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 riflessioni sull'insegnamento

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puer2



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MessaggioOggetto: riflessioni sull'insegnamento   Mer Feb 24, 2016 9:39 pm

Un insegnante precario che non riesce a tenere una prima media di 23 ragazzi non maleducati, ma vivaci, che non viene ascoltato quando spiega, nè quando interroga, che non sortisce nessun effetto attribuendo note o insufficienze, che non riesce a fargli appassionare all'attività svolta, che è come se non ci fosse in classe, quando nota che quegli stessi alunni sono attenti con altri insegnanti, significa che non sa fare il suo mestiere e sarebbe opportuno che lo cambiasse?
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: riflessioni sull'insegnamento   Mer Feb 24, 2016 9:43 pm

Lavoro no magari ordine di scuola
Diciamo che in un buon tecnico o.liceo si vive un.po meglio..le Medie sono una missione kamikaze
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precario.acciaio



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MessaggioOggetto: Re: riflessioni sull'insegnamento   Mer Feb 24, 2016 9:47 pm

Dipende. Se la situazione è come la descrivi sì, deve cambiare mestiere per non dover soffrire per tutta la vita, ma magari questo è solo il portato di un'esperienza negativa temporanea...
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Francesca4



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MessaggioOggetto: Re: riflessioni sull'insegnamento   Mer Feb 24, 2016 10:00 pm

Felipeto ha scritto:
Lavoro no magari ordine di scuola
Diciamo che in un buon tecnico o.liceo si vive un.po meglio..le Medie sono una missione kamikaze

Davvero pensi che le medie siano più difficili da affrontare?
Vorresti, per cortesia, spiegarmi le motivazioni per cui le paragoni addirittura ad una missione Kamikaze?
Sono davvero curiosa di saperlo, perché sono invece sempre stata convinta del contrario.
Si tratta di ragazzini che attraversano l'età del cambiamento e della transizione è vero,e che coltivando atteggiamenti oppositivi cercano di affermare la loro personalità, ma si tratta di una fase della crescita che sapranno superare, e personalmente li trovo ben disposti rispetto a chi sappia ascoltarli, a patto che ci si mostri sempre autorevoli ed equilibrati.

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ProfessorPanza



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MessaggioOggetto: Re: riflessioni sull'insegnamento   Mer Feb 24, 2016 10:14 pm

Dipende. Sei giovane? Hai alternative concrete? Allora sì, di corsa.
Oppure sei come me, cioè non proprio giovanissimo, nessuna alternativa se non rovistare nei cassonetti? Allora resta dove sei. La situazione pian piano migliora. Nel senso che, anche se non riesci ad avere la meglio sui ragazzini, ti abitui e soffri sempre meno.
Cambiare ordine di scuola potrebbe essere la soluzione ideale, a patto che capiti in un liceo o simili... se vai in un professionale potresti rimpiangere le medie
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ProfessorPanza



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MessaggioOggetto: Re: riflessioni sull'insegnamento   Mer Feb 24, 2016 10:16 pm

Francesca4 ha scritto:
si tratta di una fase della crescita che sapranno superare

Sì, infatti la supereranno appena arrivati alle superiori
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: riflessioni sull'insegnamento   Mer Feb 24, 2016 10:30 pm

L'insegnamento è una professione, e quindi si impara a farla e si perfeziona con il tempo come tutte le professioni.
Ammettere le proprie difficoltà (che non è da tutti nell'ambiente, dove va ora di moda addossare ogni responsabilità ai ragazzi) è un buon punto di partenza per lavorare, sempre che tu sia interessato a rimanere dei nostri.
Il precariato nella scuola può essere lungo, faticoso e snervante: se non ti interessa l'obiettivo non ne vale la pena!
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ludmilla72



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MessaggioOggetto: Re: riflessioni sull'insegnamento   Mer Feb 24, 2016 10:35 pm

Anche nel nostro lavoro con l'esperienza si matura e si impara.

Io non mi riconoscerei nella docente che ero dieci anni fa. Un insegnante deve sempre farsi l'esame di coscienza; quando si torna a casa, bisogna domandarsi che cosa è andato bene e che cosa è andato storto, e perché. Fa parte del nostro lavoro.

Gli altri insegnanti probabilmente possiedono la dote dell'autorevolezza, che deriva a volte semplicemente dalla permanenza nella scuola per un periodo di tempo abbastanza lungo. Essere precari non aiuta.

L'autorevolezza si conquista ogni giorno. Deriva da un mix di strategie, non c'è una ricetta universale. Secondo me è importante stabilire regole chiare e precise e poi attenervisi, ma è anche fondamentale trasmettere agli alunni la sensazione che noi teniamo a loro e lavoriamo per il loro bene.

A volte giova confrontarsi col singolo alunno anziché con la classe, trovare il tempo per un colloquio a quattr'occhi. In queste occasioni bisogna saper convincere, ma occorre anche saper ascoltare senza pregiudizi. I nostri alunni a volte sono più sensibili ed intelligenti di quanto pensiamo.

E' SEMPRE indispensabile la collaborazione tra colleghi. Il gioco al massacro in cui ci si sminuisce a vicenda non giova a nessuno; soprattutto non serve agli alunni. E' come quando i genitori sono separati e papà consente al figlio quello che mamma gli proibisce, con grande nocumento per l'educazione del pargolo.

Spero di esserti stata utile. Tieni duro e buon lavoro!
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: riflessioni sull'insegnamento   Gio Feb 25, 2016 5:40 am

Puer2,
intanto ti tranquillizzo sul fatto che le prime medie di oggi sono così, non necessariamente maleducate, ma nella maggior parte dei casi molto meno scolarizzate di qualche anno fa. Questo è un dato generalizzato che viene aggravato da situazioni specifiche, come la marginalità della materia, la giovane età del professore, la presenza in classe di qualche adhd, un consiglio di classe che gioca al massacro, la scarsa comunicazione tra colleghi o il contesto di istituto e locale disfunzionale a tutti i livelli.

Nessuno è "nato imparato" e pochissimi hanno trovato immediatamente la ricetta magica per "gestire la classe". L'esperienza e l'autorevolezza ognuno deve costruirsele sul campo. Io credo che tutti gli insegnanti, di quando in quando, si chiedano se hanno sbagliato mestiere.

Un consiglio, comunque: devi essere il primo/a a credere nell'importanza di alcune misure apparentemente repressive e punitive, come le insufficienze per chi non studia e le note sul diario e sul registro per chi si comporta male e disturba la lezione, e anche di misure premiali per chi al contrario studia e si comporta bene. Se ci credi e le applichi il messaggio passerà anche agli scalmanati, che tranne pochi irriducibili si comporteranno di conseguenza.
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: riflessioni sull'insegnamento   Gio Feb 25, 2016 9:43 am

sono assolutamente d'accordo: la coerenza è fondamentale, meglio ancora se condivisa a livello di consiglio di classe
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: riflessioni sull'insegnamento   Gio Feb 25, 2016 10:30 am

Quindi l insufficienza per chi non studia sarebbe una misura repressiva? O un semplice atto che rientra negli obblighi Dell insegnamento..
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: riflessioni sull'insegnamento   Gio Feb 25, 2016 10:42 am

apparentemente: nella realtà rientra nell'obbligo di valutazione e non sempre i docenti stessi ne sono consapevoli. Capita che gli alunni siano poco propensi allo studio e al rispetto delle regole perché convinti che tanto non subiranno alcuna conseguenza.
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: riflessioni sull'insegnamento   Gio Feb 25, 2016 4:53 pm

puer2 ha scritto:
Un insegnante precario che non riesce a tenere una prima media di 23 ragazzi non maleducati, ma vivaci, che non viene ascoltato quando spiega, nè quando interroga, che non sortisce nessun effetto attribuendo note o insufficienze,
Spiegami perchè la classe in oggetto non dovrebbe essere di maleducati; io ero bene educato, ascoltavo anche quando mi parlavano di Petrarca e Foscolo (du' coglioni !), seguivo le interrogazioni degli altri immaginando che mi avrebbero alleggerito lo studio casalingo, temevo le note e le insufficienze; se quei ragazzi si comportano diversamente da me sono diversi da come ero io ovvero maleducati.
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Laura70



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MessaggioOggetto: Re: riflessioni sull'insegnamento   Gio Feb 25, 2016 6:02 pm

avidodinformazioni ha scritto:
puer2 ha scritto:
Un insegnante precario che non riesce a tenere una prima media di 23 ragazzi non maleducati, ma vivaci, che non viene ascoltato quando spiega, nè quando interroga, che non sortisce nessun effetto attribuendo note o insufficienze,
Spiegami perchè la classe in oggetto non dovrebbe essere di maleducati; io ero bene educato, ascoltavo anche quando mi parlavano di Petrarca e Foscolo (du' coglioni !), seguivo le interrogazioni degli altri immaginando che mi avrebbero alleggerito lo studio casalingo, temevo le note e le insufficienze; se quei ragazzi si comportano diversamente da me sono diversi da come ero io ovvero maleducati.

è quello che penso anch'io e anch'io ero come te quando andavo a scuola. Ora in alcune classi per farli stare bravi durante le interrogazioni bisogna dare al resto delle classe qualcosa da fare, bisogna presentare gli argomenti in modo interessante se no si annoiano e fanno casino (ops scusate il termine!), le note... (ormai certi sono abituati) e le insufficienze diventa sufficienze senza problemi...
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: riflessioni sull'insegnamento   Gio Feb 25, 2016 6:34 pm

Laura70 ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
puer2 ha scritto:
Un insegnante precario che non riesce a tenere una prima media di 23 ragazzi non maleducati, ma vivaci, che non viene ascoltato quando spiega, nè quando interroga, che non sortisce nessun effetto attribuendo note o insufficienze,
Spiegami perchè la classe in oggetto non dovrebbe essere di maleducati; io ero bene educato, ascoltavo anche quando mi parlavano di Petrarca e Foscolo (du' coglioni !), seguivo le interrogazioni degli altri immaginando che mi avrebbero alleggerito lo studio casalingo, temevo le note e le insufficienze; se quei ragazzi si comportano diversamente da me sono diversi da come ero io ovvero maleducati.

è quello che penso anch'io e anch'io ero come te quando andavo a scuola. Ora in alcune classi per farli stare bravi durante le interrogazioni bisogna dare al resto delle classe qualcosa da fare, bisogna presentare gli argomenti in modo interessante se no si annoiano e fanno casino (ops scusate il termine!), le note... (ormai certi sono abituati) e le insufficienze diventa sufficienze senza problemi...
Il fatto che adesso sia così un po' ovunque io lo leggo in piena coerenza con quanto da me affermato: adesso sono maleducati un po' ovunque.
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tellina



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MessaggioOggetto: Re: riflessioni sull'insegnamento   Gio Feb 25, 2016 6:52 pm

puer2 ha scritto:
Un insegnante precario che non riesce a tenere una prima media di 23 ragazzi non maleducati, ma vivaci, che non viene ascoltato quando spiega, nè quando interroga, che non sortisce nessun effetto attribuendo note o insufficienze, che non riesce a fargli appassionare all'attività svolta, che è come se non ci fosse in classe, quando nota che quegli stessi alunni sono attenti con altri insegnanti, significa che non sa fare il suo mestiere e sarebbe opportuno che lo cambiasse?
o siete tutti molto buoni e political correct...o io son decisamente troppo tranchant...
valuterei l'idea di cambiar mestiere*.
seriamente.
prima comunque approfondirei la situazione...
premesso che si impara col tempo...ma se nasci tondo non muori quadrato e al massimo puoi fingere d'esser dodecagonale...
se si stesse parlando della prima settimana di esperienza a scuola prenderei un pochino di tempo per decidere, certo. qualche mese.
ma nemmeno un anno intero.
e poi necessariamente farei un conteggio matematico: quante classi ha questo collega? in quante ha oggettivi e insormontabili problemi di gestione?
son conti che, immagino, ognuno di noi si è trovato a fare probabilmente più volte nella sua carriera lavorativa...

ho nove classi...in cinque lavoro proprio bene e con personale soddisfazione, in due lavoro bene, mi diverto, diverto/appassiono e mi rilasso, in una faccio parecchia fatica...da un'altra esco strisciando, sfatta, dopo due ore di tensione incredibile causa controllo costante, causa urlate, causa tuttoquellochevivieneinmente.
la mia classe incubo è incubo condiviso con altri colleghi...la qual cosa, diciamocelo, rilassa...perché in questi casi "mal comune mezzo gaudio", ma so che in questa classe un paio di colleghi riescono a lavorare (serenamente non so ma sicuramente lavoran meglio di me), son di materie più strutturate e più "rispettate", lettere e matematica...ma questo non lo vedo comunque come scusante totale del mio insuccesso.
cerco di sopravvivere e attendo tempo migliori (a volte i ragazzi migliorano col tempo...spesso peggiorano...chissà...).

conosco colleghi preparatissimi nella loro materia, ne ho la certezza, parlando con loro in sala prof ho imparato tante cose di cui non immaginavo nemmeno l'esistenza...ma purtroppo vedo che di quel loro sapere non riescono a passare nemmeno un decimo ai ragazzi che si ritrovan davanti (e non per cattiva volontà, sia chiaro, non stiam parlando di casi limite di docenti imboscati o poco impegnati ecc...anzi, son persone che ci mettono il cuore...ma il loro cuore, prezioso, in certi contesti va sprecato!).
prendere atto di questo penso sia doveroso...
*poi umanamente capisco anche benissimo che la scelta di cambiar mestiere non sia facilissima, non nel nostro momento storico sociale, non per chi magari insegna (così) da dieci e passa anni ed è anagraficamente poco riciclabile in altro ambito...
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AndreaOdi



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MessaggioOggetto: Re: riflessioni sull'insegnamento   Ven Feb 26, 2016 12:10 am

Io credo che un sistema per migliorare, almeno un po', il lavoro del singolo docente in classe ed il clima generale sia da ricercare nella compattezza del cdc.

Se ogni docente fa a modo suo sotto ogni aspetto, allora i ragazzi percepiscono palesemente queste differenze, con il risultato che con qualcuno rigano dritti e con qualcun altro fanno i furbi a più non posso.
Se invece il cdc ha, almeno in parte, regole condivise, gli studenti lo notano e capiscono che dietro al singolo docente, anche quello che meno riesce a mantenere la disciplina, c'è un gruppo e c'è una strategia comune.

Chiaramente questa cosa può (anzi, deve) essere applicata solo in parte, perché ogni insegnante è libero di impostare il lavoro in classe come vuole. Però alcune cose potrebbero esser proficuamente gestite nella stessa maniera da tutti i docenti.
Cose banali... tipo regolamentare le uscite per andare in bagno, cosa fare  se uno chiacchiera (qualcuno sbatte fuori dalla porta, qualcuno urla a squarciagola, qualcuno mette note, qualcuno interroga, qualcuno non fa nulla...).
Boh? Forse pensandoci con calma si potrebbero mettere in atto strategie comuni per aiutare i colleghi inesperti da una parte e migliorare il clima della classe dall'altra.

Tra l'altro io sono convinto che a maggiore autorevolezza generale del corpo insegnanti corrisponda maggior soddisfacimento generale degli alunni: inizialmente,e magari, pesa un po' dover stare attenti ma alla lunga, quando verosimilmente anche il profitto migliora, credo che anche molti ragazzi sarebbero più soddisfatti.
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tellina



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MessaggioOggetto: Re: riflessioni sull'insegnamento   Ven Feb 26, 2016 9:33 am

Di banale a scuola non c'è nulla...
Il regolamento di istituto esiste e riguarda regole generali di comportamento...attenersi a quello spesso è già problematico.
In una scuola era vietatisssssimo far andare in bagno i ragazzini alla prima ora.
Io mi ero sempre posta il problema di questa scelta...ed ero contraria, fu l'unica volta che feci verbalizzare un mio parere per iscritto...la motivazione era: "arrivan da casa, al bagno ci sono appena stati" (io pensavo agli effetti non immediati della colazione e a chi impiegava anche una mezzora ad arrivare a scuola...).
Quando un ragazzino se la fece addosso in classe, alla prima ora, dopo che gli era stato vietato di andare in bagno...il regolamento cambiò (e io smisi di mandare i ragazzini in bagbo facendo il palo perché non fossero beccati...).
Buttar fuori dalla classe chi chiacchiera? E chi li sorveglia? Lo puoi fare se hai i bidelli attaccati a quella classe ma nelle altre trenta classi non puoi, per legge, metter fuori nessuno dall'aula senza sorveglianza...
Sono anni e anni che se ne parla con calma...ma appunto...la gestione unica non è proponibile perché i docenti son diversi come lo sono le materie e come ovviamente lo sono i ragazzi...
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MessaggioOggetto: Re: riflessioni sull'insegnamento   Ven Feb 26, 2016 12:54 pm

tellina ha scritto:
Buttar fuori dalla classe chi chiacchiera? E chi li sorveglia? Lo puoi fare se hai i bidelli attaccati a quella classe ma nelle altre trenta classi non puoi, per legge, metter fuori nessuno dall'aula senza sorveglianza...
Sono anni e anni che se ne parla con calma...ma appunto...la gestione unica non è proponibile perché i docenti son diversi come lo sono le materie e come ovviamente lo sono i ragazzi...
A cavillare (normale attività in presenza di avvocati) non si può neanche se c'è qualcuno che lo sorveglia, se ne lede infatti il diritto allo studio (costituzionalmente garantito).

Non non abbiamo il potere gestire quel diritto.
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: riflessioni sull'insegnamento   Ven Feb 26, 2016 1:47 pm

Il diritto allo studio dello stronzetto viene a cessare quando lede quello della collettività, cioè la rimanente classe.nondimeno lo stronzetto compie reato di interruzione di pubblico servizio.
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MessaggioOggetto: Re: riflessioni sull'insegnamento   Ven Feb 26, 2016 1:48 pm

Felipeto ha scritto:
Il diritto allo studio dello stronzetto viene verrebbe a cessare quando lede quello della collettività, cioè la rimanente classe.nondimeno lo stronzetto compie reato di interruzione di pubblico servizio.
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comp_xt



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MessaggioOggetto: Re: riflessioni sull'insegnamento   Ven Feb 26, 2016 2:41 pm

tellina ha scritto:

o siete tutti molto buoni e political correct...o io son decisamente troppo tranchant...
valuterei l'idea di cambiar mestiere*.
seriamente.
prima comunque approfondirei la situazione...
premesso che si impara col tempo...ma se nasci tondo non muori quadrato e al massimo puoi fingere d'esser dodecagonale...
se si stesse parlando della prima settimana di esperienza a scuola prenderei un pochino di tempo per decidere, certo. qualche mese.
ma nemmeno un anno intero.
e poi necessariamente farei un conteggio matematico: quante classi ha questo collega? in quante ha oggettivi e insormontabili problemi di gestione?
son conti che, immagino, ognuno di noi si è trovato a fare probabilmente più volte nella sua carriera lavorativa...

ho nove classi...in cinque lavoro proprio bene e con personale soddisfazione, in due lavoro bene, mi diverto, diverto/appassiono e mi rilasso, in una faccio parecchia fatica...da un'altra esco strisciando, sfatta, dopo due ore di tensione incredibile causa controllo costante, causa urlate, causa tuttoquellochevivieneinmente.
la mia classe incubo è incubo condiviso con altri colleghi...la qual cosa, diciamocelo, rilassa...perché in questi casi "mal comune mezzo gaudio", ma so che in questa classe un paio di colleghi riescono a lavorare (serenamente non so ma sicuramente lavoran meglio di me), son di materie più strutturate e più "rispettate", lettere e matematica...ma questo non lo vedo comunque come scusante totale del mio insuccesso.
cerco di sopravvivere e attendo tempo migliori (a volte i ragazzi migliorano col tempo...spesso peggiorano...chissà...).

conosco colleghi preparatissimi nella loro materia, ne ho la certezza, parlando con loro in sala prof ho imparato tante cose di cui non immaginavo nemmeno l'esistenza...ma purtroppo vedo che di quel loro sapere non riescono a passare nemmeno un decimo ai ragazzi che si ritrovan davanti (e non per cattiva volontà, sia chiaro, non stiam parlando di casi limite di docenti imboscati o poco impegnati ecc...anzi, son persone che ci mettono il cuore...ma il loro cuore, prezioso, in certi contesti va sprecato!).
prendere atto di questo penso sia doveroso...
*poi umanamente capisco anche benissimo che la scelta di cambiar mestiere non sia facilissima, non nel nostro momento storico sociale, non per chi magari insegna (così) da dieci e passa anni ed è anagraficamente poco riciclabile in altro ambito...

Nemmeno io sono per il politically correct, le cose però vanno dette per quello che sono analizzando la questione a tutto tondo e non in maniera parziale.
Se un docente esce matto da tutte le sue classi e questo si verifica in qualsiasi scuola dove insegni è chiaro che può anche valutare l'idea di tentare altre strade, ma questo a esclusiva salvaguardia della sua salute mentale, perché a lungo andare si esce matti da queste situazione.
Ciò che però tu non hai analizzato è l'altra faccia della medaglia, ossia gli studenti.
Perché mai dovremmo prendere atto che vi sono persone che per natura non sono in grado di tenere buona una classe e non invece che il rispetto del docente è dovuto a prescindere?
Io ho avuto docenti che non avevano alcun carisma e che oggi avrebbero serie difficoltà a gestire una qualsiasi classe ma che allora facevano la loro lezione senza rotture di scatole.
Ma gli studenti di 20-30 anni fa non sono geneticamente diversi da quelli di oggi, quello che cambia è la diversa educazione che è stata fornita loro dagli adulti e il diverso modo con cui gli operatori scolastici gestiscono tali situazioni.
Il collega che ha aperto questa discussione ha un grosso problema ed è naturale che si ponga certe domande e che faccia anche certe valutazioni. Ma la risposta nostra non può essere quella di far passare la capacità di tenere la classe come un dono naturale che o lo si possiede o, in caso contrario, occorrerebbe darsi all'ippica. Nessuno penserebbe mai di dire che se in una città ci sono troppe rapine la colpa è dei carabinieri e dei poliziotti che non sanno farsi rispettare dai ladri.
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: riflessioni sull'insegnamento   Ven Feb 26, 2016 3:27 pm

comp_xt ha scritto:
la risposta nostra non può essere quella di far passare la capacità di tenere la classe come un dono naturale che o lo si possiede o, in caso contrario, occorrerebbe darsi all'ippica. Nessuno penserebbe mai di dire che se in una città ci sono troppe rapine la colpa è dei carabinieri e dei poliziotti che non sanno farsi rispettare dai ladri.
In realtà quello è un dono naturale, e se c'è ben venga; la cosa che non deve passare è che se non c'è allora uno debba cambiare mestiere, peggio, che sia insegnante indegno e che meriti il casino dei propri studenti.

Insegnante degno è colui che

1) sa le cose
2) si impegna a spiegarle e coloro che lo ascoltano le capiscono
3) risponde pazientemente e senza sbeffeggiamenti alle domande di coloro che non capiscono
4) offre possibilità di riscatto fino all'ultimo giorno, perchè riconosce che anche il più stronzo, è stronzo perchè è stato educato male e quindi non per sua colpa
5) non si fa ferire dai propri insuccessi.

Ho inserito quest'ultimo punto perchè un docente che si fa ferire presto o tardi si schiererà con i carnefici danneggiando la categoria, e questo lo renderà indegno.
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: riflessioni sull'insegnamento   Ven Feb 26, 2016 3:54 pm

avidodinformazioni ha scritto:
comp_xt ha scritto:
la risposta nostra non può essere quella di far passare la capacità di tenere la classe come un dono naturale che o lo si possiede o, in caso contrario, occorrerebbe darsi all'ippica. Nessuno penserebbe mai di dire che se in una città ci sono troppe rapine la colpa è dei carabinieri e dei poliziotti che non sanno farsi rispettare dai ladri.
In realtà quello è un dono naturale, e se c'è ben venga; la cosa che non deve passare è che se non c'è allora uno debba cambiare mestiere, peggio, che sia insegnante indegno e che meriti il casino dei propri studenti.

Insegnante degno è colui che

1) sa le cose
2) si impegna a spiegarle e coloro che lo ascoltano le capiscono
3) risponde pazientemente e senza sbeffeggiamenti alle domande di coloro che non capiscono
4) offre possibilità di riscatto fino all'ultimo giorno, perchè riconosce che anche il più stronzo, è stronzo perchè è stato educato male e quindi non per sua colpa
5) non si fa ferire dai propri insuccessi

Ho inserito quest'ultimo punto perchè un docente che si fa ferire presto o tardi si schiererà con i carnefici danneggiando la categoria, e questo lo renderà indegno.


Qualche dubbio sul punto 3. Ammetto diversi sbeffeggi e perfino qualche rifiuto di spiegazione a dubbi troppo idioti (e/o faziosi)
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ludmilla72



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MessaggioOggetto: Re: riflessioni sull'insegnamento   Ven Feb 26, 2016 4:12 pm

Sul concetto di "insegnante degno" sono pienamente d'accordo con Avido. Credo sia la prima volta che succede: devo preoccuparmi?
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