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 O tempora, o mores!

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geo&geo



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MessaggioOggetto: O tempora, o mores!   Lun Apr 04, 2016 12:52 am

Promemoria primo messaggio :

Si fa presto a dire 'i ggiovani'.
Ma sapreste riconoscere gli autori delle frasi seguenti, sulla base delle sottili sfumature psicologiche con cui tratteggiano i giovani? Le risposte sono in fondo, messe alla rinfusa

1) Oggi il padre teme i figli. I figli si credono uguali al padre e non hanno né rispetto né stima per i genitori. Ciò che essi vogliono è essere liberi. Il professore ha paura degli allievi, gli allievi insultano i professori; i giovani esigono immediatamente il posto degli anziani; gli anziani, per non apparire retrogradi o dispotici, acconsentono a tale cedimento e, a corona di tutto, in nome della libertà e dell'ugualianza, si reclama la libertà dei sessi.

2) Non è colpa di nessuno se sono pigri e mentalmente inadatti a qualsiasi attività che non sia di bassa manualità.

3) Non ho più speranza alcuna per l’avvenire del nostro Paese, se la gioventù d’oggi prenderà domani il comando, perché è una gioventù senza ritegno e pericolosa.

4) quanti studenti abbiamo ed abbiamo avuto che non valgono niente come studenti e come persone ? Ci siamo sempre detti "chissà se lo troveranno almeno un lavoro di merda ?"

5) La nostra gioventù ama il lusso, è maleducata, se ne infischia dell’autorità e non ha nessun rispetto per gli anziani. I ragazzi d’oggi sono tiranni. Non si alzano in piedi quando un anziano entra in un ambiente, rispondono male ai loro genitori.

6) Oggi i giovani non si scomodano per mille euro, dovendo rinunciare agli aperitivi serali.

7) il problema vero è ciò che faranno (...) da adulti. Non tutti, ma quella fetta abbastanza ampia di ragazzi che hanno frequentato le scuole con finalità esclusivamente ludiche. A parte le competenze spesso inesistenti, il loro approccio al concetto di dovere renderà molto problematico il mantenimento di un posto di lavoro.

(8) E se i giovani di oggi fossero fessi? Può capitare, ogni tanto, una generazione di fessi. Poi, la prossima, intelligentissimi.



(a) Cloretta; (b) Platone; (c) Avidodinformazioni; (d) Chicca70; (e) Esiodo; (f) Felipeto;(g) Marcello Marchesi; (k) Socrate.
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geo&geo



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MessaggioOggetto: Re: O tempora, o mores!   Mar Apr 05, 2016 8:04 pm

balanzoneXXI ha scritto:
"e, a corona di tutto, in nome della libertà e dell'uguaglianza, si reclama la libertà dei sessi."

Ma questo che ci azzecca?

Inizialmente pensavo che le frasi di Esiodo, Socrate e Platone fossero inventate di sana pianta. In realtà quella di Platone (così come viene citata in rete) sembra una "sintesi" di questo passo della "Repubblica"

«In che senso possiamo dire una cosa simile?», domandò.
«Nel senso», risposi, «che ad esempio un padre si abitua a diventare simile al figlio e a temere i propri figli, il figlio diventa simile al padre e pur di essere libero non ha né rispetto né timore dei genitori; un meteco si eguaglia a un
cittadino e un cittadino a un meteco, e lo stesso vale per uno straniero».
«In effetti accade questo», disse.
«E accadono altri piccoli inconvenienti dello stesso tipo: in una tale situazione un maestro ha paura degli allievi e li lusinga, gli allievi dal canto loro fanno poco conto sia dei maestri sia dei pedagoghi; insomma, i giovani si mettono alla pari dei più anziani e li contestano a parole e a fatti, mentre i vecchi, abbassandosi al livello dei giovani, si riempiono i facezie e smancerie, imitando i giovani per non sembrare spiacevoli e dispotici».
«Precisamente», disse.
«In una città come questa», seguitai, «caro amico, il limite estremo della libertà a cui può giungere il volgo viene
toccato quando gli uomini e le donne comprati non sono meno liberi dei loro compratori. E per poco ci dimenticavamo di
dire quanto sono grandi la parità giuridica e la libertà degli uomini nei confronti delle donne e delle donne nei confronti degli uomini
!».

Di più, non so
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MessaggioOggetto: Re: O tempora, o mores!   Mar Apr 05, 2016 8:12 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
geo&geo ha scritto:

Sembra che prima di Berlinguer la scuola fosse il giardino dell'Eden. Quando è entrata in vigore la riforma dei cicli (Berlinguer) e l'autonomia scolastica (insieme a Bassanini) si diplomava solo il 58% dei ragazzi, oggi il 77% (fonte Euridyce) ***.

E questo che vuol dire?

Che l'efficacia didattica della scuola è migliorata?

O che semplicemente si è abbassato il livello delle richieste, e quindi si promuove di più?

L

Che non è una "operazione barbara e criminale" come diceva comp_xt (e tantissimi altri, peraltro) ma la necessità di far entrare nelle scuole italiane più studenti, e farne uscire più diplomati. Quello che succede nel mezzo, tra l'ingresso e l'uscita, dipende dalla scuola e dalle risorse che ha :-(
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MessaggioOggetto: Re: O tempora, o mores!   Mar Apr 05, 2016 8:58 pm

geo&geo ha scritto:
paniscus_2.0 ha scritto:
geo&geo ha scritto:

Sembra che prima di Berlinguer la scuola fosse il giardino dell'Eden. Quando è entrata in vigore la riforma dei cicli (Berlinguer) e l'autonomia scolastica (insieme a Bassanini) si diplomava solo il 58% dei ragazzi, oggi il 77% (fonte Euridyce) ***.

E questo che vuol dire?

Che l'efficacia didattica della scuola è migliorata?

O che semplicemente si è abbassato il livello delle richieste, e quindi si promuove di più?

L

Che non è una "operazione barbara e criminale" come diceva comp_xt (e tantissimi altri, peraltro) ma la necessità di far entrare nelle scuole italiane più studenti, e farne uscire più diplomati. Quello che succede nel mezzo, tra l'ingresso e l'uscita, dipende dalla scuola e dalle risorse che ha :-(
Dicesi studente una persona che studia.

Dicesi diplomato una persona che ha conseguito un diploma.

Una persona che entra nelle scuole italiane per fare casino non è uno studente, può sembrarlo a causa della giovane età ma non lo è, quindi sappi che nella scuola di oggi trovi un numero di studenti pari a meno del 50 % della popolazione in età scolare.

A nessuno interessa che la gente consegua un diploma, a tutti interessa invece che la gente acquisisca conoscenze (o competenze), quindi la nostra scuola che sforna diplomati a profusione, incapaci di competere con un diplomato di 20 anni prima (quindi arrugginito) è fallimentare anche in questo.

In buona sostanza siamo passati dalla dispersione scolastica fuori dalla scuola alla dispersione scolastica dentro la scuola.
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MessaggioOggetto: Re: O tempora, o mores!   Mar Apr 05, 2016 9:00 pm

geo&geo ha scritto:
paniscus_2.0 ha scritto:
geo&geo ha scritto:

Sembra che prima di Berlinguer la scuola fosse il giardino dell'Eden. Quando è entrata in vigore la riforma dei cicli (Berlinguer) e l'autonomia scolastica (insieme a Bassanini) si diplomava solo il 58% dei ragazzi, oggi il 77% (fonte Euridyce) ***.

E questo che vuol dire?

Che l'efficacia didattica della scuola è migliorata?

O che semplicemente si è abbassato il livello delle richieste, e quindi si promuove di più?

L

Che non è una "operazione barbara e criminale" come diceva comp_xt (e tantissimi altri, peraltro) ma la necessità di far entrare nelle scuole italiane più studenti, e farne uscire più diplomati. Quello che succede nel mezzo, tra l'ingresso e l'uscita, dipende dalla scuola e dalle risorse che ha :-(


Oh! Finalmente!
Ultimamente sembra che la scuola pubblica, nell'idea che ne hanno molti insegnanti, debba invece ridurre il numero di utenti come un college inglese esclusivo, perché è invalsa l'idea che un numero maggiore di utenti comprometta necessariamente il livello, che è come dire che con meno studenti la qualità sarebbe sempre garantita.
Il punto è come vincere la guerra con i soldati che abbiamo
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MessaggioOggetto: Re: O tempora, o mores!   Mar Apr 05, 2016 9:03 pm

geo&geo ha scritto:
paniscus_2.0 ha scritto:
geo&geo ha scritto:

Sembra che prima di Berlinguer la scuola fosse il giardino dell'Eden. Quando è entrata in vigore la riforma dei cicli (Berlinguer) e l'autonomia scolastica (insieme a Bassanini) si diplomava solo il 58% dei ragazzi, oggi il 77% (fonte Euridyce) ***.
E questo che vuol dire?
Che l'efficacia didattica della scuola è migliorata?
O che semplicemente si è abbassato il livello delle richieste, e quindi si promuove di più?

Che non è una "operazione barbara e criminale" come diceva comp_xt (e tantissimi altri, peraltro) ma la necessità di far entrare nelle scuole italiane più studenti, e farne uscire più diplomati.

E appunto, infatti... la cosiddetta "operazione barbara e criminale" consiste proprio nel preoccuparsi solo di "far uscire più diplomati", indipendentemente che siano preparati o no.
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MessaggioOggetto: Re: O tempora, o mores!   Mar Apr 05, 2016 9:04 pm

avidodinformazioni ha scritto:
geo&geo ha scritto:
paniscus_2.0 ha scritto:
geo&geo ha scritto:

Sembra che prima di Berlinguer la scuola fosse il giardino dell'Eden. Quando è entrata in vigore la riforma dei cicli (Berlinguer) e l'autonomia scolastica (insieme a Bassanini) si diplomava solo il 58% dei ragazzi, oggi il 77% (fonte Euridyce) ***.

E questo che vuol dire?

Che l'efficacia didattica della scuola è migliorata?

O che semplicemente si è abbassato il livello delle richieste, e quindi si promuove di più?

L

Che non è una "operazione barbara e criminale" come diceva comp_xt (e tantissimi altri, peraltro) ma la necessità di far entrare nelle scuole italiane più studenti, e farne uscire più diplomati. Quello che succede nel mezzo, tra l'ingresso e l'uscita, dipende dalla scuola e dalle risorse che ha :-(
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Dicesi diplomato una persona che ha conseguito un diploma.

Una persona che entra nelle scuole italiane per fare casino non è uno studente, può sembrarlo a causa della giovane età ma non lo è, quindi sappi che nella scuola di oggi trovi un numero di studenti pari a meno del 50 % della popolazione in età scolare.

A nessuno interessa che la gente consegua un diploma, a tutti interessa invece che la gente acquisisca conoscenze (o competenze), quindi la nostra scuola che sforna diplomati a profusione, incapaci di competere con un diplomato di 20 anni prima (quindi arrugginito) è fallimentare anche in questo.

In buona sostanza siamo passati dalla dispersione scolastica fuori dalla scuola alla dispersione scolastica dentro la scuola.


D'accordo sull'analisi. Soluzioni possibili?
Sono pronta a spianare tutto e ricominciare dalla tabula rasa, ma non mi si dica che per fare bene abbiamo bisogno di studenti che ci permettano di fare bene! Di nuovo, i soldati che abbiamo sono questi
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MessaggioOggetto: Re: O tempora, o mores!   Mar Apr 05, 2016 10:54 pm

geo&geo ha scritto:
paniscus_2.0 ha scritto:
geo&geo ha scritto:

Sembra che prima di Berlinguer la scuola fosse il giardino dell'Eden. Quando è entrata in vigore la riforma dei cicli (Berlinguer) e l'autonomia scolastica (insieme a Bassanini) si diplomava solo il 58% dei ragazzi, oggi il 77% (fonte Euridyce) ***.

E questo che vuol dire?

Che l'efficacia didattica della scuola è migliorata?

O che semplicemente si è abbassato il livello delle richieste, e quindi si promuove di più?

L

Che non è una "operazione barbara e criminale" come diceva comp_xt (e tantissimi altri, peraltro) ma la necessità di far entrare nelle scuole italiane più studenti, e farne uscire più diplomati. Quello che succede nel mezzo, tra l'ingresso e l'uscita, dipende dalla scuola e dalle risorse che ha :-(

A parte il fatto che la scuola non è un parcheggio dove l'importante è entrarci e poco importa poi cosa si fa, la cosa che sconcerta maggiormente è che in questo modo si alimenta una dispersione di fatto.
Vogliamo giocare a fregarci con le statistiche dicendo che prima si diplomava il 58% degli studenti e oggi il 77%?
È solo un modo di prenderci in giro.
Torniamo alla Costituzione: "i capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i più alti livelli di istruzione".
I capaci e i meritevoli, non tutti.
In una società in cui la scuola è una cosa seria il numero dei diplomati e dei laureati aumenta quando l'istruzione svolge il ruolo di ascensore sociale, ossia quando il titolo di studio conseguito MERITATAMENTE in una scuola che realmente ISTRUISCE consente di migliorare la propria posizione.
Al contrario, una scuola come quella odierna si limita a riprodurre l'esistente, perché i figli dei soliti noti il lavoro buono e ben retribuito lo trovano a prescindere dal titolo di studio.
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MessaggioOggetto: Re: O tempora, o mores!   Mar Apr 05, 2016 11:11 pm

lucetta10 ha scritto:

Oh! Finalmente!
Ultimamente sembra che la scuola pubblica, nell'idea che ne hanno molti insegnanti, debba invece ridurre il numero di utenti come un college inglese esclusivo, perché è invalsa l'idea che un numero maggiore di utenti comprometta necessariamente il livello, che è come dire che con meno studenti la qualità sarebbe sempre garantita.
Il punto è come vincere la guerra con i soldati che abbiamo

Art. 34 della Costituzione della Repubblica Italiana:

La scuola è aperta a tutti.

L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.

I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.


Il discorso mi sembra quindi abbastanza chiaro. Nessuno ha mai sostenuto che la qualità sia insita nel basso numero degli studenti frequentanti (che, per assurdo, potrebbero essere tutti asini). Quello che si critica semmai è il fatto che in nome dell'abbattimento della dispersione scolastica si dia la promozione a chi non la merita.
Una scuola che metta in subordine la sua finalità primaria (che è quella di ISTRUIRE) per accontentarsi di tenere i ragazzi dentro serve a ben poco. E tutto ciò in nome di quali principi? Mi sembra evidente che la Costituzione dica ben altro.
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MessaggioOggetto: Re: O tempora, o mores!   Mar Apr 05, 2016 11:21 pm

comp_xt ha scritto:
lucetta10 ha scritto:

Oh! Finalmente!
Ultimamente sembra che la scuola pubblica, nell'idea che ne hanno molti insegnanti, debba invece ridurre il numero di utenti come un college inglese esclusivo, perché è invalsa l'idea che un numero maggiore di utenti comprometta necessariamente il livello, che è come dire che con meno studenti la qualità sarebbe sempre garantita.
Il punto è come vincere la guerra con i soldati che abbiamo

Art. 34 della Costituzione della Repubblica Italiana:

La scuola è aperta a tutti.

L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.

I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.


Il discorso mi sembra quindi abbastanza chiaro. Nessuno ha mai sostenuto che la qualità sia insita nel basso numero degli studenti frequentanti (che, per assurdo, potrebbero essere tutti asini). Quello che si critica semmai è il fatto che in nome dell'abbattimento della dispersione scolastica si dia la promozione a chi non la merita.
Una scuola che metta in subordine la sua finalità primaria (che è quella di ISTRUIRE) per accontentarsi di tenere i ragazzi dentro serve a ben poco. E tutto ciò in nome di quali principi? Mi sembra evidente che la Costituzione dica ben altro.


...e sfido chiunque a dire il contrario, scusa ma mi pare una banalità, non vedo nessuno che abbia sostenuto che bisogna regalare diplomi.

Il problema è un altro, ed è quello di cui parlava geo&geo: in nome del basso successo della scuola degli ultimi 20 anni si pretende, come si legge sopra, che lo studente che non studia vada fuori dalle scatole a farci fare lezione per chi ha voglia.

Non funziona purtroppo così: la scuola, soprattutto quando è dell'obbligo deve "obbligare" a studiare. A levarci i rompiscatole dalle scatole sono buoni tutti, come dice invece il collega la scuola pubblica abbia lo scopo di elevare la base culturale del paese, rendere quindi più efficace la sua azione tra il momento A e il momento Z e aumentare il numero di diplomati, quelli con reali competenze, va da sé.

Pensare invece che il problema si risolva dando meno diplomi è inaccettabile. Ai livelli in cui siamo, un diploma decente non si negherebbe veramente a nessuno dotato di pollice opponibile. Eppure molti non hanno le competenze per raggiungerlo. Nessuno dice che bisogna dargli comunque il diploma, ma occorrerebbe rendere l'azione della scuola efficace al punto da trasmettere queste competenze così a buon mercato.

Oppure pensiamo che la scuola pubblica debba puntare a ridurre i diplomi a pochi meritevoli come fosse un titolo di alta accademia? Non staremo veramente pensando che i padri costituzionali volessero ridurre il livello culturale del paese, mi auguro!
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MessaggioOggetto: Re: O tempora, o mores!   Mar Apr 05, 2016 11:28 pm

lucetta10 ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:


A nessuno interessa che la gente consegua un diploma, a tutti interessa invece che la gente acquisisca conoscenze (o competenze), quindi la nostra scuola che sforna diplomati a profusione, incapaci di competere con un diplomato di 20 anni prima (quindi arrugginito) è fallimentare anche in questo.

In buona sostanza siamo passati dalla dispersione scolastica fuori dalla scuola alla dispersione scolastica dentro la scuola.


D'accordo sull'analisi. Soluzioni possibili?
Sono pronta a spianare tutto e ricominciare dalla tabula rasa, ma non mi si dica che per fare bene abbiamo bisogno di studenti che ci permettano di fare bene! Di nuovo, i soldati che abbiamo sono questi  

Bocciamoli sistematicamente finché non "fanno bene", senza sconti, senza aiutini e senza considerazioni opportunistiche.

Dopo una fase transitoria di un anno o due di spiazzamento e di incredulità sociale, studenti e famiglie si adeguerebbero alla "novità" secondo cui per essere promossi bisogna darsi da fare (invece di aspettarsi che l'aiutino arrivi gratis e che il titolo di studio sia un diritto), e il livello di didattica e di risultati in qualsiasi scuola di ogni ordine e grado aumenterebbe.

E casomai si avesse paura che bocciandoli si "incoraggerebbe la dispersione scolastica", beh, cominciamo ad attribuire direttamente le responsabilità di tale dispersione alle famiglie e non agli insegnanti, e a chiederne conto a loro.
L.
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comp_xt



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MessaggioOggetto: Re: O tempora, o mores!   Mar Apr 05, 2016 11:44 pm

lucetta10 ha scritto:

Il problema è un altro, ed è quello di cui parlava geo&geo: in nome del basso successo della scuola degli ultimi 20 anni si pretende, come si legge sopra, che lo studente che non studia vada fuori dalle scatole a farci fare lezione per chi ha voglia.

Non funziona purtroppo così: la scuola, soprattutto quando è dell'obbligo deve "obbligare" a studiare. A levarci i rompiscatole dalle scatole sono buoni tutti, come dice invece il collega la scuola pubblica abbia lo scopo di elevare la base culturale del paese, rendere quindi più efficace la sua azione tra il momento A e il momento Z e aumentare il numero di diplomati, quelli con reali competenze, va da sé.

Un cardiologo o un oncologo diranno sempre che per prevenire infarti e tumori è preferibile non fumare.
Ma se in tanti continuano a fumare, nessuno dirà mai che è colpa loro se tanti fumatori finiscono per ammalarsi.
Esiste, per fortuna, il libero arbitrio.
Troppo facile attribuire sempre a qualcun altro le responsabilità di una scelta che fra l'altro è perfettamente legittima (la legge infatti impone allo studente l'obbligo di frequenza fino ai 16 anni di età , non certo l'obbligo di studio).
Le motivazioni per studiare si trovano solo in una scuola che promuove chi studia e che boccia chi non studia. Qualsiasi altra soluzione è solo un modo patetico di nascondere la polvere sotto il tappeto.
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MessaggioOggetto: Re: O tempora, o mores!   Mar Apr 05, 2016 11:56 pm

comp_xt ha scritto:
lucetta10 ha scritto:

Il problema è un altro, ed è quello di cui parlava geo&geo: in nome del basso successo della scuola degli ultimi 20 anni si pretende, come si legge sopra, che lo studente che non studia vada fuori dalle scatole a farci fare lezione per chi ha voglia.

Non funziona purtroppo così: la scuola, soprattutto quando è dell'obbligo deve "obbligare" a studiare. A levarci i rompiscatole dalle scatole sono buoni tutti, come dice invece il collega la scuola pubblica abbia lo scopo di elevare la base culturale del paese, rendere quindi più efficace la sua azione tra il momento A e il momento Z e aumentare il numero di diplomati, quelli con reali competenze, va da sé.

Un cardiologo o un oncologo diranno sempre che per prevenire infarti e tumori è preferibile non fumare.
Ma se in tanti continuano a fumare, nessuno dirà mai che  è colpa loro se tanti fumatori finiscono per ammalarsi.
Esiste, per fortuna, il libero arbitrio.
Troppo facile attribuire sempre a qualcun altro le responsabilità di una scelta che fra l'altro è perfettamente legittima (la legge infatti impone allo studente l'obbligo di frequenza fino ai 16 anni di età , non certo l'obbligo di studio).
Le motivazioni per studiare si trovano solo in una scuola che promuove chi studia e che boccia chi non studia. Qualsiasi altra soluzione è solo un modo patetico di nascondere la polvere sotto il tappeto.


Scusa ma non ho capito il nesso, anche su questo non possiamo che concordare tutti, mi pare ovvio.

Nessuno incolpa gli insegnanti dell'insuccesso degli studenti degli ultimi 20 anni, ma di sicuro un peggioramento c'è e nostro compito è almeno quello di interrogarci su come fare per migliorare la scuola prima che vada definitivamente a rotoli.
Benissimo bocciare di più, figuriamoci, sfondi una porta aperta, ma che sia la panacea e basti questo mi pare un po' ingenuo pensarlo, di rinforzo si è parlato e straparlato in questi anni bui.
Come mi sembra ingenuo attaccarsi come fanno altri alla didattica tradizionale della maestra dalla penna rossa, come se avessimo ancora l'utenza del libro Cuore e come se la didattica si sia potuta innovare fino a un certo punto mentre alla nostra generazione di insegnanti non sia concesso altro che guardare al passato.
Pensare una scuola in astratto, con l'utenza che vorremmo, porta a tracciare bellissimi modelli, ma di certo non risolve i problemi reali. Abbandonare l'obiettivo di aumentare il numero di diplomati come fosse una bestemmia perché finora lo abbiamo aumentato abbassando la qualità lo è altrettanto
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MessaggioOggetto: Re: O tempora, o mores!   Mer Apr 06, 2016 12:12 am

lucetta10 ha scritto:
Abbandonare l'obiettivo di aumentare il numero di diplomati come fosse una bestemmia perché finora lo abbiamo aumentato abbassando la qualità lo è altrettanto

Scusa un attimo, ma se l'esempio fosse posto esattamente al contrairo?

Ossia, se accettassimo, almeno provvisoriamente, per un breve periodo transitorio, l'idea di poter anche diminuire il numero di diplomati, SENZA stracciarsi le vesti come se fosse una bestemmia?

Non dico affatto di PERSEGUIRE apposta l'obiettivo di diminuire il numero di diplomati... ma semplicemente di accettare transitoriamente anche questa possibilità, non come "obiettivo" ma come un semplice effetto collaterale di altre strategie con altri obiettivi, cioè quelli di tornare a lungo termine ad aumentare il numero di diplomati, e soprattutto ad aumentare il numero di diplomati effettivamente preparati, e non di quelli finti.

Se si cominciasse a far passare l'idea NORMALE che il diploma lo si dà solo a chi si è impegnato per meritarlo (e non parlo di "poche eccellenze selezionate", parlo di normalissima gente media, che ha tutte le possibilità tecniche di conquistarsi un diploma se ci prova sul serio), e se comunque l'opinione pubblica e le famiglie continueranno a pensare che il diploma è indispensabile...

...beh, vorrà dire che anche le famiglie, e anche l'opinione pubblica in generale, nel giro di due o tre anni, ricominceranno a spingere i ragazzi a farsi il mazzo per meritarlo, 'sto diploma, invece che pretenderlo come diritto automatico senza impegno.

Il peggio che potrebbe succedere è che ci sarà qualcuno che lo prende con un anno o due di ritardo (magari, un po' di più di quanti ce ne siano già adesso), ma avrebbero la possibilità di prenderlo lo stesso, e con più valore effettivo.
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MessaggioOggetto: Re: O tempora, o mores!   Mer Apr 06, 2016 12:25 am

Nessun problema. Queste sono strategie, e sulle strategie sin può discutere. Purché concordiamo però che l'obiettivo della scuola pubblica è quello di innalzare il livello culturale per tutti e non per pochi
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MessaggioOggetto: Re: O tempora, o mores!   Mer Apr 06, 2016 12:35 am

Sarebbe questo, ma per ora, nella maggior parte dei casi, si riduce a garantire il raggiungimento del livello culturale minimo per tutti, e mandarli avanti, alcuni che camminano da soli, altri a sonore pedate nel culo, con buona pace di coloro che potrebbero aspirare ad un livello culturale "innalzato" sopra il livello minimo, e che sottostanno loro malgrado al gioco al ribasso.
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MessaggioOggetto: Re: O tempora, o mores!   Mer Apr 06, 2016 1:12 am

lucetta10 ha scritto:
Nessun problema. Queste sono strategie, e sulle strategie sin può discutere. Purché  concordiamo però che l'obiettivo della scuola pubblica è quello di innalzare il livello culturale per tutti e non per pochi
Per molti ? Per tutti i meritevoli, quanti sono sono ?
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MessaggioOggetto: Re: O tempora, o mores!   Mer Apr 06, 2016 8:40 am

lucetta10 ha scritto:
Nessun problema. Queste sono strategie, e sulle strategie sin può discutere. Purché  concordiamo però che l'obiettivo della scuola pubblica è quello di innalzare il livello culturale per tutti e non per pochi

...e purché concordiamo anche sul fatto che le modalità didattiche recenti (e più caldeggiate e incoraggiate da esperti, funzionari, magistrati dei TAR, e dall'impianto delle leggi stesse, fino ad essere di fatto imposte anche agli insegnanti e alle scuole che sarebbero contrari) NON realizzano tale obiettivo, e anzi sortono l'effetto contrario.
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MessaggioOggetto: Re: O tempora, o mores!   Mer Apr 06, 2016 9:32 am

lucetta10 ha scritto:
Nessun problema. Queste sono strategie, e sulle strategie sin può discutere. Purché  concordiamo però che l'obiettivo della scuola pubblica è quello di innalzare il livello culturale per tutti e non per pochi

Più che un obiettivo dovrebbe essere un effetto.
È l'utilità della scuola che spinge i cittadini ad innalzare il proprio livello culturale e a incentivare allo studio i loro figli.

Negli anni '60 e '70 abbiamo assistito a un'esplosione del numero dei diplomati e dei laureati rispetto ai decenni precedenti senza però intaccare sostanzialmente la qualità dei percorsi di studio, che continuava a viaggiare su livelli buoni e ottimi.

Oggi il numero dei diplomati e dei laureati è superiore a quello di 20 anni fa, ma questo aumento è stato ottenuto regalando diplomi e abbassando il livello della formazione fornita.
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MessaggioOggetto: Re: O tempora, o mores!   Mer Apr 06, 2016 10:26 am

comp_xt ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
Nessun problema. Queste sono strategie, e sulle strategie sin può discutere. Purché  concordiamo però che l'obiettivo della scuola pubblica è quello di innalzare il livello culturale per tutti e non per pochi

Più che un obiettivo dovrebbe essere un effetto.
È l'utilità della scuola che spinge i cittadini ad innalzare il proprio livello culturale e a incentivare allo studio i loro figli.

Negli anni '60 e '70 abbiamo assistito a un'esplosione del numero dei diplomati e dei laureati rispetto ai decenni precedenti senza però intaccare sostanzialmente la qualità dei percorsi di studio, che continuava a viaggiare su livelli buoni e ottimi.

Oggi il numero dei diplomati e dei laureati è superiore a quello di 20 anni fa, ma questo aumento è stato ottenuto regalando diplomi e abbassando il livello della formazione fornita.


continuo a pensare che incolpare esclusivamente la società dell'inefficacia della scuola sia un comodus discessus.
D'accordo su tutto: la società fa schifo e manca il valore dello studio, ma pretendere che la scuola sia fuori da questo processo di peggioramento della società e che la soluzione sia nel tenere tutto com'è introducendo appena un po' più di disciplina è assurdo e non mi convince per niente.
Ogni paragone con gli anni '60/'70 è assolutamente incongruo, dovremmo saperlo, e non mi si racconti che nella Calabria del 1973 si dava più valore alla scuola, per favore!
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geo&geo



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MessaggioOggetto: Re: O tempora, o mores!   Mer Apr 06, 2016 10:32 am

paniscus_2.0 ha scritto:
...e purché concordiamo anche sul fatto che le modalità didattiche recenti (e più caldeggiate e incoraggiate da esperti, funzionari, magistrati dei TAR, e dall'impianto delle leggi stesse, fino ad essere di fatto imposte anche agli insegnanti e alle scuole che sarebbero contrari) NON realizzano tale obiettivo, e anzi sortono l'effetto contrario.

[mode SOS-TATA on]

quando il piccolo piangeva la notte, abbiamo cercato con un certo impegno  (come tutti, credo) una soluzione.
Metà delle persone consultate diceva: lasciate che pianga, poi impara e smette. L'altra metà pronosticava per il piccolo un futuro da disadattato se non passavamo la notte a passeggiare per il corridoi con lui in collo.
La mia scoperta è stata che l'efficacia dell'intervento "educativo":
(1) dipende moltissimo da quello di cui sei convinto e che "senti" come giusto. Se passeggi con il pupo ma dentro di te lo strozzeresti (metaforicamente), il pupo non si addormenta. Tanto vale lasciarlo nel suo letto;
(2) dipende da quello che sai (nel caso in questione "senti") sulle esigenze dell'altro. Io - per esempio -  "so" che se un bambino piange c'è una ragione, e mi comporto di conseguenza;
(3) i fondamentalismi non sono necessari, spesso sono nocivi. Ci sono situazioni in cui certe cose funzionano, altre in cui falliscono.

[mode SOS-TATA off]

Per la didattica: ci sono argomenti che si prestano ad una didattica trasmissiva e tradizionale. In altri casi questo tipo di didattica è fallimentare.
Mi piace pensare che come insegnanti (o "futuri insegnanti" come ci chiama la Giannini, e tocchiamo ferro) abbiamo la possibilità di progettare, sperimentare, valutare.
L'esperienza del tirocinio (e le poche supplenze fatte) mi fanno pensare che la didattica trasmissiva e tradizionale sia quella più gettonata, ma solo perché è più comoda per l'insegnante.
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: O tempora, o mores!   Mer Apr 06, 2016 10:44 am

paniscus_2.0 ha scritto:
lucetta10 ha scritto:
Nessun problema. Queste sono strategie, e sulle strategie sin può discutere. Purché  concordiamo però che l'obiettivo della scuola pubblica è quello di innalzare il livello culturale per tutti e non per pochi

...e purché concordiamo anche sul fatto che le modalità didattiche recenti (e più caldeggiate e incoraggiate da esperti, funzionari, magistrati dei TAR, e dall'impianto delle leggi stesse, fino ad essere di fatto imposte anche agli insegnanti e alle scuole che sarebbero contrari) NON realizzano tale obiettivo, e anzi sortono l'effetto contrario.


Ti sembro a favore del ricorso contro la scuola o del minor rigore degli insegnanti?
Cerchiamo però anche di dire con più chiarezza che dietro queste modalità recenti (parlerei meglio di un clima generale non sempre supportato da uno studio o da una formazione specifica) ci sono i docenti stessi che le sposano, e che quindi la scuola ha la sua responsabilità nel momento di crisi
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O tempora, o mores!
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