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 TEST INVALSI

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tizio caio



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MessaggioOggetto: TEST INVALSI   Mar Mag 03, 2016 9:13 pm

Promemoria primo messaggio :

Sono in molti a parlare contro i test invalsi (Cobas, Cgil, unicobas) eppure continuano ad essere somministrati. Perché? I dirigenti scolastici pensano che con queste scemenze possono fare fessa l'utenza. I docenti che hanno paura di passare per "contrastivi" accettano questa insulsa cultura dell'invalsi. Queste pratiche umilianti mi pare che non esistevano neppure in epoca fascista. Sono stato ad un convegno dell'invalsi e vi spiego come ragionano. Un esempio spiega meglio l'andazzo:
Anno 2015: la scuola X ottiene 9 e la scuola Y ottiene 8;
Anno 2016: la scuola X ottiene 8 e la scuola y ottiene 6
Quindi secondo i geni dell'invalsi la scuola x ha avuto un netto miglioramento perché prima si staccava da y di un solo punto, ora si stacca di due punti. La vera logica in realtà è un'altra: "mors tua, vita mea".
Come potete vedere sono peggiorate sia la x che la y, eppure quelli dell'invalsi hanno la faccia tosta di dire che la scuola x è migliorata. Ma la cosa più disgustosa consiste nel fatto che i dirigenti scolastici (compresi quelli che con spudorazza ed ignoranza si autodefiniscono degli scienziati) come pappagalli ripetono la favola dell'invalsi, specie nel caso di scuole del tipo x. Non si vergognano perché pensano che l'utenza sia costituita da un branco di ignoranti, così come Berlusconi si esprimeva dicendo che in media gli italiani ragionano come uno con la terza media, e che quindi lo si possa fare fesso senza tanti giri di parole.
I genitori di questi bambini e studenti, con metodi fascisti, sono tenuti all'oscuro della nefandezza, della inutilità e della dannosità di queste prove. Sarebbe proprio il caso che mandassero alle scuole una lettera di diffida.
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MessaggioOggetto: Re: TEST INVALSI   Ven Mag 06, 2016 11:07 am

Felipeto ha scritto:
non ho dubbi che nella "cattiva scuola" di 30-40 anni fa un test invalsi era tranquillamente risolubile alle medie o all "avviamento"
due anni fa visitai il forte di Bard in valle d aosta. era allestito il "Museo Alpino" in cui si rappresentava la vita di montagna fino agli anni 60..
in una stanza era ricreata la "scuola di montagna", verosimilmente una elementare.
in un vecchissimo quaderno aperto in bella mostra era proposto all'alunno un problema che suonava all'incirca così:" una damigiana contiene 80 litri. quanti bicchierini cilindrici di diametro x ed altezza y riuscirei a riempire ?"
prova oggi in una quinta SUPERIORE a chiedere il volume del cilindro...ti guardano sconvolti...
mi associo al "ma di cosa stiamo parlando"?
paniscus ha ragione......... le competenze nascono spontaneamente dopo un intenso studio delle conoscenze nozionistiche.
quando io insisto sull invalsi,. lo faccio per esprimere la necessità di MIGLIORARE LE CONOSCENZE E ABILITA' LOGICO MATEMATICHE, con le quali quei quesiti sono stronzate...
NON CERTO per addestrare gli studenti a rispondere a pappagallo a tipologie preconfezionate che troveranno nell invalsi e che faranno fare bella figura alla scuola...
Non ho mai scritto nulla del genere.
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MessaggioOggetto: Re: TEST INVALSI   Ven Mag 06, 2016 11:14 am

ushikawa ha scritto:
paniscus_2.0 ha scritto:
Il motivo principale per cui "i giudizi sospesi in italiano sono rari" è che la stragrande maggioranza degli insegnanti di italiano pensa sinceramente che sia IMPOSSIBILE insegnare a qualcuno a scrivere correttamente in italiano se non lo sa fare già, e che quindi pensa (altrettanto sinceramente) che sia inutile rimandare a settembre qualcuno che non sa scrivere, perché tanto se non sa scrivere non lo impara sicuramente in due mesi e mezzo di studio estivo, e non lo imparerà mai.  

Non so, forse sembra troppo logico-scientifico-ingegneristico il pensiero per cui, una volta analizzata la situazione (alunno che non scrive correttamente in italiano) si immaginano una serie di interventi (attività mirate a sviluppare le capacità dell'alunno) dei quali si verificano i risultati (miglioramenti nella capacità di espressione scritta).
O forse fa troppo "competenza di base", versione troppo plebea della conoscenza. Meglio l'Ariosto.
Posso portare la mia esperienza: non ricordo di avere mai preso una sufficienza di italiano scritto (nè di avere mai preso un'insufficienza di matematica), c'è stato un anno in cui un mio zio, professore di lettere e latino a Reggio Calabria, tentò di aiutarmi ma non potè fare altro che farmi notare alcune caratteristiche dei temi scritti, alcune tecniche ed alcuni stili; il mio problema sapete che è l'ortografia, su quel versante non ottenne alcun risultato.

Sì, concordo con chi sostiene che in 3 mesi non impari a scrivere e che quindi non ha senso rimandare, o bocci o promuovi a giugno.
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comp_xt



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MessaggioOggetto: Re: TEST INVALSI   Ven Mag 06, 2016 2:28 pm

I docenti di lettere che sostengono l'attuale struttura della prova scritta di italiana contestano il fatto che:

- nel saggio breve o nell'articolo di giornale i documenti sono forniti da chi ha redatto la traccia, mentre nel tema lo studente mette in gioco solo il suo personale bagaglio culturale;

- l'analisi del testo costringe lo studente a dover rispondere a delle domande e quindi l'elaborato prodotto risulta in qualche modo guidato.

Francamente non mi sembrano obiezioni di poco conto.
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comp_xt



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MessaggioOggetto: Re: TEST INVALSI   Ven Mag 06, 2016 2:39 pm

paniscus_2.0 ha scritto:


Che poi, oltretutto, mi chiedo anche un'altra cosa: ma i problemini di matematica di 40 o 50 anni fa non erano strapieni di esempi sulla "signora Maria che va al mercato e compra le uova" o sul "contadino che deve recintare un campo che ha 6 file di olivi con 8 piante per ciascuna fila"?

Solo che, appunto, all'epoca ce li proponevano alle elementari, non certo alle superiori.

Quindi, vuoi vedere che il problem solving e la didattica per competenze c'erano già nella scuola selettiva e nozionistica di mezzo secolo fa, e che poi è stata la scuola innovativa a farli sparire?

Boh.

Purtroppo non si è ancora capito che ogni cosa va fatta a suo tempo.
Una volta alle elementari si faceva molto "problem solving", solo che non lo si chiamava così, e man mano che andavano avanti con gli studi i ragazzi imparavano ad astrarre.
Oggi alla primaria fanno la teoria degli insiemi, studiano le proprietà formali delle operazioni (ho visto libri per le elementari nei quali si parla di "struttura di gruppo"), in italiano anziché lavorare fino allo sfinimento sulla produzione scritta si pretende che i bambini sappiano riconoscere e analizzare le varie tipologie testuali.
Arrivano alle medie e alle superiori e si scopre che non sanno risolvere semplici problemini di vita quotidiana e che non sanno scrivere, e si pretende che la scuola secondaria colmi questa lacuna, pretendendo nel contempo che in quinta liceo studino il calcolo differenziale e integrale.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: TEST INVALSI   Ven Mag 06, 2016 3:02 pm

Boh, da questo punto di vista non vedo grossi ostacoli. Io ho un figlio alle elementari (e una che le ha appena finite), e mi pare che facciano SIA argomenti di logica e di insiemistica, SIA un sacco di problemini contestualizzati sullo stesso genere di quelli citati sopra. Magari il linguaggio è un po' cambiato rispetto agli olivi del contadno o alle uova della sora Maria, ma le cassette del mercato che contengno 12 mele ciascuna, o i bambini che devono suddividersi le caramelle o le matite, ci sono ancora eccome. Mi preoccupa molto di più l'approccio delle medie, dove stanno imperversando i libri di testo tradotti direttamente dal finlandese...
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geo&geo



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MessaggioOggetto: Re: TEST INVALSI   Ven Mag 06, 2016 3:12 pm

La scuola dovrebbe  far capire ai ragazzi il senso di quello che fanno.
Quindi, ben vengano le applicazioni, il supermercato, i bicchieri cilindrici (di grappa!), lo scrivere per farsi comprendere su un blog o il saper scrivere un CV decente, il saper modellizzare un problema reale, saper leggere un orario ferroviario (e capirne la logica), un testo di legge o un articolo di giornale, o sapere come funzionano le cose che usiamo ogni giorno.

La bella matematica dei matematici non è quella che si insegna a scuola, le sfumature della letteratura non saranno comprese dal 99% degli studenti. Ma per tutto questo ci saranno dei corsi universitari specifici. Fino a 16 anni, scopo della scuola è formare dei cittadini, non dei matematici né dei letterati.
E' chiaro che i test invalsi non possono chiedere niente di più delle competenze base, quelle che tutti i cittadini istruiti dovrebbero avere. Il fatto che molti studenti non rispondano a domande che a noi sembrano banali può significare che, nonostante tutti noi spergiuriamo il contrario, ancora a scuola non si insegna a ragionare davvero sulle cose, o almeno non a tutti, esattamente come 30 o 40 anni fa.
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: TEST INVALSI   Ven Mag 06, 2016 3:35 pm

Prendetevela con chi ha scritto queste: (IN 2012, MATEMATICA)

Obiettivi di apprendimento al termine della classe quinta della scuola primaria
Numeri
– Leggere, scrivere, confrontare numeri decimali.
– Eseguire le quattro operazioni con sicurezza, valutando l’opportunità di ricorrere al calcolo mentale, scritto o con la calcolatrice a seconda delle situazioni.
– Eseguire la divisione con resto fra numeri naturali; individuare multipli e divisori di un numero.
– Stimare il risultato di una operazione.
– Operare con le frazioni e riconoscere frazioni equivalenti.
– Utilizzare numeri decimali, frazioni e percentuali per descrivere situazioni quotidiane.
– Interpretare i numeri interi negativi in contesti concreti.
– Rappresentare i numeri conosciuti sulla retta e utilizzare scale graduate in contesti significativi per le scienze e per la tecnica.
– Conoscere sistemi di notazione dei numeri che sono o sono stati in uso in luoghi, tempi e culture diverse dalla nostra.
Spazio e figure
– Descrivere, denominare e classificare figure geometriche, identificando elementi significativi e simmetrie, anche al fine di farle riprodurre da altri.
– Riprodurre una figura in base a una descrizione, utilizzando gli strumenti opportuni (carta a quadretti, riga e compasso, squadre, software di geometria).
– Utilizzare il piano cartesiano per localizzare punti.
– Costruire e utilizzare modelli materiali nello spazio e nel piano come supporto a una prima capacità di visualizzazione.
– Riconoscere figure ruotate, traslate e riflesse.
– Confrontare e misurare angoli utilizzando proprietà e strumenti.
– Utilizzare e distinguere fra loro i concetti di perpendicolarità, parallelismo, orizzontalità, verticalità, parallelismo.
– Riprodurre in scala una figura assegnata (utilizzando, ad esempio, la carta a quadretti).
– Determinare il perimetro di una figura utilizzando le più comuni formule o altri procedimenti.
– Determinare l’area di rettangoli e triangoli e di altre figure per scomposizione o utilizzando le più
comuni formule.
– Riconoscere rappresentazioni piane di oggetti tridimensionali, identificare punti di vista diversi di
uno stesso oggetto (dall’alto, di fronte, ecc.).
Relazioni, dati e previsioni
– Rappresentare relazioni e dati e, in situazioni significative, utilizzare le rappresentazioni per ricavare informazioni, formulare giudizi e prendere decisioni.
– Usare le nozioni di frequenza, di moda e di media aritmetica, se adeguata alla tipologia dei dati a disposizione.
– Rappresentare problemi con tabelle e grafici che ne esprimono la struttura.
– Utilizzare le principali unità di misura per lunghezze, angoli, aree, volumi/capacità, intervalli temporali, masse, pesi per effettuare misure e stime.
– Passare da un’unità di misura a un’altra, limitatamente alle unità di uso più comune, anche nel contesto del sistema monetario.
– In situazioni concrete, di una coppia di eventi intuire e cominciare ad argomentare qual è il più probabile, dando una prima quantificazione nei casi più semplici, oppure riconoscere se si tratta di eventi ugualmente probabili.
– Riconoscere e descrivere regolarità in una sequenza di numeri o di figure.
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MessaggioOggetto: Re: TEST INVALSI   Ven Mag 06, 2016 4:29 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Boh, da questo punto di vista non vedo grossi ostacoli. Io ho un figlio alle elementari (e una che le ha appena finite), e mi pare che facciano SIA argomenti di logica e di insiemistica, SIA un sacco di problemini contestualizzati sullo stesso genere di quelli citati sopra. Magari il linguaggio è un po' cambiato rispetto agli olivi del contadno o alle uova della sora Maria, ma le cassette del mercato che contengno 12 mele ciascuna, o i bambini che devono suddividersi le caramelle o le matite, ci sono ancora eccome. Mi preoccupa molto di più l'approccio delle medie, dove stanno imperversando i libri di testo tradotti direttamente dal finlandese...
Bastard mode on

Così come per apprezzare completamente i contenuti delle opere di Cicerone (altamente formative della persona e del cittadino) è necessario studiare il latino, perchè contenuto e lingua non possono essere scissi, altrettanto per i testi da te citati sarebbe opportuno imparare il finlandese e leggerli in lingua originale.

Bastard mode forever
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MessaggioOggetto: Re: TEST INVALSI   Ven Mag 06, 2016 4:49 pm

geo&geo ha scritto:
La scuola dovrebbe  far capire ai ragazzi il senso di quello che fanno.
Quindi, ben vengano le applicazioni, il supermercato, i bicchieri cilindrici (di grappa!), lo scrivere per farsi comprendere su un blog o il saper scrivere un CV decente, il saper modellizzare un problema reale, saper leggere un orario ferroviario (e capirne la logica), un testo di legge o un articolo di giornale, o sapere come funzionano le cose che usiamo ogni giorno.

La bella matematica dei matematici non è quella che si insegna a scuola, le sfumature della letteratura non saranno comprese dal 99% degli studenti. Ma per tutto questo ci saranno dei corsi universitari specifici. Fino a 16 anni, scopo della scuola è formare dei cittadini, non dei matematici né dei letterati.
E' chiaro che i test invalsi non possono chiedere niente di più delle competenze base, quelle che tutti i cittadini istruiti dovrebbero avere. Il fatto che molti studenti non rispondano a domande che a noi sembrano banali può significare che, nonostante tutti noi spergiuriamo il contrario, ancora a scuola non si insegna a ragionare davvero sulle cose, o almeno non a tutti, esattamente come 30 o 40 anni fa.

A parte il fatto che il compito di "formare dei cittadini" (ossia di educare i ragazzi alle regole di base della convivenza civile, al rispetto delle norme e ai diritti e doveri sociali) dovrebbe spettare principalmente alla FAMIGLIA e non alla scuola...

...ma comunque, veramente quello che si stava contestando è proprio il punto evidenziato in grassetto: ovvero, si era quasi tutti d'accordo sul fatto che 30 o 40 anni fa si insegnava ECCOME a ragionare sul volume del bicchierino, o sul resto che viene dato alla cassa del negozio, e 100 anni fa ancora di più, e si era quasi tutti d'0accordo sul fatto che addirittura che i ragazzini (per chissà quale prodigio leggendario di una mitologica età dell'oro, che adesso si sarebbe estinto, come i draghi, le streghe o i folletti) LO CAPIVANO, e CI RIUSCIVANO. E ci riuscivano in terza elementare, senza bisogno di arrivare ai 16 anni, o magari anche ai 19.

Come si spiega che adesso ci si pianga addosso perché invece i sedicenni e i diciannovenni di oggi non ci riescono, nonostante la scuola glielo insegni comunque, e glielo insegni fin dalle elementari e non certo aspettando il liceo?

(perché assicuro che alle elementari i problemi sul resto della spesa, sulle cassette di mele o su quante mattonelle ci vogliono per ricoprire il pavimento della cucina, SI FANNO eccome)

Uno dei motivi per cui allora lo capivano e ci riuscivano mentre adesso no (magari non l'unico, ma uno dei motivi significativi sì) potrebbe essere che tali competenze, ALLORA, erano le stesse richieste dalla normale vita quotidiana, condivise con la famiglia, e messe alla prova tutti i giorni anche in famiglia. Cioè, il bambino si abituava a calcolare il resto della spesa perchè andava a fare la spesa coi genitori, e perché già a partire da un'età precocissima veniva spinto, o comunque incoraggiato, a fare piccole commissioni da solo, e a occuparsi di cose pratiche da solo. A otto o nove anni era abituato a controllare il resto della spesa, ma NON perché su quello gli mettessero il voto a scuola, bensì perchè la spesa la faceva, o comunque la vedeva fare tutti i giorni.

A leggere un orario ferroviario o a pagare un bollettino glielo insegnavano i genitori, mica la scuola... eppure a imparare tali competenze ci siamo riusciti tutti, e non parlo di 100 anni fa, ma di 20 o 30!

Adesso, invece, la stragrande maggioranza dei ragazzini vede le incombenze pratiche come una cosa astrusa, lontanissima, dalla quale si è totalmente esclusi e protetti perchè tanto ci pensa sempre qualcun altro e fa trovare tutto pronto, e a cui forse si dovrà cominciare a pensare tra 10 o 20 anni. Quindi anche i problemi "contestualizzati" li vede solo ed esclusivamente come compiti di scuola, che sono richiesti solo a scuola, esattamente come quelli astratti.

In questo senso per lui non c'è alcuna differenza tra problema astratto e problema contestualizzato.

Non c'è alcuna differenza tra la richiesta nuda e cruda di "trovare quanto fa 12 x 38", o la richiesta discorsivamente nfiocchettata di "determinare quanto ha incassato il negoziante che in una giornata ha venduto 38 magliette a 12 euro l'una"! Sempre di roba "scollegata dalla vita quotidiana" e che "richiedono solo a scuola" si tratta!

Ma ripeto: ha senso sostenere che sia colpa dell'inadeguatezza della scuola, che "prima" sfornava cittadini capaci di fare la spesa e di leggere gli orari ferroviari mentre "adesso" non ci riesce più?

Boh.
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MessaggioOggetto: Re: TEST INVALSI   Ven Mag 06, 2016 5:02 pm

paniscus_2.0 ha scritto:

...ma comunque, veramente quello che si stava contestando è proprio il punto evidenziato in grassetto: ovvero, si era quasi tutti d'accordo sul fatto che 30 o 40 anni fa si insegnava ECCOME a ragionare sul volume del bicchierino, o sul resto che viene dato alla cassa del negozio, e 100 anni fa ancora di più, e si era quasi tutti d'0accordo sul fatto che addirittura che i ragazzini (per chissà quale prodigio leggendario di una mitologica età dell'oro, che adesso si sarebbe estinto, come i draghi, le streghe o i folletti) LO CAPIVANO, e CI RIUSCIVANO. E ci riuscivano in terza elementare, senza bisogno di arrivare ai 16 anni, o magari anche ai 19.

Nei miei ricordi d'infanzia di 30-40 anni fa, ho una schiacciante maggioranza di compagni di scuola (elementari, medie, e, in misura minore, superiori) che non riuscivano a fare quegli esercizi.
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MessaggioOggetto: Re: TEST INVALSI   Ven Mag 06, 2016 5:09 pm

mac67 ha scritto:
paniscus_2.0 ha scritto:

...ma comunque, veramente quello che si stava contestando è proprio il punto evidenziato in grassetto: ovvero, si era quasi tutti d'accordo sul fatto che 30 o 40 anni fa si insegnava ECCOME a ragionare sul volume del bicchierino, o sul resto che viene dato alla cassa del negozio, e 100 anni fa ancora di più, e si era quasi tutti d'0accordo sul fatto che addirittura che i ragazzini (per chissà quale prodigio leggendario di una mitologica età dell'oro, che adesso si sarebbe estinto, come i draghi, le streghe o i folletti) LO CAPIVANO, e CI RIUSCIVANO. E ci riuscivano in terza elementare, senza bisogno di arrivare ai 16 anni, o magari anche ai 19.

Nei miei ricordi d'infanzia di 30-40 anni fa, ho una schiacciante maggioranza di compagni di scuola (elementari, medie, e, in misura minore, superiori) che non riuscivano a fare quegli esercizi.
Devo essere sincero, essendo stato sempre un orso non ho la minima idea di come se la sarebbero cavata i miei compagni.
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MessaggioOggetto: Re: TEST INVALSI   Ven Mag 06, 2016 5:43 pm

mac67 ha scritto:
Nei miei ricordi d'infanzia di 30-40 anni fa, ho una schiacciante maggioranza di compagni di scuola (elementari, medie, e, in misura minore, superiori) che non riuscivano a fare quegli esercizi.

Se fosse davvero così, vorrebbe dire che la schiacciante maggioranza della specie umana è incapace di cavarsela nella vita pratica anche in età adulta, non che sia colpa della scuola.

E comunque io 'sta schiacciante maggioranza non me la ricordo, qualcuno che aveva difficoltà serie sì (e che oggi forse sarebbe stato subito dichiarato BES, ma appunto casi singoli, non un fenomeno sociale diffuso)... ma addirittura la maggioranza schiacciante, proprio no.
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MessaggioOggetto: Re: TEST INVALSI   Ven Mag 06, 2016 5:57 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
mac67 ha scritto:
Nei miei ricordi d'infanzia di 30-40 anni fa, ho una schiacciante maggioranza di compagni di scuola (elementari, medie, e, in misura minore, superiori) che non riuscivano a fare quegli esercizi.

Se fosse davvero così, vorrebbe dire che la schiacciante maggioranza della specie umana è incapace di cavarsela nella vita pratica anche in età adulta, non che sia colpa della scuola.

E comunque io 'sta schiacciante maggioranza non me la ricordo, qualcuno che aveva difficoltà serie sì (e che oggi forse sarebbe stato subito dichiarato BES, ma appunto casi singoli, non un fenomeno sociale diffuso)... ma addirittura la maggioranza schiacciante, proprio no.

Non posso dire che la mia esperienza valga come esempio tipico. Però ...

Dei miei compagni delle elementari, ci siamo laureati in ... 2, forse 3. Di quelli delle medie ... forse solo io. Ricordo benissimo i voti dell'esame delle medie: un 9, un 8, un 7, e tutti gli altri 6 (erano giudizi, ma è lo stesso).
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MessaggioOggetto: Re: TEST INVALSI   Ven Mag 06, 2016 6:12 pm

Ma come si spiega che quegli stessi ragazzi che 30 anni fa finivano la terza media a calci nel sedere con la sufficienza precisa precisa e che poi non si iscrivevano nemmeno alle superiori, oppure si iscrivevano solo per un anno e poi abbandonavano subito... poi trovavano qualcuno che li assumeva a lavorare, e a 15 anni riuscivano a cavarsela in responsabilità da adulti che oggi i venticinquenni si sognano? Voglio dire, ad esempio: uno dei lavori classici, ma più classici, e più diffusi negli anni settanta e ottanta, per le ragazzine adolescenti che avevano solo la terza media e con pochissime velleità intellettuali... era quello di andare a fare la COMMESSA. E non solo trovavano qualcuno che le assumesse, ma ci riuscivano pure, a fare quel lavoro. Oggi, anche ammettendo che fosse consentito per legge, chi si sognerebbe di affidare un registratore di cassa, un libretto delle ordinazioni o le chiavi del bandone a una quindicenne che ha solo la terza media? Ma nemmeno a una ventenne con diploma tecnico commerciale, appunto!

Ora, come si spiega che la stessa ragazzina che a scuola "non sapeva" risolvere un problemino di spesa-ricavo-guadagno o di peso netto-peso lordo-tara, dopo un anno o due riusciva a fare la commessa in un negozio di alimentari o la banconista in un bar?
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MessaggioOggetto: Re: TEST INVALSI   Ven Mag 06, 2016 6:20 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Ma come si spiega che quegli stessi ragazzi che 30 anni fa finivano la terza media a calci nel sedere con la sufficienza precisa precisa e che poi non si iscrivevano nemmeno alle superiori, oppure si iscrivevano solo per un anno e poi abbandonavano subito... poi trovavano qualcuno che li assumeva a lavorare, e a 15 anni riuscivano a cavarsela in responsabilità da adulti che oggi i venticinquenni si sognano? Voglio dire, ad esempio: uno dei lavori classici, ma più classici, e più diffusi negli anni settanta e ottanta, per le ragazzine adolescenti che avevano solo la terza media e con pochissime velleità intellettuali... era quello di andare a fare la COMMESSA. E non solo trovavano qualcuno che le assumesse, ma ci riuscivano pure, a fare quel lavoro. Oggi, anche ammettendo che fosse consentito per legge, chi si sognerebbe di affidare un registratore di cassa, un libretto delle ordinazioni o le chiavi del bandone a una quindicenne che ha solo la terza media? Ma nemmeno a una ventenne con diploma tecnico commerciale, appunto!

Ora, come si spiega che la stessa ragazzina che a scuola "non sapeva" risolvere un problemino di spesa-ricavo-guadagno o di peso netto-peso lordo-tara, dopo un anno o due riusciva a fare la commessa in un negozio di alimentari o la banconista in un bar?

Intanto, i lavori manuali sono diminuiti.

Poi, almeno qui, i commessi ci sono ancora, e sono ancora quelle figure che dici tu. Per i conti, non è un problema, c'è il registratore di cassa (quando da piccolo facevo la spesa all'emporio vicino casa, i conti li facevano con carta e penna).

Tempo fa sono andato da un tabaccaio (giovane), per comprare un paio di penne e dei fiammiferi, ho speso intorno a 3 euro. Giuro che ha usato la calcolatrice per dirmi quanto dovevo pagare.

Ma che i ragazzini di oggi siano spaesati, è un dato di fatto. Conosco figli di amici che non sono mai usciti di casa da soli per nessun motivo fino a 10 anni e più, nemmeno per una commissione al negozio a 10 metri.
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MessaggioOggetto: Re: TEST INVALSI   Ven Mag 06, 2016 6:37 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
mac67 ha scritto:
Nei miei ricordi d'infanzia di 30-40 anni fa, ho una schiacciante maggioranza di compagni di scuola (elementari, medie, e, in misura minore, superiori) che non riuscivano a fare quegli esercizi.

Se fosse davvero così, vorrebbe dire che la schiacciante maggioranza della specie umana è incapace di cavarsela nella vita pratica anche in età adulta, non che sia colpa della scuola.

E comunque io 'sta schiacciante maggioranza non me la ricordo, qualcuno che aveva difficoltà serie sì (e che oggi forse sarebbe stato subito dichiarato BES, ma appunto casi singoli, non un fenomeno sociale diffuso)... ma addirittura la maggioranza schiacciante, proprio no.

Non la maggioranza schiacciante, solo il 47%


Con il termine analfabetismo funzionale si designa l’incapacità di un individuo di usare in modo efficiente le abilità di lettura, scrittura e calcolo nelle situazioni della vita quotidiana. Un analfabeta funzionale è una persona che sa scrivere il suo nome e che magari aggiorna il suo status su Facebook, ma che non è capace “di comprendere, valutare, usare e farsi coinvolgere con testi scritti per intervenire attivamente nella società, per raggiungere i propri obiettivi e per sviluppare le proprie conoscenze e potenzialità”.
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MessaggioOggetto: Re: TEST INVALSI   Ven Mag 06, 2016 6:44 pm

Ok, ma qua si stava parlando d'altro: ossia, se sia giusto pretendere dalla scuola l'insegnamento di quelle che non sono competenze culturali specifiche, ma sono abilità personali e sociali di base che invece dovrebbero essere insegnate dalla famiglia, tutto lì. Saper leggere un orario dei treni o un'indicazione stradale NON SONO cose che "prima la scuola insegnava e invece adesso non le insegna più": non sono mai state insegnate a scuola nemmeno a noi, eppure le abbiamo imparate lo stesso.

Il fatto che i lavori manuali siano diminuiti è vero, ma io non stavo parlando della difficoltà a trovare lavoro come commessa perchè non ti assumono... stavo parlando della CAPACITA' personale di fare la commessa, che una quindicenne di 30 o 40 anni fa mediamente aveva, mentre oggi non ce l'ha nemmeno una persona con 5 o 6 anni di più, e che è stata a scuola più a lungo.

E allora, di nuovo, come si spiega?

O 30 e 40 anni fa l'insegnamento dei famosi "problemi contestualizzati" era efficace (ma tu dici di no, ossia che non li sapeva risolvere quasi nessuno nemmeno allora), oppure semplicemente non è vero che quel genere di insegnamento abbia l'effetto di potenziare sul serio le capacità di fare i conti della spesa, che invece vengono apprese ALTROVE, e che venivano apprese altrove anche 40 anni fa.

Solo che 40 anni fa tutti trovavano normale che venissero apprese altrove, mentre adesso stanno tutti a stracciarsi le vesti su quanto sia scandaloso che non le insegnino a scuola!
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mac67



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MessaggioOggetto: Re: TEST INVALSI   Ven Mag 06, 2016 6:49 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Ok, ma qua si stava parlando d'altro: ossia, se sia giusto pretendere dalla scuola l'insegnamento di quelle che non sono competenze culturali specifiche, ma sono abilità personali e sociali di base che invece dovrebbero essere insegnate dalla famiglia, tutto lì. Saper leggere un orario dei treni o un'indicazione stradale NON SONO cose che "prima la scuola insegnava e invece adesso non le insegna più": non sono mai state insegnate a scuola nemmeno a noi, eppure le abbiamo imparate lo stesso.

Il fatto che i lavori manuali siano diminuiti è vero, ma io non stavo parlando della difficoltà a trovare lavoro come commessa perchè non ti assumono... stavo parlando della CAPACITA' personale di fare la commessa, che una quindicenne di 30 o 40 anni fa mediamente aveva, mentre oggi non ce l'ha nemmeno una persona con 5 o 6 anni di più, e che è stata a scuola più a lungo.

E allora, di nuovo, come si spiega?

O 30 e 40 anni fa l'insegnamento dei famosi "problemi contestualizzati" era efficace (ma tu dici di no, ossia che non li sapeva risolvere quasi nessuno nemmeno allora), oppure semplicemente non è vero che quel genere di insegnamento abbia l'effetto di potenziare sul serio le capacità di fare i conti della spesa, che invece vengono apprese ALTROVE, e che venivano apprese altrove anche 40 anni fa.

Solo che 40 anni fa tutti trovavano normale che venissero apprese altrove, mentre adesso stanno tutti a stracciarsi le vesti su quanto sia scandaloso che non le insegnino a scuola!

Ma su gran parte di queste cose che dici sono d'accordo.

Poi, come dicevo tempo fa, pensavo che i problemi contestualizzati non presentassero difficoltà aggiuntive rispetto a problemi di matematica pura. I fatti mi danno torto. Quale ne sia la causa, non saprei dirlo. Intanto però, registro che è così.

Tra l'altro, nemmeno i nostri colleghi che scrivono i testi delle simulate sanno descrivere correttamente a parole una derivata seconda, come dimostra l'ultima simulata che ci hanno fatto avere pochi giorni fa.
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MessaggioOggetto: Re: TEST INVALSI   Ven Mag 06, 2016 6:56 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Ok, ma qua si stava parlando d'altro: ossia, se sia giusto pretendere dalla scuola l'insegnamento di quelle che non sono competenze culturali specifiche, ma sono abilità personali e sociali di base che invece dovrebbero essere insegnate dalla famiglia, tutto lì. Saper leggere un orario dei treni o un'indicazione stradale NON SONO cose che "prima la scuola insegnava e invece adesso non le insegna più": non sono mai state insegnate a scuola nemmeno a noi, eppure le abbiamo imparate lo stesso.

non so se ti riferivi anche al mio messaggio
comunque:
1) si sta parlando di prove invalsi, e di quanto molti (?) le ritengano inadatte a dare un quadro della situazione della scuola, almeno per italiano e matematica;
2) si sta parlando di come certe competenze richieste dall'invalsi 30 o 40 anni fa fossero scontate ed oggi no.
Io non sono d'accordo né con il primo né con il secondo punto.
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MessaggioOggetto: Re: TEST INVALSI   Ven Mag 06, 2016 7:12 pm

mac67 ha scritto:

Tra l'altro, nemmeno i nostri colleghi che scrivono i testi delle simulate sanno descrivere correttamente a parole una derivata seconda, come dimostra l'ultima simulata che ci hanno fatto avere pochi giorni fa.

Alludi alla portata dell'acqua che si è ridotta, tornando verso il valore di regime normale, inizialmente
più velocemente e poi più lentamente?
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MessaggioOggetto: Re: TEST INVALSI   Ven Mag 06, 2016 7:40 pm

comp_xt ha scritto:
mac67 ha scritto:

Tra l'altro, nemmeno i nostri colleghi che scrivono i testi delle simulate sanno descrivere correttamente a parole una derivata seconda, come dimostra l'ultima simulata che ci hanno fatto avere pochi giorni fa.

Alludi alla portata dell'acqua che si è ridotta, tornando verso il valore di regime normale, inizialmente
più velocemente e poi più lentamente?

Esattamente. Come ho scritto anche nel thread apposito nella sezione sugli esami di stato.
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MessaggioOggetto: Re: TEST INVALSI   Ven Mag 06, 2016 8:26 pm

geo&geo ha scritto:
Con il termine analfabetismo funzionale si designa l’incapacità di un individuo di usare in modo efficiente le abilità di lettura, scrittura e calcolo nelle situazioni della vita quotidiana. Un analfabeta funzionale è una persona che sa scrivere il suo nome e che magari aggiorna il suo status su Facebook, ma che non è capace “di comprendere, valutare, usare e farsi coinvolgere con testi scritti per intervenire attivamente nella società, per raggiungere i propri obiettivi e per sviluppare le proprie conoscenze e potenzialità”.
Cazzo ! Tutti quelli che straparlano sulla legge 107 ?

La metà dei docenti allora !
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MessaggioOggetto: Re: TEST INVALSI   Ven Mag 06, 2016 8:45 pm

mac67 ha scritto:
comp_xt ha scritto:
mac67 ha scritto:

Tra l'altro, nemmeno i nostri colleghi che scrivono i testi delle simulate sanno descrivere correttamente a parole una derivata seconda, come dimostra l'ultima simulata che ci hanno fatto avere pochi giorni fa.

Alludi alla portata dell'acqua che si è ridotta, tornando verso il valore di regime normale, inizialmente
più velocemente e poi più lentamente?

Esattamente. Come ho scritto anche nel thread apposito nella sezione sugli esami di stato.

La velocità andava interpretata come valore assoluto della derivata.
Concordo comunque sul fatto che la formulazione del problema fosse altamente imprecisa o comunque ambigua.
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MessaggioOggetto: Re: TEST INVALSI   Ven Mag 06, 2016 8:47 pm

mac67 ha scritto:
comp_xt ha scritto:
mac67 ha scritto:

Tra l'altro, nemmeno i nostri colleghi che scrivono i testi delle simulate sanno descrivere correttamente a parole una derivata seconda, come dimostra l'ultima simulata che ci hanno fatto avere pochi giorni fa.

Alludi alla portata dell'acqua che si è ridotta, tornando verso il valore di regime normale, inizialmente
più velocemente e poi più lentamente?

Esattamente. Come ho scritto anche nel thread apposito nella sezione sugli esami di stato.

Per me quell'affermazione non era "solo" inesatta, ma era semplicemente incomprensibile e del tutto inutile, hanno voluto a tutti i costi aggiungerci un'infiocchettatura discorsiva in più che non c'entrava nulla.
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MessaggioOggetto: Re: TEST INVALSI   Ven Mag 06, 2016 9:00 pm

comp_xt ha scritto:
mac67 ha scritto:
comp_xt ha scritto:
mac67 ha scritto:

Tra l'altro, nemmeno i nostri colleghi che scrivono i testi delle simulate sanno descrivere correttamente a parole una derivata seconda, come dimostra l'ultima simulata che ci hanno fatto avere pochi giorni fa.

Alludi alla portata dell'acqua che si è ridotta, tornando verso il valore di regime normale, inizialmente
più velocemente e poi più lentamente?

Esattamente. Come ho scritto anche nel thread apposito nella sezione sugli esami di stato.

La velocità andava interpretata come valore assoluto della derivata.
Concordo comunque sul fatto che la formulazione del problema fosse altamente imprecisa o comunque ambigua.

Il problema non è il segno, che è implicito nell'affermazione che la portata si riduce.

La portata si riduce velocemente = la derivata è fortemente negativa.

La portata si riduce lentamente = la derivata è debolmente negativa.

La rapidità della riduzione della portata in un primo tempo aumenta = derivata seconda negativa

La rapidità della riduzione della portata in un secondo tempo diminuisce = derivata seconda positiva.

La differenza tra velocità e accelerazione dovrebbe essere nota a docenti di matematica e fisica.
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TEST INVALSI
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