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 E se l'abbandono scolastico fosse un punto d'onore?

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precario.acciaio



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MessaggioOggetto: E se l'abbandono scolastico fosse un punto d'onore?   Dom Mar 06, 2016 9:46 pm

Promemoria primo messaggio :

Sto guardando un film americano su rete 4 di argomento "militaresco"... il film in sè non merita nessuna menzione, tuttavia c'è una cosa che mi è rimasta impressa, e cioè che come prima cosa l'istruttore ufficiale dell'accademia militare fa riferimento con grande orgoglio al tasso di abbandono scolastico dell'accademia, nell'ovvio intento di far comprendere quanta selezione e concorrenza ci sia.
Non amo affatto questo tipo di ragionamento, ma non posso non pensare a quanto sia diversa la mentalità attuale della scuola italiana, in cui invece si punta all'azzeramento dell'abbandono scolastico.

Cosa ne pensate, quale modello è migliore?
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Romado72



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MessaggioOggetto: Re: E se l'abbandono scolastico fosse un punto d'onore?   Lun Mar 07, 2016 6:20 pm

Io ho lavorato in tutti gli istituti possibili, e con trimestre e pentamestre ho sempre fatto 5 verifiche scritte all'anno (2+3). Quest'anno, pure per me 6*6. Di solito le concentro tutte in una settimana. Così poi in un paio di gg correggo tutto e sto a posto.
Cmq, per quanto mi riguarda, tra il professionale sotto casa e il liceo a 20 km preferisco 3000 volte il liceo, altra storia.
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Romado72



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MessaggioOggetto: Re: E se l'abbandono scolastico fosse un punto d'onore?   Lun Mar 07, 2016 6:21 pm

Io ho lavorato in tutti gli istituti possibili, e con trimestre e pentamestre ho sempre fatto 5 verifiche scritte all'anno (2+3). Quest'anno, pure per me 6*6. Di solito le concentro tutte in una settimana. Così poi in un paio di gg correggo tutto e sto a posto.
Cmq, per quanto mi riguarda, tra il professionale sotto casa e il liceo a 20 km preferisco 3000 volte il liceo, altra storia.
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Galadriel



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MessaggioOggetto: Re: E se l'abbandono scolastico fosse un punto d'onore?   Lun Mar 07, 2016 6:25 pm

ludmilla72 ha scritto:
Sono sostanzialmente d'accordo con Lucetta. Le scuole giocano a scarica-barile fra loro. Solo i migliori frequentano i licei; gli altri sono instradati verso gli Istituti Tecnici. Anche questi ultimi però sono abbastanza selettivi ed allora chi non vuole (o non sa) studiare viene mandato nei Professionali, sperando che i docenti che vi insegnano siano in grado di fare miracoli.

Chi sono i soggetti che vengono mandati al Professionale, spesso dopo essere stati ripetutamente respinti in altre scuole? Alunni con disturbi d'apprendimento e d'attenzione; ragazzi con gravi problemi familiari ed economici; stranieri con difficoltà linguistiche ecc. Nessuno di loro può permettersi un insegnante privato, anche se ne avrebbero estremamente bisogno. Questi ragazzi non saranno mai capaci di competere con quelli dei licei sul piano teorico, ma possono imparare un mestiere ed essere utili agli altri, conquistando indipendenza ed autostima.

Chi insegna nei Professionali deve sempre considerare che per gli alunni si tratta dell'ultima spiaggia: bisogna COSTRINGERE i ragazzi a venire a scuola e a studiare, anche poco, perché altrimenti sono perduti non solo per la scuola, ma per la società. Bisogna studiare con loro; insegnare il metodo.

Lo so, ritorno sempre allo stesso problema, ma io non vedo altre soluzioni. Per questi ragazzi serve la didattica individuale, che richiede tanto tempo ed un'infinita pazienza. Si può fare solo nelle scuole che adottano metodi sperimentali, in quelle strutture dove ci sono "maestri di strada" che hanno la volontà e l'entusiasmo per entrare in relazione con alunni difficili.

E' vero: occorrono tante risorse. Servirebbe il tempo pieno; servirebbero più ore di stage (nel caso dei miei ragazzi, in officina). Con le scarse risorse che abbiamo, l'anno scorso abbiamo diplomato 16 alunni su 17. Sono entrati tutti nel mondo del lavoro.

Poi ci sono anche i fallimenti: chi non riesce neanche da noi si iscrive ad un corso regionale di formazione. Lì non è richiesta alcuna forma di cultura generale, ma naturalmente coloro che escono da lì sono i lavoratori più deboli e ricattabili dell'intera società.
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: E se l'abbandono scolastico fosse un punto d'onore?   Lun Mar 07, 2016 6:28 pm

Romado72 ha scritto:
Io ho lavorato in tutti gli istituti possibili, e con trimestre e pentamestre ho sempre fatto 5 verifiche scritte all'anno (2+3). Quest'anno, pure per me 6*6. Di solito le concentro tutte in una settimana. Così poi in un paio di gg correggo tutto e sto a posto.
Cmq, per quanto mi riguarda, tra il professionale sotto casa e il liceo a 20 km preferisco 3000 volte il liceo, altra storia.
Si ma io non sono in un professionale, sono in un ITIS standard/liceo scarso; i miei alunni non si picchiano (altrimenti scapperei senza se e senza ma), solo che non hanno voglia di fare nulla.
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Romado72



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MessaggioOggetto: Re: E se l'abbandono scolastico fosse un punto d'onore?   Lun Mar 07, 2016 6:54 pm

Sono stata anch'io in un Itis qualche anno fa, ma l'esperienza forte è stata al professionale, in cui tra il ruolo di badante, psichiatra, psicologo, buttafuori, assistente sociale e babysitter ogni tanto riuscivi pure a fare un po' di matematica. Io sinceramente comprendo il disagio sociale di tanti ragazzi, ma vorrei fare il lavoro per il quale ho studiato e fatto sacrifici, e cioè il docente. Non disdegno il supporto psicologico agli alunni quando hanno bisogno, mi è capitato anche al liceo, ma c'è un limite a tutto.
Cmq l'itis è una via di mezzo tra il professionale e i licei (medaglia d'argento:):)), ma fossi in te, qualche km lo farei.
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: E se l'abbandono scolastico fosse un punto d'onore?   Lun Mar 07, 2016 7:01 pm

ludmilla72 ha scritto:

In alcuni casi i problemi sono certificati dai medici, non certo dagli insegnanti; in altri si tratta si problemi sociali, economici, familiari, che rendono questi ragazzi oggettivamente svantaggiati. Probabilmente qualche anno fa avrei condiviso il tuo pensiero; quando conosci questi ragazzi (e le loro famiglie, che sono molto più indietro di loro) ti rendi conto che ogni ora trascorsa a scuola per loro è preziosa, perché da noi, oltre che delle nozioni, ricevono l'educazione che le famiglie non sono in grado di dare.

ludmilla72 ha scritto:

Purtroppo questo è scontato, anche se bisogna distinguere. Ci sono studenti il cui percorso è segnato in positivo dal fatto che i genitori assicurano loro la migliore istruzione, non solo attraverso la scuola, ma con corsi privati di musica e di lingue, con viaggi in Italia e all'estero, con esperienze culturali (teatro, concerti, mostre, musei). Ci sono poi - e sono, a mio giudizio, i peggiori - gli studenti figli-di-papà, quelli che col portafoglio pieno pensano di poter comprare una cultura. In realtà nelle loro case non ci sono libri, i genitori in fondo disprezzano il sapere e comprano ai figli il diploma come comprano la macchina e la moto. Questi difficilmente faranno strada e purtroppo, essendo anche abituati ad avere tutto senza sforzo, sono destinati ad essere presi a schiaffi dalla vita, prima o poi (caso eclatante: Bossi il Trota). Infine ci sono coloro che, non avendo santi in paradiso, devono cercare di migliorarsi giorno per giorno. La scuola pubblica è fatta principalmente per loro, ma a volte deve recuperare uno svantaggio, dovuto al contesto socio-familiare, veramente abissale; per questo in Italia è difficilissimo migliorare radicalmente la condizione sociale di partenza (conosco dei casi in cui ciò è avvenuto, ma queste persone hanno tutte un denominatore comune: provenivano da famiglie in cui i genitori, per quanto pressoché analfabeti, tenevano in gran conto la cultura).

Questa descrizione sociale dell'utenza mi trova solo parzialmente d'accordo. Io la vedrei più così:

Al primo posto ci sono i figli di papà, gli unici che di sicuro non rimarranno a piedi perché dotati alla nascita di un buon portafoglio sia di denaro che di conoscenze (di persone) da spendere per un loro futuro inserimento sociale. Sia che nascano in famiglie interessate alla cultura e disposte a pagare per assicurarla anche ai figli, sia che nascano in famiglie poco inclini a intellettualismi, si troveranno su una strada molto più agevole dei loro coetanei. Sul Trota ho un'opinione opposta alla tua: il suo caso dimostra che chiunque, se ben inserito dalla famiglia, può raggiungere posizioni di rilievo anche senza averne minimamente le competenze.

Al secondo posto ci sono i figli della piccola borghesia, che avrebbero tutto l'interesse a una scuola funzionante in cui imparare ciò che serve loro per sperare in una ascesa sociale, o almeno nel mantenimento del proprio status economico e culturale.

Al terzo posto ci sono i figli di un ceto sempre più impoverito ed impaurito, formato da quelli che una volta avremmo chiamato proletari, che subisce sulla propria pelle i disastri di una società sempre più iniqua, bloccata e manipolatrice. I loro genitori sono lavoratori poco qualificati, poco pagati, spesso precari, spesso alle prese con licenziamenti e ricerche di lavoro; le difficoltà economiche e relazionali facilitano separazioni e forme di malessere psicologico familiare.

Al quarto posto ci sono i figli di quelli che una volta avremmo chiamato sottoproletari, al limite della zona della povertà, dell'indigenza e dell'esclusione sociale. Al loro interno il gruppo più numeroso è quello degli immigrati.

La maggioranza della popolazione, scolastica e non, si addensa nelle due fasce centrali; purtroppo le dinamiche sociali, culturali ed economiche degli ultimi venti anni stanno spingendo in basso queste persone. Questo fenomeno, unito a una costante delegittimazione della scuola come istituzione e come fattore di una possibile ascesa sociale, sta rendendo estremamente problematico un reale successo formativo degli alunni della terza fascia, che a mio avviso sarebbe facilitato da una politica opposta a quella lassista attuale. Invece di scimmiottare la società in tutte le sue contraddizioni, invece di assecondare genitori che si sono formati sui programmi televisivi, la scuola dovrebbe recuperare il suo orgoglio di Istituzione finalizzata all'istruzione. E quindi ricominciare a pretendere rispetto, impegno, risultati. Abbassando l'assicella di continuo stiamo formando generazioni di cittadini pochissimo attrezzati per il loro pieno inserimento sociale e formativo.
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MessaggioOggetto: Re: E se l'abbandono scolastico fosse un punto d'onore?   Lun Mar 07, 2016 7:39 pm

comp_xt ha scritto:
Felipeto ha scritto:
La favola della scuola che toglie potenziali leve del crimine dalla strada andava bene nella Palermo degli anni ottanta o novanta.oghi è solo una boiata che giustifica la rovina della scuola pubblica

Ma se anche fosse vero, perché dovrebbero stare tutti a scuola e non in un qualsiasi altro ufficio pubblico?

Il discorso retorico che viene fatto passare è il seguente: meglio che un ragazzo stia a scuola, anche se disturba, anche se non segue la lezione, anche se non apre mai un libro...perché altrimenti potrebbe finire al servizio dei delinquenti.
Va bene, ma allora, se la scuola serve solo a tenerlo lontano dalla criminalità e non a farlo studiare, tanto vale parcheggiarlo altrove.
Perché dovrebbero essere i docenti (che come è noto sono pagati per insegnare e non per fare i badanti) e non anche i carabinieri, i poliziotti, i vigili urbani, gli impiegati delle poste, gli uscieri comunali, gli impiegati dell'inps, i vigili del fuoco... a farsi carico del problema vigilando su un minorenne a rischio affinché non venga intercettato dalla criminalità organizzata?


Queste sono sciocchezze per ribadire l'utilità di farci lavorare in pace con quelli he ci fanno lavorare bene.
Il discorso è che un ragazzo istruito è meno soggetto a entrare nella criminalità (oltre che ingrossare le fila dei disoccupati con bassissima qualifica). Da insegnanti, dovremmo saperlo... O la cultura non serve come piace dire a molti?
Il progetto dovrebbe essere condiviso e proprio per questa utilità comune TUTTI dovrebbero occuparsene, non si dovrebbero lasciare soli quattro insegnanti a operare in condizioni impossibili senza prospettive
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: E se l'abbandono scolastico fosse un punto d'onore?   Lun Mar 07, 2016 7:41 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
ludmilla72 ha scritto:
Solo i migliori frequentano i licei;

seeeeeeehhhhh, su quale pianeta?


Sul pianeta Italia, e non dico che sia giusto, anzi...
Se non ti piace l'utenza dei licei non immagini cosa ci sia fuori, e cosa rimanga a esaurire l'obbligo al primo ciclo!
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: E se l'abbandono scolastico fosse un punto d'onore?   Lun Mar 07, 2016 7:49 pm

mac67 ha scritto:
Non è che avere per concittadini una massa di ignoranti sia una prospettiva allettante. Che poi la scuola italiana sia attrezzata e organizzata per evitarlo, è un altro discorso.

Non lo è, ma non c'è nessun obbligo ad abbassare il livello ampliando la platea degli scolarizzati.
Quello che succede non è assolutamente necessario: non rassegniamoci dicendo che dobbiamo ridurre gli studenti perché il sistema non funziona, o addirittura per farlo funzionare. E' scorretto sul piano etico e su quello anche banalmente logico.
Tutti devono essere in grado di conoscere quelle quattro stronzate che ci siamo ridotti ormai a impartire. Al di sotto di quel minimo sindacale c'è l'indecenza. Chi non ci arriva deve essere costretto, con le buone o con le cattive. L'assolvimento dell'obbligo dovrebbe coincidere con il raggiungimento di obiettivi e non con il raggiungimento dei 16 anni. Perché non proponiamo un nuovo target. Lancio una provocazione: si rimane a scuola a bestemmiare sui libri finchè non si imparano quelle quattro cosette in croce. Obbligo scolastico riformulato
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: E se l'abbandono scolastico fosse un punto d'onore?   Lun Mar 07, 2016 8:11 pm

Mah, decisamente in un liceo ci sono meno problemi di disciplina e di disagio sociale, marginalità e devianza, quello è vero... ma che abbiano in massa tutta 'sta voglia di studiare è una pia illusione.

E di sicuro, rispetto alla media, di colleghesse militanti dello psicologismo da strapazzo e dell'aiutino buonista a tutti i costi ce ne sono molte ma molte di più in un liceo.

Anzi, la motivazione è pure peggio.

Perché almeno, al professionale, quelli che sono maniaci dell'aiutino e della spintarella lo fanno anche con un minimo sindacale di cinismo, ossia "a questo disgraziato diamogli una mano PROPRIO perché è un disgraziato, perché fa una vita di melma in una famiglia di melma e non avrà mai altra possibilità se non gli diamo una mano noi"... mentre al liceo scatta la molla opposta, ossia "diamogli una mano perché è un ragazzo straordinario, tanto originale, tanto sensibile, ha delle potenzialità eccezionali, e poi non è mica abbandonato a se stesso, ha anche dei genitori molto sensibili e molto attenti, bisogna dargli fiducia perché prima o poi sboccerà..." e altre melensaggini del genere.

E il motivo, gira e rigira, è sempre il solito: il fatto che in media questi ragazzi abbiano origini "più borghesi" di quelli dei tecnici o dei professionali, e che quindi vengano da famiglie che ASSOMIGLIANO di più a quelle degli insegnanti stessi. Hanno genitori che hanno fatto studi simili a quelli degli insegnanti, che hanno storie personali simili, che conducono stili di vita simili, in qualche caso li conoscono da prima anche se non a fondo, i ragazzi stessi svolgono attività simili a quelle dei figli degli insegnanti, hanno le stesse abitudini, praticano gli stessi sport e così via.

Per cui, in un certo tipo (dannoso come la grandine) di insegnanti... anche se non li conoscevano di persona prima, scatta un perverso meccanismo di identificazione con le storie personali di queste famiglie, per cui li vedono tutti come se fossero propri figli, propri nipoti o figli dei loro migliori amici (cosa che tra gli sfigati del professionale di periferia non c'è pericolo che succeda, perché in effetti vi assomigliano MENO), e finiscono con l'assecondare tutte le ansie di protettività e di imbambagiamento che provengono da tali famiglie stesse. Aggiungiamoci anche il diverso atteggiamento verso il timore di contestazioni (perchè sanno che questo genere di famiglie ha maggiori strumenti, sia economici sia culturali, per venire a rompere le scatole per qualsiasi controversia, rispetto alle famiglie dei disgraziati del professionale di cui sopra, che se il figlio viene bocciato incassano e via), e il delirio è completo.

Quindi, in definitiva, è vero che al liceo ci si può prendere qualche soddisfazione in più sul livello dell'insegnamento da offrire, quello sì... ma preparatevi all'idea che in ogni consiglio di classe ci siano almeno tre o quattro colleghi del genere, che vanificheranno qualsiasi tentativo degli altri di essere rigorosi anche sulla valutazione.

State sicuri che quello che arriva alla fine di aprile con sei o sette materie insufficienti, miracolosamente un mese dopo si sarà trovato con i 5 che sono diventati 6 e i 4 che sono diventati "cinque e mezzo" (e non per voto di consiglio forzato, ma per ritocco volontario da parte dei singoli docenti interessati) e anche se gliene rimangono due o tre insufficienti come prima (perché c'è qualche insegnante ostinato che non ha voglia di gonfiare i voti), comunque "non si può bocciare".

E anzi, quello che non ha voglia di gonfiare i voti finisce con l'essere malvisto dai colleghi, perché se il ragazzo ha miracolosamente recuperato quasi tutte le materie tranne la sua, c'è sempre l'insinuazione che sia colpa del docente che non gli ha dato abbastanza fiducia o che non l'ha incoraggiato abbastanza...

MAI viste queste dinamiche negli anni precedenti, all'agrario o all'ITIS, dove in presenza di diverse insufficienze si bocciava senza troppe cerimonie, e senza l'ossessione per la paura dei ricorsi o della perdita di iscrizioni.

Risultato: io assicuro di avere attualmente in quinta (MAI bocciati, magari sempre promossi a settembre dopo discussione a maggioranza, ma mai bocciati) certi figuri che all'agrario in quinta non ci sarebbero mai arrivati, o ci sarebbero arrivati con due anni di ritardo.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: E se l'abbandono scolastico fosse un punto d'onore?   Lun Mar 07, 2016 8:12 pm

lucetta10 ha scritto:
paniscus_2.0 ha scritto:
ludmilla72 ha scritto:
Solo i migliori frequentano i licei;

seeeeeeehhhhh, su quale pianeta?


Sul pianeta Italia, e non dico che sia giusto, anzi...
Se non ti piace l'utenza dei licei non immagini cosa ci sia fuori, e cosa rimanga a esaurire l'obbligo al primo ciclo!

Ho detto chiaramente che in altri tipi di scuole ci sono stata.

Solo che in quelle scuole i lavativi si bocciavano, molto di più che al liceo.
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: E se l'abbandono scolastico fosse un punto d'onore?   Lun Mar 07, 2016 8:31 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
paniscus_2.0 ha scritto:
ludmilla72 ha scritto:
Solo i migliori frequentano i licei;

seeeeeeehhhhh, su quale pianeta?


Sul pianeta Italia, e non dico che sia giusto, anzi...
Se non ti piace l'utenza dei licei non immagini cosa ci sia fuori, e cosa rimanga a esaurire l'obbligo al primo ciclo!

Ho detto chiaramente che in altri tipi di scuole ci sono stata.

Solo che in quelle scuole i lavativi si bocciavano, molto di più che al liceo.


ciò non toglie che al liceo vanno i migliori, dai contesti sociali meno disagiati, handicap pressoché inesistente, stranieri nemmeno a parlarne
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comp_xt



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MessaggioOggetto: Re: E se l'abbandono scolastico fosse un punto d'onore?   Lun Mar 07, 2016 8:56 pm

lucetta10 ha scritto:
comp_xt ha scritto:
Felipeto ha scritto:
La favola della scuola che toglie potenziali leve del crimine dalla strada andava bene nella Palermo degli anni ottanta o novanta.oghi è solo una boiata che giustifica la rovina della scuola pubblica

Ma se anche fosse vero, perché dovrebbero stare tutti a scuola e non in un qualsiasi altro ufficio pubblico?

Il discorso retorico che viene fatto passare è il seguente: meglio che un ragazzo stia a scuola, anche se disturba, anche se non segue la lezione, anche se non apre mai un libro...perché altrimenti potrebbe finire al servizio dei delinquenti.
Va bene, ma allora, se la scuola serve solo a tenerlo lontano dalla criminalità e non a farlo studiare, tanto vale parcheggiarlo altrove.
Perché dovrebbero essere i docenti (che come è noto sono pagati per insegnare e non per fare i badanti) e non anche i carabinieri, i poliziotti, i vigili urbani, gli impiegati delle poste, gli uscieri comunali, gli impiegati dell'inps, i vigili del fuoco... a farsi carico del problema vigilando su un minorenne a rischio affinché non venga intercettato dalla criminalità organizzata?




Queste sono sciocchezze per ribadire l'utilità di farci lavorare in pace con quelli he ci fanno lavorare bene.
Il discorso è che un ragazzo istruito è meno soggetto a entrare nella criminalità (oltre che ingrossare le fila dei disoccupati con bassissima qualifica). Da insegnanti, dovremmo saperlo... O la cultura non serve come piace dire a molti?
Il progetto dovrebbe essere condiviso e proprio per questa utilità comune TUTTI dovrebbero occuparsene, non si dovrebbero lasciare soli quattro insegnanti a operare in condizioni impossibili senza prospettive

Secondo te la presenza fisica in classe di quel genere di ragazzo, anche quando non è accompagnata di azioni di disturbo, significa forse istruirlo o fare cultura?
Anche ammettendo che sia preferibile che quel ragazzo stia a scuola anziché in altri luoghi, cerchiamo di non essere autoreferenziali fino al punto di asserire che lo stiamo formando o istruendo.
Stiamo facendo altro, stiamo badando a lui affinché non faccia danni peggiori.
Perbacco, se vogliamo fare i donmilanisti, almeno facciamolo fino in fondo...
Don Lorenzo Milani non risparmiava i calci in culo ai suoi ragazzi, ovviamente quando questi erano meritati e necessari.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: E se l'abbandono scolastico fosse un punto d'onore?   Lun Mar 07, 2016 8:57 pm

Ah, beh, se per "migliori" intendi "quelli di provenienza sociale migliore", almeno in parte è vero.

Ma che siano (in maggioranza) i migliori anche come capacità scolastiche e come voglia di studiare, è tutto da discutere.

Poi bisogna vedere anche cosa si intende esattamente per "liceo". Tutti gli indirizzi in generale, o intendi solo il classico e lo scientifico vecchio stile? Perché il corso di scienze umane, ad esempio, in certi contesti locali dove il ventaglio di scelta delle scuole è limitato, raccoglie spesso un'utenza (quasi tutta femminile) del tutto paragonabile con quella di un professionale...
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: E se l'abbandono scolastico fosse un punto d'onore?   Lun Mar 07, 2016 9:05 pm

comp_xt ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
comp_xt ha scritto:
Felipeto ha scritto:
La favola della scuola che toglie potenziali leve del crimine dalla strada andava bene nella Palermo degli anni ottanta o novanta.oghi è solo una boiata che giustifica la rovina della scuola pubblica

Ma se anche fosse vero, perché dovrebbero stare tutti a scuola e non in un qualsiasi altro ufficio pubblico?

Il discorso retorico che viene fatto passare è il seguente: meglio che un ragazzo stia a scuola, anche se disturba, anche se non segue la lezione, anche se non apre mai un libro...perché altrimenti potrebbe finire al servizio dei delinquenti.
Va bene, ma allora, se la scuola serve solo a tenerlo lontano dalla criminalità e non a farlo studiare, tanto vale parcheggiarlo altrove.
Perché dovrebbero essere i docenti (che come è noto sono pagati per insegnare e non per fare i badanti) e non anche i carabinieri, i poliziotti, i vigili urbani, gli impiegati delle poste, gli uscieri comunali, gli impiegati dell'inps, i vigili del fuoco... a farsi carico del problema vigilando su un minorenne a rischio affinché non venga intercettato dalla criminalità organizzata?




Queste sono sciocchezze per ribadire l'utilità di farci lavorare in pace con quelli he ci fanno lavorare bene.
Il discorso è che un ragazzo istruito è meno soggetto a entrare nella criminalità (oltre che ingrossare le fila dei disoccupati con bassissima qualifica). Da insegnanti, dovremmo saperlo... O la cultura non serve come piace dire a molti?
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Secondo te la presenza fisica in classe di quel genere di ragazzo, anche quando non è accompagnata di azioni di disturbo, significa forse istruirlo o fare cultura?
Anche ammettendo che sia preferibile che quel ragazzo stia a scuola anziché in altri luoghi, cerchiamo di non essere autoreferenziali fino al punto di asserire che lo stiamo formando o istruendo.
Stiamo facendo altro, stiamo badando a lui affinché non faccia danni peggiori.
Perbacco, se vogliamo fare i donmilanisti, almeno facciamolo fino in fondo...
Don Lorenzo Milani non risparmiava i calci in culo ai suoi ragazzi, ovviamente quando questi erano meritati e necessari.


Guarda che non ho mai detto che la scuola sia efficace, anzi. Ho detto semmai che così com'è è inefficacissima e che ci vorrebbero le maniere forti, anzi fortissime perché è indispensabile per TUTTi che la base culturale del paese si elevi, anche tra i cosiddetti "istruiti" che somigliano sempre più ai somari.
Proprio per questo la soluzione NON PUO' però essere quella che prospetti tu. Si deve risolvere un problema, rimuoverlo è sicuramente più facile, ma non risolutivo
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MessaggioOggetto: Re: E se l'abbandono scolastico fosse un punto d'onore?   Lun Mar 07, 2016 9:21 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Ah, beh, se per "migliori" intendi "quelli di provenienza sociale migliore", almeno in parte è vero.

Ma che siano (in maggioranza) i migliori anche come capacità scolastiche e come voglia di studiare, è tutto da discutere.

Poi bisogna vedere anche cosa si intende esattamente per "liceo". Tutti gli indirizzi in generale, o intendi solo il classico e lo scientifico vecchio stile? Perché il corso di scienze umane, ad esempio, in certi contesti locali dove il ventaglio di scelta delle scuole è limitato, raccoglie spesso un'utenza (quasi tutta femminile) del tutto paragonabile con quella di un professionale...



Mettiamola così: quelli che fanno dare le capocciate al muro, e di cui stiamo (stanno) teorizzando l'allontanamento coatto, al liceo non ci sono, e non ci sono le nuove marginalità sociali (handicap, utenza straniera). Per contesto sociale non parliamo di blasonati figli di avvocati e commercialisti, ma anche di onesti operai e impiegati. Le sacche del disagio sociale stanno altrove e non concepiscono nemmeno l'idea di un liceo.
Il problema di cui stiamo dibattendo è che da certi contesti si salvano in pochi, e specularmente in certi altri se ne dannano altrettanto pochi.
Fa poi piacere che ognuno voglia sollevare il suo pezzo di croce, ma ammettiamo anche che quella di un collega dell'IPSIA, mediamente, pesa di più. Da un parte ci sono quelli che non sanno scrivere ancora "ha" con l'acca e fare 8x8 a 16 anni, dall'altra quelli che non sanno riconoscere un ablativo assoluto o costruire un testo argomentato, deprecabile per carità, ma, appunto, relativamente al livello sottinteso da un liceo. Fa ridere leggere che non c'è dispersione dove il preside della scuola bene torinese fa il cazziatone e mette in chiaro. Vallo a fare a certe utenze lo stesso pistolotto, e vedi come ti rispondono!
E' giusto che sia così? No. La scelta della scuola superiore non dovrebbe essere fatta a seconda del voto ma a seconda delle aspirazioni e delle capacità, e così sarebbe se i diversi indirizzi della scuola superiore non si fossero da sempre strutturati su una scala di "prestigio", ancora fermi a come l'ha pensata Gentile, con la differenza di una utenza decisamente più ridotta, per assenza dei più poveri, non certo dei meno bravi!
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MessaggioOggetto: Re: E se l'abbandono scolastico fosse un punto d'onore?   Lun Mar 07, 2016 9:32 pm

ushikawa ha scritto:

La maggioranza della popolazione, scolastica e non, si addensa nelle due fasce centrali; purtroppo le dinamiche sociali, culturali ed economiche degli ultimi venti anni stanno spingendo in basso queste persone. Questo fenomeno, unito a una costante delegittimazione della scuola come istituzione e come fattore di una possibile ascesa sociale, sta rendendo estremamente problematico un reale successo formativo degli alunni della terza fascia, che a mio avviso sarebbe facilitato da una politica opposta a quella lassista attuale. Invece di scimmiottare la società in tutte le sue contraddizioni, invece di assecondare genitori che si sono formati sui programmi televisivi, la scuola dovrebbe recuperare il suo orgoglio di Istituzione finalizzata all'istruzione. E quindi ricominciare a pretendere rispetto, impegno, risultati. Abbassando l'assicella di continuo stiamo formando generazioni di cittadini pochissimo attrezzati per il loro pieno inserimento sociale e formativo.


Sono assolutamente d'accordo con questa analisi. Correggo solo dicendo che ormai molti genitori di nostri alunni sono il frutto anche della scuola degli ultimi due decenni, non solo della TV, e i risultati cominciano tristemente a vedersi.
Alziamo l'asticella invece di pretendere che qualcuno cacci dalle nostre aule gli alunni che "eccedono il campione" irreale che ci siamo costruiti, e al quale per comodità aspireremmo.
E cominciamo a cercare soluzioni reali, con investimenti importanti. Le riforme scolastiche del passato si fondavano su idee forti e stravolgevano interi sistemi di istruzione. Ora si fanno piccoli aggiustamenti e le si chiamano riforme, con interventi che non fanno sistema e anzi creano solo confusione e contraddizioni
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MessaggioOggetto: Re: E se l'abbandono scolastico fosse un punto d'onore?   Lun Mar 07, 2016 9:44 pm

Però, scusa, in questo caso ti chiederei di chiarire meglio come si dovrebbe fare ad "alzare l'asticella" senza che questo implichi anche il bocciare chi (per scarse capacità, per scarsa voglia di studiare o per scarse condizioni culturali di base) non la supera. Se si alza l'asticella e basta, ma poi "per evitare la dispersione scolastica" si promuove indifferentemente chi l'ha superata e chi non l'ha superata, a che serve?
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MessaggioOggetto: Re: E se l'abbandono scolastico fosse un punto d'onore?   Lun Mar 07, 2016 9:55 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Romado72 ha scritto:
Io ho lavorato in tutti gli istituti possibili, e con trimestre e pentamestre ho sempre fatto 5 verifiche scritte all'anno (2+3). Quest'anno, pure per me 6*6. Di solito le concentro tutte in una settimana. Così poi in un paio di gg correggo tutto e sto a posto.
Cmq, per quanto mi riguarda, tra il professionale sotto casa e il liceo a 20 km preferisco 3000 volte il liceo, altra storia.
Si ma io non sono in un professionale, sono in un ITIS standard/liceo scarso; i miei alunni non si picchiano (altrimenti scapperei senza se e senza ma), solo che non hanno voglia di fare nulla.


Non hanno voglia? Bene.
Non ho ancora un'idea chiara ma sto ultimamente considerando la possibilità che per questi sarebbe molto più efficace un sistema senza bocciatura che non uno con più bocciature.
Ammettiamo che i tuoi bei campioni venissero comunque ogni anno promossi, pur non ottenendo sufficienze per mancanza di impegno. Se abolissimo il voto di consiglio avrebbero ogni anno una sfilza di insufficienze ma arriverebbero alla fine e potrebbero finalmente andarsene a spasso con in tasca un pezzo di carta che certifica la loro insipienza, buono per pulirsi il culo.
Cercando lavoro dovrebbero mostrare il loro bel diplomino da 4 e verrebbero scartati come quegli analfabeti che sono; abilitazioni e ordini professionali gli sarebbero preclusi per mancanza di requisiti. Noi staremmo a posto con la certificazione delle competenze.
Ridiamo serietà a questi benedetti pezzi di carta! O comunque facciamo una scelta chiara
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MessaggioOggetto: Re: E se l'abbandono scolastico fosse un punto d'onore?   Lun Mar 07, 2016 10:01 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Però, scusa, in questo caso ti chiederei di chiarire meglio come si dovrebbe fare ad "alzare l'asticella" senza che questo implichi anche il bocciare chi (per scarse capacità, per scarsa voglia di studiare o per scarse condizioni culturali di base) non la supera. Se si alza l'asticella e basta, ma poi "per evitare la dispersione scolastica" si promuove indifferentemente chi l'ha superata e chi non l'ha superata, a che serve?


E chi dice che per evitare la dispersione scolastica non si debba fare selezione? Non disperdere non significa promuovere tutti per tenerceli in classe. Ho anche chiarito che dispersi di fatto sono anche tanti diplomati con capacità da terza elementare. Perché mai per aumentare il numero si deve necessariamente diminuire la qualità?
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MessaggioOggetto: Re: E se l'abbandono scolastico fosse un punto d'onore?   Lun Mar 07, 2016 10:17 pm

Guarda che con me sfondi una porta aperta... io non attribuisco nessun valore salvifico al fatto di "aumentare il numero". Preferisco di gran lunga una società con meno diplomati, ma diplomati VERI, che una società con orde innumerevoli di diplomati analfabeti che vanno in giro con una certifcazione fasulla di competenze che non ci sono.

Oltretutto, non considero affatto "dispersione scolastica" quella che avviene dopo il superamento dell'età dell'obbligo. Ultimamente è invalso l'uso di chiamare "dispersione scolastica" qualsiasi caso di studente che non finisce le superiori, anche se è fuori dall'età dell'obbligo e largamente maggiorenne.

Quando invece penso sinceramente che un diciannovenne che è ancora in terza abbia tutto il sacrosanto diritto di averne le scatole piene e decidere di smettere, senza che la scuola debba corrergli dietro col tappetino rosso per supplicarlo di rimanere.

Quella non è affatto "dispersione scolastica", è la libera scelta individuale di una persona che per la legge è adulta.
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MessaggioOggetto: Re: E se l'abbandono scolastico fosse un punto d'onore?   Lun Mar 07, 2016 10:47 pm

il problema non è attribuire valore salvifico al fatto di aumentare il numero, ma al contrario, ritenere che l'aumento del numero comporti NECESSARIAMENTE un abbassamento del livello generale come è accaduto. Ma anche che non si sarebbe potuto fare nulla di diverso per scongiurarlo, che sia una sorta di destino ineluttabile delle masse
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MessaggioOggetto: Re: E se l'abbandono scolastico fosse un punto d'onore?   Mar Mar 08, 2016 6:31 pm

lucetta10 ha scritto:

Ammettiamo che i tuoi bei campioni venissero comunque ogni anno promossi, pur non ottenendo sufficienze per mancanza di impegno. Se abolissimo il voto di consiglio avrebbero ogni anno una sfilza di insufficienze ma arriverebbero alla fine e potrebbero finalmente andarsene a spasso con in tasca un pezzo di carta che certifica la loro insipienza, buono per pulirsi il culo.
Cercando lavoro dovrebbero mostrare il loro bel diplomino da 4 e verrebbero scartati come quegli analfabeti che sono; abilitazioni e ordini professionali gli sarebbero preclusi per mancanza di requisiti.

Non ti illudere troppo: la stessa categoria di colleghesse (e colleghessi) che adesso alzano i voti a piene mani perché "bocciare sarebbe troppo brutto, e in quel modo non li aiutiamo", continuerebbero ad alzare i voti lo stesso anche se la bocciatura non ci fosse più, perché "rovinare loro le possibilità future costringendoli ad andare in giro con un diploma pieno di 4 sarebbe troppo brutto, e in quel modo non li aiutiamo". La stessa categoria di dirigenti (e dirigentesse) che adesso fanno pressioni minatorie per promuovere tutti "perché altrimenti la scuola ci fa brutta figura e si perdono iscrizioni", continuerebbe a fare pressioni minatorie per non far comparire i voti negativi sulle certificazioni, esattamente per gli stessi motivi...
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MessaggioOggetto: Re: E se l'abbandono scolastico fosse un punto d'onore?   Sab Mar 12, 2016 2:27 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
lucetta10 ha scritto:

Ammettiamo che i tuoi bei campioni venissero comunque ogni anno promossi, pur non ottenendo sufficienze per mancanza di impegno. Se abolissimo il voto di consiglio avrebbero ogni anno una sfilza di insufficienze ma arriverebbero alla fine e potrebbero finalmente andarsene a spasso con in tasca un pezzo di carta che certifica la loro insipienza, buono per pulirsi il culo.
Cercando lavoro dovrebbero mostrare il loro bel diplomino da 4 e verrebbero scartati come quegli analfabeti che sono; abilitazioni e ordini professionali gli sarebbero preclusi per mancanza di requisiti.

Non ti illudere troppo: la stessa categoria di colleghesse (e colleghessi) che adesso alzano i voti a piene mani perché "bocciare sarebbe troppo brutto, e in quel modo non li aiutiamo", continuerebbero ad alzare i voti lo stesso anche se la bocciatura non ci fosse più, perché "rovinare loro le possibilità future costringendoli ad andare in giro con un diploma pieno di 4 sarebbe troppo brutto, e in quel modo non li aiutiamo". La stessa categoria di dirigenti (e dirigentesse) che adesso fanno pressioni minatorie per promuovere tutti "perché altrimenti la scuola ci fa brutta figura e si perdono iscrizioni", continuerebbe a fare pressioni minatorie per non far comparire i voti negativi sulle certificazioni, esattamente per gli stessi motivi...


Non dubito, ma la smetteremmo di confonderci tutti nel calderone del voto di consiglio. Tra una promozione necessariamente con la media del 6 e una promozione senza la media del 6 la differenza c'è.
In pagella esprimo ben tre voti, mi accontenterei del mio tre volte 4.
La questione delle pressioni dei DS non riguarda i DS che premono ma gli insegnanti "premuti" e vale per tante questioni
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MessaggioOggetto: Re: E se l'abbandono scolastico fosse un punto d'onore?   Lun Mar 14, 2016 12:36 pm

Per me chi non ha interesse ad andare a scuola non dovrebbe andarci.
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E se l'abbandono scolastico fosse un punto d'onore?
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