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 Ho un'idea geniale: classi da 60 alunni

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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Ho un'idea geniale: classi da 60 alunni   Dom Giu 12, 2016 6:20 pm

Promemoria primo messaggio :

http://www.orizzontescuola.it/news/successo-formativo-non-dipende-dal-numero-alunni-classe-ma-dallabilit-dei-docenti-studio-dellec

La mia idea geniale consiste in questo: si fanno classi da 60 alunni, così servono metà dei docenti a lavoro; non si licenzia nessuno, semplicemente un'anno sì ed uno no invece si salire in cattedra andiamo ad ascoltare un po' di cazzate a scienza dell'educazione.
I ragazzi saranno istruiti da docenti più preparati, le classi più numerose non sono comunque un problema, noi lavoriamo un anno su due ed il MIUR non spende una lira in più.

Su avanti gratificatemi ! Sono o non sono un genio ?
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ushikawa



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MessaggioOggetto: Re: Ho un'idea geniale: classi da 60 alunni   Lun Giu 13, 2016 9:27 pm

io mi troverei in difficoltà a dover risolvere "parlando" un esercizio di matematica.
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Ho un'idea geniale: classi da 60 alunni   Lun Giu 13, 2016 9:30 pm

Ma l'insegnante che spiega alla classe la correzione dell'esercizio non lo fa "parlando"?
Non so, saprete meglio voi.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Ho un'idea geniale: classi da 60 alunni   Lun Giu 13, 2016 11:33 pm

No, lo svolge scrivendolo alla lavagna. Poi magari mentre lo svolge lo commenta un po', ma di sicuro il commento è di importanza assolutamente marginale rispetto allo svolgimento stesso.

L'unico aspetto in cui diventa significativa la valutazione della proprietà di linguaggio è quello dell'esposizione di definizioni, proprietà, enunciati dei teoremi e simili. Ma anche in quel caso, non vedo nessuna differenza tra farglieli enunciare a voce o su un foglio scritto, anzi il foglio scritto è meglio, perché limita la tentazione di divagare e di infronzolare il discorso.

E' giustissimo che si valuti anche la capacità di espressione, ma in matematica penso sinceramente che non esista nessuna differenza tra la cosiddetta "produzione orale" e "produzione scritta", proprio perché non c'è niente di particolarmente personale da "PRODURRE"... c'è solo da dimostrare di aver colto il significato specifico dell'argomento, saperlo riconoscere e definire, senza infiocchettarlo, e anzi viene apprezzato proprio il fatto di essere più sintetici e mirati possibile.

Certo che se uno non sa usare il linguaggio specifico, ci se ne aacorge, ma ripeto, a me sembra che ci se ne accorga allo setsso identico modo sia allo scritto che all'orale, ossia non è vero che si valutino competenze diverse.
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JaneEyre



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MessaggioOggetto: Re: Ho un'idea geniale: classi da 60 alunni   Lun Giu 13, 2016 11:53 pm

L'idea è davvero geniale. Ho giusto un paio di odiose colleghe prossime alla pensione da eliminare seduta stante. Salgono prima in cattedra gli anziani, visto che sono più bravi.
Si parte da settembre?
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ludmilla72



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MessaggioOggetto: Re: Ho un'idea geniale: classi da 60 alunni   Mar Giu 14, 2016 11:15 am

Con questa mania delle interrogazioni scritte o addirittura dei "test a crocette", i ragazzi arrivano dalle elementari che non sanno più parlare, esporre ed imbastire un discorso. Ne conseguono una deprimente povertà di linguaggio ed una paura ingiustificata di confrontarsi verbalmente con qualcuno.

A me, come insegnante, l'interrogazione orale dà molte più informazioni sullo studente rispetto allo scritto: se un alunno non ha ben chiaro un concetto, posso rispiegarglielo subito, il che è molto più efficace che riportare un compito dopo quindici giorni. Molti studenti poi del compito corretto guardano solo il voto e così non imparano nulla.

Quanto alla matematica, la mia prof delle medie pretendeva che alla lavagna si parlasse e si spiegassero tutti i passaggi ed i ragionamenti. Gli esercizi "muti" non erano ammessi.
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Garamond



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MessaggioOggetto: Re: Ho un'idea geniale: classi da 60 alunni   Mar Giu 14, 2016 3:36 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
In matematica l'interrogazione è solo un inutile doppione della richiesta di esercizi da svolgere nel compito.
Che li si svolga sul foglio o sulla lavagna è perfettamente irrilevante, gli esercizi sono uguali e le richieste sono uguali.

Per me le richieste non sono uguali. Tramite le interrogazioni riesco a capire molto meglio se l'alunno ha semplicemente imparato a memoria il procedimento o ha capito anche il senso di quello che fa. Faccio qualche esempio:
- perché si fanno le condizioni di esistenza nelle equazioni fratte?
- perché si fa il sistema tra l'equazione di una curva e quella di una retta per determinarne le posizioni reciproche?
- perché passando agli esponenti bisogna cambiare il verso della disequazione se la base è compresa tra 0 e 1?
- perché si calcolano certi limiti e non altri per determinare gli eventuali asintoti verticali di una funzione?

Come fai a verificare queste cose con una verifica scritta? Metti delle domande aperte?
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comp_xt



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MessaggioOggetto: Re: Ho un'idea geniale: classi da 60 alunni   Mar Giu 14, 2016 5:31 pm

Garamond ha scritto:
paniscus_2.0 ha scritto:
In matematica l'interrogazione è solo un inutile doppione della richiesta di esercizi da svolgere nel compito.
Che li si svolga sul foglio o sulla lavagna è perfettamente irrilevante, gli esercizi sono uguali e le richieste sono uguali.

Per me le richieste non sono uguali. Tramite le interrogazioni riesco a capire molto meglio se l'alunno ha semplicemente imparato a memoria il procedimento o ha capito anche il senso di quello che fa. Faccio qualche esempio:
- perché si fanno le condizioni di esistenza nelle equazioni fratte?
- perché si fa il sistema tra l'equazione di una curva e quella di una retta per determinarne le posizioni reciproche?
- perché passando agli esponenti bisogna cambiare il verso della disequazione se la base è compresa tra 0 e 1?
- perché si calcolano certi limiti e non altri per determinare gli eventuali asintoti verticali di una funzione?

Come fai a verificare queste cose con una verifica scritta? Metti delle domande aperte?

Concordo perfettamente.
Sebbene per ovvi motivi di tempo il ricorso alle prove orali debba essere per forza di cose limitato, credo che esse svolgano un ruolo insostituibile proprio per i motivi che hai espresso tu.
A livello universitario poi mi sembra addirittura inconcepibile che un esame di matematica possa svolgersi solo in forma scritta.
Purtroppo col passaggio dal vecchio al nuovo ordinamento in seguito alla riforma del 1999 sembra che l'orale obbligatorio negli esami di area matematica permanga solo nei corsi di laurea in matematica e fisica, mentre in ingegneria, scienza naturali, biologia, economia etc la prassi maggiormente diffusa sia quella di fare solo prove scritte con orali non previsti o facoltativi.
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Ho un'idea geniale: classi da 60 alunni   Gio Giu 16, 2016 6:26 am

paniscus_2.0 ha scritto:
No, lo svolge scrivendolo alla lavagna. Poi magari mentre lo svolge lo commenta un po', ma di sicuro il commento è di importanza assolutamente marginale rispetto allo svolgimento stesso.

L'unico aspetto in cui diventa significativa la valutazione della proprietà di linguaggio è quello dell'esposizione di definizioni, proprietà, enunciati dei teoremi e simili. Ma anche in quel caso, non vedo nessuna differenza tra farglieli enunciare a voce o su un foglio scritto, anzi il foglio scritto è meglio, perché limita la tentazione di divagare e di infronzolare il discorso.

E' giustissimo che si valuti anche la capacità di espressione, ma in matematica penso sinceramente che non esista nessuna differenza tra la cosiddetta "produzione orale" e "produzione scritta", proprio perché non c'è niente di particolarmente personale da "PRODURRE"... c'è solo da dimostrare di aver colto il significato specifico dell'argomento, saperlo riconoscere e definire, senza infiocchettarlo, e anzi viene apprezzato proprio il fatto di essere più sintetici e mirati possibile.

Certo che se uno non sa usare il linguaggio specifico, ci se ne aacorge, ma ripeto, a me sembra che ci se ne accorga allo setsso identico modo sia allo scritto che all'orale, ossia non è vero che si valutino competenze diverse.


definire un teorema per iscritto e definire un teorema a voce non è assolutamente la stessa cosa. Mi sono stancata di ridirlo quindi eviterò anche di controbattere.
Solo finendo un teorema, e non raccontando un fatto storico o altro si acquisisce una esposizione univoca, chiara, essenziale, che non accetta ambiguità e giri di parole. In passato le definizioni matematiche erano largamente esposte a voce e trasmettevano una abilità linguistica essenziale che serve anche in contesti non matematici. Che sia venuta meno si nota, e sempre più i ragazzi non sanno definire in modo chiaro le cose.
Una volta per tutti: l'educazione linguistica è trasversale. Non importa solo il teorema ma anche il linguaggio specialistico della disciplina e l'uso della lingua, e acquisirlo in forma scritta non è come acquisirlo in forma orale perché produzione scritta e orale non sono la stessa cosa.
Non c'entra poi nulla che sia PERSONALE, anzi quella che bisognerebbe trasmettere è quella specialistica, ma con abilità specialistiche, come ad esempio, nel nostro caso, la sintesi e l'esattezza
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comp_xt



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MessaggioOggetto: Re: Ho un'idea geniale: classi da 60 alunni   Gio Giu 16, 2016 8:15 pm

lucetta10 ha scritto:

definire un teorema per iscritto e definire un teorema a voce non è assolutamente la stessa cosa. Mi sono stancata di ridirlo quindi eviterò anche di controbattere.
Solo finendo un teorema, e non raccontando un fatto storico o altro si acquisisce una esposizione univoca, chiara, essenziale, che non accetta ambiguità e giri di parole. In passato le definizioni matematiche erano largamente esposte a voce e trasmettevano una abilità linguistica essenziale che serve anche in contesti non matematici. Che sia venuta meno si nota, e sempre più i ragazzi non sanno definire in modo chiaro le cose.
Una volta per tutti: l'educazione linguistica è trasversale. Non importa solo il teorema ma anche il linguaggio specialistico della disciplina e l'uso della lingua, e acquisirlo in forma scritta non è come acquisirlo in forma orale perché produzione scritta e orale non sono la stessa cosa.
Non c'entra poi nulla che sia PERSONALE, anzi quella che bisognerebbe trasmettere è quella specialistica, ma con abilità specialistiche, come ad esempio, nel nostro caso, la sintesi e l'esattezza

Vorrei fare qualche precisazione.
Anche chi può vantare una formazione matematica di tipo avanzato, se si trovasse a dover leggere un testo matematico di epoca medievale o della prima età moderna avrebbe delle grosse difficoltà legate al fatto che in quelle epoche il simbolismo era assente o ancora in fase ancora embrionale.
Oggi dimenticarsi che la matematica ha un suo codice, che si affianca al linguaggio naturale, potrebbe però essere pericoloso.
Se un ragazzo, di fronte alla richiesta di enunciare il teorema del coseno, rispondesse che:

in un triangolo, il quadrato della lunghezza di un lato è uguale alla somma dei quadrati delle lunghezze degli altri due lati, dedotta del doppio prodotto delle lunghezze di questi lati per il coseno dell’angolo tra essi compreso

nessuno potrebbe avere nulla da eccepire.
Ma siamo sicuri che sia il miglior modo per memorizzare e comprendere l'enunciato del problema?
Non è forse più facile dire (e ricordare) che, utilizzando l'usuale notazione per indicare i lati e gli angoli di un triangolo ABC, valgono le relazioni:

a^2 = b^2 + c^2 - 2 * b* c * cos alfa

b^2 = a^2+c^2 - 2 a * c * cos beta

c^2=a^2+b^2-2*a*b*cos gamma

Ad ogni modo, non voglio disquisire su quale delle due formulazioni sia da preferire, dato che sono ovviamente equivalenti, bisogna però rendersi conto che una formulazione del primo tipo diventa inutile nozionismo se lo studente non è poi in grado di passare a una di quelle del secondo tipo e viceversa.

Ribadisco quindi il mio pensiero: le prove orali di matematica nella scuola secondaria sono importanti (anche se non possono diventare predominanti) e negli esami universitari sono addirittura indispensabili.
Attenzione però al volerle ridurre alla verifica delle capacità espositive, sarebbe riduttivo e diseducativo.
Io credo che sia importante anche verificare come uno studente espone e argomenta, ma l'orale è anche lo strumento per verificare la reale comprensione di certi aspetti della disciplina, aspetti che non sempre le prove scritte riescono a far emergere. È noto infatti che la mancata comprensione di un concetto possa nascondersi anche dietro passaggi corretti (uno studente potrebbe saper risolvere bene una disequazione algebrica, ma non avere per nulla chiaro quello che sta facendo - l'orale aiuta a smascherare queste situazioni).
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Angel76



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MessaggioOggetto: Re: Ho un'idea geniale: classi da 60 alunni   Gio Giu 16, 2016 8:21 pm

avidodinformazioni ha scritto:
http://www.orizzontescuola.it/news/successo-formativo-non-dipende-dal-numero-alunni-classe-ma-dallabilit-dei-docenti-studio-dellec

La mia idea geniale consiste in questo: si fanno classi da 60 alunni, così servono metà dei docenti a lavoro; non si licenzia nessuno, semplicemente un'anno sì ed uno no invece si salire in cattedra andiamo ad ascoltare un po' di cazzate a scienza dell'educazione.
I ragazzi saranno istruiti da docenti più preparati, le classi più numerose non sono comunque un problema, noi lavoriamo un anno su due ed il MIUR non spende una lira in più.

Su avanti gratificatemi ! Sono o non sono un genio ?

Ahahah!
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Ho un'idea geniale: classi da 60 alunni   Gio Giu 16, 2016 8:36 pm

lucetta10 ha scritto:


definire un teorema per iscritto e definire un teorema a voce non è assolutamente la stessa cosa. Mi sono stancata di ridirlo quindi eviterò anche di controbattere.
Solo finendo un teorema, e non raccontando un fatto storico o altro si acquisisce una esposizione univoca, chiara, essenziale, che non accetta ambiguità e giri di parole.

Lucetta, scusa, ma tu insegni matematica?

In tal caso, cosa intendi esattamente per "finendo un teorema"?

E se NON insegni matematica, a maggior ragione, te lo chiedo lo stesso: cosa intendi?
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Ho un'idea geniale: classi da 60 alunni   Gio Giu 16, 2016 9:40 pm

Posso chiedere una cosa terra terra, ma veramente strisciante?

Se fosse così vero che le prove orali sono tanto più significative e tanto più rivelatrici di quelle scritte riguardo alla preparazione effettiva... come si spiegherebbe che in quasi tutte le materie (e NON SOLO in matematica, ma anche nelle materie umanistiche) le prove orali vengano sistematicamente considerate "più facili", e utilizzate in massa come tentativo di compensazione degli scritti andati male?

E come si spiega che quasi sempre, nei giudizi intermedi di fine quadrimestre in cui i voti sono ancora separati, la maggior parte degli alunni ha un voto più alto all'orale che allo scritto (in realtà devo specificare che con me non succede quasi mai, di solito si bilanciano in maniera abbastanza equilibrata), ma comunque di solito è molto più comune trovare qualcuno che abbia 4 allo scritto e 6 all'orale, oppure 7 allo scritto e 8 all'orale, piuttosto che il contrario?

Se fosse vero che "solo l'orale permette di far emergere la reale comprensione", mentre lo scritto può essere più ingannevole, non dovrebbe essere esattamente l'opposto? Ossia che l'orale venisse considerato più impegnativo e più ostico dello scritto?

E invece non succede quasi mai...
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Ho un'idea geniale: classi da 60 alunni   Gio Giu 16, 2016 9:48 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
lucetta10 ha scritto:


definire un teorema per iscritto e definire un teorema a voce non è assolutamente la stessa cosa. Mi sono stancata di ridirlo quindi eviterò anche di controbattere.
Solo finendo un teorema, e non raccontando un fatto storico o altro si acquisisce una esposizione univoca, chiara, essenziale, che non accetta ambiguità e giri di parole.

Lucetta, scusa, ma tu insegni matematica?

In tal caso, cosa intendi esattamente per "finendo un teorema"?

E se NON insegni matematica, a maggior ragione, te lo chiedo lo stesso: cosa intendi?

Quesito della prova Invalsi di matematica di oggi:

Osserva la figura.
AC è il diametro di una circonferenza di centro O.
Nel triangolo AOB, l’angolo BÂO è uguale all’angolo OBA. Immagina di muovere il punto B sulla circonferenza. Gli angoli BÂO e OBˆ A sono ancora uguali tra loro?
Scegli la risposta e completa la frase.

Sì, perché ................................................................................................................................. .................................................................................................................................................... ....................................................................................................................................................
No, perché ................................................................................................................................ .................................................................................................................................................... ....................................................................................................................................................

Non parliamo di grandi cose, ma di triangoli iscritti in una circonferenza. Anche chi ha dato la risposta giusta, non ha saputo assolutamente motivare, e ti assicuro che ci siamo esibite in faticosi esercizi di esegesi per capire cosa volessero dire certe risposte!
La capacità di definire manca perché non la si esercita. Se i ragazzi fossero chiamati a definire a voce ogni volta (e non per iscritto a ogni verifica) forse andrebbe leggermente meglio... forse...
Di sicuro, continuo a ripetere, l'educazione linguistica è trasversale e tutte le discipline devono sobbarcarsene
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MessaggioOggetto: Re: Ho un'idea geniale: classi da 60 alunni   Gio Giu 16, 2016 9:53 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Posso chiedere una cosa terra terra, ma veramente strisciante?

Se fosse così vero che le prove orali sono tanto più significative e tanto più rivelatrici di quelle scritte riguardo alla preparazione effettiva... come si spiegherebbe che in quasi tutte le materie (e NON SOLO in matematica, ma anche nelle materie umanistiche) le prove orali vengano sistematicamente considerate "più facili", e utilizzate in massa come tentativo di compensazione degli scritti andati male?

E come si spiega che quasi sempre, nei giudizi intermedi di fine quadrimestre in cui i voti sono ancora separati, la maggior parte degli alunni ha un voto più alto all'orale che allo scritto (in realtà devo specificare che con me non succede quasi mai, di solito si bilanciano in maniera abbastanza equilibrata), ma comunque di solito è molto più comune trovare qualcuno che abbia 4 allo scritto e 6 all'orale, oppure 7 allo scritto e 8 all'orale, piuttosto che il contrario?

Se fosse vero che "solo l'orale permette di far emergere la reale comprensione", mentre lo scritto può essere più ingannevole, non dovrebbe essere esattamente l'opposto? Ossia che l'orale venisse considerato più impegnativo e più ostico dello scritto?

E invece non succede quasi mai...


ma chi ha mai detto che le prove orali sono "tanto più significative"? Anzi, io sostengo il fatto che servano entrambe, anche ammettendo che la scritta rimanga la prova regina (come per il latino per esempio).
L'unica cosa, anche banale, che è stata detta, è semmai che quelle scritte NON sono tanto più significative delle orali da dover diventare le UNICHE come vorresti invece tu che proponi di eliminare l'orale.
Riguardo al fatto che siano considerate più facili, posso solo ipotizzare che la mancanza di una valutazione dell'esposizione oltre che del contenuto permette ai ragazzi di blaterare quattro cose senza il peso di dover essere giudicati anche su quello. All'orale pensano di dover solo mimare i contenuti "di far emergere la comprensione" come dici tu, non di essere ANCHE valutati sulla forma e il linguaggio specialistico.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Ho un'idea geniale: classi da 60 alunni   Gio Giu 16, 2016 10:06 pm

Visto che, appunto, la prova invalsi è una prova SCRITTA, e che la richiesta era quella di dare la definizione e la motivazione PER ISCRITTO e non a voce...

...continuo a non capire perché mai la capacità di dare tali definizioni e di giustificarle razionalmente dovrebbe essere esercitata meglio facendogliele esprimere a voce piuttosto che su un foglio scritto.

Magari, se quei ragazzini avessero fatto più esercitazioni scritte comprendenti anche domande teoriche, avrebbero capito meglio che cosa è richiesto in una domanda teorica di matematica (NON fatta apposta per l'invalsi, ma utile in generale per esporre le proprie conoscenze di matematica anche in una prova qualunque) e avrebbero imparato a dare una risposta mirata e sintetica a una domanda precisa, che guarda caso era richiesta anche lì.

Invece no, sulla valutazione della matematica ancora persiste il pregiudizio radicatissimo (e sbagliato) secondo cui le valutazioni nello scritto "sono solo esercizi", che si possono svolgere anche meccanicamente senza averci capito niente, mentre in quelle all'orale "invece sì che si deve davvero argomentare" e solo lì si rivela se si è capito o no.

Quasi sempre, a sostenere questo, sono insegnanti di materie completamente diverse dalla matematica... oppure persone che non sono nemmeno insegnanti, ma che comunque non hanno nulla a che fare con la matematica.
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Ho un'idea geniale: classi da 60 alunni   Gio Giu 16, 2016 10:11 pm

lucetta10 ha scritto:
Riguardo al fatto che siano considerate più facili, posso solo ipotizzare che la mancanza di una valutazione dell'esposizione oltre che del contenuto permette ai ragazzi di blaterare quattro cose senza il peso di dover essere giudicati anche su quello. All'orale pensano di dover solo mimare i contenuti "di far emergere la comprensione" come dici tu, non di essere ANCHE valutati sulla forma e il linguaggio specialistico.

E allora perché "lo pensano" in quasi tutte le materie, mica solo in matematica "come dico io"?

E perché in quasi tutte le materie (e SPECIALMENTE in quelle umanistiche, molto di più che in matematica) la strategia funziona, ed è VERO che prendono voti più alti all'orale che allo scritto?

E infatti con me non ci provano più di tanto, perché sanno che con me non funziona... e che quindi rischiano di fare la stessa identica figuraccia che allo scritto, con l'unica differenza (in peggio) che allo scritto almeno la fanno in privato sul loro foglio personale, mentre all'orale la fanno pubblicamente davanti a tutti.

Boh...
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lucetta10



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MessaggioOggetto: Re: Ho un'idea geniale: classi da 60 alunni   Gio Giu 16, 2016 10:14 pm

Non è possibile che ci sia un migliore esercizio ad esporre la storia piuttosto che a scriverla?
Dobbiamo ipotizzare per forza che voti più alti significhino prova più facile e non migliore rendimento?
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avidodinformazioni



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MessaggioOggetto: Re: Ho un'idea geniale: classi da 60 alunni   Gio Giu 16, 2016 10:31 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
Posso chiedere una cosa terra terra, ma veramente strisciante?

Se fosse così vero che le prove orali sono tanto più significative e tanto più rivelatrici di quelle scritte riguardo alla preparazione effettiva... come si spiegherebbe che in quasi tutte le materie (e NON SOLO in matematica, ma anche nelle materie umanistiche) le prove orali vengano sistematicamente considerate "più facili", e utilizzate in massa come tentativo di compensazione degli scritti andati male?

E come si spiega che quasi sempre, nei giudizi intermedi di fine quadrimestre in cui i voti sono ancora separati, la maggior parte degli alunni ha un voto più alto all'orale che allo scritto (in realtà devo specificare che con me non succede quasi mai, di solito si bilanciano in maniera abbastanza equilibrata), ma comunque di solito è molto più comune trovare qualcuno che abbia 4 allo scritto e 6 all'orale, oppure 7 allo scritto e 8 all'orale, piuttosto che il contrario?

Se fosse vero che "solo l'orale permette di far emergere la reale comprensione", mentre lo scritto può essere più ingannevole, non dovrebbe essere esattamente l'opposto? Ossia che l'orale venisse considerato più impegnativo e più ostico dello scritto?

E invece non succede quasi mai...
Ma nooo, è che loro hanno realmente compreso ....... come prendere in giro il docente.
Hai presente il cavallo che sapeva fare le somme ?
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MessaggioOggetto: Re: Ho un'idea geniale: classi da 60 alunni   Gio Giu 16, 2016 10:32 pm

lucetta10 ha scritto:
Non è possibile che ci sia un migliore esercizio ad esporre la storia piuttosto che a scriverla?

Ma infatti io non mi permetto di dire NULLA su come si dovrebbe valutare la storia.
Io parlo delle materie che conosco bene io, ossia matematica e fisica.

Fra l'altro, finora si è parlato quasi esclusivamente di matematica, ma mi permetto anche di aggiungere che l'insegnamento della fisica è stato affossato e rovinato per decenni e decenni da una mentalità (per fortuna oggi superata, almeno in parte) che riteneva la fisica una materia "solo orale", ossia qualitativa, descrittiva, senza formule, senza esercizi e senza numeri.

Cioè l'esatto CONTRARIO di qualsiasi cosa abbia a che fare davvero con la fisica.

Lo sbattere il muso fin dall'inizio sull'importanza delle misure, degli ordini di grandezza, e dell'autovalutazione della credibilità materiale dei risultati... è più importante in fisica che in matematica.

Il pregiudizio secondo cui "in matematica devi trovare i risultati esatti", mentre in fisica "basta saper esporre e dimostrare di aver capito"

(e quindi, la fisica che veniva considerata molto "più facile" della matematica, nel senso che era più facile prendere la sufficienza, NON nel senso che i concetti base fossero più facili da capire)...

...dicevo, tale pregiudizio ha fatto più danni della grandine, in tutte le scuole di tutti gli indirizzi di studio, liceo scientifico compreso, fino a pochissimi anni fa.

Citazione :
Dobbiamo ipotizzare per forza che voti più alti significhino prova più facile e non migliore rendimento?

Quindi quale sarebbe la tua idea? Che non è vero che sia l'insegnante a rendere le interrogazioni "più facili" dello scritto, ma che queste lo siano intrinsecamente, per natura?

Boh, è un'ipotesi legittima come tante altre, ma io personalmente non ci credo.
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MessaggioOggetto: Re: Ho un'idea geniale: classi da 60 alunni   Ven Lug 01, 2016 9:39 am

ludmilla72 ha scritto:
Quando ero molto giovane (e precaria) mi sono capitate due classi parallele (primo ITG): una era costituita da 25 alunni; l'altra da 31. I 25 avevano l'argento vivo, una classe di scalmanati; nella classe da 31 invece, a parte i problemi oggettivi di sovraffollamento, non volava una mosca. In breve tempo la classe di 25 elementi svegli ha surclassato quella dei 31 addormentati! Il numero conta, ma conta anche la qualità degli alunni.

Svegli, addormentati... dimmi che sei un fake, ti prego
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MessaggioOggetto: Re: Ho un'idea geniale: classi da 60 alunni   Ven Lug 01, 2016 9:43 am

ushikawa ha scritto:
Secondo me l'interrogazione orale è importante, abitua gli alunni a parlare.
Pensa un po', mentre impari un'argomento impari anche una competenza che ti aiuterà tutta la vita: che figata pedagogica!
Se negli altri paesi non la usano è un problema loro: del resto è dal mondo anglosassone che sono partite delle innovazioni decisamente prescindibili come i test a crocette.
Ritengo l'interrogazione orale non strettamente necessaria solo in alcune materie come la matematica.
Io ne faccio poche per problemi di tempo, ma non per questo disprezzo le interrogazioni.

Ritengo l'esposizione orale l'abilità più importante in mondo come quello attuale. Guardiamo in politica e possiamo notare che i campioni arraffavoti sono poco più che analfabeti politici (il primo Berlusconi, l'attuale Renzi). Senza parlare del mondo della seduzione dove si fanno continui e indispensabili esami orali e sono completamente inutili gli esercizi scritti, o perlomeno non si sale sopra qualche frasetta su whatsapp, che se è sgrammaticata non importa a nessuno.
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balanzoneXXI



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MessaggioOggetto: Re: Ho un'idea geniale: classi da 60 alunni   Ven Lug 01, 2016 2:18 pm

Aggiungiamo la considerazione , terra terra, che all' orale non si puo' copiare.
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MessaggioOggetto: Re: Ho un'idea geniale: classi da 60 alunni   Ven Lug 01, 2016 4:43 pm

balanzoneXXI ha scritto:
Aggiungiamo la considerazione , terra terra, che all' orale non si puo' copiare.
Si può copiare dal docente; si accenna a mezza risposta, ci si ferma il docente conclude la frase e tu annuisci confermando che è proprio quello che volevi dire.

E' quello che chiamo "la tecnica del cavallo che conta".

https://it.wikipedia.org/wiki/Hans_l%27intelligente


Ultima modifica di avidodinformazioni il Ven Lug 01, 2016 4:46 pm, modificato 1 volta
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paniscus_2.0



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MessaggioOggetto: Re: Ho un'idea geniale: classi da 60 alunni   Ven Lug 01, 2016 4:46 pm

balanzoneXXI ha scritto:
Aggiungiamo la considerazione , terra terra, che all' orale non si puo' copiare.

E allora mi permetto di ripetere un'argomentazione già proposta: se l'orale è tanto più obiettivo dello scritto, e se è tanto più RIVELATORE dello scritto sul'effettiva preparazione dello studente, con meno possibilità di fregare...

a) come si spiega che in tutte le materie (mica solo in matematica) l'orale vene diffusamente consderato "più facile" e utilizzato sistematicamente come scappatoia per compensare lo scritto andato male?

b) come si spiega che in tutte le materie (mica solo in matematica) le insufficienze all'orale siano molte di meno che allo scritto? Perché è tanto comune ritrovarsi gente che prende 4 allo scritto ma 6 all'orale, e quasi mai il contrario?
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MessaggioOggetto: Re: Ho un'idea geniale: classi da 60 alunni   Ven Lug 01, 2016 4:49 pm

paniscus_2.0 ha scritto:
a) come si spiega che in tutte le materie (mica solo in matematica) l'orale vene diffusamente consderato "più facile" e utilizzato sissematicamente come scappatoia per compensare lo scritto andato male?

b) come si spiega che in tutte le materie (mica solo in matematica) le insufficienze all'orale siano molte di meno che allo scritto? Perché è tanto comune ritrovarsi gente che prende 4 allo scritto ma 6 all'orale, e quasi mai il contrario?
Non è questione di semplicità ma di disonestà del docente: sappiamo che finiremo con l'alzare i voti, ci scoccia lasciar prove del nostro operato, preferiamo gonfiare i voti d'orale invece che quelli degli scritti.
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Ho un'idea geniale: classi da 60 alunni
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