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 le mitiche "competenze"

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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: le mitiche "competenze"   Mer Mar 16, 2016 6:01 pm

Promemoria primo messaggio :

Sentite questa che è carina.

Ieri sottopongo un gruppetto di alunni di quarta liceo scientifico all'ormai mitologica "verifica di recupero delle insufficienze del primo quadrimestre". Alcuni di loro avevano anche frequentato un corso di recupero apposito, altri erano stati indirizzati allo studio individuale, con un corposo corredo di esercizi mirati scelti apposta.

Il programma del primo quadrimestre verteva quasi esclusivamente su goniometria e trigonometria.

Tra i vari quesiti che ho messo nel compito, c'era questo:

"Una scaletta a pioli viene appoggiata a una parete verticale formando un angolo di 64° con il pavimento. In seguito viene spostata, in maniera che l'appoggio sul pavimento sia più vicino al muro di 10 cm rispetto a prima, e l’angolo di inclinazione rispetto al pavimento diventa di 68°. Quanto è lunga la scala?"

Premetto che un problema del genere si fa in due minuti.

Chiamando x la lunghezza della scala, si pone che x cos(64°) - x cos(68°) = 10, e trovando le funzioni goniometriche con la calcolatrice, si riduce a un'equazioncina di primo grado di facilità ridicola.

E premetto anche che esercizi MOLTO SIMILI si erano fatti in classe per mesi e mesi di seguito. COMPRESE esperienze dirette di laboratorio, con misure di inclinazioni e costruzioni di figure tipiche.

Bene: girando per l'aula durante la prova, mi sono resa conto che quasi tutti gli alunni avevano disegnato la figura ponendo COSTANTE il punto di contatto con la parete verticale. Ossia, secondo la loro interpretazione, mentre il punto d'appoggio sul pavimento avanzava verso il muro, la lunghezza della scala avrebbe dovuto CAMBIARE a seconda di dove si appoggiava.

Dopo due o tre tentativi patetici di suggerire degli indizi indirettamente, ho cominciato a insistere in maniera più esplicita.

Niente, questi NON CAPIVANO.

Alla fine ho strillato in maniera inconsulta che la maggior parte di loro aveva disegnato la figura sbagliata, e ho fatto il modellino in diretta, appoggiando una penna sullo spigolo della lavagna e facendola scorrere in più posizioni diverse.

E alcuni continuavano a non capire, e a protestare che avevano ragione loro, perché il punto di contatto con la parete doveva per forza essere lo stesso;

mentre qualcun altro ha avuto un barlume di dubbio, ma ha avuto comunque il coraggio di chiedermi se per caso non "potevo accettargliela così lo stesso, visto che ormai quell'esercizio l'aveva fatto", e non valeva la pena rifarlo da capo.

Alla fine, qualcuno ha protestato che "l'esercizio era troppo difficile perché non sapevano come costruirsi la figura da soli", mentre se solo io avessi provveduto a fornire loro il disegno completo, allora ci sarebbero riusciti.

Uno, alla fine della prova, ha avuto perfino il coraggio di dirmi che non aveva capito che si dovesse impostare un'equazione, e di protestare sul "come dovevo fare a immaginare che bisognasse metterci la x ???".

In definitiva: questi ragazzi, allevati alla mitica scuola postmoderna in cui le nozioni non servono più a nulla perché l'unica cosa importante sono le cosiddette competenze, ovvero, sapersela sbrogliare in situazioni pratiche...

...NON HANNO IDEA DI QUALE POSIZIONE ASSUME UNA SCALA APPOGGIATA AL MURO.

Non capiscono che, se si avvicina al muro il punto di appoggio, il punto di contatto con il muro deve salire.

Forse, addirittura, non hanno mai visto una vera scala appoggiata al muro?

Pensano sinceramente che le scale a pioli o le sbarre solide siano elastiche come quelle dei cartoni animati?

Ma è possibile sul serio????????
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AutoreMessaggio
mac67



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MessaggioOggetto: Re: le mitiche "competenze"   Mer Mar 16, 2016 11:17 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
mac67 ha scritto:
paniscus_2.0 ha scritto:
mac67 ha scritto:
E' che la sola parola "matematica" è in grado di scindere tutte le connessioni cerebrali e fondere irrimediabilmente ogni singola cellula del cervello.
Ma per quale motivo 'sta gente SCEGLIE IL LICEO SCIENTIFICO??????

Perché i genitori ci tengono.

Ma rimanendo sempre nella curiosità antropologica... per quale motivo i genitori ci tengono che il figlio faccia lo scientifico, vista la scarsissima considerazione della matematica e delle scienze esatte che c'è nella media generale della società, e vista l'altissima percentuale di adulti (e quindi, anche di genitori) che si vanta di non capire niente di matematica, e di considerarla una cosa brutta, arida, triste, difficilissima, e pure inutile?

Per esclusione: il classico no perché è antiquato, il linguistico non era diffuso fino a pochi anni fa, scienze umane (o psico-peda-ufo che dir si voglia) c'è da relativamente poco. Gli scientifici sono un po' ovunque. E suppongo che anche tu abbia avuto ogni anno alunni che "ma era tanto bravo/a in matematica alla scuola media".
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: le mitiche "competenze"   Gio Mar 17, 2016 7:00 am

L'esempio riportato da Paniscus del problema della scala sarebbe il classico esempio di applicazione di competenze (per quello che ci ho capito io del termine) e contemporaneamente il classico risultato di 10 anni di didattica per competenze subita dagli alunni.
C'è chiaramente una mistificazione a livello di termini.
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Hoffnung2



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MessaggioOggetto: Re: le mitiche "competenze"   Gio Mar 17, 2016 9:10 am

paniscus_2.0 ha scritto:
Hoffnung2 ha scritto:
Mah... gente strana i prof di mate; hanno queste curiosità morbose: l'inclinazione della scala, la vasca che perde acqua, la mamma che va al mercato e compra sempre le uova...

Con simpatia! Era per sdrammatizzare.

Sperando che tu non stia parlando della scuola superiore, in quali contesti esistono ancora i problemi sulla "mamma che va al mercato e compra le uova"?

Io ho avuto due figli alle elementari di recente (anzi, uno è ANCORA alle elementari) e in un totale di 6 anni di scuola della prima figlia più 3 del secondo, non ho mai visto nemmeno una volta un problema della "mamma che compra le uova".

Probabilmente li stanno preparando per le prossime prove di esame di stato per il liceo scientifico, in cui bisogna assolutamente introdurre problemi "contestualizzati"...
No, erano reminescenze delle MIE scuole elementari.
Magari contestualizzando li aiutate. Un uovo lo sapranno disegnare si spera!
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: le mitiche "competenze"   Gio Mar 17, 2016 12:40 pm

Se non sanno disegnare nemmeno una sbarra rettilinea, con l'uovo ce li vedo molto peggio...
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Romado72



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MessaggioOggetto: Re: le mitiche "competenze"   Gio Mar 17, 2016 1:05 pm

... Vedrai che se gli chiedi di disegnare un uovo disegneranno una circonferenza:):) (con la monetine, mica si usa più il compasso... Anzi, a stento portano penna e quaderno)
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: le mitiche "competenze"   Gio Mar 17, 2016 1:11 pm

Pochi giorni prima, in un'altra classe, una mi ha chiesto, durante il compito, se poteva aprire lo zaino per prendere un braccialetto, perché le serviva per disegnare la circonferenza...
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comp_xt



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MessaggioOggetto: Re: le mitiche "competenze"   Gio Mar 17, 2016 2:32 pm

ushikawa ha scritto:
L'esempio riportato da Paniscus del problema della scala sarebbe il classico esempio di applicazione di competenze (per quello che ci ho capito io del termine) e contemporaneamente il classico risultato di 10 anni di didattica per competenze subita dagli alunni.
C'è chiaramente una mistificazione a livello di termini.

Il problema è che l'ideologia ministeriale si ostina a sostenere che la difficoltà dei nostri studenti sia quella di operare con problemi cosiddetti "contestualizzati".  Sembra quasi che essi siano dei geni nei problemi teorici e che caschino come pere quando ci si riferisce a situazioni reali.
Sbagliato! Gli studenti italiani hanno difficoltà sia nella comprensione del testo che nell'impostare la risoluzione di problemi di qualsiasi tipo (ma questo, il più delle volte, dipende da mancate conoscenze).
Il problema che ha proposta panicus può avere una formulazione classica, ossia di tipo puramente geometrico.
Quegli stessi studenti che non hanno capito come sistemare una scala avrebbero difficoltà a capire come  disegnare la figura in un problema perfettamente equivalente dove però  anziché parlare di scale a pioli ci si riferisce a rette, angoli e misure di segmenti.
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ilpirata79



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MessaggioOggetto: Re: le mitiche "competenze"   Gio Mar 17, 2016 2:46 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Pochi giorni prima, in un'altra classe, una mi ha chiesto, durante il compito, se poteva aprire lo zaino per prendere un braccialetto, perché le serviva per disegnare la circonferenza...

Io onestamente le avrei detto semplicemente di procedere.
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: le mitiche "competenze"   Gio Mar 17, 2016 3:24 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Hoffnung2 ha scritto:
Mah... gente strana i prof di mate; hanno queste curiosità morbose: l'inclinazione della scala, la vasca che perde acqua, la mamma che va al mercato e compra sempre le uova...

Con simpatia! Era per sdrammatizzare.

Sperando che tu non stia parlando della scuola superiore, in quali contesti esistono ancora i problemi sulla "mamma che va al mercato e compra le uova"?

Io ho avuto due figli alle elementari di recente (anzi, uno è ANCORA alle elementari) e in un totale di 6 anni di scuola della prima figlia più 3 del secondo, non ho mai visto nemmeno una volta un problema della "mamma che compra le uova".

Probabilmente li stanno preparando per le prossime prove di esame di stato per il liceo scientifico, in cui bisogna assolutamente introdurre problemi "contestualizzati"...
Cosa avete contro le mamme e le uova ? Sono utilissime ! Spesso mi capita che i miei alunni di prima e seconda superiore arrivino al risultato 0/un numero (es 0/3) e si bloccano; farà zero ? Farà infinito ? Sarà impossibile ? Sarà indeterminato ? Saranno gli ufi che ci mettono alla prova ?

Io gli dico "hai zero caramelle e le vuoi distribuire a 3 bambini, quante gliene dai ad ognuno ?" E lì si illuminano.
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MessaggioOggetto: Re: le mitiche "competenze"   Gio Mar 17, 2016 3:28 pm

Felipeto ha scritto:
Hoffnung, kannst du bitte einen neuen post offnen, UM Besser zu beantworten?
E smettetela di tirarvela con questo latino !
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: le mitiche "competenze"   Gio Mar 17, 2016 3:32 pm

ilpirata79 ha scritto:
paniscus_2.0 ha scritto:
Pochi giorni prima, in un'altra classe, una mi ha chiesto, durante il compito, se poteva aprire lo zaino per prendere un braccialetto, perché le serviva per disegnare la circonferenza...

Io onestamente le avrei detto semplicemente di procedere.

E infatti HA proceduto, che problema c'è?
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Hoffnung2



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MessaggioOggetto: Re: le mitiche "competenze"   Gio Mar 17, 2016 3:36 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Felipeto ha scritto:
Hoffnung, kannst du bitte einen neuen post offnen, UM Besser zu beantworten?
E smettetela di tirarvela con questo latino !
Ahahahahah! Beh, qualcosa in comune ce l'hanno!
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Valerie



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MessaggioOggetto: Re: le mitiche "competenze"   Gio Mar 17, 2016 4:25 pm

Io voto per il 'non hanno mai visto una vera scala a pioli appoggiata al muro' oppure per il 'la scala a pioli era di tipo telescopico'.
Anche se più probabilmente la risposta giusta è 'non gliene frega un xxx a nessuno delle scale a pioli'.
;-)
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: le mitiche "competenze"   Gio Mar 17, 2016 4:41 pm

Appunto, quindi se ne deduce che il mito della "contestualizzazione dei problemi" e della "modellizzazione di situazioni realistiche" è una bufala.

Ci hanno martellati per almeno 10 anni con questo tormentone secondo cui bisogna smetterla di proporre ai ragazzi quesiti troppo astratti e troppo avulsi dalla realtà quotidiana, e sostituirli invece con descrizioni di situazioni concrete...

...e poi, se chiedi loro: "ci sono due triangoli rettangoli con le ipotenuse di lunghezza uguale e il cateto minore del primo è di 10 cm più lungo di quello del secondo, .... eccetera", allora ci provano (magari non tutti lo concludono, ma almeno lo sanno impostare correttamente), mentre se chiedi loro quale inclinazione assume una scala appoggiata al muro, vanno in palla?
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: le mitiche "competenze"   Gio Mar 17, 2016 4:47 pm

Sicuramente non hanno mai appoggiato una scala ad un muro..per fare cosa? C è mamma e papà.. Chiedo spesso nelle quinte, quasi nessuno sa usare una lavatrice..
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Valerie



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MessaggioOggetto: Re: le mitiche "competenze"   Gio Mar 17, 2016 5:05 pm

La realtà pratica dovrebbe essere il punto di partenza, non il punto di arrivo. Tutto qui.
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: le mitiche "competenze"   Ven Mar 18, 2016 2:31 pm

Sono convinto che se Paniscus avesse posto il problema dopo aver presentato in classe il caso del tutto analogo di una scopa appoggiata al muro il risultato sarebbe rimasto deludente.

Nell'ottica di studiare il meno possibile e in una drammatica carenza di competenze di base e requisiti che si trascinano dai cicli inferiori, i ragazzi memorizzano quel poco che hanno appreso o nel cassetto delle "formule astratte da imparare a memoria che nulla hanno a che vedere con la realtà" oppure nel cassetto delle "situazioni realistiche che nulla hanno a che vedere con la teoria". Tra i due cassetti non ci sono connessioni né logiche né tanto meno neuronali.

Sospetto che il continuo spostamento da un metodo deduttivo a un metodo induttivo non gli sia di aiuto. Peraltro non tutto può basarsi sulla realtà: a un certo punto occorre uno scatto di astrazione per capire che un grafico spazio/tempo relativo al moto di un oggetto non ha niente a che vedere, ad esempio, con la sua traiettoria.
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Valerie



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MessaggioOggetto: Re: le mitiche "competenze"   Ven Mar 18, 2016 7:01 pm

Anche io sono convinta che Paniscus sia partita dalla realtà.
Sono i ragazzi che non hanno esperienza della realtà!
In terza elementare ho cominciato a cucinare prima aiutando mia mamma, poi pian piano da sola.
Facevo i 'mestieri' in casa, stiravo i fazzoletti, lavavo i piatti.
I maschi lavavano la macchina, andavano a prendere l'acqua in cantina, spalavano la neve.
Ognuno faceva esperienza diretta, pratica delle realtà.
Oggi ci sono i videogiochi...
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: le mitiche "competenze"   Ven Mar 18, 2016 10:34 pm

Oggi, come da precedente post,molti ragazzi adulti NON sanno manco cambiarsi la ruota Dell auto
.vivono in un mondo a noi alieno.
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tizio caio



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MessaggioOggetto: Re: le mitiche "competenze"   Dom Mar 20, 2016 10:37 pm

Il problema è interessante; vorrei fare qualche piccola osservazione:
1) il problema essendo puramente di matematica, non avrei menzionato l'unità di misura (avrei solamente detto "di una lunghezza a = 10"; ciò in virtù del fatto che all'esame di stato i problemi verranno assegnati senza unità di misura. Del resto ai fini della comprensione della matematica, e dei suoi concetti, si può fare a meno delle unità di misura.
2) Anche il riferimento a concetti ad essa (alla matematica) estranei può essere fattore di interferenza, di disturbo e di distrazione. Diversamente bisognerebbe portare una scala in aula, eseguire le istruzioni del problema, ed infine verificare col metro che la scala è lunga effettivamente quanto calcolato; ma allora, noterà uno studente: col metro potevamo misurarla sin dall'inizio e non c'era bisogno di fare calcoli. Così verrebbe meno la finalità dell'esercizio, cioè l'attenzione si sposta sulla scala, sul muro e sul pavimento, che non sono concetti matematici, e ci si dimentica che la finalità era di ragionare sulle entità matematiche. Sono molto avverso a questa storia delle competenze, come prioritarie rispetto alle conoscenze. Perché appunto se si voleva sapere quanto era lunga la scala, bastava prendere il metro e misurarla; in questo specifico caso la conoscenza della trigonometria non era necessaria. i topografi usano la trigonometria piana tutti i giorni; un capitano di una nave usa addirittura la trigonometria sferica tutti i giorni.
3) Molti ragazzi scelgono lo scientifico perchè sanno che se vanno al classico avranno lacune per la matematica, la quale è esame in quasi tutti i corsi di laurea.
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