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 differenze

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comp_xt



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MessaggioOggetto: differenze   Gio Apr 28, 2016 6:48 pm

Nelle due immagini seguenti potete leggere la prefazione del libro "Il nuovo pensiero geometrico - Cateni, Fortini, Bernardi - ed. Le Mornier" che utilizzai da studente nel biennio del liceo scientifico:





L'ho riportata perché è emblematica di una vivacità culturale in cui realmente veniva rispettata la libertà di insegnamento e che oggi è andata persa.
Nella scuola pre-autonomia il Ministero della Pubblica Istruzione fissava i contenuti di insegnamento - ma l'approccio didattico da seguire veniva lasciato ai docenti, in conformità ad una precisa garanzia costituzionale che nessun ministro, ispettore o preside si permetteva di contestare.

Il dibattito sul come insegnare la geometria euclidea nel biennio del liceo scientifico a cui si fa cenno nella prefazione in questione riguardava i singoli docenti, protagonisti attivi e non passivi di un fermento culturale che scaturiva dalle riflessioni di scienziati e uomini di cultura in genere.

E così, mentre un tempo i docenti italiani discutevano fra loro riguardo alle riflessioni in chiave didattica di scienziati del calibro di Bruno De Finetti e sull'opportunità o meno di introdurre un approccio "bourbakista" nella scuola secondaria - oggi, nella scuola dell'autonomia, sono obbligati a UBBIDIRE alle linee guida dei burocrati ministeriali.
Non sono più i docenti a stabilire quali contenuti (o competenze, come si usa dire oggi) siano più o meno importanti, ma lo decide l'Invalsi (con quale autorità culturale non si capisce).
Qualcuno al miur ha inoltre ha deciso che la matematica deve per forza essere "contestualizzata", nell'ottica di un approccio sempre più legato al mero problem solving,fra l'altro malamente scopiazzato da esperienze di altri paesi (che, con buona pace di certa retorica, sono tutt'altro che eccellenti) che inevitabilmente finirà per mandare in soffitta altre componenti non meno importanti della matematica.
Ma ciò che è più grave è che non c'è libertà di scelta, nonostante l'articolo 33 della Costituzione continui ad essere formalmente in vigore.
Il tutto è oramai posto nelle mani dei cosiddetti esperti del Miur che, in ossequio alla linea pedagogica attualmente dominante, impongono il loro pensiero attraverso note e circolari (e questo è vero per tutte le materia, non solo per la matematica).
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: differenze   Gio Apr 28, 2016 9:35 pm

Alcuni spunti sono condivisibili, in particolare il fatto che la scuola dovrebbe avvicinarsi di più al dibattito culturale in atto, stare più sul pezzo, rivendicare un ruolo nella definizione dei saperi.

Che non ci sia libertà di insegnamento nella scuola attuale, al di là di mille difetti e una burocratizzazione soffocante non è però assolutamente vero. Non mi risultano circolari che entrino nei contenuti disciplinari. L'Invalsi ignora completamente i contenuti, e questo è semmai un ennesimo difetto
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Garamond



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MessaggioOggetto: Re: differenze   Gio Apr 28, 2016 9:46 pm

Confrontando i programmi di allora con quelli di adesso a me non sembra ci sia tutta questa differenza.
In particolare mi sfugge quali siano le imposizioni ministeriali che citi. Puoi fare qualche esempio?
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comp_xt



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MessaggioOggetto: Re: differenze   Gio Apr 28, 2016 10:47 pm

Garamond ha scritto:
Confrontando i programmi di allora con quelli di adesso a me non sembra ci sia tutta questa differenza.
In particolare mi sfugge quali siano le imposizioni ministeriali che citi. Puoi fare qualche esempio?

Eccone un esempio:

http://questionariolsosa.miur.carloanti.it/pdf/2015-2016/ProtN286_14-01-2016.pdf

"La prova è strutturata in due problemi attinenti a situazioni reali o simulate".


Questa imposizione da dove scaturisce?

Non certo dalle Indicazioni Nazionali per il liceo scientifico, dove la modellistica matematica risulta solo uno fra i tanti aspetti da sviluppare.

A scanso di equivoci voglio comunque chiarire che non ho nulla in contrario a che nella prova d'esame ci possa essere anche un problema contestualizzato. Quello che contesto è che, senza alcun fondamento normativo e in barba alla libertà di insegnamento, si voglia imporre  una didattica della matematica chiaramente ispirata a quella finlandese.

Per la fisica poi abbiamo un quadro di riferimento per la seconda prova scritta che in vari punti contrasta con le Indicazioni Nazionali:

http://www.istruzione.lombardia.gov.it/wp-content/uploads/2015/12/Quadro-di-Riferimento_Fisica_Tavolo-Tecnico_Finale.pdf

A questo punto quindi voglio essere ancora più chiaro.
Nelle Indicazioni Nazionali per l'insegnamento nella matematica nei Licei è evidente la mano del prof. Giorgio Israel, recentemente scomparso.
Israel però non era il tipo che dava corda alle ideologie pedagogiche, che anzi disprezzava fortemente, ed ebbe modo di ribadire pubblicamente che l'insegnamento della matematica finalizzato al solo problem solving, tanto caro al miur, non solo contrasta con le Indicazioni Nazionali ma snatura la stessa essenza della matematica.

Io non so quanta esperienza di insegnamento tu abbia e, soprattutto, quanta attenzione faccia alle dichiarazioni dei ministri dell'istruzione e degli "esperti" del miur. Cerca però di vedere la questione a tutto tondo, perché in Italia esiste una normativa de facto, fatta di prese di posizione, dichiarazioni alla stampa, quadri di riferimento tecnici, simulazioni di prove d'esame, istituti di valutazione esterni... che si aggiunge o addirittura si contrappone alle Indicazioni Nazionali.
Tutto ciò però viene da lontano. Iniziò Luigi Berlinguer (quell'essere indegno che ha distrutto la scuola italiana) con le sue cazzate sulla necessità di una matematica pratica, che andava di pari passo con la perla sul liceo classico reo di "corrompere i giovani".
Caro Garamond, se non lo hai ancora capito, un tempo erano il latino e il greco ad essere visti come simboli del potere borghese, oggi ci sono anche le dimostrazioni e tutto ciò che appare come vagamente "teorico".
Ovviamente a certi risultati ci si arriva per piccoli passi, un po' alla volta.
Da una parte si agisce consigliando fortemente ai docenti un certo tipo di didattica, dall'altro gli si costringe ad attuarla perché la scuola è ormai in balia di pedagogisti, psicologi e neuropsichiatri.
Io in prima liceo scientifico per una verifica di geometria dovevo conoscere, saper applicare e saper dimostrare una cinquantina di teoremi. Se provi a pretenderlo oggi  chiamano il telefono azzurro...
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comp_xt



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MessaggioOggetto: Re: differenze   Gio Apr 28, 2016 11:21 pm

lucetta10 ha scritto:
Alcuni spunti sono condivisibili, in particolare il fatto che la scuola dovrebbe avvicinarsi di più al dibattito culturale in atto, stare più sul pezzo, rivendicare un ruolo nella definizione dei saperi.

Che non ci sia libertà di insegnamento nella scuola attuale, al di là di mille difetti e una burocratizzazione soffocante non è però assolutamente vero. Non mi risultano circolari che entrino nei contenuti disciplinari. L'Invalsi ignora completamente i contenuti, e questo è semmai un ennesimo difetto

Grazie a internet è possibile visionare i PTOF di tutte le scuole italiane. In quasi tutti emerge l'ossessione per le "prove per classi parallele" (fra l'altro nel RAV c'è una precisa voce in merito) e per la misurazione (sic!) oggettiva delle competenze.
È chiaro che la base ideologica di un simile discorso non può che essere quella di uniformare la didattica, colpendo la quindi la libertà di insegnamento.
Quanto all'Invalsi, essa riguarda i contenuti disciplinari - il problema è semmai che le prove che propongono, quand'anche si tratta di quesiti sensati e ben strutturati (cosa che purtroppo non sempre si verifica), riguardano un certo modo di vedere la matematica, tutt'altro che esaustivo della stessa e col limite intrinseco che non tutte le competenze (o come diavolo le si voglia chiamare) possono emergere con dei test.
Ciò che è folle è pensare di ottenere una valutazione globale degli apprendimenti con dei test che, oltre ad avere dei limiti intrinseci in quanto tali, risentono fortemente della visione culturale del gruppo che li ha formulati.
L'oggettività quindi lasciamola ad altri campi e i test utilizziamoli solo per verificare abilità meccaniche imprescindibili (es. ortografia, calcolo numerico....), non certo per "misurare" competenze superiori.

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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: differenze   Gio Apr 28, 2016 11:47 pm

Sinceramente questa chiarezza ideologica di cui parli proprio non la vedo, anzi, la personalizzazione dei percorsi di studio in voga ormai da una ventina d'anni parrebbe andare proprio in senso opposto, verso una semmai eccessiva individualizzazione dei percorsi: a ognuno la sua didattica, i suoi obiettivi, la sua valutazione.
La base ideologica è quella di ritagliare su ognuno una didattica diversa, non di imporne una unica (che pure nei limiti andrebbe invece posta, e infatti ci sono le Indicazioni nazionali, che sono molto elastiche).
Lasciando perdere i limiti dell'Invalsi, che ci siano dei test nazionali che misurino i livelli non è di per sé una cosa negativa: la scuola pubblica dovrà pur condividere almeno le basi, la sostanza generale del suo essere al mondo. Non possiamo pretendere che libertà di insegnamento significhi entrare in classe e navigare a vista.
Lascia stare la retorica e la burocrazia, e soprattutto le prove per il piano di miglioramento: riscontri restrizioni nella tua pratica professionale? Ci sono forzature perché tu selezioni i contenuti disciplinari? Francamente a me non sembra, né ideologicamente né nella pratica
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: differenze   Ven Apr 29, 2016 6:24 am

Appena ho visto le anteprime minuscole delle due pagine mi è venuto lo sconforto, che si è subito ribaltato nel suo opposto constatando la vivacità culturale espressa in quelle poche righe; vivacità che oggi ci sogniamo, con la scuola ormai assoggettata a un pensiero unico che fa proprio della personalizzazione dei percorsi di studio, dell'autonomia, dell'imposizione di metodologie didattiche i fattori principali di una voluta disgregazione della scuola pubblica italiana.

Anche alcuni cambiamenti organizzativi apparentemente più innocui rendono di fatto impossibile oggi quella vivacità culturale.

Mentre noi ce ne stiamo buoni buoni a correggere i compiti, a stilare inutili PdP per alunni con inesistenti BES, a seguire improbabili corsi sulla sicurezza o da animatori digitali, a lavorare alacremente alla redazione del POF, del PTOF, del RAV, del Curricolo Verticale, a riempire una serie di inutili scartoffie che ci distraggono sia dall'insegnamento vero e proprio, sia dalla possibilità di discutere sull'insegnamento, quelli che realmente decidono cosa fare, anche per noi, se ne stanno bellamente seduti a conversare con la pipa in bocca in qualche stanza di viale Trastevere, magari senza aver messo piede in una scuola da anni.
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tellina



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MessaggioOggetto: Re: differenze   Ven Apr 29, 2016 8:02 am

Sbaglierò...
Ma ho come l'impressione che l'insegnamento, lo stile, la didattica in generale...sia mediamente la stessa da sempre (parlo degli ultimi venti anni a competenze già diminuite rispetto ai "tempi d'oro che furono").
Sono cambiate le parole delle nostre relazioni scritte, sono cambiate le programmazioni scritte...meno quelle effettive.
Come dire...la nostra libertà di insegnamento sta ancora lí...ma si mimetizza per accontentare i piani alti (e va bene così... A tutti).
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MessaggioOggetto: Re: differenze   Ven Apr 29, 2016 11:58 am

comp_xt ha scritto:
Nelle due immagini seguenti potete leggere
Mi hai finalmente illuminato su un arcano che mi ha fatto passare insonni le notti degli ultimi 40 anni (si fa per dire).

Ricordo che la mia maestra delle elementari aveva dichiarato di seguire un approccio insiemistico alla matematica, tale affermazione mi è stata ripetuta da mio padre in anni successivi (anche molto successivi) e questo mi ha permesso di ricordare quell'affermazione; tuttavia non sono mai riuscito a capire come si potesse insegnare matematica in maniera diversa da come aveva fatto la mia maestra e in che cosa consistesse l'approccio insiemistico visto che gli insiemi li avevamo visti per un paio di mesi e poi mai più toccati per il resto degli anni.

Ora l'ho capito: c'era una moda del momento che era bene dichiarare di seguire, però ognuno faceva quel che voleva e la mia maestra, gran paracula, aveva fatto la dichiarazione, si era tolta dalle balle gli insiemi e poi aveva fatto quel che gli era sembrato giusto in assoluto disprezzo delle nuove tendenze fuffodidattiche.

Erano italiani anche 40 anni fa !
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MessaggioOggetto: Re: differenze   Ven Apr 29, 2016 2:39 pm

avidodinformazioni ha scritto:
comp_xt ha scritto:
Nelle due immagini seguenti potete leggere
Mi hai finalmente illuminato su un arcano che mi ha fatto passare insonni le notti degli ultimi 40 anni (si fa per dire).

Ricordo che la mia maestra delle elementari aveva dichiarato di seguire un approccio insiemistico alla matematica, tale affermazione mi è stata ripetuta da mio padre in anni successivi (anche molto successivi) e questo mi ha permesso di ricordare quell'affermazione; tuttavia non sono mai riuscito a capire come si potesse insegnare matematica in maniera diversa da come aveva fatto la mia maestra e in che cosa consistesse l'approccio insiemistico visto che gli insiemi li avevamo visti per un paio di mesi e poi mai più toccati per il resto degli anni.

Ora l'ho capito: c'era una moda del momento che era bene dichiarare di seguire, però ognuno faceva quel che voleva e la mia maestra, gran paracula, aveva fatto la dichiarazione, si era tolta dalle balle gli insiemi e poi aveva fatto quel che gli era sembrato giusto in assoluto disprezzo delle nuove tendenze fuffodidattiche.

Erano italiani anche 40 anni fa !

Attualmente la teoria degli insiemi è posta a fondamento della matematica e nessuno oggi può pensare di fare matematica a un certo livello senza conoscerla.

Non è affatto scontato, tuttavia, che il primo approccio scolastico che il bambino ha con la matematica, che riguarda ovviamente i numeri naturali e le operazioni con essi, debba partire dalla teoria degli insiemi.
Personalmente lo trovo inutile e fuorviante, anche perché la teoria degli insiemi non è così innocua come si potrebbe credere e di questo se ne rese conto (a suo spese) il tedesco Gottlob Frege quando Russel gli comunicò di aver scoperto la sua nota antinomia.
Insomma, si tratta di un argomento di cui alla scuola primaria si può fare tranquillamente a meno e che, se non maneggiato con cura (intendo, se il docente non ha una certa formazione matematica alle spalle), può portare a fraintendimenti colossali.
Ricordo personalmente di aver visto un libro delle elementari dove veniva rappresentato un insieme di coni gelati per mezzo di un diagramma di Eulero-Venn e, fuori dal diagramma un altro gelato.
La didascalia posta sotto il gelato collocato fuori recitava : "questo gelato appartiene all'insieme ma non vi è incluso".  Ogni commento penso sia superfluo.
Interessante anche il "bestiario n. 2" con il quale il prof. Israel ci deliziò riguardo alle castronerie che si possono dire riguardo alla teoria degli insiemi:
http://pensareinmatematica.blogspot.it/p/formazione-primaria.html

Questa ovviamente è la mia opinione.
Tieni presente però che chi 40 anni fa proponeva di introdurre la teoria degli insiemi in prima elementare non lo faceva per inseguire la fuffodidattica (questo è semmai il vezzo della nostra epoca) ma semplicemente perché era influenzato da un certo modo di concepire la matematica (nel caso specifico si trattava di evidenti influenze dell'approccio bourbakista).
Per cui, nonostante la mia personale contrarietà all'introduzione della teoria degli insiemi nella scuola elementare, era sicuramente positivo che i maestri e le maestre discutessero di queste cose, in un sistema in cui poi ciascuno era libero di fare come voleva e di cambiare idea negli anni sperimentando strade diverse.
Ciò che non è normale è semmai quello che avviene oggi, dove gli "esperti" dettano la linea, gli autori dei libri si adeguano e i docenti pure, non dimenticandosi di far acquistare agli alunni i testi per prepararsi alle prove Invalsi.
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MessaggioOggetto: Re: differenze   Ven Apr 29, 2016 2:46 pm

tellina ha scritto:
Sbaglierò...
Ma ho come l'impressione che l'insegnamento, lo stile, la didattica in generale...sia mediamente la stessa da sempre (parlo degli ultimi venti anni a competenze già diminuite rispetto ai "tempi d'oro che furono").
Sono cambiate le parole delle nostre relazioni scritte, sono cambiate le programmazioni scritte...meno quelle effettive.
Come dire...la nostra libertà di insegnamento sta ancora lí...ma si mimetizza per accontentare i piani alti (e va bene così... A tutti).

Hai idea di quanti libri per la preparazione alle prove Invalsi si vendono in Italia?

Se questo non è cambiare la propria didattica per inseguire l'approccio dettato da un ente esterno autoreferenziale...
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MessaggioOggetto: Re: differenze   Ven Apr 29, 2016 3:22 pm

Alla teoria degli insiemi riconosco una solo merito, quello di offrire un valido concetto di numero, vedendolo come rappresentante privilegiato di classi di equivalenza.

Alle elementari i bambini hanno già un'idea intuitiva di numero, necessitano urgentemente di imparare ad usare i numeri, non hanno alcuna necessità (e credo alcuna capacità) di filosofeggiarsi su.

Quindi alle elementari insiemi=tempo_perso.
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MessaggioOggetto: Re: differenze   Ven Apr 29, 2016 3:25 pm

comp_xt ha scritto:
tellina ha scritto:
Sbaglierò...
Ma ho come l'impressione che l'insegnamento, lo stile, la didattica in generale...sia mediamente la stessa da sempre (parlo degli ultimi venti anni a competenze già diminuite rispetto ai "tempi d'oro che furono").
Sono cambiate le parole delle nostre relazioni scritte, sono cambiate le programmazioni scritte...meno quelle effettive.
Come dire...la nostra libertà di insegnamento sta ancora lí...ma si mimetizza per accontentare i piani alti (e va bene così... A tutti).

Hai idea di quanti libri per la preparazione alle prove Invalsi si vendono in Italia?

Se questo non è cambiare la propria didattica per inseguire l'approccio dettato da un ente esterno autoreferenziale...
A che scopo poi ! Io ho scaricato la prova dell'anno scorso e la sto propinando ai miei alunni; scaricherò anche quella di due anni fa e penso che così facendo avrò fatto persino troppo.

Quei soldi è meglio che se li spendano in preservativi.
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MessaggioOggetto: Re: differenze   Ven Apr 29, 2016 3:28 pm

comp_xt ha scritto:
Eccone un esempio:

http://questionariolsosa.miur.carloanti.it/pdf/2015-2016/ProtN286_14-01-2016.pdf

"La prova è strutturata in due problemi attinenti a situazioni reali o simulate".


Questa imposizione da dove scaturisce?

Non certo dalle Indicazioni Nazionali per il liceo scientifico, dove la modellistica matematica risulta solo uno fra i tanti aspetti da sviluppare.

Premetto che la mia era una domanda sincera: ho iniziato a insegnare da pochissimo e mi interessa davvero capire più a fondo queste questioni.

Il tuo esempio, però, non mi convince del tutto: non si può ridurre l'intero discorso sulla didattica alla seconda prova dell'esame di stato.
La contestualizzazione dei problemi è una scelta discutibile, anche alla luce delle Indicazioni Nazionali come dici tu, ma davvero la ritieni una restrizione significativa alla libertà di insegnamento? Non bisogna dimenticare che ci sono anche sei quesiti di carattere generale.

Capisco il discorso che fai su certe dichiarazioni provenienti dal MIUR, ma non vedo che bisogno ci sia, per un insegnante, di dar retta alle varie prese di posizione se queste non si traducono in vere e proprie norme. Di certo contribuiranno a peggiorare l'immagine che molti docenti hanno del ministero, ma ripeto, le limitazioni effettive dove stanno?
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Garamond



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MessaggioOggetto: Re: differenze   Ven Apr 29, 2016 3:39 pm

comp_xt ha scritto:
Ciò che non è normale è semmai quello che avviene oggi, dove gli "esperti" dettano la linea, gli autori dei libri si adeguano e i docenti pure, non dimenticandosi di far acquistare agli alunni i testi per prepararsi alle prove Invalsi.

Sto insegnando proprio in due classi che dovranno sostenere le prove INVALSI, e non mi sognerei mai di far acquistare agli studenti dei testi per prepararsi...
A me sembra che questo sia un problema di alcuni docenti, non di una presunta limitazione alla libertà di insegnamento.
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comp_xt



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MessaggioOggetto: Re: differenze   Ven Apr 29, 2016 4:05 pm

Garamond ha scritto:
comp_xt ha scritto:
Eccone un esempio:

http://questionariolsosa.miur.carloanti.it/pdf/2015-2016/ProtN286_14-01-2016.pdf

"La prova è strutturata in due problemi attinenti a situazioni reali o simulate".


Questa imposizione da dove scaturisce?

Non certo dalle Indicazioni Nazionali per il liceo scientifico, dove la modellistica matematica risulta solo uno fra i tanti aspetti da sviluppare.

Premetto che la mia era una domanda sincera: ho iniziato a insegnare da pochissimo e mi interessa davvero capire più a fondo queste questioni.

Il tuo esempio, però, non mi convince del tutto: non si può ridurre l'intero discorso sulla didattica alla seconda prova dell'esame di stato.
La contestualizzazione dei problemi è una scelta discutibile, anche alla luce delle Indicazioni Nazionali come dici tu, ma davvero la ritieni una restrizione significativa alla libertà di insegnamento? Non bisogna dimenticare che ci sono anche sei quesiti di carattere generale.

Capisco il discorso che fai su certe dichiarazioni provenienti dal MIUR, ma non vedo che bisogno ci sia, per un insegnante, di dar retta alle varie prese di posizione se queste non si traducono in vere e proprie norme. Di certo contribuiranno a peggiorare l'immagine che molti docenti hanno del ministero, ma ripeto, le limitazioni effettive dove stanno?

Tu mi hai chiesto degli esempi e io te ne ho fornito due relativi all'insegnamento della matematica e della fisica nel triennio dello scientifico, che è il contesto che conosco meglio.
Tieni presente poi che la seconda prova scritta è il punto di arrivo di un percorso quinquennale.

Ovviamente gli esempi fatti non sono gli unici possibili.

Parliamo allora delle prove Invalsi - argomento che riguarda la scuola primaria, la scuola media e la scuola superiore.

A che titolo l'Invalsi detta la linea su quelle che sono le "competenze" da privilegiare?

I redattori dei test Invalsi hanno una certa visione della matematica ed è normale che privilegino certi aspetti a scapito di altri.
Se questi test fossero stati proposti per uso interno dei docenti, senza obbligo di comunicare a terzi i risultati, magari avrebbero avuto anche una qualche utilità. Un docente che punta più su certi aspetti magari ispirato da tali prove potrebbe percorrere altre strade, ugualmente valide e interessanti.
Se l'Invalsi aprisse un vero dibattito con i docenti, anziché persistere con la sua solita autoreferenzialità, avrebbe magari meritato il rispetto degli insegnanti.
L'Invalsi invece pretende di "misurare" (sic!) le competenze in matematica, pretende quindi che la sua visione della matematica sia l'unica possibile (o comunque la migliore).
In questo modo si vorrebbe addirittura "misurare" la qualità dell'insegnamento.
E allora accade l'inevitabile, ossia che i docenti finiscano per insegnare in funzione dei test Invalsi degli anni passati, con tutti i rischi che tale approccio si porta dietro.

Che questo non venga percepito come attacco alla libertà di insegnamento non mi stupisce, perché il singolo docente auto-giustifica il suo cambio di rotta come una libera e autonoma scelta didattica, quando nei fatti così non è.

La scelta di privilegiare problemi contestualizzati magari non stravolgerà il mio approccio didattico, ma inevitabilmente lo modificherà.
Un problema come il N. 1 assegnato alla prova di maturità scientifica del 2007, per quanto in linea con le Indicazioni Nazionali vigenti, risulta anacronistico alla luce del nuovo corso voluto dagli "esperti" del miur.
http://www.matematica.it/tomasi/matls/2007/M557.pdf
E io non potrò non tenere conto di questo fatto.

Purtroppo è abbastanza evidente che si sta andando nella direzione di una didattica della matematica di tipo finlandese. Al miur non possono dirlo a chiare lettere perché si andrebbe in aperto conflitto con l'art- 33 della Costituzione, però un passo alla volta si sta cercando di porre le condizioni affinché ciò diventi una scelta obbligata.
In compenso sappiamo già quali saranno i risultati:
http://gisrael.blogspot.it/2011/05/il-bluff-della-matematica-finlandese.html
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MessaggioOggetto: Re: differenze   Ven Apr 29, 2016 4:12 pm

comp_xt ha scritto:

Hai idea di quanti libri per la preparazione alle prove Invalsi si vendono in Italia?

Se questo non è cambiare la propria didattica per inseguire l'approccio dettato da un ente esterno autoreferenziale...

I libri di preparazione alle prove invalsi si vendono perchè esistono docenti che fanno pressioni sui ragazzi perchè li comprino. Basterebbe che i docenti non si prestassero a questa inutile propaganda commerciale, e il problema non esisterebbe.
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MessaggioOggetto: Re: differenze   Ven Apr 29, 2016 5:44 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
comp_xt ha scritto:

Hai idea di quanti libri per la preparazione alle prove Invalsi si vendono in Italia?

Se questo non è cambiare la propria didattica per inseguire l'approccio dettato da un ente esterno autoreferenziale...

I libri di preparazione alle prove invalsi si vendono perchè esistono docenti che fanno pressioni sui ragazzi perchè li comprino. Basterebbe che i docenti non si prestassero a questa inutile propaganda commerciale, e il problema non esisterebbe.

Per i licei, non posso che sottoscrivere.

Per la secondaria di primo grado, purtroppo la prova Invalsi fa parte dell'Esame, quindi i docenti non possono infischiarsene.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: differenze   Ven Apr 29, 2016 5:58 pm

E chi ha parlato di infischiarsene? Si è solo parlato dell'opportunità di far comprare ai ragazzi dei libri in più apposta. La prova invalsi non verte sui normali contenuti delle materie interessate, ai quali ci si può preparare svolgendo i normali esercizi che sono già sui libri di testo, o eventualmente esercitandosi sui quesiti dati gli anni scorsi, che sono disponibilissimi liberamente ovunque?
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: differenze   Ven Apr 29, 2016 6:04 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
E chi ha parlato di infischiarsene? Si è solo parlato dell'opportunità di far comprare ai ragazzi dei libri in più apposta. La prova invalsi non verte sui normali contenuti delle materie interessate, ai quali ci si può preparare svolgendo i normali esercizi che sono già sui libri di testo, o eventualmente esercitandosi sui quesiti dati gli anni scorsi, che sono disponibilissimi liberamente ovunque?

Dipende se il libro adottato ne ha a sufficienza. Non insegno alle medie, per cui non ho il polso della situazione. Ai colleghi lascio il beneficio del dubbio.
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comp_xt



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MessaggioOggetto: Re: differenze   Ven Apr 29, 2016 7:29 pm

Forse non sono stato chiaro, ma l'acquisto di un libro per le prove Invalsi è solo l'effetto macroscopico di quel fenomeno per cui le scelte didattiche dei docenti vengono influenzate, in maggiore o minore misura a seconda dei casi, dal ciò che viene richiesto nelle prove Invalsi.
Se anziché comprare il libriccino specifico si fanno i test simil-Invalsi presenti nel testo in adozione oppure si fotocopiano le prove degli anni passati per farle svolgere agli studenti, il discorso è completamente identico.

E non si dica che le prove Invalsi sono neutre rispetto ai contenuti di insegnamento, perché ciò non è affatto vero.
Le prove della scuola media, ad esempio, insistono molto sulla lettura e sull'interpretazione di dati e tabelle, che sarà sicuramente una competenza importante e imprescindibile, ma il fatto che ad essa venga attribuita una così grande importanza rispetto ad altri contenuti previsti nei programmi di insegnamento, è una scelta dell'Invalsi legittima ma tutt'altro che universalmente condivisa.
Nel momento in cui però questo ente si pone in maniera autoreferenziale come il "misuratore" delle competenze e come il valutatore degli apprendimenti, mi pare evidente che i singoli docenti finiscono per essere costretti a seguire l'impostazione dell'Invalsi.
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geo&geo



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MessaggioOggetto: Re: differenze   Ven Apr 29, 2016 7:50 pm

comp_xt ha scritto:
Le prove della scuola media, ad esempio, insistono molto sulla lettura e sull'interpretazione di dati e tabelle, che sarà sicuramente una competenza importante e imprescindibile, ma il fatto che ad essa venga attribuita una così grande  importanza rispetto ad altri contenuti previsti nei programmi di insegnamento, è una scelta dell'Invalsi legittima ma tutt'altro che universalmente condivisa.

Non mi sembra che ci sia questo sbilanciamento
http://www.invalsi.it/snvpn2013/documenti/strumenti/PN/2013_III_Sec_Primo_grado_Guida_Matematica.pdf
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: differenze   Ven Apr 29, 2016 8:38 pm

Sulla questione del delirio politico e sociale in merito all'esaltazione dei "test oggettivi", invito tutti a leggere gli studi di Diane Ravitch, accademica che inizialmente li aveva sostenuti (nel contesto americano, con implicazioni ancora peggio, ma molto peggio delle nostre) e che poi, dopo qualche anno di evidenze completamente negative, ha fatto un clamoroso dietrofront, descrivendone e denunciandone il fallimento assoluto...
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