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 [OT] per Felipeto: Italo

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AutoreMessaggio
ushikawa



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MessaggioOggetto: [OT] per Felipeto: Italo   Lun Mag 02, 2016 6:12 am

Grazie alla curiosità provocatami da questo video https://www.youtube.com/watch?v=lbxY3jrnhXI sono venuto a sapere che il treno Italo, un bel gioiello tecnologico, viene prodotto dalla ditta francese Alstom, che qualche anno fa si è mangiata la Fiat ferroviaria e ne ha assorbito, oltre allo stabilimento di Savignano, anche molte idee, innovazioni e brevetti.

Ad esempio i carrelli con motrice, che nel documentario vengono presentati come una novità assoluta, erano stati ideati ben trent'anni fa sul famoso ETR450 "pendolino", progettato e costruito proprio dalla Fiat ferroviaria. A quell'epoca l'Italia era il secondo paese in Europa ad avere un treno di linea che superasse i 200km/h; oggi, persuasi come siamo da una pervasiva retorica anti-italiana, ci sembra impossibile che il nostro paese potesse essere all'avanguardia nell'industria ad alta innovazione tecnologica.

Questo treno racconta a un tempo la parabola della deindustrializzazione italiana e la diffusione eterodiretta e sempre più profonda tra tutti gli italiani di un enorme senso di sfiducia nelle proprie possibilità. Ah, ma in Germania...
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: [OT] per Felipeto: Italo   Lun Mag 02, 2016 10:15 am

intanto ti ringrazio per aver aperto questo post. Sarebbe auspicabile, in un forum di insegnanti, una maggiore apertura verso gli aspetti tecnici, didattici, culturali per aprire tavole di discussione multidisciplinari, che ad oggi sono piuttosto limitate a vantaggio di una vagonata di post relativi a rapporti con genitori, allievi ed altre cose......
porto il mio contributo, non sono un superesperto di storia delle ferrovie....
sostanzialmente l'italia parte svantaggiata in ambito ferroviario, in parte per un'industrializzazione minore rispetto ai fratelli maggiori germania e inghilterra, in parte per la tortuosità del territorio..
ancora nei primissimi decenni del '900, l'italia si deve accontentare di acquistare locomotive a carbone già "obsolete " per l'epoca soprattutto dall'inghilterra..
ciò non toglie che tra 800 e 900 l'ingegno italico sappia collegare gia le principali città italiane con una rete ferroviaria, anche con soluzioni tecniche d'avanguardia come le "gallerie elicoidali" necessarie per superare le aspre zone montuose.
dal punto di vista sociale, la ferrovia alla fine dell'800 segnò la fine del totale isolamento di alcune zone del territorio: pensiamo alla ferrovia ligure del levante che riuscì a collegare finalmente le 5 terre con genova, prima di allora completamente isolate tra mare e aspre montagne a picco.
tornando al 900, gradualmente l'italia cessa di essere dipendente dal materiale rotabile estero sviluppando una propria tecnologia delle locomotive a vapore. negli anni 20 arrivano le locomotive elettriche trifase, un'enorme passo avanti come potenza, velocità e comfort per il personale: pensate che vantaggio non essere piu esposti al freddo, al fumo delle gallerie e al caldo delle caldaie..
rapidamente si passa alla corrente continua con la loco e.626 e da lì in poi il genio italiano si scatena: protagoniste di queste innovazioni sono le grandi industrie italiane, come la Breda, la Tecnomasio TIBB, l'Ansaldo, la Fiat Ferroviaria.. in epoca fascista il "treno" ha una grande valenza di propaganda: i primi elettrotreni veloci fanno la loro apparizione e nel 1939 l'etr 200 frantuma ogni record di velocità sulla lunga distanza superando i 200 km/h nei pressi di Piacenza.
l'europa pre-guerra guarda con ammirazione la tecnica ferroviaria italiana.
dopo la parentesi bellica, l'italia si trova con una rete ferroviaria a pezzi e numerosi rotabili vetusti, bombardati o non funzionanti..
il risveglio è rapido: parallelamente allo sviluppo di nuovi locomotori elettrici sempre piu potenti e performanti , come l e646, riprende la gara alla velocità:
nel 1969 fa la sua apparizione l etr 300 -settebello e poi la sua versione "arlecchino".
questi "superrapidi", costruiti dalla mostruosa Breda, godevano di soluzioni tecniche e stilistiche avanzatissime, confort elevato ed erano destinati alle linee veloci come la Direttissima Bologna Firenze Roma.
esibiti all'Esposizione Internazione di Italia 61 a Torino, erano VANTO ED ORGOGLIO della tecnica ferroviaria italiana , ammirati da personalità di tutto il mondo.
tali "superrapidi" rimasero in servizio fino al 1992.
nel 1969 , a potenziamento di questi treni veloci, fa la sua apparizione il locomotore "e .444" . la "tartaruga" , uno dei primi locomotori a far uso massiccio dell'elettronica a vantaggio della potenza, velocità e confort per i macchinisti.
la Tartaruga e le sue versioni piu avanzate fanno parte dei nostri ricordi di bambini o ragazzi: i treni piu veloci che attraversavano la penisola con velocità fino a 200 km/h erano trainati da questi potentissimi locomotori, le cui versioni trasformate sono in servizio ancora oggi.
se non ricordo male, a cavallo tra 60 e 70 un esemplare fu esposto a New York come simbolo della rinascita industriale italiana.
la vera rivoluzione tutta tricolore fu tuttavia il Pendolino, frutto di una lunga e complessa sperimentazione e studi da parte di Fiat -Materiale Ferroviario .
a partire dal prototipo degli anni 70, si arrivo al modello commerciale entrato in servizio come "pendolino" nel 1988.
l'Innovazione di questo treno non stava tanto nella velocità, come si potrebbe credere. il suo fiore all'occhiello era poter percorrere linee tortuose, come quelle tipiche italiane, a velocità medie molto piu alte, possedendo una cassa oscillante.
in sostanza, grazie a dei sensori di accelerazione a giroscopio posti lungo il treno, esso è in grado, entrando in curva, di inclinare la cassa verso l'interno curva per compensare la forza centrifuga (come una moto in curva) ed aumentare di molto il confort dei passeggeri annullando le accelerazioni trasversali.
il tutto è gestito da un elaboratore, che riceve il segnale dagli accelerometri della parte anteriore, la prima ad entrare nel tratto in curva, e comanda degli attuatori idraulici gradualmente lungo tutto il treno, inclinando la cassa e compensando quindi l'accelerazione laterale.
a integrazione, sono posti ammortizzatori antiserpeggio che smorzano i movimenti di "serpeggio ed ondeggiamento" che si possono innescare (problema già noto sui locomotori a cassa articolata come e 646 ed e656.
ovviamente parliamo di 30-40 anni fa, la sperimentazione fu lunga, tenendo conto della tecnologia dell'epoca, ma l 'italia era senza dubbio allì avanguardia.
la possibilità di percorrere linee tortuose ad alta velocità fece gola a molte amministrazioni europee che in sostanza "scopiazzarono" la nostra tecnologia, soprattutto spagna e germania.

con gli anni 90 e 2000 , per motivi che non riesco a comprendere , sicuramente politico -economici di grande portata, l'italia fa un passo indietro...la de-industrializzazione porta alla cessione di molte aziende italiane , un tempo fiore all'occhiello, a proprietà straniere. L'alstom assorbe la produzione ferroviaria di punta. frecciarossa e Italo sono prodotti europei, non più italiani. l'italia cede industrialmente, si preferisce acquistare prodotti dall'estero invece che produrli in loco.chiamala globalizzazione, non saprei..

la sensazione è di nostalgia, di delusione, di preoccupazione......di sicuro molta della tecnologia della alstom è retaggio delle esperienze ingegneristiche italiane dei decenni passati, su questo non ci piove.

per inciso, non è l'unico "brevetto italiano" passato in mani straniere: alla fine degli anni 90, se non ricordo male, il brevetto "common rail" , la tecnologia dell'iniezione del diesel ad altissima pressione utilizzatissima da tutte le marche di auto oggigiorno sotto marchio BOSCH, (cdi, hdi ecc) fu ceduto da fiat a bosch.
questo sistema nacque nel 1997 (montato sulla 156) e fu una vera innovazione automobilistica.nacque al CRF di Orbassano (to)
oggi non è piu italiano..
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MessaggioOggetto: Re: [OT] per Felipeto: Italo   Lun Mag 02, 2016 11:14 am

I miei due centesimi di contributo: in "Italia" le ferrovie nascono borboniche:

https://it.wikipedia.org/wiki/Ferrovia_Napoli-Portici
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MessaggioOggetto: Re: [OT] per Felipeto: Italo   Lun Mag 02, 2016 11:17 am

Ulteriore dimostrazione che il primo freno all'economia italiana è ed è stata la politica italiana: un' Italia unita più antica avrebbe stimolato la crescita economica ed anche anticipato la costruzione di infrastrutture.
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MessaggioOggetto: Re: [OT] per Felipeto: Italo   Lun Mag 02, 2016 12:47 pm

Il futuro verosimilmente vedrà le ferrovie limitate all alta velocità. Attualmente è in atto un processo di abbandono graduale del trasporto locale su rotaia e delle linee locali, ed un drastico taglio al trasporto merci su rotaia, evidente nell abbandono di molti scali merci ed alla riduzione del settore Cargo di ffss. Ovviamente il tutto a vantaggio del trasporto su gomma fortemente appoggiato dalla galassia Fiat iveco e dai petrolieri..il che è esattamente l opposto di cosa avviene ad esempio in svizzera e di cosa in passato i Verdi propugnavano..cmq tornando alla Napoli portici, 50kmh di velocità massima delle prime locomotive in servizio in Italia era un vero missile per l epoca.. Sostanzialmente fino agli anni 50-60 nulla era paragonabile al treno in quanto a velocità..
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MessaggioOggetto: Re: [OT] per Felipeto: Italo   Lun Mag 02, 2016 1:12 pm

Aggiungo a queste tristi e vere note sul declino industriale dell'Italia un ricordo personale: quando ho fatto il Politecnico di Milano, a cavallo fra gli anni '80 e '90, l'Italia era il primo costruttore europeo di auto, a un chilometro di distanza dal Politecnico avevamo la Innocenti che a Lambrate costruiva, oltre che le Innocenti, anche la Maserati. A 4-5 km di distanza avevamo la Falck, la Breda, l'Alfa Romeo del Portello, la Pirelli. Spostandoci di qualche km ancora avevamo l'Alfa di Arese, l'Autobianchi di Desio, numerosi stabilimenti Olivetti e Montedison, oltre che centinaia di piccole - medie aziende che ora non esistono più.
Al posto di tutte queste aziende ci sono ora rovine di capannoni invase dalle erbacce.
Molte "blue-chips" di allora non esistono neppure più nel listino di borsa.
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udl



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MessaggioOggetto: Re: [OT] per Felipeto: Italo   Lun Mag 02, 2016 1:49 pm

Se vi capita di passeggiare in Piazza Duomo, a fianco della Rinascente c'è una targa che ricorda che lì sorse la prima centrale termoelettrica europea, costruita dalla Edison (fino agli anni '60 chiamata dai lombardi "rendita ambrosiana", per lo stabile e cospicuo flusso di dividendi che assicurava ai possessori delle sue azioni).
Come curiosità storica, che cito sempre ai miei studenti, questo prova anche come Milano fosse una città ricchissima d'acqua (necessaria al raffreddamento degli impianti), tanto che il marmo per il Duomo proveniva direttamente dalle cave di Candoglia e arrivava via acqua al luogo di utilizzo.
Edison, società privata, ebbe anche la capacità tecnica di costruìre una centrale nucleare (Trino Vercellese).
Anche Edison ora non è più italiana, è francese :-(
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: [OT] per Felipeto: Italo   Lun Mag 02, 2016 4:36 pm

Mi pare che sia solo uno dei tanti casi.

Elettronica, chimica, farmaceutica, automobili: fino agli anni '60 ne avevamo come gli altri. Non è rimasto praticamente nulla.
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Felipeto



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MessaggioOggetto: Re: [OT] per Felipeto: Italo   Lun Mag 02, 2016 9:37 pm

In mezzo a tanta desolazione, ricordo invece alcune eccellenze italiane :
Negli stabilimenti di Nola -Napoli dell Alenia si produce la sezione centrale della fusoliera dell aereo più grande del mondo, l A380 della Airbus. È un processo ingegneristicamente complesso, in quanto questo mostro dei cieli viene prodotto "a pezzi" in diverse parti del mondo e poi assemblato a Tolosa, dove ovviamente tutto deve collimare con tolleranze bassissime..
La Mermec pugliese ha vinto nei mesi scorsi una commessa per la fornitura di una "locomotiva diagnostica" che sarà utilizzata sulle linee AV giapponesi per monitorare lo stato della linea, eventuali cricche, il funzionamento degli apparati di sicurezza su centinaia di km. È un gioielli di tecnologia opto-elettronica,e i giapponesi hanno scelto l Italia...
Forse pochi sanno che,al di là delle lamentele sulle ferrovie italiane che fanno schifo,l Italia è all avanguardia nel mondo per sicurezza dei trasporti su rotaia. Dopo il disastro di Crevalcore del 2005, l intera rete italiana è stata dotata del SCMT,SISTEMA CONTROLLO MARCIA TRENO,che garantisce, mediante il "dialogo" tra treno e sensori sulla linea, di monitorare la marcia del treno intervenendo in automatico in caso di errori del macchinista.in pratica, se il macchinista distratto "buca" un semaforo rosso,o va troppo veloce, o non rispetta un segnale, il sistema lo avverte e successivamente arresta in automatico il treno..
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