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 Un lavoro non per tutti bellissimo

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vittorio.pessini



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MessaggioOggetto: Un lavoro non per tutti bellissimo   Ven Apr 15, 2016 9:18 am

Gentilissimi,
ho 33 anni, sono laureato in Lettere moderne e lavoro da anni come redattore. Qualche tempo fa ho scritto su questo forum per ricevere informazioni in merito a crediti mancanti per accedere alle prove per il prossimo Tfa, ricevendo risposta.
Per curiosità nei giorni successivi sono andato a leggere una buona parte degli scambi contenuti in questa sezione e ammetto di essere rimasto un po'perplesso per i toni utilizzati da molti docenti.
Premesso che ritengo il vostro forum uno strumento utilissimo, mi hanno colpito tre tipologie di utenti che prendono parte alle discussioni.
Una prima tipologia è convinta che la maggior parte degli studenti non studi, sia ignorante, non si applichi, e che rappresenti solo un mero ostacolo al loro lavoro. Verissimo, ma a cosa giova continuare a riportare esempi di questo tipo? Sono convinto che ogni giorno voi vediate anche esempi diversi, di studenti che si applicano e che riescono a superare le loro difficoltà anche grazie al vostro aiuto. Perché di quelli non si parla quasi mai? Ciò che mi lascia interdetto non è tanto il problema che sollevate, quanto i toni utilizzati, che denotano a volte frustrazione e, soprattutto, rabbia verso alcuni studenti, comportamenti e modi di essere che io vedo nettamente in contrasto con la professione di insegnante.
Una seconda tipologia di utenti si lamenta poi dei cosiddetti "figli di papà", abituati a non fare nulla e a ricevere ugualmente ogni cosa in cambio, capaci solo di venire a scuola a bordo di costosissimi suv per scaldare il banco. Ammettiamo che anche questo sia vero, non lo dubito, ma quello che emerge da parte di alcuni è ancora una volta un atteggiamento di frustrazione, che sfiora un assurdo disagio "di classe" (non intesa in senso scolastico ). Il fatto di quanti soldi possa avere uno non vedo proprio che rapporto possa avere con la didattica. Se uno non studia va sanzionato con gli strumenti che ha a disposizione un professore, non disprezzato dal punto di vista umano, quanto meno non da chi ha la responsabilità della sua educazione. Sono convinto che la maggior parte di queste lamentele derivi dalla (purtroppo) scarsa considerazione sociale di cui godono gli insegnanti (che dunque sono guardati dall'alto in basso da alcuni alunni e dai genitori di questi) e dalle retribuzioni che non sono in linea con i parametri europei. Tutto vero, ma sono fatti risaputi da anni, da decenni, e la soluzione non consiste certamente in un atteggiamento di dileggio e di disprezzo verso stili e comportamenti nei quali non ci si riconosce.
Una terza tipologia infine si lamenta non solo del rendimento scolastico, ma dell'apatia generale dei ragazzi, giudicandoli dei falliti che non solo non faranno strada a scuola, ma nemmeno nella vita. Ma siete sicuri che etichettare così una persona di 14, 15, 16, 17 anni sia corretto? I ragazzi di oggi con cui lavorate rappresentano, nel bene e nel male, il vostro futuro, e voi avete un compito straordinario, quello di traghettarli verso l'età adulta dal punto di vista dell'istruzione. Non vedo compito più nobile, forse solo la professione di medico. Ma se un medico si lamentasse che i suoi pazienti sono malati, che medico sarebbe? Dal dottore ci vanno tutti, malati e persone sane che vogliono fare semplici controlli. A scuola ci vengono tutti, chi ha voglia di studiare e chi no, persone dotate e persone meno dotate. Le prime andranno avanti, le seconde saranno giustamente fermate, ma tutte hanno il diritto di avere una valutazione serena, obiettiva, che non si lasci trascinare da sentimenti come antipatia, rabbia, livore.
Ovviamente queste considerazioni riguardano solo una percentuale minore degli utilizzatori di questo forum, e queste osservazioni spontanee non sono minimamente rivolte a chi ogni giorno entra in classe sereno e pronto a svolgere la sua utilissima professione con gioia ed entusiasmo.
Grazie e cordiali saluti.
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tellina



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Ven Apr 15, 2016 9:55 am

penso che nella tua analisi ci sia una buona dose di provocazione...
vorrei resistere e non rispondere...o almeno non come farò...
ma si sa, la carne è debole...la mia anche più di altre.

ti rispondo di getto proprio perché, a tratti, mi riconosco in ognuno dei ritratti semplificati che hai fatto di noi (e sottolineo con punta di pura perfidia e sadismo, noi, senza comprendere te...se ho capito bene).
aggiungo anche (da leggersi con tono stizzito, fai pure): comodo catalogarci guardandoci dall'esterno eh?!
levati i sassolini...torno collaborativa, comprensiva, dialogante, tollerante ed inclusiva...
ciò torno nei miei panni di insegnante (bravina) con predisposizione personale nella media, con voglia e piacere di fare questo lavoro (non avendo possibilità di viver di rendita si fa di necessità virtù...).

mi riconosco a tratti...proprio perché ognuno di noi porta la propria esperienza personale.
sei in un forum dove la maggior parte di noi è o è stata insegnante precaria.
questa condizione non scelta liberamente ma mediamente vissuta come un bel peso magari per anni e anni e anni...ci porta (ci ha portato) di volta in volta a contatto con moltissime scuole (realtà sociali) molto differenti tra loro.
ecco perché chi lavora in scuole difficili ne parla qui diversificando, come ovvio, lamentela e situazione di disagio.
ora saranno i figli di papà (vero è che vanno sanzionati...ma nella pratica, ti assicuro, spesso sono intoccabili, dal sistema, dalle leggi, dalla scuola, dal ds...figuriamoci poi dal docente che rischia di trovarsi alle prese con grane ben più grandi di quelle che un comune mortale possa mai immaginare!).
ora invece saranno i lavativi, svogliati, fanxazzisti (se sono davvero tanti, prendi nota dovesse mai servirti, sarà impossibile bocciarli tutti! si pruomovono i meno peggio turandosi il naso, sospirando e sospirando in attesa di tempi migliori...che comunque non verranno e già si sa).
l'apatia rilevata dai più invece è giusto sottolinearla.
anche in negativo, come fai.
è negativa, è tragica, è senza speranza e diminuisce le speranze di tutti noi, del nostro futuro, della nostra civilità (o inciviltà a seconda dei punti di vista).
sottolienarla ma non negarla...quello purtroppo è impossibile.
noi abbiamo a che fare con le future generazioni.
vero.
e ci stiamo accorgendo che qualche cosa è andato storto (anche noi, il sistema che alimentiamo lavorandoci, i nostri metodi di insegnamento ma anche i metodi educativi che utilizziamo, forse inconsapevolemtne, anche con i nostri figli).
rilevare un problema purtroppo non significa automaticamente trovarne la soluzione.
per quello...almeno personalmente ma son certa di non essere un caso isolato, per quello ci stiamo lavorando.

qui si parla più di insuccessi che di successi perchè siamo umani.
condividere un insuccesso stimola suggerimenti per risolverlo o per mitigarne i danni.
condividere un insuccesso è un po' come la condivisione del lutto (perché questo sono ai nostri occhi gli insuccessi scolastici: piccoli lutti dolorosi, un fallimento non fa mai piacere....ma noi siamo ben consapevoli che un fallimento con un minore rappresenta una gravità in divenire ben più grave di altri).
i successi son momenti preziosi che spesso finiamo per tener privati.
un po' per non "sboronare" troppo in giro...un po' quasi per scaramanzia.
all'occasione li tiriam fuori dalla cassaforte, come piccole gioie protette, perle preziose... per riviverli nei momenti neri...o per condividerli con chi, come noi, a tratti, vive un momento nero.

p.s.
per quanto riguarda lo stipendio docenti...so di essere voce fuori dal coro...ma vivendo evidentemente a contatto con famigliari e amici ben più sfortunati, lavorativamente parlando, taccio e non dico nemmeno sia da fame, anzi.
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Ven Apr 15, 2016 11:47 am

vittorio.pessini ha scritto:
se un medico si lamentasse che i suoi pazienti sono malati, che medico sarebbe?
Inutile ripetere i concetti espressi da tellina, corretti ed esaustivi, forse a tratti troppo sintetici; aggiungo solo la mia considerazione sulla frase che ho evidenziato.

Nessuno di noi si lamenta dell'ignoranza dei propri alunni, che va paragonata alle malattie dei pazienti del medico; ci lamentiamo dell'impegno degli alunni.

Se un medico ti fa un clistere perchè hai la costipazione, poi ti dà una dieta che ti rifiuti di seguire e poi ti rifà il clistere, e poi ti ridà la dieta che nuovamente non segui e via via all'infinito, non si lamenterà che è stufo di maneggiare i tuoi escrementi ?

A scuola capita esattamente questo.

Provare per credere.

PS, sei laureato in lettere ? Sei redattore ? Fammi indovinare, hai fatto il liceo classico, un ITIS ed un professionale non hai idea di cosa siano; al liceo classico oggi ci va il 6 % degli studenti e quindi il 6 % dei docenti; tu non hai la minima idea di cosa sia il lavoro del 94 percento dei docenti.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Ven Apr 15, 2016 12:11 pm

Provocazione da due soldi, più di una riga non ci spendo. Avanti il prossimo.
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Ven Apr 15, 2016 12:29 pm

Poi c'è una quarta categoria di docenti stufi di vedere vanificato il proprio lavoro dall'atteggiamento di comodo lassismo diffusissimo tra alunni, genitori, dirigenti e persino colleghi e soprattutto tra i burocrati del MIUR, atteggiamento insomma divenuto ormai "di sistema".

Parlo di quell'atteggiamento che ha portato al crollo delle competenze o conoscenze secondo tutti i test internazionali, che ha portato alla stesura di leggi che non hanno migliorato di una virgola la didattica, ma che hanno oberato i docenti di lavoro burocratico, che ha portato all'estensione a praticamente tutti di strumenti compensativi e dispensativi, che ha umiliato presso l'opinione pubblica sia i docenti sia la scuola come strumento di elevazione sociale.
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Ven Apr 15, 2016 5:54 pm

... a parte il fatto che la definizione di "falliti" non è assolutamente condivisa, è circolata ma seguita dal biasimo e dall'aperta contestazione della maggioranza. Capisco comunque che la lettura possa aver dall'esterno un effetto stridente: lo ha infatti avuto anche dall'interno ed è stata ampiamente criticata.

Sullo stipendio si sollevano argomenti da bar, per i quali non serve esporre lauree e esperienze professionali e per le quali eviterei difese che non potrebbero che essere altrettanto dozzinali.

Le categorie di "gioia e entusiasmo", oltre ad essere platealmente stucchevoli, sono assolutamente inappropriate alla valutazione di una professionalità, perfino quella dei docenti.
Pensare che il problema della scuola stia nel "livore" che impedisce un corretta valutazione delle capacità degli alunni non tiene conto di questa professionalità. Perfino quelli che provano antipatia verso gli studenti, proprio perché professionisti e non "entusiasti gioiosi" sono comunque in grado di valutare con assoluta serenità, una serenità dettata appunto dalla professionalità.

Che il problema sia antico lo si percepisce anche dalle aule, invito semmai a riflettere che, nonostante il problema sia ormai "più che decennale", la scuola pubblica continua, bene o male, ad andare avanti meno peggio di quello che si vorrebbe. E sì che a demolirla ci hanno provato in tanti: riforme fallimentari, teorie pedagogiche al limite del grottesco, Gelmini e porci.
Eppure siamo sempre qui, a tenere alta la bandiera, ad aprire la baracca. Perché sarà anche vero che nei rilevamenti internazionali i nostri ragazzi non brillano, ma considerando quanto si investe nella scuola in Italia, se si rimane dove siamo è già un buon risultato, e questo risultato, in mancanza assoluta d'altro, si deve esclusivamente agli insegnanti. Anni fa ci fu addirittura chi ebbe la faccia tosta di contestare che l'intera spesa per l'istruzione in Italia se ne va per gli stipendi degli insegnanti!
Un interessante esperimento sarebbe quello di verificare quali risultati porterebbero a casa i blasonati colleghi finlandesi con i mezzi di cui dispongono gli insegnanti italiani
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Paolo Santaniello



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Ven Apr 15, 2016 6:53 pm

Delle centinaia di righe di questa conversazione la migliore è quella di Paniscus 2.0
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comp_xt



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Ven Apr 15, 2016 6:57 pm

vittorio.pessini ha scritto:
Gentilissimi,
ho 33 anni, sono laureato in Lettere moderne e lavoro da anni come redattore. Qualche tempo fa ho scritto su questo forum per ricevere informazioni in merito a crediti mancanti per accedere alle prove per il prossimo Tfa, ricevendo risposta.
Per curiosità nei giorni successivi sono andato a leggere una buona parte degli scambi contenuti in questa sezione e ammetto di essere rimasto un po'perplesso per i toni utilizzati da molti docenti.
Premesso che ritengo il vostro forum uno strumento utilissimo, mi hanno colpito tre tipologie di utenti che prendono parte alle discussioni.
Una prima tipologia è convinta che la maggior parte degli studenti non studi, sia ignorante, non si applichi, e che rappresenti solo un mero ostacolo al loro lavoro. Verissimo, ma a cosa giova continuare a riportare esempi di questo tipo? Sono convinto che ogni giorno voi vediate anche esempi diversi, di studenti che si applicano e che riescono a superare le loro difficoltà anche grazie al vostro aiuto. Perché di quelli non si parla quasi mai? Ciò che mi lascia interdetto non è tanto il problema che sollevate, quanto i toni utilizzati, che denotano a volte frustrazione e, soprattutto, rabbia verso alcuni studenti, comportamenti e modi di essere che io vedo nettamente in contrasto con la professione di insegnante.
Una seconda tipologia di utenti si lamenta poi dei cosiddetti "figli di papà", abituati a non fare nulla e a ricevere ugualmente ogni cosa in cambio, capaci solo di venire a scuola a bordo di costosissimi suv per scaldare il banco. Ammettiamo che anche questo sia vero, non lo dubito, ma quello che emerge da parte di alcuni è ancora una volta un atteggiamento di frustrazione, che sfiora un assurdo disagio "di classe" (non intesa in senso scolastico ). Il fatto di quanti soldi possa avere uno non vedo proprio che rapporto possa avere con la didattica. Se uno non studia va sanzionato con gli strumenti che ha a disposizione un professore, non disprezzato dal punto di vista umano, quanto meno non da chi ha la responsabilità della sua educazione. Sono convinto che la maggior parte di queste lamentele derivi dalla (purtroppo) scarsa considerazione sociale di cui godono gli insegnanti (che dunque sono guardati dall'alto in basso da alcuni alunni e dai genitori di questi) e dalle retribuzioni che non sono in linea con i parametri europei. Tutto vero, ma sono fatti risaputi da anni, da decenni, e la soluzione non consiste certamente in un atteggiamento di dileggio e di disprezzo verso stili e comportamenti nei quali non ci si riconosce.
Una terza tipologia infine si lamenta non solo del rendimento scolastico, ma dell'apatia generale dei ragazzi, giudicandoli dei falliti che non solo non faranno strada a scuola, ma nemmeno nella vita. Ma siete sicuri che etichettare così una persona di 14, 15, 16, 17 anni sia corretto? I ragazzi di oggi con cui lavorate rappresentano, nel bene e nel male, il vostro futuro, e voi avete un compito straordinario, quello di traghettarli verso l'età adulta dal punto di vista dell'istruzione. Non vedo compito più nobile, forse solo la professione di medico. Ma se un medico si lamentasse che i suoi pazienti sono malati, che medico sarebbe? Dal dottore ci vanno tutti, malati e persone sane che vogliono fare semplici controlli. A scuola ci vengono tutti, chi ha voglia di studiare e chi no, persone dotate e persone meno dotate. Le prime andranno avanti, le seconde saranno giustamente fermate, ma tutte hanno il diritto di avere una valutazione serena, obiettiva, che non si lasci trascinare da sentimenti come antipatia, rabbia, livore.
Ovviamente queste considerazioni riguardano solo una percentuale minore degli utilizzatori di questo forum, e queste osservazioni spontanee non sono minimamente rivolte a chi ogni giorno entra in classe sereno e pronto a svolgere la sua utilissima professione con gioia ed entusiasmo.
Grazie e cordiali saluti.

Qualunque professionista pretende di lavorare nelle migliori condizioni possibili - per usare il tuo stesso esempio, un medico sa benissimo che è suo dovere curare chiunque, tuttavia si riserva il diritto di criticare tutto ciò che ritiene essere un pericolo per la salute del paziente e un ostacolo per l'esercizio ottimale della professione medica.

La scuola italiana negli ultimi anni ha subito dei notevoli cambiamenti di tipo normativo che ne hanno stravolto la struttura storica.
Il rapporto con gli studenti nei confronti dell'istituzione scolastica sono l'effetto di queste riforme.

Se l'apatia degli studenti o il loro scarso impegno fosse un qualcosa di inevitabile ci metteremmo tutti il cuore in pace. Siccome però viene assai difficile pensare che gli studenti di oggi siano geneticamente meno portati per lo studio serio rispetto ai loro colleghi del passato, viene da pensare che la causa di tanto degrado sia da ricercare in chi ha posto le premesse giuridiche perché la scuola non fosse più un luogo di formazione ma divenisse una sorta di centro di aggregazione sociale dove l'ultima cosa che conta è che gli studenti ricevano un istruzione.
Se la scuola italiana tornasse all'impianto normativo pre-autonomia scolastica (che, con buona pace di certa retorica, era quello che garantiva realmente la libertà di insegnamento, mentre oggi ai docenti viene imposta una ben precisa visione pedagogica) gli studenti di oggi sarebbero esattamente come quelli di 20-30-40 anni fa.
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comp_xt



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Ven Apr 15, 2016 7:04 pm

tellina ha scritto:

p.s.
per quanto riguarda lo stipendio docenti...so di essere voce fuori dal coro...ma vivendo evidentemente a contatto con famigliari e amici ben più sfortunati, lavorativamente parlando, taccio e non dico nemmeno sia da fame, anzi.

Ma che razza di ragionamento è?
Se cerchi bene troverai probabilmente tante persone che, lavorativamente parlando, se la passano peggio di quei tuoi amici e famigliari a cui fai riferimento.
In base a quale strana logica, che non sia quella dettata dall'altrui invidia, dovremmo smetterla di lamentarci perché c'è chi sta peggio?
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tellina



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Ven Apr 15, 2016 7:13 pm

è un ragionamento molto concreto.
purtroppo.
ho in famiglia un laureato in ingegneria cinquantenne...lasciato a casa.
una laureata in materie umanistiche trentacinquenne che lavora a progetto
altri tre laureati in materie varie (da architettura a filosofia -si se l'è cercata argh- ecc) che lavorano come commessi, intervistatori...tutti sottopagati molto peggio di noi e senza nessuna tutela (non in nero, si badi bene).
un paio di operai specializzati...a casa anche loro e un paio ai limiti della sopravvivenza (per orari, lavoro, trattamento ecc...).
comp...io ormai ai pranzi di famiglia...zufolo e taccio (e da settembre mi bacio i gomiti).
l'altrui invidia non è sempre tale...spesso è un punto di vista tragicamente attuale seppur diverso da chi lavora nel settore pubblico.
ma questo è un altro disocros e non vorrei andare ot...
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vittorio.pessini



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Ven Apr 15, 2016 7:46 pm

Ciao a tutti,
grazie per le risposte (in particolare quella di Tellina, che ha colto bene alcuni aspetti che volevo sottolineare - le differenze di vedute sui problemi poi fanno solo bene al dialogo).
La mia non era pero né una semplice provocazione né una mera critica, ma una semplice constatazione fatta leggendo alcune conversazioni del forum.
Hai ragione Tellina, prendo per buono il tuo ragionamento e posso valutare la maggior parte delle espressioni come uno sfogo. Ma si tratta di sfoghi fatti su un forum in cui scrivono insegnanti, cioè i formatori delle future generazioni. E alcuni toni, perdonami, sono difficilmente accettabili.
Tre esempi su tutti.
In una discussione, a proposito di un'offerta di lavoro in autogrill qualcuno scrive:
"Quanti studenti abbiamo ed abbiamo avuto che non valgono niente come studenti e come persone ? Ci siamo sempre detti "chissà se lo troveranno almeno un lavoro di merda ?"; bene, quello è un lavoro di merda, perfetto per gente di merda come loro, e loro non lo vogliono; bene, continuerà a pensarci mammina, la stessa mammina di merda che veniva a lamentarsi che eravamo troppo severi".

Parlando dei giovani in generale, ho trovato illuminante questo frammento che indubbiamente getta una luce di speranza sul futuro:
"Generazione di rincoglioniti analfabeti"

Sul profondo amore verso la propria scuola questo elaborato pensiero è impareggiabile (e introduce anche il tema di un pendolarismo sfiancante e difficilmente sopportabile):
"Sono di ruolo in una scuola del cazzo a 500 m da casa, ci vado a piedi; vorrei fare domanda di trasferimento e passaggio cattedra su (ex)A049 per andare ad insegnare a ragazzi che vogliono imparare, col il rischio di andare a 5 km e dover prendere il tram; faccio bene o faccio male?".

E potrei continuare con molti altri esempi analoghi. 
Tutto qui, senza intenti polemici.
Sì, ho fatto il Liceo classico, dunque conosco solo il 6 per cento dei contesti scolastici, ma molti dei miei compagni di corso insegnano da anni, la maggior parte in istituti tecnici, molti dei quali periferici, e pur nelle mille difficoltà che devono affrontare ogni giorno riescono comunque ancora a pensare all'importanza del lavoro che stanno svolgendo, e per questo lo fanno con gioia e con entusiasmo (che non sono categorie alternative alla professionalità e alla competenza, ma che a queste si affiancano in maniera complementare).
Una mia carissima amica francese insegna da due anni a Parigi. Ha superato un concorso durissimo, certamente ora è di ruolo a una età impensabile per il nostro Paese, ma insegna in una banlieue dove di francesi ce ne sono veramente pochi, in un contesto che è sempre stato difficile e che dopo il 13 novembre è diventato ancora più pericoloso. Ma il suo sorriso quando parla del suo lavoro è qualcosa di contagioso e fa capire quanto le piaccia quello che fa seppur in condizioni estreme. Quella è l'immagine che voglio conservare di chi svolge la vostra professione, e so che sono in tanti a svolgerla con quello spirito.
Buon lavoro a tutti.
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alege76



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Ven Apr 15, 2016 8:57 pm

vittorio.pessini ha scritto:
Ciao a tutti,
grazie per le risposte (in particolare quella di Tellina, che ha colto bene alcuni aspetti che volevo sottolineare - le differenze di vedute sui problemi poi fanno solo bene al dialogo).
La mia non era pero né una semplice provocazione né una mera critica, ma una semplice constatazione fatta leggendo alcune conversazioni del forum.
Hai ragione Tellina, prendo per buono il tuo ragionamento e posso valutare la maggior parte delle espressioni come uno sfogo. Ma si tratta di sfoghi fatti su un forum in cui scrivono insegnanti, cioè i formatori delle future generazioni. E alcuni toni, perdonami, sono difficilmente accettabili.
Tre esempi su tutti.
In una discussione, a proposito di un'offerta di lavoro in autogrill qualcuno scrive:
"Quanti studenti abbiamo ed abbiamo avuto che non valgono niente come studenti e come persone ? Ci siamo sempre detti "chissà se lo troveranno almeno un lavoro di merda ?"; bene, quello è un lavoro di merda, perfetto per gente di merda come loro, e loro non lo vogliono; bene, continuerà a pensarci mammina, la stessa mammina di merda che veniva a lamentarsi che eravamo troppo severi".

Parlando dei giovani in generale, ho trovato illuminante questo frammento che indubbiamente getta una luce di speranza sul futuro:
"Generazione di rincoglioniti analfabeti"

Sul profondo amore verso la propria scuola questo elaborato pensiero è impareggiabile (e introduce anche il tema di un pendolarismo sfiancante e difficilmente sopportabile):
"Sono di ruolo in una scuola del cazzo a 500 m da casa, ci vado a piedi; vorrei fare domanda di trasferimento e passaggio cattedra su (ex)A049 per andare ad insegnare a ragazzi che vogliono imparare, col il rischio di andare a 5 km e dover prendere il tram; faccio bene o faccio male?".

E potrei continuare con molti altri esempi analoghi. 
Tutto qui, senza intenti polemici.
Sì, ho fatto il Liceo classico, dunque conosco solo il 6 per cento dei contesti scolastici, ma molti dei miei compagni di corso insegnano da anni, la maggior parte in istituti tecnici, molti dei quali periferici, e pur nelle mille difficoltà che devono affrontare ogni giorno riescono comunque ancora a pensare all'importanza del lavoro che stanno svolgendo, e per questo lo fanno con gioia e con entusiasmo (che non sono categorie alternative alla professionalità e alla competenza, ma che a queste si affiancano in maniera complementare).
Una mia carissima amica francese insegna da due anni a Parigi. Ha superato un concorso durissimo, certamente ora è di ruolo a una età impensabile per il nostro Paese, ma insegna in una banlieue dove di francesi ce ne sono veramente pochi, in un contesto che è sempre stato difficile e che dopo il 13 novembre è diventato ancora più pericoloso. Ma il suo sorriso quando parla del suo lavoro è qualcosa di contagioso e fa capire quanto le piaccia quello che fa seppur in condizioni estreme. Quella è l'immagine che voglio conservare di chi svolge la vostra professione, e so che sono in tanti a svolgerla con quello spirito.
Buon lavoro a tutti.

Lo stipendio base, mensile, di un professore francese neoassunto (e parlo dei capes, non degli agrégé...) è già più alto dello stipendio di un professore italiano a fine carriera; se poi facessimo il confronto sulla retribuzione oraria per la didattica frontale possiamo pure spararci. Non è tutto, ma aiuta...
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avidodinformazioni



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Località : Torino, la città più grande della Calabria

MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Ven Apr 15, 2016 10:27 pm

vittorio.pessini ha scritto:
In una discussione, a proposito di un'offerta di lavoro in autogrill qualcuno scrive:
"Quanti studenti abbiamo ed abbiamo avuto che non valgono niente come studenti e come persone ? Ci siamo sempre detti "chissà se lo troveranno almeno un lavoro di merda ?"; bene, quello è un lavoro di merda, perfetto per gente di merda come loro, e loro non lo vogliono; bene, continuerà a pensarci mammina, la stessa mammina di merda che veniva a lamentarsi che eravamo troppo severi".

Parlando dei giovani in generale, ho trovato illuminante questo frammento che indubbiamente getta una luce di speranza sul futuro:
"Generazione di rincoglioniti analfabeti"

Sul profondo amore verso la propria scuola questo elaborato pensiero è impareggiabile (e introduce anche il tema di un pendolarismo sfiancante e difficilmente sopportabile):
"Sono di ruolo in una scuola del cazzo a 500 m da casa, ci vado a piedi; vorrei fare domanda di trasferimento e passaggio cattedra su (ex)A049 per andare ad insegnare a ragazzi che vogliono imparare, col il rischio di andare a 5 km e dover prendere il tram; faccio bene o faccio male?".

E potrei continuare con molti altri esempi analoghi. 
Tutto qui, senza intenti polemici.
Sì, ho fatto il Liceo classico, dunque conosco solo il 6 per cento dei contesti scolastici, ma molti dei miei compagni di corso insegnano da anni, la maggior parte in istituti tecnici, molti dei quali periferici, e pur nelle mille difficoltà che devono affrontare ogni giorno riescono comunque ancora a pensare all'importanza del lavoro che stanno svolgendo, e per questo lo fanno con gioia e con entusiasmo (che non sono categorie alternative alla professionalità e alla competenza, ma che a queste si affiancano in maniera complementare).
Mi sembra di riconoscere quelle frasi, e ti faccio i complimenti per la tua perfetta capacità di riportarle avulse dal contesto eppure perfettamente chiarificanti per quanto volessero comunicare; sei il perfetto esempio di redattore di giornale che si tiene vivo con i contributi statali perchè la disinformazione gratuita che puoi trovare su internet porrebbe fuori mercato la disinformazione a pagamento che propini.

"Quanti studenti abbiamo ed abbiamo avuto che non valgono niente come studenti e come persone ?......"
Prova ad entrare in una classe ed aver bisogno di 5 minuti buoni per farli sedere e stare zitti, prova a suggerire ai tuoi alunni di aprire il quaderno e scriverci sopra qualcosa, prova a vedere che i tuoi alunni prima di iniziare la verifica chiedono ai compagni carta e penna perchè loro non l'hanno portata e poi mi dici se riesci a conservarne la stima; tu quando andavi al classico la carta e la penna le avevi sempre con te o no ? E non venirmi a dire che forse non se le possono permettere, i cellulari da centinaia di € ce li hanno e li usano in continuazione durante la lezione.

"Sono di ruolo in una scuola del cazzo a 500 m da casa, ci vado a piedi; ....."
Il lavoro del docente, come tutti i lavori, ha del bello e del brutto; io lavoro nella peggiore scuola di Torino nella sua categoria (fonte eduscopio) e quindi la soddisfazione personale non può essere una parte buona del mio lavoro; vorrei cambiare pagina, vorrei insegnare a ragazzi che vogliano imparare, non pensi che possa essere un desiderio legittimo ? Il mio timore è che la situazione possa non essere molto meglio anche in altri contesti, in quella discussione sembrava emergere proprio quello; secondo te è disdicevole che una persona non desideri peggiorare la propria situazione ? E' colpa mia se la peggiore scuola di Torino ha come unico pregio quello di essere vicino a casa mia ? Certo potrei licenziarmi dall'insegnamento, potrei cedere il mio posto ad uno che ami insegnare a ragazzi che non lo cagano neanche di striscio, temo però che non esista un simile imbecille; potrei lanciarmi anch'io nel dorato mondo dell'editoria, dove si guadagna anche senza vendere giornali, ma temo che anche lì sarei insoddisfatto: scrivere senza che nessuno ti legga per me è da falliti quanto spiegare senza che nessuno ti ascolti.

Figliolo caro, se pensi di avere qualcosa da insegnare a noi oltre che agli studenti, non c'è problema, si è aperta una stagione di concorsi ricorrenti; abilitati all'insegnamento con il prossimo TFA (partirà fra pochi mesi); partecipa al concorso che ci sarà fra tre anni e vieni anche tu a fare questo splendido lavoro, tanto apprezzato dall'opinione pubblica (chi non sa fare insegna ....... i docenti sono dei falliti altrimenti con la laurea guadagnerebbero di più ...... sono degli scansafatiche perchè lavorano solo 18 ore e fanno 3 mesi di ferie ......... insegnano solo cose inutili ....... ecc); che ci vuole ? Basta avere le palle per vincere i concorsi; le hai ?
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Ven Apr 15, 2016 11:17 pm

Io preferirei spendere quei due tre euro al giorno di gasolio ma non stare a impazzire, deprimersi,incazzarsi in una cosiddetta scuola di merda.
Essere indifferenti va bene,ma alla lunga meglio spendere benzina che fare da sorvegliante delle bestie con una laurea, anzi due,in ingegneria ed esperienza in una multinazionale..
Anche il semaforo è vicino a casa,ma non vado a lavare i vetri,come non starei,il che sarebbe molto simile,ad insegnare fisica all alberghiero. Che secondo me è la merda assoluta..
Il mio è un augurio per avido, a trovare una scuola di quasi umanoidi e non di minchioni. Mi sono umilmente permesso l intervento Ot....
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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Sab Apr 16, 2016 8:04 am

vittorio.pessini ha scritto:

Una mia carissima amica francese insegna da due anni a Parigi. Ha superato un concorso durissimo, certamente ora è di ruolo a una età impensabile per il nostro Paese, ma insegna in una banlieue dove di francesi ce ne sono veramente pochi, in un contesto che è sempre stato difficile e che dopo il 13 novembre è diventato ancora più pericoloso. Ma il suo sorriso quando parla del suo lavoro è qualcosa di contagioso e fa capire quanto le piaccia quello che fa seppur in condizioni estreme. Quella è l'immagine che voglio conservare di chi svolge la vostra professione, e so che sono in tanti a svolgerla con quello spirito.
Buon lavoro a tutti.

In definitiva credo che quando qualcuno ti sbatte in faccia la figura dell'eroico insegnante missionario, innamorato del proprio mestiere pur insegnando nei contesti più difficili, quel qualcuno sta cercando di farti sentire in colpa per il solo fatto di non essere quel genere di persona e manipolarti per renderti più prono e più malleabile.

Personalmente mi sento un professionista, mentre non sono minimamente interessato al ruolo di martire o di assistente sociale. Pertanto continuerò, oltre a darmi da fare in classe e fuori, a lamentarmi per le scadentissime condizioni di lavoro che ci offre il MIUR e per il discredito generalizzato che avvolge la figura dell'insegnante, come se lo sfascio della scuola pubblica italiana fosse colpa dei docenti anziché dei politici che non la finanziano, che non sanno darle una organizzazione funzionale e che in definitiva portano avanti una politica anti-scolastica.

Riguardo agli alunni io capisco tutto, però una volta capito che su di loro ricadono colpe di altri, dai genitori alla organizzazione sociale in genere, non mi sento disposto a giustificare il loro mancato impegno, il clima di generale lassismo e ad abbassare l'asticella.
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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Sab Apr 16, 2016 1:21 pm

vittorio.pessini ha scritto:
Ciao a tutti,
grazie per le risposte (in particolare quella di Tellina, che ha colto bene alcuni aspetti che volevo sottolineare - le differenze di vedute sui problemi poi fanno solo bene al dialogo).
La mia non era pero né una semplice provocazione né una mera critica, ma una semplice constatazione fatta leggendo alcune conversazioni del forum.
Hai ragione Tellina, prendo per buono il tuo ragionamento e posso valutare la maggior parte delle espressioni come uno sfogo. Ma si tratta di sfoghi fatti su un forum in cui scrivono insegnanti, cioè i formatori delle future generazioni. E alcuni toni, perdonami, sono difficilmente accettabili.
Tre esempi su tutti.
In una discussione, a proposito di un'offerta di lavoro in autogrill qualcuno scrive:
"Quanti studenti abbiamo ed abbiamo avuto che non valgono niente come studenti e come persone ? Ci siamo sempre detti "chissà se lo troveranno almeno un lavoro di merda ?"; bene, quello è un lavoro di merda, perfetto per gente di merda come loro, e loro non lo vogliono; bene, continuerà a pensarci mammina, la stessa mammina di merda che veniva a lamentarsi che eravamo troppo severi".

Parlando dei giovani in generale, ho trovato illuminante questo frammento che indubbiamente getta una luce di speranza sul futuro:
"Generazione di rincoglioniti analfabeti"

Sul profondo amore verso la propria scuola questo elaborato pensiero è impareggiabile (e introduce anche il tema di un pendolarismo sfiancante e difficilmente sopportabile):
"Sono di ruolo in una scuola del cazzo a 500 m da casa, ci vado a piedi; vorrei fare domanda di trasferimento e passaggio cattedra su (ex)A049 per andare ad insegnare a ragazzi che vogliono imparare, col il rischio di andare a 5 km e dover prendere il tram; faccio bene o faccio male?".

E potrei continuare con molti altri esempi analoghi. 
Tutto qui, senza intenti polemici.
Sì, ho fatto il Liceo classico, dunque conosco solo il 6 per cento dei contesti scolastici, ma molti dei miei compagni di corso insegnano da anni, la maggior parte in istituti tecnici, molti dei quali periferici, e pur nelle mille difficoltà che devono affrontare ogni giorno riescono comunque ancora a pensare all'importanza del lavoro che stanno svolgendo, e per questo lo fanno con gioia e con entusiasmo (che non sono categorie alternative alla professionalità e alla competenza, ma che a queste si affiancano in maniera complementare).
Una mia carissima amica francese insegna da due anni a Parigi. Ha superato un concorso durissimo, certamente ora è di ruolo a una età impensabile per il nostro Paese, ma insegna in una banlieue dove di francesi ce ne sono veramente pochi, in un contesto che è sempre stato difficile e che dopo il 13 novembre è diventato ancora più pericoloso. Ma il suo sorriso quando parla del suo lavoro è qualcosa di contagioso e fa capire quanto le piaccia quello che fa seppur in condizioni estreme. Quella è l'immagine che voglio conservare di chi svolge la vostra professione, e so che sono in tanti a svolgerla con quello spirito.
Buon lavoro a tutti.

I toni delle frasi che hai citati possono essere condivisi o meno, ma sono comunque il frutto dell'esperienza concreta di persone che vivono la scuola ogni giorno e che quindi non parlano per sentito dire.
E non si tratta neppure di voci fuori dal coro, visto che docenti che operano in aree geografiche diversissime e lontane fra loro, riportano esperienze molto simili riguardo alla situazione della scuola italiana.
Non ti sembra forzato attribuire tutto ciò ad un senso di frustrazione generalizzato del corpo docente o, peggio ancora, alla loro mancanza di gioia ed entusiasmo per il loro lavoro?
Non ti viene in mente che forse c'è qualcosa che non va nelle varie riforme che hanno stravolto la scuola italiana e che la scarsa preparazione degli studenti e il loro atteggiamento nei confronti della scuola è solo un macroscopico effetto di tali rivoluzioni?

Mi permetto di consigliarti la lettura di due libri di Paola Mastrocola: "la scuola raccontata al mio cane" e "togliamo il disturbo".
Preciso subito che non sono affatto rappresentativi dell'intera realtà scolastica italiana, in quanto l'analisi dell'autrice si basa principalmente sulla sua esperienza di insegnante in un liceo scientifico torinese.
I suoi studenti non disturbano le lezioni ma, salvo poche eccezioni, non fanno la cosa più banale che dovrebbe fare uno studente, che è ovviamente quella di studiare in maniera adeguata. E questo non perché siano geneticamente più pigri o più stupidi dei ragazzi delle generazioni precedenti, ma perché una certa ideologia pedagogica e politica ha voluto che la scuola italiana mutasse la sua ragion d'essere.
Dall'analisi approfondita dell'autrice emerge un quadro squallido quanto realistico della scuola italiana, ma la cosa più triste è che chi conosce l'ambiente sa bene che nei tecnici e nei professionali le cose vanno molto peggio.
Poi arrivano le persone come te che, volendo illuminarci, ci dicono che la colpa è di noi docenti che non mettiamo passione nel nostro lavoro.
Pensi forse che la passione da sola possa modificare il quadro normativo in cui la scuola è costretta operare?
La scuola italiana è diventata quello che è perché così è stato deciso a tavolino e le varie riforme sono servite a realizzare questo disegno. Lo capisce chiunque osservi la situazione con occhi privi di pregiudizio, che è quello che mi aspetterei da un giornalista che vuole che vuole agire secondo etica professionale.
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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Sab Apr 16, 2016 5:22 pm

Ci lamentiamo di quello che non va (sono molte cose, tra cui i risultati dei nostri studenti) e ne abbiamo un bel po'. Le cose che vanno bene (principalmente, studenti che ottengono risultati positivi), qui come sui giornali, non fanno notizia.
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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Dom Apr 17, 2016 1:07 am

Gironzolavo su youtube, ho visto questo e mi è venuta in mente questa discussione; chissà che non sia illuminante per l'appassionato aspirante docente.

https://www.youtube.com/watch?v=rDlg-ajrEn4

Al liceo classico eravate così ?
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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Dom Apr 17, 2016 1:12 am

https://www.youtube.com/watch?v=CP9g592qkfk
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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Dom Apr 17, 2016 1:14 am

https://www.youtube.com/watch?v=HKlRRCKeYPQ&ebc=ANyPxKp4EEKY0q2iEXyCkTwOMSIiuPArt9_8lclCUt6qu2Mct8d5QeHpEJUjp8NfdRCTTFgghqK4mfL5LzqggdoYPSPpAKXHkA
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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Dom Apr 17, 2016 1:33 am

Forse questa la conoscete, è famosa, è persino stata citata in una canzone; rappresenta un caso limite, però chi di voi si sente di "garantire il successo formativo" con questa perla ?

https://www.youtube.com/watch?v=3r_rxuSQSc8
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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Dom Apr 17, 2016 10:35 am

avidodinformazioni ha scritto:
Forse questa la conoscete, è famosa, è persino stata citata in una canzone; rappresenta un caso limite, però chi di voi si sente di "garantire il successo formativo" con questa perla ?

https://www.youtube.com/watch?v=3r_rxuSQSc8

Garantire il successo formativo, non lo so. Guarda però che la ragazza ha messo tutti i congiuntivi ed i condizionali al posto giusto*. E mi sembra molto più a suo agio nel fare un discorso (indipendentemente dai contenuti) di quanto lo sia il nuovo presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche che è un genio della fisica ma: (1) parla come mangia, e (2) tra una parentesi e l'altra afferma che il nostro dovere è far andare avanti l'Italia senza pensare a principi etici**.
Magari tra dieci anni ci troviamo la truzza in parlamento, speriamo con qualche principio etico.


*porto vestiti di marca, se no non sarei truzza
*ho la collana di perle, se non l'avessi non sarei truzza

**https://www.youtube.com/watch?v=WE5Y0b-QqbQ
**http://www.roars.it/online/inguscio-pres-cnr-ll-dovere-nostro-e-di-fare-andare-avanti-litalia-senza-pensare-a-principi-etici/
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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Dom Apr 17, 2016 11:30 am

geo&geo ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
Forse questa la conoscete, è famosa, è persino stata citata in una canzone; rappresenta un caso limite, però chi di voi si sente di "garantire il successo formativo" con questa perla ?

https://www.youtube.com/watch?v=3r_rxuSQSc8

Garantire il successo formativo, non lo so. Guarda però che la ragazza ha messo tutti i congiuntivi ed i condizionali al posto giusto*. E mi sembra molto più a suo agio nel fare un discorso (indipendentemente dai contenuti) di quanto lo sia il nuovo presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche che è un genio della fisica ma: (1) parla come mangia, e (2) tra una parentesi e l'altra afferma che il nostro dovere è far andare avanti l'Italia senza pensare a principi etici**.
Magari tra dieci anni ci troviamo la truzza in parlamento, speriamo con qualche principio etico.


*porto vestiti di marca, se no non sarei truzza
*ho la collana di perle, se non l'avessi non sarei truzza

**https://www.youtube.com/watch?v=WE5Y0b-QqbQ
**http://www.roars.it/online/inguscio-pres-cnr-ll-dovere-nostro-e-di-fare-andare-avanti-litalia-senza-pensare-a-principi-etici/
si ma mangia proprio male !

Quella dei principi etici sarebbe veramente grave se non fosse uscita dalla bocca di uno che non si capisce cosa dice; magari interpretandola nel modo giusto, facendone la tara, potrebbe assumere un significato condivisibile.
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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Dom Apr 17, 2016 11:34 am

geo&geo ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:
Forse questa la conoscete, è famosa, è persino stata citata in una canzone; rappresenta un caso limite, però chi di voi si sente di "garantire il successo formativo" con questa perla ?

https://www.youtube.com/watch?v=3r_rxuSQSc8

Garantire il successo formativo, non lo so. Guarda però che la ragazza ha messo tutti i congiuntivi ed i condizionali al posto giusto*. E mi sembra molto più a suo agio nel fare un discorso (indipendentemente dai contenuti) di quanto lo sia il nuovo presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche che è un genio della fisica ma: (1) parla come mangia, e (2) tra una parentesi e l'altra afferma che il nostro dovere è far andare avanti l'Italia senza pensare a principi etici**.
Magari tra dieci anni ci troviamo la truzza in parlamento, speriamo con qualche principio etico.


*porto vestiti di marca, se no non sarei truzza
*ho la collana di perle, se non l'avessi non sarei truzza

**https://www.youtube.com/watch?v=WE5Y0b-QqbQ
**http://www.roars.it/online/inguscio-pres-cnr-ll-dovere-nostro-e-di-fare-andare-avanti-litalia-senza-pensare-a-principi-etici/

Questa di Inguscio me l'ero persa, e ci rimango pure piuttosto male.
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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Dom Apr 17, 2016 11:51 am

Vogliamo parlare di questo?
https://www.youtube.com/watch?v=-ng5VHcYxAQ

Fra i vari commenti al video è possibile leggere questa perla di saggezza:

beh, per fare il prof. ci vogliono anche coglioni: alcuni fanno stare zitta tutta la classe, altri vengono presi per il culo. non vorrei essere preso per un proto.-teppista ma questo "prof." non si fa rispettare perchè ha il carisma del lombrico e l'aspetto del 40enne che vive con mamma, quindi dovrebbe cambiare lavoro.


Questa non è l'opinione estemporanea dello squinternato di turno, si tratta invece di un punto di vista abbastanza diffuso (anche fra gli insegnanti).
Secondo questa tesi per essere un buon docente non è sufficiente essere preparati e fare della buona didattica ma "ci vogliono anche i coglioni".
E per lavorare all'ufficio postale i coglioni servono? Perché nessun ragazzino si diverte a provocare gratuitamente l'impiegato delle poste, a filmare la sua reazione e a metterla su youtube?
Rispondete a questa domanda e capirete perché nella scuola possono accedere certe cose che in altri settori sarebbero inammissibili.
E per favore smettiamola di sostenere tesi da manicomio, perché un docente ha il diritto a poter fare serenamente il suo lavoro anche se ha il carisma di un lombrico e la faccia di un quarantenne che viva con la mamma. Chi glielo impedisce andrebbe messo in condizioni di non nuocere.
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