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 bes o sfaticati?

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AutoreMessaggio
ushikawa



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MessaggioOggetto: bes o sfaticati?   Ven Mar 18, 2016 3:52 pm

Promemoria primo messaggio :

Didattica poco inclusiva, la mia: le insufficienze sembrano essere prerogativa quasi esclusiva dei BES, sia di quelli dichiarati sia di quelli... dichiarabili con un minimo d'impegno in più da parte di famiglie e docenti.

La maggior parte di queste insufficienze non sono dovute ad alchimie neurologiche, a difficoltà nella lettura o nella scrittura, a QI sotto la media, a blocchi psicologici, a scarsa autostima o a problemi familiari: sono invece dovute a due motivi essenziali: 1) negligenza nel portare il materiale 2) negligenza nello studio casalingo (spesso di recupero)

Sembrano caduti in un pozzo senza rendersi conto che c'è un unico modo per uscirne: usare la scaletta che viene loro continuamente gettata e che però devono salire con le proprie forze.

O forse sarei più inclusivo se bloccassi la classe e consentissi ai reprobi di svolgere in aula il lavoro che avrebbero dovuto fare a casa per recuperare a loro volta quello che non hanno saputo e voluto fare in classe?

[OT] per i talebani della grammatica il verbo salire è anche transitivo.
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AutoreMessaggio
JaneEyre



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MessaggioOggetto: Re: bes o sfaticati?   Lun Mar 21, 2016 9:37 pm

Romado72 ha scritto:
Jane, sono al serale, ci mancavano solo i DSA, fidati:):):)

Ok capito allora, ma io ne ho avuti persino al serale! Forse li attiro? XD
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Romado72



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MessaggioOggetto: Re: bes o sfaticati?   Lun Mar 21, 2016 9:44 pm

Porca paletta! Al serale i DSA?
Ma lì già le classi sono eterogeneee per definizione per le voragini (non lacune, è troppo poco) che hanno nelle conoscenze pregresse e si fa una fatica enorme...Aggiungerci anche alunni che hanno bisogno di una didattica differenziata... Fortunatissima Jane! Congratulation vivissime XD
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: bes o sfaticati?   Lun Mar 21, 2016 10:09 pm

Al serale normalmente i DSA non ci sono, perché si tratta di adulti, che a scuola ci vanno per scelta propria, e che si gestiscono da soli i rapporti con la scuola.

E al contrario di quello che succede in età scolare standard (in cui comandano le mamme iperprotettive, e i guru psicopedagocici di cui le mamme iperprotettive si fidano), in età adulta anche chi ha davvero un DSA non ha alcun interesse a farlo sapere troppo in giro, perché sa benissimo che la cosa, invece di garantirgli dei vantaggi, lo penalizzerebbe, sia sul lavoro, sia nel resto della vita sociale.

In età adulta, chi ha un DSA ha tutto l'interesse a tenerlo nascosto, mica a rivendicarlo con orgoglio.

Per cui, tra i frequentatori del corso serale per adulti (che magari lavorano, hanno responsabilità familiari, e fronteggiano ogni giorno difficoltà e fatiche pratiche che l'adolescente medio si sogna), mi sembra OVVIO che l'istinto di reazione spontanea di fronte a tali problematiche sia l'esatto opposto di quello del ragazzino in età dell'obbligo, e spalleggiato dai genitori:

- chi aveva già una certificazione di DSA da giovane, si guarda bene dal tirarla fuori, anche se ce l'ha davvero, perché sa benissimo che nella vita adulta è uno svantaggio, invece di essere un lasciapassare per ottenere percorsi più facili;

- e chi invece ha il vago sospetto di avere qualche forma di DSA ma non ha mai avuto nessuna certificazione, non ha alcun interesse a farsela fare, per gli stessi motivi di cui sopra.

Certo, rimane il caso dell'altra categoria di utenti del serale:

ovvero quella di ragazzetti cogliomberi (come diceva mia nonna) e cavolofacenti, tecnicamente maggiorenni ma per nulla "adulti", che hanno solo due o tre anni di più rispetto agli alunni normali del corso ordinario di mattina, che non lavorano, che continuano a essere mantenuti dai genitori e ad essere difesi a oltranza dai genitori...

...ma che dopo un paio di bocciature hanno preferito iscriversi al serale solo perché "pensavano che fosse più facile" o perché pensavano che fosse una comoda scusa per dormire fino a mezzogiorno senza che i genitori potessero criticarli.

In tali casi, non mi stupirebbe affatto che qualcuno di loro tirasse fuori dal cappello pure la certificazione di DSA...
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: bes o sfaticati?   Mar Mar 22, 2016 1:27 pm

Una delle ragioni per cui al serale i dsa sono pochi è da individuare nel fatto che non tutti i centri sono pronti alla diagnosi per persone di età superiore ai 17 anni.

Ci si sta attrezzando ma fino a pochi mesi fa i centri in grado di farlo erano a Milano a Roma e a Reggio Emilia.
Visto che comunque, come dice Romado, al serale ci sono già tantissime necessità è uso che gli strumenti che aiutano i dsa siano nella maggior parte concessi a tutti senza nessunissimo problema. Questo permette che non sia così indispensabile avere una certificazione.
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comp_xt



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MessaggioOggetto: Re: bes o sfaticati?   Mar Mar 22, 2016 1:52 pm

Ire ha scritto:
Una delle ragioni per cui al serale i dsa sono pochi è da individuare nel fatto che non tutti i centri sono pronti alla diagnosi per persone di età superiore ai 17 anni.

Ci si sta attrezzando ma fino a pochi mesi fa i centri in grado di farlo erano a Milano a Roma e a Reggio Emilia.  
Visto che comunque, come dice Romado, al serale ci sono già tantissime necessità è uso che gli strumenti che aiutano i dsa siano nella maggior parte concessi a tutti senza nessunissimo problema.  Questo permette che non sia così indispensabile avere una certificazione.

Guarda, non dubito che si attrezzeranno visto che questa esplosione di certificazioni a quanto pare è anche un buono affare.

Con gli adulti però le cose non andranno come si vorrebbe, per i motivi che ha ben espresso paniscus e che quindi non sto a ripetere.

Credo inoltre che l'adulto, avendo la totale responsabilità delle sue scelte, tenda ad affrontare di petto il problema perché sa bene che al di fuori dell'ambito scolastico non ci sono dispense che tengano.

Tanto per fare il primo esempio che mi viene in mente, prendiamo un foglio informativo legato all'emissione di un buono fruttifero postale indicizzato all'inflazione:

http://portalecdp.cassaddpp.it/content/groups/public/documents/ace_documenti/011036.pdf

Alle pagine 2-3-4 sono riportate formule e tabelle che indicano come viene determinato il capitale rivalutato alla data di scadenza del buono o di ritiro dello stesso da parte del sottoscrittore.
Questo documento, essendo parte integrante del contratto, fa fede dinnanzi a un contenzioso.

Chi ha redatto questo documento? Di certo non il ministro delle finanze ma qualche oscuro impiegato.
Può, questo misterioso personaggio, permettersi il lusso di scrivere in maniera errata le formule che compaiono a pagina 2 e a pagina 3 col rischio di provocare danni allo stato o al cittadino che ha sottoscritto tali buoni?

Se questa persona dovesse avere quella difficoltà che viene denominata "dislessia" probabilmente avrebbe bisogno di prestare maggiore attenzione, ma sono convinto che riuscirebbe comunque a risolvere il problema.

Nella scuola, che dovrebbe formare il lavoratore di domani,si pretende di risolvere il problema dispensando.
Peccato che questo non è né ammissibile né tollerabile in nessuno degli altri contesti e non credo sia nemmeno educativo, visto che una persona senza deficit cognitivi è in grado di superare (con maggiore o minore facilità) queste difficoltà.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: bes o sfaticati?   Mar Mar 22, 2016 2:11 pm

Oltretutto, qua è sempre stato pieno di dichiarazioni sperticate sul fatto che i ragazzi con DSA, arrivati all'età adulta, non abbiano più bisogno degli stessi strumenti di aiuto tipici dell'età scolare, perché dovrebbero aver maturato autonomamente le proprie personali strategie di compensazione.

E' stato detto migliaia di volte che un adulto con DSA non ha bisogno di strumenti compensativi sul lavoro, non ha bisogno di strumenti compensativi nella vita sociale, non ha bisogno di strumenti compensativi nella guida di un veicolo, e che nella maggior parte dei casi non ne abbiano bisogno nemmeno all'università... e allora come si spiega che torni improvvisamente ad averne bisogno, se solo decide di iscriversi a un corso di studi che non sia universitario, ma di livello più basso?
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: bes o sfaticati?   Mar Mar 22, 2016 2:19 pm

DSA A=apprendimento; in contesti dove non si apprende non si hanno difficoltà, non dovute a DSA.
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MessaggioOggetto: Re: bes o sfaticati?   Mar Mar 22, 2016 2:20 pm

paniscus_2.0 ha scritto:

e allora come si spiega che torni improvvisamente ad averne bisogno, se solo decide di iscriversi a un corso di studi?

Perché quello dell'istruzione è l'unico settore dove psicologi e affini possono dare attuazioni a certe loro teorie pseudo-scientifiche.
Perbacco, ottenere una legge sulla base di una mai provata origine neuro-biologica di determinate difficoltà è stato veramente un colpo grosso!
In qualsiasi altro settore che non fosse quello scolastico certi cialtroni avrebbero avuto il trattamento che meritano, da noi invece pontificano e attribuiscono patenti di buono o cattivo insegnante sulla base del fatto che il docente si conformi o meno alle loro prescrizioni.
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Romado72



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MessaggioOggetto: Re: bes o sfaticati?   Mar Mar 22, 2016 3:03 pm

In realtà, come ha detto Ire, al serale gli strumenti dispensativi e compensativi vengono praticamente concessi a tutti.
Le interrogazioni, per dire, vengono sempre programmate, trattandosi quasi sempre di "studenti" lavoratori e genitori, e che quindi trottano alla grande da mattina a sera, e devono ritagliarsi il tempo per studiare, oltre che per frequentare.
Anche il programma che viene svolto mira all'essenziale: viene sfrondato dagli orpelli e dai merletti che costituiscono un di più, un arricchimento ulteriore in quello che trasmetti, ma che non sono essenziali ai fini dell'apprendimento della sostanza.
Fai utilizzare il formulario, visto che sei interessato a capire se sanno usare le formule e se sanno individuare la formula giusta da utilizzare, più che se la ricordano a memoria (vabbè che a me interessa questo aspetto anche nel diurno)

Io insegno matematica, ed intraprendere lo studio delle funzioni al serale è stata impresa non da poco, considerato che la classe è molto eterogenea, e per alcuni le disequazioni erano qualcosa di ignoto. Nello studio dei limiti, finalizzato solo alla rappresentazione grafica delle funzioni, trattando la forma indeterminata infinito/infinito gli ho presentato direttamente la regoletta pratica basata sul confronto dei gradi tra num e den (funzioni razionali fratte è il max che puoi spiegare!). Così come ho preferito dedicare, all'inizio dell'anno, tanto tempo alle disequazioni, affinché sapessero poi fare lo studio del segno, anziché dedicare quel tempo, ad esempio, all'applicazione della definizione di limite, che manco ho presentato.
Il mio obiettivo era che loro fossero in grado di disegnare il grafico della funzione, e in effetti lo sto raggiungendo. Che poi non conoscano i limiti notevoli, o l'applicazione della definizione di limite, poco importa.

La cassetta degli attrezzi che proponi, in altre parole, è meno pesante; devi essere solo abile nel proporre gli attrezzi giusti per giungere al risultato. Se un argomento è composto da 10 concetti ma per per capirlo ne bastano 7, al serale trascuri gli altri 3, al diurno probabilmente no, perché propendi a presentare l'argomento in tutte le sue sfaccettature, per la risoluzione di quesiti che vadano oltre gli obiettivi minimi.
Riflettendoci, è probabile che per le sue carattarestiche, al serale porti avanti un programma più performante rispetto alle condizioni di apprendimento degli alunni DSA, sia nei contenuti che nei tempi, che nella modalità di trasmissione. Ed è forse per questo che le certificazioni sono nulle, o rarissime. Richiedi minimi risultati, ma spesso vengono ottenuti con il massimo sforzo possibile, da parte degli alunni, ma anche del docente.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: bes o sfaticati?   Mar Mar 22, 2016 3:18 pm

avidodinformazioni ha scritto:
DSA A=apprendimento; in contesti dove non si apprende non si hanno difficoltà, non dovute a DSA.

E allora perché vengono allegramente chiamate "difficoltà specifiche di apprendimento" anche quelle che sono difficoltà specifiche di tutt'altro, ovvero di calcolo, di lettura, di ortografia, di visualizzazione spaziale, eccetera, che non hanno niente a che fare con la fase specifica dell'apprendimento scolastico, ma che perdurano anche quando questa fase si è già conclusa?

Voglio dire, facciamo un esempio terra terra: se uno ha davvero una difficoltà oggettiva a leggere speditamente i numeri, questa difficoltà ce l'ha SOLO FINCHE' VA A SCUOLA?

Oppure ce l'avrà sempre anche nella vita adulta, sia privata che professionale e sociale?

Uno che è lento a leggere i numeri e che ha un disturbo specifico di comprensione visuale dei numeri, e che però guida l'automobile, e che viene multato per aver violato i limiti di velocità... può fare ricorso contro la multa, e vincerlo, sostenendo che io "non avevo capito che ci fosse il limite a 60 perché c'ho il disturbo specifico di lettura dei numeri e non riesco a leggere velocemente i cartelli stradali, ma non posso farci niente perché non è colpa mia"?????

Perché DI FATTO è esattamente quello che succede a scuola, ovvero l'hanno abituato così: "se fai un errore materiale perché hai sbagliato a leggere un numero, non ti preoccupare, che non fa niente... tanto non te lo contiamo, e non ti penalizziamo per quello, perché sappiamo che non è colpa tua".

E questa è appunto la domanda terra terra: questo problema, una volta uscito da scuola, non esiste più?

Cioè, quello stesso ragazzo che fino a 18 anni aveva difficoltà a leggere i numeri nei compiti in classe di matematica, a 20 o a 30 non ce l'ha più a leggere i numeri nei cartelli stradali (nonostante nei compiti in classe fosse tranquillamente seduto a un tavolino con tutto il tempo di rileggersi il testo tutte le volte che voleva, mentre in macchina si muove e deve leggerli all'impronta in pochi secondi)? Miracolo?

Oppure, quello stesso ragazzo che fino a 18 anni aveva difficoltà a leggere i numeri nei compiti in classe di matematica, a 20 o a 30 ce l'ha ancora identica a leggere i numeri nei cartelli stradali, ma può rivendicare di essere esonerato dalle regole perché a scuola era abituato così?

O magari, quello stesso ragazzo che fino a 18 anni aveva difficoltà a leggere i numeri nei compiti in classe di matematica, a 20 o a 30 ce l'ha ancora identica a leggere i numeri nei cartelli stradali, ma NON può più rivendicare di essere esonerato dalle regole, e quindi fa MOLTA più fatica ad adeguarsi alla nuova realtà proprio perché non c'è abituato?

E se magari gli avessero concesso meno esoneri e meno sconti quando era più piccolo, forse si sarebbe scafato di più e avrebbe affinato di più le sue capacità spontanee di riconoscimento dei numeri, che comunque AVEVA, magari un po' più deboli della media me ce le aveva lo stesso????

Fatemi capire....

L.
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comp_xt



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MessaggioOggetto: Re: bes o sfaticati?   Mar Mar 22, 2016 5:18 pm

Romado72 ha scritto:
In realtà, come ha detto Ire, al serale gli strumenti dispensativi e compensativi vengono praticamente concessi a tutti.
Le interrogazioni, per dire, vengono sempre programmate, trattandosi quasi sempre di "studenti" lavoratori e genitori, e che quindi trottano alla grande da mattina a sera, e devono ritagliarsi il tempo per studiare, oltre che per frequentare.
Anche il programma che viene svolto mira all'essenziale: viene sfrondato dagli orpelli e dai merletti che costituiscono un di più, un arricchimento ulteriore in quello che trasmetti, ma che non sono essenziali ai fini dell'apprendimento della sostanza.
Fai utilizzare il formulario, visto che sei interessato a capire se sanno usare le formule e se sanno individuare la formula giusta da utilizzare, più che se la ricordano a memoria (vabbè che a me interessa questo aspetto anche nel diurno)

Io insegno matematica, ed intraprendere lo studio delle funzioni al serale è stata impresa non da poco, considerato che la classe è molto eterogenea, e per alcuni le disequazioni erano qualcosa di ignoto. Nello studio dei limiti, finalizzato solo alla rappresentazione grafica delle funzioni,  trattando la forma indeterminata infinito/infinito gli ho presentato direttamente la regoletta pratica basata sul confronto dei gradi tra num e den (funzioni razionali fratte è il max che puoi spiegare!). Così come ho preferito dedicare, all'inizio dell'anno, tanto tempo alle disequazioni, affinché sapessero poi fare lo studio del segno, anziché dedicare quel tempo, ad esempio, all'applicazione della definizione di limite, che manco ho presentato.
Il mio obiettivo era che loro fossero in grado di disegnare il grafico della funzione, e in effetti lo sto raggiungendo. Che poi non conoscano i limiti notevoli, o l'applicazione della definizione di limite, poco importa.

La cassetta degli attrezzi che proponi, in altre parole,  è meno pesante; devi essere solo abile nel proporre gli attrezzi giusti per giungere al risultato. Se un argomento è composto da 10 concetti ma per per capirlo ne bastano 7, al serale trascuri gli altri 3, al diurno probabilmente no, perché propendi a presentare l'argomento in tutte le sue sfaccettature, per la risoluzione di quesiti che vadano oltre gli obiettivi minimi.
Riflettendoci, è probabile che per le sue carattarestiche, al serale porti avanti un programma più performante rispetto alle condizioni di apprendimento degli alunni DSA, sia nei contenuti che nei tempi, che nella modalità di trasmissione. Ed è forse per questo che le certificazioni sono nulle, o rarissime. Richiedi minimi risultati, ma spesso vengono ottenuti con il massimo sforzo possibile, da parte degli alunni, ma anche del docente.

Quelli a cui fai riferimento non sono strumenti dispensativi ma normalissimi tagli al programma che il docente, nella sua autonomia professionale, attua per poter raggiungere certi obiettivi nel limitato tempo che ha a disposizione.
L'unica cautela da adottare riguarda le materie oggetto della seconda prova scritta, dove non tutti i tagli sono possibili.
Idem per le interrogazioni programmate: quelle non sono dispense ma libere scelte del docente relative alla gestione delle verifiche.

Quello che contesto è l'approccio di chi sostiene che il dislessico non potrà mai leggere o scrivere bene e che pertanto:

- bisogna rassegnarsi al fatto che faccia sempre errori di ortografia - chi sostiene che la dislessia abbia un'origine neuro-biologica pensa che il bambino/ragazzo faccia errori perché è dislessico e NON (come sarebbe più logico) che è dislessico perché fa certi errori

- non bisogna tenere conto degli errori di ortografia commessi dal dislessico perché egli non potrà mai superare questa situazione;

- siccome il dislessico sarebbe eternamente tale, nei casi più gravi si deve dispensare tali studenti dalla produzione scritta (tipo: lingua inglese solo orale e simili cretinate).

Un'altra cosa che da insegnante di matematica mi dà alquanto fastidio è quello di credere che il formulario o la calcolatrice possano fornire questo grande aiuto.
Ogni commento sarebbe superfluo, purtroppo però gran parte degli psicologi non capiscono una cippa di matematica e credono che tale scienza si riduca alle formule e al calcolo.
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: bes o sfaticati?   Mar Mar 22, 2016 5:56 pm

comp_xt ha scritto:

- siccome il dislessico sarebbe eternamente tale, nei casi più gravi si deve dispensare tali studenti dalla produzione scritta (tipo: lingua inglese solo orale e simili cretinate).

La ciliegina sulla torta: per latino e greco però no, lì la dispensa non c'è.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: bes o sfaticati?   Mar Mar 22, 2016 6:51 pm

comp_xt ha scritto:
Un'altra cosa che da insegnante di matematica mi dà alquanto fastidio è quello di credere che il formulario o la calcolatrice possano fornire questo grande aiuto.
Ogni commento sarebbe superfluo, purtroppo però gran parte degli psicologi non capiscono una cippa di matematica e credono che tale scienza si riduca alle formule e al calcolo.

Oltretutto, sempre parlando di matematica, un dettaglio che non ho MAI capito è perché mai il dislessico o discalculico debbano continuare a ricevere altri aiuti (tipo, il compito più breve, o lo sconto sulla valutazione degli errori di calcolo e di forma) anche quando la calcolatrice o il formulario li possono usare liberamente, e magari in classe li possono usare tutti (alle superiori è assolutamente OVVIO che la calcolatrice la usino tutti, non è mica uno strumento di ausilio particolare in più che viene concesso eccezionalmente solo a chi ha dei problemi).

Se veramente si trattasse solo di un problema di "memorizzazione delle formule" o di "disorganizzazione nelle procedure di calcolo", ma la comprensione di fondo del ragionamento e delle procedure matematiche fosse integra... una volta consentito l'uso di tabelle e calcolatrici, dovrebbero essere GIA' stati messi alla pari con gli altri, no? E allora perché bisognerebbe semplificargli il compito o usare una griglia di valutazione diversa da quella degli altri?

Per non parlare della buffonata più estrema di tutte, ossia il mito della "compensazione orale della prova scritta andata male". Cioè, se sbagli il compito scritto, ti viene data la possibilità di essere interrogato oralmente sugli stessi argomenti, e dimostrare che il compito l'hai sbagliato solo per difficoltà tecniche secondarie, ma che i contenuti li hai capiti e che li conosci lo stesso Se possa funzionare per italiano, per le lingue straniere o per latino, NON LO SO, e sospendo il giudizio. Ma so per certo che applicarla alla matematica, il più delle volte, è delirante e fallimentare.

E invece il consiglio di applicare tale misura compensativa anche alla matematica è comunissimo e pressante, proprio per il motivo espresso sopra, ossia che normalmente gli "esperti" non sanno assolutamente nulla di matematica, e confondono il concetto di "orale" con il concetto di "discorsivo e qualitativo".

Ossia, si pensa che lo scritto voglia dire "saper risolvere un esercizio con le conclusioni precise", mentre l'orale voglia dire "saper fare un discorso generale in cui si dimostra di aver almeno capito il concetto, anche se l'esercizio non lo si sa risolvere comunque".

Ma siccome, in matematica, NON E' VERO che all'orale siano richieste capacità diverse che allo scritto, va a finire che se l'esercizio non lo sai fare nel compito, non lo sai fare nemmeno alla lavagna... e magari vai anche PEGGIO, perché intervengono anche i fattori emotivi, l'ansia, la vergogna, la paura di impappinarsi e di fare figuracce davanti a tutti (che è molto peggio che farle privatamente su un foglio scritto).

E chissà per quale misteriosa convinzione bizzarra, si pensa che il fatto di "aver almeno capito il concetto anche se non lo si sa applicare" sia comunque già sufficiente... quando invece è esattamente il contrario, ovvero il saper applicare meccanicamente le formule senza averci capito niente è considerato di gran lunga peggio.

E questo vale anche per chi è perfettamente in grado di ricordarsele a memoria, mica solo per chi è autorizzato a portarsi dietro il formulario da consultare...

La verità è che, almeno in matematica, la stragrande maggioranza dei cosiddetti DSA non ha solo dei problemi di lettura, di incolonnamento dei numeri o di memorizzazione delle formule, ma ha anche grosse carenze di comprensione logica delle procedure e delle richieste. E allora vuol dire che non è vero che hanno un DSA, ma hanno un vero e proprio difetto di capacità cognitive, magari lieve, ma sempre difetto cognitivo è...
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comp_xt



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MessaggioOggetto: Re: bes o sfaticati?   Mar Mar 22, 2016 7:27 pm

In sintesi ritengo che i casi che si verificano siano i seguenti:

a) diagnosi di dislessia utilizzate per occultare deficit cognitivi;

b) diagnosi reali di problemi causati da un cattivo insegnamento o da un cattivo apprendimento.
È evidente infatti che certe abilità, se non coltivate adeguatamente specie in età precoce, si "atrofizzano" e non è quindi possibile per il bambino/ragazzo acquisire  certi automatismi.
Ma è altrettanto vero che se alla certificazione del problema seguisse un'attività volta a superare l'ostacolo e NON a bypassarlo con dispense assai discutibili, si porterebbe il bambino/ragazzo a compensare le sue difficoltà.
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MessaggioOggetto: Re: bes o sfaticati?   Sab Apr 09, 2016 1:28 pm

Vi è una analisi molto interessante, riguardo a tutte le tematiche attualissime: DSA, BES, HDH, competenze, invalsi, conoscenze. Non conoscevo bene G. Israel (un matematico di vasta cultura scomparso da poco), ma fa delle analisi estremamente condivisibili; nell'altro video fa delle critiche parecchio aspre alle prove invalsi;
"La ospedalizzazione della scuola"
https://www.youtube.com/watch?v=YDXJYcUuNek
Sull'invalsi
https://www.youtube.com/watch?v=YDXJYcUuNek
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bes o sfaticati?
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