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 Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa

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ushikawa



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MessaggioOggetto: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Mer Apr 20, 2016 6:17 am

Promemoria primo messaggio :

La vicenda e il "giusto" provvedimento del MIUR secondo la stampa istituzionale:
http://milano.repubblica.it/cronaca/2016/04/18/news/legnano_disabile_esclusa_gita-137869669/
http://www.corriere.it/cronache/16_aprile_18/05-interni-documentoacorriere-web-sezioni-c7a55c92-04ee-11e6-9af5-d262a7a5f049.shtml

La vicenda secondo i genitori degli altri alunni della classe:
http://www.sempionenews.it/cronaca/vicenda-gita-legnano-posizione-classe/

Il punto di vista né scontato né ipocrita di un'attivista per i diritti dei disabili:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/04/18/disabilita-e-gite-scolastiche-lo-schiaffo-dellinclusione-che-non-ce/2648677/
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Mer Apr 20, 2016 5:58 pm

A0quarantasette ha scritto:
La scuola non può e non deve essere luogo di discriminazione. Questo secondo me non deve mai passare in secondo piano.
Se ci sono impedimenti di questo tipo la gita non si deve fare, punto.
L'errore in questo caso è stato non prevedere che ci sarebbero stati problemi e secondo me i segnali c'erano tutti, perché a quanto pare non era la prima volta che la ragazzina veniva discriminata.
Tu non sai cosa sia la discriminazione; fai passare la notizia che "la classe non va in gita perchè c'è il disabile che non può essere discriminato e non si riesce a portare", poi imparerai cos'è veramente.

Non sono un fan delle gite, per me non esisterebbero, non a queste condizioni di responsabilità e remunerazione, ma i ragazzi è normale che le vogliano fare; impedirlo per questioni di inclusione è secondo me un gravissimo errore.
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Mer Apr 20, 2016 6:02 pm

Al di là del dove e con quale età: se si viaggia più giorni con un alunno disabile con problemi comportamentali, a mio avviso la situazione è semplice: o viene anche un genitore dell'alunno o non se ne fa nulla.
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A0quarantasette



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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Mer Apr 20, 2016 6:07 pm

avidodinformazioni ha scritto:
A0quarantasette ha scritto:
La scuola non può e non deve essere luogo di discriminazione. Questo secondo me non deve mai passare in secondo piano.
Se ci sono impedimenti di questo tipo la gita non si deve fare, punto.
L'errore in questo caso è stato non prevedere che ci sarebbero stati problemi e secondo me i segnali c'erano tutti, perché a quanto pare non era la prima volta che la ragazzina veniva discriminata.
Tu non sai cosa sia la discriminazione; fai passare la notizia che "la classe non va in gita perchè c'è il disabile che non può essere discriminato e non si riesce a portare", poi imparerai cos'è veramente.

Non sono un fan delle gite, per me non esisterebbero, non a queste condizioni di responsabilità e remunerazione, ma i ragazzi è normale che le vogliano fare; impedirlo per questioni di inclusione è secondo me un gravissimo errore.

Perché dovresti far passare la notizia che la gita non si fa per il disabile?!

L'ho detto prima: le gite vengono proposte dagli insegnanti. Basta che nessun insegnante proponga la gita e il problema non si pone.


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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Mer Apr 20, 2016 6:12 pm

Se tutto rimane segreto .......
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seasparrow



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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Gio Apr 21, 2016 4:00 pm

tutta la vicenda e' la prova di come in italia con la i minuscola apposta

le persone medie compresi molti docenti non capiscono che per ORGANIZZARE bene cose difficili

servono le risorse opportune ...

andare in giro per l'europa con una autistica pretendendo di farla DORMIRE insieme a studenti normali ...

non ci sono parole
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Gio Apr 21, 2016 4:52 pm

seasparrow ha scritto:
tutta la vicenda e' la prova di come in italia con la i minuscola apposta

le persone medie compresi molti docenti non capiscono che per ORGANIZZARE bene cose difficili

servono le risorse opportune ...

andare in giro per l'europa con una autistica pretendendo di farla DORMIRE insieme a studenti normali ...

non ci sono parole
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Gio Apr 21, 2016 5:31 pm

Nessuno ha risposto alla domanda più generale: indipendentemente che ci sia l'autistico o no, che cosa ci si porta a fare a Mauthausen un gruppo di 12-13enni palesemente immaturi, e incapaci di riflettere sul significato simbolico, etico e storico di quel luogo?
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Gio Apr 21, 2016 6:06 pm

Paniscus, a 13anni che li
Porti a birkenau o al bar dello sport è uguale.il problema è che a 17 è idem
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Gio Apr 21, 2016 8:47 pm

Ma infatti PERCHE' bisogna portarceli?
Solo per dimostrare di aver fatto una cosa "edificante"?
O per beccarsi un po' di pubblicità, o eventualmente anche un po' di fondi di qualche "progetto sulla memoria" di origine regionale o magari europea? A me la cosa suona sospetta, visto che di norma questa non è nemmeno la stagione dell'anno solita in cui si fanno le gite:vuol dire che non è stata un'iniziativa interna solo della scuola, ma che si sono agganciati a qualche progetto esterno...
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Gio Apr 21, 2016 8:53 pm

Direi un mix di tutto ciò...
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chicca70



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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Gio Apr 21, 2016 10:28 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Nesquellniscus_2.0o alla domanda più generale: indipendentemente che ci sia l'autistico o no, che cosa ci si porta a fare a Mauthausen un gruppo di 12-13enni palesemente immaturi, e incapaci di riflettere sul significato simbolico, etico e storico di quel luogo?


In gruppo i ragazzini di quell'età pensano ad altro. In viaggio con la famiglia, se i genitori sono in grado di spiegare i significati che quel luogo assume, può invece essere un'esperienza proficua.
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Romado72



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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Gio Apr 21, 2016 10:50 pm

Ragà, quando sento alcuni ragionamenti mi vengono i brividi. Ma chi di noi, all'epoca, nel ruolo di alunno intendo, ha vissuto la gita come una gita d'istruzione, nel "significato" di "istruzione" e non come una manciata di giorni di cazzeggio a palla con i compagni?
La verità è che fare la gita comunque senza la presenza del ragazzo con quelle particolari esigenze avrebbe comportato una discriminazione nei confronti del suddetto, ma non farla ha comportato comunque la discriminazione di coloro che non hanno bisogno di un docente in particolare . E sfido chiunque a dimostrare il contrario, ma con la "capoccia" dello studente, di grazia:):);)
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Gio Apr 21, 2016 10:54 pm

E perché, per un.paio di giorni di cazzeggio, si va fino in Germania?in un altro post ricordavo che invece di votare nei referendum sarebbe meglio consumare meno petrolio..giro in Germania con il pullman?1200 km circa, 400 LITRI DI GASOLIO PER IL PULLMAN! Quanti galloni di odiatissimo petrolio?
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evelina



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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Gio Apr 21, 2016 11:11 pm

Ma quale genitore e quale docente abbandonerebbe una minore con disabilità (autismo) di notte lasciandola in balìa di tredicenni (quindi altri minori, imprevedibili, immaturi e certamente incapaci di gestire una compagna con disabilità), con il rischio peraltro che la propria figlia possa vivere una situazione critica con chissà quali conseguenze! Con tutto ciò che vediamo che succede durante i viaggi d'istruzione! Ragazzi che cadono dai balconi o dalle finestre e perdono la vita...Io sarei terrorizzata. Io so che l'alunno con disabilità nei viaggi d'struzione deve essere assistito h24 dai docenti di sostegno o dall'educatore oppure è necessario che un genitore lo accompagni in viaggio d'istruzione (sarebbe meglio che lo facesse un docente di sostegno per far vivere comunque l'esperienza del distacco dalla famiglia come lo vivono tutti gli altri compagni...). L'alunno disabile deve essere tutelato così come tutti gli altri minori. Come si fa a delegare a dei bambini (perché a 13 anni sono veramente bambini) la tutela e la vigilanza notturne di una coetanea disabile che normalmente è seguita dai docenti di sostegno o dai genitori? Se si fosse trattato di mia figlia io avrei cercato di assicurarmi che fosse ben vigilata da un docente di sostegno/educatore anche di notte....e in mancanza di queste due figure sarei partita io con mia figlia ma non l'avrei mai abbandonata e delegata a minori incapaci a gestire anche soltanto sé stessi. Nella mia esperienza io ho avuto autistici anche molto aggressivi soprattutto quando certe abitudini della loro vita quotidiana venivano cambiate a causa di un imprevisto. Figuriamoci in un contesto "altro" come lo è il viaggio d'istruzione con ambienti diversi da quelli quotidiani (alberghi, camere, sala ristorante...altre persone...altri cibi...), per un autistico tutti questi stimoli devono essere ben Calibrati da figure esperte per non rischiare crisi nervose nell'alunno. Questa vicenda mi ha veramente messo in crisi. L'inclusione non significa catapultare un disabile in una stanza di 13enni altrettanto imprevedibili nei gesti...nelle parole...nelle azioni...senza considerare le possibili conseguenze.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Gio Apr 21, 2016 11:18 pm

Romado72 ha scritto:
Ragà, quando sento alcuni ragionamenti mi vengono i brividi. Ma chi di noi, all'epoca, nel ruolo di alunno intendo,  ha vissuto la gita come una gita d'istruzione, nel "significato" di "istruzione" e non come una manciata di giorni di cazzeggio a palla con i compagni?

Ma infatti, sapendo benissimo che per loro la gita non è altro che un'occasione di cazzeggio a palla, NON BISOGNA portarli in luoghi dove il cazzeggio a palla è evidentemente fuori luogo, tutto lì.

A questo proposito, segnalerei questo capolavoro di letteratura satirica:

http://www.einaudi.it/libri/libro/tova-reich/il-mio-olocausto/978880619097

Non solo l'autrice è ebrea, ebreissima, ma è un pezzo grosso intellettuale della più influente comunità ebraica americana, ed è la moglie di un tizio che è stato per diversi anni direttore di uno dei più importanti musei del mondo sul tema dello sterminio e della memoria... e che dopo un po' di anni ha voluto togliersi un po' di sassolini dalle scarpe su quanto non se ne possa più della banalizzazione e della commercializzazione dell'Olocausto.

Tra le scene più significative del romanzo, c'è appunto quella della visita guidata al campo di concentramento, preso d'assalto da orde di turisti schiamazzanti e di comitive scolastiche teppiste.

La comitiva scolastica più teppista di tutte viene da una rigorosissima scuola israeliana, in cui il viaggio di istruzione edificante sui luoghi dello sterminio è obbligatorio per tutti con aura di solennità estrema, ed è accompagnata da un giovane insegnante bullo e teppista a sua volta, ex istruttore dell'esercito, palestratissimo e strafatto di canne, che ogni anno accetta di accompagnare le classi sul luogo solo per rivedere la sua amante storica che vive da quelle parti, e che è una ex combattente araba-palestinese.

I dettagli non me li ricordo perché l'ho letto parecchi anni fa, comunque la sostanza è quella.

L.

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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Ven Apr 22, 2016 12:13 am

Perché, pensi che i ragazzini odierni di Sarajevo conoscano molto della guerra di 23-24 anni fa?la globalizzazione del rintronamento di Facebook è ovunque.non mi stupirei di vedere giovani israeliani spippettanti su Face al campo di concentramento...
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Ven Apr 22, 2016 6:16 am

certe volte mi sembra di leggere mio nonno...
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Ven Apr 22, 2016 2:58 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Nessuno ha risposto alla domanda più generale: indipendentemente che ci sia l'autistico o no, che cosa ci si porta a fare a Mauthausen un gruppo di 12-13enni palesemente immaturi, e incapaci di riflettere sul significato simbolico, etico e storico di quel luogo?



Sono stata giovedì a visitare le Fosse Ardeatine con la mia terza media, età media 13 anni: nessuno schiamazzo, nessun comportamento inadeguato, domande alla guida, nessun dato che non fossero in grado di cogliere e sopportare nelle loro testoline (molte non brillanti), nessun contegno che non fossero in grado di mantenere.
Non è la prima volta, né sarà l'ultima, fa parte del mio programma di storia da quando insegno, ho visto quindi diverse classi in visita, oltre alle mie, e tutta sta cagnara non mi pare proprio di averla mai vista, non ci crederai ma nessuno ha indugiato sullo "splatter" (e per chi sa come è avvenuta l'inumazione sa che ce ne sarebbe) né pensato a una messa laica.
Girando l'angolo una visitatrice dall'apparente età di 45/50 anni telefonava su un muretto del Mausoleo togliendosi le scarpe al sole...

Questo genere di visite sono il giusto riconoscimento delle giovani generazioni al sagrario che conserva la memoria storica (dovrebbe essere) condivisa, che la scuola si dovrebbe occupare di trasmettere. Ma apprendo che adesso non dovrei fare nemmeno quello: suggerimenti per trattare la seconda guerra mondiale in modo significativo? O è troppo altamente etica e ci fermiamo alle guerre puniche?  

Che i ragazzi siano immaturi sarà "palesemente" per te, io la trovo una affermazione assolutamente apodittica; che non riescano a cogliere il valore simbolico e storico di luoghi del genere è una bufala, e non a caso chi la sostiene sostiene anche di non averne fatto esperienza, e lo rivendica con orgoglio.
Da dove venga poi questa idea che ciò che è troppo "etico" non vada bene per i piccoli proprio mi sfugge.
Un volta delle stragi nazifasciste raccontava il nonno senza troppe cautele e le povere creature erano ritenute in grado di cogliere, oggi la memoria si vorrebbe recisa per lo schiamazzo di qualche ragazzino che poveretto non ci arriva, si spaventa, non capisce, ride perfino!
Solo noi possiamo cogliere l'alto "significato simbolico, etico e storico", mica quelle teste di cazzo di ragazzini, che ne sanno loro di coetanei morti: tanto noi vivremo in eterno e loro inizieranno a parlarne a 17 anni, quando saranno all'altezza di condividere con noi il mistero...
E poi ci lamentiamo che ci crescano in casa sempre più Kappler! E poi ci lamentiamo che siano immaturi quando continuiamo a ritenerli inadeguati a tutto!
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Ven Apr 22, 2016 4:17 pm

Lucetta, la visita alle Fosse Ardeatine l'hai fatta partendo da Roma o da un'altra città?
Comprendeva solo il sagrario oppure anche altre mete?

Credo che sia più facile organizzare una visita mirata alle Fosse e parlare di quella rappresaglia, una volta che gli alunni siano stati adeguatamente preparati sull'argomento, piuttosto che dei campi di concentramento e sullo sterminio organizzato industrialmente di milioni di persone, che rappresenta l'inenarrabile, il bestiale, l'assurdità meno comprensibile razionalmente di tutta la storia umana. Tanto più se oltre al campo di concentramento il viaggio prevede anche la visita di Vienna e magari di Salisburgo e viene vissuto come la "gita" che premia un anno di (si fa per dire) fatiche.

A 9 anni vidi la serie TV "Olocausto", che pure era ancora piuttosto "soft"; ne fui turbato, se non scioccato, ma non credo che in quell'occasione riusci davvero ad afferrare qualcosa di ciò che era successo.
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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Ven Apr 22, 2016 4:38 pm

ushikawa ha scritto:
A 9 anni vidi la serie TV "Olocausto", che pure era ancora piuttosto "soft"; ne fui turbato, se non scioccato, ma non credo che in quell'occasione riusci davvero ad afferrare qualcosa di ciò che era successo.
Anch'io
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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Ven Apr 22, 2016 4:41 pm

lucetta10 ha scritto:

Questo genere di visite sono il giusto riconoscimento delle giovani generazioni al sagrario che conserva la memoria storica (dovrebbe essere) condivisa, che la scuola si dovrebbe occupare di trasmettere. Ma apprendo che adesso non dovrei fare nemmeno quello: suggerimenti per trattare la seconda guerra mondiale in modo significativo? O è troppo altamente etica e ci fermiamo alle guerre puniche?  

Un volta delle stragi nazifasciste raccontava il nonno senza troppe cautele e le povere creature erano ritenute in grado di cogliere, oggi la memoria si vorrebbe recisa per lo schiamazzo di qualche ragazzino che poveretto non ci arriva, si spaventa, non capisce, ride perfino!

Forse quello che ti sfugge è che per un tredicenne di oggi le Fosse Ardeatine sono DAVVERO tanto lontane quanto le guerre puniche. Per noi non era così, proprio perché ce le raccontava il nonno, il che è ben diverso da studiarle a scuola ESATTAMENTE allo stesso modo in cui si studiano le guerre puniche.

E questo non c'entra niente con il livello di maturità delle singole persone, o con la vera o presunta degenerazione dei valori collettivi: c'entra semplicemente con l'inevitabile processo di distacco naturale da qualunque cosa non faccia più parte della propria memoria storica individuale o familiare... che non c'entra niente con l'essere cattivi, l'essere superficiali o l'essere ignoranti.

Per quanto io non abbia nessuna formazione specifica in storia, mi pare di ricordare che studiosi rispettabilissimi, come Assmann o Hobsbawm, abbiano sostenuto proprio che, in una società, la potenzialità di coinvolgimento diretto, emotivo o morale, riguardo a eventi del passato( per quanto importantissimi e significativi), e la possibilità di un relativo senso di identificazione, non durano più di 40 o 50 anni: trascorso questo tempo, qualsiasi tentativo di immedesimazione, anche se in perfetta buona fede, è del tutto artificiale.

Io personalmente (e credo di averlo già detto) mi sono sentita molto più male in un cimitero di guerra di Sarajevo piuttosto che in qualsiasi sacrario monumentale alle vittime del fascismo, del nazismo o della seconda guerra mondiale in generale: perchè quei morti erano esattamente della mia generazione e fino a 20 anni avevano fatto una vita abbastanza simile a quella che facevo io all'epoca, se fossero sopravvissuti avrebbero la mia età e farebbero le stesse cose che faccio io, mentre i morti di 70 o 80 anni fa, a sentirmeli così vicini non ci riesco allo stesso modo, PER QUANTO li rispetti e li onori ugualmente.

Ci riesco in parte, ma perché li identifico con l'esperienza di vita diretta dei miei nonni, che ho conosciuto bene e che hanno fatto parte della mia vita per molti decenni, ma non perchè li identifichi direttamente con l'esperienza diretta MIA.

Oppure, ci riesco a un livello di astrazione diverso, dopo aver fatto riflessioni di "universalità" dei sentimenti umani e delle esigenze umane, che però sono riflessioni tipiche di un adulto, e che non sarei mai stata capace di fare spontaneamente a 13 anni (e che tantomeno sarei stata capace di fare perché "obbligata" dalla scuola o dalle istituzioni).

Siccome i tredicenni di oggi sono di una generazione ancora più lontana, non mi stupisce affatto che per loro il coinvolgimento non sia spontaneo. Non vuol dire che siano cattivi o che siano cialtroni, vuol dire che per loro la cosa è passata inevitabilmente dallo stato di "memoria viva" a quello di "storia che si studia solo a scuola", esattamente come le guerre puniche o la rivoluzione francese...

Non capisco perché indignarsi se qualcuno lo fa notare.

L.
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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Ven Apr 22, 2016 4:47 pm

Posso dire una "schifezza" delle mie ? Se vado al cimitero e vedo 1000000 di miei coetanei morti per una ragione comune e nefanda tipo l'olocausto, mi sale una tristezza di gran lunga superiore che non vedendo altrettanti morti per ragioni altrettanto nefande, risalenti a 100, 1000, o 10000 anni fa; non riesco a non pensare che se quelle persone non fossero morte, il mondo, la storia, avrebbero preso una strada diversa, non necessariamente migliore, ma certamente senza di me.

Cinismo allo stato puro, lo so, ma è così.
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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Ven Apr 22, 2016 5:07 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Posso dire una "schifezza" delle mie ? Se vado al cimitero e vedo 1000000 di miei coetanei morti per una ragione comune e nefanda tipo l'olocausto, mi sale una tristezza di gran lunga superiore che non vedendo altrettanti morti per ragioni altrettanto nefande, risalenti a 100, 1000, o 10000 anni fa; non riesco a non pensare che se quelle persone non fossero morte, il mondo, la storia, avrebbero preso una strada diversa, non necessariamente migliore, ma certamente senza di me.

Guarda che il mondo avrebbe potuto prendere una strada diversa e "senza di te" anche se la strage fosse risalita a 100 o a 1000 anni prima, eh... quindi non è quello a fare la differenza.

Da questo punto di vista puramente quantitativo e "cinico", la prima guerra mondiale ha fatto molti più danni demografici e sociali che l'olocausto.

Solo che nel caso dei soldati della prima guerra mondiale, siamo stati abituati a considerarli come "eroi che hanno dato il sangue per la gloria della patria", e non come poveri sfigati vittime di una nefandezza inaccettabile e inqualificabile tanto quanto l'olocausto.

Un mio antenato diretto fu gravemente ferito durante la prima guerra mondiale (alla quale, di sicuro, non era andato per scelta eroica, ma perchè fu costretto, ed era anche molto inq*zzato di essere stato costretto), sopravvisse ma rimase invalido, e a causa di quell'invalidità dovette cambiare completamente abitudini di vita, con impatto notevole anche sulle scelte successive della sua famiglia. Va bene che i figli li aveva già avuti, quindi la prosecuzione della linea genetica poteva essere garantita lo stesso, ma di sicuro i suoi figli (compresa quella che poi è diventata mia nonna), a causa di quell'evento ebbero condizioni di vita diverse e fecero scelte diverse rispetto a quelle che avrebbero fatto in altre circostanze. Quindi, anche un episodio della prima guerra mondiale, se fosse andato diversamente, avrebbe avuto come conseguenza "un mondo senza di me", o magari senza di te, o senza milioni di noi...
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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Ven Apr 22, 2016 5:15 pm

Dispiace che ragazzini non possano sperimentare l'emozione di una gita di cinque giorni con la classe perchè c'è quella disabile.
Dispiace molto

ma................... la scuola è pubblica e inclusiva, quella ragazzina disabile esiste e non si può far finta di no.

Si doveva programmare una gita adatta a tutti, o si doveva predisporre un piano di emergenza se qualcosa fosse andato storto e fosse venuto a mancare un accompagnatore indispensabile in questo caso.

Ha sbagliato la scuola a pensare a questo tipo di gita non considerando chi ci avrebbe dovuto inevitabilmente, obbligatoriamente, correttamente portare.

Ci sono altre mete. o ci sono altre modalità.

In quanto ai genitori, mac, sembra che non sia stata permessa la loro partecipazione anche se si erano offerti.

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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Ven Apr 22, 2016 5:46 pm

Già...questi nonni che raccontano la guerra....im famiglia subimmo nell autunno del 44 una poco simpatica visita dei partigiani in cerca di carne da magna ',con tanto di mitra spianato di fronte a mia madre di anni 2. Le loro scorribande nelle valli di lanzo ci,mi hanno sempre impedito di osannarli ed adularli come eroi della libertà senza peccato. A dire il vero nemmeno la bomba di via Rasella e successive mitragliate su giovanissimi sudtirolesi, che militarmente contavano ben poco,e successiva fuga da parte Dell eroe di turno il quale sapeva benissimo chi avrebbe pagato la rappresaglia, non fu esattamente un atto eroico,se non altro perché andò di mezzo anche un ragazzino italiano..
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