oratorio dello svago non formerà più tecnici con competenze
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: INVOLUZIONE formativa    Mar Feb 23, 2016 5:59 pm

Hai capito
?questa delirante persona,che continua misteriosamente ad aver ampio spazio sui siti della scuola,afferma con.preoccupazione che la scuola è fondata sulla didattica scientifica,(ben confermata dalle ottime conoscenze tecnico-matematuche dei nostri alunni.)e che essa debba divenire pura pedagogia .
signora AMMANATI, LEI USA L AUTO,l energia elettrica,I TRENI,IL METANO , GLI OSPEDALI,I LABORATORI? E che tipo di formazione pensa che abbia avuto la gente che permette che queste cose esistano?faccia una cosa,vada su un isola rocciosa disabitata,OVVIAMENTE A NUOTO, e fondi un nuovo mondo pregno di pedagogia ed empatia li..
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: INVOLUZIONE formativa    Mar Feb 23, 2016 8:58 pm

comp_xt ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
Non ti hanno avvisato che nel 1979 la scuola dell'obbligo si fermava prima della scuola superiore?

E quindi?
Per quale  arcano motivo se aumenta il numero degli studenti che frequentano la scuola la qualità della preparazione dovrebbe diminuire?
Compito dello stato è quello di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impedivano a gran parte della popolazione di proseguire gli studi, non certo di garantire il conseguimento del titolo di studio.


... se compito dello stato è RIMUOVERE va da sé che questi ostacoli ci sono: o no?

Sono abituata per bieco pragmatismo a distinguere tra essere e dover essere.
Il tuo candore è commovente, ma mi pare evidente che quando il numero era "inferiore", a non andare a scuola erano quelli con minori strumenti, non quelli con una libreria familiare di 300 volumi e un vocabolario di 700 parole, quelli della cui performance televisiva si stupiscono tanto altri colleghi...
C'è a chi piace pensare che nascere a Scampia o a Parioli non faccia nessuna differenza e che la stessa possibilità di accesso alla scuola pareggi i conti: i fatti gli daranno certamente ragione!
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: INVOLUZIONE formativa    Mar Feb 23, 2016 9:10 pm

balanzoneXXI ha scritto:
Questi ragazzi non sanno come ci si comporta pubblicamente (non solo a scuola) perché provengono da un sottoproletariato diffuso che ormai si confonde  con la nostra piccolissima borghesia, ringhiosa come un botolo perennemente incazzato , ovviamente ignorantissima,gran consumatrice di  reality e programmi basati  sul voyeurismo giudiziario(roba da quinto mondo).E noi stiamo a quistionare su classi capovolte e didattica modulare! Certo, insegniamo la storia in inglese, facciamo la grammatica valenziale e altre cose all' ultimo grido delle mode didattiche; in men che non si dica sparirà la dispersione scolastica e scaleremo le classifiche osche.




Esiste ancora la borghesia?
Che tenerezza! Sembra una di quelle parole dell'atelier di Gozzano, tipo "pastrano"...

Leggendo certi interventi mi convinco quasi che l' "inquinamento" della scuola altolocata dei signorini che potrebberofaretantobenese, da parte delle orde barbariche dei somari non sia tanto male! Un gesto quasi dada... Una pernacchia futurista!
Pensare poi che il problema sorga miracolosamente al biennio delle superiori è veramente sconcertante. Come se questi nostri Pinocchio nascessero già di 14 anni e solo a 15 realizzassero di essere costretti a rimanere controvoglia a scuola!
Capisco che sforzarsi ad innovare la didattica, magari aggiornarsi (orrore!) costi molto più che non espellere quelli che non ci permettono di fare la nostra rodata e carissima didattica della maestrina dalla penna rossa (genericamente presentata..., anche solo con un sospiro e un luccicone di nostalgia), data una volta per tutte come una rivelazione, supremo approdo della didattica di ogni tempo, passato presente e futuro!
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: INVOLUZIONE formativa    Mar Feb 23, 2016 9:36 pm

Ma questa professorina che fa del sarcasmo sarà davvero una prof..?ai posteri l ardua sentenza. Sicuramente, dato che i suoi interventi sono vuoti di contenuti e pregni di sterile critica e talvolta insulti, deve avere un ph pari a 2(aspe la finta prof non lo sa..vuol dire essere acidi).. Vivi serena Lucetta,convivi con l invidia che ti attanaglia e i tuoi conflitti interiori
Se non riesci a dire qualcosa di furbo,vai al club del cucito ;))
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: INVOLUZIONE formativa    Mar Feb 23, 2016 9:44 pm

Praticamente la signora dice che solo i ricchi erano e sono bravi a scuola (esempio Lapo Elkann,ricercatore al CERN)..ALTRO esempio,io mi sono laureato perché mio padre dipendente e mia madre casalinga avevamo la Villazza piena di libri,per cui ho potuto studiare..
poi saprebbe gestire qualunque alunno o alunna violento,strafottente, isterico,manesco perché "lei si aggiorna,mica come.noi"..davvero,al club del taglio e cucito ti aspettano


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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: INVOLUZIONE formativa    Mar Feb 23, 2016 9:55 pm

Felipeto ha scritto:
Praticamente la signora dice che solo i ricchi erano e sono bravi a scuola (esempio Lapo Elkann,ricercatore al CERN)..ALTRO esempio,io mi sono laureato perché mio padre dipendente e mia madre casalinga avevamo la Villazza piena di libri,per cui ho potuto studiare..
poi saprebbe gestire qualunque alunno o alunna violento,strafottente, isterico,manesco perché "lei si aggiorna,mica come.noi"..davvero,al club del taglio e cucito ti aspettano




Oh cielo: no! Immagino infatti che alle nomine annuali ognuno di noi abbia sempre scelto la scuola del quartiere malfamato certo di scovare lì il pupillo!

Credo di capire (mi sfugge sempre almeno un 50%) che stiamo dando per scontato che tu sia bravo perché lo dici tu e che tu lo rimanga (e rimarrai) anche senza aggiornamento, per scienza infusa durante un glorioso passato universitario cui fai riferimento un intervento su due. Certamente un campione composto da te e Lapo Elkann dovrebbe dirimere ogni controversia sulla questione: sono assolutamente convinta!
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: INVOLUZIONE formativa    Mar Feb 23, 2016 10:02 pm

Www.universitadellacalzettadilana.EU
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Vichy



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MessaggioOggetto: Re: INVOLUZIONE formativa    Mar Feb 23, 2016 11:07 pm

Io lavoro in una secondaria di primo grado, e capisco quello che dici. Le cose che più ho notato: 11/13 anni dovrebbe essere l'età dei sogni, anche quelli irrealizzabili, e invece ho trovato tanti bimbi annoiati e senza fantasia, il primo giorno alla domanda "parlami di te" spesso la risposta è stata "e che devo dire? e che ne so? fammi delle domande..." cosa vuoi fare da grande...molti hanno detto "un lavoro facile senza sforzi" oppure "un lavoro dove non serve studiare molto"..."il bidello", "la mantenuta", ecc. Solo una bimba ha detto di voler fare il magistrato, ma io mi sarei accontentata di un classico "ballerina o calciatore prof, anche se so che ci vuole molto sacrificio soprattutto fisico" e invece il nulla. Inoltre, non hanno manualità e fantasia "piega il cartoncino lungo la linea"...un sacco di ragazzi non sapeva farlo...cioè stiamo scherzando piegare un foglio lungo una linea??
Senza pensare che la mia è scuola dell'obbligo e il 90% è pieno di problemi: e i genitori separati, e quello ha problemi psicologici, e quella è traumatizzata e così e colà, a volte noto nei consigli che si tende a diventare (abusivamente) psicologi ma noi siamo insegnanti, quindi c'è un limite anche in questo.
Quindi fai un mix di: compassione verso situazioni familiari/sociali/economiche ecc. +scuola dell'obbligo "dobbiamo promuovere tutti"+ capacità cognitive limitate+ noia+distrazione da mille input esterni= dalle scuole medie escono gli alunni che poi vengono alle superiori e di cui parli
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Hoffnung2



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MessaggioOggetto: Re: INVOLUZIONE formativa    Mar Feb 23, 2016 11:12 pm

Vichy ha scritto:
Io lavoro in una secondaria di primo grado, e capisco quello che dici. Le cose che più ho notato: 11/13 anni dovrebbe essere l'età dei sogni, anche quelli irrealizzabili, e invece ho trovato tanti bimbi annoiati e senza fantasia, il primo giorno alla domanda "parlami di te" spesso la risposta è stata "e che devo dire? e che ne so? fammi delle domande..." cosa vuoi fare da grande...molti hanno detto "un lavoro facile senza sforzi" oppure "un lavoro dove non serve studiare molto"..."il bidello", "la mantenuta", ecc. Solo una bimba ha detto di voler fare il magistrato, ma io mi sarei accontentata di un classico "ballerina o calciatore prof, anche se so che ci vuole molto sacrificio soprattutto fisico" e invece il nulla. Inoltre, non hanno manualità e fantasia "piega il cartoncino lungo la linea"...un sacco di ragazzi non sapeva farlo...cioè stiamo scherzando piegare un foglio lungo una linea??
Senza pensare che la mia è scuola dell'obbligo e il 90% è pieno di problemi: e i genitori separati, e quello ha problemi psicologici, e quella è traumatizzata e così e colà, a volte noto nei consigli che si tende a diventare (abusivamente) psicologi ma noi siamo insegnanti, quindi c'è un limite anche in questo.
Quindi fai un mix di: compassione verso situazioni familiari/sociali/economiche ecc. +scuola dell'obbligo "dobbiamo promuovere tutti"+ capacità cognitive limitate+ noia+distrazione da mille input esterni= dalle scuole medie escono gli alunni che poi vengono alle superiori e di cui parli
Vicky, purtroppo hai colto nel segno, quanto hai ragione! Quoto parola per parola!
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