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 Un lavoro non per tutti bellissimo

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vittorio.pessini



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MessaggioOggetto: Un lavoro non per tutti bellissimo   Ven Apr 15, 2016 9:18 am

Promemoria primo messaggio :

Gentilissimi,
ho 33 anni, sono laureato in Lettere moderne e lavoro da anni come redattore. Qualche tempo fa ho scritto su questo forum per ricevere informazioni in merito a crediti mancanti per accedere alle prove per il prossimo Tfa, ricevendo risposta.
Per curiosità nei giorni successivi sono andato a leggere una buona parte degli scambi contenuti in questa sezione e ammetto di essere rimasto un po'perplesso per i toni utilizzati da molti docenti.
Premesso che ritengo il vostro forum uno strumento utilissimo, mi hanno colpito tre tipologie di utenti che prendono parte alle discussioni.
Una prima tipologia è convinta che la maggior parte degli studenti non studi, sia ignorante, non si applichi, e che rappresenti solo un mero ostacolo al loro lavoro. Verissimo, ma a cosa giova continuare a riportare esempi di questo tipo? Sono convinto che ogni giorno voi vediate anche esempi diversi, di studenti che si applicano e che riescono a superare le loro difficoltà anche grazie al vostro aiuto. Perché di quelli non si parla quasi mai? Ciò che mi lascia interdetto non è tanto il problema che sollevate, quanto i toni utilizzati, che denotano a volte frustrazione e, soprattutto, rabbia verso alcuni studenti, comportamenti e modi di essere che io vedo nettamente in contrasto con la professione di insegnante.
Una seconda tipologia di utenti si lamenta poi dei cosiddetti "figli di papà", abituati a non fare nulla e a ricevere ugualmente ogni cosa in cambio, capaci solo di venire a scuola a bordo di costosissimi suv per scaldare il banco. Ammettiamo che anche questo sia vero, non lo dubito, ma quello che emerge da parte di alcuni è ancora una volta un atteggiamento di frustrazione, che sfiora un assurdo disagio "di classe" (non intesa in senso scolastico ). Il fatto di quanti soldi possa avere uno non vedo proprio che rapporto possa avere con la didattica. Se uno non studia va sanzionato con gli strumenti che ha a disposizione un professore, non disprezzato dal punto di vista umano, quanto meno non da chi ha la responsabilità della sua educazione. Sono convinto che la maggior parte di queste lamentele derivi dalla (purtroppo) scarsa considerazione sociale di cui godono gli insegnanti (che dunque sono guardati dall'alto in basso da alcuni alunni e dai genitori di questi) e dalle retribuzioni che non sono in linea con i parametri europei. Tutto vero, ma sono fatti risaputi da anni, da decenni, e la soluzione non consiste certamente in un atteggiamento di dileggio e di disprezzo verso stili e comportamenti nei quali non ci si riconosce.
Una terza tipologia infine si lamenta non solo del rendimento scolastico, ma dell'apatia generale dei ragazzi, giudicandoli dei falliti che non solo non faranno strada a scuola, ma nemmeno nella vita. Ma siete sicuri che etichettare così una persona di 14, 15, 16, 17 anni sia corretto? I ragazzi di oggi con cui lavorate rappresentano, nel bene e nel male, il vostro futuro, e voi avete un compito straordinario, quello di traghettarli verso l'età adulta dal punto di vista dell'istruzione. Non vedo compito più nobile, forse solo la professione di medico. Ma se un medico si lamentasse che i suoi pazienti sono malati, che medico sarebbe? Dal dottore ci vanno tutti, malati e persone sane che vogliono fare semplici controlli. A scuola ci vengono tutti, chi ha voglia di studiare e chi no, persone dotate e persone meno dotate. Le prime andranno avanti, le seconde saranno giustamente fermate, ma tutte hanno il diritto di avere una valutazione serena, obiettiva, che non si lasci trascinare da sentimenti come antipatia, rabbia, livore.
Ovviamente queste considerazioni riguardano solo una percentuale minore degli utilizzatori di questo forum, e queste osservazioni spontanee non sono minimamente rivolte a chi ogni giorno entra in classe sereno e pronto a svolgere la sua utilissima professione con gioia ed entusiasmo.
Grazie e cordiali saluti.
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Dom Apr 17, 2016 12:51 pm

comp_xt ha scritto:
Vogliamo parlare di questo?
https://www.youtube.com/watch?v=-ng5VHcYxAQ

Fra i vari commenti al video è possibile leggere questa perla di saggezza:

beh, per fare il prof. ci vogliono anche coglioni: alcuni fanno stare zitta tutta la classe, altri vengono presi per il culo. non vorrei essere preso per un proto.-teppista ma questo "prof." non si fa rispettare perchè ha il carisma del lombrico e l'aspetto del 40enne che vive con mamma, quindi dovrebbe cambiare lavoro.


Questa non è l'opinione estemporanea dello squinternato di turno, si tratta invece di un punto di vista abbastanza diffuso (anche fra gli insegnanti).
Secondo questa tesi per essere un buon docente non è sufficiente essere preparati e fare della buona didattica ma "ci vogliono anche i coglioni".
E per lavorare all'ufficio postale i coglioni servono? Perché nessun ragazzino si diverte a provocare gratuitamente l'impiegato delle poste, a filmare la sua reazione e a metterla su youtube?
Rispondete a questa domanda e capirete perché nella scuola possono accedere certe cose che in altri settori sarebbero inammissibili.
E per favore smettiamola di sostenere tesi da manicomio, perché un docente ha il diritto a poter fare serenamente il suo lavoro anche se ha il carisma di un lombrico e la faccia di un quarantenne che viva con la mamma. Chi glielo impedisce andrebbe messo in condizioni di non nuocere.
La scuola è questione di coglioni: i professori devono averli e gli studenti devono esserlo.

Meno per meno fa più, quindi se un professore non ha i coglioni ma capita con alunni che non lo sono la scuola funziona comunque.

La matematica non è un'opinione.
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comp_xt



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Dom Apr 17, 2016 2:02 pm

Citazione :
La scuola è questione di coglioni: i professori devono averli e gli studenti devono esserlo.

Meno per meno fa più, quindi se un professore non ha i coglioni ma capita con alunni che non lo sono la scuola funziona comunque.

La matematica non è un'opinione.

Il perbenista di turno ti risponderà dicendo che se gli alunni fanno i coglioni la colpa è del docente che non mette passione nel suo lavoro e non sa catturare la loro attenzione.
Non sai che secondo la psicopedafuffologia gli studenti fanno i coglioni stanno mandando delle richieste di aiuto che noi povere capre ignoranti fissate con i freddi saperi disciplinari non riusciamo a cogliere?
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vittorio.pessini



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Dom Apr 17, 2016 5:12 pm

Sono desolato che, nonostante le mie precisazioni, qualcuno abbia preso il mio pensiero come un attacco alla categoria o un invito a sopportare il lassismo che vi circonda. Era esattamente il contrario.
Resto fermamente convinto, questo sì, che l'utilizzo di parolacce, di toni dozzinali e di espressioni come "merde" o "coglioni" per definire delle persone non si addicano a un professionista che lavora nel mondo dell'educazione. Capisco uno sfogo a caldo, dovuto a un momento di obnubilamento mentale che a tratti colpisce ogni persona, me compreso, perché siamo tutti umani, ma non a freddo, davanti a un monitor. I problemi della scuola sono immensi, li ha sottolineati la Mastrocola nei suoi libri che ho letto, li sottolineano i miei amici docenti ogni giorno quando parliamo, li sottolineate voi.. ma per quanto grandi possano essere i problemi che ci circondano, in qualsiasi professione, il problema più grande è sempre dentro di noi quando non riusciamo a far fronte a essi e ci abbandoniamo a polemiche - anti sistema o rivolte a singole situazioni - che sono legittime, ma che rappresentano solo un aspetto della questione.
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comp_xt



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Dom Apr 17, 2016 5:45 pm

vittorio.pessini ha scritto:
Sono desolato che, nonostante le mie precisazioni, qualcuno abbia preso il mio pensiero come un attacco alla categoria o un invito a sopportare il lassismo che vi circonda. Era esattamente il contrario.
Resto fermamente convinto, questo sì, che l'utilizzo di parolacce, di toni dozzinali e di espressioni come "merde" o "coglioni" per definire delle persone non si addicano a un professionista che lavora nel mondo dell'educazione. Capisco uno sfogo a caldo, dovuto a un momento di obnubilamento mentale che a tratti colpisce ogni persona, me compreso, perché siamo tutti umani, ma non a freddo, davanti a un monitor. I problemi della scuola sono immensi, li ha sottolineati la Mastrocola nei suoi libri che ho letto, li sottolineano i miei amici docenti ogni giorno quando parliamo, li sottolineate voi.. ma per quanto grandi possano essere i problemi che ci circondano, in qualsiasi professione, il problema più grande è sempre dentro di noi quando non riusciamo a far fronte a essi e ci abbandoniamo a polemiche - anti sistema o rivolte a singole situazioni - che sono legittime, ma che rappresentano solo un aspetto della questione.

Nessuno ti ha accusato di aver attaccato la categoria, ma semmai di sostenere una visione "romantica" della professione docente (un misto fra Madre Teresa di Calcutta e il "o capitano, mio capitano" dell'attimo fuggente) che, a conti fatti, ha causato grossi danni alla scuola italiana.
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Dom Apr 17, 2016 6:09 pm

vittorio.pessini ha scritto:
Resto fermamente convinto, questo sì, che l'utilizzo di parolacce, di toni dozzinali e di espressioni come "merde" o "coglioni" per definire delle persone non si addicano a un professionista che lavora nel mondo dell'educazione. Capisco uno sfogo a caldo, dovuto a un momento di obnubilamento mentale che a tratti colpisce ogni persona, me compreso, perché siamo tutti umani, ma non a freddo, davanti a un monitor
Quello che hai appena scritto è condivisibile in linea di principio, in linea pratica insisto che dovresti provare a lavorare in un ITIS o meglio ancora in un IPSIA.

Le merde, i coglioni, esistono, spero che almeno su questo tu possa concordare; pensi siano sempre stati adulti ? Pensi che da ragazzi fossero persone migliori ?

Prova ad insegnare in quelle classi, poi potrai parlare.

I link che ho messo non sono fatti isolati, non accadono tutti i giorni, ma tutti i mesi sì (in quelle scuole).
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Dom Apr 17, 2016 9:21 pm

vittorio.pessini ha scritto:
Sono desolato che, nonostante le mie precisazioni, qualcuno abbia preso il mio pensiero come un attacco alla categoria o un invito a sopportare il lassismo che vi circonda. Era esattamente il contrario.
Resto fermamente convinto, questo sì, che l'utilizzo di parolacce, di toni dozzinali e di espressioni come "merde" o "coglioni" per definire delle persone non si addicano a un professionista che lavora nel mondo dell'educazione. Capisco uno sfogo a caldo, dovuto a un momento di obnubilamento mentale che a tratti colpisce ogni persona, me compreso, perché siamo tutti umani, ma non a freddo, davanti a un monitor. I problemi della scuola sono immensi, li ha sottolineati la Mastrocola nei suoi libri che ho letto, li sottolineano i miei amici docenti ogni giorno quando parliamo, li sottolineate voi.. ma per quanto grandi possano essere i problemi che ci circondano, in qualsiasi professione, il problema più grande è sempre dentro di noi quando non riusciamo a far fronte a essi e ci abbandoniamo a polemiche - anti sistema o rivolte a singole situazioni - che sono legittime, ma che rappresentano solo un aspetto della questione.


Dipende molto dal contesto in cui il professionista usa l'espressione, e comunque mi pare veramente una questione di cortissimo respiro.
In sostanza ci solleciteresti a non dire parolacce mentre parliamo tra di noi dei ragazzi. Direi che potremmo anche sottoscrivere come scegliere di usare solo parolacce e nulla cambierebbe nella scuola e nei rapporti tra scuola e società.
Personalmente trovo molto più desolante l'uso di espressioni stereotipate e fastidiose come "il problema più grande è sempre dentro di noi".
La scuola già si fonda troppo sull'iniziativa dei singoli per pensare che un invito a guardare al proprio ombelico possa essere la soluzione, o anche solo l'inizio o il modo giusto di guardare al problema
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Dom Apr 17, 2016 9:41 pm

La risposta è dentro di noi. E però è sbagliata.

Parola di QUELO.
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Dom Apr 17, 2016 9:46 pm

https://www.youtube.com/watch?v=WGQ7JZRZ65M
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Dom Apr 17, 2016 10:28 pm

Paniscus, la SECONDA che hai detto
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Cloretta



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Dom Apr 17, 2016 11:07 pm

ushikawa ha scritto:
Pertanto continuerò, oltre a darmi da fare in classe e fuori, a lamentarmi per le scadentissime condizioni di lavoro che ci offre il MIUR e per il discredito generalizzato che avvolge la figura dell'insegnante


Lamentati pure, ma diversi insegnanti presenti in questo thread - tu per primo - proprio ieri, in un'altra discussione, applaudivano a scena aperta l'ingresso nelle scuole di travestiti e transessuali in calze rosa; distribuivano patenti  d'intelligenza e "identità fortemente risolta" a simili mostri, a partire dalla mera constatazione della loro devianza, senza neppure conoscerli, esaltandone le "qualità educative" e fottendosene dello sconcerto e del disgusto che essi provocano in genitori, alunni e insegnanti normali.

Direi quindi che, in moltissimi casi, il "discredito che avvolge la figura dell'insegnante" è pienamente giustificato. Gente come te, negli ultimi 30 anni, ha diffuso a piene mani immonde ideologie "di tolleranza", che hanno trasformato la scuola in un circo dei freaks.
Volevi il circo?
Ora fai il domatore e taci.


Ultima modifica di Cloretta il Dom Apr 17, 2016 11:29 pm, modificato 1 volta
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Cloretta



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Dom Apr 17, 2016 11:27 pm

comp_xt ha scritto:
Vogliamo parlare di questo?
https://www.youtube.com/watch?v=-ng5VHcYxAQ

Fra i vari commenti al video è possibile leggere questa perla di saggezza:

beh, per fare il prof. ci vogliono anche coglioni: alcuni fanno stare zitta tutta la classe, altri vengono presi per il culo. non vorrei essere preso per un proto.-teppista ma questo "prof." non si fa rispettare perchè ha il carisma del lombrico e l'aspetto del 40enne che vive con mamma, quindi dovrebbe cambiare lavoro.



Devo dire che la penso esattamente come il tipo del commento. L'unica differenza è che lui, probabilmente, esprimerebbe questo pensiero anche ad alta voce; io non lo farei mai, né a scuola, né altrove (eccetto in un forum, dove conservo l'anonimato), poiché ritengo che delegittimare un insegnante di fronte agli utenti della scuola (anche quando lo merita) e attenuare in qualunque modo le colpe degli studenti, sia comunque profondamente diseducativo, oltre che deleterio per la nostra categoria. Non mi sentirete mai, quindi, denigrare un docente di fronte agli alunni, né rendere evidente in alcun modo la pessima opinione che ho di lui (e ho una pessima opinione del 70% dei docenti che ho conosciuto, per non parlare di quelli che scrivono in questo forum). I giudizi positivi e negativi sui colleghi, almeno nella vita esterna ai forum, sono abituata a tenerli per me.

Ciò detto, è purtroppo un dato di fatto, triste ma innegabile: per fare il prof, per tenere una classe, per far rigare dritto gli alunni, ci vogliono i coglioni. Bisogna essere spietati, colpire con determinazione chi prova ad alzare la testa, non fermarsi di fronte a niente, ignorare minacce dei genitori e richiami del preside. Bisogna stroncare sul nascere, se necessario anche fisicamente, ogni tentativo d'insubordinazione; e questo non vale solo per i tecnici e i professionali, ma anche - sia pure, ovviamente, in misura minore - per i licei. Se ti mostri debole, comprensivo, generoso, sei spacciato. Non è un lavoro per mammolette col sorriso sulle labbra e la zucca piena di fotoromanzi.
Non parliamo, poi, se ti atteggi a tutore del politically correct e dell'eguaglianza costituzionale tra le categorie umane e sociali: i ragazzi smascherano subito l'ipocrisia e non la perdonano. Un insegnante che viva nel suo astratto paradiso democratico ed egualitario farebbe bene, a sé e agli altri, se cambiasse mestiere.
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 12:04 am

Cloretta ha scritto:
Un insegnante che viva nel suo astratto paradiso democratico ed egualitario farebbe bene, a sé e agli altri, se cambiasse mestiere.
Mi hai convinto; farò il concorso a preside.
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Paolo Santaniello



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 7:19 am

Cloretta ha scritto:

Lamentati pure, ma diversi insegnanti presenti in questo thread - tu per primo - proprio ieri, in un'altra discussione, applaudivano a scena aperta l'ingresso nelle scuole di travestiti e transessuali in calze rosa; distribuivano patenti  d'intelligenza e "identità fortemente risolta" a simili mostri, a partire dalla mera constatazione della loro devianza, senza neppure conoscerli, esaltandone le "qualità educative" e fottendosene dello sconcerto e del disgusto che essi provocano in genitori, alunni e insegnanti normali.

Direi quindi che, in moltissimi casi, il "discredito che avvolge la figura dell'insegnante" è pienamente giustificato. Gente come te, negli ultimi 30 anni, ha diffuso a piene mani immonde ideologie "di tolleranza", che hanno trasformato la scuola in un circo dei freaks.
Volevi il circo?
Ora fai il domatore e taci.

"simili mostri" ?
"ingresso di transessuali"?
"ideologie di tolleranza"?

Guarda che mi sa che non hai le idee chiare. Non c'è bisogno di un permesso per l'ingresso, o di una ideologia di tolleranza. I transessuali hanno pieno diritto a fare i docenti, è una questione costituzionale.
Considerare subumani, o comunque con meno diritti, persone in base alla loro identità sessuale è, oltre che aberrante, illegale. Sei tu fuori della legge.
E il topic in cui se ne parlava è stato chiuso proprio perchè si era andati troppo oltre con gli insulti omofobi, ora vorresti far rientrare il discorso dalla finestra , riportandolo qui.

Io non esalto le qualità educative a priori, nè stigmatizzo a priori, nessun collega. Non è la loro natura o il loro gusto sessuale a dirmi che persona è, ma come si comporta. Se c'è una cosa che la scuola può e deve insegnare è il rispetto per la dignità di tutti, senza pregiudizi!
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 7:32 am

vittorio.pessini ha scritto:
Sono desolato che, nonostante le mie precisazioni, qualcuno abbia preso il mio pensiero come un attacco alla categoria o un invito a sopportare il lassismo che vi circonda. Era esattamente il contrario.
Resto fermamente convinto, questo sì, che l'utilizzo di parolacce, di toni dozzinali e di espressioni come "merde" o "coglioni" per definire delle persone non si addicano a un professionista che lavora nel mondo dell'educazione. Capisco uno sfogo a caldo, dovuto a un momento di obnubilamento mentale che a tratti colpisce ogni persona, me compreso, perché siamo tutti umani, ma non a freddo, davanti a un monitor. I problemi della scuola sono immensi, li ha sottolineati la Mastrocola nei suoi libri che ho letto, li sottolineano i miei amici docenti ogni giorno quando parliamo, li sottolineate voi.. ma per quanto grandi possano essere i problemi che ci circondano, in qualsiasi professione, il problema più grande è sempre dentro di noi quando non riusciamo a far fronte a essi e ci abbandoniamo a polemiche - anti sistema o rivolte a singole situazioni - che sono legittime, ma che rappresentano solo un aspetto della questione.

Siamo alle solite: la scuola va a pezzi e la colpa è dei docenti che non si guardano dentro, o che non fanno abbastanza.

Guarda che ci siamo stufati di fare i missionari e di coprire con il nostro lavoro le cazzate che si decidono a viale Trastevere.
La cosiddetta riforma della "buona scuola", ma anche le riforme precedenti e le innumerevoli note e circolari hanno peggiorato la situazione della scuola pubblica italiana; siamo noi docenti che mandiamo avanti la baracca nonostante tutto, e guardandoci anche dentro molto più spesso di quanto tu non riesca a immaginare.
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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 8:46 am

vittorio.pessini ha scritto:
Gentilissimi,
ho 33 anni, sono laureato in Lettere moderne e lavoro da anni come redattore. Qualche tempo fa ho scritto su questo forum per ricevere informazioni in merito a crediti mancanti per accedere alle prove per il prossimo Tfa, ricevendo risposta.
Per curiosità nei giorni successivi sono andato a leggere una buona parte degli scambi contenuti in questa sezione e ammetto di essere rimasto un po'perplesso per i toni utilizzati da molti docenti.
Premesso che ritengo il vostro forum uno strumento utilissimo, mi hanno colpito tre tipologie di utenti che prendono parte alle discussioni.
Una prima tipologia è convinta che la maggior parte degli studenti non studi, sia ignorante, non si applichi, e che rappresenti solo un mero ostacolo al loro lavoro. Verissimo, ma a cosa giova continuare a riportare esempi di questo tipo? Sono convinto che ogni giorno voi vediate anche esempi diversi, di studenti che si applicano e che riescono a superare le loro difficoltà anche grazie al vostro aiuto. Perché di quelli non si parla quasi mai? Ciò che mi lascia interdetto non è tanto il problema che sollevate, quanto i toni utilizzati, che denotano a volte frustrazione e, soprattutto, rabbia verso alcuni studenti, comportamenti e modi di essere che io vedo nettamente in contrasto con la professione di insegnante.
Una seconda tipologia di utenti si lamenta poi dei cosiddetti "figli di papà", abituati a non fare nulla e a ricevere ugualmente ogni cosa in cambio, capaci solo di venire a scuola a bordo di costosissimi suv per scaldare il banco. Ammettiamo che anche questo sia vero, non lo dubito, ma quello che emerge da parte di alcuni è ancora una volta un atteggiamento di frustrazione, che sfiora un assurdo disagio "di classe" (non intesa in senso scolastico ). Il fatto di quanti soldi possa avere uno non vedo proprio che rapporto possa avere con la didattica. Se uno non studia va sanzionato con gli strumenti che ha a disposizione un professore, non disprezzato dal punto di vista umano, quanto meno non da chi ha la responsabilità della sua educazione. Sono convinto che la maggior parte di queste lamentele derivi dalla (purtroppo) scarsa considerazione sociale di cui godono gli insegnanti (che dunque sono guardati dall'alto in basso da alcuni alunni e dai genitori di questi) e dalle retribuzioni che non sono in linea con i parametri europei. Tutto vero, ma sono fatti risaputi da anni, da decenni, e la soluzione non consiste certamente in un atteggiamento di dileggio e di disprezzo verso stili e comportamenti nei quali non ci si riconosce.
Una terza tipologia infine si lamenta non solo del rendimento scolastico, ma dell'apatia generale dei ragazzi, giudicandoli dei falliti che non solo non faranno strada a scuola, ma nemmeno nella vita. Ma siete sicuri che etichettare così una persona di 14, 15, 16, 17 anni sia corretto? I ragazzi di oggi con cui lavorate rappresentano, nel bene e nel male, il vostro futuro, e voi avete un compito straordinario, quello di traghettarli verso l'età adulta dal punto di vista dell'istruzione. Non vedo compito più nobile, forse solo la professione di medico. Ma se un medico si lamentasse che i suoi pazienti sono malati, che medico sarebbe? Dal dottore ci vanno tutti, malati e persone sane che vogliono fare semplici controlli. A scuola ci vengono tutti, chi ha voglia di studiare e chi no, persone dotate e persone meno dotate. Le prime andranno avanti, le seconde saranno giustamente fermate, ma tutte hanno il diritto di avere una valutazione serena, obiettiva, che non si lasci trascinare da sentimenti come antipatia, rabbia, livore.
Ovviamente queste considerazioni riguardano solo una percentuale minore degli utilizzatori di questo forum, e queste osservazioni spontanee non sono minimamente rivolte a chi ogni giorno entra in classe sereno e pronto a svolgere la sua utilissima professione con gioia ed entusiasmo.
Grazie e cordiali saluti.

Trovo il tuo intervento fuori luogo e derivante da una scarsa conoscenza di questo forum e della classe docente; se a volte qui si sostengono posizioni simili (che comunque non sono la media, e ti invito a leggere i miei per avere qualche stimolo alla riflessione) è unicamente per un confronto dialettico che consente la riflessione sull'educazione e sulla didattica.
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Sasha73



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 10:32 am

L'aspetto disciplinare è il grande rimosso della scuola italiana. Abbondano i corsi, i laboratori sui DSA, sui BES, sul curricolo orizzontale, trasversale, verticale e chi più ne ha più ne metta, ma sul problema disciplinare all'interno delle aule scolastiche si fa poco o nulla. Eppure è il problema numero 1, perchè senza il rispetto delle regole all'interno di un'aula scolastica, ossia senza disciplina, non ci può essere apprendimento. E' la base. Ma perchè allora non emerge la gravità della situazione? Vergogna da parte dei docenti che vivono il problema in prima persona ( se la classe è indisciplinata la colpa viene attribuita esclusivamente al docente che non ha i "cogl...i", come tutti sappiamo, un po' come quando si afferma, anche se la crisi europea a , che se non trovi un'occupazione la colpa è solamente tua che non fai abbastanza) e di conseguenza scarsa propensione a parlarne, colleghi che manifestano scarsa solidarietà all'interno della categoria, se non addirittura un sottile piacere nell'osservare le difficoltà altrui, menefreghismo un po' generalizzato e soprattutto da parte della politica che legifera, spesso impreparazione di quest'ultima, il docente universitario che si occupa della riforma della Scuola dell'obbligo spesso ne è testimonianza, se non addirittura difesa dello status quo, perchè in fin dei conti un Paese ignorante è un Paese più facilmente manipolabile.
Eppure il costo sociale che si paga è pesantissimo: born-out altissimo tra la categoria, con anche tutte le ricadute economiche negative per la collettività, preparazione degli alunni sempre meno valida, dispersione scolastica e così via.
In passato il problema veniva risolto a "suon di ceffoni", in altri termini garantendo alla categoria docente carta bianca nell'operare in classe per ottenere i migliori risultati in termini d'istruzione e di educazione, oggi invece si vorrebbe che il docente ottenesse dei risultati senza strumenti, inventandosi chi sa cosa. La storia del docente con il "coltello dalla parte del manico" è, oggi, un'esagerazione. Certamente, quel modello è superato, ma non è stato sostituito, in concreto, da nulla. Eppure si potrebbe "aggredire" il problema in maniera assai più efficace, partendo però dall'idea che il docente non può essere lasciato solo, ma dev'essere necessariamente coadiuvato da una figura di psicologo che svolga un ruolo attivo all'interno dell'istituto scolastico e non si limiti a organizzare corsi, spesso inutili, per docenti al di fuori dell'orario curricolare. Il suo compito sarebbe quello d'intervenire, a richiesta del docente, per occuparsi dei casi più problematici, coinvolgendo, qualora il suo intervento si dimostrasse in prima battuta inefficace, ripetutamente anche i genitori dell'alunno, perchè il risultato lo si congue tutti insieme o non lo si consegue. Potrebbe esserne assegnato uno ad ogni Istituto Comprensivo, e l'ultima riforma è stata davvero un'occasione sprecata da questo punto di vista. Occorre investire, ma i soldi nella scuola italiana ci sono, basta semplicemente utilizzarli per le priorità e non per questioni secondarie.
Giusto alcune considerazioni en passant.
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 10:47 am

Concordo perfettamente con l'analisi di sasha, un po' meno sulle conclusioni (e sulla punteggiatura).
Nell'istituto in cui insegno e in molti altri esiste la figura dello psicologo, lo sportello d'ascolto e quant'altro, e per quanto tale istituzione sia utile posso testimoniare che non è risolutiva.

La bacchetta magica non esiste; oltre allo psicologo, nel concreto sarebbero di aiuto la coesione tra i docenti, la capacità di tirare fuori il problema nelle sedi opportune, la disponibilità al dialogo sia da parte dei docenti che da quella delle famiglie; sarebbero poi auspicabili, in linea di principio, un maggior rispetto per l'istituzione scolastica e per i docenti da parte della cosiddetta "utenza", famiglie meno disastrate e alunni meno egocentrici e viziati.

Trovo giusto chiedere un maggior investimento del ministero su questo tema; potrebbe essere un'idea su cui discutere l'istituzione di una figura di insegnante-mediatore nelle classi che superano un certo numero di alunni con BES, che dovrebbe aiutare l'insegnante curricolare a gestire le classi più problematiche.


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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 10:55 am

avidodinformazioni ha scritto:
vittorio.pessini ha scritto:
Resto fermamente convinto, questo sì, che l'utilizzo di parolacce, di toni dozzinali e di espressioni come "merde" o "coglioni" per definire delle persone non si addicano a un professionista che lavora nel mondo dell'educazione. Capisco uno sfogo a caldo, dovuto a un momento di obnubilamento mentale che a tratti colpisce ogni persona, me compreso, perché siamo tutti umani, ma non a freddo, davanti a un monitor
Quello che hai appena scritto è condivisibile in linea di principio, in linea pratica insisto che dovresti provare a lavorare in un ITIS o meglio ancora in un IPSIA.

Le merde, i coglioni, esistono, spero che almeno su questo tu possa concordare; pensi siano sempre stati adulti ? Pensi che da ragazzi fossero persone migliori ?

Prova ad insegnare in quelle classi, poi potrai parlare.

I link che ho messo non sono fatti isolati, non accadono tutti i giorni, ma tutti i mesi sì (in quelle scuole).

Avido con le tue descrizioni mi hai fatto venire l'ansia da professionale. Speriamo non mi chiamino mai in una scuola del genere, dopo tutti i post sull'argomento!
Ma tu come fai a "sopravvivere"? La faccia da orsacchiotto (parole tue) forse non è poi così da orsacchiotto, o magari sei talmente carismatico da zittirli tutti.
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Sasha73



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 11:53 am

ushikawa ha scritto:
Concordo perfettamente con l'analisi di sasha, un po' meno sulle conclusioni (e sulla punteggiatura).
Nell'istituto in cui insegno e in molti altri esiste la figura dello psicologo, lo sportello d'ascolto e quant'altro, e per quanto tale istituzione sia utile posso testimoniare che non è risolutiva.

La bacchetta magica non esiste; oltre allo psicologo, nel concreto sarebbero di aiuto la coesione tra i docenti, la capacità di tirare fuori il problema nelle sedi opportune, la disponibilità al dialogo sia da parte dei docenti che da quella delle famiglie; sarebbero poi auspicabili, in linea di principio, un maggior rispetto per l'istituzione scolastica e per i docenti da parte della cosiddetta "utenza", famiglie meno disastrate e alunni meno egocentrici e viziati.

Trovo giusto chiedere un maggior investimento del ministero su questo tema; potrebbe essere un'idea su cui discutere l'istituzione di una figura di insegnante-mediatore nelle classi che superano un certo numero di alunni con BES, che dovrebbe aiutare l'insegnante curricolare a gestire le classi più problematiche.
------------------------------
Riguardo alla punteggiatura, ho scritto di getto e non ho avuto il tempo di rileggere con attenzione quanto scritto.

Lo sportello d'ascolto con psicologo annesso, che pure è presente in maniera non continuativa negli Istituti, non ha la funzione che io assegno allo psicologo nel mio commento precedente, perchè in quest'ultimo caso è il docente a inviare, anche ripetutamente, dallo psicologo l'alunno riottoso a seguire le regole del buon comportamento in classe. Al secondo "invio" scatterebbe immediata la chiamata urgente del genitore. "Scomodare" i genitori è indispensabile in tanti casi.
Ho indicato la figura dello psicologo perchè per rivestire un tale ruolo è indispensabile una formazione autorevole, certificata.

Ti ringrazio per l'apprezzamento. Anche io condivido quanto tu scrivi, ma aspettare che la società cambi è un po' lunghetto. Si può operare subito se solo ci fossero le idee e la volontà di affrontare il problema, oltre a una migliore ripartizione dei finanziamenti, per esempio stornandoli da quelli destinati a progetti spesso inutili.
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Diogenes



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 12:05 pm

Cloretta ha scritto:
ushikawa ha scritto:
Pertanto continuerò, oltre a darmi da fare in classe e fuori, a lamentarmi per le scadentissime condizioni di lavoro che ci offre il MIUR e per il discredito generalizzato che avvolge la figura dell'insegnante


Lamentati pure, ma diversi insegnanti presenti in questo thread - tu per primo - proprio ieri, in un'altra discussione, applaudivano a scena aperta l'ingresso nelle scuole di travestiti e transessuali in calze rosa; distribuivano patenti  d'intelligenza e "identità fortemente risolta" a simili mostri, a partire dalla mera constatazione della loro devianza, senza neppure conoscerli, esaltandone le "qualità educative" e fottendosene dello sconcerto e del disgusto che essi provocano in genitori, alunni e insegnanti normali.

Direi quindi che, in moltissimi casi, il "discredito che avvolge la figura dell'insegnante" è pienamente giustificato. Gente come te, negli ultimi 30 anni, ha diffuso a piene mani immonde ideologie "di tolleranza", che hanno trasformato la scuola in un circo dei freaks.
Volevi il circo?
Ora fai il domatore e taci.

Ma lei la Costituzione Italiana l'ha mai letta? Come ci è arrivata a fare l'insegnante, se davvero è un'insegnante e non una provocatrice da tastiera? E in quale epoca geologica?
Io ho avuto un'insegnante che era solita indossare parrucche (ne ignoro il motivo) e un abbigliamento appariscente, ma mai volgare. Era una docente seria, preparata e ben voluta. Le prime volte che entrava in classe mi veniva da ridere, ma presto, per fortuna, SONO CRESCIUTO, l'ho sempre stimata e questa esperienza mi ha insegnato che il RISPETTO per la LIBERTA' e i DIRITTI altrui è imprescindibile in una società democratica. Provo una profonda pena per chi non riesce a comprendere o non vuole comprendere i VALORI su cui si basa uno Stato moderno.
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Cloretta



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 12:12 pm

Paolo Santaniello ha scritto:

Guarda che mi sa che non hai le idee chiare. Non c'è bisogno di un permesso per l'ingresso, o di una ideologia di tolleranza. I transessuali hanno pieno diritto a fare i docenti, è una questione costituzionale.


E' ormai uno sport diffuso quello di rinnovare, ad ogni osservazione proveniente dall'esterno, il solito refrain sulla progressiva perdita di prestigio dei docenti e sull'innegabile delegittimazione di cui essi sono oggetto da anni. Nessuno nega che questo attacco sia reale e spesso molto violento.
Sostengo, tuttavia, che i motivi di questa delegittimazione risultano perfettamente visibili e giustificabili, quando si vada a leggere le affermazioni e la weltanschaaung di certi utenti di questo forum. Ne viene fuori un quadro desolante del livello umano degli "educatori", non solo per l'ideologia indecente, originata dall'adesione acritica ai peggiori progetti d'ingegneria sociale propagandati dai media, ma anche per l'inettitudine culturale e per l'incapacità di storicizzare e inserire nella corretta prospettiva le evenienze della nostra storia recente.

E' molto di moda, quando non si sa cosa dire, citare a casaccio la Costituzione. Io non sono una grande ammiratrice della nostra carta costituzionale, penso che sia abbondantemente obsoleta e ormai da rottamare; nemmeno però nutro verso di essa un tale disprezzo da ritenere che l'intento dei nostri padri costituenti, da Tupini a Calamandrei, fosse quello di trasformare le nostre scuole in postriboli, riempiendole di docenti d'ogni estrazione umana, dediti ad ogni forma di perversione, in nome di un egualitarismo privo di freni e di raziocinio. Pensare una cosa simile è da pazzi, da persone prive di ogni cultura e di ogni senso della storia.

E se pure, per assurdo, l'intento dei padri costituenti fosse stato esattamente questo, la realtà delle cose non cambia semplicemente perché una legge le ordina di cambiare, fosse pure una legge di rango costituzionale.

Sbaglierò, ma ho l'impressione che moltissimi ragazzi - a prescindere dall'opinione, spesso pessima, che ho di loro - ricerchino nella scuola un senso del mondo, un sistema di valori, un significato concreto e profondo delle cose che genitori, media e società, contorcendosi ormai da decenni nell'ecumenismo astratto imposto dai media, non sono più in grado di trasmettere.
Questi ragazzi, quale che sia il loro livello umano e intellettivo, quando si trovano di fronte docenti perfettamente omologati al nonsense ideologico istituzionale, pappagalli senza raziocinio che ripetono a vanvera decaloghi non propri, così lontani dalla morale istintiva e naturale che si avverte come autentica, si allontanano disgustati e infastiditi da quest'ennesima kermesse dell'ipocrisia. Il disgusto e la delusione si trasmettono ai genitori e alla società; e da questo nasce la famosa "delegittimazione", che è più legata alla carenza di attitudini culturali da parte di chi dovrebbe porsi come guida per lo sviluppo della personalità che all'entità della sua retribuzione (spesso fin troppo alta, per il livello umano di certi soggetti).        

Paolo Santaniello ha scritto:
Se c'è una cosa che la scuola può e deve insegnare è il rispetto per la dignità di tutti, senza pregiudizi!

"Rispettare la dignità di tutti" significa, innanzitutto, rispettare la dignità di studenti e genitori che non vogliono vedere l'istituzione scolastica screditata e degradata dalla presenza, dietro le cattedre, degli stessi individui che si scorgono la sera all'ombra dei marciapiedi o che si vedono esibirsi su certi siti in pose indecenti. Questo si chiama declino, marcescenza, declassazione. Spacciarlo per "evoluzione del costume" - come se tale evoluzione si attuasse per successive interpretazioni giurisprudenziali, anziché per concreto mutamento delle attitudini collettive - significa soltanto scendere di molti gradini ancora la scala che porta la scuola pubblica e i suoi docenti verso la destituzione di ogni funzione valoriale socialmente condivisa.
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Davide



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 12:23 pm

Vittorio sono d'accordo, l'ho detto più volte anche io. Purtroppo, per fortuna loro, nella scuola ci sono docenti che non hanno scelto questo lavoro per passione, ma solo per mestiere e avere uno stipendio fisso, ecco dunque il motivo di tali inaccettabili commenti riferiti agli studenti. pronunciati sul forum dietro un presunto anonimato. Ma che ci vuoi fare? Questa è la realtà.


Ultima modifica di Davide il Lun Apr 18, 2016 12:25 pm, modificato 1 volta
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Cloretta



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 12:23 pm

Diogenes ha scritto:
Provo una profonda pena per chi non riesce a comprendere o non vuole comprendere i VALORI su cui si basa uno Stato moderno.

Anche lei, come molte altre persone di basso livello culturale (non è tutta colpa sua, da quel che leggo ha avuto la sfortuna di avere dei pagliacci per insegnanti) confonde i valori di uno stato moderno con l'ingegneria sociale propagandata dai media negli ultimi 20-30 anni. I valori di uno stato sono quelli che connotano i suoi cittadini, non i suoi reality show.
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Diogenes



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 12:30 pm

Cloretta ha scritto:
Diogenes ha scritto:
Provo una profonda pena per chi non riesce a comprendere o non vuole comprendere i VALORI su cui si basa uno Stato moderno.

Anche lei, come molte altre persone di basso livello culturale (non è tutta colpa sua, da quel che leggo ha avuto la sfortuna di avere dei pagliacci per insegnanti) confonde i valori di uno stato moderno con l'ingegneria sociale propagandata dai media negli ultimi 20-30 anni. I valori di uno stato sono quelli che connotano i suoi cittadini, non i suoi reality show.  

Articolo 3

"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese."

Può iniziare da qui per cercare di rimediare ai suoi errori. Ovviamente quando avrà finito di vergognarsi di se stessa.
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Cloretta



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 12:35 pm

Diogenes ha scritto:


Articolo 3


Lei pensa che i padri costituenti, quando hanno elaborato questo articolo, intendessero legittimare l'ingresso nelle scuole, come docenti, di transessuali in calze rosa o di pagliacci con la parrucca, come quelli che lei ha avuto la sventura d'incontrare sul suo cammino formativo (e purtroppo si vede)?
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