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 Il latino nel liceo linguistico

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AutoreMessaggio
Diogenes



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MessaggioOggetto: Il latino nel liceo linguistico   Gio Apr 07, 2016 4:48 pm

Promemoria primo messaggio :

La configurazione dell’insegnamento del latino nel liceo linguistico, come stabilito dalla riforma Gelmini, mi sembra semplicemente assurda: due ore settimanali di lingua latina nel primo biennio e…fine. Ma che senso ha studiare una lingua come il latino (in sole due ore a settimana) se poi non si legge nulla della letteratura che in quella lingua è scritta, perché nel triennio il latino scompare dai programmi? Com’è noto, nei primi due anni di liceo si studia la grammatica e la si esercita con la traduzione di frasi e brani d’autore (nel migliore dei casi); se c’è tempo si legge anche qualche breve testo letterario, ma è raro che accada. Stando così le cose, quale motivazione avrebbero gli studenti del linguistico per studiare latino, se dal terzo anno in poi non hanno più contatti con la letteratura e la cultura latine?

E ancora più assurda risulta l’attuale impostazione dell’insegnamento del latino al linguistico, se si considera che chi studi il francese e lo spagnolo avrebbe nel latino un utile pietra di paragone e un trait d’union fra i due sistemi linguistici, esiti differenti da un punto di partenza comune; e chi studi l’inglese e il tedesco sarebbe avvantaggiato nell’apprendimento di un’enorme quantità di lessico di tradizione colta, in ogni settore della cultura europea. Si possono, inoltre, studiare seriamente le letterature europee senza avere una conoscenza di base della letteratura latina, degli autori letti in originale, dei temi e dei problemi della civiltà greco-romana che sono stati infinite volte ripresi, riletti e rielaborati dalle letterature moderne, in un costante rapporto dinamico, mai di banale imitazione? E’ pensabile studiare il teatro di Shakespeare e di Molière senza conoscere, rispettivamente, quello di Seneca e di Plauto? Si può studiare l’aetas Ovidiana senza conoscere Ovidio? Si possono leggere gli autori di satire del Settecento senza Orazio e Giovenale? Cervantes e il romanzo picaresco senza Petronio e Apuleio? Si può fare a meno di Lucrezio, Cicerone, Virgilio, Tacito?

Com’è evidente, lo studio della lingua e della letteratura latina nel liceo linguistico sarebbe un indispensabile e utilissimo strumento di supporto e di approfondimento nello studio delle lingue e delle letterature moderne. Com’è attualmente configurato, invece, lo studio del latino per due misere ore settimanali, solo nei primi due anni, rischia di tramutarsi in un inutile spreco di tempo.
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AutoreMessaggio
avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Il latino nel liceo linguistico   Dom Apr 10, 2016 7:54 pm

Davide ha scritto:
Compxt ha c'entrato il punto della discussione. Diogenes ti consiglio di discutere dei licei e del latino con altri docenti anche loro della tua materia, che sanno di cosa stanno parlando, magari con una lunga esperienza nella scuola. Te lo dico perchè altrimenti qua vai avanti per 30 pagine a scrivere le tue idee senza un vero contraddittorio.
Quand'ero bambino andavo in vacanza in Calabria e giocavo con i miei cuginetti.

C'è stato un anno in cui loro, cattolici, andavano al catechismo, tenuto dalla sorella del prete; io, ateo, non avendo nulla da fare li seguivo, restavo in disparte e non disturbavo.

La catechista mi chiese perchè non intendevo partecipare alle attività ed io le risposi dichiarandomi ateo; successivamente venni a sapere che un paio di giorni dopo, in mia assenza, la catechista suggerì ai ragazzi di non giocare con me, perchè non ero una buona compagnia.

Purtroppo Dio non esiste, altrimenti una catechista che nell'esercizio delle sue funzioni esorta ad abbandonare la pecorella smarrita farebbe una bruttissima fine.
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Davide



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MessaggioOggetto: Re: Il latino nel liceo linguistico   Dom Apr 10, 2016 10:19 pm

Il contraddittorio non può farlo con te che non hai mai studiato latino, non lo insegni e non hai una esperienza nella scuola tale da permetterti di fornire un giudizio esperienziale su ciò che sostieni se non quello meramente dettato da ciò che ti passa per la testa. se poi vuoi infarcire questo topic col tuo commento fallo pure, ne hai facoltà; io mi indirizzavo a Diogenes suggerendogli che andare oltre a ripetere per altre 30 pagine la propria posizione non avrebbe senso, da quanto già scritto si è capita chiaramente la sua posizione.
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Il latino nel liceo linguistico
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