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 Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa

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ushikawa



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MessaggioOggetto: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Mer Apr 20, 2016 6:17 am

Promemoria primo messaggio :

La vicenda e il "giusto" provvedimento del MIUR secondo la stampa istituzionale:
http://milano.repubblica.it/cronaca/2016/04/18/news/legnano_disabile_esclusa_gita-137869669/
http://www.corriere.it/cronache/16_aprile_18/05-interni-documentoacorriere-web-sezioni-c7a55c92-04ee-11e6-9af5-d262a7a5f049.shtml

La vicenda secondo i genitori degli altri alunni della classe:
http://www.sempionenews.it/cronaca/vicenda-gita-legnano-posizione-classe/

Il punto di vista né scontato né ipocrita di un'attivista per i diritti dei disabili:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/04/18/disabilita-e-gite-scolastiche-lo-schiaffo-dellinclusione-che-non-ce/2648677/
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Sab Apr 23, 2016 8:08 am

comp_xt ha scritto:


Ma è mai possibile che tu non riesca, una volta tanto, ad uscire dagli slogan e che non ti renda conto che non si può prendere che la gestione di una grave disabilità venga scaricata sulle spalle di delle tredicenni?




Vorrei che tu mi riportassi il punto dove ho accusato tredicenni di non voler gestire una compagna disabile



Che cosa c'entrano i compagni?

Ho detto che ha sbagliato la scuola a prevedere una gita di questo tipo vista la presenza di questa alunna e/ o che ha sbagliato a non programmarla con dettaglio compreso il dettaglio della sostituzione di eventuali assenze dell'ultimo minuto e compreso il dettaglio della definizione in anticipo di dove e con chi avrebbe dormito la ragazza.


Che cavolo c'entrano i compagni?

Mi accusi di pensare per slogan e stereotipi............ guarda un po' la trave che hai negli occhi, comp_x , magari ce l'ho anche io ma la tua ti assicuro è piuttosto invasiva
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Sab Apr 23, 2016 9:18 am

Ire, i genitori si sono opposti al fatto che la figlia potesse dormire con l'assistente, ritenendolo discriminatorio.

Ai genitori non bastava che la figlia partecipasse alle attività durante le 16 ore di veglia; essi pretendevano che la loro figlia fosse trattata da ragazza normale e che dormisse insieme a qualche sua compagna, che ovviamente avrebbe dovuto essere entusiasta di sorvegliarla rinunciando alle scorribande notturne che sono l'unico reale motivazione dei ragazzi.

Per quanto io possa sembrare insensibile, ritengo che le pretese dei genitori fossero irrealistiche, se non assurde.

Nella mia esperienza si verificano dei veri e propri casi in occasione della formazione dei gruppi di lavoro, figuriamoci quando c'è da decidere la formazione delle camere per una gita, figuriamoci se poi c'è di mezzo una ragazza disabile che ha delle crisi aggressive.

I ragazzi giudicano i compagni disabili in maniera molto più aperta e meno ipocrita di quanto non facciamo noi adulti. Se sono simpatici e si comportano correttamente sono di solito bene accetti e molto spesso benvoluti e coccolati; se invece sono introversi ed aggressivi sono sopportati, in alcuni casi addirittura detestati sia per i danni diretti subiti (leggi botte) sia per la disparità di trattamento tra i comportamenti scorretti degli uni e degli altri.

Si può invocare l'inclusione quanto si vuole, ma non si può pretendere che un alunno incapace di relazionarsi positivamente con il gruppo e con crisi violente possa essere popolare tra i suoi compagni tredicenni.

Se la ricostruzione dei fatti che mi sono raffigurato è giusta, la scuola ha previsto un corretto percorso di inclusione dell'alunna autistica, prevedendo la sua partecipazione al viaggio con il resto della classe; l'unica forma di differenziazione è stata prevista per la notte, con il pernottamento in camera insieme all'assistente per ovvi motivi di sicurezza e di mancata disponibilità dei suoi compagni.

La gita avrebbe potuto essere una reale occasione di inclusione, nella quale magari i compagni avrebbero imparato ad apprezzare maggiormente la loro compagna un po' strana e ad accoglierla più di quanto non avessero fatto fino ad allora; invece si è preteso di far finta che la disabilità e le problematiche relazionali e comportamentali non esistessero, e che magicamente una ragazza autistica fosse pienamente inserita nel gruppo, come se la parola "inclusione" fosse una bacchetta magica per risolvere d'incanto ogni problema.

Sono cattivi i compagni, è cattiva la scuola, si è detto sui giornali, che cercano sempre di trovare il capro espiatorio, con tanto più gusto se si tratta di scuola; forse però qualche critica andrebbe mossa anche a quei genitori che pretendono l'inclusione senza contribuire a costruirla. Ti piace o cocco ammunnat'è bello, come si dice a Napoli.
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Ire



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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Sab Apr 23, 2016 12:31 pm

Ripeto: se si fosse previsto tutto con accuratezza anche questo problema sarebbe stato risolto prima.

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comp_xt



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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Sab Apr 23, 2016 1:21 pm

Ire ha scritto:
Ripeto:  se si fosse previsto tutto con accuratezza anche questo problema sarebbe stato risolto prima.


E quale sarebbe il difetto di programmazione?

Le compagne non se la sentono di dormire con la ragazza disabile, i genitori non vogliono che dorma con l'insegnante del sostegno.

Come la risolviamo?

Inutile girarci intorno, ci sono solo quattro possibilità:

a) si convincono le compagne a dormire con la ragazza disabile;

b) si convincono i genitori ad accettare che la ragazza dorma con la docente di sostegno;

c) la ragazza disabile non partecipa alla gita;

d) si annulla la gita.

Se poi vuoi sostenere che la scuola non avrebbe mai dovuto organizzare quella gita dato che non c'era la possibilità di far partecipare la ragazzina autistica alle condizioni dettate dai suoi genitori, mi dispiace ma siamo alla follia pura, essendo questo un inno al mal comune mezzo gaudio.
La gran parte dei genitori di ragazzi disabili ha fortunatamente un approccio completamente diverso rispetto a quello dei genitori in questione. Io ho sempre avuto a che fare con questa maggioranza composta da persone che accettano serenamente i vincoli che la disabilità comporta e che quindi non si fanno problemi, se necessario, ad accompagnare il proprio figlio in gita e a dormire con lui, oppure a rinunciare al viaggio perché oggettivamente mancano le condizioni per parteciparvi, senza però ritenere discriminatorio il fatto che partano i compagni.
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Sab Apr 23, 2016 1:30 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
A parte il fatto che a Roma ci sono cresciuta pure io, e ricordo che 30 anni fa i simboli fascisti sugli zaini e sui muri c'erano eccome (forse le croci uncinate vere e proprie un po' meno, ma le croci celtiche e le scritte "dux" me le ricordo eccome)... ma comunque, ammettendo che ci siano davvero i tredicenni che vanno alle parate fasciste, pensi che li si dissuada costringendoli a scrivere il tema edificante sull'importanza della memoria, come compito di scuola?


Ecco, appunto. Di fascismo in giro ce n'è tanto, sicuramente in aumento visto che ormai lo abbiamo sdoganato anche a livello di rappresentanza politica.
Penso (anzi so) che la scuola sia antifascista come lo è lo stato che rappresenta, e che quindi debba educare all'antifascismo. Se c'è chi convince i tredicenni al fascismo non vedo perché non li si possa convincerli all'antifascismo, che ha ragioni ben più solide, se studiate seriamente. I rigurgiti di oggi sono il frutto dell'ignoranza storica che si sta diffondendo sempre di più, e non a caso si sostanzia di parate, frasette e negazioni apodittiche, contro le quali basterebbe un manuale anche modesto, purché studiato, ma vedo che la scuola vuole delegare.
Credi veramente che chi insegna storia faccia fare il temino edificante? Sei in crisi di argomenti o vuoi buttarla in caciara? Non si parlava di questo, anzi si criticava chi faceva qualcosa anche di impegnativo con l'argomento che fosse irricevibile per dei tredicenni "palesemente immaturi", trovo molto scorretta questa tua virata.
Noi ci facciamo il culo mentre c'è chi pensa che sia suo dovere far fare solo le addizioni, mentre l'alto "valore simbolico storico e etico" sia qualcosa di cui la scuola non si debba occupare!


Ultima modifica di lucetta10 il Sab Apr 23, 2016 1:37 pm, modificato 1 volta
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Sab Apr 23, 2016 1:32 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
L'unico riferimento a un simbolo fascista che abbia mai sentito fare da un mio alunno delle superiori negli ultimi anni recenti... è stato da parte di uno che credeva sinceramente che la croce celtica fosse il simbolo di un mirino di arma da fuoco, ossia una minaccia del tipo; "guarda che ti sparo!"




Ma per favore! Siamo seri!
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Sab Apr 23, 2016 1:56 pm

Guarda che l'episodio è vero, quindi prenditela con il mio alunno, mica con me...
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Sab Apr 23, 2016 2:08 pm

mi riferivo naturalmente all'unico episodio... quello si imputa a te
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Sab Apr 23, 2016 2:20 pm

Fascismo dilagante,tredicenne con le teste risate..MA NON DICIAMO CAZZATE PER FAVORE. Dormite di più.la notte e sognate di meno di giorno
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comp_xt



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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Sab Apr 23, 2016 2:53 pm

lucetta10 ha scritto:


Penso (anzi so) che la scuola sia antifascista come lo è lo stato che rappresenta, e che quindi debba educare all'antifascismo. Se c'è chi convince i tredicenni al fascismo non vedo perché non li si possa convincerli all'antifascismo, che ha ragioni ben più solide, se studiate seriamente. I rigurgiti di oggi sono il frutto dell'ignoranza storica che si sta diffondendo sempre di più, e non a caso si sostanzia di parate, frasette e negazioni apodittiche, contro le quali basterebbe un manuale anche modesto, purché studiato, ma vedo che la scuola vuole delegare.

L'ignoranza storica si combatte facendo storia in maniera seria nelle ore curricolari e costringendo gli studenti a studiarla, non certo partecipando a iniziative retoriche di vario tipo.

Qualcuno, in un'altra discussione, aveva scritto che decenni di retorica sul 1 maggio hanno prodotto il jobs act.
Sono d'accordo e aggiungo che  anni e anni di retorica sul 25 aprile ci hanno regalato Matteo Renzi e che la propaganda oscena sull'europa unita ha prodotto un'entità nazista quale l'attuale unione europea.

La scuola NON deve educare ma ISTRUIRE.
I saluti romani, l'Unione Europea, le "riforme" renziane sono il frutto dell'ignoranza di un popolo, ignoranza che da sempre si accompagna alla retorica di regime da cui la scuola purtroppo non è immune.
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Sab Apr 23, 2016 3:28 pm

comp_xt ha scritto:
lucetta10 ha scritto:


Penso (anzi so) che la scuola sia antifascista come lo è lo stato che rappresenta, e che quindi debba educare all'antifascismo. Se c'è chi convince i tredicenni al fascismo non vedo perché non li si possa convincerli all'antifascismo, che ha ragioni ben più solide, se studiate seriamente. I rigurgiti di oggi sono il frutto dell'ignoranza storica che si sta diffondendo sempre di più, e non a caso si sostanzia di parate, frasette e negazioni apodittiche, contro le quali basterebbe un manuale anche modesto, purché studiato, ma vedo che la scuola vuole delegare.

L'ignoranza storica si combatte facendo storia in maniera seria nelle ore curricolari e costringendo gli studenti a studiarla, non certo partecipando a iniziative retoriche di vario tipo.

Qualcuno, in un'altra discussione, aveva scritto che decenni di retorica sul 1 maggio hanno prodotto il jobs act.
Sono d'accordo e aggiungo che  anni e anni di retorica sul 25 aprile ci hanno regalato Matteo Renzi e che la propaganda oscena sull'europa unita ha prodotto un'entità nazista quale l'attuale unione europea.

La scuola NON deve educare ma ISTRUIRE.
I saluti romani, l'Unione Europea, le "riforme" renziane sono il frutto dell'ignoranza di un popolo, ignoranza che da sempre si accompagna alla retorica di regime da cui la scuola purtroppo non è immune.


E chi dice il contrario?
Nessuno ha contestato iniziative perché retoriche, si metteva in dubbio la possibilità (e poi l'utilità) da parte di tredicenni di comprendere il portato di luoghi storici (troppo) salienti perché irrimediabilmente non alla loro portata, e su questo fatto generale si sollecitava la discussione.
Quindi a rigore si metteva in dubbio che proprio la storia fatta meglio fosse inutile per i nostri tredicenni "palesemente immaturi", capaci semmai di cogliere la sola retorica, suppongo.
Mi pare banale affermare che le cose fatte bene debbano essere fatte bene, ma non era di questo che si discuteva, anche a volerla buttare in caciara...
Comunque dormiamo sonni sereni: pare che non esistano più saluti romani, i nostri studenti pensano in larga parte che la croce uncinata sia un punto ai ferri, quindi forse non esistono nemmeno Matteo Renzi e l'Unione Europea
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Sab Apr 23, 2016 4:17 pm

Tranquilla Lucetta.. Pericolo nero a scuola non c è..continua a combattere contro i tuoi mulini a vento
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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Sab Apr 23, 2016 5:08 pm

Combattere i mulini a vento; sì, mi sembra un'ottima idea, non in contrasto con il combattere il nazismo.

https://encrypted-tbn3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcS1Vo7nm8sNvcjrFy-AuFC5o6YB9RE2K_qLYeTCjwL-7loxlz7G4w
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Sab Apr 23, 2016 8:52 pm

Poi i prof sono noti per essere decisi e pericolosi quando protestano..i flash mob, i palloncini li chiamano guerriglia vietcong..
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Paolo Santaniello



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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Dom Apr 24, 2016 9:41 am

Gite scolastiche la scuola italiana non se ne può permettere.
Ci vorrebbero più soldi per pagare sorveglianti (non necessariamente docenti) qualificati in maniera decente e proporzionale alle ore lavorative che gli sono chieste, casi eccezionali inclusi.

Normalmente la cosa non appare perchè nascosta dalla "buona volontà" di docenti missionari, ma quando c'è un caso difficile le contraddizioni vengono a galla.
Le gite dovrebbero cominciare a fallire, in massa, per mancanza di accompagnatori. Il motivo per cui così tanti docenti ancora accettino di accompagnare in queste condizioni lavorative mi stupisce molto.
Si , certo, mi direte: perchè ci tengono alla didattica, ai ragazzi... eccetera. Appunto. E' quello il problema. Si sentono (o è facile farli sentire) missionari invece che lavoratori.
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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Dom Apr 24, 2016 10:28 am

Io invece direi che questa proposta va proprio nella direzione del fallimento della scuola.

Le gite scolastiche dovrebbero essere fatte bene con tutte le risorse teoricamente previste e mai assegnate.

Cominciamo a far fallire le spese pazze di questo pazzo paese e chiediamo fortemente che la scuola torni ad essere quella che deve.
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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Dom Apr 24, 2016 10:31 am

ma siamo tutti bravi a far discorsi poi quando si deve decidere la battaglia da intraprendere si decide di accanirsi contro la famiglia che desidera l'inclusione della figlia e si trascura di accanirsi contro chi, ad esempio, va a scuola e non fa un accidenti di nulla perchè, si sa, tra colleghi non ci si mangia.

Su, sono discorsi che non si possono sentire.
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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Dom Apr 24, 2016 10:50 am

Ire ha scritto:
Io invece direi che questa proposta va proprio nella direzione del fallimento della scuola.

Le gite scolastiche dovrebbero essere fatte bene con tutte le risorse teoricamente previste e mai assegnate.

Cominciamo a far fallire le spese pazze di questo pazzo paese e chiediamo fortemente che la scuola torni ad essere quella che deve.
Mi viene in mente un solo modo per combattere questa guerra in maniera lecita: votare le persone giuste; hai qualche consiglio da dare su chi votare ? Hai qualche strategia alternativa non fuffeggiante da proporre ? Sei per le azioni illecite (terrorismo) ?
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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Dom Apr 24, 2016 10:53 am

Se per miracolo si dovesse pervenire ad uno spostamento di risorse, anche di 100 miliardi l'anno, da spese sbagliate a spese giuste, se dipendesse da me neanche un centesimo finirebbe nel finanziamento delle gite scolastiche, nè per normodotati nè per disabili.
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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Dom Apr 24, 2016 11:01 am

scusate l'ignoranza:
c'è qualche norma che impedisce di usare il fondo di istituto per pagare gli insegnanti che portano in gita (rigorosamente di istruzione) le classi?
I soldi ci sono, se si chiudono i progetti extra-curriculari (inutili), oppure si fanno rientrare nelle 40 ore.
Insomma, si fanno delle scelte.
Si sceglie di fare bene le gite e si sceglie di non penalizzare gli studenti deboli.
Oppure il contrario, basta decidere le priorità
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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Dom Apr 24, 2016 11:48 am

IO credo che tutte queste vicende di esclusione dalle gite siano state montate ad arte e spettacolarizzate dal giornalismo sempre più ridicolo e a caccia di sensazionalismo per farci digerire la delega che il governo ha sulla riforma del sostegno. La scuola ha ancora tantissimi limiti quando si parla di inclusione, ma è forse l'unico luogo dove questa si sperimenta, ripeto con tutti i limiti sui quali bisogna ancora lavorare, con la riforma del sostegno faranno un casino pazzesco medicalizzando e patologizzando tutto ( vedi bes per svantaggio socio-linguistico-culturale, dove una falla nell'accoglienza e nell'integrazione socio-culturale del sistema diventa un problema soggettivo dell'alunno).

L'anno scorso ho accompagnato alunno con ritardo mentale medio in gita all'estero, ha dormito con un suo compagno. Abbiamo parlato con il suo compagno e lui ha deciso che sì poteva farlo, poteva controllare che il suo compagno di classe non uscisse a maniche corte quando fuori c'erano cinque gradi o che si lavasse e mettesse in ordine le sue cose. Se non se la fosse sentita, il ragazzo con disabilità avrebbe dormito con l'insegnante di sostegno.
Altra classe, gita all'estero, alunno autistico non del tutto autosufficiente, la mamma è andata in gita con lui. Persona splendida e discreta. Nessuno si è mai lamentato della sua presenza, perchè in quella classe è stato fatto un lavorone per l'accoglienza del compagno autistico.
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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Dom Apr 24, 2016 12:17 pm

avidodinformazioni ha scritto:
Ire ha scritto:
Io invece direi che questa proposta va proprio nella direzione del fallimento della scuola.

Le gite scolastiche dovrebbero essere fatte bene con tutte le risorse teoricamente previste e mai assegnate.

Cominciamo a far fallire le spese pazze di questo pazzo paese e chiediamo fortemente che la scuola torni ad essere quella che deve.
Mi viene in mente un solo modo per combattere questa guerra in maniera lecita: votare le persone giuste; hai qualche consiglio da dare su chi votare ? Hai qualche strategia alternativa non fuffeggiante da proporre ? Sei per le azioni illecite (terrorismo) ?

Non sono per le azioni illecite perchè, seppur mi sforzi, e ultimamente mi sforzo parecchio, non riesco a superare la convinzione che non si debba.
Non si deve semplicemente perchè è aprire la strada a qualcuno che decide con la forza di fare qualcosa e non è detto che quella cosa sia giusta.  E se poi non mi va quello che fa?  e se poi lo fa per il suo proprio interesse e non per quello di tutti?  e chi lo decide che quello per cui combatte sia l'interesse che tutti desiderano tutelare?

No, non si può aprire questa strada, bisogna rimanere nel limite.  

Per quanto riguarda il chi votare:  no, non ce l'ho.  L'unica possibilità che vedo e in quel modo cerco di muovermi sempre, è quella di ripartire dall'uno.  Di ripartire da noi, da me.  Agendo bene.   Se ognuno lo facesse...

Visto che non posso ottenere che lo facciano gli altri io cerco:  di non nuocere a nessuno, di vigilare affinchè nessuno nuocia e di segnalare anche assumendomi rischi quando vedo qualcosa che non va, cerco di impegnare me stessa non solo per il mio interesse personale contingente perchè sono convinta che il mio interesse personale passi dall'interesse degli altri, dal loro benessere.  E allora mi impegno per questo.

E cerco di evitare di dire che: visto che tanto per come vanno le cose solo alcuni si prendono benefici e gli altri non possono perchè non rimangono risorse e che è inutile cercare di smantellare questo sistema,  tanto vale combattere quelli che lottano per i propri diritti. Si fa prima.
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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Dom Apr 24, 2016 12:25 pm

Quando arriva il momento di parlare coi bambini del motivo per cui è importante occuparsi del benessere degli altri   (generalmente questo avviene quando li aiutiamo a ragionare sulla necessità di non girare la testa se si vede un atto di bullismo)  cerco di spiegarlo così:

io sono felice, sto bene, sono sana, ho le cure di cui necessito, ho tanti soldi, quando voglio posso andare a fare un viaggio.  Invito i miei amici che però non possono venire perchè soldi non ne hanno, perchè hanno male ai denti e non possono curarsi.  Mi diverto tanto se vado in giro da sola?

Anche dicendo che posso avere amici ricchi come me, se vogliamo andare in un posto dove ricchezza non c'è?  dove hanno tanta miseria che rubano?  dove non trovo da mangiare quello che ci piacerebbe  dove non ci sono soldi per mantenere curato l'ambiente................ mi diverto,  sto bene?

E altre cose di quesot genere.
Quando sposto il discorso su questo aspetto del vivere i bambini si fermano a pensare.  E cominciano a dire che no, magari è meglio se stiamo bene tutti. E per stare bene tutti, tutti dobbiamo fare qualcosa
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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Dom Apr 24, 2016 2:17 pm

Ire io non picchio mia moglie, da qui a dire che sono impegnato contro la violenza sulle donne ce ne passa; in realtà io sono impegnatissimo in tal senso: pago le tasse fino all'ultimo centesimo e finanzio la polizia che mette in galera chi picchia la moglie.

Il contributo che può dare ognuno di noi, anche unito a quello del 90 % della popolazione, è insignificante; quello che serve è istituzionalizzarlo; farlo giungere al 100 % e rendere inutile il contributo istituzionale è pura utopia (che non è sinonimo di lungimiranza o apertura mentale ma di stupidità, di inconcludenza).

La disabile in oggetto, caso molto problematico pare, più di un ritardato "medio", non può trovare alcun aiuto nei coetanei, se non quello di essere coinvolta nei loro giochi diurni, alla presenza di un adulto; comprenderai che i giochi in presenza di un adulto sono giochi di serie B.

Nel tuo esempio hai illustrato una situazione in cui un ricco potrebbe occuparsi di andare in vacanza con un povero, perchè di lì passa il suo divertimento; giustissimo, ma qui si parla di non andare in vacanza per solidarietà; anche di lì passa il suo divertimento ?
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MessaggioOggetto: Re: Il viaggio a Mauthausen e la disabile esclusa   Dom Apr 24, 2016 2:20 pm

Ti è mai capitato di andare a mangiare una pizza con le amiche e non con il marito a cui vuoi tanto bene ?
Chi va in gita con i normodotati e non con il disabile al quale vuole tanto bene fa esattamente la stessa cosa.
Del resto il disabile spesso fa altre attività divertenti dalle quali i normodotati sono esclusi (ed il marito quando la moglie si leva dalle balle idem).
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