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 Un lavoro non per tutti bellissimo

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AutoreMessaggio
vittorio.pessini



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MessaggioOggetto: Un lavoro non per tutti bellissimo   Ven Apr 15, 2016 9:18 am

Promemoria primo messaggio :

Gentilissimi,
ho 33 anni, sono laureato in Lettere moderne e lavoro da anni come redattore. Qualche tempo fa ho scritto su questo forum per ricevere informazioni in merito a crediti mancanti per accedere alle prove per il prossimo Tfa, ricevendo risposta.
Per curiosità nei giorni successivi sono andato a leggere una buona parte degli scambi contenuti in questa sezione e ammetto di essere rimasto un po'perplesso per i toni utilizzati da molti docenti.
Premesso che ritengo il vostro forum uno strumento utilissimo, mi hanno colpito tre tipologie di utenti che prendono parte alle discussioni.
Una prima tipologia è convinta che la maggior parte degli studenti non studi, sia ignorante, non si applichi, e che rappresenti solo un mero ostacolo al loro lavoro. Verissimo, ma a cosa giova continuare a riportare esempi di questo tipo? Sono convinto che ogni giorno voi vediate anche esempi diversi, di studenti che si applicano e che riescono a superare le loro difficoltà anche grazie al vostro aiuto. Perché di quelli non si parla quasi mai? Ciò che mi lascia interdetto non è tanto il problema che sollevate, quanto i toni utilizzati, che denotano a volte frustrazione e, soprattutto, rabbia verso alcuni studenti, comportamenti e modi di essere che io vedo nettamente in contrasto con la professione di insegnante.
Una seconda tipologia di utenti si lamenta poi dei cosiddetti "figli di papà", abituati a non fare nulla e a ricevere ugualmente ogni cosa in cambio, capaci solo di venire a scuola a bordo di costosissimi suv per scaldare il banco. Ammettiamo che anche questo sia vero, non lo dubito, ma quello che emerge da parte di alcuni è ancora una volta un atteggiamento di frustrazione, che sfiora un assurdo disagio "di classe" (non intesa in senso scolastico ). Il fatto di quanti soldi possa avere uno non vedo proprio che rapporto possa avere con la didattica. Se uno non studia va sanzionato con gli strumenti che ha a disposizione un professore, non disprezzato dal punto di vista umano, quanto meno non da chi ha la responsabilità della sua educazione. Sono convinto che la maggior parte di queste lamentele derivi dalla (purtroppo) scarsa considerazione sociale di cui godono gli insegnanti (che dunque sono guardati dall'alto in basso da alcuni alunni e dai genitori di questi) e dalle retribuzioni che non sono in linea con i parametri europei. Tutto vero, ma sono fatti risaputi da anni, da decenni, e la soluzione non consiste certamente in un atteggiamento di dileggio e di disprezzo verso stili e comportamenti nei quali non ci si riconosce.
Una terza tipologia infine si lamenta non solo del rendimento scolastico, ma dell'apatia generale dei ragazzi, giudicandoli dei falliti che non solo non faranno strada a scuola, ma nemmeno nella vita. Ma siete sicuri che etichettare così una persona di 14, 15, 16, 17 anni sia corretto? I ragazzi di oggi con cui lavorate rappresentano, nel bene e nel male, il vostro futuro, e voi avete un compito straordinario, quello di traghettarli verso l'età adulta dal punto di vista dell'istruzione. Non vedo compito più nobile, forse solo la professione di medico. Ma se un medico si lamentasse che i suoi pazienti sono malati, che medico sarebbe? Dal dottore ci vanno tutti, malati e persone sane che vogliono fare semplici controlli. A scuola ci vengono tutti, chi ha voglia di studiare e chi no, persone dotate e persone meno dotate. Le prime andranno avanti, le seconde saranno giustamente fermate, ma tutte hanno il diritto di avere una valutazione serena, obiettiva, che non si lasci trascinare da sentimenti come antipatia, rabbia, livore.
Ovviamente queste considerazioni riguardano solo una percentuale minore degli utilizzatori di questo forum, e queste osservazioni spontanee non sono minimamente rivolte a chi ogni giorno entra in classe sereno e pronto a svolgere la sua utilissima professione con gioia ed entusiasmo.
Grazie e cordiali saluti.
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AutoreMessaggio
comp_xt



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 5:36 pm

Cloretta ha scritto:
comp_xt ha scritto:

L'errore che fa Cloretta è però quello di voler sostituire la retorica e l'ideologia altrui con la propria.
Che esista un'ideologia gender che qualcuno vorrebbe diffondere tramite la scuola è verissimo - Cloretta però vorrebbe sostituirla con un'altra ideologia, quella omofoba.

Ma chi ha detto questo?
Uno è libero di avere l'identità sessuale che più ritiene opportuna, basta che nell'adottarla non getti discredito sull'istituzione scolastica e non imponga all'utenza degli istituti un suo modo di essere che è, per molti, sconcertante e ripugnante.
Un omosessuale, se ha cura di evitare certe "esibizioni", può ancora sostenere di tenere separata la sua sessualità dal ruolo pubblico che svolge (al di là di qualunque idea io possa avere su di lei/lui).
Un travestito, per ovvi motivi e per definizione, non può farlo.

E questo non è forse un approccio ideologico? Cambia solo l'ideologia di riferimento, avendo sostituito il gender con l'omofobia (che si tratti di questo è evidente quando pretendi che un docente omosessuale tenga nascosto questo suo status ma non chiedi, ad esempio, che un eterosessuale tenta nascoste le sue relazioni).


Se la scuola ha come fine principale quello di ISTRUIRE, il discredito sull'istituzione viene gettato dai docenti ignoranti, da quelli nullafacenti, da quelli che a vario titolo vengono meno all'obbligo professionale di insegnare.


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Cloretta



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 5:49 pm

comp_xt ha scritto:

E questo non è forse un approccio ideologico?

No, è un fatto. Nessuno, a meno che non sia un genitore snaturato o completamente folle, lascerebbe l'istruzione di suo figlio in mano a un invertito. E' un dato di fatto accertabile, almeno nella realtà scolastica in cui io vivo. (Non so in quale realtà viva tu).

comp_xt ha scritto:
Se la scuola ha come fine principale quello di ISTRUIRE, il discredito sull'istituzione viene gettato dai docenti ignoranti, da quelli nullafacenti, da quelli che a vario titolo vengono meno all'obbligo professionale di insegnare.

Sicuramente. Io però dubito che la presenza a scuola di viados e pervertiti vari possa risollevare le quotazioni di un istituto, fossero pure i migliori insegnanti del mondo (e mi pare difficile essere un buon insegnante per chi è più concentrato su ciò che ha sotto che sopra la cintola).
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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 5:59 pm

Sasha73 ha scritto:
La figura dello psicologo rende più "incisivo" agli occhi dei ragazzi e dei genitori l'intervento disciplinare.
Ragazzino fancazzista da competizione , discussione con la mamma, proposta della DS di mandarlo dallo psicologo della scuola.
Il giorno dopo la psicologa entra in classe e chiede se il ragazzino è presente, lo indico, gli chiede se può parlargli, il ragazzino evidentemente non sa nulla, esce, dopo 5 minuti rientra visibilmente incazzato e dicendo a voce udibile "mia madre è una stronza".

Che io sappia non ha fatto ulteriori incontri.

No, in questo caso non è stato incisivo, forse mollare.
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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 6:01 pm

Cloretta ha scritto:
avidodinformazioni ha scritto:

Non credo che nella mitologia nordica esistano troll e trollesse.

Anche i cretini come te erano abbastanza rari...
Non che sia necessario sottolinearlo, ma la qui presente "trollessa" frequenta questo forum da prima che tu, sventuratamente, ne scoprissi l'esistenza.
mitologia = vecchiume; troll e trollesse hanno rispettabili anzianità di servizio.
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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 6:03 pm

Cloretta ha scritto:
Si discuteva già, in modo piuttosto acceso, la possibilità di introdurre il divorzio (Togliatti ne era un sostenitore, Croce un avversatore)
Ma dai, mi stai aprendo un mondo; ma ne sei sicura ? Dicendolo non vorrei fare figuracce.
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Paolo Santaniello



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 6:09 pm

che c'entrano i viados? Stiamo parlando di docenti, mica di prostitute!
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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 6:14 pm

Paolo Santaniello ha scritto:
che c'entrano i viados? Stiamo parlando di docenti, mica di prostitute!
Non fare discorsi troppo complicati ! La classificazione mediante una moltitudine di parametri non è un'attività alla portata di tutti.
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Paolo Santaniello



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 6:59 pm

Mi spiego meglio.
Chiamare viados un transessuale è come chiamare puttana una donna.
Io non mi permetterei mai neanche lontanamente di alludere una cosa simile a una collega femmina, nemmeno se si presentasse a scuola vestita proprio da puttanone da tangenziale (come, mi dicono, alcune professoresse a volte fanno)...
ma qui stiamo parlando di un NORMALE abbigliamento femminile, quello cioè che tutte le docenti femmine quotidianamente indossano. Per quale motivo messo addosso a una donna è ok, e messo addosso a un uomo è indecente? Ognuno è libero di vestirsi come vuole, nei limiti della decenza.
Io per esempio sono un uomo, etero, e sobrio; mi vesto "da uomo" però ho i capelli lunghi e vado a scuola con la coda di cavallo. Devo forse preoccuparmi? E' una pettinatura riservata alle sole donne, come le gonne e i tailleur? E viceversa, la collega femmina che si taglia i capelli corti e non si trucca? E' indecente perchè sembra un uomo????
E pensare che quest'anno a scuola mia hanno fatto l'UDA su "stereotipi di genere" ... ma qualcosa così sarebbe necessaria per i docenti altro che ! Sveglia! siamo in un paese libero!!!
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 7:00 pm

Sasha73 ha scritto:

La figura dello psicologo rende più "incisivo" agli occhi dei ragazzi e dei genitori l'intervento disciplinare. Inoltre sgrava il docente dal compito di relazionarsi con i genitori del ragazzo su questioni disciplinari, compito che verrebbe affidato alla/o psicologa/o, dopo che il docente si è confrontato preliminarmente con quest'ultima/o sul "caso" in questione.

Ho riletto, ma continuo a non essere d'accordo. il delegare allo psicologo la gestione dell'indisciplina e della cafonaggine (ripeto, non parlo di dinamiche molto specifiche, di bullismo e simili, parlo proprio di pura e semplice cafonaggine) significa una cosa sola in termini concreti: significa far passare ai ragazzi il messaggio molto chiaro di deresponsabilizzazione ancora più profonda di quanto non lo sia già. Ovvero, significa far passare il messaggio che "se tu ti comporti male vuol dire che hai un disagio o un problema, e hai bisogno di essere aiutato a risolvere il problema".

Il che, per il ragazzo, diventa immediatamente una motivazione per autogiustificarsi, in quanto non è mica lui che è colpevole di scorrettezze, ma è vittima di un problema; e inoltre, assesta un ulteriore colpo micidiale all'autorevolezza dell'insegnante, perché il messaggio che passa è che "io riesco a far disperare gli insegnanti così tanto che hanno dovuto ricorrere all'aiuto di uno specialista, perchè da soli contro di me non riescono a fare niente".

Quando invece, appunto, siamo di fronte a casi in cui i ragazzi si comportano male senza nessun secondo fine recondito e senza nessuna implicazione interiore dolorosa, ma lo fanno per pura e semplice cafonaggine e superficialità, nonché per certezza quasi assoluta di non avere conseguenze serie... l'unico modo per disincentivare i comportamenti scorretti sarebbe proprio quello di sanzionarli seriamente (e di non dare spago ai genitori che li difendono, ma anzi, buttare continuamente su di loro il richiamo alla responsabilità per quello che combina il figlio).

Da questo punto di vista, è corretto quello che dici sul fatto di "dare fastidio" ai genitori sempre più spesso, con convocazioni e segnalazioni continue, ma appunto, NON certo da parte dello psicologo, ma da parte degli operatori della scuola, e degli organi della scuola preposti anche al controllo disciplinare, che esistono già.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 7:25 pm

Io invece mi chiederei in che modo l'aspetto esteriore e l'abbigliamento dovrebbero automaticamente implicare una presunta "ostentazione della propria sessualità", che non potrebbe in alcun modo essere tenuta separata dal ruolo lavorativo.

Qua è stato detto che l'omosessuale, al limite, può riuscire a "tenerla nascosta", mentre il transessuale no. Ma allora con la maggioranza degli eterosessuali come la mettiamo?

Il fatto di vestirsi in un certo modo rivela direttamente dei dettagli riservati della propria sessualità? Cioè, l'eventuale trans, per il solo fatto di essere trans, ci si aspetta che passi le giornate intere a parlare di sesso e a fare allusioni sessuali, oppure a raccontare i cavoli propri a tutti in materia di relazioni private e di abitudini erotiche? Se anche è fisicamente evidente che una persona è trans, questo vuol dire che per forza debba ostentare davanti a tutto il mondo le proprie abitudini sessuali? Ossia, se è accompagnata o è single, se è monogama o se è promiscua, se ha l'amante clandestino o no, se si prostituisce o no, se fa le orge o no, se guarda film porno o no, se ama il sadomaso piuttosto che le coccole romantiche? Scusate, ma a me non risulta proprio. Se tale persona tiene (appunto) separata la propria vita privata da quella professionale, non parla di sesso sul lavoro, e non dissemina provocazioni a sfondo sessuale, in che modo starebbe "ostentando la propria sessualità"?

E in particolare, in che modo la starebbe ostentando in maniera diversa da quella di chiunque altro che non è trans e non è nemmeno gay, né appartenente a qualche bizzarra minoranza di amatori di pratiche strane? Anche una normalissima donna che si veste da donna e che si presenta come donna, e che magari tutti sanno che è sposata e con figli, e quindi tutti sanno che è eterosessuale e che sta con un uomo, allora sta ostentando la propria sessualità?

Se poi il solo fatto di far vedere l'aspetto fisico del proprio corpo (NON in circostanze intime, ma in quelle normali della vita sociale di tutti i giorni, come facciamo tutti) significa "ostentare la propria sessualità", allora questo vale per tutti, mica solo per i trans.

Unica soluzione: le insegnanti donne tutte col burqa integrale, e i maschi col tonacone bianco e il cappuccio a punta come i Confratelli della Misericordia!
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Sasha73



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 7:33 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Sasha73 ha scritto:
 
La figura dello psicologo rende più "incisivo" agli occhi dei ragazzi e dei genitori l'intervento disciplinare. Inoltre sgrava il docente dal compito di relazionarsi con i genitori del ragazzo su questioni disciplinari, compito che verrebbe affidato alla/o psicologa/o, dopo che il docente si è confrontato preliminarmente con quest'ultima/o sul "caso" in questione.

Da questo punto di vista, è corretto quello che dici sul fatto di "dare fastidio" ai genitori sempre più spesso, con convocazioni e segnalazioni continue, ma appunto, NON certo da parte dello psicologo, ma da parte degli operatori della scuola, e degli organi della scuola preposti anche al controllo disciplinare, che esistono già.
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Paniscus, gli operatori della scuola che esistono già delegano a te questo ruolo. Nella mia lunga esperienza di supplente non ho incontrato nessuno che si sostituiva al docente nel relazionarsi con i genitori degli alunni più rompiscatole.
Io sto dicendo che è di grande importanza che gli istituti scolastici si dotino stabilmente, e non "una tantum", di figure professionali di quel genere, con incarichi ben precisi, proprio per supportare il docente. Io ho menzionato il caso dell'indisciplina, ma il discorso potrebbe estendersi ai casi di DSA, di BES, che sono in crescendo esponenziale e che sempre di più saranno scaricati sui docenti curricolari, senza alcun supporto che non sia qualche sporadica oretta di aggiornamento pomeridiano.
Scrivi che la figura dello psicologo renderebbe più debole l'autorità dell'insegnante in classe. Questa è una tua supposizione. In verità l'alunno, studente, a mio parere, sarebbe disincentivato dal comportarsi in modo indisciplinato, proprio perchè il docente passerebbe immediatamente il caso a una figura terza, quindi verrebbe meno la componente provocatoria nei confronti del docente che gioca un peso notevole nelle relazioni conflittuali tra alunni-studenti e docente.
Purtroppo la scuola di oggi, per come è strutturata, non è in grado di affrontare il problema in maniera incisiva. Come scrivevo nel mio primo intervento, questa grave carenza la si sconta in termini gravissimi di born-out, di apprendimento scadente degli alunni-studenti, di dispersione scolastica ecc..
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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 7:43 pm

Paolo Santaniello ha scritto:
Mi spiego meglio.
Chiamare viados un transessuale è come chiamare puttana una donna.
Alcune menti semplici lo fanno.
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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 7:47 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Unica soluzione: le insegnanti donne tutte col burqa integrale, e i maschi col tonacone bianco e il cappuccio a punta come i Confratelli della Misericordia!
Immagino che colonretta preferirebbe l'abbigliamento da KKK, che comunque è abito bianco con cappello a punta.
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chicca70



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 8:11 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Cloretta ha scritto:
Si discuteva già, in modo piuttosto acceso, la possibilità di introdurre il divorzio (Togliatti ne era un sostenitore, Croce un avversatore)
Ma dai, mi stai aprendo un mondo; ma ne sei sicura ? Dicendolo non vorrei fare figuracce.


Magari dall'aldila'... Oppure è un omonimo.
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 8:14 pm

Per favore,non siamo patetici ed usiamo la declinazione maschile per i trans.i cromosomi sessuali sono maschili, questo li rende uomini fino alla morte.andare da un chirurgo farsi sbucciare il pene e rivoltare la pelle in dentro non cambia le cose
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Paolo Santaniello



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 8:32 pm

Felipeto ha scritto:
Per favore,non siamo patetici ed usiamo la declinazione maschile per i trans.i cromosomi sessuali sono maschili, questo li rende uomini fino alla morte.andare da un chirurgo farsi sbucciare il pene e rivoltare la pelle in dentro non cambia le cose
Al contrario, le cambia perchè il proprietario di quel corpo ha voluto cambiarle!
L'uso dei pronomi e delle declinazioni non fa riferimento al corredo cromosomico, ma al ruolo sociale che quella persona vuole avere nei confronti del genere, e quella è una sua scelta, come il nome. Se il nome non ti piace puoi fartelo cambiare (non è facile, ma comunque più facile che cambiare sesso) e poi la gente ti chiamerà come tu hai voluto essere chiamato.
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 8:37 pm

Ho sentito che negli Stati uniti,a dio piacendo, esiste una legge che obbliga i trans ad usufruire dei bagni del sesso indicato nel certificato di nascita. Forse,a qualche donna o ragazzina, non andava molto a genio trovarsi in bagno con un marcantonio di due metri con una figa di gomma...
E direi che la cosa è comprensibile..
Supponiamo che da domani io abbia un conflitto di età, invece che di genere,mi sento un bambino.quindi posso frequentare l asilo per non essere discriminato?
Ovviamente no,come non è permesso dio volendo a un trans di usare le docce femminili di una palestra con ragazzine..
Purtroppo,nonostante l ossessione per il radical chic,una persona che decide di spendere migliaia di euro o dollari per farsi montare un pene pneumatico o viceversa farsi creare una tasca artificiale finta vaginale è una persona estremamente problematica che andrebbe aiutata. Non abbattuta,non fatta fuori come pare scriva qualcuno. Ma aiutata e non certo considerata normale. Se ogni nuova cavità corporea può essere considerata vaginale,allora una fistola può esserlo e mi permette di fare la doccia in palestra con le donne?
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 8:39 pm

Felipeto ha scritto:
Per favore,non siamo patetici ed usiamo la declinazione maschile per i trans.i cromosomi sessuali sono maschili,

Lo sanno tutti che i loro cromosomi sono maschili. Infatti la scelta della classificazione grammaticale del termine non c'entra niente con i cromosomi. Davvero non lo sapevi? Ci mancherebbe pure che la "guardia", la "sentinella" o la "guida alpina", se maschi, si facessero dei problemi di identità basati sui cromosomi.

Tra l'altro, esiste anche la transessualità da femmina a maschio, davvero non sapevi nemmeno questo?

E studia, una buona volta, santo cielo!

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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 8:42 pm

Il proprietario del suo corpo può operarsi,scarnificarsi,tatuarsi,,, ma non può pretendere che sia un suo diritto esibire qualcosa di abnorme e contro natura in uno spogliatoio pubblico.
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 8:47 pm

Devo studiare l universo della perversione umana? Fottesega.
Comunque, al di là delle esternazioni della moda del momento, so benissimo che tutti gli utenti del forum,avessero una figlia minorenne che si trova in doccia in piscina Luana, il trans quarantenne di duemetri, andrebbero su tutte le furie.pero finché il problema riguarda gli altri tutti pronti a dichiararsi tolleranti.tipico italico.
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 8:51 pm

comp_xt ha scritto:

Quale è il compito principale della scuola? Istruire o educare?

Io da sempre sostengo che, almeno la scuola superiore, dovrebbe avere come principale finalità quella di istruire gli studenti.
I valori morali che a scuola vengono veicolati non debbono  essere un fine ma semplicemente uno strumento affinché l'istituzione possa raggiungere il suo scopo, che è quello di fornire un'istruzione adeguata agli alunni.

Ritengo tuttavia che il mio punto di vista sia minoritario, non solo nella società (che vorrebbe delegare alla scuola l'educazione a qualsiasi tipo di valore morale o presunto tale) ma anche fra i dirigenti scolastici e gli stessi docenti.

Cloretta ha ragione quando sostiene che nella scuola italiana il politicamente corretto la fa da padrone.
Le celebrazioni retoriche sull'unità d'Italia o sulla prima guerra mondiale abbondano, nei mesi scorsi migliaia di classi sono state portate all'Expo ("nutrire il pianeta" evidentemente significa "nutrire le multinazionali e gli affaristi"), ogni anno tutte le scuole sono coinvolte in qualche iniziativa nell'ambito delle celebrazioni per il 25 aprile (veneriamo la liberazione dal nazi-fascismo ma non ci rendiamo conto che Mussolini vinse le elezioni del 1924 grazie ad una legge elettorale truffaldina e che durante il ventennio poté consolidare la dittatura restando nell'alveo della legalità formale dello Statuto Albertino opportunamente modificato - esattamente come Matteo Renzi che, guarda caso, ha realizzato le sue pseudo-riforme agendo sulla legge elettorale e modificando sostanzialmente la carta costituzionale).

C'è poi il "sogno europeo", con il quale la retorica di regime dà poi il peggio di se.
Innumerevoli iniziative, a cui la scuola non è certo estranea, con la quale si cerca di occultare la realtà di fondo, ossia che l'Unione Europea è un'entità nazista i cui fautori teorizzano la superiorità dei mercati finanziari sull'uomo.

Ultimamente abbiamo a che fare l'ondata migratoria, che ci viene presentata in termini caritatevoli (anche se i veri profughi sono una minima percentuale), in maniera che nessuno si renda conto che il reale obiettivo: abbassare il costo del lavoro immettendo migliaia e migliaia di persone disposte a lavorare per stipendi nettamente inferiori rispetto a quelli percepiti attualmente dai cittadini europei.
La scuola per adesso non sembra essere stata coinvolta, ma penso che a breve non mancheranno le iniziative per educare gli studenti "ad accogliere chi sfugge da povertà, fame e guerra".

Tutte queste iniziative retoriche tolgono tempo allo studio serio, quello nel quale i fatti vanno analizzati e non celebrati o deprecati a seconda dei casi.
La politica vuole, ad esempio, che a scuola si celebri il lavoro, in maniera tale che a forza di celebrarlo retoricamente i cittadini ne abbiano la nausea e facciano passare leggi immonde quali la riforma Fornero o il Jobs Act.

L'errore che fa Cloretta è però quello di voler sostituire la retorica e l'ideologia altrui con la propria.
Che esista un'ideologia gender che qualcuno vorrebbe diffondere tramite la scuola è verissimo - Cloretta però vorrebbe sostituirla con un'altra ideologia, quella omofoba.

E allora l'appello che faccio è il seguente: LASCIAMO ALLA SCUOLA IL COMPITO DI ISTRUIRE E TENIAMOLA FUORI DALLE IDEOLOGIE!
La scuola funziona bene solo se si limita a istruire, quando viene utilizzata per fare propaganda si fanno solo danni.

E per l'ennesima volta concordo al 100% con comp_xt
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 9:11 pm

ushikawa ha scritto:
comp_xt ha scritto:


L'errore che fa Cloretta è però quello di voler sostituire la retorica e l'ideologia altrui con la propria.
Che esista un'ideologia gender che qualcuno vorrebbe diffondere tramite la scuola è verissimo

E per l'ennesima volta concordo al 100% con comp_xt

Anch'io concordo su quasi tutto, tranne che sulla frase evidenziata.

Penso che l' "ideologia gender" non esista (se non eventualmente da parte di qualche bizzarra frangia estremista di quattro gatti che non si fila nessuno), e tanto meno che ci sia un complotto per diffonderla tramite la scuola.

Quello che i bacchettoni fobici chiamano "ideologia gender", in realtà, non è altro che il punto di vista di chi difende l'uguaglianza dei diritti per tutti e si oppone alle discriminazioni.

Ad esempio, un caso classico sta proprio in una delle discussioni apparse qui.

Chi ha detto che ai transessuali devono essere garantiti tutti i normali diritti riconosciuti agli altri, e anche quello di fare gli stessi lavori a cui hanno accesso gli altri, e NON perché siano transessuali, ma semplicemente perché sono esseri umani come tutti gli altri, è stato accusato di voler propugnare chissà quale ideologia specifica "a favore dei transessuali" in quanto tali. Quando invece si era sottolineato esattamente il contrario, ossia che l'essere transessuale non c'entra niente, e che il diritto di quelle persone va difeso in quanto persone e non in quanto trans.

Chi sostiene questo, viene accusato di "propugnare l'ideologia gender".
Quando del gender non gliene può fregare di meno.

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Paolo Tuguri



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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 9:16 pm

vittorio.pessini ha scritto:
Gentilissimi,[...]
Grazie e cordiali saluti.

Gentile Vittorio.
La tua analisi, che parrebbe avere pretese sociologiche e però si conclude riferendosi ad una percentuale minore di utilizzatori, si auto-confuta nella pretesa di analizzare la professionalità docente attraverso  un forum di insegnanti in cui (legittimamente) non scrivono solo insegnanti, in cui si incontrano personalità (anche eminenti) scisse in uno stesso o diversi nick-names. Una pretesa paragonabile a quella di indagare sull'amicizia attraverso Facebook, sull'originalità attraverso Twitter, sull'età attraverso Instagram.
Nessuna delle tipologie da te analizzate esiste nel mondo dei vivi, credo che tu lo sappia meglio di me e che il tuo intento fosse quello di sollevare polvere e, visti i risultati, devo darti atto di esserci brillantemente riuscito.

Alcune delle questioni che sollevi hanno tuttavia il pregio della concretezza ed hanno suscitato in me alcuni interrogativi.

1)La frustrazione, che anche io avverto nell'insegnare e nell'imparare, deriva dall'incapacità di adeguarmi agli studenti, dalla loro incapacità di adeguarsi o dal fatto che a Scuola  spesso non sia permesso insegnare e imparare?
2)Le differenze sociali, non necessariamente e non esclusivamente su basi censitarie, si stanno riproponendo con forza nel mondo dell'istruzione, a tutti i livelli, con la costante di un decremento generale delle competenze raggiunte. Non è questione di ricchi e poveri ma di complessità ed inclusione (termine di cui si abusa) che vanno perdendosi nella fluidità di diplomifici e abbandoni.
3) I ragazzi di oggi rappresentano il mio presente e il loro futuro che si costruisce nel loro presente per cui ne va del mio futuro.
In altre parole la relazione tra me e loro implica che entrambe le parti si mettano in discussione, aspetto di problematicità esiziale visto il solipsismo che caratterizza i ragazzi oggi e l'autoreferenzialità tipica di molti docenti.
4) andare dal medico è utile solo se ci si affida alle sue cure altrimenti è un perdere tempo e salute; per molti questa rappresenta un'ovvietà, affidarsi al docente è l'unica strada per dare un senso al proprio percorso scolastico ma quanti realmente lo fanno? Quanto conviene? Molto più semplice è metterlo in discussione, sempre e comunque. Le nostre responsabilità sono evidenti (lo stipendio non c'entra ), lo status siamo noi a costruirlo come esperti disciplinari, smettendo di atteggiarci a psicologi-sociologi-criminologi e quant'altro. Dobbiamo tornare ad insegnare e basta ma deve esserci consentito smettendola di chiederci di supplire alle mancanze di altri.

Spero di aver dato un sia pur minimo contributo, grazie per gli spunti di riflessione.

Cordiali saluti.
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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 9:19 pm

Non che amassi il post iniziale e l'argomento ivi proposto, ma sui trans non era stato detto già tutto ...... già troppo altrove ? Le posizioni mi sembrano inconciliabili, non sarebbe il caso di soprassedere ?
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MessaggioOggetto: Re: Un lavoro non per tutti bellissimo   Lun Apr 18, 2016 9:39 pm

Felipeto ha scritto:
Il proprietario del suo corpo può operarsi,scarnificarsi,tatuarsi,,, ma non può pretendere che sia un suo diritto esibire qualcosa di abnorme e contro natura in uno spogliatoio pubblico.

Se ne deduce che, secondo la tua logica, chiunque dovrebbe essere legittimamente sbattuto fuori da uno spogliatoio, da una palestra o da una piscina solo perché il suo aspetto fisico "fa impressione", oppure perché non si sa mai, ma "potrebbe fare impressione" a qualcuno.

Quindi, anche a uno che non è affatto transessuale dovrebbe essere vietato di utilizzare tali strutture, solo perché è troppo tatuato, o perchè è troppo grasso, o perché è troppo magro, oppure troppo sfigurato da cicatrici e bruciature dovute a un incidente, o perché ha una disabilità fisica che "fa impressione", o anche semplicemente perché è troppo brutto dal punto di vita estetico?

Se invece la cosa ti disturba solo quando "c'è di mezzo il sesso", mi viene il dubbio che qualche problemino in quell'ambito ce l'abbia tu, non il mondo totale globbale.

Io ammetto che, personalmente, potrebbe farmi molto più effetto trovarmi come compagna di spogliatoio questa qui (che è biologicamente donna e ha anche avuto figli in modo naturale):

http://www.dailymail.co.uk/news/article-2481092/I-different-Mexican-lawyer-undergoes-extreme-body-modification-Vampire-Lady-complete-titanium-horns-inserted-head.html

... piuttosto che un ex-maschio diventato femmina, ma che fa una vita da femmina normale o quasi.  : - )

L.
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