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 Un lavoro non per tutti bellissimo

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AutoreMessaggio
vittorio.pessini



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MessaggioOggetto: Un lavoro non per tutti bellissimo   Ven Apr 15, 2016 9:18 am

Promemoria primo messaggio :

Gentilissimi,
ho 33 anni, sono laureato in Lettere moderne e lavoro da anni come redattore. Qualche tempo fa ho scritto su questo forum per ricevere informazioni in merito a crediti mancanti per accedere alle prove per il prossimo Tfa, ricevendo risposta.
Per curiosità nei giorni successivi sono andato a leggere una buona parte degli scambi contenuti in questa sezione e ammetto di essere rimasto un po'perplesso per i toni utilizzati da molti docenti.
Premesso che ritengo il vostro forum uno strumento utilissimo, mi hanno colpito tre tipologie di utenti che prendono parte alle discussioni.
Una prima tipologia è convinta che la maggior parte degli studenti non studi, sia ignorante, non si applichi, e che rappresenti solo un mero ostacolo al loro lavoro. Verissimo, ma a cosa giova continuare a riportare esempi di questo tipo? Sono convinto che ogni giorno voi vediate anche esempi diversi, di studenti che si applicano e che riescono a superare le loro difficoltà anche grazie al vostro aiuto. Perché di quelli non si parla quasi mai? Ciò che mi lascia interdetto non è tanto il problema che sollevate, quanto i toni utilizzati, che denotano a volte frustrazione e, soprattutto, rabbia verso alcuni studenti, comportamenti e modi di essere che io vedo nettamente in contrasto con la professione di insegnante.
Una seconda tipologia di utenti si lamenta poi dei cosiddetti "figli di papà", abituati a non fare nulla e a ricevere ugualmente ogni cosa in cambio, capaci solo di venire a scuola a bordo di costosissimi suv per scaldare il banco. Ammettiamo che anche questo sia vero, non lo dubito, ma quello che emerge da parte di alcuni è ancora una volta un atteggiamento di frustrazione, che sfiora un assurdo disagio "di classe" (non intesa in senso scolastico ). Il fatto di quanti soldi possa avere uno non vedo proprio che rapporto possa avere con la didattica. Se uno non studia va sanzionato con gli strumenti che ha a disposizione un professore, non disprezzato dal punto di vista umano, quanto meno non da chi ha la responsabilità della sua educazione. Sono convinto che la maggior parte di queste lamentele derivi dalla (purtroppo) scarsa considerazione sociale di cui godono gli insegnanti (che dunque sono guardati dall'alto in basso da alcuni alunni e dai genitori di questi) e dalle retribuzioni che non sono in linea con i parametri europei. Tutto vero, ma sono fatti risaputi da anni, da decenni, e la soluzione non consiste certamente in un atteggiamento di dileggio e di disprezzo verso stili e comportamenti nei quali non ci si riconosce.
Una terza tipologia infine si lamenta non solo del rendimento scolastico, ma dell'apatia generale dei ragazzi, giudicandoli dei falliti che non solo non faranno strada a scuola, ma nemmeno nella vita. Ma siete sicuri che etichettare così una persona di 14, 15, 16, 17 anni sia corretto? I ragazzi di oggi con cui lavorate rappresentano, nel bene e nel male, il vostro futuro, e voi avete un compito straordinario, quello di traghettarli verso l'età adulta dal punto di vista dell'istruzione. Non vedo compito più nobile, forse solo la professione di medico. Ma se un medico si lamentasse che i suoi pazienti sono malati, che medico sarebbe? Dal dottore ci vanno tutti, malati e persone sane che vogliono fare semplici controlli. A scuola ci vengono tutti, chi ha voglia di studiare e chi no, persone dotate e persone meno dotate. Le prime andranno avanti, le seconde saranno giustamente fermate, ma tutte hanno il diritto di avere una valutazione serena, obiettiva, che non si lasci trascinare da sentimenti come antipatia, rabbia, livore.
Ovviamente queste considerazioni riguardano solo una percentuale minore degli utilizzatori di questo forum, e queste osservazioni spontanee non sono minimamente rivolte a chi ogni giorno entra in classe sereno e pronto a svolgere la sua utilissima professione con gioia ed entusiasmo.
Grazie e cordiali saluti.
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AutoreMessaggio
ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 12:46 pm

Quanta ingiustificata acredine per coloro che dissimulano il proprio sesso biologico, nella realtà come su internet!
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Diogenes



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 12:49 pm

Cloretta ha scritto:
Diogenes ha scritto:


Articolo 3


Lei pensa che i padri costituenti, quando hanno scritto questo articolo, intendessero legittimare l'ingresso nelle scuole, come docenti, di transessuali in calze rosa o di pagliacci con la parrucca, come quelli che lei ha avuto la sventura d'incontrare sul suo cammino formativo (e purtroppo si vede)?  

Guardi, allora faccio con lei quello che farei con un alunno BES in un'esercitazione: le sottolineo le parti di testo in cui può trovare la risposta alla sua domanda.

Articolo 3

"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese."

Mi stupisce che le risulti così incomprensibile un testo così chiaro, lineare, inoppugnabile. Quest'estate le consiglio di esercitarsi nella lettura: un po' di narrativa, qualche bel saggio, un quotidiano indipendente. Poi un ripasso di grammatica italiana e analisi logica: non può che farle bene.
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Cloretta



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 12:57 pm

Diogenes ha scritto:

Mi stupisce che le risulti così incomprensibile un testo così chiaro, lineare, inoppugnabile.

A me stupisce che le risulti incomprensibile una domanda così semplice: lei crede che Tupini, Calamandrei, Croce, La Pira, Dossetti, ecc., quando hanno scritto quell'articolo avessero in mente di aprire le scuole a docenti maschi vestiti da femmina?
Non è più probabile che questa interpretazione dell'art. 3 derivi da un completo travisamento e rovesciamento degli intenti dei padri costituenti, compiuto da lei e (al massimo) da certi filoni giurisprudenziali?

Art. 21:

[...] Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.
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seasparrow



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 1:29 pm

Cloretta ha scritto:


A me stupisce che le risulti incomprensibile una domanda semplice: lei crede che Tupini, Calamandrei, Croce, La Pira, Dossetti, ... quando hanno scritto quell'articolo avessero in mente di aprire le scuole a docenti maschi vestiti da femmina?
Non è piu' probabile che questa interpretazione dell'art. 3 derivi da un completo travisamento e degli intenti dei padri costituenti, compiuto da lei e (al massimo) da certi filoni giurisprudenziali?

Art. 21:

[...] Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume

la definizione di buon costume dipende dalla situazione sociale

a scuola mia c'e' un docente maschio vestito da femmina (e' pure mio collega sulle classi)

su oltre duecento genitori coinvolti solo uno leggasi UNO ha protestato

tutti gli altri genitori e tutti gli studenti pensano che questa situazione

scelta personale o malattia che sia e' perfettamente compatibile con l'insegnamento se a lezione spiega bene

a lezione spiega bene
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comp_xt



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 1:48 pm

Cloretta ha scritto:

Ciò detto, è purtroppo un dato di fatto, triste ma innegabile: per fare il prof, per tenere una classe, per far rigare dritto gli alunni, ci vogliono i coglioni.

Se vuoi limitarti alla descrizione della situazione attuale, è vero.
Trovo deprimente però che i docenti si rassegnino a ciò o che addirittura provino gusto a mostrare quanto sono bravi a incenerire gli studenti con lo sguardo, quando tutti noi sappiamo che un tempo anche l'insegnante col carisma di un lombrico e con la faccia da quarantenne che vive con i genitori faceva la sua lezione senza problemi.

E non dirmi che sono cambiati i ragazzi e che quindi siamo noi a doverci adattare, perché questo è davvero un insulso luogo comune politically correct.
Non sono cambiati i ragazzi, ad essere cambiata è semmai la ragione sociale della scuola.
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Paolo Santaniello



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 1:49 pm

Cloretta ha scritto:
Diogenes ha scritto:

Mi stupisce che le risulti così incomprensibile un testo così chiaro, lineare, inoppugnabile.

A me stupisce che le risulti incomprensibile una domanda così semplice: lei crede che Tupini, Calamandrei, Croce, La Pira, Dossetti, ecc., quando hanno scritto quell'articolo avessero in mente di aprire le scuole a docenti maschi vestiti da femmina?

Avevano in mente di aprire la scuola a TUTTI. E si sono preoccupati che nessuno ne venisse discriminato.
Quindi non hanno pensato a ogni caso specifico, hanno semplicemente enunciato un principio generale, assolutamente giusto secondo me e secondo la dichiarazione universale dei diritti umani, in base al quale tutti gli esseri umani hanno pari dignità.
Di conseguenza, come caso particolare, anche gli uomini vestiti da donna. Non lo so se hanno pensato a questo caso particolare; non era loro compito pensare al caso particolare, era loro compito enunciare un principio generale, ben più alto, e ben più semplice. Quello di uguaglianza.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 1:57 pm

ushikawa ha scritto:
Concordo perfettamente con l'analisi di sasha, un po' meno sulle conclusioni (e sulla punteggiatura).
Nell'istituto in cui insegno e in molti altri esiste la figura dello psicologo, lo sportello d'ascolto e quant'altro, e per quanto tale istituzione sia utile posso testimoniare che non è risolutiva.

La bacchetta magica non esiste; oltre allo psicologo, nel concreto sarebbero di aiuto la coesione tra i docenti, la capacità di tirare fuori il problema nelle sedi opportune, la disponibilità al dialogo sia da parte dei docenti che da quella delle famiglie; sarebbero poi auspicabili, in linea di principio, un maggior rispetto per l'istituzione scolastica e per i docenti da parte della cosiddetta "utenza", famiglie meno disastrate e alunni meno egocentrici e viziati.

Io invece non condivido PER NIENTE l'idea che le questioni puramente disciplinari nelle classi debbano essere considerate competenza dello psicologo. Lo psicologo potrebbe avere qualche utilità (forse) in quei pochi casi SINGOLI in cui i comportamenti inadeguati siano dovuti a disturbi comportamentali specifici, o a situazioni personali di disagio grave. Ma appunto, quei casi sono pochi rispetto al totale, e vanno affrontati e curati come problemi della persona, e non della classe.

La stragrande maggioranza dei ragazzi che si comportano male in classe, NON LO FANNO perché hanno problemi psicologici, o perché soffrono chissà quale disagio profondo, ma lo fanno semplicemente perchè sono maleducati.

E sono maleducati perchè i loro genitori non hanno loro insegnato a comportarsi civilmente, perchè sono stati abituati a ottenere tutto senza nessuno sforzo, ad averle tutte vinte senza limiti, e a non subire mai nessuna conseguenza per i loro comportamenti scorretti. E fanno i maleducati in classe per un motivo molto semplice, che non richiede nessuna analisi professionale da parte dello psicologo: lo fanno semplicemente perché a loro piace farlo, perché lo trovano divertente, perché si divertono MOLTO di più a disturbare la lezione che a seguirla, e perchè sanno che anche se disturbano non rischiano nulla.

Lo psicologo potrebbe avere qualcosa di interessante da dire, se si trattasse di interpretare "come può spiegarsi" un fatto anomalo e imprevedibile, che va contro il senso comune. ma siccome qu non c'è niente di anomalo e imprevedibile, ma c'è solo una consequenzialità semplicissima di evidenza assoluta, sono buona anch'io a "spiegarla": non vedo perchè mai scomodare lo psicologo per un'evidenza del genere.

Mi sembra l'ennesima esagerazione ABNORME di "medicalizzazione" della scuola e dell'istruzione.
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Cloretta



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 2:03 pm

Paolo Santaniello ha scritto:

Non lo so se hanno pensato a questo caso particolare

Non è difficile appurarlo. Nel 1947 un uomo travestito da donna che fosse comparso come docente in una scuola sarebbe stato linciato, ancor prima che arrestato.
Dovrebbe ancora essere in vigore il Regio Decreto del 1931, che, all'art. 85, vietava di comparire in un luogo pubblico con qualsiasi tipo di mascheramento (figuriamoci a scuola, che all'epoca era ancora una cosa seria).

State attribuendo ai padri costituenti perversioni che sono nella vostra testa ed eventualmente in quella dei progettisti sociali da cui le avete derivate.
Come dicevo in altro thread, chi ha il fango dentro, macchia di fango qualunque cosa tocchi, Costituzione e scuola comprese.


Ultima modifica di Cloretta il Lun Apr 18, 2016 2:11 pm, modificato 1 volta
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Cloretta



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 2:07 pm

seasparrow ha scritto:

a scuola mia c'e' un docente maschio vestito da femmina (e' pure mio collega sulle classi)

su oltre duecento genitori coinvolti solo uno leggasi UNO ha protestato

O stai mentendo o lavori in un istituto professionale MOLTO degradato.
In ogni caso, non mi pare che situazioni simili, ove realmente esistenti, contribuiscano ad elevare la fiducia degli utenti nell'istituzione scolastica e a rendere meno opaca la figura del docente nel pubblico immaginario.
Inutile lamentarsi della "perdita di prestigio" della professione, quando si considerano normali obbrobri del genere.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 2:26 pm

C'è stata perfino una persona che interveniva su questo forum, fino a poco tempo fa, con interventi intelligentissimi e quasi sempre perfettamente condivisibili e dimostrando una grande preparazione culturale e un grande equilibrio, e che a un certo punto ammise di essere un maschio che amava rivestire un ruolo da femmina, e non solo sui forum, ma anche nella vita reale, utilizzando alternativamente entrambi i tipi di abbigliamento in varie circostanze normali della sua vita (circostanze NORMALI, appunto, non si parlava certo di orge erotiche o di esibizioni teatrali da drag queen).

Ovviamente non posso sapere se si presentasse in classe vestito da donna o meno, ma di sicuro nessuno, su questo forum, si è mai sognato di trattarlo da mostro o da pervertito, o di dirgli che non avrebbe dovuto fare l'insegnante.

L.
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Diogenes



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 2:33 pm

Cloretta ha scritto:
Diogenes ha scritto:

Mi stupisce che le risulti così incomprensibile un testo così chiaro, lineare, inoppugnabile.

A me stupisce che le risulti incomprensibile una domanda così semplice: lei crede che Tupini, Calamandrei, Croce, La Pira, Dossetti, ecc., quando hanno scritto quell'articolo avessero in mente di aprire le scuole a docenti maschi vestiti da femmina?
Non è più probabile che questa interpretazione dell'art. 3 derivi da un completo travisamento e rovesciamento degli intenti dei padri costituenti, compiuto da lei e (al massimo) da certi filoni giurisprudenziali?

Art. 21:

[...] Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.

Lei ha definito i transessuali dei mostri! Adesso vuole banalizzare tutto, come se il problema fosse il caso isolato del travestito (che non coincide con il transessuale e non mi risulta che ci siano orde di travestiti o di transessuali in cattedra), benché in quanto cittadini come me e lei anche i travestiti abbiano diritto a tutti i diritti che abbiamo io e lei. L'Italia di oggi, per fortuna, non è l'Italia del Medioevo, né quella del ventennio fascista o del dominio della DC.
Indipendentemente da quelle che potevano essere le ideologie o le considerazioni etiche e politiche dei Costituenti, nell'art.3 si legge chiaramente e inoppugnabilmente che non si possono discriminare i cittadini, fra le altre cose, in base al sesso e alla condizione personale e sociale. La Costituzione non è espressione della volontà dei singoli Costituenti, ma è il fondamento della Repubblica tutta e di tutti i suoi cittadini, che sono tenuti a rispettarla.
Il costume, per nostra fortuna, cambia nel corso del tempo. Trovo ripugnante la sua ideologia della normalità. Cos'è la normalità? Che vuol dire essere normali? Normali rispetto a quali canoni? Canoni stabiliti da chi? Nelle sue parole imperano il perbenismo, il moralismo più ottuso e becero e pregiudizi retrogradi a non finire.
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comp_xt



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 2:34 pm

seasparrow ha scritto:

a scuola mia c'e' un docente maschio vestito da femmina (e' pure mio collega sulle classi)

su oltre duecento genitori coinvolti solo uno leggasi UNO ha protestato

tutti gli altri genitori e tutti gli studenti pensano che questa situazione

scelta personale o malattia che sia e' perfettamente compatibile con l'insegnamento se a lezione spiega bene

a lezione spiega bene

Quale è il compito principale della scuola? Istruire o educare?

Io da sempre sostengo che, almeno la scuola superiore, dovrebbe avere come principale finalità quella di istruire gli studenti.
I valori morali che a scuola vengono veicolati non debbono essere un fine ma semplicemente uno strumento affinché l'istituzione possa raggiungere il suo scopo, che è quello di fornire un'istruzione adeguata agli alunni.

Ritengo tuttavia che il mio punto di vista sia minoritario, non solo nella società (che vorrebbe delegare alla scuola l'educazione a qualsiasi tipo di valore morale o presunto tale) ma anche fra i dirigenti scolastici e gli stessi docenti.

Cloretta ha ragione quando sostiene che nella scuola italiana il politicamente corretto la fa da padrone.
Le celebrazioni retoriche sull'unità d'Italia o sulla prima guerra mondiale abbondano, nei mesi scorsi migliaia di classi sono state portate all'Expo ("nutrire il pianeta" evidentemente significa "nutrire le multinazionali e gli affaristi"), ogni anno tutte le scuole sono coinvolte in qualche iniziativa nell'ambito delle celebrazioni per il 25 aprile (veneriamo la liberazione dal nazi-fascismo ma non ci rendiamo conto che Mussolini vinse le elezioni del 1924 grazie ad una legge elettorale truffaldina e che durante il ventennio poté consolidare la dittatura restando nell'alveo della legalità formale dello Statuto Albertino opportunamente modificato - esattamente come Matteo Renzi che, guarda caso, ha realizzato le sue pseudo-riforme agendo sulla legge elettorale e modificando sostanzialmente la carta costituzionale).

C'è poi il "sogno europeo", con il quale la retorica di regime dà poi il peggio di se.
Innumerevoli iniziative, a cui la scuola non è certo estranea, con la quale si cerca di occultare la realtà di fondo, ossia che l'Unione Europea è un'entità nazista i cui fautori teorizzano la superiorità dei mercati finanziari sull'uomo.

Ultimamente abbiamo a che fare l'ondata migratoria, che ci viene presentata in termini caritatevoli (anche se i veri profughi sono una minima percentuale), in maniera che nessuno si renda conto che il reale obiettivo: abbassare il costo del lavoro immettendo migliaia e migliaia di persone disposte a lavorare per stipendi nettamente inferiori rispetto a quelli percepiti attualmente dai cittadini europei.
La scuola per adesso non sembra essere stata coinvolta, ma penso che a breve non mancheranno le iniziative per educare gli studenti "ad accogliere chi sfugge da povertà, fame e guerra".

Tutte queste iniziative retoriche tolgono tempo allo studio serio, quello nel quale i fatti vanno analizzati e non celebrati o deprecati a seconda dei casi.
La politica vuole, ad esempio, che a scuola si celebri il lavoro, in maniera tale che a forza di celebrarlo retoricamente i cittadini ne abbiano la nausea e facciano passare leggi immonde quali la riforma Fornero o il Jobs Act.

L'errore che fa Cloretta è però quello di voler sostituire la retorica e l'ideologia altrui con la propria.
Che esista un'ideologia gender che qualcuno vorrebbe diffondere tramite la scuola è verissimo - Cloretta però vorrebbe sostituirla con un'altra ideologia, quella omofoba.

E allora l'appello che faccio è il seguente: LASCIAMO ALLA SCUOLA IL COMPITO DI ISTRUIRE E TENIAMOLA FUORI DALLE IDEOLOGIE!
La scuola funziona bene solo se si limita a istruire, quando viene utilizzata per fare propaganda si fanno solo danni.
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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 2:39 pm

Cloretta ha scritto:
seasparrow ha scritto:

a scuola mia c'e' un docente maschio vestito da femmina
(e' pure mio collega sulle classi) su oltre duecento genitori coinvolti solo uno leggasi UNO ha protestato

stai mentendo???

Inutile lamentarsi della "perdita di prestigio" della professione, quando si considerano normali obbrobri del genere.

non mento, e non e' un istituto degradato

la storia si trova anche su internet cerca con: docente transessuale venezia

la perdita di prestigio e' data principalmente da stipendi della miseria rispetto tutto lo studio per diventare docenti
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Diogenes



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 2:44 pm

Cloretta ha scritto:
Paolo Santaniello ha scritto:

Non lo so se hanno pensato a questo caso particolare

Non è difficile appurarlo. Nel 1947 un uomo travestito da donna che fosse comparso come docente in una scuola sarebbe stato linciato, ancor prima che arrestato.
Dovrebbe ancora essere in vigore il Regio Decreto del 1931, che, all'art. 85, vietava di comparire in un luogo pubblico con qualsiasi tipo di mascheramento (figuriamoci a scuola, che all'epoca era ancora una cosa seria).

State attribuendo ai padri costituenti perversioni che sono nella vostra testa ed eventualmente in quella dei progettisti sociali da cui le avete derivate.
Come dicevo in altro thread, chi ha il fango dentro, macchia di fango qualunque cosa tocchi, Costituzione e scuola comprese.

Non siamo nel 1947. Ma stiamo davvero discutendo di cos'era l'Italia del 1947? Avrei proprio voluto vederla vivere nell'Italia del 1947, lei, una donna!
Anni luce indietro rispetto alla condizione della donna oggi in Italia, che non è certo rosea, ancora.
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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 3:01 pm

Diogenes ha scritto:


Ma stiamo davvero discutendo di cos'era l'Italia del 1947?
Avrei proprio voluto vederla vivere nell'Italia del 1947, lei, una donna!
Anni luce indietro rispetto alla condizione della donna oggi in Italia

si appunto guardare proprio il mio:

http://www.orizzontescuolaforum.net/t122443-didattica-dei-diritti-delle-donne
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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 3:30 pm

Diogenes ha scritto:
Cloretta ha scritto:
Diogenes ha scritto:
Provo una profonda pena per chi non riesce a comprendere o non vuole comprendere i VALORI su cui si basa uno Stato moderno.

Anche lei, come molte altre persone di basso livello culturale (non è tutta colpa sua, da quel che leggo ha avuto la sfortuna di avere dei pagliacci per insegnanti) confonde i valori di uno stato moderno con l'ingegneria sociale propagandata dai media negli ultimi 20-30 anni. I valori di uno stato sono quelli che connotano i suoi cittadini, non i suoi reality show.  

Articolo 3

"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese."

Può iniziare da qui per cercare di rimediare ai suoi errori. Ovviamente quando avrà finito di vergognarsi di se stessa.
Diogenes, sprechi tempo, è un troll, più te la prendi e più te la dà (e nulla che valga la pena di essere presa).

Ha detto che sei un ignorante ? Dalle ragione, ignorala !
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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 3:34 pm

Cloretta ha scritto:
lei crede che Tupini, Calamandrei, Croce, La Pira, Dossetti, ecc., quando hanno scritto quell'articolo ....
Vedi, anche tu servi a qualcosa; solo citando un nome mi hai fatto capire tante cose; non sapevo che Benedetto Croce avesse partecipato alla Costituente.

Grazie.
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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 3:40 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
C'è stata perfino una persona che interveniva su questo forum, fino a poco tempo fa, con interventi intelligentissimi e quasi sempre perfettamente condivisibili e dimostrando una grande preparazione culturale e un grande equilibrio, e che a un certo punto ammise di essere un maschio che amava rivestire un ruolo da femmina, e non solo sui forum, ma anche nella vita reale, utilizzando alternativamente entrambi i tipi di abbigliamento in varie circostanze normali della sua vita (circostanze NORMALI, appunto, non si parlava certo di orge erotiche o di esibizioni teatrali da drag queen).

Ovviamente non posso sapere se si presentasse in classe vestito da donna o meno, ma di sicuro nessuno, su questo forum, si è mai sognato di trattarlo da mostro o da pervertito, o di dirgli che non avrebbe dovuto fare l'insegnante.

L.
Padre ho peccato ! Ricordo un videogioco spara bumbum in cui preferivo prendere come avatar una donna (in realtà un elfa).

PS aveva due tette !
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 3:43 pm

Diogenes ha scritto:
Avrei proprio voluto vederla vivere nell'Italia del 1947, lei, una donna!
Non credo che nella mitologia nordica esistano troll e trollesse.
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Paolo Santaniello



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 3:54 pm

Un uomo vestito da donna non è mascherato, ha i lineamenti perfettamente riconoscibili.
Un uomo vestito da donna non commette atti osceni, non sta mica mostrando i genitali o altro...
Se le donne possono vestirsi in quel modo normalmente, allora lo possono fare anche gli uomini, c'è parità.
E continuare a trattare l' ARTICOLO TRE della costituzione italiana come un qualcosa di "obsoleto", o "da interpretare" nel contesto storico, è pura ipocrisia, come se non fosse legge! Anzi, una delle leggi più importanti su cui si fonda tutto lo stato!

Si, esatto, il riconoscere pari dignità di un "normale" a un "travestito" in un contesto lavorativo è uno dei principi fondamentali su cui si fonda il vivere civile!
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Sasha73



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 4:49 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
ushikawa ha scritto:
Concordo perfettamente con l'analisi di sasha, un po' meno sulle conclusioni (e sulla punteggiatura).
Nell'istituto in cui insegno e in molti altri esiste la figura dello psicologo, lo sportello d'ascolto e quant'altro, e per quanto tale istituzione sia utile posso testimoniare che non è risolutiva.

La bacchetta magica non esiste; oltre allo psicologo, nel concreto sarebbero di aiuto la coesione tra i docenti, la capacità di tirare fuori il problema nelle sedi opportune, la disponibilità al dialogo sia da parte dei docenti che da quella delle famiglie; sarebbero poi auspicabili, in linea di principio, un maggior rispetto per l'istituzione scolastica e per i docenti da parte della cosiddetta "utenza", famiglie meno disastrate e alunni meno egocentrici e viziati.

Io invece non condivido PER NIENTE l'idea che le questioni puramente disciplinari nelle classi debbano essere considerate competenza dello psicologo. Lo psicologo potrebbe avere qualche utilità (forse) in quei pochi casi SINGOLI in cui i comportamenti inadeguati siano dovuti a disturbi comportamentali specifici, o a situazioni personali di disagio grave. Ma appunto, quei casi sono pochi rispetto al totale, e vanno affrontati e curati come problemi della persona, e non della classe.

La stragrande maggioranza dei ragazzi che si comportano male in classe, NON LO FANNO perché hanno problemi psicologici, o perché soffrono chissà quale disagio profondo, ma lo fanno semplicemente perchè sono maleducati.

E sono maleducati perchè i loro genitori non hanno loro insegnato a comportarsi civilmente, perchè sono stati abituati a ottenere tutto senza nessuno sforzo, ad averle tutte vinte senza limiti, e a non subire mai nessuna conseguenza per i loro comportamenti scorretti. E fanno i maleducati in classe per un motivo molto semplice, che non richiede nessuna analisi professionale da parte dello psicologo: lo fanno semplicemente perché a loro piace farlo, perché lo trovano divertente, perché si divertono MOLTO di più a disturbare la lezione che a seguirla, e perchè sanno che anche se disturbano non rischiano nulla.

Lo psicologo potrebbe avere qualcosa di interessante da dire, se si trattasse di interpretare "come può spiegarsi" un fatto anomalo e imprevedibile, che va contro il senso comune. ma siccome qu non c'è niente di anomalo e imprevedibile, ma c'è solo una consequenzialità semplicissima di evidenza assoluta, sono buona anch'io a "spiegarla": non vedo perchè mai scomodare lo psicologo per un'evidenza del genere.

Mi sembra l'ennesima esagerazione ABNORME di "medicalizzazione" della scuola e dell'istruzione.
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La figura dello psicologo rende più "incisivo" agli occhi dei ragazzi e dei genitori l'intervento disciplinare. Inoltre sgrava il docente dal compito di relazionarsi con i genitori del ragazzo su questioni disciplinari, compito che verrebbe affidato alla/o psicologa/o, dopo che il docente si è confrontato preliminarmente con quest'ultima/o sul "caso" in questione.
Non si tratta di medicalizzare la scuola, si tratta di restituire al docente il ruolo di insegnante, liberandolo da incombenze che dovrebbero spettare ad altri. Se io mi devo occupare dello svolgimento della lezione, non posso allo stesso tempo battagliare con chi opera in continuazione perchè il lavoro del docente venga vanificato. Non cadiamo nel tranello di chi ci dice che dovremmo essere dei tuttofare.
Siamo d'accordo che la maleducazione è la causa principale dell'indisciplina in classe. L'alunno o studente sarà chiamato a spiegare le ragioni del suo comportamento a una figura appositamente preparata su questo tipo di problematiche. Se non sarà sufficiente una volta, si andrà avanti a oltranza, con il coinvolgimento continuo dei genitori, che, "disturbati" in continuazione, finiranno per intervenire in modo deciso nei confronti dei figli. A mio modo di vedere si otterrebbero dei buoni risultati.
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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 5:02 pm

comp_xt ha scritto:

L'errore che fa Cloretta è però quello di voler sostituire la retorica e l'ideologia altrui con la propria.
Che esista un'ideologia gender che qualcuno vorrebbe diffondere tramite la scuola è verissimo - Cloretta però vorrebbe sostituirla con un'altra ideologia, quella omofoba.

Ma chi ha detto questo?
Uno è libero di avere l'identità sessuale che più ritiene opportuna, basta che nell'adottarla non getti discredito sull'istituzione scolastica e non imponga all'utenza degli istituti un suo modo di essere che è, per molti, sconcertante e ripugnante.
Un omosessuale, se ha cura di evitare certe "esibizioni", può ancora sostenere di tenere separata la sua sessualità dal ruolo pubblico che svolge (al di là di qualunque idea io possa avere su di lei/lui).
Un travestito, per ovvi motivi e per definizione, non può farlo.


Ultima modifica di Cloretta il Lun Apr 18, 2016 5:23 pm, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 5:11 pm

Paolo Santaniello ha scritto:

Si, esatto, il riconoscere pari dignità di un "normale" a un "travestito" in un contesto lavorativo è uno dei principi fondamentali su cui si fonda il vivere civile!


Con ciò ritengo esaurita la discussione con questo individuo. Sostenere che finalità precipua dei padri costituenti, mentre redigevano la carta costituzionale, fosse quella di inviare i viados a insegnare alle scuole medie, significa non solo essere profondamente ignoranti e incapaci di esercitare la capacità critica anche ai minimi livelli (quindi, già solo per questo, indegni di sedere dietro a una cattedra), non solo voler interpretare ogni fenomeno dell'universo mondo alla luce del proprio degrado morale, ma spingersi ai confini del delirio confusionale patologico.
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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 5:12 pm

avidodinformazioni ha scritto:

Non credo che nella mitologia nordica esistano troll e trollesse.

Anche i cretini come te erano abbastanza rari...
Non che sia necessario sottolinearlo, ma la qui presente "trollessa" frequenta questo forum da prima che tu, sventuratamente, ne scoprissi l'esistenza.
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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 5:20 pm

Diogenes ha scritto:
Avrei proprio voluto vederla vivere nell'Italia del 1947, lei, una donna!

Che cosa vorrebbe dire? Che la sua "Costituzione", che secondo lei offriva tanti diritti ai viados, si era però dimenticata delle donne?  
Lei ha una concezione a dir poco imprecisa della storia italiana, non c'è che dire.
Le "maestrine dalla penna rossa" esistevano da molto prima del 1947. E l'anno prima avevano "perfino" ottenuto il diritto di voto...
Si discuteva già, in modo piuttosto acceso, la possibilità di introdurre il divorzio (Togliatti ne era un sostenitore, Croce un avversatore); ma di certo ai "diritti dei viados" nessuno poteva ancora legittimamente pensare. La Costituzione, con tutti i suoi limiti, era stata scritta da persone che pensavano ad un'evoluzione civile e politica dell'Italia, non al suo naufragio nell'abiezione più totale.
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