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 GIOVANI SENZA LAVORO...

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Felipeto



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MessaggioOggetto: GIOVANI SENZA LAVORO...    Mer Mar 30, 2016 9:58 pm

Dopo il mestiere di giardiniere, che pochi giovani vogliono fare, passo oggi in autogrill tangenziale e vedo un cartello in bella mostra alla cassa:CERCASI PERSONALE.
ho un po' di confidenza con il barista, e gli chiedo delucidazioni.
"è da un po' che cerchiamo personale per sostituire una collega in maternità, ma sai.siamo sempre aperti,si fanno i turni.
I giovani non vogliono lavorare nei festivi."
Parliamo di un ruolo mixato tra barista e tabaccaio , niente rischi niente sostanze chimiche,niente altoforni niente macchinari pericolosi.
Eppure, per il solo fatto che può capitare di dover lavorare la notte o di domenica, UM lavoretto discretamente pagato in una stazione di servizio frequentatissima viene snobbato
.
Da chi
?beh,da quelli che con un diplomino preso con calcio nel culo affermano che il lavoro non si trova...(e spero che non mi trovi mai lui...)
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Scuola70



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MessaggioOggetto: Re: GIOVANI SENZA LAVORO...    Gio Mar 31, 2016 12:15 am

Nihil sub sole novi.
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: GIOVANI SENZA LAVORO...    Gio Mar 31, 2016 12:55 am

Tradotto: niente di nuovo sul fronte occidentale
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: GIOVANI SENZA LAVORO...    Gio Mar 31, 2016 6:17 am

Meno di mille euro al mese per lavorare di notte, nei sabati e nelle domeniche e avere a che fare con gente di ogni risma, in un posto privo di ogni prospettiva e con uno stipendio neanche sufficiente a vivere per conto proprio? Tu lo faresti, Felipeto? Io no, neanche se avessi (magari) una ventina d'anni.

Forse dovremmo riflettere un po' più a fondo di quale sia il divario, in Italia, tra le aspettative lavorative, ancora improntate alla grande Italietta pre-Euro, e la realtà offertaci dall'attuale scenario socio-economico e geo-politico.

I giovani si beccano pure l'epiteto di "choosy" solo perché pretenderebbero, quanto meno, di lavorare e vivere degnamente, come hanno fatto i loro padri.

Ma continuiamo così, con la retorica delle start-up, dell'imprenditorialità, della finta partita iva e del "mettersi in gioco" in un paese ormai silurato da un punto di vista industriale.
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tellina



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MessaggioOggetto: Re: GIOVANI SENZA LAVORO...    Gio Mar 31, 2016 7:05 am

Vorrei fosse chiarita la definizione "discretamente pagato".
Filipè...perdonami ma discorsi simili...fatti da lavoratori con orari docenti (quasi un part time confrontati agli altri orari di lavoro) e sostenuti da una categoria che si lamenta sempre per lo scarso stipendio...
Discorsi simili faccio un po' fatica a digerirli.
Filipeè...te mica lo stai facendo quel fantastico lavoro che, almeno sulla carta, pare avere anche aspetti più favorevoli di quelli dell'insegnante.
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: GIOVANI SENZA LAVORO...    Gio Mar 31, 2016 7:25 am

Felipeto ha scritto:
Tradotto: niente di nuovo sul fronte occidentale
nulla di nuovo sotto le suole
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: GIOVANI SENZA LAVORO...    Gio Mar 31, 2016 7:30 am

tellina ha scritto:
Filipeè...te mica lo stai facendo quel fantastico lavoro che, almeno sulla carta, pare avere anche aspetti più favorevoli di quelli dell'insegnante.
Spezziamo una lancia su Filipeto: lui avrà studiato, può permettersi di essere schizzinoso; quanti studenti abbiamo ed abbiamo avuto che non valgono niente come studenti e come persone ? Ci siamo sempre detti "chissà se lo troveranno almeno un lavoro di merda ?"; bene, quello è un lavoro di merda, perfetto per gente di merda come loro, e loro non lo vogliono; bene, continuerà a pensarci mammina, la stessa mammina di merda che veniva a lamentarsi che eravamo troppo severi.
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nesema



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MessaggioOggetto: Re: GIOVANI SENZA LAVORO...    Gio Mar 31, 2016 8:57 am

mah... non sanno cercare

http://www.subito.it/annunci-italia/vendita/cerco-lavoro/?q=barista

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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: GIOVANI SENZA LAVORO...    Gio Mar 31, 2016 9:18 am

Scusate:non è un lavoro di merda.1100euro al mese con full time,per servire cappuccini e vendere sigarette in un locale videosorvegliato. Con turni diurni e qualche notturno. Molto meglio di tanti bar.Lavoro di merda è insaccare prosciutti in una catena di montaggio per otto ore,conoscevo un ragazzo,stava impazzendo.
Io lo farei.estati 1992-1993 lavorai in un cantiere studiando da geometra. Zero sicurezza, qualche tracciamento di fondazioni, il resto era scaricare cemento dalla betoniera. Ma VOLEVO la vespa.
Oggi i giovani non si scomodano per mille euro, dovendo rinunciare agli aperitivi serali.
In cantiere prendevo centocinquantamila lire tutto il mese di luglio.
Da laureato l autogrill è frustrante, ma da studente,ai miei tempi ci si sarebbe leccate le dita.
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Paolo Santaniello



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MessaggioOggetto: Re: GIOVANI SENZA LAVORO...    Gio Mar 31, 2016 1:09 pm

Il problema è che si tratta di "sostituire" per pochi mesi un lavoratore. Non è un lavoro permanente, è un lavoretto estivo, come raccogliere i pomodori.
Lavorare giorno e notte nei festivi significa rinunciare a un sacco di tempo libero. Investire , per alcuni mesi, quasi tutto il proprio tempo in un lavoro che non dà nessuna prospettiva, può non valere la pena. Da giovane mi godo la vita o investo il mio tempo libero per costruirmi un futuro migliore, non mi fa gola guadagnare mille euro al mese... per spenderli poi come e quando? Fossero mille euro di stipendio fisso e sicuro ci potrei costruire intorno una carriera, ma a tempo determinato non è mica tanto appetibile...
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: GIOVANI SENZA LAVORO...    Gio Mar 31, 2016 1:52 pm

Se aspettiamo tutti un lavoro appetibile a tempo indeterminato, non stupiamoci della disoccupazione.
Il lavoro temporaneo serve,intanto, per avere, oggi,adesso, soldini in tasca, nella remota possibilità che un giovane già non ne abbia dal papino.
Secondo, serve per fare ESPERIENZA,GAVETTA senza la quale un futuro contratto a tempo indeterminato potrebbe non arrivare mai...
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: GIOVANI SENZA LAVORO...    Gio Mar 31, 2016 2:59 pm

Paolo Santaniello ha scritto:
Il problema è che si tratta di "sostituire" per pochi mesi un lavoratore. Non è un lavoro permanente, è un lavoretto estivo, come raccogliere i pomodori.
Lavorare giorno e notte nei festivi significa rinunciare a un sacco di tempo libero. Investire , per alcuni mesi, quasi tutto il proprio tempo in un lavoro che non dà nessuna prospettiva, può non valere la pena. Da giovane mi godo la vita o investo il mio tempo libero per costruirmi un futuro migliore, non mi fa gola guadagnare mille euro al mese... per spenderli poi come e quando? Fossero mille euro di stipendio fisso e sicuro ci potrei costruire intorno una carriera, ma a tempo determinato non è mica tanto appetibile...

Mah, scusa ma non ti seguo. Proprio perché uno è giovane, senza figli, senza responsabilità gravose verso altri, e ancora disposto a cambiare prospettive più e più volte in futuro... dovrebbe essere più disponibile ad adeguarsi a un lavoro provvisorio anche banale, e anche di poca soddisfazione, proprio perché sa che è provvisorio e che potrà sempre continuare a cercare di meglio nel frattempo.

E' chiaro che potendo scegliere tra un lavoro con poche soddisfazioni e un lavoro con maggiori soddisfazioni, sceglie il secondo, non è mica scemo.

Ma se invece, come dici tu, la scelta è tra accettare il lavoro con poche soddisfazioni e "godersi la vita" senza lavorare affatto, vuol dire che il godimento della vita te lo garantisce qualcun altro, e allora è troppo comodo...
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Romado72



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MessaggioOggetto: Re: GIOVANI SENZA LAVORO...    Gio Mar 31, 2016 3:01 pm

Si, ma se papino in tasca i soldini ce li mette di suo, con quei soldini, Il sabato alle 19 preferisci non fare caffè o vendere sigarette all'avventore di turno, ma stare a cazzeggiare allegramente con gli amici per happyhour, magari non andando in 7 locali ma in 4.
La verità è che il lavoro più anelato è, per molti, fare l'impiegato statale lun/ven ore 8-14, sabato e domenica a spasso.
Certo, di necessità virtù.. Se capita, per caso, in quell'autogrill un disperato autentico che ha le tasche vuote perchè nessuno le riempie e papino è disoccupato, eccome se lo accetta.
Evidentemente quelli che sono passati di lì non erano disperati docg
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comp_xt



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MessaggioOggetto: Re: GIOVANI SENZA LAVORO...    Gio Mar 31, 2016 3:45 pm

Leggendo l'intervento di Filipeto mi è tornato in mente un vecchio articolo di Paolo Barnard che avevo letto tempo fa e che condivido totalmente:

http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=825



L’ORRORE NEOFEUDALE A 18, 22, E 25 ANNI.

Mangio una piadina in un wine bar con cucina tipica romagnola, nel centro di Bologna, locale figo, pieno di gente, ma molto impostato sul tradizionale. Romagna, Romagna, Romagna, ovunque.

Coda dell’occhio e orecchio destro colgono qualcosa che stona: i due ragazzi che lavorano come muli dietro alla cucina aperta a centro sala non quadrano con la Romagna. Il cuoco è polacco, e la cameriera-cassiera è ucraina. 18 anni lui, 25 la seconda.

Paolo Barnard non ci sta. Locale figo, tradizione romagnola 100% D.O.P., e loro cosa cazzo c’entrano con la Romagna? Se vendi piadina e castrato con l’accento slavo non è proprio il massimo. Al limite un accento emiliano, ecco. Come essere a mangiare l’abbacchio alla romana e il tizio del locale è danese mentre la cameriera ha l’accento portoricano. Ma la domanda che gli faccio è molto più cruciale:

“Ragazzi, ma perché non ci sono italiani qui a lavorare?” Loro: perché non li vogliono sti lavori. E mentre interagiscono con me sono sudati, tengono in mano 4 piatti alla volta, il cuoco è paonazzo, arrivano ordini come fiocchi di neve, ha 5 mani sto ragazzo, perché mentre fa le insalate, le zuppe e gira il castrato sulla piastra riesce anche a servirmi un altro calice di vino. Sono lì, loro, dalle 5 del pomeriggio e finiranno alle 2 di notte, per 1.000 euro al mese… lei, lei! Lui per un emerito cazzo, gratis. Perché? Perché frequenta una di ste scuole di formazione professionale che prestano apprendistato alle aziende gratuitamente, in cambio poi di una qualifica.

“Quindi i ragazzi italiani sti lavori… manco per il piffero” incalzo io. Lui “Senti, io sono polacco, e scusa eh? Ma qui in Italia di lavoro ce n’è da vendere”. Eh? Hey ragazzo, il qui presente giornalista ti dice che la disoccupazione giovanile in Italia è al 42%, e tu mi racconti che il lavoro c’è da vendere? “C’è, ma tanto, un mio amico ha piantato la cucina e ora lavora a metter su ascensori, e poi non immagini quanti ragazzi cercano al mercato ortofrutticolo, solo che sai, alzarsi alle 4 del mattino….”

Eccoci al palo. Ragazzi italiani fighetti che si lamentano che non hanno lavoro, ma la realtà è che hanno il prurito al sederino a farsi il culo e stanno a casa da mamma papà, e poi ci dicono che la disoccupazione giovanile dei soliti italiani bugiardi è alle stelle. Eccoci, cazzo, ma per chi lotto io? Eh? Eh?........... Nnnnno….

Ferma ferma ferma, no no no no, non è così. No, no. No!

Hey polacco, dimmi, dove sta la tua famiglia. Lui: “Mio padre è in Polonia, è in ospedale, in fin di vita. Ha lavorato 55 anni dalle 4 della mattina alle 11 di sera ed è crollato”. Il ragazzo che mi parla è un toro di un metro e novanta, e mi fa il gesto della mano come per dire ‘mio padre era come me e ora è come sto mignolo’. Ah!

L’ucraina lo bacia, poi mi dice che voleva finire l’università, ma no, sfiga, no soldi, e mi indica il soppalco del locale dove ora noto che una ragazzina corre avanti e indietro a servire ai tavoli. Lei studia ancora, mi dice la ragazza dell’Est. Quando la ragazzina scende la blocco. E tu? Lei: ho 22 anni, veneta, studio antropologia, no dinero, lavorare qui, sempre, scusa, ho da servire. E via.

Appoggio il vino e riassumo tutto nella mia testa. Gesù, ma hanno 18, 22, e 25 anni, perché sono qui? Perché non sono a divertirsi, a fare l’amore, a studiare magari, per carità… ma perché sono qui? Noooooo, non va bene, noooooo, la retorica che il ragazzo italiano è fighetto e non vuole lavorare è una porcata, è la rappresentazione dell’Inimmaginabile Reso Plausibile, perché il ragazzo italiano HA RAGIONE! A vent’anni tu HAI IL DIRITTO DI FORMARTI COME VORRESTI, hai diritto di farti un culo come una capanna sui libri, che E’ GIA’ UN LAVORO DURISSIMO, e non ti devono ridurre a spomparti a fare piadine o a servire birre nelle poche ore libere della tua vita. Non devono ridurti a dover scegliere se vivrai una vita piena delle tue aspirazioni, o se mangiare oggi, abbandonando gli studi e tutti i tuoi sogni. Non devono farti lavorare GRATIS per produrre reddito e PIL di altri. Non devono farti lavorare gratis quando tuo padre ha per tutta la vita prodotto abbastanza PIL da nutrire te e altri 300 e ora sta morendo di lavoro in un ospedale fatiscente. Ma stiamo S-C-H-E-R-Z-A-N-DO?
[i]
Ma chi? Chiiiiii? Chiiiiiiii ha imposto questo orrore a milioni di giovani? I ragazzi devono avere tutto, i giovani devono avere – PERCHE’ CI SONO CI SONO CI SONO CI SONO – i mezzi per sognare il futuro che vogliono, per crearselo, e mentre lo fanno devono avere il tempo per imparare a fare l’amore, a pregare, o a leggere Dostoevskij senza l’assillo dell’affitto della camera o di una famiglia che non sa come sostenerti. E poi…
… quei ragazzi i cui genitori hanno avuto la fortuna di produrre abbastanza PIL da nutrire altri 300 in un Paese ricco come l’Italia, e che sono potuti arrivare a una laurea, devono avere il diritto S-A-C-R-O-S-A-N-T-O di rifiutare il part time verticale all’Ikea per 800 euro. Senza, SENZA! sentirsi dei viziati che “rifiutano il lavoro che c’è”. Ma che cazzo c’è? Fare le insalate per 9 ore? Scaricare TIR di pomodori con una laurea in chimica? Entrare nel ginepraio da incubo dei contratti di apprendistato-formazione-flessibili di Matteo Renzi? E oltre tutto essere ridotti a sentirsi dei ‘duri’ se lo fanno? Duri e non schiavi? Ehh? Duri come le schiene degli schiavi nella piantagioni texane, certo.
Ma cosa sta SUCCEDENDO? Ecco cosa.
LA DISTRUZIONE DI FUTURE GENERAZIONI DI CLASSI MEDIO-BASSE, scientemente voluta a tavolino dal progetto Neofeudale tecnocratico che vuole riportare centinaia di milioni di esseri umani dalla promessa felice degli anni ’60, alla “Singola Ideologia del Sacrificio” (A. Parguez, 2000), dove questi ragazzi già si abituano a 18, 22, e 25 anni a essere servi della gleba senza diritti E SENZA SOGNI in un mondo che ha invece mezzi per nutrire loro e altri miliardi di persone, ma che non lo vuole più fare perché è arrivata l’era del ritorno DEI SIGNORI FEUDALI TECNOCRATI. Con la benedizione della Chiesa, come sempre.
'Uccidiamoli' i Signori, non ci è rimasto altro da fare.
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MessaggioOggetto: Re: GIOVANI SENZA LAVORO...    Gio Mar 31, 2016 4:05 pm

A differenza di Paolo Barnard, all'inizio non si stava parlando di ragazzi che "vorrebbero disperatamente formarsi" e che "hanno il diritto di farsi un culo come una capanna sui libri, che sarebbe già un lavoro durissimo, ma non possono permetterselo"...

...ma di ragazzi che il culo sui libri non hanno mai avuto la minima intenzione di farselo nemmeno 10 anni prima, che hanno attraversato 13 anni di scuola come una nebbia indistinta di spippolamenti sul cellulare e di sufficienze regalate con l'aiutino, che si sono presi un diploma di liceo scientifico senza saper calcolare il dominio di una funzione o il diploma di geometra senza saper leggere una carta stradale, che poi tra una discotecata e l'altra hanno provato vagamente a concorrere a un test di accesso universitario ma non l'hanno passato, e che adesso "preferiscono godersi la vita" invece che cercare un lavoro, mentre i genitori continuano ad assecondarli.

Il paragone con il figlio del minatore polacco o con la profuga ucraina, proprio non vedo cosa c'entri.
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: GIOVANI SENZA LAVORO...    Gio Mar 31, 2016 6:06 pm

Splendida descrizione del giovane italiano medio.condivido
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MessaggioOggetto: Re: GIOVANI SENZA LAVORO...    Gio Mar 31, 2016 6:56 pm

comp_xt ha scritto:
ho 22 anni, veneta, studio antropologia,

Sti cazzi ! Laurea di peso ! Fa bene a fare la cameriera, si allena per il futuro, può considerarlo Alternanza Scuola Lavoro.

I ragazzi devono avere tutto, i giovani devono avere – PERCHE’ CI SONO CI SONO CI SONO CI SONO – i mezzi per sognare il futuro che vogliono, per crearselo, e mentre lo fanno devono avere il tempo per imparare a fare l’amore, a pregare, o a leggere Dostoevskij senza l’assillo dell’affitto della camera o di una famiglia che non sa come sostenerti.

A spese di chi ? Io con le mie tasse sono disposto a pagare le tasse universitarie solo a chi dà tutte le materie con almeno 27 di media, è povero e solo per le facoltà i cui laureati a tre anni lavorano all' 80%.
Di disoccupati con la laurea ne abbiamo già tanti gratis, non sappiamo cosa farcene di altri a pagamento (mio)


devono avere il diritto S-A-C-R-O-S-A-N-T-O di rifiutare il part time verticale all’Ikea per 800 euro. Senza, SENZA! sentirsi dei viziati che “rifiutano il lavoro che c’è”. Ma che cazzo c’è? Fare le insalate per 9 ore? Scaricare TIR di pomodori con una laurea in chimica? Entrare nel ginepraio da incubo dei contratti di apprendistato-formazione-flessibili di Matteo Renzi?

Diritto di rifiutare ? Sì, nessuno li obbliga; certo non pretendano lo stipendio lo stesso.
Quando mi laureai in ingegneria, in attesa di trovare un lavoro decente feci un po' di colloqui, feci qualche supplenza ed andai a lavorare come venditore in un'aziendina (aspirapolveri industriali), fino a quando mi assunse l'ILVA.
Accontentarsi di un lavoretto tappabuchi, temporaneamente, io continuo a considerarlo una sana dimostrazione di umiltà e buona volontà.
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: GIOVANI SENZA LAVORO...    Gio Mar 31, 2016 7:40 pm

E poi non diciamo Puttanate.. Un laureato in chimica non scarica pomodori dai tir. Se lo fa,è esperienza anche quella ma non lo farà tutta la vita.
Per inciso, ho conseguito le patenti c,E con relative abilitazioni. Al corso quinquennale di 20 ore per il rinnovo in scuola guida ero in mezzo a camionisti.mi trovavo bene e non mi sentivo superiore a loro.
Non mi sento superiore a chi lavora.
Mi sento superiore a chi non fa un cazzo e si fa mantenere a 20anni in quarta superiore dal papi. Caso della scuola dove sto lavorando.tanti calci in culo gli darei..
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: GIOVANI SENZA LAVORO...    Gio Mar 31, 2016 7:47 pm

19 in prima e 22 in quinta le mie esperienze.
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@melia



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MessaggioOggetto: Re: GIOVANI SENZA LAVORO...    Gio Mar 31, 2016 7:55 pm

Erano altri tempi, ma quando la scuola privata dove ho fatto i primi due anni di insegnamento ha chiesto delle referenze li ho mandati dal parroco, visto che facevo attività di volontariato. Mia sorella al colloquio per il primo lavoro da ragioniera ha detto che lavorava in un banco di fruttivendolo al mercato, il datore di lavoro ha mandato la moglie a far la spesa e l'hanno assunta perché ha dimostrato di saper che cosa significa lavorare. Fino a che stai a casetta è difficile trovare un lavoro.
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Paolo Santaniello



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MessaggioOggetto: Re: GIOVANI SENZA LAVORO...    Ven Apr 01, 2016 1:11 pm

Ma ora che il lavoro è "sul mercato", la paga deve adeguarsi alle esigenze del mercato.
La risposta giusta sarebbe "mi paghi troppo poco per questo lavoro, dammi di più e lo faccio", ma la controrisposta del padrone è quasi sempre "che mi frega, trovo uno più morto di fame che lo fa per meno"
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: GIOVANI SENZA LAVORO...    Ven Apr 01, 2016 1:47 pm

Paolo Santaniello ha scritto:
Ma ora che il lavoro è "sul mercato", la paga deve adeguarsi alle esigenze del mercato.
La risposta giusta sarebbe "mi paghi troppo poco per questo lavoro, dammi di più e lo faccio", ma la controrisposta del padrone è quasi sempre "che mi frega, trovo uno più morto di fame che lo fa per meno"

già : -(

E stiamo tornando indietro, tanto indietro.
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MessaggioOggetto: Re: GIOVANI SENZA LAVORO...    Ven Apr 01, 2016 2:10 pm

Ah, aggiungo un'osservazione riguardo all'articolo di Paolo Barnard.

Tutto è partito dal fatto che lui fosse andato a "mangiare una piadina in un locale figo", con mito della tradizione romagnola, ma contemporaneamente con wine-bar sfizioso (che è cosa ben diversa dall'osteria di tradizione romagnola), e che si sia indignato perché i camerieri e i commessi sono giovani stranieri costretti a fare un lavoro infame mentre gli italiani non vogliono farlo più. Dopo di che, in base a tali osservazioni, rivendica che i giovani italiani abbiano assolutamente ragione a non voler fare quei lavori, e deplora il fatto che invece gli stranieri siano costretti a farli, quando invece dovrebbero avere il diritto di "non volerli fare" nemmeno loro.

Rimane il fatto: secondo il signor Barnard, CHI li dovrebbe fare quei lavori?

I giovani italiani no, perché invece dovrebbero passare il tempo a inseguire la loro famelica voglia di conoscenza culturale e realizzare il loro sogno appassionato di massacrarsi sui libri; i giovani polacchi o ucraini no, per le stesse ragioni. Li dovrebbero fare i quarantenni o i cinquantenni (italiani o polacchi non importa) DOPO aver passato decenni a massacrarsi sui libri? Li dovrebbero fare gli anziani, dopo aver passato decenni a massacrarsi sui libri e altri decenni a fare altri lavori più intellettualmente degni?

Oppure, semplicemente, non dovrebbe farli nessuno e le piadineria non dovrebbero esistere proprio?

Ok, mi può stare bene, è una posizione rispettabile, ma come si spiega che l'autore invece ci vada, a mangiare nella piadineria?
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comp_xt



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MessaggioOggetto: Re: GIOVANI SENZA LAVORO...    Ven Apr 01, 2016 2:34 pm

Paolo Santaniello ha scritto:
Ma ora che il lavoro è "sul mercato", la paga deve adeguarsi alle esigenze del mercato.
La risposta giusta sarebbe "mi paghi troppo poco per questo lavoro, dammi di più e lo faccio", ma la controrisposta del padrone è quasi sempre "che mi frega, trovo uno più morto di fame che lo fa per meno"

Hai centrato il punto.

A me pareva che il discorso di Barnard fosse abbastanza chiaro, ma a quanto sembra però in tanti lo hanno frainteso.
A qualcuno infatti è sembrato che egli si riferisse solo ai giovani che avevano voglia di studiare o che avevano studiato e che quindi avevano il diritto di "rifiutare il part time verticale dell'Ikea".
Peccato che si parlasse abbastanza chiaramente di "neo feudalesimo" - ossia cancellazione dei diritti del lavoro in nome della competizione, della produttività fine a se stessa e dell'adeguamento alle esigenze del mercato anche quanto esse contrastano con quelle dell'uomo.
Esiste il diritto a studiare, ma per chi non vuole studiare esiste comunque il diritto ad avere un lavoro dignitoso.
Per farla breve, uno nella vita può anche fare lo spalatore di merda, ma non gli si può chiedere di:
- accettare uno stipendio che non gli consenta una vita dignitosa;
- sottostare a orari di lavoro folli che a lungo andare metteranno a dura prova la sua saluta psico-fisica;
- costringerlo a sacrificare tutte le domeniche e tutte le festività, quasi che affetti familiari, amicizie e religione non contino nulla nella vita e che l'unico sistema di valori da accettare sia quello determinato dal mercato e dalla produttività.

Nei catechismi pre-Concilio Vaticano II fra i peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio veniva indicato il "Frodare l'operaio della sua mercede" - concetto che viene dimenticato dalla nuova (ed eretica) teologia modernista, guarda caso tanto cara alla speculazione finanziaria e ai neo-negrieri.
"Bisogna accogliere profughi e immigrati" - si ripete sempre nelle alte gerarchie vaticansecondiste.
Per fare che cosa, mi chiedo? Per trasformarli nei nuovi schiavi? Per abbassare il costo del lavoro? Per far lucrare i nuovi aguzzini? Per frodarli della giusta mercede, facendo così gridare vendetta al cospetto di Dio?

Che la società italiana sia priva di nullafacenti, può anche essere vero.
Ma se l'alternativa alla nullafacenza è un lavoro stagionale in qualche località balneare con 900 euro di stipendio, 14 ore giornaliere di lavoro sette giorni su sette, nessun giorno libero da aprile fino a settembre, credo che chi può (perché ha altre entrate) FACCIA BENE A NON FARSI SFRUTTARE.
Non tutti purtroppo possono, e infatti c'è chi accetta queste condizioni - ma per favore non trasformiamo in eroi quelli che sono solo dei poveri sfruttati.
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comp_xt



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MessaggioOggetto: Re: GIOVANI SENZA LAVORO...    Ven Apr 01, 2016 2:42 pm

paniscus_2.0 ha scritto:


Rimane il fatto: secondo il signor Barnard, CHI li dovrebbe fare quei lavori?

Il problema non è CHI fa quei lavori ma QUALI condizioni vengono imposte a chi li fa.
Mi sembrava abbastanza chiaro, ma forse questo è dovuto al fatto che seguo Barnard da anni e ho ben chiaro quale sia il suo punto di vista.

p.s.
Tu accetteresti di fare l'insegnante per 700 euro mensili?
Un immigrato dell'est europeo potrebbe invece essere disponibile ad accettare questo stipendio.
A quel punto anche l'insegnamento potrebbe diventare uno di quei lavori che gli italiani non vogliono più fare.
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GIOVANI SENZA LAVORO...
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