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 E se l'abbandono scolastico fosse un punto d'onore?

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precario.acciaio



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MessaggioOggetto: E se l'abbandono scolastico fosse un punto d'onore?   Dom Mar 06, 2016 9:46 pm

Sto guardando un film americano su rete 4 di argomento "militaresco"... il film in sè non merita nessuna menzione, tuttavia c'è una cosa che mi è rimasta impressa, e cioè che come prima cosa l'istruttore ufficiale dell'accademia militare fa riferimento con grande orgoglio al tasso di abbandono scolastico dell'accademia, nell'ovvio intento di far comprendere quanta selezione e concorrenza ci sia.
Non amo affatto questo tipo di ragionamento, ma non posso non pensare a quanto sia diversa la mentalità attuale della scuola italiana, in cui invece si punta all'azzeramento dell'abbandono scolastico.

Cosa ne pensate, quale modello è migliore?
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ludmilla72



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MessaggioOggetto: Re: E se l'abbandono scolastico fosse un punto d'onore?   Dom Mar 06, 2016 10:16 pm

Chi abbandona la scuola finisce per ingrossare le fila della delinquenza o vive - da disoccupato - a spese della società.

C'è qualcuno che non ritenga che questo sia un danno per tutta la comunità civile?
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Romado72



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MessaggioOggetto: Re: E se l'abbandono scolastico fosse un punto d'onore?   Dom Mar 06, 2016 10:19 pm

Più che un problema di modello è un problema di finalità.
Una scuola piloti, ad esempio, (ma che guardi, top gun??:):)) deve necessariamente essere selettiva; parliamo di individui che ci portano a qualche metro di altezza su una specie di volatile a motore, quindi... E di esempi se ne potrebbero fare tanti altri.
La scuola civile garantisce l'istruzione, a tutti, ai mediocri come alle eccellenze.
A mio parere non è possibile fare una scelta tra queste 2 alternative, ma ammorbidendo la selezione durissima della scuola militare, e piantandola una buona volta di scambiare la scuola "civile" per la Caritas, si potrebbero avere indubbi benefici.
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: E se l'abbandono scolastico fosse un punto d'onore?   Dom Mar 06, 2016 11:06 pm

Il primo mio giorno di scuola al geometra,da alunno nel 1992,la preside ci chiamò in aula magna con i genitori vantandosi della severità della scuola e ricordandoci che chi non si adeguava alle regole poteva quel giorno stesso salutare ed andare.quindi?lo sapevamo,è tuttora un buon istituto torinese e non mi pare abbia mai perso studenti.si tratta di mettere regole subito..
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: E se l'abbandono scolastico fosse un punto d'onore?   Dom Mar 06, 2016 11:33 pm

ludmilla72 ha scritto:
Chi abbandona la scuola finisce per ingrossare le fila della delinquenza o vive - da disoccupato - a spese della società.

C'è qualcuno che non ritenga che questo sia un danno per tutta la comunità civile?
Vero, ma non è tutta la verità; ci sono statistiche su chi non ha abbandonato ma in un sistema più selettivo lo avrebbe fatto ?

Vediamo se riesco a rendermi antipatico (mi piace vincere facile): il posto giusto per una merda è sul marciapiede, dove però viene pestata e fa schifo; messa su un piatto diventa appetibile ?
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: E se l'abbandono scolastico fosse un punto d'onore?   Lun Mar 07, 2016 12:40 am

La favola della scuola che toglie potenziali leve del crimine dalla strada andava bene nella Palermo degli anni ottanta o novanta.oghi è solo una boiata che giustifica la rovina della scuola pubblica
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: E se l'abbandono scolastico fosse un punto d'onore?   Lun Mar 07, 2016 6:36 am

Basterebbe seguire il dettato costituzionale. La scuola pubblica è aperta a tutti e obbligatoria fino al sedicesimo anno di età, ma solo i capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno il diritto di raggiungere i più alti gradi negli studi.

La distorsione è quella del "successo formativo garantito", cioè dell'idea cavalcata dal ministero da almeno venti anni, consistente nell'assicurare comunque promozioni e sufficienze, anche in assenza del raggiungimento di livelli di apprendimento minimi, in tutti i percorsi formativi, compresi quelli universitari, liceali o  tecnici, una volta molto più selettivi di adesso.

Basterebbe tornare alle bocciature, anche in presenza di PDP, pur mantenendo quelle circolari che hanno esteso potenzialmente a metà della popolazione scolastica i benefici della legge 170. Basterebbe tornare a valutare le competenze o conoscenze che dir si voglia, e non la situazione soggettiva dell'alunno o studente.

La scuola di massa, interpretata come la necessità di quell'abbassamento del livello didattico che tutti noi constatiamo giornalmente, aumenta la disparità sociale anziché abbassarla, perché riduce gli strumenti a disposizione degli studenti meno dotati di mezzi economici e di conoscenze per inserirsi in maniera adeguata nella società e nel mondo del lavoro.

A mio avviso c'è una precisa volontà politica nel desiderare una massa di cittadini poco consapevoli, poco acculturati e con poche pretese, contrastando il più possibile la mobilità sociale e la nascita di future elite di opposizione.


Ultima modifica di ushikawa il Lun Mar 07, 2016 6:56 am, modificato 2 volte
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: E se l'abbandono scolastico fosse un punto d'onore?   Lun Mar 07, 2016 6:52 am

Il nostro problema è che leghiamo la qualità della scuola al tasso di abbandono, distorcendo la realtà. Non è nelle scuole più fighette e selettive che c'è abbandono, ma nei professionali più orrendi, tra gli ultraripetenti. Dove la didattica è fortemente condizionata dal livello basso dell'utenza e i problemi con la disciplina sono tanti. Pensare che certi figuri si iscrivano nel selettivo istituto torinese e che sia poi il discorsetto del preside dell'istituto a redimerli è una pia illusione, un po' ingenuotta. Facile fare la reprimenda quando si sa di avere già un'utenza selezionata!
La nostra è ancora una società che deve affrontare certe rigidità, in cui la scuola da sola non riesce a colmare lo svantaggio sociale. Per risolvere la questione non basta la buona volontà degli insegnanti e non basta la severità, servirebbe un grosso investimento di risorse per migliorare la qualità. I colleghi che operano in certi contesti dovrebbero essere considerati lavoratori disagiati e coperti d'oro, altro che bonus al merito! Invece ci riempiamo la bocca di tanti discorsi sulla personalizzazione e non solleviamo nemmeno il problema della specificità di certe scuole e del disagio in cui i colleghi sono costretti a lavorare.
L'azzeramento della dispersione è l'obiettivo tendenziale ed inevitabile di una scuola che non a caso si chiama pubblica, e che ha istituzionalmente alla sua base la necessità di diffondere quanto più possibile l'alfabetizzazione indispensabile e elevare il livello culturale della popolazione (per il bene di tutti). Si può discutere del perché questo non avvenga e si devono cercare soluzioni praticabili, ma la soluzione non può essere quella di fare a meno di chi ci rovina la statistica: la guerra si fa con i soldati che si hanno! Senza gli alunni che normalmente abbandonano la scuola non avremmo abbandono scolastico, questo è ovvio.

Secondo ordine di problemi è invece il fatto che anche senza ripetenze e senza abbandoni, diversi diplomati hanno ormai un livello di preparazione da abbandono, che diamo il titolo a analfabeti di ritorno, che escono dalla scuola con un titolo che non corrisponde a alcuna preparazione, ma di questo si parla continuamente.
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comp_xt



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MessaggioOggetto: Re: E se l'abbandono scolastico fosse un punto d'onore?   Lun Mar 07, 2016 3:33 pm

Felipeto ha scritto:
La favola della scuola che toglie potenziali leve del crimine dalla strada andava bene nella Palermo degli anni ottanta o novanta.oghi è solo una boiata che giustifica la rovina della scuola pubblica

Ma se anche fosse vero, perché dovrebbero stare tutti a scuola e non in un qualsiasi altro ufficio pubblico?

Il discorso retorico che viene fatto passare è il seguente: meglio che un ragazzo stia a scuola, anche se disturba, anche se non segue la lezione, anche se non apre mai un libro...perché altrimenti potrebbe finire al servizio dei delinquenti.
Va bene, ma allora, se la scuola serve solo a tenerlo lontano dalla criminalità e non a farlo studiare, tanto vale parcheggiarlo altrove.
Perché dovrebbero essere i docenti (che come è noto sono pagati per insegnare e non per fare i badanti) e non anche i carabinieri, i poliziotti, i vigili urbani, gli impiegati delle poste, gli uscieri comunali, gli impiegati dell'inps, i vigili del fuoco... a farsi carico del problema vigilando su un minorenne a rischio affinché non venga intercettato dalla criminalità organizzata?
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ludmilla72



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MessaggioOggetto: Re: E se l'abbandono scolastico fosse un punto d'onore?   Lun Mar 07, 2016 3:37 pm

Sono sostanzialmente d'accordo con Lucetta. Le scuole giocano a scarica-barile fra loro. Solo i migliori frequentano i licei; gli altri sono instradati verso gli Istituti Tecnici. Anche questi ultimi però sono abbastanza selettivi ed allora chi non vuole (o non sa) studiare viene mandato nei Professionali, sperando che i docenti che vi insegnano siano in grado di fare miracoli.

Chi sono i soggetti che vengono mandati al Professionale, spesso dopo essere stati ripetutamente respinti in altre scuole? Alunni con disturbi d'apprendimento e d'attenzione; ragazzi con gravi problemi familiari ed economici; stranieri con difficoltà linguistiche ecc. Nessuno di loro può permettersi un insegnante privato, anche se ne avrebbero estremamente bisogno. Questi ragazzi non saranno mai capaci di competere con quelli dei licei sul piano teorico, ma possono imparare un mestiere ed essere utili agli altri, conquistando indipendenza ed autostima.

Chi insegna nei Professionali deve sempre considerare che per gli alunni si tratta dell'ultima spiaggia: bisogna COSTRINGERE i ragazzi a venire a scuola e a studiare, anche poco, perché altrimenti sono perduti non solo per la scuola, ma per la società. Bisogna studiare con loro; insegnare il metodo.

Lo so, ritorno sempre allo stesso problema, ma io non vedo altre soluzioni. Per questi ragazzi serve la didattica individuale, che richiede tanto tempo ed un'infinita pazienza. Si può fare solo nelle scuole che adottano metodi sperimentali, in quelle strutture dove ci sono "maestri di strada" che hanno la volontà e l'entusiasmo per entrare in relazione con alunni difficili.

E' vero: occorrono tante risorse. Servirebbe il tempo pieno; servirebbero più ore di stage (nel caso dei miei ragazzi, in officina). Con le scarse risorse che abbiamo, l'anno scorso abbiamo diplomato 16 alunni su 17. Sono entrati tutti nel mondo del lavoro.

Poi ci sono anche i fallimenti: chi non riesce neanche da noi si iscrive ad un corso regionale di formazione. Lì non è richiesta alcuna forma di cultura generale, ma naturalmente coloro che escono da lì sono i lavoratori più deboli e ricattabili dell'intera società.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: E se l'abbandono scolastico fosse un punto d'onore?   Lun Mar 07, 2016 3:40 pm

ludmilla72 ha scritto:
Solo i migliori frequentano i licei;

seeeeeeehhhhh, su quale pianeta?
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ludmilla72



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MessaggioOggetto: Re: E se l'abbandono scolastico fosse un punto d'onore?   Lun Mar 07, 2016 3:44 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
ludmilla72 ha scritto:
Solo i migliori frequentano i licei;

seeeeeeehhhhh, su quale pianeta?

Al Liceo si dà per scontato che l'alunno sia autonomo nello studio; se non lo è, ripete l'anno o cambia scuola.
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MessaggioOggetto: Re: E se l'abbandono scolastico fosse un punto d'onore?   Lun Mar 07, 2016 3:50 pm

comp_xt ha scritto:
Felipeto ha scritto:
La favola della scuola che toglie potenziali leve del crimine dalla strada andava bene nella Palermo degli anni ottanta o novanta.oghi è solo una boiata che giustifica la rovina della scuola pubblica

Ma se anche fosse vero, perché dovrebbero stare tutti a scuola e non in un qualsiasi altro ufficio pubblico?
Il riformatorio è un ufficio pubblico ?
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MessaggioOggetto: Re: E se l'abbandono scolastico fosse un punto d'onore?   Lun Mar 07, 2016 3:54 pm

ludmilla72 ha scritto:
Chi sono i soggetti che vengono mandati al Professionale, spesso dopo essere stati ripetutamente respinti in altre scuole? Alunni con disturbi d'apprendimento e d'attenzione; ragazzi con gravi problemi familiari ed economici; stranieri con difficoltà linguistiche ecc.

Generici svogliati no ?

E' vero: occorrono tante risorse. Servirebbe il tempo pieno; servirebbero più ore di stage (nel caso dei miei ragazzi, in officina). Con le scarse risorse che abbiamo, l'anno scorso abbiamo diplomato 16 alunni su 17. Sono entrati tutti nel mondo del lavoro.

Hanno trovato un lavoro coerente con il loro diploma ? Quale ? Perchè "friggitore di Hamburger" si può fare anche a 14 anni se la legge lo consente.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: E se l'abbandono scolastico fosse un punto d'onore?   Lun Mar 07, 2016 3:59 pm

ludmilla72 ha scritto:
paniscus_2.0 ha scritto:
ludmilla72 ha scritto:
Solo i migliori frequentano i licei;

seeeeeeehhhhh, su quale pianeta?

Al Liceo si dà per scontato che l'alunno sia autonomo nello studio; se non lo è, ripete l'anno o cambia scuola.

Io insegno in un liceo (dopo essere stata diversi anni sia al tecnico agrario che all'industriale) e le bocciature sono pochissime, e i cambi di scuola spontanei ancora meno.

Gli aiutini, gli aggiustamenti, le spintarelle, i buonismi, i mammismi, e i 4 che diventano 6 per ragioni diplomatiche... sono infinitamente più comuni in un liceo che in un tecnico.

Al momento presente ho in quarta e in quinta (della classe di età "giusta" e senza mai essere stati bocciati) certi soggetti che all'agrario sarebbero stati già ripetenti almeno due volte.

L.
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: E se l'abbandono scolastico fosse un punto d'onore?   Lun Mar 07, 2016 4:15 pm

Non è che avere per concittadini una massa di ignoranti sia una prospettiva allettante. Che poi la scuola italiana sia attrezzata e organizzata per evitarlo, è un altro discorso.
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comp_xt



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MessaggioOggetto: Re: E se l'abbandono scolastico fosse un punto d'onore?   Lun Mar 07, 2016 4:17 pm

ludmilla72 ha scritto:
paniscus_2.0 ha scritto:
ludmilla72 ha scritto:
Solo i migliori frequentano i licei;

seeeeeeehhhhh, su quale pianeta?

Al Liceo si dà per scontato che l'alunno sia autonomo nello studio; se non lo è, ripete l'anno o cambia scuola.

Non è affatto scontato e infatti anche nei licei vi sono alunni che non sono autonomi nello studio (e purtroppo non sono nemmeno pochi).

Questi alunni debbono cambiare scuola?

Mi sembra solo un modo per rivoltare la frittata dato che equivale a dichiarare che ai tecnici e ai professionali è normale che un alunno arrivi dalla scuola media (ossia dopo otto anni di istruzione) privo di autonomia nello studio.

Forse materie come economia aziendale, diritto, elettrotecnica, elettronica, agronomia... non richiedono autonomia nello studio?

Un tempo la scuola italiana eccelleva in tutti i suoi settori, non solo in quello liceale. I nostri istituti tecnici e i nostri istituti professionali erano di ottimo livello. Oggi abbiamo deciso di fare altro, di far passare l'idea che i professionali siano l'ultima spiaggia, di accontentasi che gli alunni studino almeno un po' perché è sempre meglio che studiare nulla... e poi certifichiamo (falsamente) le competenze.
Davanti alle difficoltà che riscontriamo nei nostri alunni ci viene proposta la teoria dell'origine neurobiologica dei problemi di apprendimento - e noi l'accettiamo anche se probabilmente si tratta di una grande boiata.
Mai pensato che forse le facoltà non esercitate si atrofizzano e che accontentandoci del poco non li stiamo certo aiutandoli.
Nessuno di noi ha la bacchetta magica per risolvere il problema, perché siamo tutti prigionieri di un sistema che ci costringe a fare cose che non condividiamo (anche nei licei), evitiamo però di giustificarlo.
Quando scrivi
COSTRINGERE i ragazzi a venire a scuola e a studiare, anche poco, perché altrimenti sono perduti non solo per la scuola, ma per la società
forse non ti rendi conto che sono perduti comunque.
I figli dei soliti noti un lavoro ben retribuito lo troveranno a prescindere dalla qualità percorso scolastico, gli altri o si affrancano perché hanno quella marcia in più che gli deriva da una formazione culturale seria oppure dovranno adeguarsi ad essere sfruttati da chi proporrà loro lavori precari, mal retribuiti e scarsamente qualificati.
A chi serve una scuola che riproduce le diseguaglianze sociali? Di sicuro non a quei ragazzi che vorremmo tutelare accontentandoci del poco.
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: E se l'abbandono scolastico fosse un punto d'onore?   Lun Mar 07, 2016 4:26 pm

"A chi serve una scuola che riproduce le diseguaglianze sociali? Di sicuro non a quei ragazzi che vorremmo tutelare accontentandoci del poco."
Perfetto
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ludmilla72



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MessaggioOggetto: Re: E se l'abbandono scolastico fosse un punto d'onore?   Lun Mar 07, 2016 5:17 pm

avidodinformazioni ha scritto:


Generici svogliati no ?

In realtà, no, Avido. Il bello della scuola in cui insegno è che NON ci sono figli-di-papà. Chi viene da noi veramente non ce la fa altrove.

Hanno trovato un lavoro coerente con il loro diploma ? Quale ? Perchè "friggitore di Hamburger" si può fare anche a 14 anni se la legge lo consente.
[/quote]

Beh, loro sanno smontare un motore; io no. Nel loro lavoro sono bravi.
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MessaggioOggetto: Re: E se l'abbandono scolastico fosse un punto d'onore?   Lun Mar 07, 2016 5:36 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Al momento presente ho in quarta e in quinta (della classe di età "giusta" e senza mai essere stati bocciati) certi soggetti che all'agrario sarebbero stati già ripetenti almeno due volte.
Senti, sta cosa bisogna definirla una volta per tutte !

Sono di ruolo in una scuola del cazzo a 500 m da casa, ci vado a piedi; vorrei fare domanda di trasferimento e passaggio cattedra su (ex)A049 per andare ad insegnare a ragazzi che vogliono imparare, col il rischio di andare a 5 km e dover prendere il tram; faccio bene o faccio male ?
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: E se l'abbandono scolastico fosse un punto d'onore?   Lun Mar 07, 2016 5:42 pm

avidodinformazioni ha scritto:
paniscus_2.0 ha scritto:
Al momento presente ho in quarta e in quinta (della classe di età "giusta" e senza mai essere stati bocciati) certi soggetti che all'agrario sarebbero stati già ripetenti almeno due volte.
Senti, sta cosa bisogna definirla una volta per tutte !

Sono di ruolo in una scuola del cazzo a 500 m da casa, ci vado a piedi; vorrei fare domanda di trasferimento e passaggio cattedra su (ex)A049 per andare ad insegnare a ragazzi che vogliono imparare, col il rischio di andare a 5 km e dover prendere il tram; faccio bene o faccio male ?

Pensi che a trasferirti la tua situazione possa peggiorare? Con che percentuale?

I licei non sono rose e fiori. Però tutti i colleghi che arrivano da un professionale dicono che nel mio liceo "è un paradiso!". Ma è semplicemente una scuola, con alcuni alunni studiosi e alcune teste di broccolo.

Sappi però che con matematica e fisica al liceo scientifico ti ritroverai sommerso di compiti scritti (in media, uno a settimana).
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MessaggioOggetto: Re: E se l'abbandono scolastico fosse un punto d'onore?   Lun Mar 07, 2016 5:49 pm

comp_xt ha scritto:



Oggi abbiamo deciso di fare altro, di far passare l'idea che i professionali siano l'ultima spiaggia, di accontentasi che gli alunni studino almeno un po' perché è sempre meglio che studiare nulla...

Confermo: meglio poco che nulla. Non puoi alzare troppo l'asticella, perché si demoralizzano (non ce la fanno davvero!) e non combinano più niente. "Ogni pietra alza muro": un po' per volta, costruendo con pazienza un "castello" di conoscenze che si tengono insieme, arrivano almeno ad un livello accettabile.

comp_xt ha scritto:

Davanti alle difficoltà che riscontriamo nei nostri alunni ci viene proposta la teoria dell'origine neurobiologica dei problemi di apprendimento - e noi l'accettiamo anche se probabilmente si tratta di una grande boiata.

In alcuni casi i problemi sono certificati dai medici, non certo dagli insegnanti; in altri si tratta si problemi sociali, economici, familiari, che rendono questi ragazzi oggettivamente svantaggiati. Probabilmente qualche anno fa avrei condiviso il tuo pensiero; quando conosci questi ragazzi (e le loro famiglie, che sono molto più indietro di loro) ti rendi conto che ogni ora trascorsa a scuola per loro è preziosa, perché da noi, oltre che delle nozioni, ricevono l'educazione che le famiglie non sono in grado di dare.

comp_xt ha scritto:


I figli dei soliti noti un lavoro ben retribuito lo troveranno a prescindere dalla qualità percorso scolastico, gli altri o si affrancano perché hanno quella marcia in più che gli deriva da una formazione culturale seria oppure dovranno adeguarsi ad essere sfruttati da chi proporrà loro lavori precari, mal retribuiti e scarsamente qualificati.

Purtroppo questo è scontato, anche se bisogna distinguere. Ci sono studenti il cui percorso è segnato in positivo dal fatto che i genitori assicurano loro la migliore istruzione, non solo attraverso la scuola, ma con corsi privati di musica e di lingue, con viaggi in Italia e all'estero, con esperienze culturali (teatro, concerti, mostre, musei). Ci sono poi - e sono, a mio giudizio, i peggiori - gli studenti figli-di-papà, quelli che col portafoglio pieno pensano di poter comprare una cultura. In realtà nelle loro case non ci sono libri, i genitori in fondo disprezzano il sapere e comprano ai figli il diploma come comprano la macchina e la moto. Questi difficilmente faranno strada e purtroppo, essendo anche abituati ad avere tutto senza sforzo, sono destinati ad essere presi a schiaffi dalla vita, prima o poi (caso eclatante: Bossi il Trota). Infine ci sono coloro che, non avendo santi in paradiso, devono cercare di migliorarsi giorno per giorno. La scuola pubblica è fatta principalmente per loro, ma a volte deve recuperare uno svantaggio, dovuto al contesto socio-familiare, veramente abissale; per questo in Italia è difficilissimo migliorare radicalmente la condizione sociale di partenza (conosco dei casi in cui ciò è avvenuto, ma queste persone hanno tutte un denominatore comune: provenivano da famiglie in cui i genitori, per quanto pressoché analfabeti, tenevano in gran conto la cultura).
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MessaggioOggetto: Re: E se l'abbandono scolastico fosse un punto d'onore?   Lun Mar 07, 2016 5:54 pm

avidodinformazioni ha scritto:


Sono di ruolo in una scuola del cazzo a 500 m da casa, ci vado a piedi; vorrei fare domanda di trasferimento e passaggio cattedra su (ex)A049 per andare ad insegnare a ragazzi che vogliono imparare, col il rischio di andare a 5 km e dover prendere il tram; faccio bene o faccio male ?

Io preferirei COMUNQUE la scuola a 5 km, per non ritrovarmi i genitori sempre fra i piedi! ^-^
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MessaggioOggetto: Re: E se l'abbandono scolastico fosse un punto d'onore?   Lun Mar 07, 2016 5:54 pm

La mia situazione peggiorerà sicuramente, spero di poco, per la distanza (700 m - 5 km); la mia situazione migliorerà sicuramente per la qualità degli studenti, siamo infatti i peggiori di Torino nel nostro ambito.

Il punto è quanto devo pagare in distanza per comprare cosa in qualità dell'utenza.

Quando dici una verifica a settimana intendi di una classe, non di tutte le classi immagino, altrimenti avresti 34 voti all'anno per ogni alunno, non ci starebbero neanche nell'hard disk del registro elettronico; ora faccio 6 verifiche all'anno, per 6 classi sarebbero 36 verifiche, circa una a settimana, solo che io le sincronizzo.
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MessaggioOggetto: Re: E se l'abbandono scolastico fosse un punto d'onore?   Lun Mar 07, 2016 6:13 pm

avidodinformazioni ha scritto:
La mia situazione peggiorerà sicuramente, spero di poco, per la distanza (700 m - 5 km); la mia situazione migliorerà sicuramente per la qualità degli studenti, siamo infatti i peggiori di Torino nel nostro ambito.

Il punto è quanto devo pagare in distanza per comprare cosa in qualità dell'utenza.

Quando dici una verifica a settimana intendi di una classe, non di tutte le classi immagino, altrimenti avresti 34 voti all'anno per ogni alunno, non ci starebbero neanche nell'hard disk del registro elettronico; ora faccio 6 verifiche all'anno, per 6 classi sarebbero 36 verifiche, circa una a settimana, solo che io le sincronizzo.

Intendevo in totale: tra matematica e fisica avrai almeno 6 classi, metti 5-6 verifiche in un anno per ognuna, siamo a 30-36, come già hai notato.
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