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 Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa

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ushikawa



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MessaggioOggetto: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Mer Apr 20, 2016 6:17 am

Promemoria primo messaggio :

La vicenda e il "giusto" provvedimento del MIUR secondo la stampa istituzionale:
http://milano.repubblica.it/cronaca/2016/04/18/news/legnano_disabile_esclusa_gita-137869669/
http://www.corriere.it/cronache/16_aprile_18/05-interni-documentoacorriere-web-sezioni-c7a55c92-04ee-11e6-9af5-d262a7a5f049.shtml

La vicenda secondo i genitori degli altri alunni della classe:
http://www.sempionenews.it/cronaca/vicenda-gita-legnano-posizione-classe/

Il punto di vista né scontato né ipocrita di un'attivista per i diritti dei disabili:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/04/18/disabilita-e-gite-scolastiche-lo-schiaffo-dellinclusione-che-non-ce/2648677/
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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Ven Apr 22, 2016 5:48 pm

Altre mete altre modalità ? Gita = notti fuori; notti fuori = problemi di sorveglianza notturna.

Vuoi un altro esempio di scuola inclusiva ? Niente festa della mamma perchè un bambino non ha la mamma.

Niente festa di natale perchè un bambino non è cristiano.

Paniscus non menarcela con la solita storia della scuola che non è obbligata a santificare la festa consumistica della mamma o che è obbligata alla laicità; sto prospettando una situazione in cui si sarebbe deciso di fare festa della mamma e festeggiamenti natalizi in barba ad ogni altra considerazione, ma poi a causa del bambino "inconsueto" tutti si adattano a lui, per inclusività coatta.
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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Ven Apr 22, 2016 5:52 pm

La guerra tira fuori il meglio di pochi ed il peggio di tutti; in guerra le persone andrebbero giudicate valutando la somma algebrica delle loro azioni.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Ven Apr 22, 2016 6:04 pm

No, avido, non è la stessa cosa.

La bambina disabile fa parte della classe e la scuola non può programmare attività come se lei non esistesse

Il bambino che non crede deve imparare a convivere con chi crede (inclusione) può non fare il bigliettino con la preghiera se non ne ha voglia ma non può impedire agli altri di farlo. La sua presenza non lo impedisce e può tranquillamente fare il disegno di una trigre intanto che i compagni disegnano la capanna.

Il bambino cui è morta la mamma, purtroppo, sa che altri la mamma ce l'hanno ed è diritto di tutti festeggiarla, la sua presenza a scuola non è incompatibile con l'attività di preparazione del bigliettino di auguri. Sarà sufficiente la sensibilità della maestra che magari dirà: fai un bel lavoretto, la tua mamma è nel tuo cuore.... Non si può nascondere al bambino che la mamma è morta.
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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Ven Apr 22, 2016 6:33 pm

Io penso che il bambino disabile, e soprattutto la sua famiglia, debba imparare che per quanti sforzi si facciano comunque lui non avrà accesso a tutto il buono della vita; la scuola potrà arrivare fino ad un certo punto ed oltre non potrà mai andare.

Se il suo livello intellettivo non gli consente di far propria questa realtà, con una bella "bugia pietosa" si risolve ogni problema.

Magari mentre i normodotati vanno in gita (fosse anche a Gardaland) lui potrà andare col docente di sostegno a fare un giro da qualche parte a lui accessibile e tornare a casa al pomeriggio.

Non facciamo finta di non capire: i genitori (non il bambino) sono indignati perchè la scuola non ha fatto finta che il bambino fosse un normodotato; i genitori si illudono, i genitori sono egoisti a favore del proprio figlio e in disprezzo dei figli degli altri; non c'è differenza tra quei genitori e quelli che difendono il bullo "perchè sono solo ragazzi"


Ultima modifica di avidodinformazioni il Ven Apr 22, 2016 6:37 pm, modificato 1 volta
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Ven Apr 22, 2016 6:37 pm

Vai tranquillo che nella vita lo impara eccome, senza che ci sia necessità che sia la scuola pubblica ed inclusiva a discriminarlo.

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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Ven Apr 22, 2016 6:38 pm

OK, allora non c'è problema ad anticipare i tempi.
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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Ven Apr 22, 2016 6:40 pm

scusa, con tanto affetto: che stnz che sei
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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Ven Apr 22, 2016 6:40 pm

realista
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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Ven Apr 22, 2016 6:41 pm

Il successo di quei genitori sarebbe di fare andare il figlio in gita, non di impedire la gita agli altri.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Ven Apr 22, 2016 6:49 pm

Non credo che quei genitori abbiano detto o con il nostro o nessuno.

Credo che quei genitori abbiano protestato per c'è una ragazza disabile che non sappiamo gestire e allora tutti vanno e lei no.

Credo che abbiano tutto il diritto di pretendere l'osservanza ed il rispetto delle garanzie costituzionali sulle quali si basa la nostra società e la scuola pubblica che ne fa parte. E' un essere umano non un oggetto da scaricare a piacere.

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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Ven Apr 22, 2016 7:03 pm

http://www.sempionenews.it/cronaca/vicenda-gita-legnano-posizione-classe/

"tanto meno definibili cyberbullismo, come invece è stato scritto in questi giorni."

"In uno spirito di solidarietà volto all’inclusione della bambina, sarebbe stata necessaria una maggior collaborazione anche da parte dei genitori della bambina, i quali ben avrebbero potuto accogliere la soluzione proposta da tutti, che prevedeva che la piccola dormisse in camera con l’insegnante di sostegno. Soluzione non accettata dai genitori. "

"Tutti noi, dopo anni di convivenza, abbiamo imparato a conoscere le crisi della ragazza, ed i compagni ad affrontarle. Resta però inteso che un ragazzo di 13 anni non è assolutamente in grado di gestire un episodio di crisi in autonomia. "

Un autistico grave richiede un supporto logistico sproporzionato al beneficio che riceve: intellettualmente troppo limitato per comprendere lo scopo didattico della gita, troppo chiuso in se per poter condividere le emozioni degli altri ragazzi.

Un autistico non grave non avrebbe suscitato alcuna discriminazione, l'anno scorso un autistico non grave di una delle mie classi andò 5 giorni in montagna con gli altri compagni (prima superiore) senza nessun supporto speciale.
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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Ven Apr 22, 2016 7:06 pm

Se la scuola avesse 2000 € in più nel FIS dovrebbe portare l'autistico in gita con 2 accompagnatori esterni adeguatamente remunerati o dovrebbe comprare una LIM ?
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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Ven Apr 22, 2016 7:11 pm

Sono di terza media, si spera che non abbiano ancora di questi problemi, ma quando ci andrà alle superiori, i ragazzi dovranno includerlo anche con le canne in camera ?
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Ven Apr 22, 2016 7:12 pm

Faremmo del bene a portare l autistica in Germania?
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Ven Apr 22, 2016 7:42 pm

non è "una autistica" è una bambina autistica
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Ven Apr 22, 2016 8:01 pm

Ok.la risposta è....?
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Ven Apr 22, 2016 8:43 pm

Ire ha scritto:


Il bambino che non crede deve imparare a convivere con chi crede (inclusione)  può non fare il bigliettino con la preghiera se non ne ha voglia ma non può impedire agli altri di farlo.  

Veramente le preghiere a scuola sarebbero vietate, eh.

Sono vietate anche durante l'ora di religione e anche in una eventuale classe dove religione la seguono tutti.

Quanto alla festa della mamma, non ho mai capito perché mai la si debba festeggiare A SCUOLA. Ma giuro, non è una polemica, eh: è proprio una cosa per me incomprensibile, indipendentemente che ci siano o no dei bambini che non hanno la madre. Ma non è normale che ognuno se la festeggi a casa sua, se nella sua famiglia si usa così? Le mamme mica stanno in classe!

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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Ven Apr 22, 2016 8:53 pm

ma puoi dire ad un bambino facciamo un bigliettino per questa festa da regalare a chi vuoi tu e se nel bigliettino il bimbo scrive: Gesù aiutami ad essere più buono, cosa facciamo? gli strappiamo il biglietto?
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Ven Apr 22, 2016 9:14 pm

Se si dice a ogni bambino di scrivere quello che gli pare, e si accetta tutto quello che scrivono, oltre alle preghierine, comprese eventualmente anche cose imbarazzanti o grottesche, allora non c'è problema. Se invece i bambini vengono invitati collettivamente dall'insegnante a dire o a scrivere la preghierina, le cose cambiano.
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comp_xt



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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Ven Apr 22, 2016 9:32 pm

Ire ha scritto:

Credo che quei genitori abbiano protestato per c'è una ragazza disabile che non sappiamo gestire e allora tutti vanno e lei no.

E se la gestione che proponevano i genitori non fosse proprio attuabile?
Per quale motivo bisogna partire dal presupposto che si tratti di "incapacità" e non invece di "impossibilità"?

Ho avuto alunni disabili che sono stati accompagnati in gita da genitori, fratelli o sorelle - che hanno dormito con loro la notte e si sono occupati della gestione di certe incombenze che, per ovvie ragioni, non possono essere delegate a un non familiare.
Ho avuto anche alunni disabili i cui genitori hanno ritenuto che non ci fossero le condizioni perché il loro figlio partecipasse al viaggio, senza per questo ritenere discriminatorio il fatto che il resto della classe partisse in gita.
Questo è il modo di procedere tipico dei genitori di ragazzi disabili, persone che lottano per i diritti dei loro figli ma che non pretendono di nascondere certe difficoltà oggettive o di scaricarle sugli altri.

Ma è mai possibile che tu non riesca, una volta tanto, ad uscire dagli slogan e che non ti renda conto che non si può prendere che la gestione di una grave disabilità venga scaricata sulle spalle di delle tredicenni?


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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Ven Apr 22, 2016 9:42 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
lucetta10 ha scritto:

Questo genere di visite sono il giusto riconoscimento delle giovani generazioni al sagrario che conserva la memoria storica (dovrebbe essere) condivisa, che la scuola si dovrebbe occupare di trasmettere. Ma apprendo che adesso non dovrei fare nemmeno quello: suggerimenti per trattare la seconda guerra mondiale in modo significativo? O è troppo altamente etica e ci fermiamo alle guerre puniche?  

Un volta delle stragi nazifasciste raccontava il nonno senza troppe cautele e le povere creature erano ritenute in grado di cogliere, oggi la memoria si vorrebbe recisa per lo schiamazzo di qualche ragazzino che poveretto non ci arriva, si spaventa, non capisce, ride perfino!

Forse quello che ti sfugge è che per un tredicenne di oggi le Fosse Ardeatine sono DAVVERO tanto lontane quanto le guerre puniche. Per noi non era così, proprio perché ce le raccontava il nonno, il che è ben diverso da studiarle a scuola ESATTAMENTE allo stesso modo in cui si studiano le guerre puniche.

E questo non c'entra niente con il livello di maturità delle singole persone, o con la vera o presunta degenerazione dei valori collettivi: c'entra semplicemente con l'inevitabile processo di distacco naturale da qualunque cosa non faccia più parte della propria memoria storica individuale o familiare... che non c'entra niente con l'essere cattivi, l'essere superficiali o l'essere ignoranti.

Per quanto io non abbia nessuna formazione specifica in storia, mi pare di ricordare che studiosi rispettabilissimi, come Assmann o Hobsbawm, abbiano sostenuto proprio che, in una società, la potenzialità di coinvolgimento diretto, emotivo o morale, riguardo a eventi del passato( per quanto importantissimi e significativi), e la possibilità di un relativo senso di identificazione, non durano più di 40 o 50 anni: trascorso questo tempo, qualsiasi tentativo di immedesimazione, anche se in perfetta buona fede, è del tutto artificiale.

Io personalmente (e credo di averlo già detto) mi sono sentita molto più male in un cimitero di guerra di Sarajevo piuttosto che in qualsiasi sacrario monumentale alle vittime del fascismo, del nazismo o della seconda guerra mondiale in generale: perchè quei morti erano esattamente della mia generazione e fino a 20 anni avevano fatto una vita abbastanza simile a quella che facevo io all'epoca, se fossero sopravvissuti avrebbero la mia età e farebbero le stesse cose che faccio io, mentre i morti di 70 o 80 anni fa, a sentirmeli così vicini non ci riesco allo stesso modo, PER QUANTO li rispetti e li onori ugualmente.

Ci riesco in parte, ma perché li identifico con l'esperienza di vita diretta dei miei nonni, che ho conosciuto bene e che hanno fatto parte della mia vita per molti decenni, ma non perchè li identifichi direttamente con l'esperienza diretta MIA.

Oppure, ci riesco a un livello di astrazione diverso, dopo aver fatto riflessioni di "universalità" dei sentimenti umani e delle esigenze umane, che però sono riflessioni tipiche di un adulto, e che non sarei mai stata capace di fare spontaneamente a 13 anni (e che tantomeno sarei stata capace di fare perché "obbligata" dalla scuola o dalle istituzioni).

Siccome i tredicenni di oggi sono di una generazione ancora più lontana, non mi stupisce affatto che per loro il coinvolgimento non sia spontaneo. Non vuol dire che siano cattivi o che siano cialtroni, vuol dire che per loro la cosa è passata inevitabilmente dallo stato di "memoria viva" a quello di "storia che si studia solo a scuola", esattamente come le guerre puniche o la rivoluzione francese...

Non capisco perché indignarsi se qualcuno lo fa notare.

L.


Allora, comincio dalla fine.
Sollecitavi consensi alla tua idea di tenere lontani i ragazzi dal ricordo dell'olocausto perché (cito perché francamente mi pare aberrante) "incapaci di riflettere sul significato simbolico, etico e storico di quel luogo". La mia risposta era indignata perché partiva da un assunto che trovo pazzesco per un adulto medio, figuriamoci per un insegnante, oltre che per il fatto che smentisce la mia didattica (che speravo condivisa) sulla base di un NON dato, quello che non sarebbero interessati (come se invece lo fossero alle equazioni!) né maturi, addirittura disinteressati alla cosa.
Ripropongo i miei argomenti, sorvolando su Sarajevo e la tua reazione, che non conta. L'argomento per cui bisognerebbe proporre OGNi genocidio per parlare anche di QUEL genocidio lasciamolo ad altri e continuiamo a ragionare da persone serie e mediamente istruite.
"simbolico" ha a che fare sull'immaginario collettivo, se questo immaginario collettivo non si sorregge dai 13 anni (direi anche prima, pensa un po'!) non si crea e al suo posto se ne strutturano altri.
"etico", pensare che dei tredicenni siano incapaci di comprendere un piano etico è veramente incomprensibile.
"storico": qui proprio non capisco. La storia non si insegna a 13 anni? La storia si insegna solo con i libri? La storia si insegna con le date? Si insegna solo la storia edulcorata?
L'universalità dei diritti umani è una riflessione da adulti?????? Ma come si fa a dire una cosa del genere???? E come pensiamo di insegnare il rispetto dell'altro ai bambini allora? Guardiamoci da questi ragazzini! Potrebbero colpirci in qualunque momento!

Assurdo poi pensare che i tredicenni di oggi siano lontani da quel periodo storico! Questa è la generazione più vicina all'estetica fascista e revisionista che si sia mai prodotta dal dopoguerra (e le due precedenti non erano già niente male!), proprio perché qualche bella testa pensa che parlare di quanto erano cattivi i nazisti sia adeguato quando ormai frequentano casa pound e si rasano la testa di cazzo!
Quando eravamo tredicenni noi nessuno avrebbe inneggiato al fascismo, oggi è di gran moda, ma forse percepisco solo io un'estetica del genere? Solo le scuole dove sono state io sono addobbate di croci uncinate? Solo dove passo io si indulge a xenofobia e si scrive dux sullo zaino? A Roma si fa una bella parata per ricordare la marcia: vatti a vedere quanti ragazzini ci vanno!
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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Ven Apr 22, 2016 9:51 pm

A parte il fatto che a Roma ci sono cresciuta pure io, e ricordo che 30 anni fa i simboli fascisti sugli zaini e sui muri c'erano eccome (forse le croci uncinate vere e proprie un po' meno, ma le croci celtiche e le scritte "dux" me le ricordo eccome)... ma comunque, ammettendo che ci siano davvero i tredicenni che vanno alle parate fasciste, pensi che li si dissuada costringendoli a scrivere il tema edificante sull'importanza della memoria, come compito di scuola?
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Ven Apr 22, 2016 9:56 pm

Lucetta,ma tu vivi a frittole? Qui a torino Skin Head non ne vedo dagli anni novanta, casa pound quattro gatti, moda del fascismo? Ma dove è quando..io vedo un appiattimento totale sotto.la mole, una standardizzazione fatta di barbe alla moda, risvoltini e selfie.la politica a scuola è sparita da 15anni..cmq oltre ai DS i superpoteri li hai anche tu che incanti alla storia i preadolescenti delle tue classi..miiii che brava!ma come fai,maga mago '?
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Ven Apr 22, 2016 10:11 pm

L'unico riferimento a un simbolo fascista che abbia mai sentito fare da un mio alunno delle superiori negli ultimi anni recenti... è stato da parte di uno che credeva sinceramente che la croce celtica fosse il simbolo di un mirino di arma da fuoco, ossia una minaccia del tipo; "guarda che ti sparo!"

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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Ven Apr 22, 2016 10:15 pm

Felipeto ha scritto:
Lucetta,ma tu vivi a frittole? Qui a torino Skin Head non ne vedo dagli anni novanta, casa pound quattro gatti, moda del fascismo? Ma dove è quando..io vedo un appiattimento totale sotto.la mole, una standardizzazione fatta di barbe alla moda, risvoltini e selfie.la politica a scuola è sparita da 15anni..cmq oltre ai DS i superpoteri li hai anche tu che incanti alla storia i preadolescenti delle tue classi..miiii che brava!ma come fai,maga mago '?
Torino e Roma sono diverse
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