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 riflessioni sull'insegnamento

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puer2



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MessaggioOggetto: riflessioni sull'insegnamento   Mer Feb 24, 2016 9:39 pm

Promemoria primo messaggio :

Un insegnante precario che non riesce a tenere una prima media di 23 ragazzi non maleducati, ma vivaci, che non viene ascoltato quando spiega, nè quando interroga, che non sortisce nessun effetto attribuendo note o insufficienze, che non riesce a fargli appassionare all'attività svolta, che è come se non ci fosse in classe, quando nota che quegli stessi alunni sono attenti con altri insegnanti, significa che non sa fare il suo mestiere e sarebbe opportuno che lo cambiasse?
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: riflessioni sull'insegnamento   Ven Feb 26, 2016 4:16 pm

ludmilla72 ha scritto:
Sul concetto di "insegnante degno" sono pienamente d'accordo con Avido. Credo sia la prima volta che succede: devo preoccuparmi?

Non preoccuparti: anche un orologio fermo segna l'ora giusta due volte al giorno.

Se continua a succedere, invece, ... ;-)
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ludmilla72



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MessaggioOggetto: Re: riflessioni sull'insegnamento   Ven Feb 26, 2016 4:17 pm

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tellina



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MessaggioOggetto: Re: riflessioni sull'insegnamento   Ven Feb 26, 2016 5:23 pm

comp_xt ha scritto:
tellina ha scritto:

o siete tutti molto buoni e political correct...o io son decisamente troppo tranchant...
valuterei l'idea di cambiar mestiere*.
seriamente.
prima comunque approfondirei la situazione...
premesso che si impara col tempo...ma se nasci tondo non muori quadrato e al massimo puoi fingere d'esser dodecagonale...
se si stesse parlando della prima settimana di esperienza a scuola prenderei un pochino di tempo per decidere, certo. qualche mese.
ma nemmeno un anno intero.
e poi necessariamente farei un conteggio matematico: quante classi ha questo collega? in quante ha oggettivi e insormontabili problemi di gestione?
son conti che, immagino, ognuno di noi si è trovato a fare probabilmente più volte nella sua carriera lavorativa...

ho nove classi...in cinque lavoro proprio bene e con personale soddisfazione, in due lavoro bene, mi diverto, diverto/appassiono e mi rilasso, in una faccio parecchia fatica...da un'altra esco strisciando, sfatta, dopo due ore di tensione incredibile causa controllo costante, causa urlate, causa tuttoquellochevivieneinmente.
la mia classe incubo è incubo condiviso con altri colleghi...la qual cosa, diciamocelo, rilassa...perché in questi casi "mal comune mezzo gaudio", ma so che in questa classe un paio di colleghi riescono a lavorare (serenamente non so ma sicuramente lavoran meglio di me), son di materie più strutturate e più "rispettate", lettere e matematica...ma questo non lo vedo comunque come scusante totale del mio insuccesso.
cerco di sopravvivere e attendo tempo migliori (a volte i ragazzi migliorano col tempo...spesso peggiorano...chissà...).

conosco colleghi preparatissimi nella loro materia, ne ho la certezza, parlando con loro in sala prof ho imparato tante cose di cui non immaginavo nemmeno l'esistenza...ma purtroppo vedo che di quel loro sapere non riescono a passare nemmeno un decimo ai ragazzi che si ritrovan davanti (e non per cattiva volontà, sia chiaro, non stiam parlando di casi limite di docenti imboscati o poco impegnati ecc...anzi, son persone che ci mettono il cuore...ma il loro cuore, prezioso, in certi contesti va sprecato!).
prendere atto di questo penso sia doveroso...
*poi umanamente capisco anche benissimo che la scelta di cambiar mestiere non sia facilissima, non nel nostro momento storico sociale, non per chi magari insegna (così) da dieci e passa anni ed è anagraficamente poco riciclabile in altro ambito...

Nemmeno io sono per il politically correct, le cose però vanno dette per quello che sono analizzando la questione a tutto tondo e non in maniera parziale.
Se un docente esce matto da tutte le sue classi e questo si verifica in qualsiasi scuola dove insegni è chiaro che può anche valutare l'idea di tentare altre strade, ma questo a esclusiva salvaguardia della sua salute mentale, perché a lungo andare si esce matti da queste situazione.
Ciò che però tu non hai analizzato è l'altra faccia della medaglia, ossia gli studenti.
Perché mai dovremmo prendere atto che vi sono persone che per natura non sono in grado di tenere buona una classe e non invece che il rispetto del docente è dovuto a prescindere?
Io ho avuto docenti che non avevano alcun carisma e che oggi avrebbero serie difficoltà a gestire una qualsiasi classe ma che allora facevano la loro lezione senza rotture di scatole.
Ma gli studenti di 20-30 anni fa non sono geneticamente diversi da quelli di oggi, quello che cambia è la diversa educazione che è stata fornita loro dagli adulti e il diverso modo con cui gli operatori scolastici gestiscono tali situazioni.
Il collega che ha aperto questa discussione ha un grosso problema ed è naturale che si ponga certe domande e che faccia anche certe valutazioni. Ma la risposta nostra non può essere quella di far passare la capacità di tenere la classe come un dono naturale che o lo si possiede o, in caso contrario, occorrerebbe darsi all'ippica. Nessuno penserebbe mai di dire che se in una città ci sono troppe rapine la colpa è dei carabinieri e dei poliziotti che non sanno farsi rispettare dai ladri.
Purtroppo però bisogna prendere atto delle differenze tra alunni di una volta e alunni attuali.
C'è poco da fare...che non sia eticamente corretto...ci può stare...ma nella pratica quotidiana è con loro (e soprattutto i loro genitori e i loro avvocati sempre pronti) che abbiamo a che fare.
Ecco perché a me personalmente la lista di avido non basta.
La sottoscriverei solo con l'aggiunta del punto successivo:
6) ha il dono...almeno un pizzico...ci vuole.
Oggigiorno è indispensabile (per insegnare e per sopravvivere)

Del resto ogni professione richiede "il dono"
Sei ciccia o sciancata...è inutile intestardirti a voler diventare prima ballerina della scala...
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: riflessioni sull'insegnamento   Ven Feb 26, 2016 6:16 pm

mac67 ha scritto:
ludmilla72 ha scritto:
Sul concetto di "insegnante degno" sono pienamente d'accordo con Avido. Credo sia la prima volta che succede: devo preoccuparmi?

Non preoccuparti: anche un orologio fermo segna l'ora giusta due volte al giorno.

Se continua a succedere, invece, ... ;-)
Un orologio perfetto segna l'ora giusta sempre, ma la perfezione non è di questo mondo.

Un orologio più veloce del giusto segna l'ora giusta quando con la velocità in eccesso (piccola) ha "percorso" 12 ore; se guadagna un secondo all'ora ci metterà 3600 x 12 ore ovvero circa 5 anni (peggio se ha la presunzione di essere più preciso).

Lo stesso vale per l'orologio più lento.

Il miglior orologio è quindi quello fermo.

Io non sono il meglio che si possa desiderare, sono solo migliore di tutti voi; se non altro più modesto.
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MessaggioOggetto: Re: riflessioni sull'insegnamento   Ven Feb 26, 2016 6:19 pm

[quote="tellina"]
comp_xt ha scritto:
6) ha il dono...almeno un pizzico...ci vuole.
Oggigiorno è indispensabile (per insegnare e per sopravvivere)

Del resto ogni professione richiede "il dono"
Sei ciccia o sciancata...è inutile intestardirti a voler diventare prima ballerina della scala...



Non vorremo però dire che tutti quelli che siedono in cattedra sono arsi dal sacro fuoco del dono, spero! Diciamo per onestà al collega che in tanti fanno questa professione per trent'anni vivacchiando in un'aurea (e anche argentea, e bronzea...) mediocrità.
Su una cosa invece mi pare il caso di insistere: per "dono" cerchiamo di non intendere "passione". Gli appassionati proprio non li tollero! Quelli che amano la professione alle lacrime e pretendono che questo sia garanzia di qualità. Non è detto che l'insegnante motivato sia un buon insegnante
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MessaggioOggetto: Re: riflessioni sull'insegnamento   Ven Feb 26, 2016 6:28 pm

No no lucetta... Hai fatto bene a sottolineare.
Ho scritto "dono" non "passione".
Un buon insegnante oltre a conoscere la materia ecc...
Deve essere un po' attore...di quelli da strada...di quelli che riescono ad affascinare il passante, lo convincono a fermarsi ad ascoltare e a metter pure la monetina nel cappello.
Teatrante con pizzico di egocentrismo, affabulatore ed empaticamente camaleontico!
Che poi sia realmente appassionato o finga la sacra passione per il pubblico in cambio del vil denaro...saranno affari suoi...
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MessaggioOggetto: Re: riflessioni sull'insegnamento   Ven Feb 26, 2016 6:43 pm

avidodinformazioni ha scritto:

Un orologio perfetto segna l'ora giusta sempre, ma la perfezione non è di questo mondo.

Un orologio più veloce del giusto segna l'ora giusta quando con la velocità in eccesso (piccola) ha "percorso" 12 ore; se guadagna un secondo all'ora ci metterà 3600 x 12 ore ovvero circa 5 anni (peggio se ha la presunzione di essere più preciso).

Lo stesso vale per l'orologio più lento.

Il miglior orologio è quindi quello fermo.

Io non sono il meglio che si possa desiderare, sono solo migliore di tutti voi; se non altro più modesto.

A scanso di equivoci: intendevo solo dire che le coincidenze, se sporadiche, non significano nulla.
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MessaggioOggetto: Re: riflessioni sull'insegnamento   Ven Feb 26, 2016 6:46 pm

mac67 ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:

Un orologio perfetto segna l'ora giusta sempre, ma la perfezione non è di questo mondo.

Un orologio più veloce del giusto segna l'ora giusta quando con la velocità in eccesso (piccola) ha "percorso" 12 ore; se guadagna un secondo all'ora ci metterà 3600 x 12 ore ovvero circa 5 anni (peggio se ha la presunzione di essere più preciso).

Lo stesso vale per l'orologio più lento.

Il miglior orologio è quindi quello fermo.

Io non sono il meglio che si possa desiderare, sono solo migliore di tutti voi; se non altro più modesto.

A scanso di equivoci: intendevo solo dire che le coincidenze, se sporadiche, non significano nulla.
A scanso di equivoci volevo solo spararne una delle mie.
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MessaggioOggetto: Re: riflessioni sull'insegnamento   Ven Feb 26, 2016 7:21 pm

avidodinformazioni ha scritto:
mac67 ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:

Un orologio perfetto segna l'ora giusta sempre, ma la perfezione non è di questo mondo.

Un orologio più veloce del giusto segna l'ora giusta quando con la velocità in eccesso (piccola) ha "percorso" 12 ore; se guadagna un secondo all'ora ci metterà 3600 x 12 ore ovvero circa 5 anni (peggio se ha la presunzione di essere più preciso).

Lo stesso vale per l'orologio più lento.

Il miglior orologio è quindi quello fermo.

Io non sono il meglio che si possa desiderare, sono solo migliore di tutti voi; se non altro più modesto.

A scanso di equivoci: intendevo solo dire che le coincidenze, se sporadiche, non significano nulla.
A scanso di equivoci volevo solo spararne una delle mie.

A scanso di equivoci, Avido mi è simpatico, anche se non sono quasi mai d'accordo con lui e lo trovo anche un tantino - ma proprio un tantino - aggressivo nelle sue opinioni. ;-)
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MessaggioOggetto: Re: riflessioni sull'insegnamento   Sab Feb 27, 2016 6:36 am

Io ci andrei molto cauto con l'identificazione di un unico tipo di insegnante possibile e giusto, magari, secondo tellina, quello con doti istrioniche, in grado di gigioneggiare di fronte al suo pubblico-classe.

Se è vero che ogni individuo è unico, la cosa vale sia per l'alunno -supercoccolato nella sua unicità- che per l'insegnante, che invece si tende sempre più a comprimere nella propria libertà di insegnamento, in quella espressiva e persino nella propria libertà di essere, e si tende ad obbligare sempre più a seguire schemi prefissati. Credo che chiunque abbia provato, alle sue prime esperienze in classe, a imitare lo stile di un altro professore sappia quanto possa essere controproducente, oltre che patetico, il tentativo.

Come l'alunno poco portato in una materia deve dar fondo alle proprie capacità trasversali per venirne a capo, così l'insegnante poco portato allo studio ma più empatico sfrutterà la sua empatia, quello poco gigione ma più secchione governerà la classe sfruttando la sue secchioneria. L'unico vero pericolo, per sé e per la classe, è l'insegnante esaurito, caso non infrequente vista l'energia che richiede l'insegnamento.

Guai a dire come deve essere e come debba comportarsi in classe un insegnante: questo vale anche per il pensiero psico-pedagogico, che prima ci fa sapere che l'insegnante debba essere "autentico", poi connota questa autenticità con una serie di comportamenti, atteggiamenti e addirittura propensioni personali modellati a priori, in maniera chiaramente contraddittoria.


Ultima modifica di ushikawa il Sab Feb 27, 2016 9:42 am, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: riflessioni sull'insegnamento   Sab Feb 27, 2016 9:24 am

La pensavo come te fino al mio personale spartiacque.
Dopo amici della defilippi i nostri alunni sono cambiati, di colpo, senza preavviso e apparentemente senza spiegazioni.
E man mano che il programma prendeva piede...i nostri discenti diventavan "sapienti" (secondo loro ovvio), prepotenti, contestanti, supponenti, giudicanti, sempre più rompenti...
"Ho diritto" e non piú "ho il dovere".
Diventavan spettatori paganti (loro e i loro genitori).
E uno spettatore annoiato o insoddisfatto...cambia canale.
(Odio ladefilippi proprio per questo cambiamento epocale dei giovani, tra i banchi e non...)
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MessaggioOggetto: Re: riflessioni sull'insegnamento   Sab Feb 27, 2016 9:34 am

@Tellina: NO, io quel tipo di insegnante è quello che amo meno, perché fa in modo che gli alunni non diano retta tanto a quello che viene detto (al contenuto) ma all'apparire, al COME. Ciò non va bene in una società come quella attuale in cui tutti cercano appunto di convincerci ad agire attraverso l'apparire e l'emotività, un insegnante così somiglia molto ad un politico, a un pubblicitario e ad un venditore e il sapere per definizione è ciò che deve farci LIBERI e consapevoli, deve parlare alla nostra ragione per renderla appunto libera e critica, in grado di elevarsi al di sopra di ciò che la condiziona e che ci fa agire di fatto come pedine asservite al potere.
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tellina



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MessaggioOggetto: Re: riflessioni sull'insegnamento   Sab Feb 27, 2016 2:47 pm

mica detto...
mi viene ancora da ridere se penso a quando ho incontrato una ex alunna, di quelle che in classe erano anche parecchio "oltre ogni limite".
ora è adulta, l'ho incontrata con il figlio di pochi mesi in braccio...
prima di salutarmi mi ha sorriso e ha "recitato": barocco, dalla parola barrueco, l'arte della controriforma...con tanto di gesti teatrali che spesso utilizzo in classe parlando proprio di quel periodo.
poi è scoppiata a ridere e abbracciandomi ha detto che si ricordava molto delle mie lezioni folli...

siamo tutti venditori.
dobbiamo presentar bene il prodotto: la nostra materia e le nozioni indispensabili per comprenderla...e dobbiamo convincere il consumatore a...far shopping!
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MessaggioOggetto: Re: riflessioni sull'insegnamento   Sab Feb 27, 2016 2:59 pm

tellina ha scritto:

Un buon insegnante oltre a conoscere la materia ecc...
Deve essere un po' attore...di quelli da strada...di quelli che riescono ad affascinare il passante, lo convincono a fermarsi ad ascoltare e a metter pure la monetina nel cappello.
Teatrante con pizzico di egocentrismo, affabulatore ed empaticamente camaleontico!
Che poi sia realmente appassionato o finga la sacra passione per il pubblico in cambio del vil denaro...saranno affari suoi...

Sono in disaccordo TOTALE con questa visione e la ritengo proprio una delle concause del degrado dell'istruzione negli ultimi anni.

Allo studente dovrebbe essere martellato in testa una volta per tutte (innanzi tutto dalla famiglia, ma se la famiglia non lo fa dovrebbe metterglielo in testa la scuola, anche ponendolo di fronte a conseguenze spiacevoli) che lui/lei deve seguire le lezioni e impegnarsi nello studio (o almeno provarci) perché gli è richiesto, perché fa parte dei suoi doveri di persona e di cittadino, e NON perché la lezione è divertente o perché l'insegnante si COMPRA la simpatia degli studenti facendo il buffone, il piacione e l'affabulatore.

La scuola è un'istituzione finalizzata all'istruzione, e non all'intrattenimento e al divertimento.

Se poi c'è qualche insegnante che, per suo carattere personale, riesce anche a rendere la lezione divertente, meglio così... ma lo studente deve cacciarsi in testa che lui ha l'obbligo di segurire la lezione ANCHE se gli risulta noiosa, e di svolgere le consegne richieste ANCHE se non lo divertono.

E che, se non sta attento in classe o se non studia a casa, la responsabilità è SUA e non dell'insegnante che non ha fatto abbastanza per farlo divertire.
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ludmilla72



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MessaggioOggetto: Re: riflessioni sull'insegnamento   Sab Feb 27, 2016 4:05 pm

Però devi ammettere, Paniscus, che il caso riportato da Tellina rappresenta un successo per l'insegnante. Non importa con quali metodi, alla fine nella mente dell'alunna in questione il Barocco è rimasto, mentre avrà dimenticato (o forse neanche ascoltato!) chissà quante altre cose.

Non tutto funziona con tutti gli alunni, sono d'accordo. Però, se fosse come tu dici - cioè che l'alunno deve stare attento e recepire i concetti anche se la lezione è noiosa, se l'insegnante non è comunicativo o (situazione ben peggiore!) se l'alunno non ha gli strumenti culturali per capire quello che l'insegnante sta dicendo - si potrebbero predisporre i video tutorial con la lezione bella e registrata ed il nostro lavoro sarebbe molto più semplice.

Invece l'insegnamento prevede un'interazione fra docente e discente e, se quest'ultimo non ha capito l'argomento, il docente ha il dovere di provare a porgerglielo in un modo diverso.
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Robert Bruce



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MessaggioOggetto: Re: riflessioni sull'insegnamento   Sab Feb 27, 2016 4:17 pm

tellina ha scritto:
puer2 ha scritto:
Un insegnante precario che non riesce a tenere una prima media di 23 ragazzi non maleducati, ma vivaci, che non viene ascoltato quando spiega, nè quando interroga, che non sortisce nessun effetto attribuendo note o insufficienze, che non riesce a fargli appassionare all'attività svolta, che è come se non ci fosse in classe, quando nota che quegli stessi alunni sono attenti con altri insegnanti, significa che non sa fare il suo mestiere e sarebbe opportuno che lo cambiasse?
o siete tutti molto buoni e political correct...o io son decisamente troppo tranchant...
valuterei l'idea di cambiar mestiere*.
seriamente.

Io farei cambiare mestiere invece agli insegnanti che scrivono queste cose.
Il problema della scuola è l'inversione dei ruoli e delle responsabilità. Si comportano male? Colpa dell'insegnante che non sa tenere la classe
Prendono insufficienze? Colpa dell'insegnante che spiega male e non li motiva.

Dove andremo andando avanti così?
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tellina



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MessaggioOggetto: Re: riflessioni sull'insegnamento   Sab Feb 27, 2016 4:34 pm

Non mi piace la scuola attuale.
Non mi piace non poter bocciare realmente per un solo 5 o per il voto di condotta, come invece prevede la legge.
Non mi piace dover stare attenta a come mi muovo durante l'intervallo (una collega si è beccata una denuncia di molestie per aver appoggiato la mano sulla spalla invitando il ritardatario del momento a tornare in classe a campanella suonata).
Non mi piace dover stare attenta a cosa dico e a come lo dico perché i genitori sul piede di guerra vivono con il numero di telefono dell'avvocato tra i preferiti del cellulare.
Non mi piace l'aver armi spuntate davanti ad alunni armati.
Non mi piacciono un sacco di cose della scuola attuale (per non parlare della buona scuola).
Ma mi piace questo lavoro, mi piace la materia che insegno, mi piace lo stipendio fisso, sento e immagino che mi piacerà il posto fisso (qui ipotizzo...ho girato venti e passa scuole differenti in questi anni...).
E siccome mi piace tutto questo...mi adeguo alle nuove richieste di mercato...mi adeguo alla situazione, alla necessità, allo stile e, in minima parte, anche al linguaggio del gruppo classe che mi trovo davanti.
Insegno alla scuola dell'obbligo.
I miei alunni sono obbligati a venire a scuola...compito mio è convincerli ad ascoltarmi...perché far questo come obbligo...ormai è impossibile.
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MessaggioOggetto: Re: riflessioni sull'insegnamento   Sab Feb 27, 2016 5:38 pm

paniscus_2.0 ha scritto:


Sono in disaccordo TOTALE con questa visione e la ritengo proprio una delle concause del degrado dell'istruzione negli ultimi anni.

Allo studente dovrebbe essere martellato in testa una volta per tutte (innanzi tutto dalla famiglia, ma se la famiglia non lo fa dovrebbe metterglielo in testa la scuola, anche ponendolo di fronte a conseguenze spiacevoli) che lui/lei deve seguire le lezioni e impegnarsi nello studio (o almeno provarci) perché gli è richiesto, perché fa parte dei suoi doveri di persona e di cittadino, e NON perché la lezione è divertente o perché l'insegnante si COMPRA la simpatia degli studenti facendo il buffone, il piacione e l'affabulatore.

La scuola è un'istituzione finalizzata all'istruzione, e non all'intrattenimento e al divertimento.

Se poi c'è qualche insegnante che, per suo carattere personale, riesce anche a rendere la lezione divertente, meglio così... ma lo studente deve cacciarsi in testa che lui ha l'obbligo di segurire la lezione ANCHE se gli risulta noiosa, e di svolgere le consegne richieste ANCHE se non lo divertono.

E che, se non sta attento in classe o se non studia a casa, la responsabilità è SUA e non dell'insegnante che non ha fatto abbastanza per farlo divertire.

Io capisco che il dire cose corrette sia il primo requisito, però ...

Avrai avuto anche tu, all'università, quindi nell'ambiente in cui il tuo interesse era certamente alto, un docente, magari un pozzo di scienza, che durante le sue lezioni faceva scendere il latte alle ginocchia. Dimmi se non avresti voluto qualcuno leggermente più vivace al posto suo.
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MessaggioOggetto: Re: riflessioni sull'insegnamento   Sab Feb 27, 2016 6:09 pm

Ma non si stava parlando di quello.

Una cosa è "preferire qualcuno meno noioso".

Un'altra è dire che, se l'alunno non studia, l'alunno ha diritto di non studiare, e che ha diritto alla promozione lo stesso anche senza studiare, perché non è colpa sua che l'insegnante è noioso.
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MessaggioOggetto: Re: riflessioni sull'insegnamento   Sab Feb 27, 2016 6:27 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Ma non si stava parlando di quello.

Una cosa è "preferire qualcuno meno noioso".

Un'altra è dire che, se l'alunno non studia, l'alunno ha diritto di non studiare, e che ha diritto alla promozione lo stesso anche senza studiare, perché non è colpa sua che l'insegnante è noioso.

Credo che nessuno qui si sia sognato di dire una simile sciocchezza. Resta il fatto che, se in una classe tutti gli alunni sono insufficienti in una materia, il DS ha il diritto/dovere di chiedere all'insegnante quali strategie didattiche abbia adottato (ho sentito anche diversi DS suggerire, in casi simili, di abbassare gli obiettivi per tutta la classe).

Ritengo che il nostro fine sia l'insegnamento; mi dispiace dire che sento invece molti colleghi che credono che la massima soddisfazione di un insegnante sia certificare la somma ignoranza degli alunni.
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MessaggioOggetto: Re: riflessioni sull'insegnamento   Sab Feb 27, 2016 6:37 pm

una classe con tutte insufficienze nella stessa materia? Mi sembra improbabile, se il docente ha un minimo di sale in zucca o quanto meno di istinto di sopravvivenza...

Esistono però classi con almeno metà di alunni insufficienti in quasi tutte le materie. Tutti brocchi i professori?

Il professore più bravo, in questa accezione, è sempre quello di educazione fisica!
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MessaggioOggetto: Re: riflessioni sull'insegnamento   Sab Feb 27, 2016 6:56 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Ma non si stava parlando di quello.

Una cosa è "preferire qualcuno meno noioso".

Un'altra è dire che, se l'alunno non studia, l'alunno ha diritto di non studiare, e che ha diritto alla promozione lo stesso anche senza studiare, perché non è colpa sua che l'insegnante è noioso.

Il post di Tellina che citavi nell'intervento a cui ho risposto non parlava di quanto dici ora, ma del fatto che un buon docente "recita" e fa del suo meglio per non essere noioso.
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MessaggioOggetto: Re: riflessioni sull'insegnamento   Sab Feb 27, 2016 7:07 pm

ushikawa ha scritto:
una classe con tutte insufficienze nella stessa materia? Mi sembra improbabile, se il docente ha un minimo di sale in zucca o quanto meno di istinto di sopravvivenza...
.

Ti sembrerà improbabile, ma casi del genere ne ho visti e ne vedo ancora...

ushikawa ha scritto:
Esistono però classi con almeno metà di alunni insufficienti in quasi tutte le materie. Tutti brocchi i professori?

Questo è già un caso diverso. Un anno ho avuto una classe in cui metà delle alunne alla fine sono state bocciate. Al termine dello scrutinio il DS ha commentato: "Quelle che abbiamo fermato se la sono proprio voluta, perché di più, come docenti, non potevate fare..." Sapeva che eravamo stati a disposizione delle alunne che avessero voluto recuperare fino all'ultima ora dell'ultimo giorno di scuola. Tra parentesi, moltissime ex alunne di quella classe mi hanno cercata su Facebook e siamo ancora in contatto.
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: riflessioni sull'insegnamento   Sab Feb 27, 2016 8:12 pm

Hai davvero qualcosa di cui parlare su Facebook con delle capre?ti chiedono di votare le loro foto al mare per alimentare la loro vanità e il nulla cosmico dei loro cervelli?
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ludmilla72



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MessaggioOggetto: Re: riflessioni sull'insegnamento   Sab Feb 27, 2016 8:37 pm

Non mi piace questo approccio: non considero "capre" i miei alunni. passati, presenti e (spero) futuri. Li rispetto come persone e cerco di ascoltarli. Quanto a quelle ragazze, sono contenta di seguirle nella loro vita: qualcuna di loro è diventata mamma o zia; qualcuna lavora come commessa, come parrucchiera o come barista; alcune sono rimaste amiche e pubblicano le foto in cui sorridono insieme. Una mi ha chiesto consiglio per il figlio che va all'asilo; un'altra ha cercato conforto per una situazione familiare difficile (non aveva nessuno con cui parlare ed evidentemente di me si fidava). Non parliamo di letteratura, certo, ma questo non vuol dire che non abbiano nulla da dire.
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riflessioni sull'insegnamento
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