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 TEST INVALSI

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tizio caio



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MessaggioOggetto: TEST INVALSI   Mar Mag 03, 2016 9:13 pm

Promemoria primo messaggio :

Sono in molti a parlare contro i test invalsi (Cobas, Cgil, unicobas) eppure continuano ad essere somministrati. Perché? I dirigenti scolastici pensano che con queste scemenze possono fare fessa l'utenza. I docenti che hanno paura di passare per "contrastivi" accettano questa insulsa cultura dell'invalsi. Queste pratiche umilianti mi pare che non esistevano neppure in epoca fascista. Sono stato ad un convegno dell'invalsi e vi spiego come ragionano. Un esempio spiega meglio l'andazzo:
Anno 2015: la scuola X ottiene 9 e la scuola Y ottiene 8;
Anno 2016: la scuola X ottiene 8 e la scuola y ottiene 6
Quindi secondo i geni dell'invalsi la scuola x ha avuto un netto miglioramento perché prima si staccava da y di un solo punto, ora si stacca di due punti. La vera logica in realtà è un'altra: "mors tua, vita mea".
Come potete vedere sono peggiorate sia la x che la y, eppure quelli dell'invalsi hanno la faccia tosta di dire che la scuola x è migliorata. Ma la cosa più disgustosa consiste nel fatto che i dirigenti scolastici (compresi quelli che con spudorazza ed ignoranza si autodefiniscono degli scienziati) come pappagalli ripetono la favola dell'invalsi, specie nel caso di scuole del tipo x. Non si vergognano perché pensano che l'utenza sia costituita da un branco di ignoranti, così come Berlusconi si esprimeva dicendo che in media gli italiani ragionano come uno con la terza media, e che quindi lo si possa fare fesso senza tanti giri di parole.
I genitori di questi bambini e studenti, con metodi fascisti, sono tenuti all'oscuro della nefandezza, della inutilità e della dannosità di queste prove. Sarebbe proprio il caso che mandassero alle scuole una lettera di diffida.
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AutoreMessaggio
ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: TEST INVALSI   Mer Nov 23, 2016 8:38 pm

va tutto bene, però la verifica scritta di matematica non è un doppione dell'invalsi: la prima è sul programma curricolare conforme alle indicazioni nazionali, il secondo è su abilità logico-matematiche che hanno pochissimo a che vedere con quello che si deve imparare in matematica alle medie.

Per esempio l'invalsi testa pochissimo il possesso delle tecniche di risoluzione dei problemi matematici (ad esempio operazioni tra frazioni, polinomi ecc.)
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comp_xt



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MessaggioOggetto: Re: TEST INVALSI   Mer Nov 23, 2016 9:43 pm

ushikawa ha scritto:
va tutto bene, però la verifica scritta di matematica non è un doppione dell'invalsi: la prima è sul programma curricolare conforme alle indicazioni nazionali, il secondo è su abilità logico-matematiche che hanno pochissimo a che vedere con quello che si deve imparare in matematica alle medie.

Per esempio l'invalsi testa pochissimo il possesso delle tecniche di risoluzione dei problemi matematici (ad esempio operazioni tra frazioni, polinomi ecc.)

Questo è l'aspetto più grave di tutta la questione.
L'Invalsi sceglie arbitrariamente i contenuti e gli aspetti della matematica da privilegiare e ne trascura invece tanti altri.
Questo comporta, soprattutto nella scuola media dove il test Invalsi è prova d'esame, un'indebita ingerenza nella libertà di insegnamento, giustificata dalla falsa dottrina secondo cui le prove Invalsi fornirebbero una valutazione oggettiva delle competenze matematiche degli studenti.
I Dirigenti Scolastici, salvo rare eccezioni, attribuiscono un valore morale alla prove Invalsi e alla loro preparazione e perseguitano e denigrano le opinioni contrarie, incapaci come sono di comprendere che le posizioni anti-Invalsi sono non solo legittime, ma anche motivate da profonde motivazioni culturali che loro, prigionieri come sono dell'ideologia pedagogica dominante che li rende incapaci del benché minimo spirito critico, non possono e non vogliono comprendere.


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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: TEST INVALSI   Mer Nov 23, 2016 10:04 pm

Ma visto che ci siamo per l'ennesima volta sulla stessa discussione, è possibile capire una volta per tutte se è mai esistito qualcuno (funzionario invalsi, funzionario miur, studioso accademico, pedagogista, statistico, demografo o chiunque altro) che abbia risposto in maniera esauriente alla seguente domanda?

Ovvero:

se le prove invalsi non vertono sulle discipline che si insegnano a scuola e non sono legate ai programmi scolastici svolti, ma misurano capacità logiche sia lessicali che matematiche e altre simili "competenze di base" che non c'entrano niente con gli insegnamenti effettivamente ricevuti a scuola... per quale motivo tali prove dovrebbero essere utilizzabili come una misura dell'efficacia dell'INSEGNAMENTO?

Non è una polemica, è proprio che non ho mai conosciuto nessuno (né personalmente, né da fonti indirette ma istituzionali) che fosse un sostenitore della validità delle prove invalsi e che fosse in grado di dare una risposta convincente a questa domanda banale.



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rita 76



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MessaggioOggetto: Re: TEST INVALSI   Mer Nov 23, 2016 10:17 pm

comp_xt ha scritto:
ushikawa ha scritto:
va tutto bene, però la verifica scritta di matematica non è un doppione dell'invalsi: la prima è sul programma curricolare conforme alle indicazioni nazionali, il secondo è su abilità logico-matematiche che hanno pochissimo a che vedere con quello che si deve imparare in matematica alle medie.

Per esempio l'invalsi testa pochissimo il possesso delle tecniche di risoluzione dei problemi matematici (ad esempio operazioni tra frazioni, polinomi ecc.)

Questo è l'aspetto più grave di tutta la questione.
L'Invalsi sceglie arbitrariamente i contenuti e gli aspetti della matematica da privilegiare e ne trascura invece tanti altri.
Questo comporta, soprattutto nella scuola media dove il test Invalsi è prova d'esame, un'indebita ingerenza nella libertà di insegnamento, giustificata dalla falsa dottrina secondo cui le prove Invalsi fornirebbero una valutazione oggettiva delle competenze matematiche degli studenti.
I Dirigenti Scolastici, salvo rare eccezioni, attribuiscono un valore morale alla prove Invalsi e alla loro preparazione e perseguitano e denigrano le opinioni contrarie, incapaci come sono di comprendere che le posizioni anti-Invalsi sono non solo legittime, ma anche motivate da profonde motivazioni culturali che loro, prigionieri come sono dell'ideologia pedagogica dominante che li rende incapaci del benché minimo spirito critico, non possono e non vogliono comprendere.



i ds considerano incapaci quegli insegnanti le cui classi svolgono male le prove invalsi e io su questo non sono assolutamente d'accordo
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: TEST INVALSI   Gio Nov 24, 2016 5:49 am

Paniscus, comp_xt (con cui sono quasi sempre d'accordo) e Rita (con cui sono quasi sempre in disaccordo),
per come la vedo io, programma o non programma, la valutazione dell'Invalsi corrisponde quasi al decimo di punto con le capacità effettive dell'alunno in ambito logico-aritmetico e logico-linguistico (cioè praticamente tutto), togliendo di mezzo dalla valutazione quello che è paradossalmente un fattore di disturbo, cioè la maggiore o minore propensione allo studio (a sua volta motivata da mille cose, dallo scazzo con il docente alla condizione socio-economica svantaggiata o favorevole).

Siccome il fattore della propensione allo studio viene ampiamente rappresentato in tutte le altre prove di esame, ben venga l'Invalsi come prova birichina che rompe le uova nel paniere a quei cdc che hanno già le idee molto chiare sugli alunni: tu sei da 10 e tu sei da quattro.

Come sistema di valutazione, come termometro, pur senza saperne trovare le motivazioni, l'Invalsi coglie le situazioni in cui scuola e alunno non hanno saputo sviluppare a sufficienza le capacità logiche. Il che costituisce un problema per entrambi.

Quello che contesto all'Invalsi è che da esso debbano discendere bonus o malus per scuole e docenti e che la schedulazione debba essere fornita gratis dagli insegnanti.
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rita 76



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MessaggioOggetto: Re: TEST INVALSI   Gio Nov 24, 2016 5:59 am

Io non ho nulla contro gli invalsi sia perché valuta le "capacità logiche" che devono essere sviluppate il più possibile, sia perché ritengo giusto conoscere gli effettivi traguardi di ogni singola classe e scuola rispetto ad una realtà più grande, quella nazionale. Magari gli invalsi potrebbero essere un incentivo sia per gli insegnanti a svolgere il meglio possibile il loro lavoro nell' ottica dello sviluppo delle capacità oltre che nello svolgimento del piano di lavoro sia per gli studenti che dovrebbero impegnarsi maggiormente
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comp_xt



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MessaggioOggetto: Re: TEST INVALSI   Gio Nov 24, 2016 12:51 pm

rita ha scritto:
Io non ho nulla contro gli invalsi sia perché valuta le "capacità logiche" che devono essere sviluppate il più possibile, sia perché ritengo giusto conoscere gli effettivi traguardi di ogni singola classe e scuola rispetto ad una realtà più grande, quella nazionale. Magari gli invalsi potrebbero essere un incentivo sia per gli insegnanti a svolgere il meglio possibile il loro lavoro nell' ottica dello sviluppo delle capacità oltre che nello svolgimento del piano di lavoro sia per gli studenti che dovrebbero impegnarsi maggiormente

L'utilizzo dei test standardizzati per valutare oggettivamente (sic!) le competenze degli studenti si porta dietro un pesante effetto collaterale: il teaching to the test.
In Finlandia, ad esempio, la matematica viene insegnata in maniera penoso, al punto che il senso stesso della disciplina viene distorto.
http://gisrael.blogspot.it/2011/05/il-bluff-della-matematica-finlandese.html
Gli studenti finlandesi però ottengono ottimi risultati nei test internazionali. Come mai? Semplicemente perché vengono addestrati a svolgere quel tipo di prove.
Tornando all'Italia, i test Invalsi non sono neutri rispetto ai contenuti oggetto di insegnamento e neppure rispetto alla concezione della matematica, quindi ci andrei cauto quando si parla di un loro utilizzo per un "confronto fra scuole".
Il confronto fra scuole e fra docenti non si ottiene con i test standardizzati, ma in una forma che potremmo definire "umanistica", ossia promuovendo occasioni di confronto e di interazione fra colleghi di scuole diverse.
Un tempo, quando non c'era l'autonomia scolastica e la scuola non era dominata dalla psico-pedagogia cialtrona, gli insegnanti avevano la possibilità di confrontarsi, aggiornarsi e discutere di didattica vera (ossia di quali contenuti era opportuno approfondire e di come insegnarli) e i commissari d'esame potevano essere nominati su tutto il territorio dello stato. Questo il vero confronto, il resto è pura ideologia.
Nei test Invalsi della scuola media, ad esempio, c'è un insistenza maniacale sulla lettura e sull'interpretazione di dati e tabelle, mentre altri argomenti vengono toccati più raramente.  Cosa sono costretti a fare i docenti? Visto che l'Invalsi è prova d'esame, saranno costretti ad approfondire ciò su cui l'Invalsi insiste e a trascurare ciò che l'Invalsi trascura. E questo provoca inevitabilmente conformismo didattico e impoverimento culturale.
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rita 76



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MessaggioOggetto: Re: TEST INVALSI   Gio Nov 24, 2016 2:05 pm

comp_xt ha scritto:
rita ha scritto:
Io non ho nulla contro gli invalsi sia perché valuta le "capacità logiche" che devono essere sviluppate il più possibile, sia perché ritengo giusto conoscere gli effettivi traguardi di ogni singola classe e scuola rispetto ad una realtà più grande, quella nazionale. Magari gli invalsi potrebbero essere un incentivo sia per gli insegnanti a svolgere il meglio possibile il loro lavoro nell' ottica dello sviluppo delle capacità oltre che nello svolgimento del piano di lavoro sia per gli studenti che dovrebbero impegnarsi maggiormente

L'utilizzo dei test standardizzati per valutare oggettivamente (sic!) le competenze degli studenti si porta dietro un pesante effetto collaterale: il teaching to the test.
In Finlandia, ad esempio, la matematica viene insegnata in maniera penoso, al punto che il senso stesso della disciplina viene distorto.
http://gisrael.blogspot.it/2011/05/il-bluff-della-matematica-finlandese.html
Gli studenti finlandesi però ottengono ottimi risultati nei test internazionali. Come mai? Semplicemente perché vengono addestrati a svolgere quel tipo di
prove.
Tornando all'Italia, i test Invalsi non sono neutri rispetto ai contenuti oggetto di insegnamento e neppure rispetto alla concezione della matematica, quindi ci andrei cauto quando si parla di un loro utilizzo per un "confronto fra scuole".
Il confronto fra scuole e fra docenti non si ottiene con i test standardizzati, ma in una forma che potremmo definire "umanistica", ossia promuovendo occasioni di confronto e di interazione fra colleghi di scuole diverse.
Un tempo, quando non c'era l'autonomia scolastica e la scuola non era dominata dalla psico-pedagogia cialtrona, gli insegnanti avevano la possibilità di confrontarsi, aggiornarsi e discutere di didattica vera (ossia di quali contenuti era opportuno approfondire e di come insegnarli) e i commissari d'esame potevano essere nominati su tutto il territorio dello stato. Questo il vero confronto, il resto è pura ideologia.
Nei test Invalsi della scuola media, ad esempio, c'è un insistenza maniacale sulla lettura e sull'interpretazione di dati e tabelle, mentre altri argomenti vengono toccati più raramente.  Cosa sono costretti a fare i docenti? Visto che l'Invalsi è prova d'esame, saranno costretti ad approfondire ciò su cui l'Invalsi insiste e a trascurare ciò che l'Invalsi trascura. E questo provoca inevitabilmente conformismo didattico e impoverimento culturale.

anche questo è vero; ci sono i pro e i contro come in tutte le cose
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: TEST INVALSI   Gio Nov 24, 2016 4:02 pm

ushikawa ha scritto:
Paniscus, comp_xt (con cui sono quasi sempre d'accordo) e Rita (con cui sono quasi sempre in disaccordo),
per come la vedo io, programma o non programma, la valutazione dell'Invalsi corrisponde quasi al decimo di punto con le capacità effettive dell'alunno in ambito logico-aritmetico e logico-linguistico (cioè praticamente tutto), togliendo di mezzo dalla valutazione quello che è paradossalmente un fattore di disturbo, cioè la maggiore o minore propensione allo studio (a sua volta motivata da mille cose, dallo scazzo con il docente alla condizione socio-economica svantaggiata o favorevole).

Innanzi tutto c'è forse un equivoco perché ci riferivamo a due questioni diverse.

Tu, da insegnante delle medie, pensi subito (comprensibilmente) alla prova invalsi come prova di valutazione formale del singolo alunno in sede di esame, alla quale io invece non pensavo affatto. Su questo io non ho nessuna esperienza, quindi lascio volentieri a te le osservazioni su quanto possa essere valida ed efficace e quanto no.

Io mi riferivo soprattutto al presunto (e pubblicizzatissimo e sventagliatissimo) valore delle prove invalsi A FINI STATISTICI complessivi, per dare una stima dell'efficacia didattica della scuola.

E non mi riferisco nemmeno alle innovazioni perverse introdotte di recente, quelle sul "piano di miglioramento", che fino a un anno o due fa non c'era, e sui meccanismi di premialità per le scuole (o ancora peggio, per i singoli insegnanti)...

...ma proprio all'immagine che è sempre stata proposta fin dall'inizio, anche 10 anni fa, quando ancora la Buona Scuola era molto al di là da venire, e Renzi era solo un giovane politicantello provinciale sconosciuto ai più.

Mi riferisco soprattutto alle prove delle elementari e della seconda superiore, che non hanno mai avuto alcun effetto sulla valutazione dello studente, che tuttora sono previste come anonime, e che è VIETATO usare come voto formale, e che avrebbero dovuto servire solo a fini statistici.

E quindi, scusa la divagazione, torno al punto: ma se le prove invalsi, come dici tu, valutano solo certe capacità logiche intrinseche dei ragazzi, che non dipendono né da quanto hanno studiato, né dagli insegnamenti ricevuti nel corso del programma scolastico, ma che sono SOLO individuali... perché mai dovrebbero avere qualche relazione con il fatto che la didattica tenuta in quella scuola sia virtuosa o meno, e sia efficace o meno?
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