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 PROVA DI MATEMATICA: Commenti

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AutoreMessaggio
mac67



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Località : Pianeta Terra

MessaggioOggetto: PROVA DI MATEMATICA: Commenti   Gio Giu 23, 2016 9:06 pm

Promemoria primo messaggio :

Come da oggetto.

Problema 2: inutilmente lungo.

Quesiti: molto sbilanciati su alcuni argomenti.

Problema 1: alla faccia delle semplici funzioni menzionate nelle indicazioni nazionali.

Poi vorrei capire perché per indicare estremi di intervalli aperti a volte usano la parentesi tonda, altre la quadra rivolta all'infuori. Usare una sola notazione no?
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AutoreMessaggio
comp_xt



Messaggi : 926
Data d'iscrizione : 10.12.15

MessaggioOggetto: Re: PROVA DI MATEMATICA: Commenti   Dom Lug 10, 2016 12:31 pm

Felipeto ha scritto:
Carla Federica, qualcuno non si vuole rassegnare che "si stava meglio quando si stava peggio".

Ho scritto oltre 500 messaggi in questo forum e quindi penso che si sia capito che non sono un sostenitore della "scuola dell'autonomia" nella quale il successo formativo è garantito a prescindere dall'impegno e dal profitto dello studente.
Quella del passato, nemmeno troppo lontano, era una buona scuola - al contrario di quella odierna.
Detto ciò, non mi piace nemmeno discutere per frasi fatte e con argomentazioni da bar sport - operando divisioni manichee. Non ci sono solo il bianco e il nero, esistono tanti altri colori, ciascuno con le proprie sfumature.

Il dibattito su quale matematica insegnare, su come insegnarla e su come andassero strutturate le prove d'esame c'era anche nel passato ed era ben più vivo di quello attuale, dato che coinvolgeva docenti di scuola secondaria, professori universitari e cultori della disciplina in genere.

Un esempio sono questi due famosi articoli del prof. Bruno De Finetti:

"Come liberare l'Italia dal morbo della trinomite?" (1965)
http://www.brunodefinetti.it/Opere/Trinomite%20da%20MACERATA.pdf

e "Contro la matematica per deficienti"

http://www.mathesisnazionale.it/archivio-storico-articoli-mathesis/95_123.pdf

Non è quindi così banale dire che la prova di un tempo andava bene mentre quelle degli ultimi anni no.

Riguardo alla fattibilità delle stesse degli anni passati, prendo atto dell'esperienza personale riportata da carla_federica, io però ho sentito sul tema anche molti docenti che insegnavano in quegli anni e che mi hanno riferito di annate in cui la prova di matematica è stata una vera ecatombe, anche per studenti bravi e che quindi spesso si è dovuto tenere conto di ciò nella valutazione finale.
Erano i tempi in cui i commissari d'esame venivano nominati anche fuori dalla regione di servizio o di residenza e quindi si tratta di esperienze raccolte in tutto il territorio nazionale.

Insomma Felipeto, credo che il dibattito sulla questione debba restare aperto, senza chiusure manichee e senza lasciare intendere, nemmeno troppo velatamente, che la controparte sia a favore di una scuola stile Paese dei Balocchi.

Personalmente credo che la prova d'esame debba prevedere sia quesiti "libreschi" che quesiti e problemi ben più impegnativi.

I quesiti "libreschi" li troviamo noiosi? Essendo laureato in matematica sarebbe assai preoccupante se andassi a ricercare gli aspetti più interessanti e sublimi della matematica in una prova destinata a dei liceali.
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carla_federica



Messaggi : 8
Data d'iscrizione : 08.07.16

MessaggioOggetto: Re: PROVA DI MATEMATICA: Commenti   Lun Lug 11, 2016 7:16 am

Il problema della "trinomite" (che però eviterei di enfatizzare oltre il dovuto, quei problemi non erano necessariamente così insensati quanto invece De Finetti pretenderebbe di ridicolizzarli) nasce soprattutto negli anni '50-'60, laddove appunto si tende a propinare agli esami una matematica scolastica e distante dai suoi sviluppi più avanzati. Appunto, si pretendeva di confinare l'esame in una matematica scolastica scollata da quella più avanzata dell'università.

Finendo per restare ingabbiata in quelle discussioni di 2° grado alquanto sterili (ma, ripeto, non necessariamente insensate sul piano didattico: se non altro avevano il vantaggio di costringere ad imparare degnamente la geometria, e questo non è poco). Da notare che, invece, le prove di matematica prima del 1923, relative alla sezione fisico-matematica dell'istituto tecnico (prima che venisse creato il liceo scientifico) erano più complesse e varie.

Dagli anni '70 in avanti quella situazione, comunque, viene superata con prove sempre più varie e interessanti, fino agli anni '90, dove si raggiunge un buon equilibrio. E' dal 2000 che si assiste a un progressivo impoverimento e livellamento al ribasso nei contenuti e nelle richieste (salvo forse gli ultimi 5-6 anni dove la prova offre vari spunti d'interesse, ma risulta a io parere quasi sempre troppo semplice). Parallelamente si assiste anche al boom di iscrizioni allo scientifico, evidenteente non più percepito come indirizzo di studi vocazionale, ma scuola sempre più alla portata di coloro che, genericamente, vogliono "fare il liceo". Infatti, mentre c'è il boom di iscritti allo scientifico, al tempo stesso è in quegli anni che avviene il crollo vertiginoso di iscritti ai corsi di laurea scientifici.

Difficile dire, su basi oggettive, se e quanto gli alunni fossero in grado di svolgere la prova negli anni '80-'90. Statistiche ufficiali non ce ne sono e temo che i plichi siano andati al macero da un bel po' (sarebbe interessante riuscire a recuperarne un po' e fare almeno un'indagine campionaria, ma temo sia impossibile). Si va, quindi, per sensazioni.

Credo che le cose variassero a seconda dei diversi contesti territoriali. Dalle parti mie, gli alunni che arrivavano al quinto anno, la prova la sapevano fare quasi tutti, salvo veramente pochi. Gli altri non ci arrivavano proprio, era quasi impensabile che potessero, se non ripetendo l'anno magari più volte e insistendo. E' possibile che in altre zone, invece, si promuovesse con manica più larga, quindi poi l'esame era un problema (la commissione era tutta esterna e arrivava quasi tutta da fuori regione all'epoca). Infatti, fino agli anni '90, il liceo scientifico preparava per fare facoltà scientifiche all'università: fisica, ingegneria, matematica, chimica, statistica, etc. Dopo è diventato un liceo generico, senza più vocazione, dove lo scopo è diventato, per tutte le scuole, fare sempre più iscritti e "battere la concorrenza".
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