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 Il coniglio pasquale porta le uova e le marmotte incartano la cioccolata...

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alege76



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MessaggioOggetto: Il coniglio pasquale porta le uova e le marmotte incartano la cioccolata...   Ven Mar 25, 2016 11:58 am

Promemoria primo messaggio :

http://www.orizzontescuola.it/news/ai-bimbi-dislessici-spetta-sostegno-economico

http://www.tecnicadellascuola.it/item/19336-gli-alunni-dislessici-e-disgrafici-hanno-diritto-ad-un-indennita-per-la-frequenza-scolastica.html

Ammetto ignoranza...in Francia e Germania che fanno?
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chicca70



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MessaggioOggetto: Re: Il coniglio pasquale porta le uova e le marmotte incartano la cioccolata...   Lun Mar 28, 2016 6:05 pm

carla75 ha scritto:
io pero' non mi spiego una cosa. Ire ci dice che avere l'indennita' e' un processo molto lungo e spesso viene negata. allora io mi chiedo: ma un ragazzo con dsa non lo e' sempre? perché se si tratta di scuola va bene anche la certificazione di un privato, mentre quando si tratta di pagare si va in commissione e poi la negano? se un ragazzo non ha una patologia quando si tratta di prendere un'indennità non ha diritto nemmeno ad un pdp. i ragazzi con tetraparesi hanno tutti la carrozzina della ASL, tranne quelli i cui genitori hanno preferito (potendo) prendere modelli particolarmente accessoriati e costosi. e a scuola hanno il sostegno.    


Non credo ci sia nulla da spiegare. Lo stato riconosce nella scuola tutte le certificazioni di dsa, vere o false che siano, perché non ci rimette un centesimo. Ci rimettono i docenti se la certificazione è falsa. Quando invece si tratta di tirar fuori dei soldi, lo stato diventa più pignolo e non vuol pagare a caso. Giustamente.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Il coniglio pasquale porta le uova e le marmotte incartano la cioccolata...   Lun Mar 28, 2016 6:24 pm

ciao carla, scusami ma non ho capito cosa intendi dire
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carla75



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MessaggioOggetto: Re: Il coniglio pasquale porta le uova e le marmotte incartano la cioccolata...   Lun Mar 28, 2016 6:39 pm

se ho un Dsa ho diritto ad una serie di strumenti che mi garantiscono le stesse opprortunita' degli altri. quindi ho diritto ad un Pdp e all'indennita' che mi consente di pagare in parte le spese del trattamento logopedico, l'acquisiti di ausili ecc. ed e' lo Stato che mi garantisce cio'.come mai quando lo Stato deve pagare pero' mi manda in commissione, e come dici tu, spesso mi nega l'indennita' e invece quando si tratta di avere un pdp mi dice che basta una certificazione di un privato?

se ho un disturbo ce l'ho sia quando si tratta di prendere un'indennita' sia quando si tratta di avere un pdp. e se la certificazione del privato e' idonea per il pubblico ufficiale insegnante, perché non lo e' per il medico Pubblico ufficiale che sta in commissione?
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Il coniglio pasquale porta le uova e le marmotte incartano la cioccolata...   Lun Mar 28, 2016 6:46 pm

Perchè il pdp non è un documento che impegna lo stato a corrispondere mensilmente 285 euro.

Ogni commissione inps sul territorio nazionale fa quello che ritiene giusto e quello che ritiene giusto. Ogni commissione significa che nella stessa regione, a parità di requisiti e solo dipendendo dalla città in cui si risiede si può ottenere o si può non ottenere questa indennità.

Perchè?
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MessaggioOggetto: Re: Il coniglio pasquale porta le uova e le marmotte incartano la cioccolata...   Lun Mar 28, 2016 6:54 pm

allora e' grave. e quindi ha ragione Chicca. Le commissioni non fanno quello che vogliono. applicano la legge di fronte ad un disturbo reale. se sei un vero Dsa  l'indennita' la prendi, anche a fronte di un ricorso. diverso e' l'ottenimento di un diploma con agevolazioni anche non dovute. per quello va bene tutto.
non puo' essere. se la Asl non riconosce l'indennita' vuol dire che non riconosce il disturbo con tutto cio' che ne consegue.
ps. da docente di sos mai visto un ragazzo disabile senza pensione.
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MessaggioOggetto: Re: Il coniglio pasquale porta le uova e le marmotte incartano la cioccolata...   Lun Mar 28, 2016 6:58 pm

No, non è così.

Le commissioni analizzano le diagnosi, non fanno alcun test.

Quindi non hanno nessuna ragione di ritenere che un ragazzo non sia vero dsa. Sono respinte anche le richieste provenienti da persone che hanno diagnosi pubblica.

Sai che tipo di domande fanno ai bambini quando si presentano alla commissione?


Ti piace andare a scuola?

Fai qualche sport?

Dieci minuti tra l'ingresso e l'uscita dall'incontro e poi........... le faremo sapere.

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MessaggioOggetto: Re: Il coniglio pasquale porta le uova e le marmotte incartano la cioccolata...   Lun Mar 28, 2016 7:03 pm

Sicuramente sai che la legge 289 non è specifica per dsa ma è destinata ai minori che abbiano difficoltà a compiere le azioni specifiche della loro età.

E' qualcosa che dovrebbe coprire difficoltà diverse da quelle tutelate da 104 per le quali sono previsti altri aiuti.

E' questo il motivo della differenza di trattamento: lo decide la singola commissione se il dsa rientra o meno. Poi lo decide il tar.

Quindi ripeto chi trova sia inopportuno avere "ripetizioni" pagate dallo stato può stare tranquillo-
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carla75



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MessaggioOggetto: Re: Il coniglio pasquale porta le uova e le marmotte incartano la cioccolata...   Lun Mar 28, 2016 7:09 pm

e quindi, analizzando le diagnosi, stabiliscono se un ragazzo possa essere considerato realmente portatore di un disturbo o meno. anche mia nonna non fu visitata, ma l'invalidita' per la demenza senile la prese sulla base delle tac e risonanze visionate. a meno che tu non ci voglia dire che i Dsa non siano oggettivamente verificabili, ma discrezionalmente qualificabili a seconda del medico che accerta.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Il coniglio pasquale porta le uova e le marmotte incartano la cioccolata...   Lun Mar 28, 2016 7:12 pm

carla75 ha scritto:
allora e' grave. e quindi ha ragione Chicca. Le commissioni non fanno quello che vogliono. applicano la legge di fronte ad un disturbo reale. se sei un vero Dsa  l'indennita' la prendi, anche a fronte di un ricorso. diverso e' l'ottenimento di un diploma con agevolazioni anche non dovute. per quello va bene tutto.
non puo' essere. se la Asl non riconosce l'indennita' vuol dire che non riconosce il disturbo con tutto cio' che ne consegue.
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tu sai che in Italia la mano destra non sa cosa fa la sinistra e se lo sa non gliene importa nulla anzi........

piuttosto di collaborare ci si fa la guerra.


ASL rilascia e valida diagnosi

INPS decide su indennità di frequenza
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carla75



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MessaggioOggetto: Re: Il coniglio pasquale porta le uova e le marmotte incartano la cioccolata...   Lun Mar 28, 2016 7:12 pm

Ire ha scritto:
Sicuramente sai che la legge 289 non è specifica per dsa ma è destinata ai minori che abbiano difficoltà a compiere le azioni specifiche della loro età.

E' qualcosa che dovrebbe coprire difficoltà diverse da quelle tutelate da 104 per le quali sono previsti altri aiuti.

E' questo il motivo della differenza di trattamento:  lo decide la singola commissione se il dsa rientra o meno.  Poi lo decide il tar.

Quindi ripeto chi trova sia inopportuno avere "ripetizioni" pagate dallo stato può stare tranquillo-
ecco perché sostengo che le certificazioni private non vanno bene. i ragazzi che non ottengono l'indennita', poiché non aventi difficoltà a compiere le azioni specifiche della loro età secondo la commissione medica dell'INPS non ha diritto nemmeno al Pdp. oppure tutte le commissioni d'Italia dovrebbero essere penalmente perseguibili per falso.


Ultima modifica di carla75 il Lun Mar 28, 2016 7:15 pm, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Il coniglio pasquale porta le uova e le marmotte incartano la cioccolata...   Lun Mar 28, 2016 7:13 pm

Ire ha scritto:
carla75 ha scritto:
allora e' grave. e quindi ha ragione Chicca. Le commissioni non fanno quello che vogliono. applicano la legge di fronte ad un disturbo reale. se sei un vero Dsa  l'indennita' la prendi, anche a fronte di un ricorso. diverso e' l'ottenimento di un diploma con agevolazioni anche non dovute. per quello va bene tutto.
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MessaggioOggetto: Re: Il coniglio pasquale porta le uova e le marmotte incartano la cioccolata...   Lun Mar 28, 2016 7:31 pm

essepi ha scritto:

Visto poi che secondo qualcuno il DSA è un handicap...

Suppongo che questa sia per me.

Intanto, benvenuta.

Come dicevo, per me lo possiamo pure chiamare pippo. Però ho imparato che dare il nome giusto alle cose aiuta, mentre usare termini impropri genera confusione. Visto che anche tu sei di formazione scientifica, sai bene che cosa intendo.

Ad ogni modo, forse è passato inosservato che non sono io a chiamarlo handicap: è l'OMS (se quanto dice Wikipedia è corretto). Potrà anche sbagliare, ma non sono quei bricconi dei docenti a farlo. L'associazione internazionale dislessia la chiama disabilità. E torno a dire: se la chiamassimo così anche noi, l'alunno dislessico dovrebbe avere diritto all'insegnante di sostegno. Differenza insignificante?

Le maestre di tua figlia fanno male il loro lavoro. Lasciare più spazio dove inserire le parole non richiede uno sforzo immane, e come diceva avido, possono tranquillamente farlo per tutti, così non hanno lavoro in più nella preparazione.

Le mappe: non sono le famiglie a doverle fare. Sono gli alunni. E tu che sei docente dovresti saperlo: ognuno ha il suo modo di organizzarsi uno schema delle proprie conoscenze, usare quelli preconfezionati preparati da altri può essere inutile o, peggio, dannoso. Certo che a un bambino della scuola primaria dovrebbe venire insegnato, che sia DSA o meno è secondario. E' un modo di ripetere e "mettere a posto" le cose studiate che è di giovamento a tutti.

"Sono tutti più veloci di me". Dì a tua figlia quello che dico a tutti i miei alunni: "Non conta fare in fretta, ma fare bene". Arrivare prima nel posto sbagliato non serve a niente.

@Carla: posso sbagliarmi, ma credo che la commissione INPS debba valutare se il problema è invalidante, non se il problema in sè ce l'ha.
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carla75



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MessaggioOggetto: Re: Il coniglio pasquale porta le uova e le marmotte incartano la cioccolata...   Lun Mar 28, 2016 7:45 pm

dal sito INPS:
A CHI SPETTA

Hanno diritto all’indennità di frequenza i cittadini minori di 18 anni ipoacusici o con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie dell’età, che soddisfano i requisiti sanitari e amministrativi previsti dalla legge.


non occorre che sia invalidante
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Il coniglio pasquale porta le uova e le marmotte incartano la cioccolata...   Lun Mar 28, 2016 8:02 pm

carla75 ha scritto:
dal sito INPS:
A CHI SPETTA

Hanno diritto all’indennità di frequenza i cittadini minori di 18 anni ipoacusici o con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie dell’età, che soddisfano i requisiti sanitari e amministrativi previsti dalla legge.


non occorre che sia invalidante

Bisogna vedere che si intende per "requisiti sanitari".
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Il coniglio pasquale porta le uova e le marmotte incartano la cioccolata...   Lun Mar 28, 2016 8:36 pm

Siccome i paladini della causa (politica e di immagine) relativa ai DSA ci tengono moltissimo a sostenere che i DSA non siano affatto handicap e non siano affatto "un problema sanitario", allora accettino il fatto che tali problematiche NON rientrino nella stessa categoria degli ipoacusici o di altri disabili sensoriali.

Se poi vogliono a tutti i costi che vi rientrino, facciano pace con se stessi e si decidano...
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essepi



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MessaggioOggetto: Re: Il coniglio pasquale porta le uova e le marmotte incartano la cioccolata...   Lun Mar 28, 2016 9:45 pm

Messaggio per tutti, in particolare per Paniscus: l'ultima cosa che vorrei, proprio nel mio primo giorno di forum è offendere altri, che hanno delle idee personali basate su esperienze personali, esattamente come le mie. Se l'ho fatto, mi scuso.
Vorrei però sottolineare almeno due aspetti
1) non so chi continua a dire che i DSA sono tutti geni, è una leggenda metropolitana. Però è vero che per avere una diagnosi di DSA bisogna avere un QI almeno nella norma, quindi non sono bambini con carenze cognitive.
D'altro canto i DSA sono disturbi di tipo evolutivo, con l'età non scompaiono ma possono attenuarsi (per esempio, l'abilità di lettura non raggiunge mai il livello del normolettore, ma comunque evolve anche spontaneamente, in assenza di terapia): i dislessici avranno comunque qualche difficoltà nel quotidiano, ma insomma, non è che passiamo tutte le nostre giornate, al lavoro, a fare comprensioni scritte con risposte aperte o espressioni con i logaritmi! Una cuoca, un camionista, anche un impiegato se la possono cavare senza grandi problemi (parlo naturalmente di DSA moderati, la maggioranza). A scuola, invece, le richieste sono praticamente sempre legate ad abilità di letto-scrittura: i ragazzi vanno aiutati principalmente perché questi ostacoli non impediscano loro di raggiungere l'apprendimento vero, quello utile e significativo, quello che poi ti resta e ti serve anche da grande. E poi perché possano vivere la scuola come un'esperienza faticosa, impegnativa, ma non tragica e devastante per l'autostima, una tortura per loro e per chi li segue.
2) ribadisco che il carico di lavoro per aiutare questi bambini è troppo sbilanciato a sfavore delle famiglie, questo principalmente a causa di classi troppo numerose e della mancanza di compresenze (noi alle medie ci siamo accorti eccome della catastrofe gelminiana con la scomparsa dei moduli alla primaria!) Se io non fossi un'insegnante avrei sicure difficoltà nell'aiutare mia figlia, farei come molti genitori che trasformano ogni compito in una guerra, perché non sanno come intervenire. So che le difficoltà ci sono anche con i bambini senza DSA, ma credetemi sulla parola, non è la stessa cosa...

Credo che se non avessi una bambina con DSA e, soprattutto, se insegnassi in un liceo anch'io non riuscirei a capacitarmi di certe richieste fatte agli insegnanti: son d'accordo con molti utenti sul fatto che, se non riesci quasi mai a scrivere correttamente il cubo di un binomio, lo scientifico non è posto per te. E se non riesci a scrivere correttamente in inglese, anche il linguistico non è la strada giusta. Ci sono delle prestazioni che, alle superiori, bisogna pretendere, non c'è niente da fare e l'insegnante non ha la bacchetta magica. Onestamente credo che pochissimi ragazzi DSA possano affrontare un percorso scolastico di livello così alto e che il più delle volte si tratti solo di vero masochismo (o sadismo dei genitori). Ma la scuola dell'obbligo, in particolare la primaria, DEVE formare e DEVE valorizzare tutti-
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Il coniglio pasquale porta le uova e le marmotte incartano la cioccolata...   Lun Mar 28, 2016 9:50 pm

essepi ha scritto:
A scuola, invece, le richieste sono praticamente sempre legate ad abilità di letto-scrittura: i ragazzi vanno aiutati principalmente perché questi ostacoli non impediscano loro di raggiungere l'apprendimento vero, quello utile e significativo, quello che poi ti resta e ti serve anche da grande.

Purtroppo (per chi ha un DSA), la scuola primaria si concentra sugli apprendimenti di base: leggere, scrivere, fare di conto, sapere riassumere. E' in questi anni che gli alunni con DSA richiedono più attenzione, ma, visti i tagli, come dicevi, è difficile per gli insegnanti lavorare in modo efficace. Se poi si perdono anche nel lasciare più spazio da riempire nei compiti, la vedo dura.
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essepi



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MessaggioOggetto: Re: Il coniglio pasquale porta le uova e le marmotte incartano la cioccolata...   Lun Mar 28, 2016 10:03 pm

ciao mac67, non mi riferivo a nessuno in particolare e anch'io sono disposta a considerare un DSA un handicap paragonabile a una forte miopia, come dice avido. Mi spiace però che ci siano sempre così tanti dubbi sull'intelligenza di questi ragazzi, che, non essendo stupidi, capiscono benissimo le perplessità degli insegnanti e ne sono molto influenzati, con ricadute pesantissime sull'immagine di sè. Questi danni indubbiamente te li porti dietro tutta la vita, molto più delle province del Piemonte (autocitazione...)
Quello che noto però è che alle superiori si percepisce il problema dei DSA con maggiore disagio, rispetto che alle medie. Forse perché le richieste sono maggiori e quindi lo sono anche le difficoltà; forse perché i ragazzi sono meno impegnati e collaborativi, sia con gli insegnanti che con le famiglie (avere altro per la testa può essere disastroso, quando sei già al limite...); forse perché le famiglie diventano ancora più pressanti, perché tutti vogliono il figlio dottore.
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Il coniglio pasquale porta le uova e le marmotte incartano la cioccolata...   Lun Mar 28, 2016 10:30 pm

essepi ha scritto:

Quello che noto però è che alle superiori si percepisce il problema dei DSA con maggiore disagio, rispetto che alle medie. Forse perché le richieste sono maggiori e quindi lo sono anche le difficoltà...

Non so che cosa intendi per disagio. Se intendi che non siamo felici di vedere alunni che oltre ad avere un DSA hanno anche poca disposizione per un certo tipo di studio, la cosa è vera, ma non per il DSA, piuttosto per la poca inclinazione per lo studio. Perché (faccio l'esempio di matematica e fisica, che insegno) alle superiori il problema non è la memorizzazione o la lettura (i buoni libri hanno anche il supporto audio per i DSA), ma abilità cognitive e di astrazione di grado più elevato.

Se ti riferisci al fatto che in alcuni casi riteniamo che la scelta della scuola da frequentare sia stata superficiale, anche qui, vale per tutti gli alunni che fanno così, che abbiano DSA non c'entra.

Se ti riferisci a certificazioni che ci appaiono "generose", di nuovo, non è per il DSA, ma per la presa per i fondelli. Per esempio, che ci siano classi con il 30%-40% di alunni con diagnosi di DSA è una cosa statisticamente impossibile.
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MessaggioOggetto: Re: Il coniglio pasquale porta le uova e le marmotte incartano la cioccolata...   Lun Mar 28, 2016 10:58 pm

E aggiungo che alle superiori c'è una differenza abissale tra la gestione di casi di DSA conclamati, con diagnosi di vecchia data, e perfettamente consapevoli del problema da anni, e abituati a essere seguiti in un certo modo da anni...

...e quelli che arrivano in massa a presentare la certificazione per la prima volta a 16 o 17 anni (dopo aver già fatto 10 anni di scuola con un percorso perfettamente normale, non brillante ma normale, senza mai essere bocciati, senza mai soffrire, senza mai angosciarsi, senza mai aspirare a risultati eccelsi perché proprio non interessavano né a loro né alle famiglie e senza nemmeno lontanamente sospettare un problema), solo perché al triennio superiore le richieste aumentano, e questi ragazzi per la prima volta rischiano di bocciare e "non si capacitano del perché", visto che finora se l'erano sempre sfangata facendo il meno possibile, e li promuovevano lo stesso, e loro si accontentavano felicemente di quello.

La maggior parte di queste diagnosi, scusate la crudezza, rientrano nella definizione plateale di "prese per i fondelli" di cui parla mac67 poco sopra.
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MessaggioOggetto: Re: Il coniglio pasquale porta le uova e le marmotte incartano la cioccolata...   Lun Mar 28, 2016 11:10 pm

Ok, allora la faccenda mi è più chiara. Tutti problemi che si ripercuotono, in un modo o nell'altro, anche su quelli che hanno una diagnosi vera...
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Il coniglio pasquale porta le uova e le marmotte incartano la cioccolata...   Lun Mar 28, 2016 11:43 pm

essepi ha scritto:
1) non so chi continua a dire che i DSA sono tutti geni, è una leggenda metropolitana. Però è vero che per avere una diagnosi di DSA bisogna avere un QI almeno nella norma, quindi non sono bambini con carenze cognitive.
Chiariamo questa cosa.

In Italia abbiamo due leggi per gli "incasinati a scuola", la 104 e la 170 (gli anni non li so ma tra prof ci si capisce); la 104 definisce "disabili" alcune categorie di ragazzi tra cui quelli insufficientemente dotati a livello intellettivo, credo che il QI limite sia 80; implicitamente definisce normodotati tutti gli altri ed ai disabili conferisce alcuni diritti tra cui il sostegno.

Poichè gli incasinati a scuola non si limitano ai disabili la legge 170 individua altre categorie, dislessici, disgrafici ecc andandole a cercare tra coloro che sono "sfuggiti" alla 104; essendo sfuggiti alla 104 evidentemente sono normodotati.

Questo porta a dire che chi è DSA non può essere disabile, e alcune volte c'è chi dice che è persino superdotato intellettivamente.
Questa è una visione distorta della realtà; essere DSA (dislessico per fissare le idee) non significa essere normodotato, ipodotato o superdotato, essere dislessico non fornisce alcuna informazione riguardo all'intelligenza.

Supponiamo che i dislessici abbiano come difetto caratteristico il colore dell'ippocampo che è blu anzichè verde come per tutti gli altri (sparo cazzate a profusione), ebbene esisteranno dislessici dall'ippocampo blu superdotati (QI 120), normodotati (QI 100), ed ipodotati (QI 70), tutti incapaci di leggere decentemente (sono dislessici) ma che se li fai ragionare, i primi somigliano a Sherlock Holmes, i secondi al dottor Watson ed i terzi a Stanlio.
Questi ultimi essendo ANCHE disabili psichici, rientrano nella 104 e sono esclusi dalla 170, i primi due gruppi invece sono esclusi dalla 104 e rientrano nella 170.

In buona sostanza il riconoscimento DSA che segue l'esclusione dalla 104 è garanzia di non disabilità, il riconoscimento DSA che non è seguito ad una visita per 104 non è garanzia di nulla.
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MessaggioOggetto: Re: Il coniglio pasquale porta le uova e le marmotte incartano la cioccolata...   Mar Mar 29, 2016 12:29 am

Oltretutto credo che questa definizione per cui "per essere dichiarato DSA bisogna prima che sia esclusa la possibilità di un quoziente intellettivo basso" sia una fissazione (dogmatica) tutta italiana, che non è necessariamente condivisa né dai criteri scientifici internazionali, né dalle scelte legislative di altri paesi.

In ambito anglosassone, ad esempio, esiste il punto di vista che invece sia giusto estendere la definizione di DSA a chiunque abbia prestazioni di lettura, scrittura o calcolo "significativamente più basse rispetto ai livelli attesi in corrispondenza del proprio quoziente intellettivo", indipendentemente da quanto valga questo.

E' chiaro che se si è fatta la scelta politica (non scientifica, ma politica) di chiamare DSA tutti quelli che manifestano determinati disturbi di lettura, scrittura o calcolo pur avendo capacità intellettive medio-alte, mentre tutti quelli che manifestano gli stessi identici disturbi ma hanno pure le capacità intellettive basse allora semplicemente "non li chiamiamo DSA", si spiega benissimo da dove viene la leggenda dei DSA legati a "intelligenze superiori alla media". E grazie al tubo, quelli di intelligenza scarsa non li contano...
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MessaggioOggetto: Re: Il coniglio pasquale porta le uova e le marmotte incartano la cioccolata...   Mar Mar 29, 2016 6:20 am

Ma al di là di tutte queste considerazioni io rifletterei sull'esplosione epidemiologica dei DSA negli ultimi anni; un'esplosione di un'entità tale da essere impossibile da giustificare a livello neurologico o biologico, ma le cui case invece vanno cercate a livello di cultura di massa, sociologico, politico ed economico, come nel caso degli ADHD negli USA, dei movimenti no-vaccino, o dell'isteria nella psichiatria ottocentesca.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Il coniglio pasquale porta le uova e le marmotte incartano la cioccolata...   Mar Mar 29, 2016 7:48 am

carla75 ha scritto:
Ire ha scritto:
carla75 ha scritto:
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Sai Carla, mi sono resa conto che stiamo facendo un discorso assurdo al quale sarà impossibile dare un senso.

Non è colpa tua, non è colpa mia.

Cosa vuoi che ne sappiano medici INPS abituati a vedere grandi disabilità di una difficoltà assolutamente non visibile che impedisce ad un ragazzino di "studiare bene"?
Cosa vuoi che ne sappiano dei supporti necessari?

C'è poca formazione nella scuola (e checchè tu ne dica la cosa è chiara anche qui nel forum quando arrivano i nuovi docenti a fare domande che evidenziano proprio che di dsa hanno solo sentito parlare)

All'INPS che formazione vuoi che ci sia? La richiesta di indennità di frequenza a questi ragazzini "normali" è cominciata da quattro anni più o meno, giusto il tempo di organizzarsi un po' dopo l'emanazione della 170. Secondo te quanti interventi formativi sono stati fatti ai medici INPS in questi quattro anni?


(così, tanto per sovrappiù e per darti un parametro di misura: due anni fa a Milano è andato in pensione un medico dipendente ASL, dirigente dell'UOPSAL -unità operativa prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro) un medico, che era incaricato di sovrintendere le ispezioni e firmare le relazioni sulla sicurezza degli ascensori)


Questi ragazzi hanno necessità particolari - non mediche - la legge 289 in teoria tutela minori non h con necessità particolari e lì ci si rivolge per avere un contributo. La commissione competente lo concede, in base poi alle indicazioni che riceve sulle cifre disponibili, la commissione che per necessità comprende solo quelle degli ausili protesici esprime parere negativo e deve intervenire il TAR.

questa è la situazione ed è assolutamente estranea a questioni che riguardino il desiderio dello stato di non riconoscere il dsa o le "false diagnosi".

Se poi vogliamo dire che un insegnante di sostegno formato e competente assegnato ad un ragazzo con dsa avrebbe la possibilità di fare quello che la famiglia è costretta a cercare in esterno ti dico di sì, penso che nella maggior parte dei casi sia vero. Ma l'insegnante di sostegno non c'è. I ragazzi hanno bisogni costosi e torniamo al punto di partenza.

E' completamente inutile quindi che ci scervelliamo per dare un senso a questa cosa che senso non ha.

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